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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
AA.VV., The structure of the Union according to the Costitution for Europe: the emperor is getting dressed, in European Law Review, 2004, n. 3, pp. 289-322;
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AA.VV., Le libertà e i diritti nella prospettiva europea, Atti della giornata di studio in memoria di Paolo Barile, Padova, CEDAM, 2002;
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ZAGREBELSKY V., I giudici nazionali, la Convenzione e la Corte europea dei diritti umani, in BILANCIA P., DE MARCO E. (cur), La tutela multilivello dei diritti. Punti di crisi, problemi aperti, momenti di stabilizzazione, Milano, Giuffrè, 2004, pp. 89 e ss.
Parole Chiave
COMPARAZIONE COSTITUZIONALE; CORTE DI GIUSTIZIA DELLE COMUNITA' EUROPEE; INTEGRAZIONE COSTITUZIONALE EUROPEA; GIUDICI ORDINARI E COSTITUZIONALI; PARLAMENTI; TUTELA MULTILIVELLO DEI DIRITTI; ENTI SUBSTATALI; PROCEDIMENTO LEGISLATIVO; APPARATI AMMINISTRATIVI

Istituzioni nazionali e Costituzione europea.
Analisi comparata delle istituzioni dei Paesi membri nel quadro costituzionale europeo: potenzialità operative e problemi di adeguatezza e di adattamento reciproco.

Università Commerciale "Luigi Bocconi" - Milano
Abstract
Il programma di ricerca coordinato intende studiare, in chiave comparatistica, i problemi e le soluzioni che si presentano nei 25 Paesi dell'Unione europea in vista della ratifica del «Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa», con specifico riferimento ai rapporti tra le rispettive articolazioni costituzionali e le strutture e le procedure previste dal Trattato. Se questo è l'oggetto della ricerca, il metodo scelto, a cui fa riscontro la distribuzione dei gruppi di lavoro e dei loro specifici temi di studio, comporta un'articolazione trasversale della ricerca, ovverosia per grandi aree tematiche ciascuna delle quali si riferisce alle principali istituzioni e funzioni di rilievo costituzionale. Le linee tematiche sono state individuate, per un verso, guardando agli ambiti in cui risultano meglio definite le indicazioni del progetto costituzionale e le questioni di diritto interno relative alla integrazione fra istituzioni nazionali e comunitarie; per altro verso, considerando i problemi e le prospettive che in parte sono venuti già ad emergere nell'esperienza più recente, e che appaiono destinati ad ulteriori sviluppi e rafforzamenti per effetto dell'entrata in vigore di una Costituzione europea.
Il tema sarà analizzato attraverso tre principali filoni di indagine.
1. L'Unità di ricerca teramana esaminerà in particolare i problemi e le prospettive del ruolo che i Parlamenti nazionali dei 25 Paesi membri dell'Unione europea sono chiamati a svolgere nel nuovo ordine giuridico europeo delineato dal Trattato costituzionale ed in particolare dai Protocolli ad esso allegati, con riferimento: al potenziamento della comunicazione di informazioni direttamente ai Parlamenti nazionali, senza il tramite dei rispettivi Governi, ad una più stretta cooperazione interparlamentare ed infine ad un più incisivo coinvolgimento dei Parlamenti nazionali nella procedura legislativa europea.
2. L'Unità di ricerca pavese analizzerà, invece, sempre nel quadro della Costituzione europea, il ruolo degli enti territoriali substatali, con particolare riferimento a quelli dotati di competenze legislative. Come è noto, il Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa, pur non introducendo significative innovazioni per quanto concerne la collocazione degli enti regionali nell'assetto istituzionale dell'Unione, comporterà un processo che pare destinato a sviluppare il ruolo regionale, non tanto nell'ambito delle istituzioni dell'Unione, quanto piuttosto nell'ambito delle politiche (soprattutto di coesione, ma non solo) europee. All'interno di un simile quadro, l'Unità di ricerca studierà, in particolare, la predisposizione di nuovi meccanismi e di nuove garanzie nazionali della partecipazione regionale (anche e specialmente dei legislatori regionali) alla fase ascendente dei processi decisionali europei che il Trattato costituzionale ed i Protocolli allegati richiedono.
