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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di LECCE
FILOSOFIA E SCIENZE SOCIALI
LECCE(LE) - Università degli Studi di SASSARI
TEORIE E RICERCHE DEI SISTEMI CULTURALI
SASSARI(SS) - Università degli Studi di BARI
SCIENZE FILOSOFICHE
BARI(BA) - Università degli Studi di VERONA
FILOSOFIA
VERONA(VR) - Università degli Studi ROMA TRE
FILOSOFIA
ROMA(RM)
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- 6 - Il potere e la parola: religione, politica, comunicazione
- 7 - David Hume: Testo, Contesto, Interpretazioni
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Bibliografia
Esistono delle ricostruzioni “classiche” del pensiero francese del Novecento. Ne citiamo solo alcune: P. CHIODI, Esistenzialismo e fenomenologia, Edizioni di Comunità, Milano 1963; O. POMPEO FARACOVI, Il marxismo francese tra dialettica e struttura, Feltrinelli, Milano 1975; P. THÉVENAZ, La fenomenologia, da Husserl a Merleau-Ponty, Roma 1976; M. FERRARIS, Differenze. La filosofia francese dopo lo strutturalismo, Multhipla, Milano 1981; S. NATOLI, Ermeneutica e genealogia. Filosofia e metodo in Nietzsche, Heidegger, Foucault, Feltrinelli, Milano 1981; AA.VV. Ermeneutica e metafisica, possibilità di un dialogo, Roma 1996, pp. 162-211; G. CERA, Dell’esistenza, II ed., Adriatica, Bari 2003.Riferimenti bibliografici generali e letture del dibattito filosofico francese relativi ai singoli autori che, in particolar modo, saranno oggetto di ricerca del presente progetto.
a) Sartre. Una bibliografia completa degli scritti sartriani fino al 1969 è in M. CONTAT e M. RYBALKA, Les écrits de Sartre. Chronologie, bibliographie commentée, Gallimard, Paris 1970. sulla critica, M. RYBALKA-M. CONTAT, Sartre: bibliographie 1980-1992, CNRS Editions, Paris; Bowling Green, Ohio 1993. Dalla vastissima bibliografia italiana citiamo: P. A. ROVATTI, Quello che ha veramente detto Sartre, Ubaldini, Roma 1969; G. CERA, Sartre tra ideologia e storia, Laterza, Bari 1972; S. MORAVIA, Introduzione a Sartre, Laterza, Roma-Bari, 1973 ed edd. successive; A. BAUSOLA, Angoscia e speranza in Sartre, “Vita e pensiero”, n. 6, 1980, pp. 20-24; A. DELOGU, Se la corrente calda... Un itinerario filosofico: Péguy, Sorel, Mounier, Sartre, “Quaderni sardi di filosofia e scienze umane”, n.7-10, 1980, pp. 83-119; A. MONTANO, Il disincanto della modernità. Saggi su Sartre, La città del sole, Napoli 1984; V. CAROFIGLIO-G. SEMERARI, a cura di, Jean-Paul Sartre. Teoria, scrittura, impegno, Edizioni dal Sud, Bari 1984; A. POMPEO FARACOVI, a c. di, Sartre e l’Italia, Belforte, Livorno 1987; G. INVITTO, Sartre. Dal “gioco dell’essere al lavoro ermeneutica, Angeli, Milano 1988; G. INVITTO-A. MONTANO, a c. di, Gli scritti postumi di Sartre, Marietti, Genova, 1993; G. FARINA, C. TOGNONATO, a c. di, Sartre contro Sartre, Cosmopoli, Bologna 1996; G. FARINA, L’alterità. Lo sguardo nel pensiero di Sartre, Bulzoni, Roma 1996; F. SCANZIO, Sartre e la morale, Vivarium, Napoli 2000; G. CERA, Il tempo e lo sguardo, Adriatica, Bari 2004; G. WORMSER, Sartre. Una sintesi, ed. it. a c. di G. Farina, Marinotti, Milano 2005.
