Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
TEORIA DELLO STATO
ROMA(RM) - Università degli Studi di PERUGIA
DIRITTO PUBBLICO
PERUGIA(PG) - Università degli Studi di GENOVA
DIRITTO PUBBLICO E PROCESSUALE
GENOVA(GE) - Università degli Studi di MILANO
GIURIDICO POLITICO
MILANO(MI) - Università degli Studi di PADOVA
DIRITTO PUBBLICO, INTERNAZIONALE E COMUNITARIO
PADOVA(PD)
Programmi di ricerca simili:
- 1 - La tutela multilivello dei diritti sociali
- 2 - Livelli di governo e integrazione multiculturale nell’esperienza europea: dalle istituzioni ai diritti
- 3 - Strumenti di governance dell'economia e integrazione europea.
- 4 - La cittadinanza elettronica: categorie analitiche, metodologie di comunicazione strutturata ed indicatori empirici della e-democracy
- 5 - Il federalismo come metodo di governo: le regole della democrazia deliberativa e partecipativa
- 6 - Privatizzazione e liberalizzazione dei servizi pubblici in Italia e in Europa. Problemi di governance ed effetti sulla regolazione del lavoro
- 7 - Servizi di Interesse Generale (SGI) e Servizi di Interesse Economico Generale (SGEI)nell'ordinamento comunitario: -regime delle essential facilities (profili giuridici ed economici dell'utilizzo delle infrastrutture essenziali di energia e di trasporto) -misure statali di promozione (concessione di aiuti di stato e finanziamento di oneri di pubblico servizio) -users rights (profili generali di protezione e risarcimento, disciplina specifica nei settori alimentare e ambientale)
- 8 - Le sfide dell'integrazione europea in ambito di fiscalità e di regolamentazione: un agenda per il 2007-2013.
- 9 - I servizi pubblici fra disciplina comunitaria, nazionale e regionale.
- 10 - Nuove forme di garanzia dei diritti, trasformazioni dell'organizzazione pubblica e sviluppo della dignità umana
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
AIPA (Autorità Informatica Pubblica Amministrazione), Criteri e strumenti per migliorare l’accessibilità dei siti web e delle applicazioni informatiche a persone disabili”, 2003CNIPA, Piano triennale per l'informatica nella pubblica amministrazione 2004-2006, Roma, 2003 (www.cnipa.gov.it)
BARBER B., Electronic Democracy: Which technology for Wich democracy? Which democracy for which technology?, in International Journal of Communications Law and Policy, 2000, 6, 1 ss.
BARNES, M. , Researching Public Partecipation, in “Local Government Studies”, n. 25/4, 1999, pp. 60-75
BELLAMY C., TAYLOR J.A. , Governing in the Information Age, Open University Press, Buckingham, 1998
BOBBIO L., I governi locali nelle democrazie contemporanee, Roma-Bari,Laterza, 2002
BUKOWSKY J, PIATTONI S., SMYRL M. (eds.),Between europeanization and local societies: the space for territorial governance, Lanham-Boulder-New York-Oxford, Rowan & Littlefield Publishers, 2003.
CACIAGLI, M., Regioni d’Europa. Devoluzioni, regionalismi, integrazione europea, Bologna, Il Mulino, 2003
CAPOCCHI A., Il processo di e-government nel sistema delle amministrazioni pubbliche, Milano, Giuffrè, 2003.
CARAVITA B., La Costituzione dopo la riforma del titolo V. Stato, regioni e autonomie fra Repubblica e Unione Europea, Torino, 2001
CARAVITA B. (a cura di), I percorsi del federalismo.Editoriali di federalismi.it, Milano, Giuffrè, 2004.
CASSETTI L., La democrazia locale e la rete:l'esperienza in Europa, Editoriale di federalismi.it, n.20/2004
COMITATO DELLE REGIONI, Il rafforzamento della democrazia regionale e locale nell'Unione europea (coordinamento scientifico a cura di Beniamino Caravita e Luisa Cassetti), Lussemburgo, 2004, 2 voll.
COSTANZO P., Profili costituzionali di Internet, in Tosi
E. (a cura di), Diritto di Internet e di e-business, Milano, 2003, vol I, 53 ss.
COSTANZO P., La democrazia elettronica, in Il diritto dell'informazione e dell'informatica, 2003, 465 ss.
D'AGOSTINO D., trasmissione telematica delle dichiarazioni: controlli e sanzioni, in Il Fisco, 2005, 983 ss.
DIBBEN, P., BARTLETT, D., Local Government and Service Users: Empowerment through User-Led Innovation?, in Local Government Studies, 2001, 27, n. 3, 43-58.
