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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
E. LEVI, "Dai nostri poeti viventi", Firenze, Lumachi, 1903 [terza edizione accresciuta]

R. SERRA, "Le lettere", Roma, Bontempelli, 1914

G. PAPINI - P. PANCRAZI, "Poeti d’oggi: 1900-1920", Firenze, Vallecchi, 1920 e 1925 [poi a cura di Alessandro Romanello, Roma, Crocetti, 1996]

W. BINNI, "La poetica del decadentismo", Firenze, Sansoni, 1936

L. ANCESCHI – S. ANTONIELLI, "Lirica del Novecento. Antologia di poesia italiana", Firenze, Vallecchi, 1953

E. JANNI, "I poeti minori dell’Ottocento", IV, "Da un secolo all’altro", Milano, Rizzoli, 1958

L. BALDACCI, “Poeti minori dell’Ottocento”, Milano-Napoli, Ricciardi, 1958 e 1963, 2 voll.

E. SANGUINETI, "Tra liberty e crepuscolarismo", Milano, Mursia, 1961

“L’antologia dei poeti italiani dell’ultimo secolo”, a cura di G. Ravegnani e G. Titta Rosa, Milano, Martello, 1963

F. ULIVI, "Poeti minori dell’Ottocento italiano", Milano, Vallardi, 1963

"Poeti simbolisti e liberty in Italia", a cura di G. Viazzi e V. Scheiwiller, Milano, All’insegna del pesce d’oro, 1967-1971-1972

E. SANGUINETI, "Poesia italiana del Novecento", Torino, Einaudi, 1969

G. CONTINI, “Innovazioni metriche italiane tra Otto e Novecento”, in “Varianti e altra linguistica”, Torino, Einaudi, 1970

L. ANCESCHI, "Le poetiche del Novecento in Italia", Torino, Paravia, 1972

F. LIVI, "Dai simbolisti ai crepuscolari", Milano, IPL, 1974

S. RAMAT, "Storia della poesia italiana del Novecento", Milano, Mursia, 1976


S. GIOVANARDI, "La presenza ignota. Indagini sulla poesia simbolista italiana fra Otto e Novecento", Roma, Istituto della Enciclopedia Italiana, 1982

M. CARLINO – F. MUZZIOLI, "La letteratura italiana del primo Novecento (1900-1915)", Roma, La Nuova Italia Scientifica, 1986

F. FINOTTI, "Sistema letterario e diffusione del decadentismo nell’Italia di fine ‘800. Il carteggio Vittorio Pica – Neera", Firenze, Olschki, 1988

A. BERTONI, "Dai simbolisti al Novecento. Le origini del verso libero italiano", Bologna, Il Mulino, 1995

G. SAVOCA, "Vocabolario della poesia italiana", Bologna, Zanichelli, 1995

"La letteratura italiana del Novecento. Repertorio delle prime edizioni", a cura di L. GAMBETTI e F. VEZZOSI, Genova, Graphos, 1995

"Antologia della poesia italiana", diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, III, Ottocento-Novecento, Torino, Einaudi, 1999

A.I. VILLA, "Neoidealismo e Rinascenza latina tra Otto e Novecento. La cerchia di Sergio Corazzini. Poeti dimenticati e riviste del crepuscolarismo romano (1903-1907)", Milano, LED, 1999.


Su Bacchelli:

G. BOINE, “Plausi e botte”, Firenze, Libreria della Voce, 1918 (ora Milano, Garzanti, 1983)

F. GAVAZZENI, “I cinquant’anni dei Poemi lirici”, in “Discorrendo di Riccardo Bacchelli”, Milano-Napoli, Ricciardi, 1966

M. SACCENTI, “Riccardo Bacchelli”, Milano, Mursia, 1973

A. DOSI BARZIZZA, “Invito alla lettura di Riccardo Bacchelli”, Milano, Mursia, 1986

”Riccardo Bacchelli: lo scrittore, lo studioso”, Atti del Convegno di Studi, Modena, Mucchi, 1990

