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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Ricerca umanistica e nuove tecnologie - Gli strumenti d'indagine multimediali e diagnostici come fondamento scientifico e le risorse tecniche in funzione del restauro, della museologia e delle tecniche artistiche.
- 2 - ANALISI RIFLETTOGRAFICHE E SPETTROSCOPICHE APPLICATE A MINIATURE E DIPINTI FIAMMINGHI DEL QUATTRO E DEL CINQUECENTO CONSERVATI IN AREA LOMBARDA
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Veneto
Bibliografia
P. KRISTELLER, “Andrea Mantegna” London, 1901P. KRISTELLER, “Die Lombardische graphik der Renaissance” Berlin, 1913
D. F. VON HADELN, “Zeichnungen des Tizian”, Berlin, 1924
D. F. VON HADELN, “Venezianische Zeichnungen der Hochrenaissance”, Berlin, 1925
D. F. VON HADELN, “Venezianische Zeichnungen des Quattrocento”, Berlin, 1925
D. F. VON HADELN, “Venezianische Zeichnungen der Spätrenaissance”, Berlin, 1926
K. T. PARKER, “North Italian Drawings of the Quattrocento”, Londra, 1927
K. CLARK, “A catalogue of the drawings of Leonardo da Vinci in the collection of His Majesty the King at Windsor Castle”, Cambridge, 1935 [2. ed. rev. with the assistance of C. Pedretti, “The Italian drawings at Windsor Castle, 9”, London, 1968 – 1969]
H. TIETZE, E. TIETZE CONRAT, “The Drawings of the Venetian Painters in the 15th and 16th Centuries”, New York, 1944
A. E. POPHAM, “The drawings of Leonardo da Vinci”, New York, 1945
A. E. POPHAM, “Correggio’s drawings”, London, 1957
F. HARTT, “Giulio Romano”, New Haven, 1958
K. CLARK, Leonardo da Vinci. Storia della sua evoluzione artistica, Milano, Mondadori, 1983 [trad. italiana della 3a ed. inglese, Harmondsworth, 1959]
A. E. POPHAM, “Catalogue of the Drawings of Parmigianino”,3 voll., New Haven and London, 1971
A. BALLARIN, “Introduzione ad un catalogo di disegni di Jacopo Bassano”, I: 1969; II: 1971; III: 1973, in “Jacopo Bassano. Scritti 1964-1995”, “Pittura del Rinascimento nell’Italia settentrionale, 2”, “Jacopo Bassano. vol. I”, a cura di V. ROMANI, 2 tomi, Cittadella (Padova), 1995, pp. 145-198, 201-241
A: BALLARIN, "Tre disegni : Palma il Vecchio, Lotto, Romanino ; (e alcune osservazioni sul ruolo del Romanino al Buonconsiglio)", in "Arte veneta", 1970 (1971), 24, pp. 47-62
“Early Italian engravings from the National Gallery of Art”, Publ. in conjunction with the exhibition "Prints of the Italian Renaissance",, Washington, National Gallery of Art, J. A. LEVISON, K. OBERHUBER, J. L. SHEEHAN, Washington, 1973
“Tiziano e la silografia veneziana del Cinquecento”, Fondazione Giorgio Cini, Centro di Cultura e Civiltà, Istituto di Storia dell'Arte, catalogo a cura di M. MURARO e D. ROSAND, “Grafica veneta, 1”, Vicenza, 1976
F. AMES LEWIS, J. WRIGHT, “Drawing in Early Renaissance Italy”, New Haven and London, 1981
G. ROMANO [a cura di], "Gaudenzio Ferrari e la sua Scuola. I cartoni cinquecenteschi dell'Accademia Albertina", Torino, 1982
“Drawing in the Italian Renaissance Workshop”, catalogo della mostra a cura di F. AMES LEWIS-J. WRIGHT, Londra, 1983
B. COLE, "Renaissance Artist at Work from Pisano to Titian", 1983
G. BORA, "I leonardeschi e il ruolo del disegno", in "Disegni e dipinti leonardeschi dalle collezioni milanesi", 1987, pp. 11-19
K. OBERHUBER, M. FAIETTI, “Bologna e l’Umanesimo, 1490-1510”, catalogo della mostra, Bologna, 1988
E. LUCCHESI RAGNI, "I disegni dei Moretto : qualche indicazione del suo proredimento inventivo", in "Alessandro Bonvicino "Il Moretto"", catalogo della mostra, Brescia, Monastero di Santa Giulia, 18 giugno-20 novembre 1988, Brescia, 1988, pp. 223-246
K. OBERHUBER, “Le message de Giorgione et du Titien dessinateurs”, in “Le siècle de Titien. L’âge d’or de la peinture à Venise”, catalogo della mostra a cura di M. LACLOTTE, Paris, Grand Palais, 9 marzo-14 giugno 1993, Paris, 1993 [2a ed. riveduta e corretta], pp. 483-502.