DUGATO M. , I servizi pubblici locali, in Trattato di diritto amministrativo. Diritto amministrativo speciale, a cura S. Cassese, 2003, vol. III, pp. 2583 ss.
EDLUND J. , Public Attitude towards Taxation: Sweden 1981-1997, in “Scandinavian Political Studies”, 2000,No. 1.
FENWICK, J., SHAW, K., FOREMAN, A., Managing Competition in UK Local Government: the Impact of CCT, in International Journal of Public Sector Management, 1994, vol. 7, n. 6, pp. 45-55.
GIDLUNG J., JERNECK M. (ed.), Local and Regional Governance in Europe: Evidence from Nordic Regions, Cheltenham, Edward Elgar, 2000
HUMPHREYS, P.C. , O’DONNELL, O. , TIMONEN, V. (a cura di), E-government and the decentralization of service delivery, Institute of Public Administration, Dublin, 2003.
MANACORDA P.M., Le reti di telecomunicazione nelle città italiane, in Problemi dell’informazione, 1998, n.1.
MAYER F., Europe and the Internet-The old Wordl and the new Medium, in European Journal of International Law, 2000, 11, 149.
MEHLICH H., Electronic government. Die elektronische Verwaltungsreform. Grundlagen-Entwicklungsstand-Zukunftsperpektiven, Gabler, Wiesbaden, 2002.
PRINS C. (a cura di), E-government and its implications for administrative law.Regulatory Initiatives in France, germany, Norway and the United States, The Hague, Asser, 2002
SCHIAVOLIN R., Comportamento "antieconomico dell'imprenditore e potere di accertamento dell'amministrazione finanziaria, in Giurisprudenza delle imposte, 2004, 245 ss.
SVEDIN, U., HÄGERHÄLL, B. (editors), Sustainability, Local Democracy and the Future: The Swedish Model, Dordrecht, Kluwer Academic Publishers, 2002.
TARANTINI G. (a cura di), Il federalismo a Costituzione variata, Torino,Giappichelli, 2002
TIVELLI L., MASINI S., Un nuovo modo di governare. L’e-government e il cambiamento della pubblica amministrazione, Roma, Fazi ed., 2002
UNITED NATIONS, E-government at the crossroads, Wordl Public Sector Report, 2003 (UN/DOC ST/ESA/PAD/SER.E.49)
VITALI O., Lo scenario dell’ICT in Italia e in Europa. Un’analisi esplorativa dei dati, in Le regole europee per la comunicazione. Materiali per la Costituzione dell’Unione, a cura di S. Amorosino e A. Alessi, Milano, Giuffrè, 2003.
DE PETRIS A., La Rappresentanza nell’era della tecnopolitica, in: Atti del convegno “Percorsi e vicende attuali della rappresentanza e della responsabilità politica” – Università degli Studi di Milano, Facoltà di Giurisprudenza, 16-17 Marzo 2000, Giuffrè, Milano, 2001, p. 205-233.
DE PETRIS A., „www.pleasevoteforme.com“. Wahlwerbung und neue Medien in den USA, in: Mitteilungen des Instituts für Deutsches und Europäisches Parteienrecht und Parteienforschung 11 (2003), p. 50-56
HASEN R.L., Symposium: Internet Voting and Democracy: Introduction, 34 LOY. L.A. L. REV. 979, 980 (2001).
OGRIS, G., HOFINGER, C., BREITENFELDER, U., Wählerstrome bei der Nationalratswahl 2002, in „Forum Parlament“, 1/2003, Beilage der „Journal für Rechtspolitik“, 2003, 2-5
PERSHING S.B., Symposium: The Voting Rights Act in the Internet Age: An Equal Access Theory for Interesting Times, 34 LOY. L.A. L. REV. 1171, 1172 (2001).
STOHS B., Is I-Voting I-Llegal? in Duke Law & Technology Review, 2003, 14, 1 ss.
WALKER M.O., "Don't Show Them Where to Click and Vote:" An Assessment of Electioneering Law in the United States as a Consideration in Implementing Internet Voting Regimes, in Kentucky Law Journal, 2002, 91, 715
ARENA G., Dalla trasparenza alla comunicazione nell’arco del decennio, in Riv. It. di comunicazione pubblica, ed. F. Angeli, Milano, n. 5, anno 2000.
BENZI, A. “Speciale Internet -la comunicazione viaggia sulla rete. Più informazioni, più trasparenza e nuovi servizi”, Pubblica Amministrazione Oggi, Maggioli Editore, settembre 1997
BERNARDI L. – PROFETA P., "Tax systems and tax reforms in Europe",Routeledge, 2004.
