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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
AA. VV. La riforma del diritto societario, Atti del Convegno di Courmayeur 27-28 settembre 2002, Milano, 2003; AA. VV., Comparative Corporate Governance, ed. by K.J. Hopt and oth., Oxford, 1998; AA. VV., Corporate Governance, Hrsg. von P. Hommelhoff, M. Lutter, K. Schmidt, W. Schön, P. Ulmer, Heidelberg, 2002; AA. VV., Il diritto delle società per azioni: problemi, esperienze, progetti, a cura di Pietro Abbadessa e Angel Rojo, Milano, 1993; AA. VV., Il nuovo diritto societario fra società aperte e società chiuse private, a cura di P. Benazzo, S. Patriarca e G. Presti, Milano, 2003; AA. VV., Profili e problemi dell'amministrazione nella riforma delle società, a cura di Giuliana Scognamiglio, Milano, 2003, 115; ABBADESSA, L'assemblea: competenza, in Trattato delle società per azioni, diretto da G.E. Colombo e G.B. Portale, 3*, Torino, 1994, 3; ID., La gestione dell'impresa nella società per azioni. 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L'esperienza italiana a confronto con la disciplina delle public companies nordamericane, Milano, 2003; WEIGMANN, Responsabilità e potere legittimo degli amministratori, Torino, 1974; WILLIAMSON, The Economic Institutions of Capitalism: Firms, Markets and Relational Contracting, New York, 1985; WINTER, State Law, Shareholder Protection, and the Theory of Corporate Law, in 6 Journal of Legal Studies (1977), 271; WYMEERSCH, Il trasferimento della sede della società nel diritto societario europeo, in Riv. soc., 2003, 723.
Parole Chiave
RIFORMA DEL DIRITTO AZIONARIO; SISTEMI DI AMMINISTRAZIONE E CONTROLLO; CATEGORIE DI AZIONI; STRUMENTI FINANZIARI PARTECIPATIVI

Funzione amministrativa e strumenti di finanziamento nella società per azioni

Università di Pisa
Abstract
La presente ricerca si propone di contribuire alla comprensione, allo sviluppo, nonché alla soluzione di quelle che senz'altro rappresentano le più importanti questioni attinenti al nuovo diritto azionario e che rappresentano oggi il fulcro del dibattito dottrinale sulla riforma. In particolare, con la presente ricerca si intendono affrontare, con l'ausilio del metodo comparatistico e avuto riguardo alla reale struttura delle imprese, i principali nodi problematici sollevati dai sistemi alternativi di amministrazione e controllo e dal regime delle nuove categorie speciali di azioni e degli "strumenti finanziari partecipativi". <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Antonio PIRAS Università di PISA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La presente ricerca si propone di approfondire alcune tematiche fondamentali concernenti la disciplina della società per azioni risultante dalla recente riforma organica del diritto delle società di capitali (attuata con il D.lgs. n. 6/2003); in particolare lo scopo della ricerca è quello di contribuire alla comprensione, allo sviluppo, nonché alla soluzione di quelle che senz'altro sono le due più importanti questioni attinenti al nuovo diritto azionario e che rappresentano oggi il fulcro del dibattito dottrinale sulla riforma:
a) i sistemi di amministrazione e controllo della società per azioni, previsti dalla nuova disciplina come modelli funzionalmente equivalenti di corporate governance;
b) la struttura finanziaria della società per azioni, con particolare riguardo al rapporto fra le nuove categorie di azioni "tipizzate" dal legislatore e i cc. dd. "strumenti finanziari partecipativi" previsti dalla riforma.
Gli obiettivi scientifici della ricerca non potranno essere conseguiti, neppure parzialmente, in mancanza del cofinanziamento del programma, stante l'attuale carenza di fondi propri dei componenti del gruppo di ricerca. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L'analisi muove dai seguenti presupposti.
