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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di TRIESTE
SCIENZE GIURIDICHE
TRIESTE(TS) - Università degli Studi del SANNIO di BENEVENTO
STUDI GIURIDICI POLITICI E SOCIALI PERSONA MERCATO E ISTITUZIONI
BENEVENTO(BN) - Università degli Studi di PALERMO
DIRITTO PRIVATO GENERALE
PALERMO(PA) - Università degli Studi di TRENTO
SCIENZE GIURIDICHE
TRENTO(TN)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Il diritto privato europeo: dal mercato interno alla cittadinanza europea
- 2 - THE COMMON FRAME OF REFERENCE E CATEGORIE GIURIDICHE NELL'ARMONIZZAZIONE DEL DIRITTO EUROPEO
- 3 - I rapporti tra diritto amministrativo europeo e diritto amministrativo globale
- 4 - Per la storia del nuovo diritto europeo dei contratti. Principi e modelli negoziali nell'area mediterranea tra età moderna ed età contemporanea
- 5 - Diritto europeo dei contratti e Convenzione di Vienna
- 6 - I Fondamenti del Diritto Europeo e la Tradizione Romanistica, con particolare riguardo ad alcuni istituti del diritto pubblico e privato.
- 7 - Cittadinanza europea e diritti fondamentali nell'attuale fase del processo di integrazione
- 8 - Divenire europei. Attori, reti e processi nella costruzione dell'identità europea
- 9 - IL PROCESSO DI INTEGRAZIONE EUROPEA IN UNA FASE DI STALLO ISTITUZIONALE: MUTAMENTI NELLE SFERE DELLA RAPPRESENTANZA POLITICA, DEI PROCESSI DECISIONALI E DELLA CITTADINANZA SOCIALE
- 10 - Il Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Friuli Venezia Giulia
Bibliografia
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R. Zimmermann, S. Whittaker (eds.), Good Faith in European Contract Law, Cambridge Studies in European and Comparative Law, Cambridge, Cambridge University Press, 2000
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M. Bussani, U. Mattei, Alla ricerca del nucleo comune del diritto privato europeo, in Studi in onore di Pietro Rescigno, Milano, Giuffè, 1998, pp. 185–209
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M. Bussani, U. Mattei, Making European Law. Essays on the ‘Common Core’ Project, Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Trento, 2000
M. Bussani, Before and Beyond a European Civil Code, in G. Barrett & L. Bernardeau (curr.), Towards a European Civil Code. Reflections on the Codification of Civil Law in Europe, E.R.A. Europäische Rechtsakademie, Trier, 2002, p. 109 ss.
M. Bussani, Le Présent et l’avenir des sûretés réelles, in Rapports nationaux italiens au XVIème Congrès International de Droit Comparé. Brisbane 2002/Italian National Reports to the XVIth International Congress of Comparativ Law. Brisbane. 2002, Giuffrè, Milano, 2002, p. 245 ss.
M. Bussani, In Search of a European Private Law, in J. Sinde Monteiro (cur.), Um Código Civil para a Europa/A Civil Code for Europe/Un Code Civil pour l’Europe, Coimbra Editora, Coimbra, 2002, p. 79 ss.
M. Bussani, U. Mattei (eds.), The Common Core of European Private Law. Essays on the Project, Kluwer Law International, The Hague, London, New York, 2002
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A. Simoni, Modernizzazione giuridica e cooperazione allo sviluppo: appunti per una riflessione critica sui programmi internazionali di “assistenza legislativa”, CUSL, Firenze, 2003, pp. 125 ss.
