Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
- C.M. Bowra, La poesia eroica, 2 voll., Firenze 1979.
- E.M. Meletinskij, Introduzione alla poetica storica dell'epos e del romanzo, Bologna 1993.
- G. Paris, Histoire poétique de Charlemagne [1865], Genève 1974.
- P. Rajna, Le origini dell'epopea francese [1884], Firenze 1956.
- J. Bédier, Les légendes épiques, 4 voll., Paris 1908-13, 1926-29.
- F. Lot, Etudes sur les légendes épiques françaises, Paris 1958.
- R. Lejeune, Recherches sur le thème: Les chansons de geste et l'histoire, Liège 1948.
- R. Menéndez Pidal, La Chanson de Roland et la tradition épique des Francs [1959], Paris 1960.
- R. Finnegan, Oral Poetry, Cambridge 1977.
- A. Lord, The Singer of Tales, Cambridge (Mass.) 1960.
- J. Rychner, La chanson de geste. Essai sur l'art épique des jongleurs, Genève 1955.
- AA. VV., La technique littéraire des chansons de geste, Paris 1959.
- C. Segre, La tradizione della “Chanson de Roland”, Milano-Napoli 1974.
- AA.VV., La poesia epica e la sua formazione, Roma 1970.
- J. Flori, Croisade et chevalerie, Bruxelles 1998, pp. 129-159.
- Id., Pur eshalcier sainte cristiïenté, in “Le Moyen Age”, 97, 1991, pp. 171-187.
- A. Barbero, L'aristocrazia nella società francese del Medioevo, Bologna 1987.
- D. Boutet e A. Strubel, Littérature, politique et société, Paris 1994.
- A. C. Quintavalle, Oriente e occidente, le strade e il mare: un problema di modelli (secc. XI e XII), in The Meeting of two Worlds, a c. di V. P. Goss, Kalamazoo 1986, pp.59-82.
- D. A. Trotter, Medieval French Literature and the Crusades (1100-1300), Genève 1987.
- F. Suard, Chanson de geste traditionnelle et épopée de croisade, in Senefiance”, 21, 1987, pp. 1033-1055.
- R. Hartman, La queste et la croisade, Ph.D, Univ. of Colorado 1975.
- H. Adolf, A Historical Background for Chrétien's “Perceval”, in PMLA, 1943, pp. 43-87.
- G. Canova, Aspects de la tradition populaire épique vivante en Egypte et Syrie, in Sirat Beni Hilal. Actes de la Ière Table ronde internationale sur la Geste des Beni Hilal, (Hammamet 1980), Tunis 1989.
- Id., Il poeta epico nella tradizione araba. Note e testimonianze, in “Quaderni di Studi Arabi”, 1, 1983, pp. 87-104.
- Id., Gli studi sull'epica popolare araba, in “Oriente Moderno”, 57, 1977, pp. 211-226;
- Id., I Banu Hilàl e l'Arabia meridionale. Percorsi di ricerca, in “Quaderni di Studi Arabi”, 15, 1997, pp. 183-200.
- Id., Studies on Arabic Epics, numero speciale di “Oriente Moderno”, 82/2, 2003.
- J.-P Guillaume, Romanzo di Baybars, Parigi 1986-1998.
- Id., Y a-t-il une littérature épique en arabe?, in “Littérales”, 19, 1996, pp.113-125.
- Id., Scènes de bataille dans le Roman de Baybars: considérations sur le style formulaire dans la tradition épique arabe, in “Arabica”, 51, 2004, pp. 55-76.
- Madeyska, Poetics of the Sira: A Study of the Arabic Chivalrous Romance, 2001.
- M.C. Lyons The Arabian Epic, Cambridge 1995.
- M. Boyce, The Parthian gosan and Iranian Minstrel Tradition, in “Journal of Royal Asiatic Society”, 1957, pp. 10-45.
- A.S.K. Labton, Islamic Mirror of Princes, in La Persia nel Medioevo, Roma 1971, pp. 419-442.