BORGONOVI E. Globalizzazione e ruolo delle amministrazioni pubbliche in "Azienda pubblica", fasc. 1, vol. 14, anno 2001, pp. 5 - 8
COLOMBO F., Il cittadino conta troppo poco con Internet conterà di più, in Teléma, n.19, burocrazia elettronica, società più civile, in www.baldo.fub.it/teléma.
EDLUND, J. , Public Attitude towards Taxation: Sweden 1981-1997, in “Scandinavian Political Studies”, 2000,No. 1
ESPOSITO G., Elementi di comunicazione pubblica per gli operatori degli URP, ed. Esselibri, 2000.
FENWICK, J., SHAW, K., FOREMAN, A., Managing Competition in UK Local Government: the Impact of CCT, in International Journal of Public Sector Management, 1994, vol. 7, n. 6, pp. 45-55
NUCCI G., Elementi portanti, aree di intervento, finalità, in Riv. It. di comunicazione pubblica, ed. F. Angeli, Milano, n. 5, anno 2000.
RODOTA’ S., Democrazia non solo telematica per una vera cittadinanza attiva, in Teléma, n. 19,Burocrazia elettronica, società più civile, in www.baldo.fub.it/teléma.
ROLANDO S., Un paese spiegabile, la comunicazione pubblica negli anni del cambiamento delle autonomie territoriali e delle reti, ed. Etas libri, Milano, 1998.
SEMENZATO S., Internet come servizio pubblico, in www.interlex.it, 1998.
FICI, Internet e le nuove forme della partecipazione politica, Franco Angeli, 2000
NIELSEN, The Elements of Usability: The Practice of Simplicity, New Riders, 2001
TIVELLI L.(a cura di), Verso una nuova cittadinanza. Le best practice nell'e-government, Fazi Editore, Roma, 2003
VISCIOLA, Usabilità dei siti web, Apogeo, 2000
VESPERINI G., (acura di), E-government, Milano, 2004
WURZER A. J., P.A., Cittadino e Internet in Olanda, in Riv. It. di comunicazione pubblica, ed F. Angeli, Milano, n.4, 2000.
Parole Chiave
E-GOVERNMENT; DEMOCRAZIA; LIBERTÀ; ORGANIZZAZIONE DEI SERVIZI AI CITTADINI; E-TAXATION; EFFICIENZA E PRIVACY; USABILITÀ DEI SITI WEBE-government, democrazia, libertà, servizi ai cittadini e alle imprese, decentramento territoriale in Italia e in Europa.
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
La diffusione delle nuove tecnologie sta influenzando il modello di democrazia partecipativa che appartiene alla tradizione europea e nordamericana del moderno "Stato di diritto costituzionale". Le trasformazioni rapide delle ICTs (Information and Communications Technologies) devono confrontarsi con gli strumenti della democrazia che presuppongono modalità e tempi di organizzazione decisamente più lenti, fondati sul confronto, sul dibattito parlamentare, sulle strategie di politica economica elaborate nel medio-lungo periodo. La ricerca si propone di verificare, in una prospettiva giuridica interdisciplinare e sulla base dell'analisi comparata (USA e Unione Europea), l'impatto di queste trasformazioni sui seguenti profili della partecipazione democratica: 1)il voto; 2) i diritti del cittadino/utente dei servizi pubblici fruibili on-line; 3) i doveri di contribuzione del cittadino e delle imprese; 4)l' efficienza dei servizi e la garanzia della privacy; 5)l'accesso ai siti web anche da parte di soggetti disabili1. Lo studio delle procedure di voto elettronico fornisce un punto di osservazione strategico per analizzare le modalità con le quali gli strumenti della partecipazione democratica che si esprime attraverso il voto possono sfruttare le innovazioni tecnologiche salvaguardando al contempo il livello attuale delle garanzie costituzionali e legislative che sostengono l'espressione del consenso politico sia nelle elezioni nazionali, sia nelle consultazioni regionali e locali. L'esperienza italiana sul voto elettronico sarà analizzata alla luce dei dati provenienti dall'analisi comparata delle problematiche che emergono dall'esperienza statunitense e dalle realtà dei paesi UE.
2. La diffusione delle tecnologie informatiche e dei nuovi strumenti di comunicazione nell'organizzazione della pubblica amministrazione, sia a livello centrale, sia a livello locale, sta trasformando le modalità e i tempi di gestione e di erogazione dei servizi pubblici ai cittadini. Sulla base dei dati relativi alle trasformazioni in atto nei paesi UE (portali governativi, servizi locali on line) i ricercatori si propongono di ricostruire l'impatto della nuova offerta on line dei servizi alla persona sulle garanzie dei diritti fondamentali connessi alla cittadinanza.
