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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
- Problematiche generali sulle presenze indigene e greche in Calabria

Storia della Calabria, 1. La Calabria antica, S. Settis (ed.), Roma 1987:
R. PERONI, La protostoria, 65-136;
G. DE SENSI SESTITO, La Calabria in età arcaica e classica. Storia, economia, società, 227-303;
P.G. GUZZO, L'archeologia delle colonie arcaiche, 137-226.
G. NENCI, Gli insediamenti fino alla colonizzazione greca, 323-346;
P.G. GUZZO, L’archeologia delle città italiote nel IV e III sec. a.C., 475-526.

P.G. GUZZO, I Bretii: storia e archeologia della Calabria preromana, Milano 1989.

M. LOMBARDO, I Bretii, in Italia omnium terrarum parens, Milano 1989, 247-297.

G. F. LA TORRE, Greci ed indigeni tra Lucania e Calabria in età arcaica. Nuovi dati e prospettive di ricerca lungo il versante tirrenico, in RendPontAc, 64, 1991-92, 27-61.

E. GRECO, Archeologia della Magna Grecia, Bari-Roma 1992.

Storia della Calabria antica. Età italica e romana, S. Settis (ed.), Roma 1994:
M. LOMBARDO, Greci e indigeni in Calabria. Aspetti e problemi dei rapporti economici e sociali, 55-137,
P.G. GUZZO, L'archeologia dei Brettii tra evidenza e tradizione letteraria, 195-218,
G. P. GIVIGLIANO, Percorsi e strade, 241-362
F. COSTABILE, Dalle poleis ai municipia nel Bruzio romano, 437-464;
M. PAOLETTI, Occupazione romana e storia delle città, 465-556;
A. B. SANGINETO, Per la ricostruzione del paesaggio agrario delle Calabrie romane, 557-593;
G. FIACCADORI, Calabria tardoantica, 705-762;

G. F., LA TORRE, La Sibaritide tirrenica in età arcaica, in Sibari e la Sibaritide, Atti del XXXII Convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 1992, Taranto 1994, 179-202.

I Brettii, G. De Sensi Sestito (ed), I-II, Soveria Mannelli 1995.

M. LOMBARDO, Greci e indigeni in Italia meridionale nel IV sec. a.C., in Le IVe siècle avant J.C.. Approches historiographiques, Nancy 1996, 205-222.

G. F. LA TORRE, La romanizzazione del Bruzio. Gli aspetti urbanistici, in Architettura e pianificazione urbana nell'Italia antica, Roma 1998, 25-34.

A. COLICELLI, Città e campagna nell’Alto Tirreno Cosentino: riflessioni e problematiche, in Nella Terra degli Enotri, Atti del Convegno di studi, Tortora 1998, Paestum 1999, 121-131.

- Fonti storiche e letterarie

F. CORDANO, Fonti greche e latine per la storia dei Lucani e Brettii e di altre genti indigene della Magna Grecia, Potenza 1971.

F. LA GRECA, Fonti letterarie greche e latine per la storia della Lucania tirrenica, Roma 2002.


- Tra Temesa e Terina

P. ORSI, Nocera Terinese - Ricerche al Piano della Tirena sede dell’antica Nuceria, Nsc 1916, 335-362.

P. ZANCANI MONTUORO, Dov'era Temesa?, in RendNap, 44, 1969, 11-23.

I. CAZZANIGA, Terina Megale Hellas, in PP, 26, 1971, 31-34.

G. MADDOLI, La Tabula Peutingeriana e il problema dell'ubicazione di Temesa, in PP, 27, 1972, 331-343.

F. PRONTERA, Sinus ingens terinaeus (Plin, N.H. III, 72), in AnnPerugia, 13, 1975-76, 339-346.

R. SPADEA, Fonti su un insediamento della piana di S. Eufemia Lamezia (Terina ?), in Klearchos, 21, 1979, 5-53.

Temesa e il suo territorio, Atti del colloquio di Perugia e Trevi, 30-31 maggio 1981, G. MADDOLI (ed.), Taranto 1982.

A. MELE, L’eroe di Temesa tra Ausoni e Greci, in E. LEPORE - A. MELE, Pratiche rituali e culti eroici in Magna Grecia, in Modes de contacts et processus de transformation dans les sociétés anciennes, Actes du Colloque de Cortone, 24-30 mai 1981, Rome 1983, 847-896.

G. CAMASSA, Dov’è la fonte dell’argento. Una ricerca di protostoria mediterranea, Palermo 1984.

G. DE SENSI SESTITO, Momenti ed aspetti della storia di Terina attraverso la circolazione monetaria nel suo territorio, in RStorCal, 6, 1985, 199-208.

