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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - La cultura europea e il problema dell'alterità: storiografia, politica e scienze dell’uomo in età moderna (XVI-XIX sec.)
- 2 - La cultura europea e il problema dell'alterità: storiografia, politica e scienze dell'uomo in età moderna (XVI-XIX sec.)
- 3 - La nascita dell'individuo europeo: il tema dell'individualità come problema filosofico
- 4 - La ricerca qualitativa: teorie, metodi ed applicazioni
- 5 - Diritto del “Principe”, diritto della Chiesa: il problema della secolarizzazione e della tolleranza nella prospettiva della storia giuridica
- 6 - Intellettuali versus democrazia nell'Europa sud-orientale alla metà del Novecento (1933-1953)
- 7 - Storia e Narrazione
- 8 - Vita e forme della cultura in età moderna e contemporanea
- 9 - TESTI DI IDENTITA'. Migrazioni culturali e sfera pubblica: l'Italicità come risorsa cosmopolitica.
- 10 - Il tardo Illuminismo e la crisi dell’Antico Regime in Europa
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Bibliografia
A. Alcuni studi vicini ai case studies del progetto di ricerca :1910 - HAUMANT Emile, La culture francaise en Russie (1700-1900), Paris, Hachette;
1947 - TIEGHEM Paul Van, Madame de Staël en Russie en 1812, «Revue de littérature comparée», luglio-settembre;
1953 - ROUËT DE JOURNEL M.-J., Une Russe catholique: la vie de Madame Swetchine (1782-1857), Paris, Desclée de Brouwer;
1961 - GROH D, La Russia e l'autocoscienza europea, trad. it. Torino, Einaudi;
1963 -TRTNIK ROSSETTINI Olga, Madame de Staël et la Russie, «Rivista di letterature moderne e comparate», settembre;
1967 - CADOT Michel, La Russie dans la vie intellectuellefrançaise (1839-1856), Paris, Fayard;
1967 - CORBET Charles, L'opinion française face a l'inconnue russe (1799-1894), Paris, Didier;
1970 - DALIN M. Jean-Claude Viktor, Ljudi i idei. Iz istorii revoljucionnogo i socialisti_eskogo dvi_enija vo Francii [Uomini e idee. Momenti di storia del movimento rivoluzionario e socialista in Francia], Moskva, Nauka;
1972 -VENTURI Franco, Il populismo russo, 3 voll., Einaudi, Torino;
1989 - DURANDIN C., Révolution à la française ou à la russe. Polonais, Roumains et Russes au XIXe siècle, Paris, Presses Universitaires de France;
1992 - NAARDEN B., Socialist Europe and Revolutionary Russia: Perception and Prejudice, Cambridge, Cambridge University Press;
1994 - HERZEN Aleksandr, Breve storia dei russi. Lo sviluppo delle idee rivoluzionarie in Russia, seguito da Il popolo russo e il socialismo. Lettera al signor J. Michelet, Prefazione di F. Venturi, Corbaccio, Milano;
1997 - LEONOV M.I., Partija socialistov-revoljucionerov v 1905-1907 gg., Moskva, Rosspen;
1998 - MOROZOV K., Partija socialistov-revoljucionerov v 1907-1914 gg., Moskva, Rosspen;
2000 - HILDERMEIER M., The Russian Socialist Revolutionary Party before the First World War, New York, St.Martin’s Press;
2000 - MIQUEL Bastien, Joseph de Maistre: un philosophe à la cour du tsar, Paris, Albin Michel;
2001 - MILTCHINA Véra, Joseph de Maistre en Russie: aperçu de la réception de son oeuvre, «Revue des Etudes Maistriennes», n. 13, pp. 63-89;
2004 -DARCEL Jean-Louis, Joseph de Maistre mentor de la Russie, «Revue des Etudes Maistriennes», n. 14, pp. 149-164;
2005 - Atti del convegno Le Groupe de Coppet et le voyage, in corso di pubblicazione per i tipi Olschki, Firenze.
