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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
ROMA; TESTACCIO-OSTIENSE; STORIA URBANA; ANALISI TERRITORIALE; TRASFORMAZIONI ECONOMICO-SOCIALI; EDILIZIA; RESTAURO; STORIA DELL'ARCHITETTURA; SECOLI XV-XX

Atlante storico di Roma tra età moderna e contemporanea. La zona Testaccio-Ostiense.

Università degli Studi Roma Tre
Abstract
La zona di Testaccio-Ostiense costituisce l'area di prevalente insediamento dell'università Roma Tre ed è oggi interessata da profondi processi di ristrutturazione e innovazione urbana, costituendo un osservatorio privilegiato per l'analisi della città. La conoscenza del passato rappresenta tuttavia un elemento imprescindibile per il buon governo della città contemporanea.
La ricerca ha un approccio dichiaratamente multidisciplinare e si avvarrà delle molteplici competenze presenti nelle due unità di ricerca nonché delle sinergie previste nell'ambito sia dell'Università - specialmente con il CROMA - sia delle collaborazioni attivate con archivi e biblioteche.
La realizzazione dell'Atlante storico della zona Testaccio si colloca in una prospettiva di studi su Roma tesa a valorizzare - anche con l'ausilio delle più aggiornate tecnologie informatiche - le fonti cartografiche nonché le relazioni tra fonti storiche (sia quantitative, sia descrittive, sia iconografiche) e informazioni geografiche. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Carlo Maria TRAVAGLINI Università degli Studi ROMA TRE
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di realizzare un Atlante storico relativamente ad una zona di Roma - l'area Testaccio-Ostiense - che ha giocato un ruolo particolarmente significativo nella fase di profonde trasformazioni economiche, sociali ed urbanistiche che hanno contraddistinto la crescita della citttà dopo il 1870.
L'analisi si svilupperà in una prospettiva di lungo periodo per cogliere a pieno la straordinaria portata di un processo di cambiamento che, nell'arco di alcuni decenni, avrebbe segnato il passaggio dell'area da una destinazione agricola a quella di una periferia urbana caratterizzata da insediamenti di edilizia popolare e da alcuni elementi di centralità urbana sul piano dei servizi di pubblica utilità, delle attività produttive e dei mezzi di comunicazione.
La scelta di pervenire alla redazione di un Atlante è maturata in relazione all'opportunità di radicare un approccio analitico multidisciplinare e di lungo periodo allo studio dei caratteri e delle trasformazioni del territorio, anche avvalendosi delle nuove tecnologie informatiche e delle possibilità di collegamento di banche dati elaborate sulla base dello spoglio di fonti storiche (specie fonti catastali, censimenti e rilevazioni statistiche comunali) con la cartografia storica georiferita e vettorializzata.
La pubblicazione del volume - che sarà corredato di un cd-rom - sarà preceduta ed accompagnata da
altre iniziative scientifiche, tra le quali si ricordano:
- Creazione di un seminario permanente, aperto anche a contributi esterni
- Indicizzazione di fonti e bibliografia ragionata
- Pubblicazione di working papers
- Convegno di discussione dei risultati della ricerca
- Creazione di un sito web per rendere accessibili le banche dati e le ricostruzioni cartografiche <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Da diversi anni il Laboratorio di analisi regionale del Dipartimento di Economia, in stretta sinergia con il CROMA (Centro di Ateneo per lo studio di Roma dell'Università Roma Tre) e in collaborazione con altre istituzioni, quali l'Archivio Storico Capitolino e l'Archivio di Stato di Roma, porta avanti ricerche sulle trasformazioni del territorio e del tessuto urbano in relazione all'evoluzione delle caratteristiche del sistema economico-sociale dell'area romana, specie tra età moderna e contemporanea. Lo sviluppo di questa linea di ricerca ha condotto alla produzione di una serie di contributi metodologici e di approfondimenti specifici nel volume I territori di Roma. Storie, popolazioni, geografie, a cura di R. Morelli, E. Sonnino, C.M. Travaglini (Roma, Università degli studi di Roma La Sapienza - Tor Vergata - Roma Tre, 2003), e alla definizione di un'ipotesi di lavoro per avviare la redazione di un "Atlante di Roma moderna e contemporanea" (C.M. Travaglini, Uomini e spazi, storie e rappresentazioni, in I territori di Roma, cit., pp. 23-32). L'idea di una ricostruzione ed interpretazione delle trasformazioni del territorio - anche in chiave ambientale - attraverso lo strumento "atlante" ha trovato una concreta verifica nel lavoro svolto con riferimento a due importanti comuni della fascia costiera meridionale della provincia di Roma: Anzio e Nettuno (Atlante storico-ambientale. Anzio e Nettuno, a cura di G. Caneva e C.M. Travaglini, Roma, De Luca Editori d'Arte, 2003).
La realizzazione di tale opera (510 pagine di grande formato, 726 illustrazioni), che ha naturalmente tenuto conto dei differenti contributi metodologici e modelli in tema di atlanti di città emersi nella letteratura nazionale ed internazionale, ha consentito - pur nella differenza di scala - di perfezionare l'ipotesi progettuale riguardante Roma, ipotesi che è stata peraltro discussa anche in incontri seminariali presso l'école française e in occasione del congresso dell'AISU svoltosi a Roma nel giugno del 2004 nell'ambito della sessione dedicata a "Un GIS per l'area romana dell'Ostiense".