C. MASOTTI, “Riccardo Bacchelli”, Napoli, Morano, 1991


Su Bertacchi:

F. FLORA, Presentazione a G. Bertacchi, "Poesie", Sondrio, Gianasso, 1956


Su Folgore:

P. PAPINI, “Luciano Folgore, figura e poesia”, Roma, Il Premio, 1967

M. APOLLONIO, “Futurismo”, Milano, Mazzotta, 1970

”Marinetti e i futuristi” a cura di L. De Maria, Milano, Garzanti, 1994

C. SALARIS, “Luciano Folgore e le avanguardie”, Scandicci, La Nuova Italia, 1997


Su Gnoli:

A. GRAF, “Anime di poeti”, in «Nuova Antologia», 1 aprile 1904

C. CALCATERRA, “Giulio Orsini”, in «Illustrazione Italiana», L, I° semestre 1923

M. DE CAMILLIS, “Domenico Gnoli letterato e poeta”, Napoli, Perrella, 1924

C. DI PAOLA, “La poesia di Domenico Gnoli”, Catania, Sorace e Siracusa, 1934

U. BOSCO, “Domenico Gnoli e la poesia del primo Novecento” Roma, Bardi, 1936


Su Govoni:

G. RAVEGNANI, "Corrado Govoni e la poesia del Novecento", introduzione a C. GOVONI, "Poesie (1903-1958)", Milano, Mondadori, 1961, pp. 7-34

F. CURI, "Corrado Govoni", Milano, Mursia, 1964

A. FOLLI, "Il laboratorio poetico di Govoni: 1902-1908 (Sulle annotaizoni autografe ai testi francesi della sua biblioteca)", in «La Rassegna della Letteratura Italiana», sett.-dic. 1974, n. 3, 437-455

"Corrado Govoni", Atti delle giornate di studio, Ferrara, 5-7 maggio 1983, a cura di A. Folli, Bologna, Cappelli, 1984

L. BLASUCCI, "Montale, Govoni e l’«oggetto povero»", in «La Rassegna della Letteratura Italiana», 1-2, 1990, pp. 43-63

E. MONTALE, "Un’antologia di Govoni (1953)", in "Il secondo mestiere. Prose 1920-1979", a cura di G. Zampa, Milano, Mondadori, 1996, vol. I, pp. 1564-1569

M. MANGANELLI, "Da Govoni a Ungaretti", in «Il Verri», 13-14, nov. 2000, pp. 66-76

A. PIETROPAOLI, "Diacronia di Govoni (1903-1915)", in "Poesie in libertà: Govoni Palazzeschi Soffici", Napoli, Guida, 2003, pp. 27-97

G. FARINELLI, "Corrado Govoni", in "Perché tu mi dici poeta? Storia e poesia del movimento crepuscolare", Roma, Carocci, 2005, pp. 211-292.


Su Graf:

B. CROCE, “La letteratura della nuova Italia”, Bari, Laterza, 1914-15, 2 voll.

V. PREZIOSI, “Arturo Graf poeta”, Avellino, Pergola, 1931

P. MAINENTI, “Arturo Graf e il movimento critico poetico tra il 19° e il 20° secolo”, Napoli, Guida, 1938

G. LONARDI, “Graf: il lavoro perduto, la rima”, Padova, Liviana, 1971

G. DE LIGUORI, “I baratri della ragione”, Manduria, Lacaita, 1986


Su Papini:

A. GARGIULO, "La lirica di Papini", in «L'Italia letteraria», 14 settembre 1930

C. BETOCCHI, "Osservazioni sulla poesia di Papini", in «Il Frontespizio», luglio 1937

S. SOLMI, "Pane e vino", in "Scrittori negli anni", Milano, Il Saggiatore, 1963

J. LOVREGLIO, "Une odyssée intellectuelle entre Dieu et Satan : Giovanni Papini, 1881-1956", 3 voll., Paris, Lethielleux, 1974-1981

