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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
- P. Mandosio, Biblioteca Romana, II, Romae 1692, pp. 44 ss.
- A. Ademollo, I primi fasti della musica italiana a Parigi (1645-52), Milano, s.d. (1884), pp. 36 ss.
- H. Prunières, Notes sur la vie de Luigi Rossi (1598-1653), in SIMG, XII (1910-11), pp. 12 ss.
- A. Cametti, Alcuni documenti inediti sulla vita di L. Rossi, in SIMG, XIV (1912-13), p. 11
- R. Rolland, Le premier opéra ioué a Paris: l'Orfeo de Luigi Rossi, in Musiciens d'autrefois, Paris, 1921, pp. 55 ss.
- H. Prunières, L'Opéra italien en France avant Lulli, Paris, 1930, pp. 86 ss.
- H. Pruniéres, F. Cavalli et l'opéra vénitien au XVIIe siècle, Paris, 1931
- F. Liuzzi, I musicisti italiani in Francia, in L'opera del genio italiano all'estero, I, Roma, 1946, passim
- A. Ghislanzoni, Luigi Rossi, Milano 1954, passim
- C. Molinari, Le nozze degli dei : un saggio sul grande spettacolo italiano del Seicento, Roma, 1968
- A. Franklin, Histoire de la Bibliothèque Mazarine, Genève, 1969
- M. Murata, The Barberinian Operas in the First Half of 17th. Century, Ann Arbor, 1970
- M. Laurain-Portemer, La politique artistique de Mazarin, in Atti dei Convegni Lincei (Colloquio italo-francese : Il Cardinal Mazzarino in Francia), 35, 1977, pp. 41-76
- L. Bianconi –Th. Walker, Production, Consumption and Political Function of Seventeenth-century opera, in “Early Music History”, IV, 1984, pp. 209-296
- M.F. Christout, Le Ballet de cour au XVIIe siècle, Genève, 1986
- La France et l’Italie au temps de Mazarin, sous le patronage de la Société d’Etude du 17. siècle (Grenoble, 25-27 janvier 1985), J. Serroy (a cura di), Grenoble, 1986
- V. Kapp, L'Ercole amante de Francesco Buti: Un librettiste italien au service de Mazarin, in La France et l'Italie au temps de Mazarin, hrg. von J. Serroy, Grenoble, 1986, pp. 383 ss.
- F. Yates, The French Academies of the Sixteenth Century, 1947, London and New York, 1988 (rist.)
- N. Zaslaw, The first Opera in Paris: a Study in the Politics of Art, Cambridge, 1989, pp. 7-23
- J. De La Gorce, Torelli et les Vigarani, initiateurs de la scénographie italienne en France, Paris, 1990, pp. 13-25
- F. Hammond, Orpheus in a New Key: The Barberini and the Rossi-Buti L'Orfeo, in “Studi musicali”, XXV (1996) pp. 103-125
- La naissance de l’Opéra. Euridice 1600-2000, a cura di F. Decroisette - F. Graziani - J. Heullion, Paris, 2001
- Le siècle de Marie de Médicis: actes du Séminaire de la Chaire de Rhétorique et société en Europe (16.-17 siècles) du Collège de France, sous la direction de M. Fumaroli de l’Académie française, a cura di F. Graziani, F. Solinas, Alessandria, 2003
- F. Torrefranca in MGG (1952)
- A. Lanfranchi in DBI (1972)
- Th. Walker/M. Murata in NGrove (1999)
- S. Leopold in MGG (2000)
Parole Chiave
BUTI; DRAMMATURGIA; OPERA; LIBRETTO; FRANCIA; BARBERINI; MAZZARINO; ROSSI; CAVALLI

Francesco Buti. Drammaturgia musicale e politica culturale

Università degli Studi di Parma
Abstract
Il progetto intende classificare la documentazione reperita, realizzando la pubblicazione dei documenti più significativi e il regesto completo delle testimonianze; contemporaneamente ritiene di organizzare un convegno internazionale che prenda in considerazione tutti gli aspetti possibili relativi alla figura e all'opera di Francesco Buti, non escluso quello biografico ancora molto nebuloso sia in rapporto alla sua formazione, sia in riferimento agli avvenimenti degli ultimi venti anni della sua vita, che certamente lo riportarono a Roma, dove morì nel 1682. Le relazioni scientifiche presentate al convegno (presumibilmente venti-trenta) verranno raccolte in una pubblicazione di Atti.
