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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
POLITICA; STORIOGRAFIA; IDEOLOGIA; DIRITTO DI GUERRA; CRISTIANESIMO; VIOLENZA

La legittimazione della violenza nella costruzione e nella gestione degli imperi: i dibattiti antichi e i loro echi moderni

Università degli Studi di Firenze
Abstract
Il programma si propone di studiare i testi antichi, greci romani e bizantini, che trattano il tema della legittimazione dell'uso della violenza nel contesto della conquista e della gestione degli imperi, e di indagare l'influenza che molti di questi testi hanno esercitato e ancora esercitano sul dibattito politico e ideologico moderno e contemporaneo. Dal punto di vista organizzativo, il programma prevede di: 1) raccogliere i testi antichi, con alcune nostre riflessioni su di essi, in una apposito volumetto; 2) sottoporre questo volumetto all'attenzione di un ristretto numero di specialisti italiani e stranieri; 3) organizzare sull'argomento un congresso internazionale, in cui i problemi connessi saranno discussi con questi, ed eventualmente altri, studiosi; 4) pubblicare i risultati del congresso. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo DESIDERI Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo del programma è quello di raccogliere e discutere i testi antichi, greci romani e bizantini, che hanno a che vedere con la conquista e la gestione degli imperi, in particolare per quanto riguarda la legittimazione a tal fine dell'uso della violenza. Ci proponiamo di individuare e selezionare prima i testi più importanti sull'argomento, a cominciare dalle Storie di Erodoto e scendendo fino ai passi significativi per questo tema rintracciabili in scritti storici, politici e anche poetici bizantini del XII secolo, e poi di sottoporli ad un esame e un confronto approfonditi, prendendo anche in considerazione il ruolo che molti di essi hanno giocato in contesti politici e ideologici dell'età moderna e contemporanea. In effetti, è facile osservare che gli argomenti che sono stati usati in specifiche situazioni e contesti storici, e che hanno trovato eco nell'elaborazione storiografica degli eventi, sono stati spesso reimpiegati nell'antichità classica stessa, e in seguito trasmessi attraverso i testi alle età successive, dove hanno continuato ad adempiere più o meno la stessa funzione di prima. Lo scopo della nostra ricerca è quello di mostrare non la continuità o la persistenza di atteggiamenti o motivazioni umane, ma la forza e l'efficacia di una tradizione intellettuale nel rappresentare lo schema ideologico in cui inserire esperienze e situazioni storiche nuove. Le Unità che prenderanno parte al programma si sono divise fra loro, sulla base delle competenze e degli interessi dei singoli ricercatori, gli autori e i testi antichi che sono significativi per la discussione (altri se ne aggiungeranno certamente nel corso della ricerca); esse hanno anche progettato di dedicare la loro attenzione a qualche particolare periodo della storia occidentale, durante il quale si può dimostrare che questi stessi autori e testi hanno esercitato una significativa influenza sul pensiero politico e ideologico, e sulla pubblica opinione dei moderni paesi europei e americani. Tutto questo si può vedre nei Modelli B delle singole Unità. Il Prof. Giuseppe Cambiano, della Scuola Normale Superiore di Pisa, uno dei maggiori specialisti italiani in questo campo, ha assicurato la sua disponibilità a collaborare con la direzione del programma, mettendo a disposizione la sua esperienza e la sua competenza. Hanno dichiarato il proprio interesse per il Programma la Prof. Patricia Crone, School of Historical Studies dell'Institute for Advanced Study di Princeton, N.J. (U.S.A.), Direttore del Seminario sugli "Imperi" che si tiene quest'anno presso l'IAS, e il Prof. Mark R. Beissinger, Professor of Political Sciences presso la University of Wisconsin-Madison (U.S.A.). In ogni caso, intendiamo realizzare una reale collaborazione tra i gruppi, vale a dire: 1) una comunicazione costante, da realizzare attraverso una piattaforma intranet, dei ricercatori impegnati nel programma; 2) uno stretto parallelismo nei tempi di ricerca delle singole Unità; 3) frequenti incontri, parziali e totali, dei ricercatori; 4) un comune obiettivo finale, cioè l'organizzazione di un Convegno generale, in cui saranno presentati e discussi i risultati della ricerca di fronte ad una platea internazionale, seguito dalla pubblicazione degli Atti relativi. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Credo si possa dire, in termini molto generali, che si dovrebbe promuovere un tipo di approccio allo studio del mondo classico, che sia tale da combinare la conoscenza della civiltà e delle istituzioni della Grecia e di Roma, ma anche di Bisanzio con una valutazione adeguata dell'influenza costante che esse hanno esercitato sulla modernità europea a partire dal momento in cui fu riscoperto il loro valore autonomo nel cosiddetto Rinascimento. Questo tipo di interesse non è come tale una novità, ovviamente; ma si dovrebbe porre un accento più forte su due punti. Da una parte si dovrebbero sottolineare gli aspetti "sociologici" di questa influenza: cioè gli effetti che essa ha avuto non solo al livello della cultura specialistica, ma anche a quello di una cultura più diffusa, e in qualche momento addirittura popolare. Questo significa prestare attenzione ad ogni tipo di produzione letteraria di un periodo e di un contesto culturale dato, e possibilmente anche alla produzione iconografica. Dall'altra sarebbe utile studiare il problema "tematicamente", per così dire, cioè seguendo attraverso i secoli dell'Europa moderna la storia della ricomparsa e del reimpiego di un singolo tema classico, o di un grappolo di temi. Per quanto riguarda il nostro programma, in effetti, ci occuperemo del tema specifico della legittimazione dell'uso della violenza nella costruzione degli imperi, e più in generale nella vita stessa degli imperi.
