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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
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Classificazione geografica
Bibliografia
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Per riferimenti bibliografici più dettagliati si vedano i punti 2.4 delle singole unità di ricerca
Parole Chiave
COOPERAZIONE GIUDIZIARIA IN MATERIA CIVILE E COMMERCIALE; COOPERAZIONE GIUDIZIARIA IN MATERIA PENALE; SPAZIO GIUDIZIARIO EUROPEO; CRITERI DI GIURISDIZIONE E COMPETENZE ESCLUSIVE; LITISPENDENZA; RECIPROCO RICONOSCIMENTO ED ESECUZIONE DELLE DECISIONI; CONFLITTI DI LEGGE; PROCESSO PENALE; PROPRIETÀ INTELLETTUALE

Cooperazione giudiziaria civile e penale nel diritto dell'Unione europea. Esperienze a confronto, risultati e prospettive

Università degli Studi di Genova
Abstract
L'instaurazione di forme efficaci di cooperazione giudiziaria in materia civile e penale all'interno dell'Unione europea è presupposto essenziale per la conservazione e lo sviluppo dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia,in cui sia garantita, in particolare,la libera circolazione delle persone.
Alla luce del continuo sviluppo del processo di integrazione europea,la ricerca si propone di analizzare criticamente,con riguardo in primis al settore civile, sotto il profilo della loro applicazione e in particolare con riferimento alla circolazione delle decisioni,gli strumenti normativi esistenti,sia quelli più "tradizionali" inerenti la competenza giurisdizionale e il riconoscimento delle decisioni in materia civile e commerciale (di cui alla convenzione di Bruxelles del 1968 e al reg. n.44/2001),sia quelli più recenti (v. il reg. n.1346/2000 sulle procedure di insolvenza;il reg. n. 1348/2000 sulla notificazione e comunicazione negli Stati membri degli atti giudiziari ed extragiudiziali in materia civile e commerciale;il reg. n.1347/2000 sulla competenza,il riconoscimento e l'esecuzione delle decisioni in materia matrimoniale e in materia di potestà dei genitori sui figli di entrambi i coniugi,abrogato dal reg. n.2201/2003;il reg. n.1206/2001 sulla cooperazione fra le autorità giudiziarie degli Stati membri nell'assunzione delle prove in materia civile o commerciale;il reg. n.805/2004 che istituisce il titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati).
Per quanto attiene al campo penale,la ricerca ha lo scopo di esaminare alcune forme "nuove" di cooperazione giudiziaria tra gli Stati dell'Unione,quali le squadre investigative comuni,quelle previste dalla convenzione di assistenza giudiziaria del 2000,nonché la rete giudiziaria europea o l'Eurojust che,di recente sperimentati,offrono un significativo apporto allo svolgimento del processo penale,consentendo una più rapida circolazione di informazioni e documenti. Particolare attenzione sarà quindi dedicata alla disciplina inerente il mandato d'arresto europeo (sostitutivo,nei rapporti tra Stati membri,dell'estradizione),con interesse alle problematiche ad esso correlate soprattutto quanto alla garanzie procedurali che il suo funzionamento può fornire e al suo recepimento nel diritto nazionale.
La ricerca si propone poi di verificare,quanto alla cooperazione giudiziaria civile,lo stato di avanzamento della proposta di regolamento cd. "Roma II" in materia di legge applicabile alle obbligazioni non contrattuali (evidenziandone eventuali criticità e proponendo,se del caso,soluzioni innovative) e l'esistenza di proposte di regolamentazione relative a settori "nuovi" (v.,ad es.,la trasformazione in strumento comunitario della Convenzione di Roma sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali). Essa indagherà quindi sull'interazione tra gli strumenti normativi in vigore inerenti la cooperazione giudiziaria e la disciplina comunitaria relativa al particolare settore dei diritti di proprietà intellettuale,al fine precipuo di verificare se la peculiarità di tale settore richiede un regime differenziato rispetto a quello del reg. n.44/2001. Quanto alla cooperazione giudiziaria penale,ci si intratterrà su profili quali la possibile operatività di meccanismi obbligatori di risoluzione e/o prevenzione dei conflitti di giurisdizione tra Stati membri,le possibili evoluzioni delle prospettive legate alla figura del c.d. pubblico ministero europeo,l'impatto delle misure di tale cooperazione nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale e l'ampliamento della sfera di applicabilità del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni. La ricerca si prefigge infine lo scopo di confrontare le esperienze sviluppatesi in ambito civile e penale,con riferimento sia agli strumenti vigenti,sia a quelli in corso di elaborazione (in particolare cercando di evidenziare se le innovazioni introdotte in campo penale ricalcano le o si discostano dalle scelte operate nel settore civile). <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Sergio Maria CARBONE Università degli Studi di GENOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo della presente ricerca è, come si desume dal suo stesso titolo, lo studio delle forme attualmente esistenti e degli strumenti in corso di elaborazione inerenti la cooperazione giudiziaria in seno all'Unione europea tanto in materia civile, quanto in materia penale, con raffronto delle esperienze, dei risultati e delle prospettive di evoluzione dei settori in questione.
