Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Pratiche commerciali scorrette fra tutela del consumatore e tutela del mercato
- 2 - La Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali ed il suo impatto sull'ordinamento italiano
- 3 - Il diritto privato europeo: dal mercato interno alla cittadinanza europea
- 4 - PROGRESSO TECNOLOGICO E MUTAMENTI NORMATIVI: L'ADEGUAMENTO DELLE TECNICHE E DEI MODELLI DI TUTELA GIURIDICA DEI DIRITTI FONDAMENTALI NEI PRINCIPALI SISTEMI GIURIDICI CONTEMPORANEI
- 5 - Tutela dei consumatori e servizi di pagamento nel nuovo quadro normativo comunitario.
- 6 - L'INTERPRETAZIONE DELLA LEGGE E DEI CONTRATTI NEL DIRITTO CIVILE EUROPEO
- 7 - I LIVELLI DI ARMONIZZAZIONE NEL DIRITTO EUROPEO DEI CONTRATTI: UN’INDAGINE PER SETTORI E TIPI CONTRATTUALI.
- 8 - Il Progetto di Costituzione per l'Europa, i diritti fondamentali e l'autonomia privata nell'Unione Europea
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Sardegna
Bibliografia
ALESSI, Diritto europeo dei contratti e regole dello scambio, in Europa dir. Priv., 2000, 961-1000ALPA, Contratti a distanza. Prime considerazioni, I contratti, 1999, 84
ALPA, L'armonizzazione del diritto comunitario dei mercati finanziari nella prospettiva della tutela del consumatore, NGCC, 2002, II, 391 ss.
ANTONIOLLI DEFLORIAN, La struttura istituzionale del nuovo diritto comune europeo: competizione e circolazione dei modelli giuridici, Trento, 1996
ATTANASIO, La pubblicità, oggi. Metodi e tecniche, Milano, 2002
AVAKIAN S., Global Unfair Competition In the Online Commerce Era, 46 UCLA LR 905 (1999)
BAIETTI, La pubblicità comparativa, Milano, 1999.
BALLARINO T., Internet nel mondo della legge, Padova, 1998.
BASSAT, Livraghi, Il nuovo libro della pubblicità. I nuovi mezzi e la comunicazione in rete, Il Sole 24 Ore, Milano, 2001.
BENACCHIO, Diritto privato della Comunità europea, Padova, 2004
BERTI, Pubblicità scorretta e diritti dei terzi, Giuffrè, Milano, 2000
BRIGIDA, BAUDI DI VESME, FRANCIA, Media e pubblicità in Italia, Milano, 2004
CALAIS-AULOY/STEINMETZ, Droit de la consommation, Parigi, 1996
CASSANO, Il commercio via Internet, Piacenza, 2002
CAVALAGLIO, L’art.11 della direttiva 2000/31/CE e le tecniche di conclusione del contratto telematico, Dir.inf., 2001, 96-97
CHAMBRAUD-FOUCHER-MORIN, The Importance of Community Law for French Consumer Protection Legislation, Journal of CP, 1994, 23-37
CODELUPPI, Iperpubblicità. Come cambia la pubblicità italiana, Milano, 2000.
Commissione per il diritto europeo dei contratti, Principi di diritto europeo dei contratti, ed.it. a cura di Castronovo, Milano, 2001
CORASANITI, VASSELLI, Diritto della comunicazione pubblicitaria, Giappichelli, Torino, 1999
DI FABIO, La comunicazione d'impresa e la pubblicità nell'era di Internet, Il Sole 24 Ore, Milano, 2003
DRAETTA, Internet e commercio elettronico nel diritto internazionale dei privati, Milano, 2001
EC Consumer Law and Information Society, 2000, sito Commissione
ERVINE-HUNTER, Completion of the Internal Market and Consumer Protection: a UK Perspective, Journal of CP, 1994, 207-220
EUROPEAN CONSUMER LAW GROUP, Jurisdiction and Applicable Law in Cross-Border Consumer Complaints. Socio-Legal remarks on an Ongoing Dilemma Concerning Effective Legal Protection for Consumer-Citizens in the European Union, Journal of CP, 1998, p.315 ss.