3. La Pubblica Amministrazione sta cercando di adeguare la propria azione amministrativa al fine di sfruttare al meglio le nuove tecnologie per agevolare il più possibile i cittadini e le imprese nel loro obbligo inderogabile: essere contribuenti. L'impatto delle nuove tecnologie nell'adempimento dei doveri contributivi (art.53 Cost.) da parte dei cittadini e delle imprese sarà analizzato sia nella dimensione statale, sia nella dimensione regionale e locale, al fine di descrivere le prospettive del federalismo fiscale.
4. Non vi può essere vera e-democracy e non si possono apprezzare i vantaggi dei servizi on line se non si garantisce un elevato livello di protezione della privacy. Si ritiene pertanto, che conciliare l'e-government con l'assoluto diritto alla riservatezza rappresenti una necessità primordiale per la manutenzione dello Stato democratico e di diritto pur nell'inescappabile esigenza di trarre dalle nuove tecnologie tutti i vantaggi possibili in termini di miglioramento della risposta dell'amministrazione alle domande di sicurezza e benessere degli amministrati.
5. La democrazia partecipativa impone inoltre di limitare i fenomeni di e-exclusion e quindi di potenziare gli strumenti in grado di garantire uno standard elevato di web-usability (Legge Stanca n.4/2004 e relativo regolamento di attuazione del febbraio 2005). I ricercatori valuteranno, sulla base dei principi elaborati in ambito comunitario e dei parametri adottati nei paesi UE, i riflessi che può avere l'articolazione in senso policentrico dell'amministrazione italiana, fra livello nazionale e livello regionale, rispetto alla garanzia di un pieno diritto di accesso ai siti Internet della stessa p.a. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Beniamino CARAVITA DI TORITTO Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di evidenziare, sulla base della comparazione con le esperienze ed i progetti di e-government elaborati nei paesi dell'Unione Europea e sulla base degli spunti di riflessione che emergono dall'esperienza e dal dibattito in corso negli Stati Uniti, il ruolo delle nuove tecnologie informatiche e delle moderne forme di comunicazione nella costruzione di nuovi modelli e nuove occasioni di partecipazione democratica nel nostro paese.I profili che la ricerca si propone di analizzare riguardano: 1) la partecipazione al voto-elettronico e l'esercizio dei diritti politici attraverso le nuove forme di comunicazione interattiva, 2) il contenuto dei diritti del cittadino/utente dinanzi all'offerta on line dei servizi pubblici; 3) le modalità informatiche per l'adempimento dei doveri pubblici (di contribuzione) da parte dei cittadini e delle imprese; 4) servizi efficienti e accettabili livelli di protezione della privacy; 5) l'accesso alle nuove tecnologie informatiche, anche da parte dei soggetti deboli.
I profili sopra richiamati saranno esaminati alla luce del nuovo sistema policentrico dei livelli di governo (enti locali, regioni, stato) introdotto dalla legge costituzionale n.3 del 2001 di riforma del titolo V, parte II della Costituzione repubblicana.
1. Le nuove frontiere della partecipazione attraverso il voto elettronico (e-voting e i-voting) saranno valutate tenendo conto dei riflessi delle procedure di voto elettronico sulle garanzie costituzionali e legislative relative all'esercizio del diritto di voto, sia in ambito nazionale, sia a livello regionale e locale. Nella dimensione nazionale i ricercatori si propongono di accertare se, ed in quale misura, i progetti relativi all'e-voting abbiano considerato prioritario il mantenimento di un livello di garanzie (segretezza, libertà, personalità del voto) che non solo è imposto dai principi costituzionali e dalle leggi elettorali, ma appartiene ormai alle tradizioni costituzionali comuni ai paesi dell'Unione europea.
2. I diritti di partecipazione dei cittadini/utenti sono direttamente coinvolti dalla riorganizzazione telematica della pubblica amministrazione che consente la fruizione on line di una serie di servizi.
Sulla base dei risultati e degli spunti che emergono dall'analisi comparata delle strategie di e-government che coinvolgono la riorganizzazione dei servizi ai cittadini nei paesi UE, i ricercatori dovranno evidenziare gli obiettivi ed i riflessi istituzionali della strategia italiana sull'innovazione tecnologica dell'amministrazione centrale e locale (centralizzazione, devolution, separazione delle competenze etc.). L'altro versante della ricerca riguarda l'impatto delle nuove tecnologie sul contenuto e sulla qualità delle garanzie dei diritti civili e sociali dei cittadini/utenti (es.libertà di circolazione e diritto alla salute). I ricercatori dovranno in primo luogo verificare se, ed in quale misura, l'offerta on line di taluni servizi sia riferita all'"utente" ovvero si riferisca al cittadino pleno jure inteso come soggetto titolare di tutte le garanzie tipiche di un sistema democratico.