B. Alcuni studi sulle due Rivoluzioni :
1920 - MATHIEZ A., Le Bolscevisme et le Jacobinisme, Paris, Librairie du Parti Socialiste et de l’Humanité;
1952 - TALMON Jacob, Le origini della democrazia totalitaria, trad. it. Bologna, il Mulino2002;
1966 - MOORE Barrington Jr., Le origini sociali della dittatura e della democrazia, trad. it. Torino, Einaudi;
1968 - ARENDT Hannah, On Revolution, New York, Viking;
1977 - BORCKE Astrid von, Die Ursprünge des Bolschevismus. Die jakobinische Tradition in Russland und die Theorie der revolutionären Diktatur, München,Johannes Berchmanns Verlag;
1979 - SKOCPOL Theda, States and social revolutions: a comparative analysis of France, Russia, and China,Cambridge, Cambridge University Press;
1984 -JELEN Christian, L’aveuglement. Les socialistes et la naissance du mythe soviétique, Paris, Flammarion;
1985 - CINNELLA Ettore, Marx e le prospettive della rivoluzione russa, «Rivista storica italiana», a. XCVII, pp. 653-734;
1986 - FURET François, Marx et la Révolution française, Paris, Flammarion;
1989 - BONGIOVANNI Bruno, Le repliche della storia. Karl Marx tra la Rivoluzione francese e la critica della politica, Torino, Bollati Boringhieri;
1989 - KONDRATIEV Tamara, Bolcheviks et Jacobins. Itinéraire des analogies, Paris, Payot;
1995 - FAVEZ Jean-Claude, Les révolutions en France et en Russie, Préface de Bronislaw Baczko, Bruxelles, Bruylant;
2000 - MAYER Arno J., The Furies. Violence and Terror in the French and Russian Revolution, Princeton (New Jersey), Princeton University Press;
2002 - FURET François, Le due rivoluzioni. Dalla Francia del 1789 alla Russia del 1917, trad. ital. con prefazione di M. Valensise, Torino, Utet.
C. Alcuni saggi sul problema delle interazioni culturali e sulla storia della cultura politica.
1922 – SCHMITT Carl, Teologia politica, ora in ID., Le categorie del politico, (1972) Bologna, il Mulino;
1959 - ROMMEN Heinrich, Lo Stato nel pensiero cattolico, presentazione di F. Battaglia, Milano, Giuffrè ed.;
1959 – DIGEON Claude, La crise allemande de la pensée française (1870-1914), Paris, PUF;
1982 - TODOROV Tzvetan, La conquête de l’Amérique. La question de l’autre, Paris, Seuil ;
1983 - DUMONT Louis, Essai sur l’individualisme. Une perspective anthropologique sur l’idéologie moderne, Paris, Seuil;
1983 - GUSDORF Georges, Du néant à Dieu dans le savoir romantique, Paris, Payot;
1985 - GUSDORF Georges , Le savoir romantique de la nature, Paris, Payot;
1985 - JULLIARD Jacques, La faute à Rousseau,. Essai sur les conséquences historiques de l'idée de souveraineté populaire, Paris, Seuil ;
1986 - LEFORT Claude, Essais sur le politique. XIXe-XXe siècles,Paris, Seuil;
1989 - TODOROV Tzvetan, Nous et les autres. La réflexion française sur la diversité humaine, Paris, Seuil ;
1989 - AA.VV., L'albero della Rivoluzione. Le interpretazioni della Rivoluzione francese, a cura di B.Bongiovanni, L. Guerci, Torino, Einaudi;
2001 - GENTILE Emilio, Le religioni della politica. Fra democrazie e totalitarismi, Bari, Laterza.
