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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
COSTITUZIONALISMO; DIRITTI FONDAMENTALI; DEMOCRAZIA; POTERI PUBBLICI; POTERI PRIVATI; INDIVIDUO; GLOBALIZZAZIONE; GRUPPI INTERMEDI; GARANZIE DEI DIRITTI

Cosmopolitismo costituzionale e dimensione giuridico-politica delle libertà nell'area euro-mediterranea.

Università degli Studi di Teramo
Abstract
Il programma di ricerca che si presenta intende valutare l'attendibilità dell'ipotesi scientifica del cosmopolitismo costituzionale alla luce dei recenti processi di democratizzazione e dello sviluppo dei diritti fondamentali nei Paesi dell'area euro-mediterranea. Il progetto – che si articola in due fasi – prende le mosse da una necessaria premessa, affidata a studiosi afferenti al settore scientifico-disciplinare della storia delle dottrine politiche (unità dell'Università di Camerino), relativa alla tradizione del costituzionalismo, alla sua diffusione nei Paesi occidentali, alle matrici ideologiche che, confluite nelle Dichiarazioni dei diritti dell'età delle Rivoluzioni borghesi, rappresentano ancora oggi il sostrato ideale del costituzionalismo e della tradizione dei diritti fondamentali.
Gettate così le basi di carattere storico e filosofico, la ricerca prenderà in considerazione le tendenze attuali del modello dello stato costituzionale, specie in riferimento alla sua estensione a Paesi precedentemente estranei alla tradizione del costituzionalismo, per saggiare la tenuta della prescrittività di quel modello e l'impianto generale dei diritti costituzionali nei Paesi dell'area euro-mediterranea interessati dai recenti processi di democratizzazione, ed analizzerà i caratteri dei processi di democratizzazione nell'area euro-mediterranea, al fine di evidenziare le specificità dei diversi costituzionalismi d'area che pure confluiscono nel campo d'indagine prescelto. All'interno di questa analisi, in particolare, l'unità di ricerca di Termao si dedicherà a mettere in risalto le diverse forme di assestamento dei rapporti tra individuo, gruppi intermedi e poteri pubblici, mentre l'unità di ricerca attivata presso l'Università di Macerata prenderà in considerazione, all'interno del medesimo campo d'indagine, l'atteggiarsi della dimensione giuridica dei rapporti tra individui e poteri privati.
L'obiettivo è quello di pervenire, al termine dell'attività delle unità di ricerca, ad una conclusione che sappia verificare l'attendibilità dell'ipotesi del cosmopolitismo costituzionale, ovvero verificare in quale misura siano riscontrabili, nell'area euro-mediterranea, processi con carattere omogeneo nella diffusione della cultura dei diritti e delle garanzie. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco RIMOLI Università degli Studi di TERAMO
Obiettivo del Programma di Ricerca
L'obiettivo del presente programma di ricerca consiste nella verifica dell'attendibilità dell'ipotesi del cosmopolitismo costituzionale relativamente ai Paesi dell'area euro-mediterranea.

E' possibile individuare sei distinti obiettivi di medio termine del programma:

1. Il carattere cosmopolitico costituisce un elemento tipico del costituzionalismo quantomeno a partire dalle grandi Rivoluzioni borghesi, che ne hanno fissato normativamente i principi: l'universalità dei diritti dell'uomo è infatti proclamata a partire dal 1789, e da allora non ha cessato di rappresentare un paradigma prescrittivo, seppure faticosamente attestato, del patrimonio giuridico occidentale.
Un primo obiettivo del programma di ricerca concerne l'analisi delle matrici filosofiche e politiche che hanno contribuito alla definizione di siffatto internazionalismo dei diritti fondamentali. Tale risultato acquisisce una natura preliminare rispetto allo svolgimento della ricerca, giacché metterà in luce in quale misura culture giuridiche distanti dall'elaborazione di una concezione della laicità e della distinzione tra sfera politica e sfera morale, come quella che la cultura occidentale ha elaborato nel corso dell'età moderna, possano recepire la tradizione dei diritti fondamentali ed i suoi presupposti teorici, quali l'individualismo.

2. La strutturazione dello stato costituzionale, fino al modello attuale, ha senz'altro seguito percorsi molto contrastati. Eppure, il modello concettuale sembra presentare una dose elevata di omogeneità e prescrittività, anche in ragione della tendenziale omogeneità degli ambiti culturali in cui esso si è diffuso. Tuttavia, è evidente che la progressiva eterogeneizzazione delle società occidentali, avviata già agli albori del Novecento, ma accentuatasi con il fenomeno del multiculturalismo, sottopone la tenuta del paradigma costituzionalistico a pressioni non facilmente risolvibili sul piano dell'integrazione.
Obiettivo del programma di ricerca è quello di ricostruire, sulla base della ricchissima letteratura in materia, i caratteri dello stato costituzionale, al fine di elaborare un modello prescrittivo di costituzionalismo, da verificare, nel corso della ricerca, sulla base delle diverse esperienze dei Paesi di recente democratizzazione e dei Paesi occidentali interessati da fenomeni multiculturali.