b) Merleau-Ponty. Per una bibliografia aggiornata, cfr. i numeri annuali di “Chiasmi International”. Per la formazione del pensiero di Merleau-Ponty, sono fondamentali H. L. VAN BREDA, Merleau-Ponty et les Archives Husserl à Louvain, “Revue de Métaphysique et de Morale”, a. 67 (1962), n. 4, pp. 401-409; H. SPIELBERG, The Phenomenological Movement, v. II, The Hagen, Nijhoff 1969, p. 418. Tra la vasta bibliografia merleaupontyana apparsa in Italia, ricordiamo: A. BONOMI, Esistenza e struttura. Saggio su Merleau-Ponty, Il Saggiatore, Milano 1967; G. L. BRENA, Il corpo come coscienza ambigua in Merleau-Ponty, “Rassegna di Teologia”, a.XIV, n. 6, novembre-dicembre 1976, pp. 380-397; G. CERA, Il soggetto “assoggettato”. Per una lettura di Merleau-Ponty, “Paradigmi”, vol. 2, 1983, pp. 245-259; S. MANCINI, Sempre di nuovo. Merleau-Ponty e la dialettica dell’espressione, F. Angeli, Milano 1987, II ed. 2001; M. CARBONE e C. FONTANA (a c. di), Negli specchi dell’essere. Saggi sulla filosofia di Merleau-Ponty, Hestia, Cernusco L. 1993; C. ZAMBONI, Interrogando la cosa. Riflessioni a partire da M. Heidegger e S. Weil, I.P.L., Milano, 1993; G. INVITTO, La tessitura di Merleau-Ponty. Ragioni e nonragione nell’esistenza, Mimesis, Milano 2002.
c) Paul Ricoeur. Per le opere di Paul Ricoeur, v. Bibliographie (Fondation international Balzan) e F. D. VANSINA, Paul Ricoeur. Bibliographie primaire et secondaire (1935-2000), Peeters, Louvain 2000, pp. XXV-544. Dall’ampia bibliografia italiana, oltre agli scritti di Daniella Iannotta, editor italiano di molte opere del filosofo francese, ricordiamo: F. BREZZI GUERRERA, Filosofia e interpretazione, Il Mulino, Bologna 1969; D. JERVOLINO, Il cogito e l’ermeneutica. La questione del soggetto in Ricoeur, Procaccino, Napoli 1984; Hermes dagli dei agli uomini, a c. di F. Brezzi Guerrera, Armando, Roma 1988; Ermeneutica e filosofia della pratica, a c. di N. De Domenico, A. Escher Di Stefano, G. Pugliesi, Marsilo, Venezia 1990; Filosofia e liberazione, a c. di G. Cantillo e D. Jervolino, “Segni e comprensione”, n. 15, a. VI, 1992; F. BREZZI, Ricoeur. Interpretare la fede, Messaggero, Padova 1999; A. BRUNO, Un’etica per la finitezza. Saggio su P. Ricoeur, Milella, Lecce 2000; D. JERVOLINO, Introduzione a Ricoeur, Morcelliana, Brescia 2003.
d) Sul pensiero femminile. Per le pubblicazioni italiane citiamo: F. RESTAINO-A. CAVARERO, Le filosofie femministe, Paravia, Torino 1999 e Il filo(sofare) di Arianna, a c. di A. Ales Bello e F. Brezzi, Mimesis, Milano 2001. Inoltre, qui si dà una sintesi della testi più importanti sul tema: L. IRIGARAY, Speculum, Ed. de Minuit, Paris 1974; V. MELCHIORRE, La differenza e l’origine, Vita e pensiero, Milano 1987; G. P. Di NICOLA, Uguaglianza e differenza, Città Nuova Roma 1989; L. MURARO, L'ordine simbolico della madre, Editori Riuniti, Roma 1991; M. T. BELLENZIER e al., Le donne dicono Dio, Paoline, Milano 1995; A. CAVARERO, Corpo in figure, Feltrinelli, Milano 1995; M. FORCINA, Ironia e saperi femminili-relazioni nella differenza, Angeli Milano 1995; F. COLLIN, L’homme est-il devenu superflu? Hannah Arendt, O. Jacob, Paris 1999; G. CONTI ODORISIO, La rivoluzione femminile, in Eredità del Novecento, Istituto della Enciclopedia Italiana, Treccani, Roma 2000; C. ZAMBONI, Parole non consumate, Liguori, Napoli 2001; A. CAVARERO, A più voci. Filosofia dell'espressione vocale, Feltrinelli, Milano 2003; M. L. BOCCIA, La differenza politica, Il Saggiatore, Milano 2004.
