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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
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Bibliografia
Leo Baeck Institute Bullettin

ALBANUS H. L., Kurzgefasste Charakteristik der heutigen Israeliten
und ihrer Würdigung zur Freimaurerei. Ein Beitrag zur Geschichte des
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HUNDERT G. D., BACON G. C., The Jews in Poland and Russia, Bibliographical Essays, Bloomington, 1984
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MAGRIS C., Il mito absburgico nella letteratura austriaca moderna, Einaudi, Torino 1988 (nuova ed.);
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MOSSEG. L., Il dialogo ebraico- tedesco, Giuntina, Firenze, 1988
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SABBATUCCI G., Il problema dell' irredentismo e le origini del movimento.
VISHNIAC R., Un mondo scomparso, edizioni e/o, Roma 1985.
SCHIFFRER C., Le origini dell' irredentismo triestino (1813-1860), Udine, Del Bianco, 1978.
SCHOEPS J.,Juden als Traeger bürgerlicher Kultur in Deutschland, Burg, Stuttgart, 1989
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SCHOLEM G.,Du frankisme au jacobinisme. La vie de Moses Dobruska, alias Franz Thomas von Schönfeld, alias Junius Frey, Paris, 1981
SCHOLEM G.,Die krypto-jüdische Sekte der Dönme in der Türkei, Numen 7 (1960), pp. 93-122.
SCHOLEM G.,Ein verschollener jüdischer Mystiker der Aufklärungszeit: E. H. Hirschfeld, LBIYB 8 (1962).
SONINO C., Stefan George und das deutsch-jüdische Bürgertum zwischen Emigration und Jahrhundertwende, hrsg. v. G. Mattenklott, M. Philipp, Julius H. Schoeps, Hildesheim, Zürich, New York, 2001,pp.101-116
TRAVERSO E., Gli ebrei e la Germania, Il Mulino, Bologna 1994
Parole Chiave
QUESTIONE EBRAICA; CULTURE NAZIONALI; LETTERATURE TEDESCA E CENTROEUROPEE; STORIA MODERNA; CULTURA EBRAICA

Culture nazionali e identità ebraica nella formazione dell'Europa moderna







Jewish identity and national cultures in modern Europe

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
Il programma di ricerca ha due obiettivi: da un lato verificare il ruolo degli ebrei nella nascita della coscienza europea e, dall'altra, analizzare come il contatto sempre più intenso con i popoli circostanti abbia trasformato – soprattutto dall'Illuminismo in poi – l'identità e la coscienza civile degli ebrei in Europa.
Siamo in presenza di manifestazioni storiche talvolta marginali rispetto alla storia ufficiale che pure hanno sotterraneamente influenzato la cultura europea.
Alcuni di questi aspetti rappresentano momenti problematici nella storia dell'ebraismo, legati ad accuse ricorrenti e infamanti come il frankismo e la massoneria,e sui quali si sente l'esigenza di un radicale ripensamento; altri invece sono più accettati, oggetto di una solida tradizione di studi e riguardano la partecipazione degli ebrei alla costituzione degli Stati nazionali nel centro e nell'oriente d'Europa e, in particolare, il "caso tedesco".
La ricerca si focalizzerà sull'ebraismo 'orientale' - valendosi tra l'altro dell'esperienza quinquennale del coordinatore nazionale e della maggior parte delle unità locali di ricerca su temi legati alla cultura ashkenazita - e su un periodo storico piuttosto ampio - dalla fine del Settecento alla Seconda guerra mondiale. In questo ambito le unità locali di ricerca isoleranno, in campi tematicamente convergenti,fenomeni particolari. Fonte privilegiata sarà comunque per tutti, accanto alle fonti storiche, la produzione letteraria che riflette e accompagna questa integrazione nelle sue diverse forme.

