Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di CATANIA
STUDI EUROPEI
CATANIA(CT) - Università degli Studi di TRENTO
SCIENZE FILOLOGICHE E STORICHE
TRENTO(TN) - Università Cattolica del Sacro Cuore
Italianistica
MILANO(MI) - Università degli Studi di FIRENZE
ITALIANISTICA
FIRENZE(FI) - Università degli Studi di URBINO "Carlo BO"
Lingue
PESARO(PU)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Forme della riscrittura nella letteratura italiana (ed europea) tra autore e lettore: edizioni, traduzioni, commenti, "postille"
- 2 - Scrittura e riscrittura, imitazione-traduzione e interpretazione nella letteratura italiana fra Sette e Novecento
- 3 - Alla ricerca dei libri perduti. Per una mappa della poesia italiana tra Otto e Novecento (1890-1920): edizioni, saggi, commenti
- 4 - L'italiano in Europa e la letteratura italiana "fuori d'Italia": scrittori stranieri in lingua italiana, dal Medioevo a oggi (costituzione di un archivio storico e di un corpus commentato di testi)
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Bibliografia
Giovannetti P., Pautasso S. (a cura di), “L’Antologia, forma letteraria del Novecento”, Lecce, PensaMultimedia, 2004.
“Brano a brano. L’antologia di italiano nella scuola media inferiore”, a cura di C. Ossola, Bologna, Il Mulino, 1978.
R. Scarcia, “Logica dell’antologia classica e operatività delle crestomazie”, in AA. VV., “L’Antologia poetica” (numero monografico di «Critica del testo», II, 1), Roma, Viella, 1999.
R. Tesi, “Due vicende del lessico intellettuale europeo: ‘antologia’ e ‘crestomazia’”, in «Lingua nostra», LII, 2-3, 1991, pp. 33-44.
R. Antonelli, “L’antologia, il tempo, la memoria”, in AA. VV., “L’Antologia poetica”, cit.
P. V. Mengaldo, Introduzione a “Poeti italiani del Novecento”, Milano, Mondadori, 1978.
A. Asor Rosa, “Sulle Antologie poetiche del Novecento italiano”, in AA. VV., “L’Antologia poetica”, cit.
M. Santagata, “Dal sonetto al canzoniere. Ricerche sulla preistoria e la costituzione di un genere”, Padova, Liviana, 1979.
A. Quondam, “Petrarchismo mediato. Per una critica della forma ‘antologia’”, Roma. Bulzoni, 1978.
G. Gorni, “Le forme primarie del testo poetico”, in “Letteratura italiana”. III. “Le forme del testo”, 1. “Teoria e poesia”, Torino, Einaudi, 1984, pp. 113-134; poi in G. Gorni, “Metrica e analisi letteraria”, Bologna, Il Mulino, 1990.
E. Testa, “Il libro di poesia. Tipologie e analisi macrotestuali”, Genova, Il Melangolo, 1983.
F. Petrarca, "Rerum vulgarium fragmenta", vol. I, edizione integrale in fac-simile conforme all'originale del manoscritto Vat. lat. 3195, Roma- Padova, Biblioteca Apostolica Vaticana, Edizioni Antenore 2003; vol. II, "Commentario", a cura di G. Belloni, F. Brugnolo, H. W. Storey e S. Zamponi, 2005.
P. Bigongiari, “Autoritratto poetico”, Firenze, Sansoni, 1985.
M. Luzi, “La ferita nell’essere. Un itinerario antologico”, a cura di V. Nardone, Firenze, Passigli, 2004.
E. Sanguineti, “Poesia italiana del Novecento”, Torino, Einaudi, 1969.
N. Cannata Salomone, “Dal ‘ritmo’ al ‘canzoniere’: note sull’origine e l’uso in Italia della terminologia relativa alle raccolte poetiche in volgare (secc. XIII-XX), in «Critica del testo», IV, 2, 2001.
G. Savoca, Introduzione a G. Leopardi, “Crestomazia italiana. La poesia”, Torino, Einaudi, 1968.
“Teatro Specchio Corona. L’antologia come forma”, numero monografico di «Indizi», 2, 1993.
AA. VV., “Il canone alla fine del millennio”, numero monografico di «Critica del testo», III, 1, 2000.