La straordinaria complessità della realtà romana e l'opportunità di procedere per fasi successive hanno suggerito di orientare la ricerca su un particolare quadrante della città meritevole di specifico interesse quale la zona Testaccio-Ostiense. Si tratta di una zona che ha conosciuto negli ultimi anni significative trasformazioni, sollecitate dall'insediamento su vasta scala dell'Università Roma Tre e da alcune importanti novità tra le quali si segnalano il trasferimento dei Mercati Generali e la creazione di nuovi impianti di produzione culturale: l'apertura di una sezione dei Musei Capitolini alla Centrale Montemartini e del Teatro India, il restauro e il rilancio del Teatro Palladium. Peraltro si tratta di una vasta zona della città, a ridosso del centro storico, che costituisce un'area strategica per lo sviluppo di Roma nel prossimo decennio. Il cambiamento procede ad un ritmo apparentemente poco percettibile, ma in realtà straordinariamente incalzante: demolizioni, nuove edificazioni, restauri conservativi, ristrutturazioni profonde e, sovente, non rispettose di valori originali. Per questa zona, forse più che per qualsiasi altra parte di Roma, si può dire che il presente è già storia. Ed è una storia di cui è importante riannodare i fili di una trama complessa che vede la trasformazione di quest'area da zona agricola a zona di insediamenti industriali e di edilizia popolare, configurando il formarsi - nel quadro delle trasformazioni successive a Roma Capitale - della prima "periferia" urbana.
La definizione topografica "Testaccio-Ostiense" nasce da una riflessione su alcuni legami sostanziali - il rapporto con il fiume, la destinazione "industriale", la presenza di grandi infrastrutture di servizio, i vasti programmi di edilizia popolare - che in definitiva segnano indelebilmente ed accomunano in alcuni tratti originali le vicende di questo settore della città.
Vi è una tradizione di studi, generalmente frammentata e microanalitica, su Testaccio, l'Ostiense, la Garbatella. Certamente ognuna di queste parti della città ha la sua storia e, specie alcune di esse, dei tratti spiccatamente originali che ne fanno quasi degli ambiti territoriali con uno status inconfondibile, che identificano delle comunità ben definite. Un'identità che è il frutto sia di un particolare rapporto con il resto della città, fatto anche dalla condivisione di una marginalità o, perfino, come nel caso della Garbatella degli anni Trenta, di una separatezza fisica, sia di comuni esperienze - l'espulsione dal centro urbano in conseguenza di grandi opere di ristrutturazione urbanistica -, sia della pratica quotidiana di attività lavorative che avevano tra il Testaccio e l'Ostiense i loro poli di eccellenza.
Alcune polarità, nel loro vario interagire nel corso del tempo, hanno determinato le linee di sviluppo degli insediamenti in tutta l'area. Tra queste, un ruolo assolutamente fondamentale è stato svolto dal fiume e dai porti - prima da Ripa grande e, successivamente, dal nuovo porto fluviale di San Paolo - come vie di collegamento e di scambio. Il Tevere era poi importante anche come veicolo di smaltimento di tutte le lavorazioni inquinanti - il mattatoio, le fabbriche per la concia delle pelli e per la produzione di colla, la produzione del gas e dell'energia elettrica - che, non a caso, vennero posizionate a valle del centro abitato tra Testaccio e l'Ostiense. Non bisogna infine sottovalutare l'impatto strategico del sistema ferroviario, al di qua e al di là del Tevere, con la costruzione di grandi stazioni, ponti ferroviari, scali e nodi di interscambio che si sviluppano in stretta interdipendenza con il progressivo disseminarsi di attività produttive e di grandi infrastrutture di servizio per l'intera città, dai Mercati Generali ai Magazzini Generali.
L'area Testaccio-Ostiense tra fine Ottocento e prima metà del Novecento rappresenta il cuore della Roma produttiva ed un laboratorio straordinario dell'innovazione urbana. Il declino dell'area inizia con il secondo dopoguerra, ed è in larga misura la conseguenza dell'abbandono del fiume come via navigabile, della crescente importanza del trasporto su gomma, dell'espansione e intensificazione edilizia, del soffocamento logistico e riflette anche la scelta di nuove direttrici per lo sviluppo industriale della città.
La ricerca si situa pertanto nel quadro delle indagini svolte a proposito dell'archeologia industriale del quartiere Ostiense-Testaccio. Scopo di tali studi era quello di individuare grandi contenitori urbani da riabilitare a nuove funzioni, attraverso indagini dirette sulla consistenza materiale degli edifici e su nuove basi documentali inedie. La novità della ricerca allargata che si propone consiste nell'analizzare l'edilizia minore la quale si trasformerà a causa della sua vicinanza ai grandi cantieri che si realizzeranno: il riuso dei mercati generali e del mattatoio di Testaccio (quest'ultimo già in parte eseguito).
La presente ricerca si colloca in un filone di studi sulle aree industriali romane e sulle modificazioni della zona Testaccio-Ostiense che ha già prodotto dei primi risultati pubblicati in due fascicoli della rivista "Roma moderna e contemporanea" (Industria e città. I luoghi della produzione fra archeologia e recupero, a cura di M.L. Neri, A. Parisella e A.M. Racheli, 2000, fasc. 1-2; Il Quadrante Ostiense tra Otto e Novecento, 2004, fascc.1-2, a cura di P.Avarello, R. d'Errico, A.L. Palazzo, C.M. Travaglini) e nel catalogo della mostra fotografica: Un patrimonio urbano tra memoria e progetti. Roma. L'area Ostiense-Testaccio, Catalogo della mostra (Roma, Istituto Superiore Antincendi 26 giugno - 15 ottobre 2004), a cura di C.M. Travaglini, Città di Castello-Roma, Edimond-Università Roma Tre, 2004. <<<