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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Guerre e culture di guerra nella storia d'Italia
- 2 - Intellettuali versus democrazia nell'Europa sud-orientale alla metà del Novecento (1933-1953)
- 3 - La "terza Grecia" e l'Occidente
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Umbria
Bibliografia
Storiografia: G. Quazza: Resistenza e storia d’Italia. Problemi e ipotesi di ricerca, Milano, Feltrinelli 1976; Fascismo e antifascismo negli anni della Repubblica, in «Problemi del socialismo», n.s., 7, 1986; G. Rochat, E. Santarelli, P. Sorcinelli, Linea gotica 1944. Eserciti, popolazioni, partigiani, Angeli, Milano 1988; C. Pavone, Una guerra civile. Saggio storico sulla moralità nella Resistenza, Bollati Boringhieri, Torino 1991; G. De Luna, M. Revelli, Fascismo antifascismo. Le idee, le identità, La Nuova Italia, Firenze 1995; A. Bendotti, G. Bertacchi, Memoria, mito e autorappresntazione nel dopoguerra: i partigiani, i prigionieri, in «Studi e ricerche di storia contemporanea», 45, 1996, pp. 5-27; Memoria e storia della Resistenza: una ricerca a un convegno, «Storia e memoria», 1, 1997; Storie nella storia 1943-45: il romanzo come fonte, Cierre, Verona 1997; N. Gallerano, La Resistenza tra storia e memoria, Mursia, Milano 1999; S. Peli, La Resistenza difficile, Angeli, Milano 1999; P. G. Zunino, La Repubblica e il suo passato. Il fascismo dopo il fascismo, il comunismo, la democrazia: le origini dell’Italia contemporanea, Il Mulino 2003; F. Focardi, La guerra della memoria: la resistenza nel dibattito politico italiano dal 1945 a oggi, Laterza, Roma-Bari 2005.Critica letteraria: I. Calvino, la letteratura italiana sulla resistenza, in «Il movimento di liberazione in Italia», a. I, n. 1, 1949; A. Asor Rosa, Scrittori e popolo, Einaudi, Torino, 1965; D. Moro, La Resistenza nella letteratura italiana, Editrice salentina, Galatina, 1971; G. Noventa, Tre parole sulla Resistenza e altri saggi, Vallecchi, Firenze, 1973; D. Maestri, Resistenza italiana e impegno letterario, Paravia, Torino, 1975; A. Marchetti, La resistenza nella letteratura, Ebe, Roma, 1975; G. Falaschi, La Resistenza armata nella narrativa italiana, Einaudi, Torino, 1976; G. Falaschi, Realtà e retorica: la letteratura del neorealismo italiano, G. D’Anna, Firenze, 1977; G. Benvenuti Riva, Letteratura e Resistenza, Principato, Milano, 1977; R. Reggiani-L. Ruggirei, Teatro della Resistenza e della guerriglia, Marsilio, Venezia, 1977; M. Corti, il viaggio testuale. Le ideologie e le scritture semiotiche, Einaudi, Torino, 1978; C. Benussi, L’età del neorealismo, Palumbo, Palermo, 1980; R. Contarino-M. Tedeschi, Dal fascismo alla Resistenza, Laterza, Bari, 1980; R. E. Giangoia, La letteratura italiana sulla Resistenza, Sagep, Genova, 1986; F. Petroni, L’intellettuale nella narrativa della Resistenza, in «Problemi del Socialismo. Fascismo e antifascismo negli anni della Repubblica», n. 7, 1986, pp. 153-177; B. Falcetto, Storia della narrativa neorealista, Mursia, Milano, 1992; R. Gobbi, il mito della Resistenza, Rizzoli, Milano, 1992; L' immagine della resistenza in Europa: 1945-1960. Letteratura, cinema, arti figurative, a cura di Luisa Cigognetti, Lorenza Servetti, Pierre Sorlin, Il Nove, Bologna, 1996; Letteratura e Resistenza a cura di Andrea Bianchi e Francesca Lolli, CLUEB, Bologna, 1997; Storie della storia 1943-1945: il romanzo come fonte, a cura di AA.VV., Cierre, Verona, 1997; Liucci Raffaele, La tentazione della Casa in collina: il disimpegno degli intellettuali nella guerra civile italiana, 1943-1945, UNICOPLI, Milano, 1999; D. Forgacs, Dal fascismo alla liberazione e Gli anni della ricostruzione in Id., L’industrializzazione della cultura italiana (1880-2000), Bologna, il Mulino 20002; A. Asor Rosa, L’epopea tragica di un popolo non guerriero, in Storia d’Italia. Annali 18. Guerra e pace, a cura di Walter Barberis, Einaudi, Torino 2002, pp. 839-918.