A. Simoni, Una macchina risarcitoria: regole, attori, problemi nel “modello svedese” di riparazione del danno alla persona, vol. 5, pp. XXII-270, Torino
G. Ajani, Fonti e modelli nel diritto dell’Europa orientale, Trento, 1993
G. Ajani, Diritto dell’Europa Orientale, Torino, 1996
G. Ajani, Il modello post–socialista, 2a ed., Torino, 1999
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Parole Chiave
DIRITTO COMPARATO; ALLARGAMENTO DELL'UNIONE EUROPEA; DIRITTO DEI PAESI DELL'EST E DEL MEDITERRANEO; DIRITTO PRIVATO EUROPEO; NUCLEO COMUNE; CIRCOLAZIONE DEI MODELLI GIURIDICI; 'QUADRO COMUNE DI RIFERIMENTO'; SUSSIDIARIETA' PROPORZIONALITA' E SOSTENIBILITA'; PRINCIPIO D'EGUAGLIANZAIL NUCLEO COMUNE DEL DIRITTO PRIVATO NELL'EUROPA 'ALLARGATA'
Università degli Studi di TriesteAbstract
Il programma di ricerca si snoda lungo tre principali filoni di indagine.Innanzitutto, ed in linea di continuità con l'esperienza pluriennale del progetto "The Common Core of The European Private Law", oggetto di finanziamento comunitario High–level Scientific Conferences HPCF–CT–1999–00211 per l'organizzazione del convegno generale di Trento, il programma di ricerca intende utilizzare le tecniche comparatistiche ivi consolidate (approccio fattuale, dissociazione dei formanti, analisi economico–giuridica dei dati) per completare la mappatura del diritto privato europeo, con specifico riferimento, oltre che ai tradizionali Paesi membri dell'Unione europea, a quei Paesi c.d. ex-socialisti, e a "sostrato" giuridico romanista (Sacco), che da poco hanno aderito all'Unione, nonchè a quei Paesi dell'Est e del Mediterraneo per i quali l'allargamento UE è ancora in fase di preparazione. Si tratta di Paesi per i quali l'attività di raccolta di dati, in particolare l'individuazione delle formule e delle regole del diritto privato patrimoniale, è sino ad oggi rimasta priva di uno studio su larga scala compiuto secondo le tecniche e le metodologie comparatistiche più avanzate.
In secondo luogo, il programma mira ad attribuire una dimensione funzionale ai risultati conseguiti sino ad ora dalla ricerca. Ciò significa che l'utilizzo della tecnologia comparatistica non si limiterà, d'ora in avanti, a fornire il metodo per una mappatura affidabile del diritto privato europeo, ma sarà chiamata ad individuare i possibili significati operativi che i dati (che sono stati e che saranno) raccolti presentano nella prospettiva di edificazione del diritto privato europeo. In altri termini, lo strumentario metodologico proprio del progetto in questione sarà volto ad analizzare, da un lato, le possibili modalità di maturazione e di espansione del diritto privato europeo e, dall'altro, le rotte perseguite e perseguibili dalla circolazione dei suoi modelli.
In terzo luogo, l'oggetto dell'indagine si estenderà ai risvolti, lato sensu culturali, che il completamento del progetto Common Core necessariamente porta con sé. Il riferimento corre al contributo che il progetto medesimo può e deve offrire nella formazione di quel "ceto" di giuristi europei che sino ad oggi può dirsi mancante. Un contributo alla formazione di giuristi che dovrebbero dirsi europei perché consapevoli, non solo dell'esistenza di nozioni e categorie diverse da sistema a sistema, ma anche e soprattutto del radicamento di quelle nozioni e di quelle categorie in una tradizione storico–culturale comune e condivisa, che solo nel corso degli ultimi due secoli ha potuto essere offuscata dal municipalismo dei codici e delle legislazioni nazionali. D'altra parte, è sotto gli occhi di tutti il fatto che la dottrina europea è destinata ad assumere un ruolo cruciale nel garantire il successo comunicativo, prima ancora che operativo, di qualsiasi processo di integrazione giuridica in ambito europeo – non a caso è il formante dottrinale a supportare l'edificazione di un diritto comune sotto le vesti variabili di un codice "classico", di un codice "modello" o di una "consolidazione". In questo senso, e a supporto della prosecuzione degli studii scientifici sul diritto privato europeo si è espressa pure la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio del 12/02/2003, "Maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo. Un piano d'azione" (COM(2003) 68 def., pt. 54, 66-68, nonché, da ultimo, per la preparazione di un Quadro Comune di Riferimento come strumento giuridico non vincolante, la Comunicazione della Commissione "Diritto contrattuale europeo e revisione dell'acquis: prospettive per il futuro", COM(2004)651 def., pt. 3.1).