LANDAU, PARSHALL, "The Renaissance Print”, 1470-1540", New Haven, 1994
P. POUNCEY, “Philip Pouncey: raccolta di scritti (1937-1985)”, a cura di M. Di Giampaolo, Rimini, 1994
A. NOVA, "The drawings of Girolamo Romanino", in "Burlington Magazine", CXXXVII, 1995, pp. 159-168 (Part I) e pp. 300-306 (Part II)
V. ROMANI, “Primaticcio, Tibaldi e la questione delle ‘cose del cielo’”, “Pittura del Rinascimento nell'Italia settentrionale, 7”, “Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica, Università di Padova”, Cittadella (Padova), 1997.
H. VEROUGSTRAETE, R. VAN SCHOUTE (a cura di), "Dessin sous-jacent et technologie de la peinture: perspectives", Université Catholique de Louvain, Département d'Archéologie et d'Histoire de l'Art, "Colloque pour l'Étude du Dessin sous-jacent et de la Technologie dans la Peinture, 11", Louvain, 14-16 settembre 1995, Louvain, 1997 (più in generale si rimanda all'intera serie).
"La bottega dell'artista tra Medioevo e Rinascimento", a cura di R. CASSANELLI, Milano, 1998
G. BORA, "I leonardeschi e il disegno", in "I leonardeschi", Milano, 1998, pp. 93-120
M. C. GALASSI, "IL disegno svelato. Progetto e immagine nella pittura italiana del primo Rinascimento", "Appunti d'Arte", Nuoro, 1998
C. BAMBACH, “Drawing and Painting in the Italian Renaissance Workshop. Theory and Practice 1300-1600”, Cambridge, 1999
M. TANZI, “Disegni cremonesi del Cinquecento”, catalogo della mostra, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, 1999, “Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, 85”, Firenze, 1999
“Roma e lo stile classico di Raffaello 1515 – 1527”, Centro Internazionale d'Arte e di Cultura di Palazzo Te, a cura di K. OBERHUBER, catalogo di A. GNANN, Milano 1999
A. PATTANARO, “La vocazione raffaellesca di Girolamo da Carpi e il confronto con Giulio Romano” in “Nuovi Studi”, 7, 1999, pp. 5-32
V. ROMANI, “Tra tecnica e stile: osservazioni sul disegno veneziano del Rinascimento”, in “Dal Pordenone a Palma il giovane. Devozione e pietà nel disegno veneziano del Cinquecento”, catalogo della mostra a cura di C. FURLAN, Pordenone, Chiesa di San Francesco, Milano, 2000, pp. 69-81
G. AGOSTI, “Disegno del Rinascimento in Val Padana”, catalogo della mostra, Firenze, Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, “Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi, 87”, Firenze, 2001
V. ROMANI, “Per Bastianino. Le pale di San Paolo eun Libro di disegni del Castello Sforzesco”, “Pittura del Rinascimento nell'Italia settentrionale. Quaderni, 1”, “Dipartimento di Storia delle Arti Visive e della Musica, Università di Padova”, Cittadella (Padova), 2001