- G.M. D'Erme, Cosmos e caos nella gnosi iranica, in Fantasia di sparizione, formazione dell'immagine, idea della cura, a cura di D. Armando et alii, Roma, 1977, pp. 13-32.
- I. Melikoff, La geste de Melik Danismend, 2 voll., Paris 1960.
- G. Dumézil, Légendes des Nartes suivies de cinq notes mythologiques, Paris 1930.
- Sh.M. Pandey, Hindi Oral Epic, Loriki, Allahabad 1979.
- Id., Hindi Oral Epic, Canaini, Allahbad, Napoli 1982, 1986, 1995.
- C. Barber, Reading the Garden in Byzantium: Nature and Sexuality, “Byzantine and Modern Greek Studies” 16, 1992, pp. 1-19.
- R. Beaton, Digenes Akrites and Modern Greek Folk Songs. A Reassessment, “Byzantion” 51, 1980, pp. 22-43
- Id., Was Digenes Akrites an Oral Poem?, “Byzantine and Modern Greek Studies” 7, 1981, pp.7-27
- Beaton, R. e Ricks, D. Digenes Akrites. New Approaches to Byzantine Heroic Poetry, Centre for Hellenic Studies, King's College Pubblications 2, Variorum, London 1993.
- M Canard, Byzance et les musulmans du Proche Orient, Variorum Reprints, London 1973.
Constantinides, E. Andreiomeni: The Female Warrior in Greek Folk Songs, in A. Lily Makrakis- P.S. Allen (ed. by), Women and Men in Greece: A Society in Transition, “Journal of Modern Greek Studies” 1, 1983, pp. 63-72.
- V. Christides, An Arabo-Byzantine Novel, 'Umar b. al-Nu'man compared with Digenis Akritas, “Byzantion” 32, 1962, pp. 559-604.
- Id., Arabic Influence on the Akritic Cycle, “Byzantion” 49,1979, pp. 94-109.
- B. Fenik, Digenis: Epic and Popular Style in the Escorial Version, Crete University Press, Iraclio-Rethimno 1991.
- A.R. Littlewood, Romantic Paradises: the Rôle of the Garden in the Byzantine Romance, “Byzantine and Modern Greek Studies” 5, 1979, pp. 95-114.
- A. Pertusi, Alcune note sull'epica bizantina, “Aevum” 36, 1962, pp. 14-45.
- Id., La poesia epica bizantina e la sua formazione, in Atti del Conv. inter. sul tema La poesia epica e la sua formazione, Roma 28 marzo-3 aprile 1969, Roma, Accademia nazionale dei Lincei, 1970, pp. 481-544.
- Id., Tra storia e leggenda: Akritai e Ghâzi sulla frontiera orientale di Bisanzio, in Actes du XIV e Congrès international des études byzantines, I, Bucarest 6-12 septembre 1971, Bucarest 1974, pp. 237-83.
- D. Ricks, The Pleasures of the Chase: a Motif in Digenes Akrites, “Byzantine and Modern Greek Studies” 13, 1989, pp. 290-94.
- Id., Byzantine Heroic Poetry, Bristol Classical Press, Bristo 1990
- G. Saunier, La fille guerriere et la trahison du saint, “Mh``ti"” 4, 1989, pp. 61-85.
- Dighenís Akritis. Versione dell'Escorial, a c. di F. Rizzo Nervo, Soveria Mannelli 1996.