L. BALDACCI, "Introduzione" a G. Papini, "Opere", Milano, Mondadori, 1977

G. UNGARETTI, "Lettere a Giovanni Papini: 1915-1948", a cura di Maria Antonietta Terzoli, introduzione di Leone Piccioni, Milano, Mondadori, 1988

S. RAMAT, "«Opera Prima» di Giovanni Papini", in "La poesia italiana 1903-1943: quarantuno titoli esemplari", Venezia, Marsilio, 1997, pp. 160-171

C. DI BIASE, "Giovanni Papini. L'anima intera", Napoli, Edizioni Scientifiche Italiane, 1999, pp. 336-346

M. RICHTER, "Papini e Soffici : mezzo secolo di vita italiana (1903-1956)", Firenze, Le Lettere, 2005


Su Pirandello:

L. PIRANDELLO, "Saggi, poesie, scritti varii", a cura di M. Lo Vecchio Musti, Mondadori, Milano 1960

L. PIRANDELLO, "Tutte le poesie", introduzione di F. Nicolosi, Mondadori, Milano 1982

"Pirandello poeta", Atti del VII convegno internazionale di studi pirandelliani, Vallecchi, Firenze 1981


Su Rebora:

R. CICALA - V. ROSSI, "Bibliografia reboriana", Olschki, Firenze 2002.

D. VALLI, "Cinque studi per Clemente Rebora", Congedo, Galatina 1997

"Clemente Rebora nella cultura italiana ed europea", Editori Riuniti, Roma 1993

"Omaggio a Clemente Rebora", "Microprovincia" 38, 2000


Su Valeri:

"Antologia popolare di poeti del Novecento", a cura di V. Masselli, G. A. Cibotto, Firenze, Vallecchi, 1973(seconda edizione), pp. 97-111.

"Studi in onore di Vittorio Lugli e Diego Valeri", Venezia, Neri Pozza, 1961.

S. BETTINI, "Colore di Diego Valeri", Venezia, Neri Pozza, 1962.

V. ZAMBON, "La poesia di Diego Valeri", Padova, Liviana, 1968.

L. BALDACCI, "Per un'antologietta di Diego Valeri", in "L'approdo letterario", 59-60, 1972.

"Omaggio a Diego Valeri", a cura di Ugo Fasolo, Firenze, Olschki, 1979 (Atti del Convegno tenuto a Venezia nel 1977).

G. MANGHETTI, "So la tua magia: è la poesia. Diego Valeri, prime esperienze poetiche, 1908-1919", con lettere inedite a Francesco Meriano e una scelta di testi rari, postfazione dell'editore, Milano, All'insegna del pesce d'oro, 1994.

"L' opera di Diego Valeri": Atti del Convegno nazionale di studi, Piove di Sacco 29-30 novembre 1996, a cura di Gloria Manghetti, Piove di Sacco, Rigoni, 1998.
Parole Chiave
POESIA ITALIANA CONTEMPORANEA, EDIZIONI, SAGGI, COMMENTI, OTTO/NOVECENTO

Alla ricerca dei libri perduti. Per una mappa della poesia italiana tra Otto e Novecento (1890-1920): edizioni, saggi, commenti

