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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
INSEDIAMENTI; FRONTIERE; VIE DI COMUNICAZIONE; COMMERCI; TRANSITO; ALPI; STORIA MODERNA

CITTÀ DI FRONTIERA, INSEDIAMENTI E VIE DI COMUNICAZIONE NELL'ARCO ALPINO IN ETÀ MODERNA

Università degli Studi di Verona
Abstract
Il Gruppo Nazionale di Ricerca, formato dalle cinque unità operative di Verona, Torino, Milano, Padova e Udine, intende affrontare, adottando punti di osservazione differenti ma fra loro coordinati e intersecati, il problema storico della formazione delle città di frontiera e delle vie di comunicazione nell'arco alpino in età moderna (secoli XVI – XVIII). L'area geografica presa in considerazione comprende i territori sabaudi, a contatto col Regno di Francia e la Repubblica di Ginevra; lo Stato di Milano nelle sue relazioni con i Cantoni elvetici e i baliaggi loro soggetti; infine gli spazi differenziati fra Repubblica di Venezia (bresciano, veronese, feltrino, Patria del Friuli …) e il principato di Trento e i territori imperiali.
Scopo generale del progetto di ricerca è di individuare la tipologia ed i caratteri originari e distintivi dei centri abitati minori e delle più articolate strutture urbane localizzate nelle aree di frontiera nella regione alpina e delinearne le funzioni sulla base di una duplicità di concetto di frontiera in quanto linea di separazione e di demarcazione e in quanto terreno di confronto e luogo di scambio non solo sul piano economico ma anche su quello politico, culturale, religioso e linguistico.
In primo luogo si rende necessario procedere ad un esame di natura comparativa della specificità che distingue le correnti di passaggio degli uomini e di transito delle merci che influiscono in diversa misura sulla crescita e sulla rilevanza delle città, delle "quasi-città" e delle comunità che insistono lungo tali linee di traffico. Inoltre si coglie l'esigenza, percepita nei progetti delle diverse Unità, di avviare un itinerario di ricerca non segmentato e volto all'analisi delle correnti di traffico e dei commerci, allo studio dei luoghi di mercato posizionati lungo le vie di scambio e all'identificazione degli spazi di autonomia e del ruolo giocato da pratiche di esenzione e dall'esistenza di pratiche trasgressive come il contrabbando. Infine la permeabilità dei confini, e quindi l'osmosi di culture, lingue e sensibilità religiose differenti proprie dei territori oggetto della ricerca, dovrebbero consentire l'identificazione di reti di scambio e di circolazione della cultura nei controversi rapporti con le istituzioni di controllo e censura. In questo senso particolare rilievo assumerà la conoscenza dei meccanismi di integrazione ed esclusione delle minoranze linguistiche e religiose, particolarmente significative nell'arco alpino, e dei percorsi di auto organizzazione di tali comunità. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro PASTORE Università degli Studi di VERONA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca, affidato alle cinque unità locali di Verona, Torino, Milano, Padova e Udine, coordinato dal Dipartimento di Discipline storiche, artistiche e geografiche dell'Università di Verona, intende affrontare, da punti di osservazione differenti, ma tra loro coordinati, e da prospettive metodologiche diverse, ma convergenti, il complesso tema della formazione delle città di frontiera e dello sviluppo delle vie di comunicazione nell'arco alpino in età Moderna (secoli XVI-XVIII). Le aree tematiche di riferimento della ricerca saranno le seguenti:

- Costruzione di modelli di analisi in un quadro comparativo in grado di render conto delle particolarità, delle problematiche e dello sviluppo storico delle città di frontiera e degli insediamenti urbani in area alpina e prealpina.
- Ricostruzione delle reti di comunicazione e di traffico lungo l'arco alpino e prealpino in rapporto agli insediamenti umani. In quest'ottica sarà preso in esame il concetto di mobilità umana all'interno degli spazi regionali e internazionali.
- Analisi delle correnti di traffico e dei commerci; considerando l'influenza del fattore economico, si prevede di affrontare lo studio dei luoghi di mercato posizionati lungo le vie di scambio e il ruolo del prelievo doganale. Accanto a queste tematiche saranno prese in considerazione anche le autonomie, le esenzioni, i divieti e i contrabbandi.
- Identificazione delle reti di scambio e circolazione della cultura, favorite dal commercio e dal mercato clandestino del libro. Si tratta di verificare se e in che misura nelle aree di frontiera le difficoltà di regolamentazione legislativa e di controllo censorio abbiano aumentato la permeabilità dei confini e quindi l'osmosi di culture, lingue e sensibilità religiose.
- Analisi dei meccanismi di integrazione ed esclusione delle minoranze linguistiche e religiose, particolarmente significative nell'arco alpino, e dei meccanismi di auto organizzazione di tali comunità.
- Verifica delle reazioni da parte delle autorità locali, in termini di resistenza e accettazione, alle trasformazioni politiche, sociali e culturali introdotte dal centro. In questa cornice una sezione del progetto si propone di esaminare la ricezione da parte delle aree periferiche delle direttive impartite dalle autorità centrali, con particolare riferimento al settore degli interventi in materia economica, giudiziaria, assistenziale.