Parole Chiave
REPERTORIO; TEMI; MOTIVI; EPICA; ORIENTE; OCCIDENTE

Repertorio di temi e motivi epico-cavallereschi fra Oriente e Occidente

Università degli Studi di Catania
Abstract
Il Programma di ricerca "Repertorio di temi e motivi epico-cavallereschi fra Oriente e Occidente" s'innesta in un filone di studi che i proponenti coltivano dal 1990 in riferimento ai rapporti intercorsi fra letterature e culture orientali e occidentali in un Medioevo intepretato però nella dimensione di una lunga durata che include i suoi presupposti e le sue proiezioni nella modernità. Dopo gli studi che i proponenti hanno dedicato alle questioni storiografiche poste dalla comparatistica, ai modelli di scrittura, al viaggio dei testi, alla forma macrotestuale, alla letteratura odeporica, si prende adesso in esame una tipologia di testi di grande rilevanza, quella epico-cavalleresca, oggetto, soprattutto in area occidentale, d'una lunga tradizione di studi che non si è però mai spinta a operare una comparazione fra forme epico-cavalleresche occidentali e orientali. Consci della complessità del campo di ricerca, i proponenti intendono produrre un primo Repertorio dei temi e motivi che caratterizzano l'epica romanza e quella orientale (greco-medievale, araba, persiana, turca, osseta, indiana). Si procederà a partire da una prima griglia di temi e motivi e dalla scelta di un corpus delimitato di testi. Temi e motivi saranno analizzati a due livelli: 1) rilevamento comparato di somiglianze e differenze fra forme occidentali e orientali; 2) funzione che essi ricoprono lungo l'asse diacronico della produzione letteraria nelle intersezioni di generi diversi. Interna all'analisi di temi e motivi sarà anche quella della figura dell'eroe nelle diverse aree. Il Programma prevede il confluire dei risultati delle ricerche, verificati in Seminari propedeutici, nella pubblicazione, oltre che di singoli saggi, di un primo Repertorio comparato e nell'organizzazione di un Colloquio Internazionale, il VI della serie. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio PIOLETTI Università degli Studi di CATANIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il Programma di ricerca si colloca nell'alveo di un'indagine più generale e di larga prospettiva che i proponenti, con continuità ormai pluriennale, conducono sulla fitta rete di rapporti letterari e culturali intercorsi fra aree orientali e occidenti in un Medioevo considerato però nella lunga durata dei suoi prodromi e delle sue proiezioni nella modernità. L'intenso lavoro scientifico condotto è testimoniato dall'organizzazione di cinque Colloqui Internazionali -Verona 1990; Napoli 1994; Venezia 1996; Vico Equense 2000; Catania 2003- i cui Atti sono confluiti nella Collana "Medioevo romanzo e orientale" (ventisette titoli in tredici anni, tre in stampa) diretta dal coordinatore del presente programma ed edita da Rubbettino. Rispetto alle tematiche trattate -questioni storiografiche, i modelli di scrittura, il viaggio dei testi, i macrotesti, la letteratura odeporica-, sono stati apportati contributi di rilevante interesse e originalità, che includono anche l'edizione e traduzione di testi e che hanno permesso di ricostruire importanti tratti del panorama delle letterature euroasiatiche. Quest'ultimo appare sempre più, il che innova tradizionali visioni intepretative, come un sistema costituito da sezioni in permanente rapporto osmotico, risultato di un fecondo dialogo fra differenze. Le ricerche finora svolte sono state incentrate su argomenti specifici che hanno permesso puntuali comparazioni fra le diverse aree letterarie prese in esame ponendo i testi e i contesti al centro dell'analisi e analizzando una variegata tipologia di opere -romanzi, narrativa breve, odeporica, cronache, macrotesti-. Adesso si volge l'attenzione a un genere letterario di vasta fortuna nelle letterature internazionali dell'Antichità e del