A Sud di Velia I – Ricognizioni e ricerche 1982-1988, Taranto 1990:
R. SPADEA, Scavi sul Piano della Tirena, 165-176
L. ANNUNZIATA - S. PAOLI, Ricognizione territoriale nella valle del Savuto: relazione preliminare, 177-199.

G. MANICA, Terina. Dove cercarla?, in ActaClDebrec, 27, 1991, 43-46.

R. SPADEA, Il territorio a sud del Savuto. Ancora su Temesa e Terina, in Epéios et Philoctète en Italie. Données archéologiques et traditions légendaires, Actes du Colloque international, Lille 1987, Naples 1991, 117-130.

N. VALENZA MELE, Ricerche nella Brettia - Nocera Terinese, Pubblicazioni del Dipartimento di Discipline Storiche, Napoli 1991.

N. VALENZA MELE, Per una definizione dell'ager Tempsanus, in AttiMemMagnaGr, 1, n. s., 1992, 155-172.

M. VISINTIN, La vergine e l'eroe. Temesa e la leggenda di Euthymos di Locri, Bari 1992.

A. COLICELLI, Gli insediamenti di età romana nei Bruttii. Un nuovo censimento, 1991-1995, in ArchStorCal, 62, 1995, 47-95.

Eredità della Magna Grecia, Atti del XXXV Convegno di Studi sulla Magna Grecia, Taranto 1995, Taranto 1998:
G. DE SENSI SESTITO, Bollo osco da Piano della Tirena (Nocera Terinese), 699-702.
G. F. LA TORRE, Il sacello tardo-arcaico di Campora S. Giovanni (CS). Relazione preliminare, 703-722.

A. COLICELLI, Paesaggio rurale e trasformazioni economiche nei Bruttii in età romana, in RdA, 22, 1998, 113-132.

G. F. LA TORRE, Forma Italiae, 38. Blanda, Lavinium, Cerillae, Clampetia, Tempsa. Lucania et Bruttium I. Serie IGM 1:50000, Firenze 1999.

Tra l’Amato e il Savuto, a cura di G. De Sensi Sestito, Soveria Mannelli 1994-1999:
Terina e il Lamentino nel contesto dell’Italia antica, I, 1994;
Studi sul Lamentino antico e tardo-antico, II, 1999.

G. DE SENSI SESTITO - S. MANCUSO, Il Lametino antico e Terina-Magna Grecia dall'età protostorica all'età romana, in Lamezia Terme. Storia, cultura, economia, Soveria Mannelli 2001, 25-57.

G. F. LA TORRE, Un tempio arcaico del territorio dell'antica Temesa. L'edificio sacro in località Imbelli di Campora San Giovanni, Roma 2002.

- Problematiche generali sull’archeologia territoriale

M. PASQUINUCCI - S. MENCHELLI, La cartografia archeologica, problemi e prospettive, Atti del Convegno Internazionale, Pisa 1988, Pisa 1989.

S. SANTORO BIANCHI, Archeologia del paesaggio. Alcune riflessioni sui più recenti sviluppi metodologici in Italia, in Ricerche di archeologia e topografia, XLIII Corso di cultura sull'arte ravennate e bizantina, Ravenna 22-26 marzo 1997, Ravenna 1998, 817-838.

Archeologia del paesaggio, IV Ciclo di lezioni sulla ricerca applicata in archeologia, Certosa di Pontignano (Siena) 14-26 gennaio 1991, Firenze 1992.

F. CAMBI - N. TERRENATO, Introduzione all’archeologia dei paesaggi, Firenze 1994.

Non-destructive techniques applied to landscape archaeology, M. Pasquinucci – F. Trément (eds), The archaeology of Mediterranean landscapes, 4, Oxford 2000.

S. M. THOMPSON, Problemi e principi di metodologia della ricognizione archeologica, in Problemi della chora coloniale dall'Occidente al Mar Nero, Atti del XL Convegno di studi sulla Magna Grecia, Taranto 2000, Taranto 2001, 403-422.


- Problematiche di archeometria, scienze della Terra e della Vita

M. Atkin - R. Milligan, Ground-probing radar in archaeology-practicalities and problems, The Field Archaeologist,16,1992, 288-291.

M. Maggetti, Mineralogical and petrographical methods for the study of ancient pottery,in Burragato F., Grubessi O., Lazzarini L. (eds) Atti del 1st European Workshop on archaeological ceramics, Roma 1994, 23-35.