3. L'Unità di ricerca milanese indagherà, infine, i rapporti fra le istanze giudiziarie, non solo in quanto diverse e interconnesse tra loro per competenze e modus operandi, ma soprattutto per i notevoli "slittamenti" dei ruoli ad esse spettanti nel nuovo assetto comunitario. Specificamente l'Unità di ricerca Milano-Bocconi si occuperà di esaminare le modalità effettive e potenziali delle relazioni fra le varie giurisdizioni nazionali e la giurisdizione europea, in quanto le une coinvolte dall'altra ed in un certo modo chiamate ad esserne parte. Il tema verrà in particolar modo affrontato in termini di integrazione organica tra procedure, parametri, orientamenti di merito nella interpretazione ed applicazione del diritto e nella tutela dei diritti e nel bilanciamento dei principi che ai diversi livelli vi presiedono. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giuseppe Franco FERRARI Università Commerciale "Luigi Bocconi" MILANO
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca intende analizzare e comparare in modo sistematico i problemi e le prospettive che si presentano negli ordinamenti degli Stati membri dell'Unione europea in ordine al rapporto tra le rispettive articolazioni costituzionali e le strutture e procedure previste dal Trattato. L'analisi sarà svolta nelle due direzioni, considerando, da un lato, il ruolo politico e istituzionale che quelle sono chiamate a svolgere in queste e, dall'altro, le questioni e le soluzioni organizzative e procedurali rinvenibili nei singoli ordinamenti onde rispondere a tale ruolo. A questo fine, la scelta di metodo basilare, a cui fa riscontro la distribuzione dei gruppi di lavoro e dei loro specifici oggetti di studio, è quella di articolare la ricerca in modo "trasversale", vale a dire non per Paesi ma per grandi aree tematiche, partitamente riferite alle principali istituzioni e funzioni di rilievo costituzionale: secondo un parallelismo tra le classiche articolazioni statali e quelle più o meno nuove dell'Unione, che, se non è per nulla scontato con riferimento a tale inedito ordine sovranazionale, non è neppure semplicemente corrivo alle usate abitudini del costituzionalismo statale, ma trova conferma e fondamento (ed è per ciò stesso particolarmente interessante e significativo) nelle scelte compiute dalla Convenzione europea e dalla Conferenza intergovernativa nello strutturare l'ordine costituzionale europeo secondo uno schema generale ed una serie di soluzioni specifiche che con il costituzionalismo statale – ed ovviamente soprattutto con quello degli ordinamenti di tipo federale – è in diretta continuità, anche dove si è trattato di cercare soluzioni innovative. Vi è insomma, nonostante la diversa e inedita dimensione sovranazionale, uno stesso linguaggio e tecnicismo di base, che consente sul piano teorico un confronto scientificamente rigoroso, e sul piano pratico una produttiva elaborazione di soluzioni: pur restando evidente la circostanza – che costituisce il tema sostanziale della ricerca qui proposta – che le differenze fra le diverse strutture istituzionali dei Paesi membri comportano difficoltà di rilievo per il formarsi di un perfetto "incastro" con le corrispondenti strutture e procedure europee. Sotto questo aspetto, considerando e comparando i profili "nazionali" interessati a tale incastro, la ricerca ambisce a definire e a perseguire la prospettiva più realistica e concreta per lo studio del complessivo ordine europeo, considerando invece alquanto astratta una lettura riferita al solo profilo dell'autodefinizione dell'Unione.
Nel dettaglio, le linee tematiche sono state individuate, da un lato, guardando agli ambiti in cui risultano meglio definite le indicazioni del progetto costituzionale e le questioni di diritto interno relative alla integrazione fra istituzioni nazionali e comunitarie; e, dall'altro lato, considerando i problemi e le prospettive dei processi che già sono andati manifestando in questa direzione nell'esperienza più recente, e che appaiono destinati ad ulteriori sviluppi e rafforzamenti per effetto dell'entrata in vigore di una Costituzione europea che, a tacer d'altro, recepisce una impegnativa e pervasiva Carta dei diritti fondamentali e apre significative forme di dialogo con i diversi livelli territoriali. Sono state pertanto individuate le seguenti linee tematiche:
a) le forme e le logiche secondo cui le assemblee parlamentari nazionali potranno rispondere alle diverse e importanti funzioni così innovativamente attribuite loro dal Trattato costituzionale: con particolare riguardo sia alle relative "attrezzature" conoscitive e decisionali sia, più in generale, alle questioni connesse alla varia natura e struttura delle stesse assemblee, stante non solo il décalage tra sistemi monocamerali e bicamerali, ma pure, e forse soprattutto, quello tra i diversi bicameralismi che caratterizzano il quadro europeo, fra Stati unitari e federali o autonomistici, per non dire della singolarissima situazione inglese;