Medioevo, l'epica. Non s'intende qui assumere un' accezione rigida della categoria di genere letterario. Frequenti sono state infatti le ibridazioni fra tipologie diverse di testi, soprattutto fra epica e narrativa di tipo romanzesco. Per questo si fa riferimento alla categoria di "epico-cavalleresco". È ben noto altresì quanti studi siano stati dedicati soprattutto ai poemi omerici, all'epica romanza e nordica, nonché ad alcuni poemi orientali. Appassionata è stata la querelle sull'origine dell'epica, sulle modalità di composizione dei testi, sui tratti formali del genere. Non ha trovato però finora spazio un'analisi comparata fra forme epiche occidentali e orientali. Il programma di ricerca si propone di avviarla a partire dall'individuazione dei principali temi e motivi che contraddistinguono l'epica. Con C. Segre "si chiameranno temi quegli elementi stereotipi che sottendono tutto un testo o una parte ampia di esso; i motivi sono invece elementi minori, e possono esser presenti in numero anche elevato" (cfr. Avviamento all'analisi del testo letterario, Torino 1985, p. 349). Obiettivi del Programma di ricerca sono: 1) redigere un Repertorio dei temi e dei motivi epico-cavallereschi, ivi compresa la figura dell'eroe, più significativi con riferimento a testi appartenenti sia all'area romanza sia ad aree orientali; 2) analizzare temi e motivi che connotano singole aree conferendo peculiarità al discorso epico-cavalleresco; 3) operare una comparazione relativa alla funzione che temi e motivi comuni ricoprono nelle diverse aree letterarie prese in esame; 4) ricostruire la rifunzionalizzazione che temi e motivi epici possono presentare in tipologie di testi non a carattere strettamente epico. Il raggiungimento di questi obiettivi permetterà di: a) costruire una prima mappa della geografia di temi e motivi epico-cavallereschi fra Oriente e Occidente a tutt'oggi inesistente; b) misurare somiglianze e differenze fra le aree letterarie prese in esame; c) di verificare, rispetto al discorso epico-cavalleresco, la categoria di genere letterario nei diversi contesti posti al centro della ricerca. Il Programma di ricerca potrà produrre, oltre a una serie di singoli contributi interpretativi, un primo Repertorio di temi e motivi epico-cavallereschi di grande utilità per il prosieguo delle ricerche, nonché l'organizzazione di un Colloquio Internazionale e interdisciplinare sull'argomento. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Com' è ben noto, l'epica rappresenta una delle più antiche e più diffuse forme di produzione letteraria. Non a caso essa figura quale specifica tipologia di testi dalle prime riflessioni sulla letteratura elaborate dalla filosofia greca sino alle contemporanee speculazioni di teoria della letteratura. A lungo è invalsa una canonica tripartizione di generi principali individuati nell'epos, nella lirica e nel dramma (per una sistematizzazione della questione si vedano C. Segre, Generi, in Avviamento all'analisi del testo letterario, Einaudi, Torino 1985, pp. 234-63, e, per la letteraura romanza medievale, H.R. Jauss, Littérature médiévale et théorie des genres, in "Poétique" I, 1970, pp. 79-101). A lungo, in riferimento all'epica antica, si pensi ai poemi omerici, e a quella medievale, si pensi alle chansons de geste, il campo degli studi è stato dominato dalla questione delle origini, per la cui sterminata bibliografia si rinvia a L'epica, a cura di A. Limentani e M. Infurna, il Mulino, Bologna 1986. L'epos eroico, secondo le tesi di E.M. Meletinskij (cfr. Introduzione alla poetica storica dell'epos e del romanzo, il Mulino, Bologna 1993) si svilupperebbe sulla base dell'interazione tra favola-canto eroico ed epos mitologico primitivo sui progenitori-eroi civilizzatori. Fra i documenti più arcaici sono da includere alcuni epos africani, i "runot" carelo-finnici sulla cui base sarà in seguito redatto il "Kalevala", i poemi