d1) su Simone Weil, v. “Cahiers Simone Weil”, revue trimestrielle pubblié par l’Association pour l’étude de la pensée de S. Weil, avec le concours du C. N. L. e de la Ville de Paris. Inoltre G. FIORI, Simone Weil. Biografia di un pensiero, Garzanti, Milano 1981; C. ZAMBONI, Interrogando la cosa : riflessioni a partire da Martin Heidegger e Simone Weil, IPL, Milano 1993; R. ESPOSITO, L' origine della politica: Hannah Arendt o Simone Weil?, Donzelli, Roma 1996; F. FERRAROTTI, Simone Weil. La pellegrina dell'Assoluto, EMP, Padova 1996; W. TOMMASI, Simone Weil. Esperienza religiosa, esperienza femminile, Liguori, Napoli 1997; L. BOELLA, Cuori pensanti. Hannah Arendt, Simone Weil, Edith Stein, Maria Zambrano, Ed. Tre Lune, Mantova 1998; G. FIORI, M. GRAZIOSI, A. MARCHETTI, Simone Weil: poesia e impegno, Unicopli, Milano 2003.
d2) su Simone de Beauvoir: S. JULIENNE-CAFFIE, Simone de Beauvoir, Gallimard, Paris 1966 ; F. JEANSON, Simone de Beauvoir ou l'entreprise de vivre, Paris, Seuil 1966;. M. LASOKI, S. de Beauvoir ou l’entreprise d’écrire, L’Aja 1971; C. M. WALZER, Simone de Beauvoir e la donna integrata, in The Company of Critics. Social Criticism and Political Commitment in the XX Century, trad. it. di E. Cavani Halling, in AA. VV., L’intellettuale militante. Critica sociale e impegno politico nel Novecento, Il Mulino, Bologna 1991, pp. 197-217; M. FORCINA, S. de Beauvoir. Raccontare-raccontarsi per trovare il senso della vita, Il filo(sofare) di Arianna, a c. di A. Ales-Bello e F. Brezzi, Mimesis, Milano 2001, pp. 211-231; N. BAUER, Simone de Beauvoir. Philosophy and feminism, Columbia University Press, New York 2001.