E. H. Wilkins, “The Making of the Canzoniere and other Petrarchan Studies”, Roma, Edizioni di Storia e Letteratura, 1951.
C. Bologna, “Tradizione e fortuna dei classici italiani”, Torino, Einaudi, 1993, 2 voll.
F. Brugnolo, “Il libro di poesia nel Trecento”, in ID., “Il libro di poesia dal copista al tipografo”. Atti del Convegno di Ferrara 1987, a cura di M. Santagata e A. Quondam, Ferrara- Modena, Panini, 1989, pp. 9-23.
A. Quondam, “Introduzione (e qualcosa d’altro), ivi, pp. I-XXII.
R. Antonelli, “Rerum vulgarium fragmenta”, in “Letteratura italiana Einaudi”, dir. Asor Rosa, “Le opere”, I, “Dalle Origini al Cinquecento”, Torino, Einaudi, 1992, pp. 379-471.
D’A. S. Avalle, “I canzonieri: definizione di genere e problemi di edizione”, in AA. VV., “La critica del testo. Problemi di metodo ed esperienze di lavoro”, Atti del Convegno di Lecce (22-26 ottobre 1984), Roma, Salerno, 1985, pp. 363-382.
F. Brugnolo, “Libro d’autore e forma canzoniere: implicazioni petrarchesche”, in «Lectura Petrarce”, 11, 1991, pp. 273-302.
“Antologia Palatina”, a cura di F. M. Pontani, Torino, Einaudi, 1978-1981.
AA. VV., “Le Recueil littéraire. Pratiques e théorie d’une forme, sous la direction de Irène Langlet, Rennes, Presses Universitaires de Rennes, 2003.
J. M. Lotman, La struttura del testo poetico, Milano, Bompiani, 1972.
Golzio F. Guerra A., “La cultura italiana del Novecento attraverso le riviste”, Torino, Einaudi, 1960.
“Tutte le poesie della «Voce» raccolte e presentate da Enrico Falqui”, Firenze, Vallecchi, 1966.
E. Falqui, “Novecento letterario italiano”. 2. “Dizionaristi, bibliografi e antologisti”, Firenze, Vallecchi, 1970.
G. Langella, “Il secolo delle riviste. Lo statuto letterario dal «Baretti» a «Primato»”, Milano, Vita e Pensiero, 1982.
G. Luti, “Critici, movimenti e riviste del l’900 letterario italiano”, Milano Vita e Pensiero, 1989.
AA. VV., “Le riviste dell’Europa letteraria”, a cura di M. Rizzante e C. Gubert, Trento, Editrice Università degli Studi di Trento – Dipartimento di Scienze Filologiche e Storiche, 2002
C. Gubert (a cura di), “Frammenti di Europa. Riviste e traduttori del Novecento”, Fossombrone, Metauro Edizioni, 2003.
Parole Chiave
LETTERATURA E FILOLOGIA ITALIANA; LETTERATURE COMPARATE; RIVISTE; TRADUZIONE; ARCHIVI DIGITALI; POESIA ITALIANA; ANTOLOGIA POETICA; POESIA RUSSA IN TRADUZIONEL'Antologia d'autore nella storia della poesia
italiana: dal canzoniere all'autoritratto, tra "antologia di traduzioni" e "rivista".
Università degli Studi di Catania
Abstract
La ricerca intende studiare forme e momenti significativi dello sviluppo dell’antologia letteraria, in particolare di quella poetica, nell’ambito della letteratura italiana, individuandone le molteplici connessioni da un lato con l’idea di canzoniere e autoantologia (vista come autoritratto poetico), dall’altro con una vasta tipologia che include antologie generazionali o ‘militanti’, tematiche, storico-geografiche, per genere e soprattutto il vasto settore dei florilegi di traduzioni.L’indagine costituisce il primo organico tentativo di sistemazione di una materia finora limitata ad approcci settoriali se non estemporanei o a studi di singoli testi, mentre i proponenti intendono portare avanti una rigorosa prospettiva interculturale su base filologica ed ermeneutica. Le articolazioni dell’antologia come forma e genere implicano un riferimento al concetto di macrotesto (che nel caso del canzoniere comporta procedimenti di selezione funzionali alla coerenza dell’insieme [Segre], ovvero alla sottolineatura di elementi narrativi [Genot]), a quello di “arcisema” di Lotman (che spiega il funzionamento di un testo e le sue nuove potenzialità segniche in relazione alla sua collocazione in una struttura antologica), a una visione semiotica e antropologico-culturale dell’atto traduttorio come ‘trasporto’ (in senso etimologico) di una cultura di partenza in quella di arrivo, alla teoria della ricezione.