FABRIS, La pubblicità. Teorie e prassi, Milano, 2004
FERRARESI, Pubblicità e comunicazione, Roma, 2002
FUSI, L'avvocato della pubblicità, Milano, 2001
FUSI, La pubblicità on line e il ruolo dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato nella repressione delle pratiche pubblicitarie scorrette, relazione al Convegno Isdaci, 1996.
FUSI, TESTA, COTTAFAVI, Le nuove regole per la pubblicità comparativa, Milano, 2000
FUSI, TESTA, Diritto e pubblicità, Milano, 1996
FUSI, Trattato di diritto privato. Vol. 15: I contratti nuovi. Pubblicità commerciale. Tecnica, modelli, tipi contrattuali, Giappichelli, Torino, 2001
GAMBINO, La pubblicità ingannevole, Il Cigno Galileo Galilei, Roma, 1999
GHIDINI, Introduzione allo studio della pubblicità commerciale, Giuffrè, Milano, 1968
GIANNANTONIO, La tutela dei dati personali. Commentario alla L. 675/1996, Padova, 1999
GIBSON, Subsidiarity: the implications for Consumer policy, in Journal of CP, 1993, 323 ss.
GIOVENALI, Multimedialità. Dai nuovi media alla nuova pubblicità, Lupetti, Milano, 1995
GOURIO, Adoption de la directive sur la commercialisation à distance des services financiers aux consommateurs, JCP, 2002, Act.,1593
GRAVER, The Internal Market and Consumer Protection in Norway, Journal of CP, 1994
GRAZZINI, Autodisciplina pubblicitaria, Giuffrè, Milano, 2003
GRISI, La prestazione on line di servizi e prodotti finanziari, in Europa e diritto privato, 2001, 367-412
GRUNDMANN, L'autonomia provata nel mercato interno: le regole di informazione come strumento, Europa e dir. Priv., 2001, 257-304
HARVEY-PARRY, The Law of Consumer Protection and Fair Trading, Londra, 1996
HEYDEBRAND, Free movement of Food Stuff, Consumer protection and Food Standards in the European Community: Has the Court of Justice got it wrong?, in 16 European LR, 1991, 391 ss.
HOWELLS-WILHELMSSON, EC Consumer Law, Aldershot, 1997
KELIN, State Regulation of Unsolicited Commercial E-Mail, 16 Berkeley Tech. L.J. 435 (2001)
KRAMER, EEC Consumer Law, Bruxelles, 1986
LEHMANN, Le professioni della pubblicità, Carocci, Roma, 2001
LEHOFER, Minimum Implementation of Minimum Directives? Consumer Protection in Austria in the Context of European Integration, Journal of CP, 1994, 3-22
LIBERTINI-SCOGNAMIGLIO, Alcun questioni interpretative sul regolamento in materia di vendite sottocosto (d.p.r. 6 aprile 2001, n.218), CImpr., 2002, 816-839
MANTELERO, televendite e tutela dei soggetti deboli nell'attuazione della direttiva 97/36/EC, in CI Europa, 2002, 670-689
MARSOCCI, Poteri e pubblicità. Per una teoria giuridica della comunicazione istituzionale, Cedam, Padova, 2002
MAZZAMUTO, Il contratto e le tutele. Prospettive di diritto europeo, Torino, 2002
MICKLITZ-KEβLER (eds.), Marketing Practices Regulation and Consumer Protection in the EC Member States and the EC and the US, Baden-Baden, 2002
NIMMER, The Law of Computer Technology, Warren Gorham and Lamont, (2d ed.) 1992
NIMMER, UCITA: A Commercial Contract Code, 17 No. 5 Computer Lawyer 3 (2000)
PASCUZZI, Il diritto dell’era digitale. Tecnologie informatiche e regole privatistiche, Bologna, 2002
PERRITT, Law and the Information Superhighway: Privacy, Access, Intellectual Property, Commerce, Liability, Wiley, 1996
PORTA, Lo specchio della seduzione. L’arte della pubblicità, Lupetti, Milano, 2003
RADIN, Humans, Computers, and Binding Commitment, 75 Ind. L.J. 1125 (2000)
ROSSI, La pubblicità dannosa. Concorrenza sleale, «Diritto a non essere ingannati», diritti della personalità, Milano, 2000
ROTCHILD, Making the Market Work: Enhancing Consumer Sovereignty Through the Telemarketing Saled Rule and the Distance Selling Directive, Journal of CP, 1998, 279 ss.