Parole Chiave
FRANCIA; NOVECENTO; FENOMENOLOGIA; ETICA; NARRAZIONE; FEMMINILEFenomenologia, narrazione, riflessione etico-politica: testi e temi nel pensiero francese del Novecento
Università degli Studi di LecceAbstract
Nel momento in cui si è avviata una ricostruzione storiografica complessiva sulla filosofia sviluppatasi nel secolo da poco concluso, alcune aree speculative, che nel Novecento hanno tenuto desto e, in parte, indirizzato il dibattito filosofico, sono già oggetto di ricognizione. Mentre si strutturano profili complessivi di filosofi e correnti, il programma che qui si presenta intende offrire un livello ulteriore di rilettura del pensiero francese del XX secolo, privilegiando alcuni nuclei tematici e/o impostazioni teoretiche: la fenomenologia, anche nel suo versante esistenzialistico, l'ermeneutica anche in rapporto al tema della narrazione, la riflessione etica e politica che si è servita del metodo fenomenologico e della Weltanschauung esistenzialistica, confluiti nella teoria e nella metodologia ermeneutica.Questa ricerca si avvarrà di convenzioni già esistenti, da tempo, tra i Dipartimenti italiani promotori, e alcuni Atenei francesi, in particolare Paris I e Paris IV (della Sorbonne). Le novità che questo progetto intende perseguire, pur all'interno di un interesse prevalentemente teoretico e di riflessione etico-politica, riguardano l'introduzione di testi di alcuni autori (si pensa soprattutto a Maurice-Merleau Ponty, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Simone Weil, Paul Ricoeur, Foucault, Lévinas, Derrida) già codificati nelle letture dei decenni precedenti e che, invece, si intende riproporre in una rimeditazione della filosofia francese del Novecento sulla base: a) della lettura ed utilizzazione critica di inediti recuperati nelle sedi e nelle istituzioni deputate; b) degli scritti postumi (per i filosofi non viventi) che, di fatto, comportano una torsione e/o una integrazione interpretativa rispetto alle ermeneutiche canoniche; c) di aree di riflessione sinora ritenute secondarie (il pensiero femminile, anche nel suo versante del pensiero della differenza di genere). <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni INVITTO Università degli Studi di LECCEObiettivo del Programma di Ricerca
Questa ricerca si avvarrà di convenzioni già esistenti, da tempo, tra i Dipartimenti italiani promotori, e alcuni Atenei francesi, in particolare Paris I e Paris IV (della Sorbonne).I gruppi di ricerca che operano nelle Università di Bari, Lecce, Roma 3, Sassari, Verona e che qui si presentano per il progetto di ricerca su "Fenomenologia, narrazione, riflessione etico-politica: testi e temi del pensiero francese del Novecento", hanno già una lunga consuetudine di ricerca in comune. Basterebbe pensare ad alcuni convegni su temi pertinenti il progetto e realizzati da quelle Università con il concorso, volta per volta, di alcune delle altre. Convegni, seminari, volumi collettanei su Sartre, Merleau-Ponty, Simone Weil, Paul Ricoeur, "Esprit" di Mounier e così via ne sono testimonianza e ne sono documento le bibliografie allegate ai progetti delle Unità locali.
Ma, alla fine di un secolo, si è soliti fare il punto della questione. Infatti, già appaiono storie della filosofia francese del Novecento, dei suoi orientamenti e dei rappresentanti più significativi. Però, mentre si strutturano profili complessivi di filosofi e correnti, il programma che qui si presenta intende offrire un livello ulteriore di rilettura, con forte interesse per le implicazioni teoretiche, etiche, politiche del pensiero francese del secolo da poco concluso, privilegiando alcuni nuclei tematici e/o impostazioni teoretiche. Il riferimento diretto è alla fenomenologia husserliana, che penetra in Francia agli inizi degli anni Trenta, anche nella sua variante heideggeriana.
Sartre e Merleau-Ponty sono la punta di un iceberg che ottiene, anche grazie a generi "diversi" di letteratura filosofica (il teatro di Sartre, i romanzi di Sartre e di Simone de Beauvoir, i saggi sulla pittura di Merleau-Ponty), l'etichetta di "filosofia del secolo" (Benny Lévy), soprattutto per la sua dimensione esistenziale. Merleau-Ponty, in particolare, ebbe l'opportunità di leggere a Louvain, negli anni Quaranta, insieme al vietnamita Tra-Duc-Thao, che studiava a Parigi, i manoscritti inediti dell'ultimo Husserl divulgandone temi e concetti nel pensiero occidentale, prima della loro pubblicazione, avviata negli anni Cinquanta.
Con l'esaurirsi, anche per motivi storici, dell'interesse per l'esistenzialismo, l'ermeneutica, negli approcci peculiari della filosofia francese rispetto ai canoni gadameriani, si sviluppava (pensiamo a Paul Ricoeur e a Emmanuel Lévinas) anche in rapporto al tema della narrazione ed alla riflessione etica e storica, nella quale pare rimanere l'utilizzazione nuova di un impianto fenomenologico e della Weltanschauung esistenzialistica.