Date queste premesse, le sfaccettature del genere ‘antologia’ saranno esaminate sia in senso diacronico, sia generazionale (con lo studio delle antologie del futurismo, dell’avanguardia ermetica, ecc.), sia individuale (con particolare riferimento alle antologie-canzoniere di Petrarca, Leopardi, Saba e alle autoantologie che costellano la seconda metà del Novecento), dedicando particolare attenzione ai due temi dell’antologia e della traduzione nel pensiero di Oreste Macrì. Centrale sarà dunque il rilievo riservato sia ai ‘quaderni’ di traduzioni di poeti come Bigongiari, Luzi, Caproni, Sereni, Fortini, sia a figure emblematiche di traduttori-antologisti come Quasimodo (interprete intelligente del pascoliano “fior da fiore”) e Macrì. Settore di indagine privilegiato sarà anche lo studio di quelle riviste che presentano antologie di autori stranieri in traduzione.
Le esperienze maturate dalle varie unità di ricerca nel campo dello spoglio lessicografico dei testi e della costituzione di banche-dati e indici informatici, le competenze acquisite sul versante delle riviste novecentesche, le ricerche documentarie su carteggi inediti e altri materiali contenuti in biblioteche e fondi privati, garantiranno alla ricerca uno spettro d’indagine assai vasto ma sempre articolato intorno al tema fondante dell’antologia quale indispensabile mediatore culturale e strumento di lettura-interpretazione spesso decisivo.
La centralità della “Crestomazia” poetica di Leopardi emergerà come nucleo di una tradizione che nell’Otto/Novecento acquista una varietà che gli studiosi impegnati nel progetto illustreranno attraverso la ripubblicazione di antologie ‘storiche’ (come quella leopardiana e quella futurista del 1912), la costituzione di un archivio elettronico di canzonieri e antologie di traduzione (le quali verranno studiate da un punto di vista filologico e linguistico, critico e teorico), la catalogazione e trascrizione di carteggi inediti, la ‘recensio’ di alcune importanti biblioteche, gli studi su opere, personalità, problemi. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe SAVOCA Università degli Studi di CATANIAObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo primario del progetto è quello di investigare, in una prospettiva diacronico-generazionale e insieme critico-testuale, i fondamenti culturali ed epistemologici del genere antologia, abbracciando uno spettro cronologico che dal "Canzoniere" di Petrarca giunge, attraverso l’importante tradizione sette-ottocentesca (di cui testimonia in modo significativo la “Crestomazia” poetica di Leopardi), al variegato panorama del nostro Novecento poetico. La metodologia critico-filologica, quella lessicografica e gli studi sulla ricezione si orienteranno in un’ottica in cui il progetto di sistemazione di un’opera, di una lingua poetica o di una cultura diviene particolarmente complesso e stratificato nel caso delle antologie di traduzione, che soprattutto la letteratura italiana del Novecento coltiva con intenti di dialogo o ricerca di un’affinità di temi e di pensiero. Emergeranno allora alcune direttrici di fondo di un’ermeneutica dell’antologia, mentre le ricerche documentarie e d’archivio potenzieranno l’ampio affresco di relazioni tra intellettuali, poeti, traduttori e intelligenti mediatori di culture diverse dalla nostra.Le principali direzioni di studio e ricerca riguarderanno: la creazione di archivi elettronici e banche dati lessicali di alcune antologie e autoantologie esemplari (dai “Rerum vulgarium fragmenta” ai “Canti” e alla “Crestomazia” poetica, fino alla varie ‘forme’ del canzoniere di Saba), di cui verranno studiate le modalità di aggregazione dei componimenti (secondo una ‘filologia del macrotesto’); lo studio di alcune antologie settecentesche, con particolare attenzione alle raccolte di poesie giovanili di Parini; un’indagine ampia sulle antologie generazionali del XX secolo, da quelle futuriste a quelle ermetiche e neoavanguardistiche, fino alle più recenti proposte; l’analisi critica e testuale delle più importanti antologie di traduzione del Novecento, da quelle dallo spagnolo di Macrì e dal russo di Renato Poggioli a quelle di autori tedeschi del primo Novecento (a cura di Traverso e Amoretti) e ad alcune importanti antologie ‘plurilingui’ pubblicate tra la prima e la seconda metà del secolo scorso; la creazione di concordanze di alcune significative sillogi di traduzioni di poeti rappresentativi del Novecento (Sereni, Caproni, Luzi, Solmi); lo studio di prefazioni, apparati critici e di commento e di tutto il corredo paratestuale offerto dalle antologie esaminate; la creazione di data-bases di numerosissime riviste e periodici novecenteschi che costituiscono, sia nel settore della traduzione che su quello della poesia in proprio, dei veicoli essenziali del ‘canone’; infine un’indagine sull’influenza dell’“Antologia Palatina” nel Novecento, con particolare riferimento ai suoi due più noti traduttori-poeti, Salvatore Quasimodo e Leonardo Sinisgalli.