Antologie: Antologia della Resistenza, a cura di L. Sturani, A. Monti, Centro del libro popolare, Torino 1951; La resistenza nella letteratura, a cura di A. Marchetti e G. Tassinari, Milano, Associazione partigiani “A. Di Dio” 1955; Scarpe rotte eppur bisogna andar… Racconti del premio Prato 1951-1954, Milano-Roma, edizioni Avanti! 1955; La Resistenza al fascismo. Scritti e testimonianze, a cura di M. Milan e F. Vighi, prefazione di Giovanni Pirelli, Milano, Feltrinelli 1955; Resistenza italiana e impegno letterario, a cura di D. Maestri, Paravia, Torino 1975; L’Italia partigiana, a cura di G. Luti e S. Romagnoli, Longanesi, Milano 1975; M. Perriera, L' avvenire della memoria: sulla resistenza della letteratura siciliana al fascismo: analisi e antologia di 7 autori, S.F. Flaccovio, Palermo, 1976; G. Bondanti, La Resistenza. Documenti e testimonianze, La Scuola, Brescia 1976; G. Benvenuti Riva, Letteratura e resistenza, Principato 1977; Scrittori e Resistenza: antologia, a cura di A. Dentone, P. Tonelli, Genova, Libreria Mondini-Siccati 1978; Fischia il vento .....: antologia di poeti e scrittori della Resistenza, a cura di E. Mosti, Sarzana 1978; La letteratura partigiana in Italia 1943-45, antologia a cura di G. Falaschi, Roma, Editori Riuniti 1984; M. Pedrotti Probo, Resistenza e poesia: antologia di poeti partigiani, Il ventaglio, Roma, 1984; La letteratura della Resistenza: testimonianze e testi di narrativa e di poesia, a cura di E. Gentile, Federico & Ardia, Napoli 1987; Anni per la libertà 1943-1945: antologia di testi, a cura di R. Neri, Firenze, La nuova Italia 1995; Racconti della Resistenza, a cura di G. Pedullà, Einaudi 2005.
Sulla stampa partigiana e di guerra (interventi critici e ristampe): N. P., La stampa clandestina, in «Nuovi quaderni di “Giustizia e Libertà”», 1, maggio-giugno 1944; «Il partigiano». 15 numeri stampati dall’agosto 1944 alla Liberazione, «Il Partigiano», Genova 1947; M. Turrina, La stampa clandestina in Italia, in «Occidente», novembre-dicembre 1948; S. Tomaselli, Storia della stampa clandestina, I.E.I.P., Roma 1951; D.L. Bianco, Guerra partigiana, a c. di G. Agosti e F. Venturi, Einaudi, Torino 1954; P. Secchia, I comunisti e l’insurrezione, Edizioni di Cultura Sociale, Roma 1954; L. Longo, Sulla via dell’insurrezione nazionale, Edizioni di Cultura Sociale, Roma 1954; L. Conti, La stampa clandestina della Resistenza in una raccolta documentaria, in «Il movimento di liberazione in Italia», gennaio-marzo 1960; M. Giovana, Resistenza nel Cuneese. Storia di una formazione partigiana, Einaudi, Torino 1964; La Resistenza a Bologna, vol. II. La stampa periodica clandestina, a cura di L. Bergonzini e L. Arbizzani, Istituto per la Storia di Bologna, Bologna 1969; D. Tarizzo, Come scriveva la Resistenza. Filologia della stampa clandestina 1943-1945, La Nuova Italia, Firenze 1969; «Il Ribelle», ristampa anastatica, Editrice Sintesi, Brescia 1974; I Quaderni del «Ribelle» s.l., s.d. ma Brescia 1974; E. Camurani, I rapporti a Mussolini sulla stampa clandestina, 1943-1945, Sala Bolognese, Forni 1974; E. Bonnea, La letteratura partigiana: stampa clandestina e canti, Adriatica editrice, Lecce 1975; G. Gaddi, Guerra di popolo nel Veneto: la stampa clandestina nella Resistenza, Verona, Bertani 1975; I. Paccagnella, Di alcuni aspetti della stampa clandestina fra il 1943 e il 1945, in «Retorica e politica, Quaderni del circolo filologico-linguistico padovano», n. 9, 1975, pp. 274-301; O. Dominici, Stampa clandestina durante la Resistenza nel Bolognese: la stampa rivolta alle categorie contadine, Clueb, Bologna 1980; E. Signori, La presenza dei liberali a Milano attraverso la stampa clandestina (1943-45), Cordani, Milano 1981; Antologia della stampa clandestina 1943-1945, a cura di L. Mercuri, «Quaderni della Fiap», 41, 1982; I fogli contadini: la stampa clandestina 1943-aprile 1945, a cura di L. Arbizzani, P. Boccolari, M. Paterlini, Reggio Emilia 1984; Il Partito socialista nella Resistenza: i documenti e la stampa clandestina, 1943-1945, a cura di S. Neri Serneri, Nistri Lischi, Pisa 1988; La stampa clandestina a Conselice dal 1943 al 1945: fotografie, documenti, strumenti, a cura di A. Bertocchi e R. Fuzzi, Conselice 1995; Dal circolo di cultura alla stampa clandestina, a cura di Vieri Dolara e Ivan Tognarini, con la collaborazione dell’Istituto storico della Resistenza in Toscana, supplemento a «Q/CR», 2006.