RUFFOLO, Commentario al Codice dell'Autodisciplina Pubblicitaria, Giuffrè, Milano, 2003.
SCHMITZ, Advertising and Commercial Communication, in Journal of CP, 1993, 390 ss.
SICA-COMANDÈ, Il commercio elettronico, Torino, 2001
SORKIN, Unsolicited Commercial E-Mail and the Telephone Consumer Protection Act of 1991, 45 Buffalo L. Rev. 1001 (1997)
STAZI, La pubblicità commerciale on line, Giuffrè, Milano, 2004.
Study on the Feasibility of a General Legislative Framework on Fair Trading , novembre 2000, sito Commissione
TESTA, La pubblicità, Il Mulino, Bologna, 2004
TOSI E., I problemi giuridici di Internet, Milano, 1999.
Towards a European civil code, Hartkamp et al. ed., The Hague, 1998
UBERTAZZI, Concorrenza sleale e pubblicità, Cedam, Padova, 2004.
UNNIA, La pubblicità clandestina. Il camuffamento della pubblicità nei contesti informativi, Milano, 1997
WEATHERILL, Recent case-law concerning the free movement of goods: mapping the frontiers of market deregulation, Common Market LR, 1999, 54 ss.
WEATHERILL, Recent case-law concerning the free movement of goods: mapping the frontiers of market deregulation, in Common Market LR, 1999, 54 ss.
WEATHERILL, The Role of the Informed Consumer in European Community Law and Policy, Consumer LJ, 1994
WILHELMSSON, Is There a European consumer Law – and Should There Be One?, Quaderni del Centro di studi e ricerche dir. Comp. e straniero, n.41, Roma, 2000
WINN, XML And The Legal Foundations For Electronic Commerce:Making XML Pay: Revising Existing Electronic Payments Law To Accommodate Innovation, 53 SMU L. Rev. 1477 (2000)
ZENO ZENCOVICH, La direttiva sui servizi finanziari a distanza resi al risparmiatore, NGCC, 2002, II, 517 ss.
ZENO ZENCOVICH, La regolamentazione delle nuove forme di pubblicità nelle nuove forme di pubblicità nella revisione della direttiva TV senza frontiere, in Dir.Inf., 2002, 3-21
Parole Chiave
PRATICHE COMMERCIALI; DIRETTIVA QUADRO; TUTELA DEL CONSUMATORE; SERVIZI FINANZIARI; COMMERCIO ELETTRONICO; VENDITE PROMOZIONALI; DIRITTO DEI CONTRATTI; CONCORRENZA; FAIR TRADINGPratiche commerciali e tutela del consumatore nel diritto comunitario e comparato
Università degli Studi di CagliariAbstract
La nozione di "pratiche commerciali" è ampia (v. punto 2.5 unità 1) e non è possibile fornire una elencazione esaustiva di tutte le fattispecie ad essa riconducibili. Alcune pratiche commerciali sono già disciplinate da direttive comunitarie (direttiva 2002/65 sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori, di cui si occuperà l'unità 2) e rispettivi provvedimenti di attuazione, o autonomamente, nel diritto interno; altre trovano riscontro nella giurisprudenza della Corte di giustizia; altre ancora saranno presto disciplinate da una direttiva (vedi direttiva sulle pratiche commerciali sleali nel mercato interno, di cui si occuperà l'unità 1); altre ancora potrebbero essere disciplinate da un regolamento (vedi proposta di regolamento sulle vendite promozionali nel mercato interno, di cui si occuperà l'unità 3).Alcune pratiche commerciali sono disciplinate nell'ottica della tutela del consumatore, quale soggetto che agisce per scopi estranei alla propria attività professionale: è questa le definizione fornita dalla maggior parte delle direttive contrattuali consumeristiche che disciplinano "pratiche commerciali" e che fanno parte dell'acquis communautaire in materia di contratti con i consumatori (v. direttiva 85/577/CEE sulla tutela del consumatore nei contratti negoziati fuori dai locali commerciali; direttiva 87/102/CEE sul credito al consumo, direttiva 94/47/CEE sui contratti di multiproprietà, direttiva 97/7/CE sulla tutela del consumatore nei contratti a distanza, direttiva 99/44/CE sulla vendita e le garanzie dei beni di consumo, direttiva 2002/65/CE sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori ….).