La strumentazione critica da utilizzare per il perseguimento di questi obiettivi sarà ricca e varia e si orienterà: alla produzione di archivi informatizzati; allo spoglio e catalogazione di testi inediti, carteggi, diari, scritti critici; alla costituzione di una silloge di prefazioni di tutte le più significative antologie e di una bibliografia particolareggiata sulle varie tipologie; alla creazione di pagine WEB relative ad antologie di traduzioni difficilmente reperibili o a testi rari; alla pubblicazione di testi, studi critici, supporti informatici. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La ricerca si propone di indagare le premesse culturali e gli sviluppi dell'antologia letteraria, intesa come genere e forma, in autori, movimenti e generazioni della letteratura italiana. L'attenzione si orienta in particolare sull'antologia poetica, più fortemente caratterizzata nel senso di scelta esemplare, e si sostiene sulla consapevolezza che essa risponde maggiormente al proposito di costituire un canone e, rispetto alla prosa, appare meno sfuggente a tentativi di «sistemazione storiografica» (Giovannetti 2004). In questa prospettiva occorre tenere presente l’insieme di corredi paratestuali, ‘occasioni’ critiche, apparati esplicativi e informativi , rivelatori di come il “taglio” della cultura di partenza prodotto dal compilatore ha effetti prolungati sulla cultura di arrivo. Una questione di primaria importanza è quindi anche quella della ricezione: la ‘Wirkungsgeschichte’ di un’antologia, infatti, è frutto combinato dell’attività del compilatore e del complesso di recensioni, stroncature, enfatizzazioni, interpretazioni, riprese successive.Gli studi sul tema dell’antologia appaiono alquanto frammentari e prevalentemente dedicati al settore delle antologie scolastiche (Ossola 1978), anche se non vanno trascurati, nella genesi dell'antologia poetica e letteraria tout court, alcuni ‘exempla’ rimasti significativi anche per gli influssi esercitati nella produzione alta (si pensi, per il 900, ai “Poeti lirici moderni e contemporanei” con l'interpretazione di G. De Robertis, usciti nel 1945).
Il punto di vista perseguito dal gruppo proponente si fonda anzitutto sulla necessità di puntualizzazioni semantiche (sul versante classico è utile Scarcia 1999), in rapporto alla presenza del termine nelle letterature europee «quale titolo di opere letterarie e riviste culturali che si proponevano di raccogliere estratti di vario argomento». La circolazione alquanto tarda del grecismo antologia è legata, com'è noto, alla scoperta verso la metà del XVIII secolo dell'“Antologia Palatina” (Tesi 1991). Se le edizioni settecentesche di quest'ultima rimettono in circolazione un vocabolo già attestato nel secolo XVI nel senso di 'scelta di brani', altrettanto degno di nota è il campo sinonimico di florilegio, che conosce tuttavia una minore fortuna.