3. Nell'ambito della riorganizzazione dei servizi pubblici i ricercatori dovranno evidenziare le caratteristiche del nuovo rapporto tra il cittadino-contribuente e la pubblica amministrazione nella e-taxation.
Occorrerà pertanto esplorare i problemi giuridici creati dall'e-taxation, considerando i vari livelli di governo coinvolti, nella prospettiva di una Pubblica Amministrazione che offra servizi tributari ai cittadini ed alle imprese, nel rispetto dei principi di efficienza, economicità e buon andamento, in funzione del dialogo, della funzionalità e della trasparenza amministrativa. Si dovranno ovviamente esaminare, a fianco e come premessa dell'analisi giuridica, vantaggi e svantaggi, emergenti dall'attuazione pratica, della informatizzazione degli adempimenti e dei servizi, distinguendo quelli riferibili ai cittadini in generale da quelli concernenti le imprese.
A tale scopo, si prenderanno in considerazione, da un lato, le esperienze europee ed extraeuropee più significative nell'erogazione telematica di servizi in campo tributario da parte della pubblica amministrazione; dall'altro, le esperienze più innovative e significative già operanti nel nostro Paese, partendo dalla più complessa e collaudata situazione dell'Amministrazione finanziaria erariale, per confrontarla con alcune delle più interessanti realizzazioni rinvenibili a livello periferico. Obiettivi di questa parte della ricerca sono dunque:
- Verificare la situazione italiana dei servizi di e-government offerti in campo tributario ai cittadini ed alle imprese, comparandola con i più significativi esempi stranieri;
- Trarne le opportune considerazioni sui possibili sviluppi, anche nella logica della sussidiarietà, per meglio assicurare che l'apertura alle nuove tecnologie realizzi effettivamente i suoi scopi di semplificazione;
- Riconsiderare gli istituti tributari coinvolti dal processo in atto.
4. Con l'introduzione delle nuove tecnologie, la "persona elettronica", che a noi fa riferimento, diventa sempre più largamente oggetto di trattamento da parte dei soggetti economici e amministrativi con i quali abbiamo a che fare: ogni abuso e lesione di diritto perpetuata ai danni del nostro "alias" si ripercuote inevitabilmente, prima o poi, anche su noi stessi. Si ritiene pertanto, che conciliare l'e-government con l'assoluto diritto alla riservatezza rappresenti una necessità primordiale per la manutenzione dello Stato democratico e di diritto pur nella fondamentale esigenza di trarre dalle nuove tecnologie tutti i vantaggi possibili in termini di miglioramento della risposta dell'amministrazione alle domande di sicurezza e benessere degli amministrati.
In altri termini, la ricerca si propone di verificare le modalità e le forme attraverso le quali è possibile realizzare il progetto enunciato nel Rapporto "2003. Un anno di Innovazione Tecnologica" pubblicato dal Ministero per l'Innovazione e le Tecnologie, secondo cui "Si devono (...) prevenire i potenziali rischi di "distruzione di valore sociale" che potrebbe derivare da un uso illecito o dannoso di queste tecnologie, a detrimento della privacy".
5. Nell'ambito della web-usability la ricerca avrà come primo obiettivo quello di rendere conto dello "stato dell'arte" della normativa in materia di accessibilità dei siti internet ("web usability") delle pubbliche amministrazioni. Oltre alla legislazione nazionale, sarà dedicata una particolare attenzione alla normazione sopranazionale e internazionale. Anche la legislazione regionale sarà oggetto di specifici approfondimenti, posto che nel primo stadio della ricerca scopo primario è quello di "fare chiarezza" e cercare di comprendere i rispettivi ambiti di intervento legislativo da parte dell'Unione Europea, del Governo, del Parlamento e delle Regioni. La ricerca si concentrerà quindi sull'analisi, sia delle normativa nazionale più importante e più recente in materia ("Legge Stanca" n. 4 del 2004 e relativo regolamento di attuazione del febbraio 2005), sia sulle best practices che si sono potute evidenziare a livello regionale.Se a prima vista appare evidente che rendere accessibili i siti internet delle pubbliche amministrazioni, cominciando da quelli degli assessorati comunali per arrivare a quelli ministeriali, rende più pregnante di significato il concetto stesso di e-democracy ("electronic-democracy"), resta ad ogni modo da studiare e approfondire in che modo l'utente può trarre beneficio da questa "apparente" estensione di democrazia e, soprattutto, è da analizzare molto attentamente la fattibilità della normativa in materia.