W. R. REARICK, “Il disegno veneziano del Cinquecento”, Milano, 2001.
"Oltre il visibile : indagini riflettografiche", a cura di D. BERTANI, "Kulturgüterschutz, optische & radiographische Untersuchungsverfahren", Milano, 2001
M. BELLARIA, D. BERTANI, "La riflettografia infrarossa", in "I trattati di tecniche artistiche medievali" a cura di Silvia Bianca Tosatti, 2002, pp. 115-137
A. PATTANARO. “Garofalo: il terzo decennio e la difficile cronologia di un nuovo disegno”, in T. FRANCO, G. VALENZANO, “De lapidibus sententiae. Studi per Giovanni Lorenzoni”, Padova, 2003. pp. 295-305
A. PATTANARO, “La "Bibbia" di Antonio Costabili: Penni, Garofalo, Sant'Agostino e l'umanesimo ferrarese”, in “Prospettiva”, 110/111, 2004, pp. 70-96
Parole Chiave
PITTURA; DISEGNO; ITALIA SETTENTRIONALE; ARTE DEL RINASCIMENTO; BOTTEGHE DEL RINASCIMENTOAspetti e problemi del disegno del Rinascimento nell'Italia Settentrionale: storia e geografia, metodi di lavoro delle botteghe, tecniche, tipologie e funzioni, percorsi del collezionismo
Università degli Studi di PadovaAbstract
L'obiettivo del programma è quello di pervenire ad una defizione delle principali problematiche inerenti il disegno nell'Italia Settentrionale tra il 1480 e il 1530, studiato attraverso l'approfondimento degli aspetti funzionali (tecniche, tipologie, metodi operativi, rapporto col disegno sottostante, relazione con le stampe), in rapporto alla pittura e ai metodi di lavoro delle botteghe e dei singoli artisti.I risultati del lavoro confluiranno in un volume dedicato all'argomento, nel quale saggi di taglio più propriamente storico si alterneranno ad approfondimenti sulle tecniche, le tipologie, le procedure che meglio rappresentano le peculiarità del disegno nell'Italia settentrionale e sulle prospettive di indagine aperte dalle nuove tecnologie in grado di documentare meglio il rapporto tra disegno e pittura. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro BALLARIN Università degli Studi di PADOVAObiettivo del Programma di Ricerca
OBIETTIVO GENERALEObiettivo del programma è quello di pervenire ad una defizione delle principali problematiche inerenti il disegno nell'Italia Settentrionale tra il 1480 e il 1540, studiato attraverso l'approfondimento degli aspetti funzionali (tecniche, tipologie, metodi operativi, rapporto col disegno sottostante, relazione con le stampe), in rapporto alla pittura e ai metodi di lavoro delle botteghe e dei singoli artisti.
QUADRO GEOGRAFICO E CRONOLOGICO
Tale studio sarà finalizzato ad evidenziare la trama di rapporti di dare e avere, la circolazione di idee e di sperimentazioni tecniche che attraversano l'Italia settentrionale, da Venezia e dalle città sotto il controllo della Serenissima, alle corti di Mantova, Ferrara, Milano e Bologna connesse tra loro da rapporti non solo dinastici, ma anche di cultura figurativa, sino a toccare i centri del Piemonte e della Liguria, che, al pari di Brescia, Bergamo o Cremona, sono caratterizzati da una forte identità culturale e politica. La situazione geografica di questa area la pone naturalmente in costante confronto da una parte con le principali realtà storiche e culturali d'oltralpe, dall'altra con le diverse tendenze che maturano nell'ambito della cultura centro-italiana, ed in particolare con Firenze e Roma. Proprio questa prospettiva dovrebbe permettere di individuare l'autonomia del disegno nell'Italia settentrionale, riscattandolo dalla prospettiva vasariana, che affidava alla Toscana il primato, e valorizzandone l'originalità.
I termini cronologici prescelti indicano un periodo in cui si succedono diverse cruciali stagioni della cultura figurativa: dagli ultimi atti della stagione prospettica, all'esperienza del "classicismo prematuro", all'affermarsi della "maniera moderna", l'analisi intende spingersi sino ad inquadrare le reazioni di questo contesto agli stimoli postclassici e manieristici che investono Venezia e la Val Padana tra terzo e quarto decennio del secolo.
RILEVANZA E ORIGINALITA' DELLA RICERCA ED AVANZAMENTO DELLE CONOSCENZE
L'innovatività della ricerca risiede soprattutto nell'attenzione agli aspetti funzionali del disegno, rispetto ad una tradizione di studi - peraltro preziosa base di partenza - tendente a privilegiare la catalogazione dei materiali e la sistematizzazione per monografie e per scuole, dalla quale non sempre emerge l'importanza del rapporto con la pittura.
Altri aspetti su cui si intende insistere in modo più sistematico di quanto non sia stato fatto sino ad oggi nello studio del disegno sono il reperimento e l'analisi di fonti storiche e letterarie, che integrino la trattatistica tradizionalmente utilizzata, e di documenti.
