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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di SIENA
SCIENZE GIURIDICHE, ECONOMICHE E DI GOVERNO
SIENA(SI) - Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
SCIENZE GIURIDICHE
ROMA(RM) - Università degli Studi di PERUGIA
ISTITUZIONI E SOCIETA
PERUGIA(PG) - Libera Università degli Studi "Maria SS.Assunta" Roma
FACOLTA' DI GIURISPRUDENZA
ROMA(RM) - Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"
DIRITTO E PROCEDURA CIVILE
ROMA(RM)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Famiglia e responsabilità
- 2 - Dalla responsabilità per colpa professionale alla responsabilità oggettiva
- 3 - Innovazione, scienza, tecnologia, regole e responsabilità. Profili giuridici ed economici
- 4 - LA PERSONA NELL'ORDINAMENTO INTERNO E COMUNITARIO: NUOVI MODELLI DI TUTELA E GESTIONE DEI RISCHI AMBIENTALI E GENOTOSSICI.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Toscana
Bibliografia
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Parole Chiave
RESPONSABILITÀ CIVILE; DANNI; RIMEDI RESTITUTORI; EFFETTO DETERRENTE; PENE PRIVATEIl principio di efficienza nel diritto europeo della responsabilità civile: dalle pene private ai rimedi deterrenti
Università degli Studi di SienaAbstract
Il programma della ricerca si propone di indagare le funzioni dei rimedi contro l'illecito costituito dalla violazione del contratto, ovvero dal danno ingiusto nella vita di relazione, valorizzandone, oltre il profilo compensativo, l'eventuale effetto deterrente e punitivo, nell'ottica concettuale della pena privata.La ricerca si svolgerà secondo uno sviluppo a fasi successive. Dopo una iniziale pianificazione coordinata delle metodologie di indagine, ogni singola unità opererà una ricerca dei materiali normativi, dottrinari e giurisprudenziali nazionali, internazionali e comunitari su cui basare il lavoro di analisi ed elaborazione e ripartirà i compiti ai singoli componenti. Si prevedono degli incontri semestrali collettivi finalizzati al confronto dei risultati conseguiti ed alla pianificazione delle iniziative individuali e comuni in ordine alla produzione scientifica delle unità ed alla organizzazione di incontri di discussione delle tematiche. La fase finale della ricerca prevede la organizzazione di un convegno di studi, i cui atti saranno pubblicati, al fine di divulgare i risultati conseguiti. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Pietro SIRENA Università degli Studi di SIENAObiettivo del Programma di Ricerca
Il programma della ricerca sul principio di efficienza nel diritto europeo della responsabilità civile, secondo lo sviluppo tematico delle singole unità locali, si propone di indagare le funzioni dei rimedi contro l'illecito, sia esso costituito dalla violazione del contratto, ovvero dal danno ingiusto nella vita di relazione, valorizzandone, oltre il profilo compensativo, l'eventuale effetto deterrente e punitivo, nell'ottica concettuale della pena privata.L'obiettivo della ricerca consiste nell'indagine sistematica sulle funzioni della responsabilità civile, con particolare attenzione a quella preventiva dell'illecito o addirittura punitiva del danneggiante.
A tal fine, si ritiene necessario muovere dalla tradizione storica delle pene private, per esaminare quali tracce abbia lasciato nel diritto positivo, valutando criticamente alcuni istituti di nuova elaborazione che possono astrattamente ricondursi a tale modello teorico.
Lo scopo è quello di contribuire allo studio del diritto europeo della responsabilità civile, esaminando anche, sotto il profilo comparatistico, le più recenti evoluzioni nei sistemi di Common Law e di Civil Law.
In questo quadro, uno specifico settore d'interesse sarà rappresentato dalla valutazione critica delle ragioni dell'attuale inefficienza della tutela risarcitoria nel diritto positivo italiano per prospettare una ridefinizione funzionale in chiave più marcatamente preventiva del fatto illecito attraverso una indagine di quei settori in cui il problema dell'efficienza si è posto nell'esperienza applicativa, sollecitando la giurisprudenza a elaborare soluzioni nuove e originali (tutela del diritto d'autore, tutela dei marchi e dei brevetti, ecc.).
L'indagine non si baserà esclusivamente su metodi dogmatici, ma farà ampio ricorso a ricerche empiriche e quantitative, utilizzando poi i metodi dell'analisi economica.
Un ulteriore ambito di analisi riguarderà l'inquadramento in tale contesto della figura del danno non patrimoniale alla luce delle ultime evoluzioni interpretative sia in relazione alle ipotesi di responsabilità extracontrattuale che a quelle di responsabilità contrattuale, con particolare riferimento alle ipotesi di lesione dei diritti della personalità ed ai c.d. nuovi danni come il danno esistenziale.
Al riguardo si valuterà la funzione della tutela risarcitoria relativamente alle concrete modalità attuative, ed ai rapporti tra risarcimento in forma specifica e risarcimento per equivalente, analizzando le scelte adottate dal legislatore in sede contrattuale ed extracontrattuale.