b) le relazioni fra funzioni e procedure europee e ruoli politici ed istituzionali propri delle diverse strutture nazionali e degli enti territoriali, a cui il sistema europeo sembra attribuire un notevole spicco: questione complicata, da un lato, dall'affermarsi di nuovi modelli di amministrazione e di regolazione, che il sistema europeo già da tempo promuove anche nella prospettiva di una struttura reticolare; e, dall'altro, per quanto specificamente riguarda i livelli territoriali, dalla loro diversa configurazione (costituzionale, organizzativa, competenziale) nei diversi ordinamenti: talora peraltro nei termini di peculiari "specialità" – materiali oltre che giuridiche – dotate di rilevanti e non necessariamente armoniche correlazioni con le tutele che gli ordinamenti nazionali e quello europeo assicurano a tali specialità;
c) i rapporti fra le istanze giudiziarie, non solo in quanto diverse tra loro per competenze e modus operandi, ma soprattutto per i notevoli "scivolamenti" dei ruoli ad esse spettanti nel nuovo ordine europeo: si pensi soltanto alla prospettiva di un nuovo disporsi dei ruoli dei giudici comuni, delle Corti costituzionali (ove esistenti) e dei giudici europei nella tutela dei diritti – anche quale profilo primario del giudizio sulle leggi – per effetto sia del ritrarsi dei giudici costituzionali dalle antinomie normative di rilevanza comunitaria, sia dell'espandersi dei parametri comunitari (la Carta dei diritti fondamentali, i principi generali del sistema dell'Unione e, attraverso questi ultimi o a seguito dell'eventuale adesione, la Convenzione europea dei diritti dell'uomo), sia del rapporto sempre più intenso con la Corte di giustizia. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il processo di "costituzionalizzazione" dell'Unione Europea rappresenta indubbiamente l'evento di maggior rilievo nell'attuale momento storico, ed il tema di più grande interesse per gli studiosi delle scienze umane e per i giuristi in particolare, in quasi tutte le branche del diritto ma in primo luogo, naturalmente, nel settore del diritto pubblico, stanti le evidenti e profonde questioni che specificamente in esso ne derivano sul piano conoscitivo e pratico non meno che su quello teorico. Nei relativi ambiti scientifico-disciplinari esso ha suscitato infatti recentemente, com'è noto, un vario e vivacissimo fiorire di iniziative di ricerca e di dibattiti (studi di settore, opere collettanee, convegni di studio): forse un po' tardivo a causa di un certo scetticismo corrente fino a pochi mesi addietro, ma ormai molto diffuso e in deciso "crescendo" dopo la definitiva approvazione del progetto di «Trattato che adotta una Costituzione per l'Europa», con cui si è aperta una prospettiva ormai concreta e pressante. Tuttavia, se la scienza giuridica italiana ha risposto con particolare attivismo, appare finora relativamente meno esplorata la dimensione comparatistica del tema, vale a dire lo studio sistematico degli orientamenti, delle potenzialità e dei problemi che si manifestano al riguardo nei vari Paesi membri: laddove peraltro, proprio a cagione della prospettiva "integrazionistica" corrispondente alla formazione di un ordine giuridico-costituzionale europeo, su questo specifico tema uno studio siffatto sembra andare al di là del consueto lavoro (comunque già di per sé particolarmente produttivo nell'analisi delle risposte date a problemi analoghi o comuni) dell'acquisizione di conoscenze critiche e pratiche nel confronto con le esperienze e le soluzioni di altri ordinamenti. Nel nostro caso, infatti, tali esperienze e soluzioni sono destinate non solo a confrontarsi, ma ben altrimenti a convergere, in un quadro appunto "integrato": col duplice effetto, da un lato, di generare una "circolazione di modelli" (e, prima ancora, di questioni) da cui è verosimile che emergano prospettive di immediato interesse teorico e pratico; ma, dall'altro, anche di mettere in discussione il senso, la "adattività", la stessa credibilità delle soluzioni istituzionali europee nelle quali tale convergenza dovrebbe realizzarsi. In questo quadro, per un verso la comparazione sembra dover mutare la sua tradizionale struttura "orizzontale" in una più complessa e pregnante struttura per così dire "piramidale", assumendo il compito di considerare un sistema in cui i vari punti della base, caratterizzati in partenza da significative varietà, sono chiamati rispondere in modo consentaneo al vertice comune, mentre questo deve a sua volta configurarsi in modo adeguato a quelli; per altro verso, proprio per la sua ricca e variegata tradizione, il metodo comparatistico presenta le migliori chances per questa trasformazione di orientamento e di metodologia. Più che in un consolidato quadro di studi nel merito (costituito attualmente, come si diceva, da un patrimonio abbastanza limitato di analisi del genere, anche nella letteratura straniera), la ricerca trova dunque la sua base di partenza nel retroterra di metodo della comparazione, nel cui quadro peraltro taluni dei partecipanti hanno già sviluppato specifiche analisi sulle prospettive, apertesi in altri ordinamenti, del "dialogo" tra le attuali istituzioni europee e le progettate strutture comunitarie. <<<