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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
LETTERATURA; POESIA; ARTE; RIFORMA; CINQUECENTO

La parola, il testo, l'immagine nell'età della Riforma (1530-1600)

Università degli Studi di Urbino "Carlo Bo"
Abstract
La Ricerca qui proposta prevede l'integrazione di settori disciplinari diversi (L-FIL-Let /10 e L-ART / 02), e dunque un approccio dichiaratamente multidisciplinare. Ciò è possibile in quanto il tema in oggetto (Arte e Letteratura nell'epoca della Riforma) consente di individuare messaggi comuni e soprattutto singolari convergenze culturali dei principali personaggi. La ricerca intende privilegiare l'indagine dei contesti storici (principalmente Roma, Firenze, Venezia), lo studio dei documenti e delle fonti, l'analisi dei testi (prospettiva retorico-semiotica) affiancata e contingente a quella iconologica. I suoi obbiettivi si possono sintetizzare come segue: (1) Studio e catalogazione di nuclei tematici e dei messaggi di interesse religioso nella poesia così come nella produzione artistica del periodo in oggetto (approx. 1530-1600) – (2) Periodizzazione dei materiali suddetti tramite le principali scansioni della storia religiosa, con particolare riguardo ai mutamenti intervenuti dopo il Concilio Tridentino. – (3) Lavori settoriali intorno ad alcuni contesti culturali che alimentano il travaso fra la produzione artistica e letteraria e la divulgazione dei messaggi religiosi. – (4) Archiviazione informatica, per quanto possibile sistematica, dei risultati raggiunti. Il lavoro in oggetto presuppone un contatto permanente, a livello scientifico metodologico e di materiali informatici, fra le Unità di Urbino, Lecce e Venezia. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio CORSARO Università degli Studi di URBINO "Carlo BO"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Letteratura e Storia dell'arte sono settori tradizionalmente operanti con metodi e obbiettivi disgiunti, e che tuttavia presentano singolari ipotesi di convergenza sul tema in oggetto, in quanto al loro interno è possibile individuare messaggi comuni e anche, sovente, protagonisti comuni. In tal senso il presente progetto intende indagare su momenti e problematiche afferenti alla Riforma religiosa secondo un taglio dichiaratamente multidisciplinare, privilegiando l'indagine dei contesti storici, lo studio dei documenti e delle fonti, l'analisi dei testi (prospettiva retorico-semiotica) affiancata e contingente a quella iconologica. Sotto il profilo metodologico la questione si rivela duplice. Da una parte per la attenzione che va posta ai caratteri distinti e precipui, a livello formale così come tematico, della cultura letteraria e di quella artistica. Ad esempio i messaggi religiosi entro la poesia volgare non sono sempre chiari e espliciti, in ragione di strutture metriche e di genere e di convenzioni retoriche e stilistiche profondamente consolidate nell'epoca in oggetto. Dall'altra parte è potenzialmente verificabile un approccio a strutture e a modalità comunicative comuni ai due ambiti entro le dinamiche culturali e le interazioni del mondo italiano con la Riforma religiosa. In definitiva: se e come le specifiche peculiarità dei due diversi linguaggi agiscono nel veicolare un messaggio di riforma religiosa sostanzialmente comune.
I poli geografici della ricerca si individuano fra Roma, Firenze e Venezia. Fra i personaggi di rilievo, spicca la posizione di Michelangelo Buonarroti, artista e poeta insieme, capace di focalizzare importanti punti di convergenza e di confronto fra poesia e produzione artistica. Anche in area veneziana i punti di convergenza vanno studiati a livello interdisciplinare: in dettaglio intorno ai rapporti tra la produzione artistica di Sansovino e Tiziano con la produzione epistolare di Pietro Aretino, laddove quelle due esperienze risultano determinate da un meccanismo di reciproca influenza. Ciò vale anche per la produzione di Jacopo Tintoretto, strettamente connessa alla diffusione di tempi scritturali in ambito riformato.
