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Bibliografia
Si menzionano a mero titolo provvisorio ed esemplificativo (se ne farà in sede di svolgimento della ricerca una rassegna tendenzialente completa) il Commentario storico al Codice di procedura civile abrogato di Gargiulo, il Commento al Codice Civile abrogato di Saredo, il memorabile Commentario del Codice Civile del regno delle Due Sicilie di Miraglia, i commentari, talora anonimi, alla traduzione italiana ufficiale del Codice civile napoleonico vigente nel regno d'Italia, con ampie note di comparazione con il diritto romano, il diritto comune e gli altri codici civili: ciò per non indicarne che alcuni fra i meno noti.
Parole Chiave
CODICE CIVILE; RESPONSABILITA'; TRADIZIONE ROMANISTICA; REGIMI ODIERNI
PER UN COMMENTARIO STORICO-CRITICO DEL CODICE CIVILE: I CRITERI DI RESPONSABILITA' FRA TRADIZIONE ROMANISTICA E REGIMI ODIERNI
Università Cattolica del Sacro Cuore
Abstract
Il progetto di ricerca propone la realizzazione di un commentario storico-critico del Codice Civile italiano vigente, che manca del tutto nella letteratura giuridica attuale, mentre commenti del genere erano diffusi sotto l'impero del codice abrogato e, più ancora, dei codici preunitari e dei codici napoleonici, e ampiamente utilizzati dalla dottrina e dalla stessa pratica forense. Le unità operative intendono iniziare a colmare questa lacuna: la tematica dei criteri di responsabilità costituisce un primo specimen di questo progetto più ampio, da sottoporre all'attenzione degli studiosi allo scopo di raccogliere critiche, osservazioni, suggerimenti. Gli argomenti che saranno affrontati nei prossimi due anni riguardano la sistematica della responsabilità contrattuale, il dovere di buona fede e la responsabilità precontrattuale, la mora del debitore.
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Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni NEGRI
Università Cattolica del Sacro Cuore
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo principale della ricerca, che investe tutte le unità operative che saranno coordinate dall'unità di ricerca dell'Università Cattolica, consiste nella preparazione di uno specimen, da diffondere mediante la pubblicazione cartacea e la creazione di un sito internet dedicato all'argomento, al quale possano accedere la comunità scientifica e tutti gli operatori del diritto interessati: lo specimen avrà lo scopo di sottoporre agli specialisti il progetto, con un prototipo di realizzazione, di un commentario storico-critico del Codice Civile, contribuendo a rendere consapevoli gli utenti del processo formativo dei diversi settori normativi. I fini dell'impresa sono insieme scientifici e didattici, ma possono anche contribuire ad un approccio più approfondito della pratica con la disciplina degli istituti e l'applicazione delle regole. Ciò può inoltre indicare agli operatori del diritto, in particolare ai magistrati estensori della motivazione delle sentenze, dove determinate argomentazioni o soluzioni ermeneutiche dipendono da un retaggio storico non di rado inconsapevolmente accettato, ma del quale può essere opportuno liberarsi. Infine l'opera conclusiva della ricerca realizzerà il superamento dell'atomismo disciplinare che spesso affligge le Facoltà giuridiche italiane e che incide negativamente sulla formazione degli studenti e quindi delle nuove generazioni di giuristi: ogni tematica prevista per i due anni di durata della ricerca verrà svolta, in stretto contatto fra loro, in seno alle singole unità operative coordinate a livello nazionale, da romanisti e studiosi della tradizione romanistica e da civilisti interessati alla comparazione giuridica.
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Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Sotto l'impero del Codice Civile italiano abrogato, dei codici italiani preunitari e del codice civile napoleonico nei primi decenni dall'entrata in vigore, numerosi giuristi, accademici o pratici, hanno allestito ampi commentari, spesso in più volumi, nei quali l'esegesi delle norme era accompagnata da puntuali riferimenti alle fonti della loro formazione storica, rintracciandone le radici fino al punto di emersione del loro contenuto e della loro stessa formulazione. Questo consentiva agli studiosi, agli operatori del diritto, agli estensori delle sentenze giudiziarie di riflettere consapevolente sull'origine e sulla natura delle regole e delle concettualizzazioni elaborate per studiarle ed applicarle. Queste opere determinavano un'ermeneutica non meramente ancorata ad una logica astratta. Questa ermeneutica, dominando le radici storiche delle norme e dell'euristica volta ad interpretarle ed applicarle, era in grado di superare un dogmatismo non di rado fonte di soluzioni equivoche e talora ingiuste. Opere del genere sono state da molti decenni completamente abbandonate, pur non essendone venuta meno l'esigenza. Negli intenti dei promotori del progetto di ricerca e di tutte le unità operative locali la storia non è concepita come mero retaggio erudito volto alla ricostruzione di precedenti, ma assume una vera e propria funzione euristica: il fine ultimo sarà non di rado quello di promuovere una consapevole liberazione da un passato fonte di equivoci e di ipostatizzazioni preconcette, che è difficile superare altrimenti.
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