eroici turco-mongoli dei popoli della Siberia, le leggende dei Narti del Caucaso settentrionale, frammenti dell'epos georgiano e armeno, il "Gilgamesh" sumero-accadico, l' "Edda" scandinava, il "Rãmayãna", l' "Iliade", l' "Odissea", il "Gesar", il "Beowulf". Una lunga tradizione, dunque, che include aree geo-culturali che si spingono sino all'Estremo Oriente e che comprende anche, per accostarsi alla fase storica che sarà presa in esame dal programma di ricerca, i modelli epici latini e la tradizione germanica che culminerà nel "Nibelungenlied". Grande affresco sulla storia dell'epos eroico è rappresentato, oltre che dal citato lavoro di Meletinskij, dai due volumi di C.M. Bowra, La poesia eroica, La Nuova Italia, Firenze 1979. La questione delle origini, che tanto ha appassionato gli studiosi delle forme epiche, si è connessa, e pour cause, a quella dei caratteri della produzione dei testi epici, se scritta o orale. Per riferirsi alla sezione rappresentata dalle chansons de geste, è ben noto come si siano manifestati tre filoni interpretativi, al loro interno comunque con posizioni diversificate, circa la questione delle origini, tradizionalista (G. Paris, P. Rajna, F. Lot), individualista (J. Bédier, M. Wilmotte, G. Chiri, C. Segre, M. Delbouille), neotradizionalista (R. Ménendez Pidal). Se sull'oralità dell'esecuzione dei testi epici nessuno dubita, contrapposte sono le tesi circa la loro composizione e trasmissione. Gli studi sui cantori epici serbi condotti da M.Parry e A. Lord all'interno delle loro ricerche sui poemi omerici e il contributo di J. Rychner su La chanson de geste. Essai sur l'art épique des jongleurs (1955) hanno ipotizzato il ruolo attivo avuto dal momento orale, da cantori e giullari, nella produzione, riproduzione e trasmissione dei testi epici. Opposta la tesi di filologi quali C. Segre, M. Delbouille, M. Tyssens che hanno ribadito la centralità ricoperta da redazioni e tradizioni scritte. Il programma di ricerca non riguarderà siffatti versanti critici, ma s'incentrerà in particolare sul rilevamento, la repertoriazione ragionata di temi e motivi epico-cavallereschi presenti in gruppi omogenei di testi o su singoli testi la cui funzione è stata diversamente interpretata. Secondo gli oralisti, ad esempio, essi erano finalizzati, attraverso l'approntamento di un repertorio di formule, a favorire la memorizzazione della narrazione. La presenza di elementi narrativi costanti si manifesta in temi, quali il tradimento, la vendetta, l'ambasciata, l'esilio, le nozze ecc., e di motivi quali la partenza dell'eroe, lo scontro a cavallo, l'ira del signore, la morte dell'eroe ecc.
In ambito arabo-islamico, come ebbe a scrivere Alessandro Bausani in un contributo intitolato Elementi epici nelle letterature islamiche, occorre innanzitutto ampliare l'accezione solitamente connessa con il termine epos -che trae origine dalla cultura occidentale ed è fortemente influenzato dai poemi omerici- e fare riferimento ad un più universalistico "spirito" o "sentimento epico" (si vedano le voci Hamasa e Malhama nella E.I.) rintracciabile essenzialmente in opere di carattere storico-annalistico come gli Annali di Tabari e le parti leggendarie dei Maghazi, la letteratura "media" come le Mille e una notte e quella folklorica e semi-folklorica come la Sirat 'Antar o il Romanzo di Baibars. L'indagine, condotta su singoli testi o su un intero corpus di opere appartenenti a un medesimo genere, potrebbe condurre alla stesura di un primo repertorio di motivi e temi epico-cavallereschi considerati in un arco temporale piuttosto lungo che, in relazione alla natura e allo sviluppo di certe opere, consideri altresì l'epoca moderna e contemporanea. La ricerca in questione, prendendo le mosse dai classici contributi di Pellat, Gabrieli, Bausani, Galmés de Fuentes e altri (si veda il volume La poesia epica e la sua formazione, Roma, 1970), si sostanzierebbe soprattutto