I risultati della ricerca sono pubblicati dalla Cambridge University Press in una serie autonoma denominata "The Trento Common Core Project of European Private Law" co-edita da Bussani, nonché da Kluwer, Stämpfli, Carolina Academic Press e Bruylant. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mauro BUSSANI Università degli Studi di TRIESTEObiettivo del Programma di Ricerca
Il programma si pone come necessaria continuazione della pluriennale esperienza di ricerca del progetto "The Common Core of The European Private Law".Attraverso la collaborazione con altre facoltà di comprovata tradizione comparatistica e avvalendosi del contributo di quasi duecento studiosi, italiani e stranieri, il progetto mira alla definizione delle regole e dei principii che compongono il nucleo comune a tutti i sistemi giuridici europei, mediante uno studio analitico delle principali aree del diritto privato patrimoniale (convenzionalmente suddistinte sotto le generali categorie di Contract – Tort – Property). Il progetto è volto altresì alla valutazione – in termini di analisi economica comparata – dell'impatto dell'integrazione europea sui varii diritti nazionali.
Più in particolare, gli obiettivi del programma di ricerca possono essere presentati nel modo che segue.
A) La ricerca è diretta in primo luogo a proseguire e completare la raccolta dei dati che compongono il nucleo comune del diritto privato europeo. Specifica attenzione, in questa fase, sarà dedicata all'applicazione della metodologia che verte sull'approccio fattuale e sulla dissociazione dei formanti soprattutto alle esperienze dei Paesi di nuova adesione all'Unione Europea, sia dell'Est che del Mediterraneo. Si tratta di sistemi, questi ultimi, per i quali la dottrina comparatistica non ha ancora intrapreso, con metodo coerente e su larga scala, l'opera di individuazione delle formule e delle regole ivi correnti e dalle quali trarre soluzioni compatibili con il nucleo comune del diritto privato europeo.
B) In secondo luogo, obiettivo del programma è quello di proseguire la valutazione dell'impatto dei dati raccolti sul processo di edificazione del diritto privato europeo, che si pone oggi con problemi peculiari e nuovi proprio nella specifica prospettiva di un'Europa allargata.
In particolare, lo scopo è quello di collocare la messe di dati che il programma ha posto e pone a disposizione del dibattito in un'ottica esplicativa e funzionale.
Da un lato, si tratterà di individuare (a) i percorsi possibili in vista di un'uniformazione sistematica dell'attuale aggregato di norme che va sotto il nome di diritto privato europeo, nonchè (b) la capacità di quei percorsi e di quel diritto di rendersi compatibili con le esperienze dei Paesi di nuova e di prossima adesione all'UE (soprattutto unità operativa di Trieste). Il progetto intende poi (c) fornire uno specifico approfondimento di questi temi per il settore del diritto dei contratti, in linea con le esigenze espresse dal piano d'azione della Commissione europea del 12 febbraio 2003, COM(2003) 68 def. intitolato "Maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo" e dalla la Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio intitolata "Diritto contrattuale europeo e revisione dell'acquis: prospettive per il futuro", COM(2004)651 def. (unità operativa di Trento).