G. Olcese - M. Picon - Per una classificazione in laboratorio delle ceramiche comuni, in Ceramica romana e archeometria: lo stato degli studi, Firenze 1994.

F. Cella - F. Fedi - G. Florio - A. Rapolla, Boundaries of magnetic anomaly sources in the Tyrrhenian Region. Annali di Geofisica, 41,3,1998, 433-447.

M. Cipollaro - G. di Bernardo - G. Galano - U. Galderisi - F.M.Guarino - F. Angelini - A. Cascino, Ancient DNA in human bone remains from Pompeii archeological site. Biochem. Biophys. Res. Comm., 247, 1998, 901-904.

F. Cella - M. Fedi - G. Florio - M. Grimaldi - V. Paoletti - A. Rapolla, Shallow structure of Somma-Vesuvius from 3D gravity data inversion, Atti del convegno "1st Workshop on International Gravity Field Research.", Graz 2003, Vienna 2004, 169-170.
Parole Chiave
ARCHEOLOGIA; ARCHEOLOGIA TERRITORIALE; RICOGNIZIONE; TEMESA; TERINA; GIS; ARCHEOMETRIA; GEOLOGIA; GEOFISICA

Greci e Indigeni sulle coste del basso Tirreno: fonti storico-letterarie, evidenze archeologiche, indagini geo-archeometriche.

Università degli Studi di Napoli "Federico II"
Abstract
I rapporti tra mondo greco e mondo indigeno, che caratterizzano in maniera peculiare le vicende storiche ed archeologiche della Magna Grecia, costituiscono la problematica di base del progetto. La lettura di queste relazioni, che occupano un arco cronologico molto ampio, dall'età arcaica fino alla romanizzazione, sarà concentrata in un contesto territoriale assunto come campione rappresentativo. L'area individuata, per il programma di ricerca, corrisponde ad un settore della costa tirrenica della Calabria, compresa tra le antiche città di Temesa e Terina, nell'attuale comprensorio di Nocera Terinese (Cz). La scelta è ricaduta su questo contesto territoriale per la ricca documentazione storico-letteraria e le considerevoli potenzialità delle risorse archeologiche, ancora tutte da indagare e definire.
Le quattro Unità di ricerca, afferenti al progetto, si propongono di affrontare un'analisi ampia e complessiva del comprensorio nocerino, coniugando i dati della ricerca territoriale ed archeologica (survey e scavi mirati nel centro urbanizzato di Pian della Tirena), ai supporti interdisciplinari, quali la geologia, la geo-fisica, le analisi archeometriche, antropologiche, archeozoologiche e paleobotaniche. Solo un approccio globale al territorio, impostato su metodologie realmente interdisciplinari, può consentire un tentativo di ricostruzione delle dinamiche insediative, delle forme di occupazione ed organizzazione del territorio, cogliendone tutti i risvolti storici, culturali, ambientali, socio-economici, etc. La realizzazione di una banca dati informatizzata, implementata con una piattaforma GIS, agevolerà questo modello di lettura del territorio, permettendo la raccolta e la strutturazione di tutti i dati documentari e la loro gestione ed interrogazione attraverso le interfacce cartografiche. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanna GRECO Università degli Studi di NAPOLI "Federico II"
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca intende affrontare lo studio delle dinamiche tra mondo indigeno e mondo greco, lungo le coste del basso Tirreno, dall'età arcaica fino alla romanizzazione, attraverso l'analisi di un campione territoriale.
Queste problematiche, al centro di un dibattito molto ampio e denso di contributi, sono state analizzate con metodologie e strumenti di analisi differenziati, che, nel corso del tempo, hanno proposto diversi livelli di lettura e di ricostruzione storica.
Il progetto qui proposto, muovendo dalle conoscenze finora raccolte, prevede di sviluppare un programma di ricerca su una base metodologica più mirata, attraverso l'approccio diretto e finalizzato al territorio di riferimento.
L'area territoriale individuata, infatti, consentirà di affrontare su un campione, ritenuto rappresentativo, le problematiche di partenza, pianificando le strategie di ricerca più idonee.
In particolare le finalità che si prevede di raggiungere sono:

- analisi complessiva del campione territoriale, per ricostruire le linee essenziali delle relazioni tra mondo greco e mondo indigeno;

- individuazione dei modi e delle forme di tali relazioni, attraverso gli scenari che l'analisi delle vicende insediative può offrire;