Le novità che questo progetto intende perseguire, rispetto alla storiografia corrente ed alle sue implicazioni teoretiche, riguardano l'introduzione di testi di alcuni autori (si pensa soprattutto a Maurice-Merleau Ponty, Jean-Paul Sartre, Simone de Beauvoir, Simone Weil, Paul Ricoeur) già codificati nelle lettura dei decenni precedenti e che, invece, ci si propone di riproporre una riproposizione della filosofia francese del Novecento sulla base:
a) della analisi ed utlizzazione critica di inediti recuperati nelle sedi e nelle istituzioni in cui sono depositati. In particolare le indagini, parzialmente già avanzate da alcuni ricercatori presenti in questo progetto, riguardano: 1) la Bibliothèque Nationale de France (B.N.F), fondo Richelieu; 2) la Beinecke Rare Books and Manuscripts Library, Yale University (Yale); 3) l'Harry Ransom Humanieties Research Center, The University of Texas at Austin (HRHRC, Austin). Un esempio per tutti. Di Sartre, non sono ancora pubblicati questi testi: L'Image dans la vie psychologique: rôle et nature (1927), memorie presentate per il conseguimento del diploma di studi superiori di filosofia; Egalité et liberté (degli anni Cinquanta), tentativo per dare una filosofia della transizione tra Ancien Régime-Révolution e per pensare al posto occupato dalla violenza nelle storia; Notes sur les Valeurs, (1956), lavoro preparatorio per la stesura della Critique; La Morale et l'Histoire (1964-1965), contenente le conferenze che Sartre tenne alla Cornell University nel 1964. È intenzione di un gruppo dei ricercatori afferenti a questo progetto, utilizzarli per una nuova ermeneutica delle tematiche sartriane, valorizzandone le eventuali inedite proposte teoretiche.
b) degli scritti postumi (per i non viventi) che di fatto comportano una torsione e/o una integrazione interpretativa rispetto alle ermetiche canoniche. Tale lettura è stata avviata per i filosofi dei quali qui si ripropone una nuova indagine. Alcuni esempi di proposta di rilettura già avviate in Italia: per Sartre pensiamo agli atti del Convegno (Lecce-Genova 2000-2001), Gli scritti postumi di Sartre, a c. di G. Invitto e A. Montano, Marietti, Genova 2003, ed alla collana "Sartriana" dell'editore Marinotti, diretta da Gabriella Farina.
Ma esistono per questi autori dei repertori bibliografici importanti. Per Merleau-Ponty oramai fa testo la rivista internazionale trilingue, con periodicità annuale, "Chiasmi International", diretta da Renaud Barbaras, Mauro Carbone, Leonard Lawlor, giunta al sesto volume ed edita da Vrin (Paris), Mimesis (Milano) e University of Memphis (G. Invitto fa parte del Comitato Scientifico internazionale). Una bibliografia completa degli scritti sartriani fino al 1969 è in M. CONTAT e M. RYBALKA, Les écrits de Sartre. Chronologie, bibliographie commentée, Gallimard, Paris 1970 e, sulla critica, M. RYBALKA-M. CONTAT, Sartre: bibliographie 1980-1992, CNRS Editions, Paris; Bowling Green, Ohio 1993. Per le opere di Paul Ricoeur, v. la Bibliographie (Fondation international Balzan) e Vansina, F.D. Paul Ricoeur. Bibliographie primaire et secondaire (1935-2000), Peeters, Louvain 2000, pp. xxv-544.