1) La "concorrenza fra ordinamenti" nel contesto comunitario: il ruolo del metodo comparatistico. La nuova disciplina deve essere analizzata sullo sfondo della ben nota "competizione fra ordinamenti" nel quadro comunitario: è infatti un dato ormai riconosciuto nel dibattito dottrinale che le famose decisioni della Corte di Giustizia della Comunità Europea sui casi "Centros" (1999), "Uberseering" (2002) e "Inspire Art" (2003), unitamente alla fase di stallo che attualmente caratterizza il processo di armonizzazione del diritto azionario europeo, abbiano creato i presupposti giuridici per lo sviluppo di un meccanismo di competizione tra i legislatori nazionali. L'incalzare di tale fenomeno rende imprescindibile per il giurista lo studio dei problemi e delle questioni concernenti il nuovo diritto azionario italiano con il metodo comparatistico. A) Con riguardo agli specifici referenti comparatistici (europei ed extra-europei) dell'indagine sui sistemi di amministrazione e controllo, non può prescindersi dal considerare quanto segue: i) il "sistema monistico" ed il "sistema dualistico" sono modelli alternativi di amministrazione e controllo tradizionalmente adottati, rispettivamente, nel diritto anglosassone e nel diritto tedesco; ii) alcuni ordinamenti consentono poi agli azionisti di scegliere liberamente fra i due suddetti modelli: è, in particolare, il caso del diritto francese (che consente tale opzione sin dalla riforma del diritto societario del 1966) e parzialmente del diritto giapponese (dalla recente riforma del 2001/2002); ma ci sono anche dei sistemi giuridici in cui, nel dibattito sui progetti di riforma del diritto azionario, si è pensato di introdurre una tale opzione(in Belgio, per esempio); iii) la previsione di una scelta fra i due differenti modelli di amministrazione e controllo è stata inoltre consigliata nella relazione finale redatta dall'"High Level Group of Company Law Experts" nominato dalla Commissione Europea; ed è stata altresì adottatta nel recente regolamento comunitario sullo Statuto della Società Europea. B) Con rugardo agli specifici referenti comparatistici (europei ed extra-europei) dell'indagine sugli strumenti di finanziamento, non può prescindersi dal rilevare quanto segue: i) alcune fra nuove speciali categorie di azioni "tipizzate" dalla riforma sono da tempo ben note specialmente nei sistemi anglo-americani: le "redeemable shares" sono state previste nell'ordinamento inglese sin dal Companies Act del 1929 (ma, al tempo potevano essere oggetto di "redemption" solo le "preferred shares") e sono ora disciplinate dalle Sections 159-181 del Companies Act del 1985 (sin dal 1981 è ammessa, ove consentita dallo statuto, l'emissione di "reedemable shares" di ogni categoria speciale"); le "tracking shares" (o "targed shares"), emesse nello scorso decennio soprattutto da corporations statunitensi (ma previste anche nella recente riforma giapponese del diritto societario del 2001/2002), sono una categoria di azioni i cui diritti patrimoniali sono collegati ai risultati in un determinato settore dell'attività sociale (per esempio: nel 1991 la USX corp. ha "suddiviso" il suo capitale azionario in due diverse "classi" corrispondenti ai due principali settori di attività, emettendo due tipologie di azioni "correlate", l'una ai risultati del settore dell'acciaio e l'altra ai risultati del settore del petrolio); ii) l'emissione di strumenti "ibridi" di partecipazione al fine di differenziare l'offerta finanziaria della società è un fenomeno diffuso sia nella realtà europea, sia in quella americana: è sufficiente al riguardo menzionare le "perpetual debentures" previste dalla Section 193 del Companies Act inglese del 1985 (ma il fenomeno era stato già considerato legislativamente sin dal 1907); le "perpetual notes" del sistema americano; i "titres participatifs" previsti agli artt. 228-36 e 228-37 del Code de Commerce francese; le "parts bénéficiaires" previste dall'art. 483 del Code des sociétés belga; i Genusscheine" (nella modalità del c.d. "aktiengleich") previste al par. 221 dell'Aktiengesetz tedesco.
2) Il ruolo della "struttura proprietaria" dell'impresa nell'analisi del diritto azionario. Gli studi più recenti mostrano che la "struttura proprietaria" dell'impresa sociale gioca un rilevante ruolo nell'analisi del diritto azionario, perché ogni modello normativo deve essere valutato alla luce della reale struttura delle imprese cui è indirizzato. Ed è quindi essenziale, nell'analisi degli istituti portanti del nuovo diritto azionario, considerare quanto segue: i) il sistema economico italiano, diversamente dai sistemi anglosassoni, è un sistema che si caratterizza per la netta prevalenza di una "proprietà concentrata" delle imprese azionarie; ii) in un siffatto sistema, i cui potenziali benefici del "controllo" sono ancora molto elevati, il principale problema è quello della tutela della minoranza contro l'abuso degli azionisti di maggioranza.
3) Il ruolo dell'autonomia statutaria nel plasmare il sistema di governo e la struttura finanziaria della società per azioni. Una delle più importanti questioni nell'ambito della nuova disciplina italiana, come anche nel dibattito internazionale sulla definizione di un moderno diritto azionario, concerne il ruolo che può essere assegnato all'autonomia statutaria al fine di delineare un'efficiente struttura finanziaria dell'impresa: ne consegue che l'indagine non può non estendersi anche all'analisi dei nuovi, più ampi margini di autonomia concessi agli azionisti sia nel definire il regime di amministrazione e controllo sia nel modulare la struttura dell'impresa azionaria. <<<