Università degli Studi di Padova
Abstract
La ricerca si propone di ripubblicare alcune raccolte poetiche di importanti autori italiani attivi tra Otto e Novecento (Govoni, Papini, Bacchelli, Graf, Folgore, Valeri, Pirandello, etc.). Nonostante si tratti di libri tutt'altro che marginali nel panorama della letteratura italiana a cavallo tra i due secoli, essi sono pressoché irreperibili nei circuiti di vendita come pure nelle biblioteche. Le nuove edizioni saranno accompagnate da saggi introduttivi e da note di carattere filologico; inoltre esse saranno affiancate da versioni digitalizzate consultabili in Internet. In alcuni casi i testi richiederanno il supporto di rilievi interpretativi e analitici che saranno raccolti in commenti o saggi di commento. I risultati intermedi e finali delle ricerche verranno esposti in giornate di studio e convegni da tenersi nelle varie sedi coinvolte nel progetto. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Silvio Ramat Università degli Studi di PADOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo primario del progetto di ricerca è quello di rimettere in circolazione opere di poeti italiani attivi tra la fine dell’Ottocento e i primi vent’anni del Novecento: raccolte anche molto note e citate ma in genere conosciute solo superficialmente a causa della loro scarsa reperibilità sia in libreria che in biblioteca. Si tratta di una serie di autori molto diversi tra loro ma tutti, in varia misura, storicamente importanti ai fini della ricostruzione del panorama della poesia italiana otto-novecentesca. Senza la riconsiderazione critica di questi autori, il canone tradizionalmente proposto dalle antologie e dalle ricognizioni saggistiche rimane in certo modo incompiuto; con ciò non ci si propone di mettere radicalmente in discussione il canone ma di infoltirlo e approfondirlo, arricchendolo di nuovi elementi finora ingiustamente relegati ai margini. La periodizzazione considerata dal progetto (1890-1920) copre un arco temporale cruciale per l’evoluzione della lirica italiana: lo spartiacque tra i due secoli vede la graduale conquista da parte dei poeti italiani, attraverso un percorso certo non lineare, di una modernità espressiva finalmente sintonizzata con le correnti più importanti della letteratura europea. Tutti gli autori che il progetto intende riproporre vivono nella propria esperienza il contrasto tra temi e stili ancora ottocenteschi e sintomi e spinte d’innovazione. Recuperarli a tutti gli effetti alla storia della letteratura italiana è fondamentale per restituire appieno la complessità di uno snodo decisivo per la nostra tradizione letteraria. Ciò non può avvenire in alcun modo senza un primo fondamentale passo: la ripubblicazione e la reimmissione nei circuiti di lettura dei testi interessati, non solo nel classico supporto cartaceo ma anche, al fine di favorire una maggiore e più accessibile diffusione dei materiali, in una versione digitale da rendere consultabile in Internet.
Ognuna delle unità locali si concentrerà su propri obiettivi. Il Dipartimento di Italianistica dell’Università di Padova si occuperà in particolare di quattro autori (Giovanni Bertacchi, Corrado Govoni, Giovanni Papini, Diego Valeri); quello di Firenze si dedicherà invece alle opere di Riccardo Bacchelli, Luciano Folgore, Arturo Graf, Giulio Orsini (pseudonimo di Domenico Gnoli); l’unità di Milano, infine, si concentrerà sull’opera poetica di Luigi Pirandello e di Clemente Rebora. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Una riconsiderazione critica della poesia italiana tra Otto e Novecento non può prescindere dal confronto ravvicinato con i testi. Eppure di una parte non trascurabile delle raccolte poetiche che hanno profondamente inciso sulla storia della poesia italiana del Novecento, non è ad oggi disponibile un’edizione filologicamente attendibile. Risulta infatti difficile, se non impossibile, trovare in commercio riedizioni di opere capitali di questo periodo; d’altra parte la ricerca nei circuiti bibliotecari nazionali dimostra che anche le prime edizioni di tali raccolte sono reperibili con grande difficoltà e in un numero assai ristretto di biblioteche.
Particolarmente emblematico è il caso di Corrado Govoni. Nonostante alcune delle più autorevoli antologie del nostro Novecento poetico si inaugurino nel suo nome (cfr. "Poeti italiani del Novecento", a cura di Pier Vincenzo Mengaldo, Milano, Mondadori, 1978; "Poesia del Novecento italiano", a cura di Niva Lorenzini, Roma, Carocci, 2002) o gli dedichino grande spazio (Edoardo Sanguineti, "Poesia italiana del Novecento", Torino, Einaudi, 1969; "Antologia della poesia italiana", diretta da Cesare Segre e Carlo Ossola, III, Ottocento-Novecento, Torino, Einaudi, 1999), molte delle sue principali raccolte non sono più state ripubblicate. Si pensi ad esempio a "Fuochi d’artifizio" (1905) e a "Gli aborti" (1907), due volumi fondamentali per comprendere l’itinerario poetico non solo di Govoni, ma di tutto il primo Novecento italiano: a cento anni dalla loro prima apparizione esse non sono state più riproposte, tanto che sono consultabili quasi esclusivamente presso la Biblioteca Ariostea di Ferrara. L’esperienza di Govoni, oltre a porsi in un periodo cruciale, al centro di tendenze contrastanti (tra innovazione e tradizione, continuità con la lirica italiana e apertura alla poetica simbolista d’Oltralpe), si riflette potentemente non solo su singole personalità, ma su intere generazioni che nella prima metà del Novecento iniziano il proprio apprendistato (Ungaretti, Montale, Sinisgalli, Bertolucci, Caproni).