I ricercatori pubblicheranno i risultati intermedi e finali della ricerca sulla rivista telematica www.federalismi.it. Al termine della ricerca i risultati saranno presentati in un Convegno internazionale e successivamente pubblicati in un volume collettaneo. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le trasformazioni rapide delle ICTs (Information and Communications Technologies) sono destinate a confrontarsi con gli strumenti della democrazia che presuppongono modalità e tempi di organizzazione decisamente più lenti. In questo contesto, i diversi modelli di democrazia (rappresentativa, plebiscitaria, maggioritaria etc.) devono elaborare gli strumenti necessari per metabolizzare le potenzialità della evoluzione tecnologica al fine di potenziare, da un lato, le occasioni della partecipazione e, dall'altro, ridurre i possibili conflitti tra le consolidate ed irrinunciabili garanzie costituzionali relative ai diritti politici e civili dei cittadini e le nuove procedure tecniche di partecipazione offerte dall'informatica e dalle comunicazioni. L'analisi delle prospettive di partecipazione offerte dalla e-democracy si concentrerà sull'esercizio del diritto di voto attraverso la rete Internet, sul rapporto tra la riorganizzazione on line della pubblica amministrazione e la qualità dei diritti dei cittadini-utenti dei servizi pubblici, sul rapporto tra amministrazione e cittadini-imprese contribuenti e su due profili trasversali che coinvolgono il bilanciamento tra l'efficienza dei servizi e la garanzia del diritto alla privacy e le problematiche della diffusione dell'accesso alle nuove tecnologie, anche da parte dei soggetti deboli e svantaggiati1. Lo studio delle procedure di voto elettronico fornisce un punto di osservazione strategico per analizzare le modalità con le quali gli strumenti e la cultura della partecipazione democratica che si esprime attraverso il voto possono accogliere e sfruttare le innovazioni tecnologiche salvaguardando al contempo il livello attuale delle garanzie costituzionali e legislative che sostengono l'espressione del consenso politico sia nelle elezioni nazionali, sia nelle consultazioni regionali e locali. L'introduzione delle procedure di voto elettronico si fonda su due modelli, sperimentati sia negli USA che in diversi paesi dell'UE: mentre il cd. e-voting sfrutta le potenzialità della rete Internet per creare una connessione tra i diversi seggi elettorali telematici (polling sites), l'i-voting, ovverosia il voto attraverso Internet, è quel particolare tipo di voto elettronico che si esprime utilizzando un computer remoto e quindi presuppone la disponibilità del mezzo (personal computer) e l'accesso alla rete. Nell'ordinamento statunitense il ricorso all'i-voting è stato sperimentato in contesti territoriali molto ristretti ed è al momento allo studio un progetto per verificare le possibilità della sua diffusione. In questa realtà sono stati approfonditi ed evidenziati una serie di dubbi sulla compatibilità con i principi costituzionali sull'esercizio del diritto di voto e con una legislazione che vieta qualunque tipo di discriminazione tra i vari gruppi sociali nella definizione delle regole elettorali. Nell'esperienza dei paesi membri dell'Unione europea la sperimentazione del voto elettronico vede protagonisti i livelli di governo regionali e locali che confidano nella capacità delle nuove tecnologie di incrementare la partecipazione democratica e di rimediare così al livello assai elevato di astensionismo, particolarmente diffuso tra le fasce più giovani del corpo elettorale, che caratterizza in modo significativo le consultazioni elettorali regionali e locali nei paesi dell'Unione europea. Una sperimentazione tecnologicamente assai avanzata del voto elettronico è quella che si registra nelle elezioni locali in Gran Bretagna e nelle consultazioni locali nei paesi scandinavi. In particolare, nel Regno Unito, il bilanciamento tra le garanzie tradizionali del diritto di voto (segretezza, libertà, personalità) ed il ricorso al voto elettronico si fonda su meccanismi di registrazione elettronica dei cittadini elettori che esprimono la loro preferenza partecipando al voto mediante l'utilizzo di una apposita carta elettorale (polling card) collegata ad un seggio elettorale telematico (polling station) in cui l'elettore dovrà recarsi per esprimere il proprio voto.
Il progetto italiano di e-government si fonda sul coinvolgimento delle regioni e degli enti locali e quindi sulla collaborazione tra governo centrale e governi locali. Il governo elettronico al servizio del federalismo implica il potenziamento dell'innovazione tecnologica nelle amministrazioni comunali e, in particolare, il coinvolgimento dei numerosi comuni piccoli e medio-piccoli nella costruzione dell'e-democracy. L'analisi dell'evoluzione legislativa, nazionale e regionale, sulle procedure in grado di diffondere le nuove tecnologie nella riorganizzazione della partecipazione democratica attraverso il voto consente in effetti di valutare l'andamento delle trasformazioni istituzionali imposte dalla riforma del titolo V, parte II della Costituzione e quindi di verificare l'effettivo coinvolgimento dei livelli regionali e locali di governo nel processo di consolidamento della e-democracy.
