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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
- F. Haskell, Arte e linguaggio della politica e altri saggi, Firenze, 1978.

- B. Mitchell, Italian civic pageantry in the High Renaissance : a descriptive bibliography of triumphal entries and selected other festivals for state occasions, Firenze, 1979.

- F. Haskell, Mecenati e pittori. L'arte e la società italiane nell'età barocca, (London, 1963), 3. ed., Torino, 2000.

- P. Prodi, Il sovrano pontefice. Un corpo e due anime: la monarchia papale nella prima età moderna, Bologna 1982.

- S. Bertelli - F. Cardini - E. Garbero Zorzi, Le corti italiane del Rinascimento, Milano 1985.

- B. Mitchell, The Majesty of the State. Triumphal Progresses of Foreign Sovereigns in Renaissance Italy (1494-1600), Firenze, 1986.

- P. Zanker, Augusto e il potere delle immagini, (Muenchen, 1987), Torino, 1989.

- D. Freedberg, The Power of Images. Studies in the History and Theory of Response, The University of Chicago Press, Chicago-London, 1989; edizione italiana, Il potere delle immagini, Torino, 1993.

- C. M. Rosenberg (a cura di), Art and Politics in Late Medieval and Early Renassaince Italy, Notre Dame (Indiana) 1990.

- B. Wisch - S. Scott Munshower, "All the world's a stage ..." : art and pageantry in the Renaissance and baroque, Department of Art History; The Pennsylvania State University 1990.

- A. Esch - Ch. Luitpold Frommel (a cura di), Arte, committenza ed economia a Roma e nelle corti del Rinascimento (1420 - 1530), Atti del Congresso Internazionale, (Roma 24-27 Ottobre 1990), Torino, 1995.

- G. Sabatier, Les rois de représentation. Image et pouvoir (XVIe-XVIIe siècle), in "Revue de synthèse", 1991, 3-4, pp. 387-422.

- R. Starn-Loren Partridge, Arts of Power. Three Halls of State in Italy, 1300-1600, University of California Press, Berkeley 1992.

- M.Fantoni, Il potere delle immagini. Riflessioni su iconografia e potere nell'Italia del Rinascimento, in "Storica", I, 1995, n. 3, pp. 43-72.

- F. Caglioti, Donatello e i Medici: storia del David e della Giuditta, Firenze, 2000.

- H. Watanabe-O'Kelly - A. Simon (a cura di), Festivals and ceremonies : a bibliography of works relating to court, civic and religious festivals in Europe, 1500 - 1800, Londra, 2000.

- A. Pinelli (a cura di), Roma del Rinascimento,Roma-Bari, 2001.

- A. Pinelli, La bellezza impura. Arte e politica nell'Italia del Rinascimento, Roma-Bari, 2004.

- Giovanni Ciappelli (a cura di), Political thought and the language of politics : art and politics, Roma 2004.
Parole Chiave
ARTE MODERNA; POLITICA; CORTE; ARTE DEL RINASCIMENTO; GOTICO; BAROCCO; MAGNIFICENZA; MECENATISMO

Arte e politica: celebrazioni pubbliche e private. Casi esemplari, tipologie e confronti.

