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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Bibliografia
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De Girolamo, G., De Leo, D., Galassi, L. (1995) Il progetto OMS sulla valutazione della qualità della vita. In G.A. Fava, F. Pesarin, N. Sonino (a cura di), Clinimetria,. Patron, Bologna.
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Parole Chiave
EMOZIONE; BENESSERE; QUALITÀ DELLA VITA; OTTIMISMO; REGOLAZIONE EMOZIONALE; AUTOEFFICACIA; CONDIVISIONE SOCIALE; PSICOFISIOLOGIA; COPINGEmozioni, benessere e qualità della vita
Università degli Studi di BolognaAbstract
Il progetto di ricerca concerne le relazioni fra emozioni, benessere individuale e qualità della vita in diverse prospettive e in diversi contesti dell'esperienza umana.L'interesse per il benessere soggettivo nasce in diversi ambiti disciplinari nel tentativo di individuare misure della qualità di vita più affidabili dei soli indicatori oggettivi, di superare le prospettive tradizionali del benessere come "assenza di malessere" e di predisporre interventi che favoriscano la qualità di vita e la salute degli individui.
In questo contesto il benessere e la qualità di vita esaminati dal punto di vista soggettivo sono ritenuti il punto di partenza per orientare le attività di promozione di salute, centrato sullo sviluppo di competenze e sull'empowerment individuale e sociale.
In questa prospettiva le diverse unità di ricerca focalizzano la loro attenzione su specifici aspetti del rapporto fra emozioni, benessere e salute.
L'Unità di ricerca dell'Università di Bologna si propone di studiare il rapporto fra qualità di vita e dimensioni emozionali nella malattia cronica e di individuare, applicare e valutare il programma di supporto psicologico finalizzato al miglioramento della qualità di vita in soggetti affetti da morbo di Parkinson e nei loro care-givers.
L'Unità di ricerca dell'Università di Milano Bicocca si propone di studiare l'influenza esercitata dall'ottimismo sul benessere soggettivo e sulle capacità di far fronte all'emozione.
L'Unità di ricerca dell'Università di Bari intende studiare gli effetti a breve e lungo termine della condivisione sociale delle esperienze emozionali sulla regolazione delle emozioni e sul benessere psicofisico dell'individuo.
Infine l'Unità di ricerca dell'Università di Torino si propone di analizzare gli aspetti soggettivi e fisiologici dell'esperienza emotiva nella vita quotidiana. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pio Enrico RICCI BITTI Università degli Studi di BOLOGNAObiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca mira a conseguire risultati di ordine teorico e applicativo.Dal punto di vista teorico, lo scopo del nostro progetto concerne:
1)l'indagine di alcuni importanti fattori attivi nella definizione di benessere e qualità della vita. Tali fattori riguardano la condivisione sociale delle emozioni, come esaminato dall'Unità Operativa di Bari e l'ottimismo, come analizzato dall'Unità Operativa di Milano Bicocca.
2) l'analisi dell'interazione tra la regolazione delle emozioni, il benessere e la qualità della vita in soggetti normali e differenti contesti di tipo clinico e attinente a diverse patalogie: così l'Unità di Torino considera come le emozioni, il benessere e la qualità della vita si presentino in soggetti normali. L'unità di Bologna esamina il contesto terapeutico relativo a malattie croniche, come il morbo di Parkinson e le malattie cardiovascolari croniche.
Dal punto di vista applicativo, la ricerca mira a
1) produrre specifici e accurati strumenti di valutazione che mirino a cogliere la relazione tra benessere e i fattori prima indicati della condivisione sociale delle emozioni e dell'ottimismo.
Per quanto riguarda la condivisione sociale delle emozioni i suoi effetti benefici, secondo l'Unità di Bari, sulla salute psico-fisica e sulla soddisfazione di vita sono significativi nel caso vi siano riferimenti a contenuti emozionali nei racconti e qualora siano evidenziate le dimensioni cognitive del controllo e della valutazione positiva del sé, il coping attivo, le funzioni di insight e supporto sociale. Per quanto riguarda, infine, l'ottimismo, secondo l'Unità di Milano Bicocca, si tratta di esaminare se e in che modo l'ottimismo generi emozioni positive e un buon grado di fiducia nelle proprie risorse necessario per raggiungere i propri scopi; emozioni positive e grado di fiducia in sé rappresentano infatti fattori importanti per promuovere un livello soddisfacente nella qualità della vita; quest'ultima va intesa come la capacità generale di un soggetto a funzionare e a ottenere soddisfazione da ciò che fa. Una finalità applicativa di questo progetto risiede nella possibilità di procedere alla standardizzazione locale di strumenti di valutazione e di accertamento dell'ottimismo e del pessimismo quali le scale Life Orientation Test (LOT nelle sue diverse versioni; Scheier e Carver, 1985; Scheier, Carver e Bridges, 1994), Attributional Style Questionnaire (ASQ, Peterson, Semel, von Baeyer, Abramson, Metalsky e Seligman, 1992), Optimism-Pessimism Instrument (OPI, Dember, Martin, Hummer, Howe e Melton, 1989).