3. L'area presa in considerazione come campo dell'indagine è stata recentemente attraversata da processi di democratizzazione che ne hanno profondamente rimodellato i caratteri della forma di stato. Viene alla mente anzitutto il repentino e contraddittorio processo che è seguito al crollo del blocco sovietico nei Paesi dell'est europeo, ma non deve essere trascurato il faticoso e più travagliato processo di democratizzazione in corso in alcuni paesi arabi dell'area euro-mediterranea, primo tra tutti la Turchia, candidato all'ingresso nell'Unione europea. Come è ovvio, diversi sono i contesti religiosi, culturali, giuridici interessati da simili processi di democratizzazione, eppure tutti sembrano convergere su talune premesse fondamentali della tradizione giuridico-politica occidentale, a cominciare dalla propensione per forme di tutela dei diritti fondamentali, anche attraverso un difficile tentativo di demarcazione di linee di confine tra esperienza politica e fede religiosa.
Obiettivo del programma di ricerca è quello di individuare similitudini e divergenze, secondo un approccio di tipo comparatistico, tra queste transizioni costituzionali.

4. Al fine di valutare la tenuta della capacità prescrittiva di un costituzionalismo dei diritti nei Paesi di recente democratizzazione e nei Paesi interessati da fenomeni di espansione della società multiculturale, non sarà sufficiente un'indagine compiuta sul campo delle coordinate storiche e teoriche delle rispettive tradizioni giuridiche; bisognerà invece saggiare l'efficacia della tutela dei diritti individuali nei confronti dei poteri pubblici, secondo un approccio tradizionale allo studio della forma di stato.
Ulteriore obiettivo del programma ricerca consisterà dunque nell'individuare le relazioni intercorrenti tra individui, gruppi intermedi e poteri pubblici sul terreno dei diritti e delle garanzie giurisdizionali, della partecipazione politica, dell'allocazione delle risorse pubbliche, degli spazi di autonomia privata locale.

5. Già da alcuni anni la dottrina giuridica ha posto alla propria attenzione il profilo intersoggettivo delle libertà costituzionali, che sempre più, in una società de-statualizzata, appaiono minacciate da poteri privati capaci di incidere nelle situazioni giuridiche di individui e soggetti deboli, in una struttura giuridica incapace di afferrarne l'azione nelle proprie categorie concettuali e, conseguentemente, nei propri meccanismi di tutela.

Obiettivo del programma di ricerca sarà dunque di analizzare simile profilo, che appare in espansione nelle società interessate dai processi di globalizzazione, che istituiscono uno "spazio" di relazioni giuridiche non assoggettabili ad alcun ordinamento nazionale o internazionale: per i Paesi dell'est europeo bisognerà analizzare come l'adesione di gran parte di questi Paesi a modelli economici decisamente sproporzionati verso il libero mercato si concili con l'esigenza di salvaguardare il principio di uguaglianza ed i principi dello stato sociale; per i Paesi arabi, invece, l'interesse di questo profilo della ricerca si colloca, ancora una volta, sul piano del principio di laicità, ovvero relativamente all'efficacia dei diritti costituzionali nei confronti di tradizioni ed istituzioni religiose radicalmente avverse ai valori fondativi della cultura dei diritti, capaci di minacciare le situazioni giuridiche soggettive di recente conquista.