D. Alcuni studi dei proponenti la ricerca :
1996 - POZZI R., Tra storia e politica. Saggi di storia della storiografia, Napoli, Morano;
1996 - CASSINA C., Appunti intorno alle origini di una parola, individualismo, «Cromohs», I, 1, pp. 1-21;
2001 - VENTURI A., I "tipi storico-culturali"nel pensiero sociale russo del secondo Ottocento, «Studi Storici», num. 3, vol. 42, pp. 589-610;
2002 - ALIMENTO A., CASSINA C. (a cura di ), Il pensiero gerarchico in Europa (XVIII-XIX secolo), Firenze, Olschki;
2002 - CARPI G., “Umanità universale”. Le radici ideologiche di Dostoevskij, Pisa, TEP;
2002 - CASSINA C., L'uno e il molteplice. Joseph de Maistre e Louis de Bonald di fronte alla deriva rivoluzionaria, in Diritto e filosofia nel XIX secolo, a cura di F.Belvisi e M. Cavina, Milano, Giuffrè, pp. 245-264;
2003 - DONZELLI M., POZZI R. (a cura di), Patologie della politica. Crisi e critica della democrazia tra Otto e Novecento, Roma, Donzelli;
2004 - VENTURI A., La storiografia italiana sulla Russia pre-sovietica in Il mondo visto dall’Italia, a cura di A. Giovagnoli e G. Del Zanna, Milano, Guerini e Associati, pp. 345-364;
2004 - POZZI R., Albert Soboul: spunti per un ripensamento critico, in «Società e Storia», vol. 105, pp. 629-636;
2004 - CARPI G., Dostoevskij fra letteratura e politica. 1854-1862, in «Il nuovo Baretti», n. 6, (in corso di stampa);
2005 - CINNELLA E., La Rivoluzione russa, Milano, RCS;
2005 - CINNELLA E., recensione a MAYER Arno J., The Furies... (cit. al punto B), d’imminente pubblicazione sulla «Rivista storica dell’anarchismo».
Parole Chiave
STORIA CONTEMPORANEA (1800-1914); STORIA CONTEMPORANEA (DOPO IL 1914); STORIA DELLE IDEE ED DELLE IDEOLOGIE; TEORIA E STORIA DELLA STORIOGRAFIAFrancia e Russia allo specchio: cultura, politica e storiografia (1789-1989)
Università di PisaAbstract
Il progetto intende dare vita ad un ristretto ma coeso nucleo di ricerca che indaghi la riflessione della Francia sulla Russia e della Russia sulla Francia, nella cornice temporale delle due grandi Rivoluzioni che hanno interessato questi paesi. Esso parte dall'assunto che un tema di tale vastità possa produrre migliori risultati scientifici isolando, e quindi privilegiando, alcuni snodi tematici circoscritti. In questo progetto sono contemplati la costruzione di categorie identitarie (culturali e politiche) e il dibattito storiografico sulle due Rivoluzioni. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Regina POZZI Università di PISAObiettivo del Programma di Ricerca
Il gruppo di ricerca è stato costituito nell'intento di indagare tanto il versante russo quanto quello francese nei campi delle elaborazioni politiche e culturali, ma anche per ridiscutere, ai fini di un approfondimento scientifico, la produzione storiografica sulle due esperienze rivoluzionarie. Due, per quanto intrecciati, sono dunque gli obiettivi che la ricerca si prefigge.Nel corso dell'Ottocento, Francia e Russia si situano agli estremi dei processi di modernizzazione e, più in generale, di trasformazione che investono l'Europa. Esse simboleggiano quanto di più diverso possa esserci tanto sul piano politico-giuridico, quanto su quello economico-sociale, mentre l'orizzonte della cultura "alta", anche in virtù del lascito della stagione dei Lumi, sembra costituire l'unico ponte capace di tenere aperto qualche canale tra realtà tanto diverse. L'apparente incomunicabilità tra uomini e donne forgiati in ambiti culturali e politici così diversi viene qui eletta a campo privilegiato di indagine. È noto, infatti, che i processi di costruzione di categorie identitarie utilizzano, tra le altre cose, strumenti concettuali volti a definire e a configurare i rispettivi campi di appartenenza: più spesso attraverso strumenti dicotomici di grande ampiezza (in questo caso natura/cultura; cultura/culture; civiltà/barbarie; individualismo/olismo; Oriente/Occidente), ma anche attraverso la definizione di insiemi fondati su gerarchie di valore (gerarchie di civiltà, gerarchie di razze, gerarchie di Nazioni). La storia del pensiero e delle culture ci mostra come sia proficuo, per risalire all'origine di tali processi, indagare la riflessione, più o meno consapevole, di singoli individui. Sovente, è