degli studi fondamentali sull'epica condotti da diversi anni da Giovanni Canova (fra essi Aspects de la tradition populaire épique vivante en Egypte et Syrie, in Sirat Beni Hilal. Actes de la Ière Table ronde internationale sur la Geste des Beni Hilal, (Hammamet 1980), Tunis, 1989; Il poeta epico nella tradizione araba. Note e testimonianze, in "Quaderni di Studi Arabi", 1, 1983, pp. 87-104; Gli studi sull'epica popolare araba, in "Oriente Moderno", 57, 1977, pp. 211-226; I Banu Hilàl e l'Arabia meridionale. Percorsi di ricerca, in "Quaderni di Studi Arabi", 15, 1997, pp. 183-200; Studies on Arabic Epics, numero speciale di "Oriente Moderno", 82/2, 2003), da Jean-Patrick Guillaume (curatore della traduzione francese, della quale sono stati pubblicati finora 10 volumi, del Romanzo di Baybars, Parigi, 1986-1998 e autore di una serie di contributi fra i quali Y a-t-il une littérature épique en arabe?, in "Littérales", 19, 1996, pp.113-125 e Scènes de bataille dans le Roman de Baybars: considérations sur le style formulaire dans la tradition épique arabe, in "Arabica", 51, 2004, pp. 55-76), da Madeyska cui si deve un importante studio del 1993 tradotto in inglese e pubblicato a Varsavia nel 2001 con il titolo Poetics of the Sira: A Study of the Arabic Chivalrous Romance e da M.C. Lyons, autore di un'opera in tre volumi intitolata The Arabian Epic, Cambridge, 1995. Da parte sua, la letteratura persiana annovera un repertorio epico molto ampio che ha origine nella tradizione preislamica e che continua in tutta l'epoca islamica classica. Una funzione importante nelle fasi più arcaiche è svolta dalla letteratura trobadorica studiata da M. Boyce, nella quale si possono individuare il carattere sapienzale di opere che si presentano quali "specchi per principi" (si veda A.S.K. labton) e quello più propriamente romanzesco legato alla descrizione di gesta cavalleresche. Dopo la riedizione critica sistematica dello "Shâhnâme" di Ferdousi intrapresa da Khaleghi Motlaq, si richiede su questo monumentale ciclo epico-storico un supplemento di indagine che metta a frutto i contributi di D'Erme e di P.O. Skaervo. Merita altresì una ricerca più approfondita il "Vis o ramin" di Gurgâni che rappresenta di per sé uno dei repertori più antichi di motivi epico-cavallereschi (si veda V. Minorsky). Per l'area turca di rilevante importanza è il "Danishmendname", studiato da I. Melikoff, nonché il "Battalname" che, con altre tradizioni locali locali dell'Anatolia, può con profitto essere riconsiderato in comparazione con opere coeve bizantine quali il "Dighenís Akritis". Dopo gli studi di G. Dumézil, di particolare interesse risulta anche la tradizione letteraria del ciclo dei Narti. Per l'area indiana, risulta d'interesse, a partire dagli studi di Sh.M. Pandey, la tradizione epica orale, meno studiata rispetto a quella scritta. Particolare interesse presenta anche l'area greco-medievale nella quale si colloca il "Dighenís Akritis", un vero monumento letterario di frontiera. Gli ormai lontani, ma non superati, studi di M. Canard, V. Christides, A Pertusi in proposito, non hanno avuto seguito nella ripresa di interesse degli studi sul Dighenìs Akritis che si è avuta negli anni '80 e '90 (St.Alexiu, R. Beaton, B. Fenik, D. Ricks e altri). Si deve soprattutto a Francesca Rizzo Nervo una riformulazione aggiornata delle connesse questioni interpretative. Nell'ambito del Programma di Ricerca sarà rivolta attenzione anche alle riscritture moderne di opere epico-cavalleresche, almeno per alcuni sondaggi utili a ricostruire linee di lunga durata nella produzione letteraria. È infine da rilevare come non esista allo stato attuale degli studi l'avvio d'una ricerca comparata su temi e motivi epico-cavallereschi presenti nella produzione letteraria di aree orientali e occidentali. La costruzione di un primo loro repertorio sarà di indubbia utilità per il prosieguo degli studi. <<<