Dall'altro lato, (d) la ricerca si avvarrà di strumenti metodologici in grado di controllare analiticamente la funzionalità dei processi di creazione futura e di regolazione attuale del diritto privato europeo. Strumenti da individuarsi, oltre che nell'analisi comparatistica e nell'utilizzo dell'analisi economica comparata, nel controllo analitico sull'operatività, nel diritto privato europeo, dei principii di sussidiarietà, proporzionalità e sostenibilità (unità operativa di Benevento) e del principio di uguaglianza (Unità operativa di Palermo).
Il programma mira così a dare veste funzionale al lavoro sino ad oggi condotto, utilizzando il bagaglio di conoscenze e tecniche fin qui elaborate al fine di garantire consapevolezza ed omogeneità allo sviluppo del diritto privato europeo. Uno dei risultati cui si tende è quello di arricchire il patrimonio culturale dei giuristi, comparatisti e no, dei vari sistemi, in vista del potenziamento dello strumentario a disposizione di quel ceto dottrinale europeo che è, e sempre più sarà, chiamato a supportare gli Stati membri e le Istituzioni comunitarie in un processo di integrazione europea che abbracci anche i Paesi di recente e di prossima adesione. Difatti, l'uniformazione imposta dall'"alto", pur nella varietà di possibili formulazioni – sia in termini di codificazione vera e propria, di adozione di un codice "modello" o pure di un "restatement" o semplicemente di recepimento dell' acquis communautaire, sia nei termini della creazione di un quadro concettuale e terminologico comune di riferimento – implica comunque la produzione di regole e concetti nuovi per tutti o almeno per parte degli attori nei sistemi giuridici interessati. L'applicazione di tali regole e nozioni richiede una classe di interpreti – giudici, pratici, dottrinarii – che abbia dimestichezza con la ratio delle prime e col significato dei secondi. L'inevitabile mancanza di tale conoscenza nel breve periodo, così come – anche a lunga scadenza – la forza di tradizioni fortemente radicate rispetto ai diversi concetti, alle differenti nozioni, e alle loro interrelazioni, potrebbe condurre qualsiasi (tentativo di) integrazione giuridica ad un punto morto. Perciò, anche per quanto riguarda un'eventuale uniformazione, la vera questione in gioco risulta essere lo sviluppo di una cultura giuridica comune. Uno sforzo il cui unico strumento sembra consistere, come abbiamo osservato, nella fondazione di una formazione metodologica condivisa, centrata sulla conoscenza di ciò che è comune e di ciò che è diverso nella realtà operativa dei singoli sistemi europei.
C) Come questi sviluppi si prestino ad avere un impatto notevole sul tradizionale sistema delle fonti del diritto europeo è evidente. Lo studio di tale impatto non potrà sfuggire all'orizzonte della ricerca, in particolare sotto il profilo della legittimazione istituzionale e politica del ceto dei giuristi. Si tratterà allora di chiarire il quadro normativo (e, più ampiamente, di politica del diritto) all'interno del quale l'assenza della dottrina dal sistema ufficiale delle fonti si oppone alla ben nota tendenza della medesima ad assumere il ruolo di formante–guida del processo di integrazione del diritto privato europeo. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il programma si basa su una consolidata attività di ricerca di durata pluriennale, che fa capo al progetto, in corso dal 1993, intitolato "The Common Core of European Private Law" ("Il Nucleo Comune del Diritto Privato Europeo"), giunto ormai al suo undicesimo incontro generale presso l'Università di Trento (9-11 giugno 2005). Come è noto esso raggruppa quasi duecento studiosi provenienti, oltre che da tutti gli Stati dell'UE, dai Paesi dell'Est europeo, del Mediterraneo e del Nord America e ha goduto di un finanziamento comunitario High–level Scientific Conferences HPCF–CT–1999–00211 relativo all'organizzazione del convegno generale di Trento.Attraverso l'uso della tecnica del factual approach (approccio fattuale), sviluppata da R. Schlesinger fra gli anni '50 e '60 nello studio del "common core" nella formazione dei contratti, e quella della dissociazione dei formanti, elaborata da R. Sacco, è stato possibile arrivare a delle analisi comparative che si sono rivelate realmente in grado di individuare il nucleo comune del diritto privato europeo. Queste analisi consentono di misurare il grado di convergenza (o di divergenza) fra i diversi sistemi giuridici, superando le false differenze o affinità che derivano da semplici descrizioni formali, impostate sulla auto–percezione interna del proprio sistema di ciascuno studioso. A questo scopo vengono continuamente elaborati questionarii relativi a problemi specifici nell'ambito delle principali aree del diritto dei rapporti patrimoniali, individuate convenzionalmente come Tort – Contract – Property (ad es: danni puramente economici, buona fede nel diritto dei contratti; garanzie e proprietà mobiliare; ecc.). Detti questionarii sono poi fatti circolare fra i partecipanti al progetto, che quindi redigono un rapporto di risposta relativo al proprio sistema giuridico evidenziando il dato legislativo, quello giurisprudenziale, quello dottrinario ed ogni altro dato capace di influire sulle singole soluzioni.