Altre pratiche commerciali sono disciplinate a prescindere dalla qualità delle parti (v. in particolare direttiva 84/450/CEE sulla pubblicità ingannevole e comparativa, direttiva 89/552 sull'esercizio della attività televisiva, direttive 95/46, 97/66, 02/58 sulla privacy e il trattamento dati).
Un caso a parte è costituito dalla direttiva 2000/31/CE sul commercio elettronico: questa ha portata generale sotto il profilo soggettivo, ma prevede in alcuni punti una disciplina speciale per il consumatore qualificato, come sopra definito.
Tali direttive, complessivamente considerate e alla luce della giurisprudenza, delineano un corpus di diritto comunitario di tutela del consumatore e di diritto contrattuale, che è cresciuto nel tempo per effetto del sommarsi dei singoli interventi al di fuori, sino a questo momento, di una struttura sistematica di raccordo: donde l'esistenza di incongruenze fra una disciplina e l'altra e di vuoti di disciplina, quali emergono in sede di attuazione e di applicazione negli Stati membri, dal momento che è in questo momento che le incongruenze e i deficit si manifestano, sia nei rapporti di diritto c.d. domestico che nel commercio transfrontaliero.
Dal rapporto fra disciplina comunitaria e diritto degli Stati membri dipende il funzionamento del mercato interno. La permanenza di differenziazioni fra la legislazione degli Stati membri ostacola la circolazione dei beni e dei servizi nella Comunità e, nel caso del commercio on line, vanifica le potenzialità che le nuove tecnologie presentano per lo sviluppo del mercato interno.
Ciò premesso, la ricerca mira a ricostruire e valutare il quadro giuridico in materia di pratiche commerciali nel mercato interno e negli Stati membri, alla luce dei più recenti provvedimenti comunitari, in itinere (proposta di direttiva sulle pratiche commerciali sleali verso i consumatori nel mercato interno: unità 1; proposta di regolamento sulla promozione delle vendite nel mercato interno e prossima prevista revisione della direttive sulla pubblicità: unità 3) o comunque non ancora attuati in tutti gli Stati membri (direttiva 2002/65 sulla commercializzazione a distanza di servizi finanziari ai consumatori: unità 2). <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Aldo BERLINGUER Università degli Studi di CAGLIARIObiettivo del Programma di Ricerca
L'area oggetto di analisi (le "pratiche commerciali") è molto ampia e già oggetto di normativa comunitaria, in parte attuata e in parte in corso di attuazione da parte degli Stati membri. Si prevedono inoltre interventi comunitari nel prossimo futuro. Inoltre, la materia può e deve essere considerata sotto diversi profili, tra loro correlati (v. punto 2.2). In particolare, la determinazione del quadro comunitario ed europeo in materia di pratiche commerciali (obiettivo generale) consente il raggiungimento dei seguenti più specifici obiettivi:-evidenziare i deficit di tutela del consumatore contro le pratiche commerciali, nel contesto transfrontaliero e nel diritto interno, con particolare riferimento all'Italia;
-evidenziare i problemi di funzionamento del mercato (prospettiva transfrontaliera);
-ricostruire il rapporto fra diritto della concorrenza e tutela dei consumatori;
-ricostruire il quadro teorico contrattuale derivante dal complesso della legislazione e della giurisprudenza comunitaria (con particolare riferimento al rapporto fra contratti dei consumatori e contratti commerciali);
-mettere in luce eventuali differenze di approccio fra diritto comunitario e diritto degli Stati membri da una parte e fra gli Stati membri presi in considerazione.