Si esaminerà poi la fenomenologia delle pene negoziali, da valutare sul piano assiologico e contenutistico, con particolare attenzione all'esame critico della eventuale funzione punitiva e/o deterrente che può essere attribuita ai fenomeni contrattuali espressamente previsti come ad esempio la clausola penale e le caparre confirmatoria e penitenziale.
Sotto un diverso aspetto, si propone l'analisi della eventuale funzione deterrente o afflittiva di rimedi posti a tutela del contratto, come in ordine alla controversa qualificazione in termini di rimedio sanzionatorio della risoluzione per inadempimento.
Attraverso l'individuazione del materiale nazionale ed internazionale e la partecipazione attiva a congressi sul tema, le unità di ricerca opereranno una compiuta analisi delle interpretazioni fornite dalla giurisprudenza e un esame sistematico dei contributi di dottrina, indagando il panorama normativo vigente e le prospettive europee. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Base di partenza scientifica per la ricerca sono la legislazione, la dottrina e la giurisprudenza in materia, sia nell'ambito del nostro ordinamento che a livello europeo, nonché una valutazione in chiave di analisi economica.Nell'esperienza giuridica italiana, si è generalmente assegnata alla responsabilità civile una funzione compensativa, limitata al ristoro della perdita che l'atto illecito ha cagionato al patrimonio o alla persona del danneggiato. È invece assai discusso se la responsabilità civile sia idonea a svolgere una funzione preventiva dell'illecito, o addirittura punitiva del danneggiante. Tornano perciò d'attualità le pene private. Più in generale, l'istituto della responsabilità civile, così stilizzato nel codice civile, sembra frantumarsi in una molteplicità di modelli, arricchendo così anche le proprie funzioni, stimolando inoltre il civilista a riesaminare criticamente il sistema dal punto di vista della sua efficienza.
La tesi deve essere in ogni caso discussa alla luce del diritto europeo della responsabilità civile che si sta formando. Basti pensare come, in alcuni settori particolari, il legislatore comunitario abbia previsto sanzioni peculiari non riconducibili entro i canoni tradizionali della tutela risarcitoria (ad es., la direttiva 2001/29/CE del Parlamento Europeo e del Consiglio, del 22 maggio 2001, sull'armonizzazione di taluni aspetti del diritto d'autore e dei diritti connessi nella società dell'informazione).
La teoria tradizionale della responsabilità civile, informata al concetto di giustizia correttiva, finalizza il rimedio al riequilibrio delle sorti patrimoniali modificate attraverso la perpetrazione dell'illecito. In una differente prospettiva, l'analisi economica del diritto è interessata agli incentivi per un comportamento efficiente. In particolare, l'efficienza si indirizza a disincentivare quegli atti che cagionano più danno che utile, in funzione preventiva, minimizzando il costo sociale degli illeciti.
Tale assunto porta ad una rimeditazione delle funzioni deterrenti e sanzionatorie della responsabilità civile, derivante da illecito o da contratto, sia in ambito patrimoniale che non patrimoniale.
Così, le concrete modalità liquidative del danno possono influire sulla funzione assunta dallo specifico risarcimento, nel senso di renderlo punitivo per il danneggiante, laddove commisurato al profillo illecitamente conseguito, ovvero compensativo, se commisurato all'entità del pregiudizio sofferto. Al riguardo si dimostra particolarmente istruttivo il raffronto con gli ordinamenti giuridici anglo-sassoni, e segnatamente quello degli Stati Uniti, che ammettono tradizionalmente i c.d. punitive damages.
In quest'ottica, inoltre, la ricerca indagherà i vari profili delle pene private, analizzando gli istituti di diritto interno che possono essere ricondotti a detto concetto supplendo a funzioni ad un tempo risarcitorie, inibitorie, e sanzionatorie, come ad esempio
provvedimenti inibitori a tutela degli interessi dei consumatori previsti dall'art. 3, comma 5-bis, della l. 30 luglio 1998, n. 281, i fenomeni negoziali con funzione di coazione e di sanzione, come la clausola penale e le caparre, nonché gli istituti della gestione degli affari altrui, del pagamento dell'indebito e della azione generale di arricchimento senza causa e la loro funzione sistematica.
L'analisi avrà inoltre ad oggetto le previsioni normative in chiave deterrente e punitiva degli ordinamenti di Civil law come ad esempio la disciplina francese dell'astreinte e della clause pénale, le misure di coercizione in termini di minaccia giudiziale di una pena pecuniaria priva di finalità risarcitoria, la disciplina della clausola penale, nonché il diritto delle restituzioni, con funzione integrativa e rafforzativa del rimedio risarcitorio dell'ordinamento tedesco e austriaco.
Particolare attenzione sarà inoltre data all'approfondimento dell'esecuzione forzata in forma specifica, come rimedio idoneo a sopperire all'accertata inefficienza della tutela risarcitoria nei confronti dell'inadempimento, ed alle ragioni dei ristretti limiti entro cui detto rimedio è applicabile nella legislazione vigente, come si evince dalla disciplina dettata dagli art. 2930 ss. c.c. <<<