La sofisticata raccolta di dati così ottenuta, che di per sé costituisce un notevole progresso – metodologico e contenutistico – rispetto alle metodologie normalmente in uso, costituisce un passaggio essenziale del progetto di ricerca, ma non ne esaurisce né lo scopo né l'oggetto.
Infatti, le unità operative iniziano ora una seconda fase volta ad elaborare congiuntamente i dati raccolti secondo le seguenti direzioni:
a) la valutazione – in chiave di efficienza economica comparata – delle soluzioni dei varii paesi membri e dell'impatto dell'integrazione giuridica europea sui varii diritti nazionali;
b) il reperimento – attraverso il costante utilizzo delle tecniche proprie all'approccio fattuale e alla dissociazione dei formanti – dei dati necessarii all'individuazione delle soluzioni offerte dai sistemi di nuova e di prossima adesione all'UE;
b1) nella prospettiva dell'allargamento dell'Unione, i dati così raccolti sub b) dovranno servire da base per la valutazione della compatibilità delle soluzioni comuni ai sistemi UE rispetto a quelle proprie delle esperienze giuridiche dei Paesi di nuova adesione;
c) la valutazione dei riflessi, sulla tradizionale teoria delle fonti del diritto, dei dati acquisiti con la ricerca "Common Core"; dati che rivelano l'esistenza di principii comuni con vocazione espansiva, idonei a colmare le lacune del diritto privato europeo esistente;
d) la considerazione del ruolo della dottrina nel processo di edificazione di un diritto privato europeo che sia omogeneo e coeso, anche al fine di garantire il successo del più generale processo di integrazione europea. In questo senso, il progetto di ricerca mira ad offrire un contributo essenziale alla formazione di un ceto di giuristi europei il più ampio e competente possibile, costituito da studiosi in grado di dialogare tra loro – per la soluzione di problemi comuni – sulla base di dati, concetti, metodi di analisi giuridica il più possibile comuni.
E' evidente che lo sforzo italiano per contribuire al completamento di questa ricerca a livello europeo può proseguire e risultare determinante solo se adeguatamente finanziato.
I risultati sinora acquisiti sono pubblicati da (ed in corso di pubblicazione presso) la Cambridge University Press, con la quale il nostro gruppo di ricerca ha firmato un accordo – seguìto ad un accurato referaggio internazionale ed anonimo – che ha accertato l'originalità del progetto di ricerca.
La prestigiosa casa editrice de qua sta dunque pubblicando i volumi contenenti i risultati della ricerca in una serie autonoma denominata "The Trento Common Core Project of European Private Law" e diretta dai Proff. Mauro Bussani e Ugo Mattei.
Una apposita serie intitolata "The Common Core of European Private Law" è ora pubblicata anche da Stämpfli, Carolina Academic Press e Bruylant.