c) di aree di riflessione sinora ritenute secondarie. In particolare ci si riferisce al pensiero femminile, anche nel suo versante del pensiero della differenza di genere, che ha visto in Francia, rappresentanti di estrema rilevanza culturale e filosofica come Simone de Beauvoir e le viventi Luce Irigaray e Françoise Collin. In Francia la filosofia della differenza sessuale, così esplicitamente chiamata, nasce all'inizio degli anni 70: è il gruppo "Psychanalyse et Politique" guidato da Antoinette Fouque, ma diviso al suo interno in maniera conflittuale. Una pluralità di prospettive, frammenta il femminismo francese che ha approcci differenziati: dal marxismo al maoismo, dall'esistenzialismo alla psicanalisi, all'attenzione verso il simbolico di derivazione lacaniana. Hélène Cixous, è attenta alla scrittura femminile, ma ritiene che non debba essere teorizzata e codificata, piuttosto utilizzata per mostrare la differenza che si manifesta come capacità di esaltare quel che è stato ignorato dal discorso dominante (per una bibliografia del "pensiero femminile", cfr. questa voce, scritta da Marisa Forcina, nella nuova edizione della Enciclopedia Filosofica, a c. di V. Melchiorre, in corso di stampa; a noi pro manuscripto).
Per quanto riguarda i testi inediti e gli scritti postumi di filosofe francesi, la scelta è abbastanza ampia. Si cita, come edizione esemplare quella dei Cahiers di Simone Weil, avviata in Francia dalle edizioni Plons nel 1970 e in Italia da Adelphi nel 1982, a cura di G. Gaeta. Per una bibliografia di e su S. Weil, si può partire proprio da quella curata da G. Gaeta in S. WEIL, Quaderni, v. I, Adelphi, Milano 1982, pp. 82-99. Sulla critica italiana rivolta alla filosofa francese, cfr. D. DE LEO, Una pellegrina del pensiero. S. Weil e la critica italiana, Milella, Lecce 2000. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Mentre la generazione di Sartre, Aron, Lévi-Strauss, Lacan e coevi si affacciava, negli anni Trenta, sul palcoscenico della filosofia occidentale, la Francia viveva il punto più alto di una ripresa post ed antipositivistica rappresentata in maniera eminente da Henri Bergson (che morirà nel 1941) e da Léon Brunschvigc (che concluderà la propria esistenza tre anni dopo). Spazio importante aveva anche Emile Chartier, meglio noto con lo pseudonimo di Alain, che cercava di concretizzare una filosofia antiaccademica, antisistematica (per quanto egli sia stato autore di un Système des Beaux-Arts), basata su brevi ragionamenti (propos).La sfida implicita era con il pensiero tedesco egemone dalla fine del Settecento, e non era nascosta, neanche nelle impostazioni meno razionalistiche, l'esigenza di ricominciare da casa propria, cioè da Descartes.
Perciò, quando Edmund Husserl si fece strada nelle biblioteche e nei dibattiti francesi e parigini, ottenne immediatamente ascolto per alcune componenti del suo pensiero che, in quel momento, sembravano coincidere con le istanze dei giovani filosofi: il "ritorno alla cose" ed al "concreto" della filosofia, la critica alla torsione scientistica e oggettivistica della cultura europea. Era quello che la fenomenologia di Husserl stava per appuntare nelle pagine della Krisis (su quel clima filosofico, cfr. J.-P. SARTRE, La mia autobiografia in un film. Una confessione, ediz. it. a c. di G. Invitto, Marinotti, Milano 2004).
Sartre, Merleau-Ponty, Aron, Bachelard, quindi, non ebbero riserve nell'andare a studiare la versione più aggiornata del rilancio di una filosofia non solo descrittiva, ma in grado di promettere nuovi approdi ontologici e, soprattutto, di pervenire ad una nuova analitica ed ermeneutica del vissuto esistenziale e dei rapporti sociali. Ognuno di questi filosofi francesi privilegiò alcuni aspetti della problematica filosofica. Per Sartre si trattò del versante letterario e politico, per Merleau-Ponty di quello estetico ed ontologico. Se Simone Weil, allieva di Alain, approfondì la riflessione sul pensiero greco per riscoprire le radici della filosofia cristiana ed europea e si era avviata ad una promettente ponderazione sulla scienza (vedi al riguardo, l'edizione italiana dei suoi scritti sul tema, a cura di Vincenzo Cappelletti), Simone de Beauvoir riscopriva la dimensione etico-politica anche del femminile che comportava una ridefinizione di ragione e di filosofia. E si potrebbe continuare. Per quanto quello di Sartre sia stato definito, come già detto, da Benny Lévy, il "pensiero del secolo", sicuramente la filosofia francese non presenta in questo periodo un filosofo egemone, quale era stato Bergson nella prima metà del secolo. Il che non vuol dire che la filosofia francese non abbia portato un proprio, notevole contributo alla teoresi novecentesca. Anzi si può constatare il contrario.