Per la letteratura italiana l'eco semantica di “antologia” è veicolata in maniera decisiva dalle riviste, dall'«Antologia romana» (1774-1798) all'«Antologia» di Viesseux, la cui funzione onomaturgica viene riconosciuta dallo stesso dizionario di Tommaseo-Bellini. Questa matrice dell'antologia (legata alla sua ‘storica’ funzione di archivio di cultura e letteratura) si sviluppa nel XX secolo, accoppiando alla scelta di prose saggistiche o narrative la forma dell'almanacco di poesia. La rivista come antologia o florilegio di poeti raggruppati per correnti, generazioni o temi, costituisce in effetti una costante della diffusione della poesia nel Novecento, sia in rapporto alla tradizione lirica italiana (si pensi a testate come «La Riviera Ligure», «Corrente di Vita giovanile», ecc.), sia in rapporto a quella internazionale, in termini di ricezione di temi, stili, atmosfere, attraverso importanti quaderni tra cui soprattutto «Poesia», diretta da Enrico Falqui.
Il grecismo ‘crestomazia’ (attestato in una antologia scolastica lombarda del 1823) riceve invece la sua più significativa codificazione nelle due antologie leopardiane ("Crestomazia della prosa" e "Crestomazia della poesia"). Esse costituiscono un momento di sintesi di tensioni alla sistemazione esemplare che percorrono la cultura italiana ed europea soprattutto cinquecentesca, e che nel nostro Paese hanno conosciuto dei momenti salienti nella "Raccolta aragonese" e nei nove libri di “Rime di diversi autori”, fondamentali per la diffusione in Europa del canone petrarchista.
Nel Novecento la tendenza all'antologia, in un'epoca di crisi delle grandi sistemazioni culturali e ideologiche e della tensione pedagogica che aveva animato le imprese editoriali ottocentesche, si scontra con la crisi del concetto di Tradizione, ovvero della «Norma» assicurata dal genere attraverso i secoli (Antonelli 1999). Proprio nel XX secolo, con il proliferare di antologie settoriali e generazionali, diventa problematico ricostruire le premesse di quella che si configura come una ricerca e operazione di tipo «metaletterario» (Mengaldo 1978). Indebolitosi il legame antologia-tradizione-canone, la soggettività della selezione assume finalità di tipo dimostrativo, ben lungi dalla garanzia di continuità del testo nel tempo, nonché di selezione del Passato per un controllo del Presente (Antonelli 1999).
Le antologie dei movimenti avanguardistici (futurismo e neoavanguardie) hanno assunto un ruolo centrale nel Novecento poetico italiano, denunciando al tempo stesso un arretramento delle sistemazioni generali, rese sempre più precarie dalla natura in fieri del genere. Non è infatti un caso che, dopo l'esperienza in larga misura precorritrice dei “Poeti d'oggi” di Papini e Pancrazi (1920, 1925 II ediz.), occorra attendere (per la ricomparsa di un'intenzione storiografica) il 1943, con la pubblicazione dei "Lirici nuovi" di Luciano Anceschi, seguiti dalla citata antologia derobertisiana e, a un decennio di distanza, dalla “Lirica del Novecento” di Anceschi e Antonielli (1953), mentre nel 1969 appare la “Poesia italiana del Novecento” di Sanguineti, giudicata come «il tentativo più consapevole di dare sistemazione storica alla tradizione poetica italiana del Novecento» (Asor Rosa 1999).
Consapevoli di un vuoto storico-critico soggiacente ad ogni indagine sulle antologie poetiche novecentesche, le unità impegnate nel progetto intendono sottrarre la ricerca al passaggio obbligato del nesso antologia-canone, privilegiando un'analisi che dal testo rimanda al macrotesto e viceversa (Santagata 1979). Il «senso» dell'antologia, come ha rilevato Quondam (1978), deriva in fondo dal fatto che essa stabilisce tra i testi «un nuovo reticolo interno di funzioni [...] situandoli entro un sistema di relazioni» e in un «rapporto tra il singolo testo e il tutto». Il complesso costituito dal puzzle antologico funziona peraltro come gli "arcisemi" di Lotman funzionano nel singolo testo poetico; nel caso dell'antologia siamo in presenza di "arcitesti", testi che acquistano nuove potenzialità segniche in virtù della loro collocazione accanto agli altri testi dell'antologia (Lotman 1972). Diventa allora qualificante lo studio dell'intreccio tra antologia, macrotesto e canzoniere, forma quest'ultima priva di basi teoriche nella stessa trattatistica del Cinquecento (Gorni 1984), e in ultimo configurabile, nei suoi massimi esempi petrarchesco e leopardiano, come fior da fiore ordinato secondo la ratio propria del libro di poesia (Testa 1983). Anche i filologi che hanno curato il Commentario alla riproduzione digitale del Canzoniere di Petrarca parlano oggi, per le diverse forme, di un processo di «autoantologizzazione» (Petrarca 2005).