Di grande interesse sarà anche la pubblicazione in edizione critica dei suoi libretti più importanti e la revisione di almeno una partitura ("Ercole amante" di Francesco Cavalli) finalizzata all'esecuzione pubblica.
Oltre alla pubblicazione su carta delle acquisizioni di più spiccata rilevanza, si prevede la costituzione di un sito, e successivamente l'allestimento di un CD-ROM, volto a illustrare i risultati della ricerca in forma di mostra virtuale (visiva e sonora). <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco LUISI Università degli Studi di PARMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto intende classificare la documentazione reperita, realizzando la pubblicazione dei documenti più significativi e il regesto completo delle testimonianze; contemporaneamente ritiene di organizzare un convegno internazionale che prenda in considerazione tutti gli aspetti possibili relativi alla figura e all'opera di Buti, non escluso quello biografico ancora molto nebuloso sia in rapporto alla sua formazione, sia in riferimento agli avvenimenti degli ultimi venti anni della sua vita, che certamente lo riportarono a Roma, dove morì nel 1682. Le relazioni scientifiche presentate al convegno (presumibilmente venti-trenta) verranno raccolte in una pubblicazione di Atti.
Di grande interesse sarà anche la pubblicazione in edizione critica dei suoi libretti più importanti e la revisione di almeno una partitura (Ercole amante di Francesco Cavalli) finalizzata ad una eventuale esecuzione pubblica. Tutto ciò sarà realizzato dall'unità di ricerca dell'Università di Parma. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Lo stato della ricerca in rapporto alla figura e all'opera di Francesco Buti è sostanzialmente fermo ai primi decenni del Novecento, anche se in tempi recenti sono apparsi alcuni saggi che hanno approfondito peculiari aspetti drammaturgici in riferimento al riesame dell'Orfeo (Hammond) e dell'Ercole amante (Kapp). I contributi più ragguardevoli e basilari vengono dagli studi di Prunières (1913) riguardanti l'analisi storica sull'opera italiana in Francia, e dagli studi di Cametti e Ghislanzoni condotti specialmente in riferimento alla biografia di Luigi Rossi, musicista associato alla figura di Buti per aver messo in musica il suo Orfeo, prima opera italiana rappresentata in Francia nel 1647. In seguito le scarne notizie e considerazioni sul librettista sono rimbalzate nelle enciclopedie storiche, nei dizionari musicali e teatrali specializzati, con una precisazione di rilievo che ha riguardato la rettifica delle sue incerte origini romane tramandate dal Mandosio nella Biblioteca Romana (Roma 1692), restituite alla cittadina di Narni nell'Umbria. Gli stimoli e le indicazioni provenienti da quei primi studi hanno perciò generato qualche approfondimento sull'apporto di Buti alla drammaturgia musicale, ma non è stata mai intrapresa un'edizione critica della sua opera, né è stato mai affrontato uno studio esaustivo sul suo ruolo di drammaturgo, di politico, di organizzatore dello spettacolo musicale aperto alle innovazioni della scenografia e del balletto, di coordinatore dell'attività musicale a Parigi, di comunicatore culturale, di sostenitore del teatro musicale, di innovatore del linguaggio drammaturgico. Il tutto muovendo da un interesse per la diffusione della tradizione musicale italiana, teso a porre le basi per una cultura europeistica dell'opera in musica, che ha le sue radici nel modello italiano ma che si integra con le esigenze di produzione e fruizione locali, al fine di realizzare un primo disegno dell'opera nazionale in Europa al di là di quello che sarà il fenomeno dell'opera panitaliana.