Università di Pisa
Abstract
Numerosi studi parziali hanno in passato focalizzato la loro attenzione sul rapporto arte/potere, inteso in maniera generica come l'utilizzo dell'arte al fine di esprimere particolari ideologie o per l'autoaffermazione di un potere. Pur importante, questo rapporto è in realtà abbastanza scontato e, dal punto di vista del metodo di indagine, non offre spunti generalizzabili o di particolare interesse, poiché di fatto costituisce il fondamento e il movente di gran parte delle commissioni artistiche di ogni tempo e latitudine.
La presente ricerca, invece, si propone di selezionare nella storia della produzione figurativa italiana (e non solo) una campionatura di casi particolari in cui sia evidente uno specifico nesso arte/politica, ovvero casi e circostanze di opere d'arte che sono (o vengono piegate ad essere) veicolo di un ben preciso messaggio politico. Saranno quindi analizzate, in dettaglio, alcune importanti commissioni di personaggi di primissimo ordine, come Arrigo VII e Margherita di Brabante, Alfonso d'Aragona, Alfonso I d'Este, Francesco I e Luigi XIV e di famiglie come i Valois, gli Angiò, i Della Rovere e i Farnese, tra gli inizi del Trecento e la metà del Seicento. Per l'importanza che acquistano nel chiarire quali rapporti intercorrano tra finalità politiche e scelte iconografiche e stilistiche, particolare attenzione sarà rivolta a quei casi in cui un originario messaggio politico affidato ad un'opera d'arte viene stravolto, modificato o, più semplicemente, rimosso o obliterato, grazie ad espedienti di carattere iconografico o al prevalere, nel corso del tempo, di finalità e sensibilità diverse da quelle che avevano presieduto alla genesi dell'opera. Per una migliore e più proficua organizzazione del lavoro di ricerca, si è ritenuto opportuno che ogni unità concentrasse la propria attenzione su specifiche realtà storico-territoriali: Genova e Pisa nella prima metà del Trecento, la corte di Borgogna nell'età tardo-gotica, il Regno di Napoli alla metà del Quattrocento, la corte Estense agli inizi del Cinquecento, il Ducato di Pesaro e Urbino e l'entourage di papa Paolo III Farnese intorno alla metà dello stesso secolo, Fontainebleau e Parigi tra Cinque e Seicento. D'altra parte, per sottolineare gli elementi di continuità presenti nei diversi casi esemplari affrontati e fornire un adeguato inquadramento alle indagini svolte dalle altre unità di ricerca, risulterà di particolare importanza l'esame del substrato teorico, desumibile dalla letteratura artistica e non solo, delle finalità celebrative connesse alle arti monumentali. A questo fine, sarà approfondita, a partire dalla rielaborazione scolastica della filosofia aristotelica, l'articolazione del concetto di "magnificenza", come sfondo ideologico della maggior parte delle committenze qui analizzate in merito al nesso arte/politica. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio PINELLI Università di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Partendo dall'approfondimento di una serie di casi esemplari e dalla definizione di uno sfondo teorico unificante, la ricerca si propone di affinare una metodologia di analisi della produzione figurativa che tenga conto di specifiche situazioni geopolitiche della storia culturale italiana (e non solo) dal Trecento al Seicento. L'obiettivo principale sarà far luce sul mobile intreccio di moventi politici e ambizioni artistiche che si nascondono dietro alcune commissioni, allo scopo di elaborare un metodo d'indagine sufficientemente duttile e penetrante da risultare applicabile ad un campo di ricerca ancora più vasto.
Questo tipo d'indagine contribuirà inoltre a chiarire quali siano i principali meccanismi che regolano il complesso rapporto tra arte e potere, consentendo di formulare alcune ipotesi su questioni di fondo che riguardano la genesi stessa dell'opera d'arte, la sua disinvolta disponibilità a veicolare i più disparati messaggi ideologici e politici, l'ambiguità semantica che le consente di riciclarsi e di adattarsi a contesti e finalità sempre mutevoli, il ruolo dell'iconografia nell'esplicitare ciò che lo stile si limita ad adombrare in modo ambiguo e, in ultima istanza, reversibile. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli studi storico-artistici degli ultimi decenni, orientati in particolare a focalizzare in modo sempre più preciso e attento i rapporti tra opere figurative e il contesto storico-sociale che le ha prodotte, hanno dato vita a ricerche di diversa ambizione e livello sui rapporti tra gli artisti e il potere politico. Può essere ricordato un libro pionieristico: Hugh Trevor-Roper, Principi e artisti, mecenatismo e ideologia in quattro corti degli Asburgo (1517-1633), Torino, 1980, opera di un grande storico dell'età moderna e contemporanea, che tuttavia mostra dei limiti proprio dal punto di vista della specificità del messaggio figurativo. Queste ricerche hanno dato vita a fondamentali approfondimenti del nesso arte/politica, orientati su alcune situazioni culturali: basti pensare alle ancora insuperate indagini sul mecenatismo sei, sette e ottocentesco condotte da Francis Haskell (Arte e linguaggio della politica e altri saggi, Firenze, 1978; Mecenati e pittori. L'arte e la società italiane nell'età barocca, 3. ed., Torino, 2000), oppure al recente riesame di uno dei casi apparentemente più noti e sviscerati, quello della Firenze medicea quattrocentesca (Francesco Caglioti, Donatello e i Medici: storia del David e della Giuditta, Firenze, 2000). Si tratta di una serie di studi che ha prodotto, soprattutto in questi ultimi anni, una campionatura disomogenea di alcune "zone calde" del rapporto arte/politica; si vedano ad esempio: Bonner Mitchell, The Majesty of the State. Triumphal Progresses of Foreign Sovereigns in Renaissance Italy (1494-1600), Firenze, 1986; Arte, committenza ed economia a Roma e nelle corti del Rinascimento (1420 - 1530), Atti del Congresso Internazionale, Roma, 24-27 Ottobre 1990, a cura di Arnold Esch e Christoph Luitpold Frommel,Torino,1995; G. Sabatier, Les rois de représentation. Image et pouvoir (XVIe-XVIIe siècle), in "Revue de synthèse", 1991, 3-4, pp. 387-422; Le muse e il principe: arte di corte nel Rinascimento padano, catalogo della mostra a cura di Andrea Di Lorenzo, Modena, 1991; Randolph Starn-Loren Partridge, Arts of Power. Three Halls of State in Italy, 1300-1600, University of California Press, Berkeley 1992; Marcello Fantoni, Il potere delle immagini. Riflessioni su iconografia e potere nell'Italia del Rinascimento, in "Storica", I, 1995, n. 3, pp. 43-72; Sisto IV: le arti a Roma nel primo Rinascimento, Atti del Convegno Internazionale, Roma 23-25 ottobre 1997, a cura di Fabio Benzi, Roma 2000; I Della Rovere nell'Italia delle corti, Atti del Congresso (Urbania, 1999), Urbino, 2002. Tutti questi contributi non riescono tuttavia giungere alla definizione di un organico quadro d'insieme, né tantomeno a produrre un coerente metodo d'indagine (come auspicato in Antonio Pinelli, La bellezza impura. Arte e politica nell'Italia del Rinascimento, Roma 2004). Il livello ancora insoddisfacente di questo tipo di indagini è dimostrato anche dal fatto che uno degli studi metodologicamente più raffinati è stato prodotto non da uno storico dell'arte, ma da un archeologo: Paul Zanker, Augusto e il potere delle immagini, Monaco 1957, ed. it. Torino 1989. <<<