Attualmente si segnala l'uscita dei seguenti volumi del progetto: R. Zimmermann, S. Whittaker, Good Faith in European Contract Law, Cambridge University Press, Cambridge, 2000; J. Gordley (ed.), The Enforceability of Promises in European Contract Law, Cambridge University Press, 2001; M. Bussani & V.V. Palmer (eds.), Pure Economic Loss in Europe, Cambridge University Press, 2003; E.-M. Kieninger (ed.), Security Rights in Movable Property in European Private Law, Cambridge University Press, 2004; F. Werro, V.V. Palmer, The Boundaries of Strict Liability in European Tort Law, Carolina Academic Press, Stämpfli e Bruylant, 2004; R. Sefton-Green (ed.), Mistake, Fraud and Duties to Inform in European Contract Law, Cambridge University Press, 2005.
In corso di pubblicazione sono, ad oggi: M. Graziadei, U. Mattei, L. Smith (eds.), Commercial Trusts in European Private Law, Cambridge University Press, 2005; B. Pozzo (ed.), Property on the Environment, Carolina Academic Press, Stämpfli e Bruylant, 2005.
In corso di avanzata elaborazione sono: G. Brüggemeier, A. Colombi Ciacchi (eds.), Personality Rights in European Tort Law; S. Banakas, P. Brun, G. Comandè, G. Viney (eds.), Personal Injury Compensation; C. Godt, G. van Overwalle, D. Beyleveld (eds.), Boundaries to Information Property; M. Hinteregger (eds.), Environmental Liability and Ecological Damage; A. Heinemann, T. Möllers (eds.), Private Remedies in Competition Law; C. van der Merwe, R. Caterina, A. Verbeke (eds.), Real Rights Limited in Time; C. van der Merwe, R. Caterina, F. Fiorentini (eds.), Mortgages/Hypothecs.
Si segnala altresì l'uscita di M. Bussani, U. Mattei, Making European Law. Essays on the Common Core Project, Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Trento, 2000, che raccoglie i saggi in cui eminenti comparatisti di tutto il mondo – R. Sacco (Torino), U. Drobnig (Hamburg), M.A. Eisenberg (Berkeley), J.R. Gordley (Berkeley), A. Hartkamp (Amsterdam), E. Hondius (Utrecht), C. Joerges (Florence), H. Koetz (Hamburg), M. Shapiro (Berkeley) – hanno inteso analizzare e celebrare il progetto; U. Mattei e A. Pradi (eds.), Rudolf B. Schlesinger: Memories, Quaderni del dipartimento di Scienze Giuridiche, Trento, 2000; M. Bussani & U. Mattei (eds.), The Common Core of European Contract Law. Essays on the Project, Kluwer Law International, The Hague, London, New York, 2002 (repr. 2003), nuova edizione in corso di stampa 2005; M. Bussani & F. Fiorentini, I contratti di finanziamento e le garanzie del credito nella prospettiva europea/Financial Contracts and Secured Transactions in the European Perspective, Quaderni del Dipartimento di Scienze Giuridiche, Trieste, 2003.
L'indagine sul nucleo comune del diritto privato europeo è risultata un'esperienza–pilota anche a livello internazionale. Nel corso degli anni di vita del progetto diverse Università straniere hanno organizzato seminarii espressamente dedicati al Common Core: ad esempio l'Università di Tulane (USA) per iniziativa del Prof. Palmer; l'Università di Ratisbona (Germania) per iniziativa del Prof. Zimmermann; l'Università di Friburgo (Svizzera), per iniziativa del Prof. Werro; l'Università di Budapest, per iniziativa del Prof. Harmaty; l'Università di Parigi I, per iniziativa del Prof. Ghestin.
La ricerca sul nucleo comune si colloca ora stabilmente in una rete sponsorizzata dalla Comunità Europea, il TMR (Transeuropean Mobility and Research) network on The Common Principles of the European Private Law (I principi generali comuni nel diritto privato europeo), diretto dal Prof. Schulze dell'Università di Muenster. La rete collega attualmente anche le Università di Oxford, Nijmegen, Lione, Barcellona e Torino.