2. La diffusione delle tecnologie informatiche e dei nuovi strumenti di comunicazione nell' organizzazione della pubblica amministrazione, sia a livello centrale, sia a livello locale, è destinata a trasformare le modalità e i tempi di gestione e di erogazione dei servizi pubblici ai cittadini. Poichè la gestione dei servizi ai cittadini contribuisce a definire il rapporto tra la sfera pubblica e quella della cittadinanza, le trasformazioni indotte dai progetti di e-government nella posizione giuridica dei cittadini/utenti offrono nuovi orizzonti e nuove prospettive alla partecipazione democratica. Negli stati membri dell'Unione Europea l'e-government si sta sviluppando attraverso una serie di progetti il cui obiettivo è quello di riorganizzare l'amministrazione statale e locale anche al fine di rendere fruibili ai cittadini/utenti una serie di servizi e di prestazioni on-line. Nei paesi che negli ultimi si stanno avviando verso una generale riorganizzazione informatica della pubblica amministrazione statale e locale è fondamentale la creazione di un portale che in genere è organizzato sotto la diretta responsabilità e sotto il controllo degli esecutivi nazionali e che consente l'accesso a tutte le altre amministrazioni, ivi incluse le amministrazioni centrali e locali che possono essere contattate dai cittadini in modo trasparente, veloce ed efficiente. I cittadini possono infatti inoltrare richieste di certificati e di informazioni tramite posta elettronica e possono altresì utilizzare gli strumenti delle moderne telecomunicazioni (chiamate telefoniche da cellulari, call center, teleconferenze, identificazione della chiamata etc.). Tale riorganizzazione è destinata ad incidere sulla qualità dei diritti degli utenti, a condizione che la velocità e l'efficienza dell'amministrazione nella erogazione del servizio sia accompagnata dalla chiarezza, dalla accessibilità delle informazioni fruibili on line. E' evidente che questo obiettivo presuppone anche un consistente investimento da parte dei governi centrali per diffondere le possibilità di collegamento in rete anche nelle zone più remote, al fine di realizzare la migliore e-inclusion.
Sembra muovere in questa direzione l'organizzazione fondata sui centri "one-stop-shop" (Irlanda, Portogallo, Grecia) in cui il cittadino/utente può ottenere certificati provenienti da diverse amministrazioni tra loro collegate in rete senza dover passare da un ufficio ad un altro. E' evidente come la contrazione dei tempi e la velocità della prestazione fornita dall'amministrazione arricchisce il contenuto dei diritti di partecipazione e quindi il contenuto della cittadinanza: in questo caso, la velocità imposta dalle nuove tecnologie potrebbe incrementare, attraverso una gestione ottimale dei servizi ai cittadini, la democrazia elettronica (e-democracy).
Nelle realtà in cui la gran parte dei servizi alla persona, alle famiglie, dei servizi a rilevanza economica e dei servizi culturali rientrano nelle competenze amministrative degli enti locali è assolutamente necessario un processo di reale decentramento nell'offerta dei servizi. Si muove del resto in questa direzione il programma italiano di e-government (Presidenza del Consiglio, Piano di azione di e-government, 2002) nella parte in cui individua progetti proposti dalle regioni e dagli enti locali per la fornitura di servizi ai cittadini e alle imprese.
3. Negli ultimi anni, nel sistema fiscale italiano, in particolare in seguito alla riforma in materia di dichiarazioni ai fini delle imposte dirette e dell'iva e di versamenti unificati recata dal d.lgs. n. 241/1997, gli strumenti telematici per gli adempimenti fiscali hanno assunto un ruolo fondamentale nell'esecuzione degli obblighi fiscali da parte dei soggetti passivi.
La disponibilità immediata e la gestione informatica delle conoscenze necessarie ai controlli hanno consentito di comunicare la liquidazione delle imposte dovute prima del termine di presentazione della dichiarazione successiva, prevenendo la reiterazione di errori e rendendone più agevole la correzione; di accelerare i rimborsi; di introdurre meccanismi di versamento unificato e di compensazione tra debiti e crediti, più ampiamente di quanto previsto in precedenza. Dall'altro lato, si sono messi a disposizione dei contribuenti programmi che facilitano la redazione e presentazione delle dichiarazioni ed attivati appositi servizi di assistenza, consentendo di evitare i costi della consulenza dei professionisti e riducendo disagi pratici e difficoltà operative. Inoltre, l'Amministrazione finanziaria ha attivato una serie di strumenti informativi e di meccanismi per un più comodo e corretto adempimento degli obblighi fiscali, accessibili a chiunque attraverso portali web, anche in attuazione della l. 212/2000, c.d. Statuto dei diritti del contribuente, artt. 4 e 5.