La ricerca qui proposta presuppone un contatto permanente, a livello scientifico metodologico e di materiali informatici, fra le Unità di Urbino, Lecce e Venezia. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell'ottica della storia religiosa i generi poetici, piuttosto che come territorio specifico e a se stante, sono stati studiati indistintamente come parte della cultura letteraria italiana nel periodo in questione. In questo quadro storiografico tradizionale, gli studi di Delio Cantimori (si vedano d'ora in avanti i riferimenti bibliografici nella sezione 2.2.a) hanno inquadrato la reazione dei letterati italiani di fronte alla riforma d'Oltralpe nel segno distaccato e scettico della grande civiltà umanistica; mentre quelli di Carlo Dionisotti hanno illustrato lo scarso impegno dei letterati «alla causa della riforma religiosa» in ragione di un progetto di consolidamento "formale" della lingua e della letteratura. Per altro, negli ultimi decenni, numerosi e diversificati approcci ai testi cinquecenteschi hanno suggerito alcune parziali rettifiche, illustrando come, soprattutto fra gli anni '20 e gli anni '40 del secolo, la produzione poetica umanistica così come quella volgare appaiono tutt'altro che estranee a interessi di tipo religioso, e all'opposto manifestano varie forme di coinvolgimento nella ricezione e talora nella diffusione delle idee riformate. Nel campo specifico della poesia, alcune ricerche settoriali hanno individuato testi di particolare rilevanza. Per i poemi sacri hanno aperto la strada soprattutto gli studi storici e bibliografici di Barbieri 1991-92 e Fragnito 1997, nonché quelli letterari di Chiesa 2002, consentendo di lavorare con strumenti aggiornati alle problematiche religiose lì esplicitate. Valga l'eccellente ed. critica di Sannazaro 1988, così come la recente affidabile ed. de La umanità del Figliuolo di Dio di T. Folengo, che emerge come momento fondativo di una nuova, aggiornata e militante poesia di ispirazione confessionale. Per la produzione umanistica molto è ancora da fare intorno a Marcantonio Flaminio, poeta e teologo riformato, così come intorno a personaggi minori come Scipione Capece. Anche la poesia satirica e burlesca è ormai leggibile nel segno delle inquietudini religiose; e sono per altro chiare alcune ricadute su generi tradizionali come quello del poema, per i quali valga il caso del rifacimento toscano dell'Orlando Innamorato di F. Berni, testo prodotto nella Verona di Matteo Giberti, ovvero in uno dei centri più operosi della riforma cattolica, che già incuriosiva Cantimori e alla cui base è l'intenzionale stravolgimento dell'impianto edonistico-letterario, così come dell'ideologia laica e cortese di Boiardo, letteralmente adattati ad una complessa nobilitazione allegorica e talora a espliciti messaggi devozionali e catechistici. Estendendo il quadro alla lirica, ci si trova di fronte alle singolari aperture di un genere tradizionalmente laico a implicazioni spirituali e alla diffusione di messaggi religiosi specifici. Valgano gli studi di Quondam intorno al Petrarca spirituale di Malipiero, e su un altro versante le ricerche su Vittoria Colonna (si veda la bibliografia), che in ragione dei contenuti "riformati" della sua poesia costituiscono un solido punto di partenza per esplorazioni circonvicine: prima fra tutte quella su Michelangelo Buonarroti.
Sul versante della storiografia artistica in rapporto alla Riforma, il progetto di ricerca farà riferimento in particolare all'area veneta, sulla quale è ampia la bibliografia generale, specie per quel che concerne la rilevanza assunta dal dogato di Andrea Gritti (1523-1538). Dal dogato Gritti è infatti opportuno partire per poter intendere quel clima di profondo rinnovamento culturale e urbanistico che caratterizzerà la vita veneziana per oltre un ventennio, e che giunse fino all'estremo limite della metà del secolo XVI. Rinnovamento culturale che vedrà schierati in prima fila Tiziano, Pietro Aretino e Jacopo Sansovino, tutti a vario titolo impegnati a fianco del Gritti nell'imprimere un nuovo corso artistico e letterario alla vita culturale della città lagunare. Non è stata però ancora sufficientemente studiata l'effettiva influenza delle problematiche religiose sull'operato degli artisti più ricettivi nei confronti di alcuni aspetti della Riforma. Uno di questi fu per l'appunto il Sansovino, alla cui produzione scultorea della metà del Cinquecento (rilievi marmorei e Porta della Sagrestia della Basilica di S. Marco) sarà dedicato l'impegno dell'Unità di Lecce.
In particolare poi, è già stata avviata nell'Università di Roma La Sapienza all'inizio degli anni Novanta e proseguita dal 1998 nell'Università Ca' Foscari di Venezia, una ricerca che ha condotto alla composizione di un informale «Centro Studi» sulle immagini delle riforme e del disciplinamento in Italia, formato soprattutto da giovani studiosi (laureandi e laureati, dottorandi e addottorati su argomenti di storia dell'arte veneziana/veneta) e sostenuto dalla collaborazione di storici delle religioni e storici delle letterature. Questa ricerca ha condotto alla pubblicazione, nel periodico specialistico «Venezia Cinquecento», fondato da Augusto Gentili nel 1991, di un gran numero di studi con ampio corredo di nuova documentazione d'archivio (vedi bibliografia). <<<