Molti aspetti del personaggio rimangono ancora oggi in ombra; in particolare, non è stata studiata la sua attività di protonotario apostolico e il servizio prestato come segretario del Cardinale Antonio Barberini. Mettere in luce quest'aspetto porta ad approfondire le ricerche relative alla funzione dei segretari nel Seicento e, nel caso specifico, alla Corte pontificia.

Durante il terzo ventennio del XVII secolo, Parigi accolse cantori, musicisti, scenografi e costumisti, oltre che diplomatici, artisti e letterati provenienti non solo da Roma, ma dai principali centri italiani, e la corte reale costituì il nucleo pulsante di una vera e propria «galassia» italiana che interagì, a diversi livelli, con gli ambienti culturali francesi. L'allestimento di opere italiane in Francia costituisce forse l'aspetto più visibile di un ampio progetto politico, diplomatico e culturale promosso dal Cardinal Mazzarino e favorito ed alimentato dalla presenza dei Barberini in esilio, basato sull'italianizzazione della cultura di corte e sull'alleanza con il partito italiano filofrancese.
Straordinario committente artistico e collezionista di opere d'arte e di libri, Mazzarino attirò a Parigi compositori, cantori e scenografi italiani e affidò a Francesco Buti (Narni, 1604-Roma 15 giugno 1682)il ruolo di coordinatore degli artisti italiani e di responsabile delle attività musicali e dell'organizzazione degli spettacoli di corte. In questo contesto, le tre opere italiane di cui Buti produsse i libretti e curò la realizzazione per la corte francese dal 1647 al 1662 – Orfeo, Nozze di Peleo e Teti, Ercole amante – non solo costituiscono tappe importanti di una storia dell'opera prima di Lully, ma scandiscono anche momenti significativi nel percorso articolato e non unidirezionale della recezione della cultura italiana in Francia.
Le interpretazioni, nell'Orfeo, di Atto Melani e Marcantonio Pasqualini, due celebri castrati impiegati nei ruoli principali della rappresentazione al Palais Royal, il 2 marzo 1647, furono accolte molto favorevolmente; ma furono soprattutto le invenzioni sceniche e le macchine teatrali realizzate da Giacomo Torelli a destare la meraviglia della corte: nell'ultima scena, il «Grand Sorcier» faceva ascendere luminosamente al cielo la Lira di Orfeo (intesa come l'omonima costellazione) e la trasformava nel Giglio di Francia. Analogo coinvolgimento della corte segnò la ripresa degli spettacoli, al ritorno di Mazzarino dopo le disavventure frondiste, e nell'allestimento del 1654, delle Nozze di Peleo e Teti, «commedia italiana» (testo di Buti, musiche di Carlo Caproli, scene e macchine di Torelli), il giovane Luigi XIV danzò negli intermezzi. I preparativi per le nozze fra Luigi XIV e l'Infanta di Spagna, che suggellano l'attività diplomatica mazzariniana, includono, ancora una volta, l'allestimento di opere italiane e addirittura la costruzione, affidata al modenese Carlo Vigarani, del teatro delle Tuileries. Mazzarino si occupò personalmente, sempre con l'assistenza di Francesco Buti, dell'allestimento del Serse di Francesco Cavalli, inframezzato da ballets de cour, rappresentato nella Galleria del Louvre nel 1660 - nell'attesa della conclusione dei lavori alle Tuileries - al cospetto di un pubblico poco attento. L'insuccesso dell'Ercole amante (testo di Buti, musica di Cavalli, apparati scenici di Vigarani), nel febbraio 1662, nel cui Prologo si celebrava l'unione della Francia alla Spagna, in occasione delle nozze di Luigi XIV con l'Infanta, a un anno dalla scomparsa di Mazzarino, segnò anche la fine dei grandi progetti italiani. <<<