Mediatamente, la ricerca si propone di fornire un contributo al dibattito sulla armonizzazione del diritto contrattuale e consumeristico europeo, quale aperta dalla Comunicazione della Commissione sul diritto contrattuale europeo [COM (2001) 398 dell'11-7-01] e dal Libro verde sulla protezione del consumatore nell'Unione europea COM (2001) 531 del 2-10-2001] e successivi sviluppi (v. in particolare la Comunicazione della Commissione "Maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo. Un piano d'azione" (COM (2003) 68 del 12-2-2003 e la Comunicazione della Commissione "Diritto contrattuale europeo e revisione dell'acquis: prospettive per il futuro" COM (2004) 651 dell'11-10-2004). <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il tema della tutela del consumatore e del diritto contrattuale di fonte comunitaria è stato fra i più approfonditi dalla dottrina che, negli ultimi anni, ha seguito il processo di formazione del diritto privato comunitario-europeo, di cui il diritto dei contratti e dei consumatori costituiscono le punte più avanzate. La ricerca assume come punto di partenza i risultati cui è prevenuta tale elaborazione, per completarla e dare una valutazione sul quadro complessivo derivante dagli ultimi e significativi sviluppi. Ciò sotto i seguenti diversi profili, fra lori correlati.1-L'acquis communautaire e i deficit di armonizzazione
A partire dagli anni '70 la Comunità europea ha avviato una politica di protezione degli interessi dei consumatori, ivi inclusi quelli economici. In attuazione di tale politica sono state adottate numerose direttive che disciplinano "pratiche commerciali" in senso ampio. Com'è noto, tali direttive presentano numerosi deficit: non coprono tutti gli aspetti della materia oggetto di disciplina; lasciano persistere eventuali differenze fra le legislazioni; le direttive consumeristico-contrattuali, in particolare, normalmente autorizzano varianti rispetto alla previsione comunitaria, purché in melius per il consumatore (clausola di tutela minima); possono condurre a divergenze applicative nel momento in cui si rende necessario il ricorso al diritto interno.
2-I problemi di funzionamento del mercato
Secondo la giurisprudenza della Corte di giustizia le misure legislative di uno Stato membro che abbiano la conseguenza di limitare l'importazione nel proprio territorio di beni o servizi provenienti da Stati membri nei quali la circolazione degli stessi beni e servizi sia legittima sono considerate misure aventi effetto equivalente (a restrizioni quantitative sulle importazioni), ai sensi dell'art.28 Trattato, e sono da ritenersi illegittime (principio del mutuo riconoscimento, caso "Dassonville"); possono essere "salvate" ai sensi ex art.30 Trattato CE o qualora soddisfino esigenze imperative, fra le quali la Corte di giustizia annovera la tutela del consumatore (caso "Cassis de Dijon"). La giurisprudenza successiva ai menzionati leading cases ha applicato e specificato tali principi anche in relazione alle pratiche commerciali e delineato un quadro non soddisfacente sotto il profilo della certezza
Alcune disposizioni delle direttive sopra elencate e le iniziative attualmente in agenda danno risposta proprio a problemi di funzionamento del mercato interno, com'è dimostrato dalla analisi del formante giurisprudenziale comunitario. A causa dei deficit evidenziati sub 1, l'armonizzazione non ha tuttavia risolto, ma soltanto attenuato, i problemi di funzionamento del mercato. Per ovviare a tali deficit, occorrerebbe rimuovere la clausola di tutela minima presente attualmente nelle direttive, privilegiare lo strumento del regolamento, applicare il principio del mutuo riconoscimento o la regola del controllo del paese d'origine.
3-La rilevanza delle pratiche commerciali a distanza
Lo sviluppo delle pratiche commerciali a distanza, del marketing televisivo e soprattutto, da ultimo, l'avvento del commercio in rete, unitamente alla introduzione dell'EURO, ed il progressivo allargamento, offrono potenzialità enormi per lo sviluppo del mercato interno, dal momento che il commercio in rete consente l'abbattimento o il ridimensionamento delle barriere geografiche. Nell'ultimo periodo l'interesse del legislatore comunitario risulta dunque sempre più convogliato sulla regolamentazione di tali pratiche.
Lo sviluppo del mercato è però in funzione della iniziativa delle imprese e dei consumatori, questi ultimi considerati fautori e protagonisti del mercato stesso. Nella prospettazione comunitaria, condizione indispensabile perché i consumatori "si attivino" nel mercato interno e ne sfruttino le potenzialità è, pertanto, che essi abbiano "fiducia" nel funzionamento del mercato stesso. Donde gli interventi nel settore, sia con riferimento ai contratti (v. direttiva sul commercio elettronico, preceduta dalla direttiva sui contratti a distanza con i consumatori), che alla sicurezza e affidabilità della rete (v. direttiva 99/93 sulla firma elettronica, gli interventi in materia di sicurezza dei pagamenti (direttiva 97/7, 2002/65, 2002/46) e sul trattamento dei dati personali (2002/58) ….); interventi che, nell'attenuare le differenze legislative fra Stati membri, dovrebbero incentivare sia le imprese che i consumatori.