Il programma di ricerca si articolerà: a) in una prima, intensa, fase di ricerca sulla fonti bibliografiche, archivistiche e cartografiche, con particolare attenzione alla documentazione relativa alla formazione e al consolidamento delle strutture cittadine centrali e periferiche presenti in ciascuna delle realtà oggetto di indagine, nonché agli insediamenti dislocati lungo le reti di traffico commerciale che si snodano lungo tutto l'arco alpino; b) in una seconda fase di discussione e confronto dei primi risultati che verranno presentati in occasioni seminariali organizzate da ciascuna unità di ricerca ed in convegni comuni di discussione e confronto; c) in una terza fase di raccolta dei risultati della ricerca e di pubblicazione di atti dei seminari, saggi e monografie, inventari e repertori di fonti, anche di carattere cartografico, che verranno messi a disposizione della comunità scientifica anche su supporto informatico e telematico. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza del presente progetto di ricerca è costituita, sostanzialmente, dalle premesse e dalle risultanze a cui è pervenuto un precedente progetto di ricerca COFIN finanziato dal MIUR, dedicato alla ricognizione e all'analisi del problema delle frontiere e dei confini nell'Italia e nell'Europa moderna, e sfociato infine in un convegno internazionale tenuto a Gargnano del Garda (22-23 aprile 2005).
Dalle ricerche fatte è apparso evidente che all'interno di questo grande tema vi è un ambito che richiede di essere approfondito, ed è quello delle strutture urbane site in area di frontiera. Si tratta infatti di un settore innovativo, e sinora non frequentato se non per ricerche di spettro prettamente locale; qui si vorrebbero moltiplicare i punti di osservazione ad uno spazio ampio dell'arco alpino. Le relazioni sociali con gruppi provenienti dai territori degli stati confinanti risultano infatti particolarmente intense e problematiche e pongono a tali strutture urbane domande precipue. Una ulteriore specificità emersa dalle ricerche sopra indicate è poi quella che concerne gli insediamenti urbani in area alpina; ed è alle funzioni di tali insediamenti e alle vie di comunicazione che li collegano che intende dedicarsi il presente progetto.
Emergono infatti con evidenza l'ambiguità e l'inadeguatezza della nozione di confine per designare nei secoli della prima età moderna insediamenti urbani (Berengo 1999), "quasi-urbani" (Chittolini 1990) o rurali in aree come quelle a cavallo delle Alpi, strette da intrecci e legami straordinariamente significativi (Mathieu 1998). Alcuni ambiti territoriali appaiono in questo senso di particolare rilevanza: risultano tali la zona fra Stato di Milano da una parte, Cantoni elvetici e territori da essi dipendenti (Untertanenländer) dall'altra, dove risaltano intrecci complessi e contrastati fra norme giuridiche, appartenenze confessionali, interessi economici e identità comunitarie; gli insediamenti dislocati lungo il corso superiore dell'Adige (Bolzano, Trento, Rovereto), che risultano di particolare ricchezza per gli incontri di comunità etniche e linguistiche diverse (Trento), l'intensità degli scambi commerciali (Bolzano), la crescita della dimensione manifatturiera legata proprio alla condizione di città di confine (Rovereto); infine le comunità locali poste tra il Trevigiano, il Coneglianese e la Patria del Friuli, la cui situazione risulta di grande complessità per l'intrico in esse esistenti di entità feudali, circoscrizioni ecclesiastiche, spazi comunitari e pertinenze di beni collettivi. Una situazione parzialmente analoga a quest'ultima è quella che si coglie nelle enclaves territoriali dello Stato sabaudo, con particolare riferimento al Monferrato già gonzaghesco.
Le relazioni fra comunità (urbane, quasi-urbane, rurali) sottintendono una rete di vie di comunicazione che sarà necessario prendere egualmente in esame. Occorrerà ricordare in primo luogo a questo proposito le considerazioni di F. Braudel sulla funzione dello spazio alpino come luogo di transito e non solo come barriera; ad esse si è rifatto più recentemente J.-F. Bergier (1979) che ha ricordato peraltro come gli studi compiuti sulla scia di tali considerazioni non abbiano però esaminato lo spazio specifico in cui tali funzioni venivano esercitate e dunque le modalità concrete con cui esso si fa luogo di scambio a livello materiale e intellettuale. Così gli studi che si prevede di dedicare alla strada della Valsugana e all'utilizzazione del fiume Adige come via di traffico consentiranno di cogliere i meccanismi di integrazione e di scambio umano e commerciale tra i territori della Repubblica di Venezia e quelli dell'Impero. Al di là della circolazione materiale degli uomini e delle merci, mette poi conto sottolineare la permeabilità dei confini, e quindi la rilevanza delle vie di comunicazione fra stati, per quanto attiene la circolazione delle idee e delle opinioni (Gambi 1961), che risulta fra l'altro dalla produzione e dal commercio dei libri clandestini, come si evince dalle ricerche condotte nell'area piemontese (Braida 2000). Emerge anche la specificità, che andrà qualificata e quantificata, di quelle figure sociali (mercanti, contrabbandieri, militari, spie, missionari, dissidenti religiosi e politici) per le quali le frontiere degli stati costituiscono più una via di passaggio abituale che una barriera invalicabile (Pastore 1975). <<<