Per realizzare i suoi obiettivi, la ricerca si struttura in quattro unità locali, che affrontano nodi particolari della relazione tra ebraismo e coscienza moderna ma che avranno anche momenti collegiali di ricerca a partire da un regesto collettivo con le varie articolazioni, la creazione di una bibliografia ragionata, la pubblicazione di opere collettanee e la messa in rete dei risultati raggiunti. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Marino FRESCHI Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca vuole verificare come il variegato mondo dell'ebraismo centro-orientale si sia sviluppato nel confronto con il mondo circostante e abbia dato un suo contributo sociale, artistico e culturale determinante alla creazione degli stati nazionali e alle democrazie moderne.
L'obiettivo della ricerca è quindi quello di iniziare a tracciare una mappa della presenza degli ebrei nella storia e nella cultura europea dall'Illuminismo alla Seconda guerra mondiale, con particolare riferimento alla letteratura, usata soprattutto come fonte e come testimonianza.
Si vogliono analizzare innanzitutto momenti di conflitto in cui gli ebrei hanno avuto un ruolo significativo nella trasformazione politica, sociale e culturale dell'antico regime. Si vuole quindi verificare come il loro ruolo spesso di spicco nelle lotte di liberazione, nelle società segrete, nella rivoluzione francese e nell'irredentismo abbia modificato in positivo o in negativo l'immagine dell'ebreo nell'immaginario collettivo e, d'altra parte, abbia trasformato l'identità ebraica e le sue forme di rapporto con il mondo circostante.
Si tratta di una convinzione diffusa, e in certi contesti non del tutto priva di una coloritura antisemita, che ebraismo e modernità siano per molti versi coincidenti: cosmopolitismo, liberalismo e spirito rivoluzionario sono stati considerati momenti forti di convergenza tra giudaismo e realtà cristiane senza tener conto in questo giudizio della complessità del mondo ebraico, della varietà delle sue manifestazioni, dei molti sommovimenti al suo interno e delle forme estremamente varie di partecipazione alla creazione della coscienza europea moderna.
Manca inoltre uno studio articolato e ampio che analizzi le forme della presenza dell'ebraismo orientale nella società sette-ottocentesca, il contributo ebraico alla formazione delle coscienze nazionali così come al ribellismo nelle sue varie espressioni politiche.
Per realizzare i suoi obiettivi, la ricerca si struttura in quattro unità locali, che affrontano nodi particolari della relazione tra ebraismo e coscienza moderna, ma che avranno anche alcuni momenti collegiali di ricerca a partire da un regesto collettivo con le varie articolazioni, per la creazione di una bibliografia ragionata, la pubblicazione di opere collettanee e la messa in rete dei risultati raggiunti.

Nella ricerca si affronteranno fenomeni storici e culturali precisi anche se marginalmente studiati come il frankismo, il giacobinismo ebraico, il bundismo e le loro ricadute letterarie e culturali, analizzando e diffondendo documenti in parte inediti; per quanto poi riguarda il campo estremamente fluido della relazione tra ebrei e non ebrei, e quello altrettanto complesso della identità e delle sue trasformazioni, è nostra intenzione cercare tracce di esse non solo nei testi canonici sulla questione, di cui abbonda la filosofia e la sociologia dall' illuminismo alla prima metà del Novecento, ma anche in documenti personali, e volutamente parziali come lettere e diari.
Trattandosi di un tema esplorato solo settorialmente e in parte viziato da luoghi comuni, la ricerca si propone in primo luogo una ricognizione bibliografica il più possibile esaustiva sull'argomento, utilizzando saperi e competenze estremamente differenziate, storiche, filosofiche e letterarie, di giudaistica e legate alle culture dei vari paesi dell'Europa centro-orientale .
Verrà schedato il fondo ebraico-massonico presente presso la Library of Congress di Washington, di cui è già stata chiesta l'acquisizione in copia presso la Biblioteca del Grande Oriente d'Italia e se ne pubblicherà un regesto.
Verranno riesaminati gli archivi parigini, alla ricerca di documenti sulla presenza di ebrei tra le fila giacobine, sulla scorta delle indicazioni di Mandel e Scholem.
Si ritiene inoltre che sia importante la pubblicazione di documenti inediti, perché dispersi o secretati, come quelli massonici o frankisti, o perché non ancora studiati, come lettere e diari di irredentisti, testimonianze private di ebrei cechi e polacchi, documenti sull'età giacobina o sul movimento bundista e sionista, che testimoniano la presenza e l'attività politica degli ebrei orientali, ma anche la traduzione di testi rari che appaiono rappresentativi di questo scambio tra realtà così diverse e che pongano in evidenza il tema del dialogo e del confronto tra mondo ebraico e mondo non ebraico.
Si produrranno ricostruzioni settoriali dei singoli temi della ricerca: l'unità di Roma produrrà una monografia sul rapporto tra massoneria ed ebraismo in Germania tra XVIII e XIX secolo; l'unità di Siena intende ricostruire una mappatura del frankismo in Europa e una raccolta di scritti di letterati di ascendenza frankista in lingua tedesca, polacca e yiddish; l'unità di Pavia pubblicherà una edizione critica di opere della Susman e di Wolfskehl (un volume delle opere in edizione critica tedesca dedicato alle lettere e agli scritti autobiografici); l'unità di Vercelli curerà invece un volume che approfondisca il rapporto instauratosi soprattutto negli anni 1909-1918 tra alcuni dei più rappresentativi scrittori ebraico-tedeschi dell'area danubiana (e in particolare del mondo praghese e boemo e delle regioni della Galizia e della Bucovina) e la 'patria' absburgica. Si cercherà infine con giornate di studio e convegni internazionali di convogliare i vari saperi sui singoli aspetti del contributo della tradizione ebraica alla costituzione dell'Europa moderna. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Testo italiano
La letteratura secondaria sugli ebrei dell'Europa centro-orientale, assai vasta e ramificata, si distingue per la quantità degli studi e per la vastità degli ambiti che interessa la sociologia e la storia dell'arte, la storia della cultura e la letteratura.
In questo amplissimo scenario manca tuttavia una ricerca che affronti con ampiezza e senza pregiudizi di tipo ideologico o confessionale il contributo ebraico a fenomeni politico-sociali e culturali che si ritengono fondativi per il sorgere della coscienza europea moderna.
Di fatto e' stato studiato poco il contributo attivo della componente ebraica alla nascita degli stati nazionali e ai fenomeni di modernizzazione del rapporto tra Stato e cittadino. A questa carenza vuole sopperire la nostra ricerca, intesa a ricostruire il rapporto del mondo ebraico con la massoneria, con i movimenti rivoluzionari e progressisti, con l' "entrismo", il nazionalismo. Per studiosi dell'ebraismo europeo questi temi rappresentano un nodo centrale per valutare con obiettività il contributo del mondo ebraico alla modernità.
Il presente progetto di ricerca intende collocarsi come un approfondimento e come un ampliamento dei risultati raggiunti nel biennio 1998-1999 e nel biennio 2001-2003 in ricerche di interesse nazionale durante la rilettura delle fitte interazioni socioculturali determinatesi tra mondo ebraico e culture locali a partire dalla fine del Settecento sino all'epoca più recente. Facendo tesoro delle acquisizioni storico-culturali e del metodo d'indagine critica già acquisiti nelle precedenti esperienze e con il supporto di studiosi europei e di istituzioni culturali ci si muoverà sulle seguenti basi scientifiche:

Ebraismo e massoneria

Quando nel 1935 lo storico Bernard Faÿ pubblicò, suscitando enorme interesse e scalpore, il suo studio "La Franc-maçonnerie et la Révolution intellectuelle du XVIIIè", che è ancor assai valido, tornò all'attenzione dei ricercatori il problema storiografico dell'influenza della massoneria settecentesca sulla Rivoluzione Francese e in genere sulle trasformazioni sociali dell'Occidente in senso laico e democratico. Proprio negli anni Trenta la storiografia tedesca cercava di avallare la tesi del complotto "pluto-giudeo-massonico", come prova l'ampia monografia di Alfred Rossberg "Freimaurerei und Politk im Zeitalter der französischen Revolution" (Berlin 1942). Sia pure da una prospettiva antisemita, la tesi di Rossberg individua un nodo centrale nel duplice dibattito sull'influenza massonica e su quella ebraica per la formazione della cultura europea moderna.
In Italia il dibattito approda tardivamente e con tre notevoli contributi di significato internazionale a cominciare nel 1974 con la monografia di Carlo Francovich (Storia della massoneria in Italia dalle origini alla Rivoluzione Francese). Nel 1994 con la ricerca esemplare di Giuseppe Giarizzo (Massoneria e illuminismo nell'Europa del Settecento) e nel 1999 con lo studio "La religione dei moderni" di Gian Mario Cazzaniga, la storiografia italiana sulla massoneria giunge a una forte consapevolezza critica, aprendo la possibilità a ulteriori approfondimenti e rettifiche, tra cui appunto il rapporto tra massoneria ed ebraismo, che è stato finora un tabù per la storiografia ufficiale.