Particolarmente nel commercio in rete si avvertono inoltre i limiti dell'approccio di diritto internazionale privato. Anche in questo caso, è in corso un processo di adeguamento alle nuove tecnologie (v. processo di revisione e trasformazione della Convenzione di Roma sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali; cfr. regolamento 44/2001, in cui è stata trasformata la Convenzione di Bruxelles sulla giurisdizione ed il riconoscimento delle decisioni in materia civile e commerciale).
4-Le attuali prospettive
La Comunicazione della Commissione e del Consiglio sul diritto contrattuale europeo cit. ha invitato a riflettere sulla necessità concreta di una maggiore armonizzazione, a tal fine dovendosi preliminarmente accertare se, e in che misura, i problemi derivano effettivamente dalle divergenze nel diritto contrattuale dei diversi Stati membri e se tali differenze scoraggino la contrattazione transfrontaliera o ne aumentino i costi. La Commissione ha individuato quattro possibili soluzioni, alcune delle quali cumulabili: lasciare spazio alla spontanea evoluzione del mercato, promuovere lo sviluppo di principi comuni non vincolanti, migliorare la legislazione comunitaria in modo da renderla più coerente e flessibile, adottare un nuovo strumento comunitario.
Muovendo dalla diversa prospettiva consumeristica, il Libro verde della Commissione sulla protezione del consumatore nell'Unione europea cit. ha posto l'interrogativo circa la necessità di ulteriori interventi di regolamentazione delle pratiche commerciali per quanto riguarda la pubblicità, la fase pre-contrattuale, contrattuale e post-contrattuale del rapporto professionista-consumatore. Nel documento è stata prospettata l'alternativa fra un approccio c.d. misto ed uno settoriale. L'approccio misto consiste nella introduzione di una direttiva di raccordo, che dovrebbe affiancarsi un processo di revisione ed aggiornamento delle direttive preesistenti, alcune delle quali non sarebbero più idonee a far fronte alle trasformazioni che il mercato ha subito nell'ultimo periodo. L'approccio settoriale si attuerebbe mediante adozione di direttive specifiche, che regolino la pubblicità, il pagamento ed i servizi dopo vendita. All'esito della consultazione aperta dal Libro verde è stata adottata una Comunicazione, la quale, prendendo atto delle reazioni degli Stati membri, sembra dare avvio alla preparazione della direttiva quadro.
5-In particolare il diritto dei contratti
La disciplina delle pratiche commerciali è in parte dettata da direttive consumeristico-contrattuali. Molte di queste determinano il campo di applicazione in relazione alla nozione di "consumatore" quale soggetto che agisce per scopi estranei alla propria attività professionale. Sotto il profilo oggettivo il campo di applicazione è determinato a seconda dell'oggetto del contratto e/o della tecnica impiegata. In esse possono individuarsi delle caratteristiche ricorrenti: è tratto generale la previsione di obblighi di informazione a carico del professionista; in alcuni casi è previsto il diritto di "recesso"; vi sono spesso regole di trasparenza.
Le direttive possono essere considerate complessivamente, come idonee a delineare un modello contrattuale di contratto con i consumatori, che può subire delle varianti in ipotesi specifiche (v. per esempio contratti a distanza aventi ad oggetto servizi finanziari rispetto ai contratti a distanza tout court) e che si contrappone ad un ipotetico modello di contratto con non consumatori, non ancora delineato a livello comunitario (v. Comunicazione sul diritto europeo dei contratti e Comunicazione della Commissione al Parlamento europeo e al Consiglio "Maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo. Un Piano d'azione" cit. e la Comunicazione della Commissione "Diritto contrattuale europeo e revisione dell'acquis: prospettive per il futuro" cit.; cfr. con il dibattito dottrinale sul codice civile europeo). <<<