- riconoscimento ed interpretazione del "territorio" come osservatorio privilegiato, in particolare come stratificazione complessa di informazioni e documentazione storica, archeologica, paleo-ambientale;

- studio del contesto geologico ed ambientale;

- analisi dei processi ricostruibili: definizione dei caratteri del paesaggio antico; modelli di occupazione del territorio, interazione con il paesaggio, rapporto con le risorse ambientali, interazione tra distribuzione dei siti e processi economici, relazioni tra siti distribuiti nel territorio e centri urbanizzati;

- analisi e studio della cultura materiale del campione territoriale, con valutazioni quantitative e qualitative, comparazione tra reperti provenienti da risorse archeologiche diverse;

- individuazione delle produzioni locali su basi archeometriche, definizione di tipologie formali ed analisi distributive;

- interazione dei dati "intra-sito" e "inter-sito";

- valutazione dei risultati raccolti in una possibile prospettiva regionale;

- elaborazione e sperimentazione di un modello di ricerca territoriale ed archeologica strutturata su diversi livelli, con l'obiettivo di valorizzare e di far interagire, nelle stesse fasi di lavoro, saperi e competenze differenti;

- sviluppo di sinergie interdisciplinari strettamente coese e finalizzate agli obiettivi del modello di ricerca pianificato;

- elaborazione di cartografia storico-archeologica e tematica;

- elaborazione di una banca dati informatica delle diverse fonti storiche, archeologiche, geologiche, etc.;