dal loro sguardo sull'alterità che prende avvio una riflessione mirata a meglio comprendere uno specifico ambito problematico. Il punto importante, tuttavia, sta nel modo in cui la storiografia è chiamata a interpretare il portato di tali riflessioni. Più di due secoli fa Jean-Jacques Rousseau aveva intuito che per cogliere la natura delle cose è necessario innanzitutto scoprire che due forme possono corrispondere alla stessa essenza. Ma il procedimento analitico cui invitata il filosofo ginevrino solo erroneamente potrebbe essere definito di tipo comparativo poiché, in realtà, egli sottolineava che è la migliore conoscenza di se stesso il vero movente del soggetto che indaga la diversità.
A questi spunti metodologici si ispira la prima parte della ricerca che, con l'intento di gettare luce su momenti significativi delle rispettive culture (e solo in seconda battuta con finalità comparative), si propone di indagare alcuni aspetti salienti della riflessione francese sulla Russia, e viceversa. L'arco temporale della ricerca si presenta assai vasto poiché, sul piano ideale, esso interessa i duecento anni che vanno dallo scoppio della Rivoluzione dell'89 alla consunzione della Rivoluzione bolscevica. È però importante segnalare che, in ordine allo studio sulle categorie politiche e culturali, non si intende coprirlo in continuità, ma porre l'accento su alcuni snodi di particolare rilievo che interessano soprattutto il "lungo" Ottocento. Neppure l'ambito tematico si presenta omogeneo perché non sempre appare confrontabile ciò che i pensatori russi si ripropongono di ricavare dalla riflessione sulla Francia o i francesi dalla Russia; questo perché – per lo meno nella percezione ottocentesca - la prima vorrebbe ergersi a paladina della modernità e dell'eguaglianza, mentre la seconda sembrerebbe condannata a rimanere nelle secche dell'arretratezza e del sopruso. Tuttavia non è detto che nel campo delle scienze umane e sociali la disomogeneità rappresenti un non-valore: al contrario, la natura consapevolmente asimmetrica del presente progetto, articolato com'esso è nella proposizione di singoli case studies, appare ai proponenti la ricerca un punto di forza, più che di debolezza
La seconda domanda da cui nasce il progetto, e che giustifica e sostanzia la scelta di studiare questi paesi, è connessa ai riflessi in due tempi delle rispettive Rivoluzioni. Se l'ombra della Rivoluzione francese si proiettò sull'intera scena storica europea del XIX secolo, forse in nessun altro paese come in Russia fu così forte l'eco del grande cataclisma politico-sociale di fine Settecento. Da Radiscev in poi, i radicali e i rivoluzionari russi rifletterono sugli eventi francesi, talvolta anche per prenderne le distanze (come i decabristi, che vollero ispirarsi al moto spagnolo del 1820 per scongiurare l'intervento diretto delle masse popolari che avrebbe potuto dar luogo ad un nuovo Terrore). Anche il movimento sociale e socialista francese dell'Ottocento servì da faro ai rivoluzionari russi, i quali talvolta l'ammirarono talaltra l'intesero come modello inadatto al loro paese. Basti pensare all'esperienza di Herzen il quale, proprio nel 1848, in preda alla delusione dopo lo schiacciamento dell'insurrezione parigina di giugno, scoprì il «socialismo russo» contrapponendolo al mondo occidentale, da lui giudicato vecchio e decadente (memorabile fu, a questo proposito, la polemica ch'egli ebbe con Michelet). Non meno importante è però il riflesso dell'esperienza rivoluzionaria russa sulla Francia. La rivoluzione del 1917 e la vittoria bolscevica aprirono, com'è noto, un nuovo capitolo nella storia europea e mondiale. In Francia, oltre alle generali ripercussioni comuni ad altri paesi (in primo luogo, la nascita del partito comunista), si ebbero effetti peculiari e singolari nel campo culturale. Da allora, infatti, la storiografia sulla Rivoluzione francese (come testimonia il celeberrimo opuscolo di Albert Mathiez, Le Bolchévisme et le Jacobinisme) non poté non trarre ispirazione dagli eventi russi. Ebbe inizio da allora la comparazione storica tra le due Rivoluzioni che mantenne a lungo, e in fondo ha ancor oggi, caratteri più pubblicistici che scientifici.