E' appena il caso di ricordare poi che l'importanza del progetto è testimoniata dalla presenza attiva del coordinatore nazionale di questo progetto, Prof. Mauro Bussani, all'interno del gruppo internazionale di esperti (diretto dai Professori C. von Bar e U. Drobnig) cui la Commissione europea ha commissionato uno "Studio concernente i diritti reali ed il diritto della responsabilità civile extracontrattuale in rapporto al diritto dei contratti" (SANCO/2002/B5/010).
Ancora, vale la pena di ricordare il numero di autorevoli studiosi stranieri che alla ricerca hanno espressamente ed in altre sedi dedicato saggi e riflessioni (v., ad esempio, i contributi di O. Lando, U. Drobnig e H. Koetz in Hastings International and Comparative Law Review vol. 21/4 (1998); E. Hondius, in 33 Nederlands Juristenblad, 1999, pp. 1607 ss.; il compte–rendu di X. Blanc–Jouvan in Revue internationale de droit comparé, 2000). Saggi e interventi, questi, volti tutti a segnalare la comunanza di prospettive con altre prestigiose iniziative a livello internazionale (la Commissione Lando sui Principi del diritto europeo dei contratti; il progetto dell'Università di Maastricht per l'elaborazione di una serie di manuali sul diritto comune europeo; il gruppo di lavoro presieduto dal Prof. Gandolfi sul Codice Civile Europeo; i Principi Unidroit sui contratti internazionali, che, sebbene abbiano un ambito di applicazione geografica più vasto, sono comunque di particolare interesse in ambito europeo), ma anche la assoluta originalità e l'importanza del nostro progetto "Common Core".
Il riconoscimento internazionale del progetto sul nucleo comune (v. altresì Newsletter European Private Law, vol. 1, nr. 2, September 1997, pp. 9–10; E. Hondius, The Common Core of European Private Law, Trento, 15-17 July 1999, in 8 Eur. Rev. of Private Law, 1, 2000, pp. 249 ss.; F. Fiorentini & M. Zimmermann, The Common Core of European Private Law, in 4 Newsletter European Private Law, Nr. 1, October 2001, pp. 5 ss.; N. Kasierer, The Common Core of European Private Law in Boxes and Bundles, in 10 Eur. Rev. Of Pr. Law, 3, 2002, pp. 417 ss.; F. Fiorentini, A Report on 2001 and 2002, "The Common Core of European Private Law" Meetings, in ZEuP, 2, 2003, 404 ss.) ed il crescente interesse sull'applicazione della nuova metodologia elaborata, testimoniano la novità e la rilevanza dei dati sin ora acquisiti dalla ricerca e sono un chiaro indice dell'attenzione internazionale rivolta alle valutazioni conclusive che risulteranno dal completamento del secondo stadio della stessa.
Data la dimensione transnazionale del progetto ed il coinvolgimento di un elevato numero di studiosi, il nostro gruppo di ricerca si avvale anche delle moderne tecnologie informatiche per garantire un'ampia diffusione dei propri lavori e risultati. In particolare, lo staff del Presidio Informatico della Facoltà di Giurisprudenza di Trento, sede del tradizionale convengo annuale di luglio, ha predisposto un'apposita pagina web dedicata al Common Core (http://www.jus.unitn.it/dsg/common–core/home.html), in cui è possibile trovare i programmi degli incontri passati e, via via, di quelli nuovi, i nominativi dei partecipanti al progetto, materiali ed informazioni di vario genere. Inoltre, gli interventi nell'ambito delle sessioni plenarie del meeting di Trento sono disponibili in rete in formato audiovisivo (Realplayer), così da rendere possibile la fruizione dei lavori ad un pubblico quanto più possibile ampio. <<<