Canzoniere dunque come antologia (significativa l'assenza nella lingua inglese del termine "canzoniere", inglobato in "anthology") e anche autoantologia, pratica questa assai diffusa nel nostro Novecento (Cannata Salomone 2001), e che necessita di sondaggi sistematici per l'alto numero di autori che hanno proposto scelte delle proprie sillogi poetiche secondo una prospettiva che è quella dell'autoritratto ("Autoritratto poetico" è il titolo di una autoantologia bigongiariana del 1985, fino alla recentissima postuma di Mario Luzi, il quale parla di «antologia non canonica, ma libera e attiva»; Luzi 2004). Insistere su queste autoantologie, spesso ritenute un surplus bibliografico, può aprire una prospettiva di studio delle opere e dei testi meno settorializzante di quella tesa a scandire il Novecento poetico esclusivamente per antologie generazionali, tale da intessere quella sorta di «racconto continuo» di cui parlava Sanguineti.
La “Crestomazia poetica” leopardiana (1828) costituisce un archetipo imprescindibile dell'antologia come ritratto-autoritratto, in quanto alla capacità di «tagliare e accostare i brani in modo da dare ad essi una notevole organicità interna a armonia reciproca» essa coniuga un'aspirazione all'imitazione «linguistico-formale» che si innerva nella stessa genesi del linguaggio lirico del poeta maturo (Savoca 1968).
Un rilievo del tutto particolare assume nell'ambito delle problematiche implicate nel progetto la tradizione-traduzione di modelli classici come quello dell'“Antologia Palatina”, che soprattutto nel Novecento si raccorda con un vasto filone di poesia epigrammatica. L'“Antologia”, presente in modo significativo nell'Otto-Novecento (Leopardi, Pascoli, Carducci, D'Annunzio, Quasimodo, Sinisgalli), anche attraverso traduzioni più o meno filologiche (da Bignone e Paratore a Pontani), rappresenta un modello ideale per ogni ricerca stilistica e formale improntata alla ricerca di concisione ed essenzialità. Essa costituisce inoltre, nell'orizzonte di critici (Pavese, Montale) e traduttori dell'“Antologia di Spoon River” (Fernanda Pivano, Antonio Porta) un ricorrente riferimento non solo ideale.
Decisivo, ai fini di una definizione storica del genere, è il vasto ambito delle antologie di traduzione dalle principali letterature europee (francese, spagnola, inglese e tedesca), settore assai trascurato nel Novecento italiano, ma che annovera titoli esemplari come i “Poeti antichi e moderni tradotti da lirici nuovi” di Anceschi e Porzio (1945), o ancora la “Poesia straniera del Novecento” (1960), curata da Bertolucci secondo una ripartizione per lingue e una selezione che riguarda non solo i testi degli autori ma anche le più significative traduzioni dei contemporanei. La casistica rintracciabile in questo campo va dall'autoantologia effettuata dal poeta-traduttore stesso (si possono ricordare ad esempio i quaderni di Montale, Caproni, Solmi, Sereni), all'inquadramento organico dell'intero patrimonio poetico di una nazione o di una «generazione». Si pensi, ad esempio, per lo spagnolo, all'antologia di Gerardo Diego (1932), che raggruppa testi e autori relativi al periodo 1915-1931, a cui guarda la “Poesia spagnola del 900” di Oreste Macrì (in prima edizione 1952), che fissa un canone di ricezione della letteratura iberica in Italia. Per il tedesco, se l'Ottocento italiano legge e traduce Schiller piuttosto che Lessing, il Novecento recupera l'eredità classica, da Lessing (del quale Slataper e Alessandro Casati traducono nel 1910 brani del “Nathan”), a Goethe, a teorici della letteratura (Herder, F. Schlegel) fino a Nietzsche.
Infine, la traduzione di poesie francesi (ma anche inglesi) e la successiva pubblicazione all'interno di raccolte antologiche, strutturate per autore, per tema o in un'ottica puramente cronologica, rappresenta una vera e propria costante dell'attività critico-comparatistica italiana della seconda metà del XX secolo. <<<



