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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
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- 1 - L'evoluzione del diritto penale nei settori d'interesse europeo alla luce del nuovo progetto di riforma dei Trattati
- 2 - Diritto penale e Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa
- 3 - LA PROVA DICHIARATIVA NELLO SPAZIO GIUDIZIARIO EUROPEO: MUTUO RICONOSCIMENTO E PROSPETTIVE DI ARMONIZZAZIONE
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Marche
Bibliografia
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Parole Chiave
IMPUTATO MINORENNE; MINORENNE CONDANNATO; DIRITTO DI DIFESA; DIRITTI FONDAMENTALI; DIRITTI DEL MINORE; UNIONE EUROPEA; PRINCIPIO DEL MUTUO RICONOSCIMENTO; GIUSTO PROCESSO; TRIBUNALE PER I MINORENNIStudio per uno Statuto europeo dell'imputato e del condannato minorenne
Università degli Studi di MacerataAbstract
La ricerca si propone di individuare le coordinate essenziali delle regole minime europee per l'imputato ed il condannato minorenne, alla luce della necessità di individuare un nucleo comune di garanzie fondamentali che assicurino il medesimo standard di civiltà giuridica all'interno dell'Unione, in questo delicato settore, ed agevolino i rapporti tra gli Stati, così assicurando una completa realizzazione del principio di fiducia reciproca e mutuo riconoscimento delle decisioni. Sulla base della ricognizione, per un verso, dell'assetto concreto dei sistemi di giustizia minorile in Europa, per altro verso, dello stato delle fonti sovranazionali in tema di protezione dei diritti dell'imputato e del condannato minorenne, la ricerca si propone di mettere a confronto tali dati, individuando i punti di maggiore prossimità e distanza tra i sistemi e le regole sovranazionali che dovrebbero assicurarne, invece, l'omogeneità. Verrà, in tal modo, verificato se le previsioni esistenti siano sufficienti o tecnicamente idonee a garantire il raggiungimento di livelli adeguati e comuni di garanzia per il minore protagonista del processo e dell'esecuzione della pena. Là dove non lo siano, ci si propone di tentare l'elaborazione di canoni di riferimento nuovi o la riformulazione di quelli preesistenti, in modo da redigere, al termine della ricerca, una sorta di bozza di regole minime per l'imputato minorenne. Non si ignora l'esistenza di fonti europee ed internazionali che già pongono seri capisaldi in materia; ma si deve altresì valutare l'opportunità di aggiornare e completare regole, spesso formulate con eccessiva genericità e scaturigine di non pochi equivoci. Persino quando esse promuovono modelli processuali avanzati, superando le logiche della mera repressione come quelle di una rieducazione svincolata dalle garanzie processuali, per approdare al cosiddetto "modello della responsabilità", non sembrano formulare previsioni di tutela per l'imputato e il condannato sempre coerenti con le scelte di fondo proposte. In specie, non sembra messo adeguatamente a fuoco nella disciplina esistente il profilo delle garanzie minimali del minorenne imputato, per il quale pure sono sanciti principi fondamentali fondati sulla preminenza dello scopo educativo su quello retributivo o la preferibilità di misure alternative alle sanzioni tradizionali o persino la tendenziale dannosità del processo e l'opportunità di ridurne al massimo grado l'impatto negativo sulla vita del minore. Tuttavia, questi pur lodevoli intenti spesso trascurano il punto di vista del minore nella struttura che devono assumere nel processo le garanzie classiche del fair trial, come il diritto di difesa, il diritto alla prova, il diritto al silenzio. Poiché i diritti dell'imputato e del condannato, invece, possono essere di fatto svuotati di senso dalla situazione di "minorata difesa" del minorenne, meritano una nuova specifica attenzione e un ulteriore sforzo di elaborazione. Va considerata e sfruttata l'efficacia promozionale che il diritto europeo può avere sull'allineamento dei singoli sistemi nazionali: nel settore del diritto penale minorile, in specie, esso può condurre all'adozione di regole comuni che, nel rispetto delle specificità nazionali, rimuovano intollerabili differenze, agevolino i rapporti tra Stati membri e le relazioni di reciproca fiducia, sanciscano un catalogo chiaro, inequivoco e intangibile, di garanzie tipiche del minorenne sottoposto a processo o a pena. In questa direzione, la ricerca intende muoversi. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Glauco GIOSTRA Università degli Studi di MACERATAObiettivo del Programma di Ricerca
La presente ricerca ha un obbiettivo ambizioso: fornire alle competenti sedi istituzionali nazionali ed europee un progetto organico che possa costituire la base di discussione per una proposta di decisione quadro in materia di giustizia penale minorile.Inoltre ci si ripropone di offrire ai competenti organi legislativi nazionali uno studio e proposte operative per ottemperare alla decisione quadro adottata dal Consiglio dell'Unione Europea il 15 marzo 2001 su "La posizione delle vittime nel processo penale" che, auspicando il più ampio ricorso alla mediazione in materia penale (art.10) fissa il termine del mese di marzo 2006 per l'adeguamento normativo necessario, in ciascuno stato membro, all'attuazione della direttiva summenzionata (art.17).
Un interessante obbiettivo intermedio, essenziale al raggiungimento di quello finale, sarà costituito da una ricognizione dei tratti salienti dei sistemi processuali penali minorili nei Paesi dell'U.E. e dalla pubblicazione, in inglese, dei risultati di questo segmento della ricerca. <<<