2) contribuire al miglioramento del clima emotivo nei diversi contesti esaminati (contesti clinici e attinenti a diverse patologie). Un programma di intervento psicologico di aiuto e sostegno per i pazienti e gli operatori terapeutici è delineato dall'Unità Operativa di Bologna. Nel progetto dell'Unità di Torino sono esaminate le strategie di regolazione emozionale e i loro aspetti funzionali e disfunzionali per il benessere e la salute individuale. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
La psicologia si è occupata del benessere fin dalle sue origini, anche se l'attenzione è stata dedicata soprattutto alle condizioni in cui il benessere manca, cioè l'infelicità e la sofferenza umana (Myers, Diener, 1995; Ryff, 1989, Argyle, 1987). La presenza di stati di benessere era definita (spesso implicitamente) come "assenza di sintomi di malessere", cioè emozioni negative e disturbi ad esse collegati, come depressione, ansia, inquietudine, sintomi fisici di varia entità. Recentemente l'attenzione si è spostata sulla condizione di benessere intesa nelle sue dimensioni positive e sono stati individuati dei costrutti teorici utilizzabili nello studio e nella valutazione della condizione di benessere.Una prima direzione di ricerca si è concentrata sull'analisi dell'esperienza soggettiva del benessere o benessere soggettivo (Diener, 1984; Andrews, Robinson, 1991). L'interesse per il benessere soggettivo nasce in alcuni settori disciplinari specifici (salute mentale, gereontologia, qualità della vita) nel tentativo di individuare misure della qualità della vita più attendibili e valide dei soli indicatori oggettivi. Le ricerche psicologiche hanno cercato di approfondire la natura di questa componente dell'esperienza individuale e le variabili interne ed esterne ad essa correlate, concettualizzando il benessere come esperienza emozionale positiva (presenza di affetti piacevoli e assenza di affetti spiacevoli) e presenza di sentimenti di soddisfazione nei confronti della propria vita (Diener, 1984).
Una seconda direzione di indagine nasce dal tentativo dichiarato di superare le prospettive tradizionali del benessere come "assenza di malessere", proponendo una serie di criteri (derivati da teorie preesistenti) di benessere psicologico, inteso come funzionamento psicologico ottimale o "salute mentale positiva" (Ryff, 1989). In questa tradizione di ricerca il benessere soggettivo è considerato un indicatore di benessere psicologico, strettamente collegato ad altri ma di per sé non sufficiente a definire lo stato di salute mentale (Diener et. al., 1997).
Entrambe le prospettive precedenti concepiscono il benessere come un fenomeno strettamente individuale. Recentemente, il riconoscimento dell'importanza del contesto sociale nell'influenzare la salute, fisica e psicologica, ha portato alcuni autori a proporre il costrutto di benessere (o salute) sociale, intendendo con esso la qualità delle relazioni sociali dell'individuo nell'ambito della propria comunità e società, nonché del proprio funzionamento al loro interno (ad esempio Larson, 1993; Keyes, 1998).
Recentemente il benessere soggettivo è stato riconosciuto come una delle dimensioni della qualità della vita e della salute anche nelle scienze mediche e della riabilitazione (health-related quality of life; cfr. McDowell, Newell, 1987; Bowling, 1995; Labbrozzi, 1995) ed è stato incluso negli strumenti di valutazione comunemente utilizzati nella pratica clinica (ad esempio il World Health Organisation Quality of Life, WHOQOL; de Girolamo, de Leo, Galassi, 1995).
Inoltre alcuni modelli recenti elaborati nel settore della promozione della salute (Renwick, Brown, 1996) focalizzano esplicitamente l'attenzione sulla dimensione soggettiva del benessere nella loro definizione di qualità della vita. In questo contesto, il benessere e la qualità della vita esaminati dal punto di vista delle persone medesime sono ritenuti il punto di partenza per orientare le attività di promozione della salute, centrate sullo sviluppo di competenze e sull'empowerment individuale e sociale.
Tutti questi approcci e gli sforzi di approfondimento e precisazione che sono stati effettuati al loro interno confermano pertanto l'opportunità di includere, fra le componenti del benessere, anche la dimensione dell'esperienza soggettiva, terreno, questo, di dominio propriamente psicologico. <<<