In virtù di una ripartizione delle competenze, e nell'ambito dell'autonomia scientifica che caratterizza le singole Unità (anche in base alla plurisettorialità propria della ricerca), lo scopo perseguito dalle Unità locali facenti capo all'Università degli Studi di Torino e all'Università Statale di Milano è quello di esaminare lo stadio attuale di evoluzione della cooperazione giudiziaria rispettivamente in materia penale e civile, mettendo in luce le più rilevanti e discusse problematiche applicative correlate al funzionamento degli strumenti normativi, più o meno recenti, elaborati dalle istituzioni comunitarie nell'ambito del terzo e del primo pilastro dell'Unione europea. Le Unità facenti capo all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano e all'Università degli Studi di Genova si occuperanno, invece, precipuamente, di analizzare alcune proposte normative in itinere, presentate tanto in ambito civile quanto in ambito penale, al fine di evidenziare le possibili e/o auspicabili soluzioni relative ai differenti meccanismi di cooperazione giudiziaria attualmente al vaglio del legislatore comunitario.
Più specificamente, quanto all'obiettivo perseguito dall'Unità di ricerca facente capo all'Università di Torino esso è duplice. Si tratterà, infatti, sia di studiare le difficoltà pratiche correlate al recepimento nel diritto interno degli strumenti normativi elaborati nel terzo pilastro dell'Unione (che come noto, diversamente dai regolamenti comunitari, non godono di diretta applicabilità negli ordinamenti degli Stati membri), sia di analizzare i risvolti applicativi connessi al loro funzionamento. In tale seconda prospettiva, nella più ampia cornice del tema relativo alle problematiche che la cooperazione giudiziaria penale solleva in termini di tutela dei diritti fondamentali dell'individuo, particolare attenzione sarà dedicata alle garanzie procedurali fornite (soprattutto) dalla messa in opera del mandato d'arresto europeo che sostituisce, nei rapporti tra gli Stati membri dell'Unione, il più classico meccanismo estradizionale.
Lo scopo perseguito dall'Università Statale di Milano sarà, invece, quello di approfondire lo studio dei regolamenti comunitari in tema di cooperazione giudiziaria civile e commerciale, con precipuo riferimento al reg. n. 44/2001 e alle criticità e ai profili problematici legati alla libera circolazione delle decisioni adottate dalle autorità nazionali negli Stati membri dell'Unione. Si tratterà infatti di verificare, in particolare, l'esistenza di (e di determinare con la maggior esattezza possibile i) limiti alla circolazione delle decisioni gurisprudenziali nello spazio giudiziario europeo, alla luce delle frequenti difficoltà di "traduzione" degli effetti delle decisioni straniere nella "lingua" processuale dello Stato "richiesto", dovute, soprattutto, alle diverse tipologia e natura, secondo le legislazioni dei vari ordinamenti degli Stati membri, delle decisioni che dovrebbero essere oggetto di riconoscimento ed esecuzione (ma che spesso non trovano un corrispondente nel sistema normativo dello Stato, appunto, "richiesto").