Il punto di partenza di qualsiasi ricerca del genere rimane, in ogni caso, una preliminare ricognizione di tutti i testi antichi che, nella misura in cui erano noti agli scrittori (e pittori) moderni, rappresentano la base della loro lettura in termini antichi delle situazioni moderne; inoltre bisogna analizzare attentamente i contesti originali di tali riflessioni, per poter giudicare della plausibilità della loro applicazione a contesti moderni. Dal momento che abbiamo identificato una serie di autori e testi che sono importanti dal nostro punto di vista, la cui analisi è stata affidata alle singole Unità (o a elementi di queste Unità), richiameremo ora brevemente dai Modelli B lo stato della ricerca scientifica contemporanea su di essi, per quanto attiene ai nostri interessi specifici. Delle piu' antiche testimonianze greche relative alla tematica indicate si occupa l'Unita' di Perugia. Per quanto riguarda Erodoto, la sua opera ha notoriamente grande importanza per la storia della formazione e dei comportamenti di strutture imperiali, ma non contiene riflessioni teoriche di pari importanza su di esse; di conseguenza la ricerca contemporanea non presta di solito molta attenzione agli elementi documentari rilevanti da questo punto di vista, che comunque vi si trovano. Tucidide viceversa ha indagato il problema della inevitabile violenza degli imperi, e del suo valore intimidatorio "esemplare", in passi famosi che sono sempre all'attenzione degli studiosi e degli interpreti politici; essi rappresentano il vero punto di partenza per questo tipo di riflessioni, sia nell'antichità che oggi. In termini più generali, ciò che si suole chiamare "imperialismo ateniese" è al centro di una accesa discussione fin dai primi decenni del secolo passato, ed è stato rinnovato negli anni settanta da M. Finley. Roma (Firenze) rappresenta il caso peculiare di un'entità politica e culturale, che nella sua stessa natura ed esperienza storica esprime la forza del principio della legittimazione della guerra, anche nei suoi aspetti terroristici, dal punto di vista sia religioso che politico. Ciò è ben noto, ma negli studi più recenti sono state particolarmente sottolineate le ripercussioni della dimensione intellettuale dell'organizzazione militare romana sulla valutazione greca (Polibio, Posidonio, Appiano etc.) dei caratteri dell'"imperialismo romano", con le pratiche brutali che in tal modo si potevano legittimamente e moralmente coprire. A sua volta, la riflessione greca ha offerto poi ai Romani importanti elementi per una interpretazione più umana del loro stesso ius belli (Cicerone, Plinio il Giovane, Tacito etc.). Nell'ultima fase dell'esperienza politica romana (Torino) i problemi ideologici dell'uso della violenza sono connessi prima di tutto con il confronto militare dell'impero romano con i barbari dell'Europa centro-orientale. In questo contesto il valore supremo proposto è quello della difesa della pace universale assicurata dall'impero: che significa ordine politico e culturale, contro le forze distruttive che minacciano la sua sopravvivenza (Ammiano, Simmaco, Agostino, Orosio, Salviano, etc.). Questo complesso di problemi è attualmente al centro dell'attenzione di molti studiosi in tutto il mondo intellettuale europeo ed americano. Infine, nel nuovo impero romano di Bisanzio (Genova) i temi che abbiamo rapidamente passato in rassegna riappaiono in una forma particolare: in effetti, si vede che la cristianizzazione dell'impero dà nuova enfasi religiosa alle ragioni con le quali si giustifica tradizionalmente l'uso della violenza militare. Ora c'è in primo piano il diritto di diffondere il cristianesimo, anche con le armi, nelle parti dell'ecumene che non sono state ancora conquistate alla nuova fede (Procopio, lo Stategicon di Maurizio, Leone Diacono, Anna Comnena, etc.). Non si può dire che nella ricerca recente sia stato dedicato uno spazio adeguato a questo tipo di problemi.
Oltre alla produzione scientifica relativa agli autori e ai problemi culturali dell'antichità importanti per il nostro punto di vista, la nostra ricerca avrà a che fare con un certo numero di studi relativi alla ricezione dell'antico in età moderna e contemporanea, relativamente ai temi di nostro interesse. Non è stato fatto molto su questi specifici temi negli anni recenti; in ogni caso al punto 2.2a si troverà un breve elenco dei più importanti e utili titoli bibliografici. <<<