Echi, riflessi e richiami hanno continuato a segnare la storiografia di entrambi i paesi, e nel caso dell'URSS, anche fasi della lotta politica: l'ossessivo ricordo del 1794 giocò nell'introduzione della NEP (che Lenin promosse pensando anche alla sconfitta di Robespierre e dei giacobini) mentre il fantasma della «reazione termidoriana» sarà uno dei cavalli di battaglia nella polemica di Trockij contro Stalin. La crisi dei regimi comunisti e la caduta del muro di Berlino, svoltesi in coincidenza con i solenni festeggiamenti del bicentenario della Rivoluzione francese, hanno poi riaperto polemiche e discussioni che, in realtà, non s'erano mai sopite. Ma, questa volta, il dibattito assume una connotazione nuova se la stessa sinistra marxisteggiante ha guardato con occhi diversi ai «princìpi del 1789», scoprendone e proclamandone anch'essa il «valore universale». Bisogna quindi partire dalla fine per cercare di capire che cosa ha significato la crisi di una tradizione fondata sul volontarismo politico. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Se si escludono la letteratura sui viaggi e sui rapporti diplomatici, nonché il campo della storiografia comparata sulle due Rivoluzioni, il progetto di ricerca qui proposto non è accompagnato – salvo poche eccezioni - da una robusta letteratura cui far riferimento. Questo fatto è quantomeno sorprendente se si considera la ricorrenza del tema nel discorso politico-culturale dei rispettivi paesi e la sua rilevanza per la storia della cultura europea tout court. Ma è anche ovvio che sono stati il XVIII secolo, in virtù dell'intenso scambio culturale avviato dalla stagione dei Lumi, e il pieno XX secolo, a causa del ruolo egemonico assunto, anche nelle relazioni culturali, dall'Unione Sovietica, ad aver interessato in misura prevalente gli studiosi della storia dei due paesi: producendo studi di rilievo ma che, tuttavia, molto spesso si situano ora a monte, ora a valle dei casi di studio qui individuati. Al punto A dei riferimenti bibliografici saranno comunque indicati alcuni studi di particolare interesse per l'impostazione generale.Più circoscritto, e assai più omogeneo rispetto ad un importante settore della ricerca, è l'apporto che proviene dalla storiografia sulle due Rivoluzioni. Prese singolarmente, esse vantano una letteratura sterminata di cui sarebbe impossibile rendere conto, anche limitandosi alla produzione russa e francese. (Un solo esempio: in tutto il periodo sovietico, gli studi dedicati alla singola figura di Babeuf furono assai numerosi; seppur ispirati da motivazioni ideali e ideologiche, tali studi furono favoriti anche dal cospicuo materiale documentario presente negli archivi di Mosca). Un modo per arginare la vastità dei materiali a disposizione, è quello di applicare il criterio dell'inclusione, di attenersi cioè ai lavori che trattano di entrambi i processi rivoluzionari. Sono comunque da tenere presenti alcune direttrici di lavoro (evocate punto B dei riferimenti bibliografici): la riflessione internazionale sulla grande stagione delle Rivoluzioni europee; alcuni saggi che mettono a fuoco il contributo di singoli pensatori; il filone storiografico – ancor oggi nel fuoco della polemica – che tende a legare, più che a scindere, l'esperienza giacobina e quella bolscevica.
