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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di PADOVA
SCIENZE DELL'ANTICHITA
PADOVA(PD) - Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
DISCIPLINE STORICHE
NAPOLI(NA) - Università degli Studi di UDINE
STORIA E TUTELA DEI BENI CULTURALI
UDINE(UD) - Università degli Studi di LECCE
BENI CULTURALI
LECCE(LE) - Università degli Studi di LECCE
SCIENZA DEI MATERIALI
LECCE(LE)
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- 2 - Economia e Potere. Studio delle forme di controllo centrale sull'economia, dalle prime comunità gerarchiche alle società palaziali, tra Anatolia ed Egeo (V-II millennio a.C.).
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze fisiche
Classificazione geografica
- Regione: Veneto
Bibliografia
- P. GRIERSON, The interpretation of coin finds: [Presidential address delivered at the Annual General Meeting, the Royal Numismatic Society, June 16, 1965], "The Numismatic Chronicle", Ser. 7 Vol. 5 (1965), pp. i-xiii.- P. GRIERSON, The interpretation of coin finds (2):[Presidential address delivered at the Annual General Meeting, the Royal Numismatic Society, June 15, 1966], "The Numismatic Chronicle", Ser. 7 Vol. 6 (1966), pp. i-xxi.
- J. CASEY, Understading ancient coins.An introduction for archaeologists and historians London 1986;
- J.-P. CALLU, Quantifier l’inflation du IVe s.: modes et causes de l’évolution du volume des frappes, in L’”inflazione” nel quarto secolo d.C., Atti dell’incontro di studio, Roma 1988, Roma 1993, pp. 97-113;
- Rythmes de la production monétaire de l’antiquité à nos jours. Actes di Colloque International organisé à Paris du 10 au 12 janvier 1986, a cura di G. DEPEYROT, T. HACKENS, G. MOUCHARTE, Louvain-la-Neuve 1987;
- R. DUNCAN JONES, Money and Government in the Roman Empire, Cambridge 1995;
R. S. BAGNALL, Currency and Inflation in Fourth Century Egypt, “Bulletin of the American Society of Papyrologists”, Suppl. 5, New York 1985
D. RARTHBONE, Monetisation, not price-inflation, in third-century A.D. Egypt?, in Oxford Symposium on Coinage and Monetary History (13th : 1993). Coin finds and coin use in the Roman world, Berlin 1996, pp. 321-339.
M. CORBIER, Dévaluations, inflation et circulation monétaire au IIIe siècle, in Hommes et richesses dans l'Empire byzantin, 1, Paris 1989, p. 195-211
M. H. CRAWFORD, Ancient devaluations : a general theory, in Les "devaluations" a Rome; epoque republicaine et imperiale, Roma 1975, p. 147-158
- GORINI G.(a cura di), Ritrovamenti monetali nel mondo antico. Problemi e metodi, Atti del Convegno di Padova 31 marzo- 2 aprile 2000, Padova 2002;
- GORINI G.(a cura di), Ritrovamenti monetali di età romana nel Veneto, Voll. 10 editi, Padova 1992-2002.
Parole Chiave
CIRCOLAZIONE MONETARIA; ECONOMIA; EMISSIONE; ANALISI CHIMICO-FISICHE; TESAURIZZAZIONE; INFLAZIONEI ritrovamenti monetali inseriti nel contesto archeologico come strumento di conoscenza e di verifica dei fenomeni inflattivi
Università degli Studi di PadovaAbstract
Il programma verte sulla possibilità di verificare l'andamento dei fenomeni inflattivi in diversi contesti dell'Italia Antica e Medievale, al fine di una più corretta interpretazione storico-economica delle vicende delle società antiche.L'impegno è graduato in più fasi operative, in quanto si tratta di schedare materiale già noto e materiale inedito, procedendo alla verifica in loco. A tale scopo, in un prima fase,dopo un'accurata catalogazione con verifica nei diversi musei, tale materiale sarà immesso in un Data Base sul modello di quello della Regione Veneto,che ha fornito la base deilla serie dei "Ritrovamenti Monetali di età Romana nel Veneto" che è giunta al decimo volume e non mancheranno analisi sulla composizione fisico-chimica del metallo delle monete delle diverse serie prese in considerazione. In una seconda fase si passerà alla verifica dei modelli teorici in base all'incidenza dei fenomeni inflattivi sulla circolazione monetaria nei diversi periodi e luoghi considerati e, nel contempo, si avvierà una riflessione critica sulle possibilità di una interpretazione dei ritrovamenti monetali, sulla base proprio del materiale schedato sia in esemplari singoli che in ripostigli partendo dalle fase preromana a quella romana tardoantica e medievale.Il metodo seguito sarà quello storico-scientifico, basato sulla realtà concreta dei singoli materiali, metodo che prevede un'accurata classificazione di ogni singola moneta, dopo averla fotografata con macchina fotografica digitale ed eventualmente riprodotta in calco,si passerà alla pesatura e all'analisi del contenuto di metallo, proprio al fine di cercare di quantificare il grado di adulterazione della moneta,come riflesso di fenomeni inflattivi in atto, per giungere ad una considerazione critica economicamente e storicamente commentata. Ciò porterà alla possibile verifica della bontà delle ipotesi teoriche avanzate relative alla realtà dei ritrovamenti selezionati ed alle problematiche ad essi connesse,come inflazione, deflazione,legge di Gresham etc. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni GORINI Università degli Studi di PADOVAObiettivo del Programma di Ricerca