La situazione editoriale di Govoni, estrema anche in relazione all’importanza del poeta, è condivisa da una fitta schiera di autori sia precedenti che posteriori. Si tratta di lirici certamente dotati di minore peso specifico rispetto al ferrarese ma il cui apporto alla storia poetica del Novecento è irrinunciabile. Scarsissimi sono i contributi critico-saggistici dedicati a questi autori i cui nomi si incontrano invece di frequente nelle scritture private di personalità letterarie tra le più notevoli: Clemente Rebora parla nelle sue lettere di Giovanni Bertacchi e propone a Prezzolini un articolo per “La Voce” sulla sua opera; Giuseppe Ungaretti parla con ammirazione di "Opera prima" di Giovanni Papini in vari documenti epistolari; Govoni cita Marino Marin e Giulio Orsini (pseudonimo di Domenico Gnoli) tra le sue letture. Per quanto riguarda Gnoli, è interessante rilevare che la sua importanza nel trapasso tra una sensibilità lirica ottocentesca a un’altra moderna, aggiornata sugli umori più fecondi di inizio Novecento, è stata rilevata fin dall’apparire della raccolta “Fra terra ed astri”. Una raccolta – uscita nel 1903, lo stesso anno dei primi tre libri delle “Laudi” dannunziane e dei “Canti di Castelvecchio” di Pascoli – che sembra rispondere con un impeto d’insofferenza alla nostra tradizione retorica. Tuttavia, le scosse che in quel primo decennio del Novecento impressero direzioni diverse alla poesia italiana (crepuscolarismo e futurismo in primo luogo) hanno relegato tra i timidi il tentativo di Gnoli. Eppure, per recuperare il senso dell’effettiva gradualità con cui in Italia fu inaugurata la modernità, è impossibile prescindere da esperienze come quella del poeta romano. Riflessioni simili, ma su un diverso piano d’incidenza e d’implicazioni culturali, è possibile dedicare ad Arturo Graf, personalità ricchissima e poliedrica. La sua produzione lirica ha influenzato un numero ancora imprecisato di autori d’inizio secolo (lasciando da parte le scontate ripercussioni sull’opera del concittadino Gozzano). Quell’inizio secolo che Luciano Folgore ha cavalcato con un ruolo da protagonista che oggi è più concesso che sostenuto. Eppure nel drappello degli scrittori futuristi il solo Palazzeschi ha dimostrato una forza di poeta superiore. E la penetrazione e gli influssi dell’analogismo nella nostra penisola mancherebbe di un tassello importante se non si tenesse conto dell’esperienza di Folgore, tra i futuristi, una delle personalità più significative.
Di altra natura la modernità e l’incidenza dei “Poemi lirici” di Bacchelli: certo è che la proposta formale di questo libro rimane un esempio decisivo nel quadro del primo Novecento. Non solo il verso libero, disciplinato secondo norme nuove ed elastiche, raggiunge una sua maturità non effimera, ma la stessa tonalità di voce avrà una portata esemplare difficilmente negabile (interessanti anche gli incroci tra la traiettoria di Bacchelli e quella di altri protagonisti coevi - un nome per tutti: Cardarelli).
In queste stesse coordinate cronologiche si situano i percorsi poetici di Rebora e di Pirandello, utili per approfondire ed estendere la mappa della lirica otto-novecentesca. Benché indagata da molti studi, taluni anche eccellenti, l’opera di Rebora stenta ancora a trovare un adeguato riconoscimento e una collocazione precisa nel parnaso novecentesco. Quanto a Pirandello, le raccolte poetiche da lui licenziate - "Mal giocondo" (1889), "Pasqua di Gea" (1891), "Elegie renane" (1895), "Zampogna" (1901) e il conclusivo vertice di "Fuori di chiave" (1912) – sono affiancate da un cospicuo corpus di estravaganti. Evidenti limiti di carattere filologico presenta la pur meritoria "vulgata" curata a suo tempo da Lo Vecchio Musti per la raccolta mondadoriana di "Saggi, poesie, scritti varii". A quella si rifà l'unica edizione ad oggi disponibile di "Tutte le poesie" di Pirandello, approntata nel 1982 dal Nicolosi, peraltro incompleta di numerosi testi dispersi e priva di un adeguato commento.
Tutti gli autori ricordati vivono insomma, in diverse misure, la difficile e ambigua condizione di chi è più nominato che letto, più citato che studiato. Una condizione da cui è appunto urgente che escano, affinché la loro opera ritrovi la collocazione che le spetta nel quadro della poesia italiana del Novecento. Non esistono studi che calcolino, se non episodicamente, l’influenza di questa poesia meno nota e frequentata, ma pure attiva, su quella maggiore e canonizzata dalla critica e dalle antologie del Novecento. Anche, e forse soprattutto, per le lacune riguardanti le edizioni. Il precario stato della bibliografia – e dunque della consapevolezza – critica è d’altronde un’ulteriore conferma della necessità di ripubblicare, rileggere e ristudiare questi “libri perduti”.