Suggestioni scientifiche importanti, anche se non centrate sui temi specifici oggetto della ricerca, provengono da alcuni settori delle scienze storiche, antropologiche e politologiche .
L'ambito delle interazioni culturali, declinato in particolare sul tema della diversità e delle differenze, rientra a pieno titolo nell'orizzonte scientifico di riferimento: particolarmente importante appare l'approdo cui è giunta una pluriennale ricerca volta a concettualizzare le differenze culturali ed ideologiche, lavorando sulla dicotomia homo hierarchicus / homo aequalis, e a ricostruire, in chiave storico-filosofica, l'avvento dell'individualismo; non meno utile si presenta il tentativo di tenere assieme, dentro una griglia tematica articolata in più problemi, la storia dello sguardo sulla diversità umana ad opera prima di una civiltà, poi di una nazione. Sembrano inoltre rilevanti sia alcuni apporti della storia intellettuale e dell'antropologia culturale, come pure le suggestioni che si possono ricavare da una corposa saggistica della storia della cultura e del pensiero europeo, soprattutto per gli spunti metodologici inerenti lo studio dei riflessi culturali da essa proposta. Parimenti importanti sono gli apporti che possiamo trovare tanto in alcuni studi dedicati alla concettualizzazione di categorie politiche quanto nell'ampia saggistica che verte sulla storia delle dottrine e delle ideologie. Alcuni di questi contributi, anche quando toccano in modo marginale i paesi che sono al centro della ricerca, risultano imprescindibili per l'impostazione generale del progetto e costituiscono, per questo, un importante patrimonio scientifico cui attingere.
Naturalmente, la tipologia di tali studi si configura in modo molto eterogeneo, interessando quando singoli pensatori, quando categorie, quando stagioni della cultura o della politica. Nei riferimenti bibliografici saranno comunque indicati, al punto C, alcuni contributi particolarmente importanti.
Una parte significativa della base di partenza scientifica del progetto è costituita dall'attività già svolta dai ricercatori che lo presentano (segnalata al punto D dei riferimenti bibliografici). La composizione dell'unità di ricerca, infatti, è stata pensata per esperire entrambi i punti di vista in un'unica sede operativa: con l'idea, cioè, che la ricerca debba svolgersi in stretto collegamento tra i partecipanti. A questo fine l'unità si avvale dell'apporto di specialisti di storia russa e di specialisti di storia francese con un significativo curriculum scientifico in ordine alla storia politico-culturale dei paesi in oggetto. Seppur con taglio diverso, è comunque nel campo delle elaborazioni politiche e culturali (Cassina 1996; Venturi 2001;Carpi 2002, Cassina 2002; Carpi 2004; Cinnella 2005), nonché in quello della storia della storiografia (Pozzi 1996 e 2004) che s'iscrivono a pieno titolo molti dei contributi frutto di precedenti ricerche.
È poi è da segnalare la proficua conduzione di due progetti di ricerca di rilevante interesse nazionale (vedi curriculum scientifico del coordinatore) che hanno prodotto, in tempi assai ravvicinati per lo standard delle scienze umane e sociali, risultati significativi sotto il profilo euristico (Alimento-Cassina 2002; Donzelli-Pozzi 2003).
Più in particolare vanno ricordati due recenti contributi che affrontano temi affini alla presente ricerca: uno studio centrato sulla percezione della Russia presovietica da parte della storiografia italiana (Venturi 2004) e una recensione che discute il presunto nesso giacobinismo-bolscevismo(Cinnella 2005). <<<