Lo scopo quindi dell'Unità facente capo all'Università Cattolica del Sacro Cuore sarà quello di analizzare dettagliatamente le questioni attinenti, sotto il profilo della cooperazione giudiziaria, alla protezione dei diritti di proprietà intellettuale, esaminando se ed in quale misura la normativa comunitaria in vigore relativa alla cooperazione giudiziaria (ed in particolare il reg. n. 44/2001) ha effetto in materia di proprietà intellettuale ed indagando quindi sull'interazione tra tale normativa e la disciplina dei diritti di proprietà intellettuale, al fine precipuo di valutare se la peculiarità del settore analizzato rende o meno opportuna l'adozione di uno strumento ad hoc relativo alla cooperazione giudiziaria in tale materia. La ricerca sarà poi parzialmente dedicata allo studio dell'impatto che alcune recenti misure di cooperazione giudiziaria penale (si pensi, ad es., alla decisione quadro sull'esecuzione nell'Unione europea dei provvedimenti di blocco dei beni o di sequestro probatorio e a quella sull'applicazione del principio del reciproco riconoscimento alle sanzioni pecuniarie) potrebbero avere nella tutela dei diritti di proprietà intellettuale.
Obiettivo, infine, della ricerca facente capo all'Unità operativa dell'Università di Genova sarà di valutare l'opportunità e l'adeguatezza dei contenuti dei "nuovi" strumenti in via di predisposizione sia nel settore civile, sia in quello penale. Con riferimento al primo comparto, ci si concentrerà, in particolare, sulla proposta di regolamento in materia di legge applicabile alle obbligazioni non contrattuali, ma non si mancherà di prendere in esame altre iniziative di grande attualità, quali, ad esempio, quelle di cui ai Libri verdi dedicati ad un procedimento d'ingiunzione di pagamento europeo o all'elaborazione di uno strumento normativo inerente la legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. Di tali proposte di disciplina si fornirà un inquadramento critico che terrà conto, da un lato, dell'opportunità dell'iniziativa legislativa intrapresa anche alla luce degli scopi perseguiti e, dall'altro lato, del merito e del contenuto dei diversi provvedimenti o documenti presi in esame. Con riferimento al settore della cooperazione giudiziaria penale, l'obiettivo perseguito sarà quello di verificare la progressiva estensione dell'applicabilità del principio del reciproco riconoscimento delle decisioni in uno spazio giudiziario sempre più integrato, insieme con la riduzione dei poteri di controllo dello Stato di esecuzione sulla decisione straniera e dei motivi di non riconoscimento/esecuzione della stessa. La verifica concernerà anche la possibile operatività di regole risolutive e/o preventive dei conflitti di giurisdizione tra Stati membri e, dunque, di meccanismi idonei a individuare, per ogni fattispecie che presenta elementi di transnazionalità, un unico giudice competente in tutto lo spazio giudiziario europeo penale.
Per ulteriori e più specifiche indicazioni relative agli obiettivi perseguiti dalle tre Unità di ricerca si rimanda ai punti 2.5 dei progetti delle diverse Unità. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La base di partenza scientifica della ricerca in oggetto si fonda:
a) sulle scelte operate dal legislatore comunitario (talvolta con raffronto alle diverse scelte operate sul piano internazionale) in tema di cooperazione giudiziaria civile e penale, al fine di conservare e sviluppare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia nel quale sia garantita, in particolare la libera circolazione delle persone e possa affermarsi una quinta libertà di circolazione, quella dei giudicati;
b) con particolare riferimento al settore della cooperazione giudiziaria in materia penale, sulle scelte dei legislatori nazionali (in particolare di quello italiano) in fase di attuazione della normativa elaborata in seno all'Unione, in quanto, come noto, gli strumenti adottati nell'ambito del terzo pilastro, diversamente dai regolamenti comunitari, non sono direttamente applicabili negli ordinamenti degli Stati membri, ma necessitano del recepimento nei sistemi nazionali;
c) sulle dissertazioni dottrinali di cui si è dato conto nei riferimenti bibliografici del modello A e dei modelli B delle singole Unità operative partecipanti al progetto di ricerca;
d) sugli esiti della giurisprudenza della Corte di Giustizia delle Comunità europee (in particolare con riferimento alla cooperazione giudiziaria civile, essendo ancora esiguo il numero di pronunce dei giudici comunitari inerenti la cooperazione giudiziaria penale) e della giurisprudenza nazionale (italiana e straniera) ed internazionale (in particolare quella della Corte europea dei diritti dell'uomo).
Per ulteriori e più specifiche indicazioni relative alla base di partenza scientifica della ricerca si rimanda ai punti 2.4 (base di partenza scientifica nazionale o internazionale) dei modelli B delle Unità operative partecipanti al progetto di ricerca. <<<