Si intende far confluire i risultati del lavoro in un volume dedicato all'argomento che raccoglierà contributi dei componenti della ricerca, nonché di studiosi opportunamente individuati e coinvolti sulla base di specifiche competenze. In particolare, saggi di taglio più propriamente storico si alterneranno ad approfondimenti sulle tecniche, le tipologie, le procedure che meglio rappresentano le peculiarità del disegno nell'Italia settentrionale e sulle prospettive di indagine aperte dalle nuove tecnologie in grado di documentare meglio il rapporto tra disegno e pittura. L'intento è quello di fornire uno strumento bibliografico che ancora non esiste nel quale evoluzione storica e aspetti tecnici e funzionali dialoghino strettamente e si avvalgano del confronto delle più significative esperienze, entro una ampia ma omogenea area geografica, nella fase cruciale della maturazione della maniera moderna.
Nei limiti della durata biennale del progetto, ed utilizzando le competenze di un assegnista, il coordinamento della ricerca ha intenzione di avviare un archivio informatizzato illustrato del disegno dell'Italia settentrionele negli anni coperti dal progetto di ricerca, e di renderlo disponibile in rete in un apposito sito web.
COMPLEMENTARIERTA' DELLE UNITA' OPERATIVE
I responsabili delle tre unità hanno contribuito personalmente a questo indirizzo di ricerche (si rimanda, in proposito, ai loro lavori sulla bottega di Jacopo Bassano, sulle botteghe piemontesi del Cinquecento e al catalogo dell'esposizione dei disegni padani degli Uffizi). Già sperimentata è dunque la piena identità di vedute sul taglio metodologico da adottare nello studio del disegno, alla quale va ad aggiungersi la complementarietà assicurata dalle competenze dei gruppi proponenti e dalla omogenea distribuzione entro l'area geografica che si intende studiare e sulla quale d'altronde hanno da sempre condotto le proprie ricerche.
I coordinatori di Torino e di Padova, in particolare, da anni indagano sul magistero di Leonardo che costituisce un fatto centrale per lo sviluppo del disegno nel Cinquecento e ne hanno approfondito le conseguenze rispettivamente nell'area occidentale e in quella orientale della pianura padana. Altro aspetto di coesione del progetto e di interazione tra le varie unità è il confronto con l'eredità di Raffaello e di Michelangelo, rilevante a partire dal secondo decennio del secolo, tema su cui i componenti della ricerca si sono più volte misurati. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Data la vastità dell'argomento, ci si limita ad indicare alcuni studi che per gli aspetti di metodo implicati risultano significativi in relazione agli obiettivi della ricerca.Per quanto concerne la grande tradizione della "connoisseurship" particolarmente importante risulta la lezione di filologia inaugurata dagli studi anglosassoni nella valorizzazione del disegno, una tradizione che ha avuto in Inghilterra e negli Stati Uniti alcuni grandi maestri (Berenson, Clark, Popham, Pouncey), o che comunque si è espressa prevalentemente in lingua inglese e, in misura minore, tedesca (Wilde, Tietze, Fischel, Oberhuber), e che ha trovato nella ricostruzione del "corpus" grafico dell'artista rinascimentale e nella catalogazione dei fondi di alcune grandi raccolte pubbliche la sua espressione paradigmatica (si pensi, a titolo di esempio, al caso di Leonardo illustrato dai cataloghi di Clark, Bodmer e Popham). Tale tradizione non solo è giunta ad una migliore valorizzazione del disegno come opera d'arte in se stessa, ma ha anche offerto esempi di come attraverso il disegno si possa studiare il percorso di un artista e illuminarne l'opera (Gere) o di come il disegno possa divenire strumento per capire i processi creativi della pittura (Clark, Popham, Hirst, Davidson) e il funzionamento delle botteghe (Shearman, Oberhuber, Ames-Lewis).