Si può dunque dire che l'e-Government nel settore fiscale stia passando da una prima fase di acquisizione delle tecniche ad uno stadio più maturo, in cui l'obiettivo è di facilitare non soltanto il lavoro dell'amministrazione, ma anche gli adempimenti dei soggetti passivi, offrendo servizi di informazione ed assistenza tali da prevenire errori e da consentire di utilizzare le opzioni tra varie possibilità consentite dall'ordinamento.
Questa tendenza, nelle linee sopra tratteggiate, è osservabile in un numero sempre maggiore di paesi europei, onde si apre la possibilità di proficue comparazioni.
Dal punto di vista italiano, rappresenta una trasformazione profonda il passaggio da una Amministrazione finanziaria che lascia ai contribuenti l'onere di determinare correttamente i loro obblighi fiscali, trasformazione che si inserisce nella evoluzione della repubblica in senso federalista.L'apertura all'offerta di servizi siffatti nella logica dell'e-government si va infatti necessariamente estendendo alle Amministrazioni locali, ai fini dell'applicazione delle relative imposte.
Il processo federalista ha visto negli ultimi anni crescere la necessità di coordinarsi con una consistente attività di semplificazione amministrativa, in grado di snellire i tempi e gli oneri degli adempimenti burocratici che gravano sulle imprese italiane, in una congiuntura economica non certo favorevole. Tale situazione depone a favore di una accelerazione del processo di semplificazione amministrativa: in realtà, le potenzialità dell'e-government potrebbero rivestire un ruolo di rilievo nello snellimento degli adempimenti che gravano sul sistema produttivo.
4. L'idea che sorregge la ricerca sul bilanciamento tra efficienza dei servizi e diritti fondamentali è che l'e-government non si risolva in un mero ammodernamento degli apparati amministrativi, ma costituisca un'incisiva politica di riforma dell'amministrazione, che si coniuga, tra l'altro, nel nostro Paese con il processo di attuazione del federalismo. In quest'ottica, la sfida posta dall'e-government non consiste soltanto nella capacità di integrare tra loro la tradizione amministrativa e la nuova cultura della rete, ma nell'impegno a tenere immuni ed anzi ampliare, se possibile, gli spazi di libertà garantiti ai cittadini sul piano civile, sociale ed economico, nel quadro peraltro della tendenza che accomuna in questo momento storico praticamente tutte le esperienze ordinamentali dell'
Unione Europea.
Poiché infatti, con l'introduzione delle nuove tecnologie, la "persona elettronica", che a noi fa riferimento, diventa sempre più largamente oggetto di trattamento da parte dei soggetti economici e amministrativi con i quali abbiamo a che fare, ogni abuso e lesione di diritto perpetuata ai danni del nostro "alias" si ripercuote inevitabilmente, prima o poi, anche su noi stessi.
Si ritiene pertanto, che conciliare l'e-government con l'assoluto diritto alla riservatezza rappresenti una necessità primordiale per la manutenzione dello Stato democratico e di diritto pur nell'inescappabile esigenza di trarre dalle nuove tecnologie tutti i vantaggi possibili in termini di miglioramento della risposta dell'amministrazione alle domande di sicurezza e benessere degli amministrati.
5. Una strategia di e-government compatibile con l'idea della democrazia partecipativa presuppone una legislazione avanzata sul fronte della cd. web-usability: il potenziamento della diffusione e delle facilitazioni nell'accesso, anche da parte di soggetti deboli, alle nuove tecnologie è del resto il presupposto essenziale per un efficace e democratico governo elettronico.
Dal momento che la garanzia della piena accessibilità informatica della p.a. costituisce uno dei modi di essere di un'amministrazione effettivamente democratica nell'era digitale, tale garanzia non può essere assicurata soltanto per le pubbliche amministrazioni statali, alle quali, peraltro, la "Legge Stanca" n. 4 del 2004 sembra, ad una prima lettura, rivolgersi.
Si pone, quindi, il delicato problema dei riflessi che può avere l'articolazione in senso policentrico dell'amministrazione italiana, fra livello nazionale e livello regionale, rispetto alla garanzia di un pieno diritto di accesso ai siti Internet della stessa pubblica amministrazione. Qui si tocca, a ben vedere, uno dei tanti nodi del "regional-federalismo" italiano, come risultante, dopo la riforma del Titolo V del 2001. I ricercatori dovranno verificare, ad esempio, se esiste una competenza dello stato nella definizione di standard minimi di usabilità, riconducibile alla funzione (riservata allo stato) di garanzia dei livelli essenziali delle prestazioni concernenti i diritti civili e sociali (art.117, co 2, lett. m). <<<