6. Il costituzionalismo ha presentato, fin dalle sue prime teorizzazioni, una natura prescrittiva, propria di una tradizione orientata ad influenzare le strutture politiche e giuridiche sulla base di taluni principi elaborati in una millenaria esperienza umana. Ora, a fronte dell'espansione del modello costituzionale in aree del continente tradizionalmente ritenute estranee alla cultura in cui il costituzionalismo germogliò, esso sembra soggetto al rischio di perdere molta della sua valenza prescrittiva e di attestarsi su di un livello meramente descrittivo di esperienze giuridiche che condividono un minimo comune denominatore assiologico.
L'ipotesi scientifica lanciata in apertura del programma di ricerca dovrà dunque essere valutata alla stregua della tenuta normativa della tutela dei diritti fondamentali nelle aree geografiche prese in considerazione, interessate da una progressiva adesione a valori e strutture del costituzionalismo europeo. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
E' in corso ormai da anni una discussione sul nuovo universalismo dei diritti che ha riguardato preliminarmente la capacità espansiva del modello dello Stato costituzionale, con riferimento alla tendenza alla generalizzazione di un patrimonio comune di diritti. Si tratta di un dibattito scientifico che si è fortemente caratterizzato per un approccio metodologico di tipo multidisciplinare.
Sotto il profilo filosofico sono da segnalare i contributi di Jurgen Habermas, che, riallacciandosi alla tradizione del diritto cosmopolitico di derivazione kantiana, hanno messo a fuoco le trasformazioni dell'universalismo dei diritti nell'epoca della "costellazione post-nazionale". In questa prospettiva, gli studi degli ultimi anni sui diritti dell'uomo e sulla cittadinanza si sono confrontati con il tema del cosmopolitismo, come tentativo di offrire una soluzione costituzionale alle questioni poste dall'imporsi, in modo a volte privo di regole, del più generale fenomeno della globalizzazione. La progressiva affermazione di un mercato planetario e la maggiore circolazione di beni e di idee, ha posto domande sulla tradizionale forma dello Stato nazionale e quindi sui diritti di cittadinanza e sulle libertà. Relativamente a quest'ultimo aspetto, si sono soffermati sulla dilatazione e l'articolazione del concetto di cittadinanza anche autori italiani, come Zolo e Costa.
Sotto il profilo degli studi di diritto costituzionale, si ricordano gli studi di Peter Haeberle, che hanno messo a fuoco i concetti di "stato costituzionale cooperativo", "società aperta degli interpreti della costituzione, "immagine mondiale dello stato costituzionale", e, in una prospettiva circoscritta all'area europea, "diritto costituzionale comune europeo". La riflessione più recente sulla dimensione dei diritti nello scenario delle società multiculturali è stata influenzata profondamente dal contrasto tra le posizioni che si richiamano al liberalismo classico, al comunitarismo e al multiculturalismo, posizioni riscontrabili nelle opere di Brugger, Huster e Kymlycka.
Anche in Italia negli ultimi anni la discussione sul nuovo universalismo dei diritti ha suscitato un dibattito scientifico assai vivace, che ha coinvolto costituzionalisti, filosofi del diritto e filosofi della politica come Ferrajoli e Facchi.
Relativamente agli studi sul concetto di cosmopolitismo costituzionale – che è al centro della ricerca che si propone – questi hanno evidenziato come si tratti di un fenomeno che presenta una sua continuità, e che si offre ormai come oggetto di valutazione critica. La dottrina, dopo un iniziale entusiasmo nel senso della possibilità di esportare sistemi fondati su prospettive tipicamente occidentali, mostra ora segni di cautela circa le prospettive di successo generalizzato di tali modelli. Si mostra dunque la piena opportunità e attualità dell'approfondimento dei presupposti su cui il modello in esame si basa, e delle difficoltà di applicazione che ha incontrato in pratica.

Il fenomeno del cosmopolitismo costituzionale è analizzato anche nella dottrina internazionalistica, sia infondendo nuovo significato al principio di autodeterminazione, che assumerebbe al riguardo una dimensione "interna", sia sottolineandone la difficile affermazione a livello universale, nonostante la formale adesione ai rilevanti strumenti pattizi, di diritti fondamentali, pur ancora di prima o seconda generazione. Più incerto appare invece il dibattito circa la ricostruzione di situazioni giuridiche soggettive internazionalmente tutelate nei confronti di gruppi intermedi.
In materia di diritto dell'economia, infine, la riflessione sulla dimensione materiale delle libertà quale matrice di una possibile – e di fatto reale – osservazione del fenomeno secondo l'opposta dimensione del potere, già fatta propria dagli studi costituzionalistici, è oggetto di riflessione ed ha comportato la consapevolezza dell'attitudine dei "poteri privati" a comprimere le sfere di libertà degli individui al pari dei pubblici poteri. In una diversa prospettiva il fenomeno è oggetto di studio nella sistematica tedesca, quale "dimensione orizzontale" della tutela dei diritti fondamentali, esplicitata dalle categorie proprie del concetto di drittwirkung. La dottrina italiana ha riconosciuto la necessità di una declinazione orizzontale – nei rapporti tra privati – degli effetti della disciplina dei diritti individuali in chiave di limitazione degli stessi in funzione della tutela dei diritti altrui, soprattutto con riferimento all'ambito dei diritti economici ed al sistema della comunicazione politica. La prospettiva assunta, in via generale, è quella di affermare le garanzie dei diritti e dei valori del costituzionalismo anche nei nuovi assetti dei poteri privati che si osservano all'interno dei sistemi giuridici. In questa prospettiva affiorano percorsi teorici differenti che costituiranno oggetto della ricerca. Un'interessante prospettiva di metodo è inoltre suggerita dalla riflessione circa i rapporti tra grandi imprese transnazionali e produzione giuridica, a fronte della riduzione dei diritti dei singoli a meri interessi nel processo di normativizzazione della sfera globale.
Nel complesso, è possibile sostenere che la scienza giuridica e filosofico-politica italiana abbiano dedicato un'attenzione tutto sommato episodica al tema oggetto del presente programma di ricerca, difettando trattazioni di carattere generale. Esso risulta invece trattato secondo approcci molto appaganti, ma pur sempre parziali. Ciò illustra in modo lampante l'esigenza di una ricerca orientata ad uno studio rigoroso del fenomeno del cosmopolitismo costituzionale, anche in ragione dello stato di avanzamento degli studi portati avanti da istituti di ricerca stranieri, specie tedeschi, inglesi e statunitensi. <<<