Più in particolare sulle botteghe artistiche venete e padane nel Cinquecento vanno tenuti presenti, per l'attenzione portata sia al rapporto tra fase progettuale e realizzazione pittorica, sia all'utilizzazione dei modelli grafici da parte dei componenti della bottega, gli studi sulla scuola di Gaudenzio Ferrari (Romano), e sulla bottega di Jacopo Bassano (Ballarin e Rearick), fino ai recenti contributi sulla bottega milanese di Leonardo (Ballarin, Bora). Per quanto riguarda i lavori su singoli artisti o su centri dell'Italia settentrionale, di particolare interesse sono gli studi di Popham su Correggio, Parmigianino e altri esponenti della scuola parmense del Cinquecento, integrati più recentemente dai contributi di Di Giampaolo e di Ekserdijan. Per l'ambiente bolognese, oltre alla definizione delle singole personalità del raffaellismo bolognese offerta da Pouncey e agli studi di Pray Bober sui taccuini dall'antico di Aspertini, sono intervenuti più recentemente Oberhuber e Faietti (1988, 2001, 2002).
Sul disegno veneziano, non andranno dimenticati quale base di partenza fondamentale i grandi repertori di von Hadeln e di Tietze e Tietze-Conrat e più recentemente di Rearick. Nel quadro dell'argomento scelto, la produzione grafica veneziana è certamente la più indagata, benchè su argomenti di portata significativa, come la bottega dei Bellini, la produzione di Bartolomeo Montagna molto resti da fare. Significativi ampliamenti di catalogo si sono verificati negli ultimi tempi nel caso di Carpaccio.
L'analisi sull'ambiente padovano può contare sugli studi di Ballarin, Saccomani e Mancini. Tra i principali contributi allo studio dei disegni di Romanino si segnalano gli articoli di Ballarin e Nova; per Savoldo e Moretto si può solo rimandare ai cataloghi delle mostre bresciane del 1990 e del 1988, mancando ancora un lavoro sistematico di catalogazione. Sul terreno della produzione cremonese si sono confrontati Di Giampaolo, Bora e Tanzi. Per contro, vi sono argomenti poco noti come è il caso del disegno ferrarese che gli studi di alcuni dei proponenti la ricerca hanno iniziato a riscoprire (Ballarin, 1994-1995, Pattanaro, 1999 e 2002, Romani, 2001).
Nel caso di Mantova una tradizione eccellente di studi è legata a Mantegna da Kristeller ai più recenti contributi di Ekserdijan. Poco indagati, per contro, risultano gli artisti che operano a Mantova tra la morte del maestro padovano e l'avvento di Giulio Romano, per il quale, viceversa, si può fare ricorso agli studi pionieristici di Hartt e alle più recenti messe a punto di Oberhuber e Gnann, nel quadro di una più ampia considerazione delle pratiche di bottega di Raffaello e della sua cerchia.
Si segnalano anche alcuni cataloghi di mostre di particolare interesse, quali quelli dedicati ad Andrea Mantegna (Londra, 1992), a "Le siècle de Titien" (Paris, l993), a Leonardo e alla sua cerchia (New York, 2002 e Parigi, 2003). Una menzione a parte per la rilevanza del metodo di lavoro spetta al catalogo di Giovanni Agosti sul disegno in Valpadana nel fondo degli Uffizi (Firenze, 2001), che intende essere il punto di partenza per la presente ricerca in quanto costituisce un primo tentativo di considerazione comparata della produzione disegnativa dei vari centri padani, dopo il pionieristico lavoro di Parker, limitato però al Quattrocento (1927).
Sul problema del funzionamento e dell'organizzazione delle botteghe e sul ruolo del disegno nella progettazione delle opere, quali strumenti più generali di riferimento si indicano i lavori di Cole (1983), Ames-Lewis, Wright (1983), Dunkerton, Foister, Gordon, Penny (1991, 2000), Cassanelli (1998) sulle botteghe, il volume di Bambach (1999) sulla funzione dei cartoni e il catalogo della mostra di Londra sul disegno soggiacente nella pittura europea del Rinascimento (2002) che fa il punto su un filone di studi recente ma ormai ricchissimo di contributi (Galassi, Bertani). In proposito, non si possono mancare di menzionare gli atti dei convegni promossi dal centro di studi di Lovanio.
Sul versante dell'incisione si rammentano, quali indagini d'ambiente, i lavori di Oberhuber, Levison e Sheenan sull'incisione veneziana del Rinascimento, quello di Muraro e Rosand sulla xilografia. Una considerazione più generale dei problemi dell'incisione è nella monografia di Landau e Parshall ("The Renaissance Print", 1470-1540", 1994), autori anche singolarmente di vari contributi. Naturalmente strumento di base rimane la preziosa serie dei volumi del Bartsch illustrato, tuttora in corso di pubblicazione. <<<