Il programma della ricerca dovrebbe svilupparsi secondo due filoni principali. Il primo riguarda l'inventariazione e la catalogazione di significativi rinvenimenti monetali effettuati in Italia sul modello dei Fundmuenzen tedeschi e dei Ritrovamenti Monetali di età Romana nel Veneto, ma anche con registrazioni sintetiche del tipo utilizzato in MEC n. 14, Cambridge 1998. Appare questo l'impegno più complesso perché si tratta di registrare materiale in parte già noto, ma in gran parte inedito, con frequenti sopralluoghi nei Musei locali od in Musei esteri che contengono materiali provenienti dall'Italia, come Vienna, Londra, Berlino, Parigi, tenendo anche conto di realtà particolarmente importanti dell'Italia antica e medievale, quali Aquileia, Concordia, Pompei, Magna Grecia, le quali hanno restituito quantità di monete estremamente rilevanti, oggi solo in parte edite o conosciute. Entro tale contesto, per quanto concerne l'età medievale, si procederà anche alla registrazione delle citazioni monetarie presenti nella documentazione d'archivio relativa alle aree dell'Italia centro-settentrionale, operando essenzialmente sulla documentazione già edita (ad esempio nelle Fonti per la Storia d'Italia o nei Regesta Chartarum Italia e nei trattati matematici di XIII-XIV secolo), stante la vastità delle citazioni monetarie inedite presenti negli Archivi delle regioni considerate.Tale prima fase prevede la strutturazione di una Banca Dati informatica che, per quanto attiene ai rinvenimenti monetali, sarà basata sul modello della scheda NU recentemente elaborata(2005) dall'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione anche grazie al contributo del Coordinatore nazionale di questo progetto, mentre, per quanto attiene specificatamente alla documentazione medievale, sarà gestita attraverso l'indicazione dei seguenti dati: luogo e anno di redazione del documento, tipo di atto (vendita, donazione, livello, ecc.), nomi dei contraenti, località ove si trovano i beni oggetto del documento, formula monetaria vera e propria (riportata per esteso e nella lingua originale), nome della moneta utilizzata (in italiano), nome del notaio. Sulla base dell'esperienza del richiedente tali dati appaiono sufficienti per interpretare correttamente qualunque citazione monetaria.
Al termine della ricerca, sarà reso disponibile agli studiosi un catalogo dei rinvenimenti monetali registrati.
Per quanto riguarda l'interpretazione scientifica vera e propria, si ritiene che l'analisi statistica dei dati raccolti, confrontando la frequenza e la composizione dei rinvenimenti con le caratteristiche degli altri reperti e delle fonti scritte, possa chiarire se e come abbiano operato i fenomeni inflattivi e quali tracce possano aver lasciato nella composizione del materiale recuperato nel contesto archeologico. Ove possibile si cercheranno anche di definire dei modelli teorici in grado di legare la composizione di rinvenimenti monetali alla eventuale presenza di fenomeni inflattivi e che possano essere applicati anche in contesti diversi da quelli analizzati. Tali risultati verranno proposti nell'ambito di studi tematici o complessivi, i quali troveranno sedi opportune in riviste, atti di convegni o monografie, oppure saranno divulgati grazie all'organizzazione di tavole rotonde, conferenze, seminari e incontri di studio, all'allestimento di mostre fruibili a livello didattico e scientifico con fotografie e oggetti sul tema, tenendo presente le esigenze di un pubblico eterogeneo, l'età e la cultura dei potenziali visitatori. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza scientifica può essere individuata nei risultati ottenuti dai responsabili delle singole Unità di ricerca locali nei loro precedenti studi in merito alla produzione ed alla circolazione monetaria in distinte aree d'Italia nell'ambito dell'età antica e medievale, studi in parte finanziati grazie ai programmi COFIN del 1998 e del 2001 e 2003.Tali studi hanno avuto quale punto di partenza la ricognizione e lo studio analitico dei rinvenimenti alla luce delle variabili funzionali rappresentate dalla connotazione del contesto di provenienza - depositi votivi, abitati, necropoli, fattorie - e dalla natura della documentazione monetaria stessa - ripostigli, esemplari sporadici -, con l'obiettivo di definire la griglia delle associazioni su cui impostare correttamente ogni riflessione interpretativa. Le finalità erano, dal un lato, quelle di cogliere quelle differenziazioni interne che scandiscono i movimenti monetari e le attestazioni delle singole zecche nei vari territori e nelle varie epoche, con tutte le implicazioni che ne derivano sotto il profilo monetario, nonché sul piano delle relazioni politiche, socio-economiche, commerciali, militari; dall'altro quelle di verificare quale potesse esser stato il ruolo di alcuni modelli di natura economica (inflazione, deflazione, "legge di Gresham", "equazione di Fisher" etc.), nella concreta evoluzione della produzione e della circolazione di moneta nelle aree indagate. Tale analisi, che per l'età medievale appare confortata anche dall'apporto della documentazione archivistica, ha portato alla conclusione che in molti casi la particolare distribuzione e composizione dei rinvenimenti monetali, così come l'evolversi degli usi monetari testimoniati dalla documentazione d'archivio, appaiono direttamente legati proprio al manifestarsi di tali modelli teorici. In particolare, ad esempio, le caratteristiche di alcuni rinvenimenti di tesori in contesti archeologici (città e campagna,necropoli,strade etc.), sono apparsi strettamente legati al manifestarsi di fenomeni inflattivi, mentre lo sviluppo del fenomeno della tesaurizzazione, soprattutto in determinate circostanze storico-economiche, sembra più legato a fenomeni legati alla inflazione piuttosto che a fenomeni di tesaurizzazione per altra causa.
Per quanto non manchino studi parziali e settoriali che hanno affrontato problematiche del genere sulla base di ricerche essenzialmente numismatiche, manca tuttora un'analisi complessiva che cerchi di individuare i criteri generali che consentano di riconoscere, nell'analisi dei rinvenimenti monetali, il manifestarsi o meno di tali fenomeni. Visto il rilievo che tra questi ha svolto il fenomeno dell'inflazione, che può essere considerata come uno dei principali meccanismi di regolazione dello sviluppo monetario nell'Italia antica e medievale, si è ritenuto di elaborare un progetto che legasse la stessa registrazione e ed analisi dei rinvenimenti monetali di età antica e medioevale in Italia allo studio del diverso porsi di questo fenomeno in relazione al fenomeno della tesaurizzazione.
In questo contesto, peraltro, si ritiene opportuno il ricorso anche a tecniche di ricerca differenti dalle normali metodologie d'indagine storica e numismatica, ossia ci si propone di ottenere informazioni anche attraverso analisi tecnico-scientifiche quali:
- Caratterizzazione ottica mediante spettroscopia UV-VIS-NIR per lo studio dei processi di assorbimento, e spettroscopia Raman per indagare la materia attraverso lo spettro vibrazionale caratteristico delle specie chimiche presenti con le loro modificazioni strutturali.
- Analisi morfologica ed elementale mediante microscopia elettronica a scansione e microanalisi X a dispersione di energia
- Microscopia elettronica in alta risoluzione per una caratterizzazione a livello atomico delle caratteristiche morfologiche del preparato (omogeneità, difetti, livello d'ordine strutturale ecc.) e tecniche di nanodiffrazione elettronica per lo studio dell'ordine cristallografico e lo studio strutturale anche su regioni aventi diametro di inferiore a 100 nm.
- Quantificazione di elementi mediante fluorescenza a raggi X in dispersione di energia (EDXRF). Tale tecnica è stata principalmente rivolta all'analisi non distruttiva di opere d'arte. Si stanno inoltre studiando tecniche di tomografia Compton per indagini su manufatti del patrimonio culturale.
Ciò ovviamente al fine di giungere a determinare la caratterizzazione chimica-fisica di monete antiche e medievali, ossia di individuare i componenti primari delle monete, la tessitura e gli elementi in traccia, ed ottenere così una serie di informazioni tecniche in ordine ai processi tecnologici impiegati nella coniazione, alla composizione del fino e alle sue variazioni, tutti elementi che concorrono a determinare forme di impoverimento e di svalutazione della moneta. In questo modo si ritiene di poter acquisite una serie ulteriore di strumenti che consentano di approfondire e di verificare anche aspetti economici legati strettamente alla moneta, e di puntualizzare la validità di alcuni modelli teorici interpretativi. <<<