Un valido punto di partenza per il presente progetto è costituito da alcune antologie d’epoca, in particolare dal fondamentale volume, compilato da Giovanni Papini e Pietro Pancrazi, “Poeti d’oggi: 1900-1920”, Firenze, Vallecchi, 1920 e 1925 (opportunamente ripubblicato nel 1996 da Crocetti, a cura di Alessandro Romanello) e da altre meno note, ma importanti per documentare il gusto del periodo, come “Dai nostri poeti viventi”, a cura di Eugenia Levi, Firenze, Lumachi, 1903 (terza edizione accresciuta). Utili anche altri strumenti antologici che possono evidenziare linee di continuità con la tradizione ottocentesca e precoci segnali d’innovazione nella poesia del XIX secolo; a tal proposito si ricordano: Ettore Janni, “I poeti minori dell’Ottocento”, IV, “Da un secolo all’altro”, Milano, Rizzoli, 1958; Ferruccio Ulivi, “Poeti minori dell’Ottocento italiano”, Milano, Vallardi, 1963; Luigi Baldacci, “Poeti minori dell’Ottocento”, Milano-Napoli, Ricciardi, 1958 e 1963.
Alcuni recuperi di significativi testi poetici attinenti all’ambito di questa ricerca sono stati proposti recentemente dalla collana “La biblioteca ritrovata” dell’editore genovese San Marco dei Giustiniani (Ceccardo Roccatagliata Ceccardi, “Il libro dei frammenti”; Vincenzo Cardarelli, “Prologhi”; Filippo Tommaso Marinetti, “La mia anima è puerile e altre poesie genovesi”) e da “Documenti di poesia”, collana della Salerno Editrice i cui testi sono provvisti di un ampio commento (Lorenzo Stecchetti [pseudonimo di Olindo Guerrini], “Postuma”; Gian Pietro Lucini, “Il libro delle figurazioni ideali”). <<<