- realizzazione di una piattaforma GIS, per la gestione, la consultazione e la restituzione cartografica dei dati raccolti. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le più recenti metodologie di approccio alle problematiche insediative del mondo antico hanno sottolineato l'importanza dell'analisi territoriale, condotta attraverso gli strumenti della ricognizione ed i preziosi contributi dell'archeologia del paesaggio. In questo modo la lettura delle forme e delle modalità di occupazione si è arricchita di nuovi contenuti, con i quali si è riconosciuta la necessità di ampliare il quadro degli elementi ricostruttivi, non più limitati ai soli dati archeologici. La ricchezza della bibliografia in materia dimostra, chiaramente, la molteplicità delle esperienze degli ultimi decenni e quanto sia ampio lo spettro delle ricerche.
La fascia costiera tra Elea-Velia (Sa) ed il golfo di Lamezia (Cz) costituisce un campo di indagine molto ricco per le problematiche dei rapporti tra Greci e Indigeni. Accanto ai dati molto densi della tradizione letteraria, la ricerca archeologica ha restituito, negli anni passati, una serie di evidenze particolarmente interessanti sulla distribuzione di siti costieri indigeni, nelle aree di Palinuro, Sapri, Maratea, Tortora, Scalea, Marcellina, alcuni dei quali fioriscono a partire dagli inizi del VI sec. a.C. (La Petrosa di Scalea, San Bartolo di Marcellina), con il massimo sviluppo nel corso della seconda metà dello stesso secolo. La vocazione commerciale, in coincidenza con gli interessi sibariti e più a nord eleati, sembra aver favorito la crescita di questi nuclei indigeni, di cui sono stati individuate parti di abitato e di necropoli.
Il settore costiero più meridionale, invece, è interessato da emergenze di non minore interesse, come quelle di Serra Aiello, che ha restituito attestazioni a partire dall'età del ferro, o di Campora S. Giovanni, gravitanti nell'area di Pian della Tirena (Nocera Terinese), Sambiase, fino ai limiti del golfo lamentino, con S. Eufemia Vetere.
E' proprio in questo comprensorio, tra il fiume Savuto, a Nord, nella cui area è comunemente collocata l'antica Temesa, e S. Eufemia Vetere, a Sud, sito in cui è stata ubicata Terina, che si individua un'area ancora tutta da analizzare sul piano territoriale ed insediativo, rispetto alle problematiche di partenza del progetto.
I dati disponibili finora appaiono estremamente insufficienti, a fronte della rilevanza e delle potenzialità di questo ambito costiero che la tradizione letteraria, non a caso, definisce "sinus ingens terinaeus" (Plinio, N.H. III, 71-72).
La documentazione archeologica, infatti, rispetto a quella letteraria, molto più ricca e particolareggiata, appare ancora lacunosa, occasionale, priva di quei dati documentari indispensabili per proporre un quadro ricostruttivo aggiornato delle presenze greche ed indigene nel comprensorio di Nocera Terinese.
Basterà pensare che gli ultimi interventi più ampi sul campo risalgono alla seconda metà degli anni Ottanta del ‘900, come evidenziano i primi lavori di sintesi nell'ambito del convegno "Temesa ed il suo territorio" del 1982 e, successivamente, del progetto "A Sud di Velia", i cui risultati vennero pubblicati nel 1990. Il dibattito scientifico, in quelle occasioni, si è focalizzato soprattutto sul problema dell'ubicazione di Temesa e di Terina, lasciando in secondo piano, invece, il contesto territoriale in cui si inseriscono questi due siti, afferenti rispettivamente al mondo indigeno ed a quello greco.
D'altro canto gli scavi archeologici condotti a Pian della Tirena, nel cuore del comprensorio nocerino, dalla Soprintendenza Archeologica della Calabria e dall'Università di Napoli Federico II negli anni Ottanta, hanno offerto le prime tracce di un insediamento organizzato in forme urbane ben definite, databile all'età ellenistica e dunque pertinente alla fase brezia. Piuttosto scarse, invece, sono le testimonianze di età arcaica, limitate a frammenti ceramici, rivenuti comunque in contesto di scavo, e a qualche terracotta architettonica.
Nel 2004 l'Università degli studi di Napoli, Federico II, ha ripreso le indagini archeologiche sul Pian della Tirena, anche se con limitate risorse. I sondaggi hanno restituito altre tracce dell'insediamento di età ellenistica, con parte di due edifici disposti su un asse stradale, nel tratto centrale del pianoro, mentre in quello più occidentale, è stato esplorato un settore di un edificio di età imperiale, caratterizzato anche da pavimenti in mosaico. Allo stato attuale, dunque, sono riconoscibili almeno due nuclei insediativi, uno di età ellenistica ed uno di età romana, che costituisce una novità assoluta sul pianoro, dove la frequentazione di età imperiale era indiziata, finora, solo da materiali di superficie e da qualche vecchio rinvenimento di P. Orsi.
Mancano, dunque, ancora moltissimi elementi per ricostruire tutte le fasi di occupazione di Pian della Tirena, così come mancano ancora dati sull'organizzazione di ciascun nucleo abitativo, sulle caratteristiche architettoniche degli edifici pubblici e privati, per poter definire meglio il profilo della comunità stanziatasi sul pianoro.
Parallelamente anche la cultura materiale di Pian delle Tirena è ben lontana da una base conoscitiva ampia, se si eccettuano i frammenti ceramici editi da N. Valenza Mele nel 1991, provenienti dai suoi sondaggi.
Altrettanto circoscritti sono i dati sul territorio in cui si inserisce Pian della Tirena, interessato solo da due ricognizioni effettuate negli anni Ottanta del ‘900 dalla stessa Università di Napoli, Federico II. I risultati preliminari di queste indagini hanno evidenziato una forte presenza di "siti" compresi tra IV e III sec. a.C., in concomitanza con lo sviluppo dell'abitato di Pian della Tirena, rispetto ad una percentuale di documentazione di età arcaica di gran lunga inferiore. Tutta da approfondire, inoltre, è la lettura del rapporto tra questi siti distribuiti nel territorio tra IV e III a.C. e le successive testimonianze di età romana, soprattutto in termini di continuità e/o sovrapposizione, di rapporto con l'ambiente, di regime economico. Allo stesso modo rinvenimenti di necropoli in località Serra Aiello, di strutture forse di carattere sacro a Campora S. Giovanni, nel riaprire il dibattito sulle presenze di età arcaica nel territorio, dimostrano come il problema dell'ubicazione di Temesa vada riconsiderato proprio nella prospettiva territoriale e non esclusivamente in quella del nucleo urbano di Pian della Tirena, peraltro ancora sconosciuto nelle sue fasi più antiche.
Anche questi nuovi dati suggeriscono la necessità di impiantare una ricerca più ampia e metodologicamente differenziata, per definire anche diversi aspetti della topografia storica del comprensorio, non ultima la stessa dialettica tra la Temesa, indigena e a contatto con il mondo greco, e la Tempsa di età romana.
Va sottolineata, infine, la sostanziale mancanza, nello studio territoriale, di supporti sussidiari, di tipo geologico, paleo-ambientale, archeozoologico, indispensabili per una lettura adeguata delle dinamiche insediative del comprensorio oggetto di studio. Si segnalano solo delle indagini geognostiche condotte, insieme ad una maglia di carotaggio, sul Pian della Tirena negli anni Ottanta, che hanno consentito di riconoscere, in via preliminare, delle aree indiziate da presenza di strutture, evidenziando ulteriormente la necessità di procedere a nuovi ed estensivi esami basati su tecnologie e diagnostiche moderne. <<<