Frankismo e utopie rivoluzionarie nell'Europa centrale tra emancipazione e assimilazione ebraica

Il frankismo è stata rubricato per secoli come superstizione, corruzione o ciarlataneria. Anche se la storiografia novecentesca evita di bollare i frankisti come "barbari selvaggi", come aveva fatto Eleasar Flekes, agli inizi dell' Ottocento, la diffidenza ha impedito una comprensione più attenta del fenomeno. Si deve a Scholem e ai suoi scritti, "Le grandi correnti della mistica ebraica", "La kabbalah e il suo simbolismo, "Dal frankismo al giacobinismo", il tentativo di ridefinire significato e importanza del movimento, anche al di fuori dei confini della tradizione ebraica.
Non si è ancora operata quella revisione del giudizio sul movimento e la riscoperta della sua incidenza sul pensiero politico che presuppone l'abbandono di una prospettiva confessionale. Da citare in questo senso soprattutto il recentissimo lavoro di Harris Lenowitz, che, pur dedicando a Frank studi rigorosi, non risparmia al fondatore e al movimento critiche distruttive da un'ottica eminentemente religiosa (The Charlatan at the Gottes Haus in Offenbach, del 2001).
Non mancano però riferimenti critici affidabili: Scholem menziona le conseguenze politiche del frankismo, i legami con l'illuminismo e il rapporto con il giacobinismo, Arthur Mandel in un testo recente Il messia militante ovvero La fuga dal ghetto (l'ed. in inglese è del 1979, quella italiana del 1984) si sofferma sui legami con le rivoluzioni polacche e sul sionismo; Jacob Katz si è occupato invece dei rapporti con la massoneria, aprendo interessantissime prospettive che non vengono però coerentemente approfondite.


Identita' ebraica e 'patria' tedesca e absburgica in Boemia, Galizia e Bucovina


Il rapporto con l'identità ebraica e il sionismo - si pensi in particolare a Kafka - è stato oggetto di un ampio dibattito critico. Meno esplorata rimane invece l'idea di "patria" austriaca e/o tedesca in generale che affiora specialmente nelle opere giovanili degli autori della generazione di Kafka. Questo aspetto non risulta ancora molto indagato, se si esclude specialmente il tentativo di ricostruzione (in parte concepita come un viaggio letterario della memoria) attuato da Karl Markus Gauss e Martin Pollack con un loro classico volume dal titolo "Das reiche Land der armen Leute" (Wien 1992).
Si tratterà pertanto di rileggere vari testi di autori come Josef Wittlin, Leopold von Sacher-Masoch, Soma Morgenstern, Karl Emil Franzos, Wilhelm Feldman, Alexander Granach, Manès Sperber, Minna Lachs, Max Brod, Oskar Baum, Franz Werfel, Joseph Roth e Paul Celan che abbiano affrontato e dibattuto specificamente tale tematica. Altrettanto importante sarà analizzare ad esempio la rivista "Selbstwehr", l'organo ufficiale del sionismo praghese, per individuare le linee di fondo che caratterizzano la posizione degli ebrei praghesi di lingua tedesca nei confronti dell'identità ebraica, austriaca, tedesca e ceca.

Germanesimo e questione ebraica


Moritz Goldstein nel saggio "Deutsch-jüdischer Parnass", pubblicato nel 1912 nella rivista "Kunstwart" affermava che gli ebrei in Germania gestivano il patrimonio spirituale di un popolo, quello tedesco, che contestava loro la capacità e il diritto di farlo. Del 1913 è poi la pubblicazione dell'antologia curata dai giovani sionisti ebrei di Praga, Vom Judentum, che contiene un ampio dibattito su identità ebraica e cultura tedesca. Nel 1922 Gustav Krojanker pubblica la raccolta di saggi, Juden in der deutschen Literatur, che costituisce una riflessione da parte di intellettuali ebrei. Altre posizioni circa la questione ebraico-tedesca sono all'interno del George-Kreis, mentre altre figure di spicco in questa prospettiva sono Martin Buber e Gustav Landauer, ciascuno in una diversa ottica culturale. Sulla questione ebraico-tedesca, oltre al carteggio tra Max Brod e Franz Kafka (1921-1924), va segnalato il carteggio tra Scholem e Benjamin e il carteggio tra Wolfskehl e la Susman.
Degli anni sessanta sono inoltre alcuni celebri interventi di Scholem, protesi a negare l'esistenza di una simbiosi ebraico-tedesca: Juden und Deutsche e Wider den deutsch-jüdischen Dialog (1967).
Degli anni Ottanta sono le ricerche di George Mosse: Il dialogo ebraico-tedesco e Ebrei in Germania tra assimilazione e antisemitismo.
Lo studio di Gert Mattenklott, Ebrei in Germania (1988-1992), segna un momento di svolta negli studi ebraico-tedeschi: Mattenklott indaga il rapporto ebraico-tedesco attraverso il genere epistolare, che si contraddistingue per il carattere personale e il maggiore grado di autenticità. <<<