Se questo progetto di ricerca programmaticamente si ritaglia un'area ben definita del pensiero francese, ai nomi sin qui ricorrenti potremmo aggiungere, in un casuale disordine, Althusser, Marcel, Lévi-Strauss, Deleuze, Guattari, Lacan, Derrida, Barthes, Lévinas, Ricoeur, Nancy ecc. senza dimenticare altre decisive presenze, con diversa temperie teoretica, intorno agli anni Trenta-Cinquanta, come Emmanuel Mounier e Jacques Maritain. Ma qualunque elenco sarebbe incompleto.
Questa ricerca, però, vuole andare oltre la lettura che si è data degli scritti dei loro autori pubblicati finché erano in vita – e, pertanto, per questo da loro ritenuti degni di essere letti e conosciuti. Il progetto vuole cogliere quello che traspare da scritti, quasi sempre incompiuti, pubblicati dopo la scomparsa dell'autore. Esemplare, in questo senso il caso della lettura subita da Merleau-Ponty dopo la pubblicazione postuma di Le visibile et l'invisible, a cura di Claude Lefort (sulla storia della critica italiana a Merleau-Ponty, cfr. G. INVITTO, I lettori italiani di Merleau-Ponty. Breve storia di tre generazioni, in Merleau-Ponty. L'héritage contemporain, "Chiasmi International", Vrin-Mimesis-University of Memphis, Paris, Milano, Memphis, 1999, pp. 19-22).
Lo stesso potremmo dire dei sartriani Cahiers pour une morale e il tomo secondo della Critique. Di tutto ciò abbiamo avuto delle riletture provvisorie, ma non ancora esaustive. Continuano ad essere pubblicati stralci di appunti di questi autori e si vuole, con il presente progetto, ampliare la platea disponibile dei testi, ma anche incrociare la lettura delle opere edite in vita e degli scritti resi noti successivamente, in questo tentando, senza pionierismi fuori luogo, di rileggere tali autori anche sulla base del loro non-pubblicato.
Diverso discorso va fatto per la sezione del progetto che riguarda la filosofia "femminile" o elaborata da soggetti femminili che in Francia, dopo Simone de Beauvoir, ha avuto un ottimo terreno di elaborazione. La letteratura critica ha normalmente sottovalutato questo tipo di produzione filosofica, riconducendo, nel più benevolo dei casi – ed era quello di de Beauvoir –, quel pensiero a divulgazione di filosofie altrui. L'autrice di Le deuxième sexe contestò tale lettura riduttiva delle proprie opere, rivendicando modalità diverse del pensiero femminile.
Il programma di ricerca che, qui si propone, quindi, intende riprendere in maniera globale la riflessione su alcuni autori nodali del pensiero francese del Novecento – in particolar modo quello riferibile ad una matrice fenomenologica -, rileggendo le loro opere al confronto di tutto ciò che era rimasto nei cassetti e che da loro e/o dai primi critici è stato ritenuto secondario, mancante di rifinitura o non significativo. Da questo punto di vista, ci si propone, tra gli altri obiettivi, di aggiornare la mappa del pensiero francese, anche sulla base di ciò che rimane ancora non pubblicato e conservato negli archivi parigini.
G. CERA, Autocritica filosofica e critica storica in J.-P. Sartre, "Man and World", vol. 4, 1971, pp. 396-411; <<<