Parole Chiave
LETTERATURA SECONDA GUERRA MONDIALE 1939-1950, LETTERATURA DELLA RESISTENZA, MEMORIE, DIARI, CARTEGGI, STAMPA CLANDESTINA E DEL DOPOGUERRA, PUBBLICISTICA, CINEMA, MEDIALETTERATURA SULLA GUERRA E LA RESISTENZA Memorie, diari, racconti, romanzi, epistolari, editi e inediti, periodici e archivi cartacei e mediatici (1939-1950).
Università degli Studi di PerugiaAbstract
Lo studio verrà condotto entro limiti cronologici precisi: l’inizio della seconda guerra mondiale (1939) e la conclusione del periodo antifascista unitario (1950). Esso verterà su un blocco geograficamente compatto: le tre regioni italiane immediatamente a Sud della Linea Gotica (Toscana, Umbria e Marche). Poiché la Resistenza come fenomeno diffuso e gradualmente popolare ebbe le sue radici nelle vicende della guerra, allo studio delle tre regioni si unirà quello delle Puglie, che si considera una regione-chiave per comprendere il problema drammatico della spaccatura anche istituzionale dell’Italia e della continuità e discontinuità della sua storia: fuga della corte e del re a Brindisi e sua alleanza con gli angloamericani, ristrutturazione dell’esercito e sua partecipazione alla guerra di liberazione nazionale.Si studieranno testi editi e inediti, presenti in archivi pubblici e privati, o diffusi attraverso i media (giornali, radio, anche cinema) al fine di studiare la crisi morale, psicologica, culturale, politica e sociale degli italiani quale è rappresentata da queste fonti. Si farà uno studio dunque anche dal “basso” di documenti che esprimono questo drammatico rivolgimento esteriore e interiore. Si studieranno gli strumenti, spesso improvvisati ma comunque generosamente aperti al nuovo (giornali e riviste di ogni tipo, piccole case editrici e tipografie, oltre alle istituzioni più note), che gli italiani si dettero durante e dopo la guerra, e la trasformazione culturale e morale che investì anche intellettuali già conniventi col fascismo (questo per casi esemplari). Si considereranno la nascita di un linguaggio meno retorico, di un linguaggio politico e “memoriale” polemicamente aderente ai fatti, il rapporto lingua scritta/lingua parlata e comunque il rapporto tra il neorealismo letterario e cinematografico e il diffuso bisogno di verità di molte testimonianze.
E’ già stato iniziato, e dovrà quindi soltanto essere completato, il censimento degli archivi pubblici e privati in cui dovranno essere svolte le ricerche. Si farà un inventario - per gli anni 1939-1950 – a) della memorialistica, dei carteggi e di altro materiale, edito e inedito, giacente negli archivi, pubblici e privati, e nelle biblioteche soprattutto dell’Italia Centrale e delle Puglie; b) dei racconti e comunque dei testi di interesse letterario usciti su quotidiani e altri periodici, sia clandestini che del dopoguerra; c) delle tipografie e case editrici che tra il 1944 e il 1950 stamparono testi di argomento bellico e resistenziale. d) studio di alcuni documenti esemplari di prosa giornalistica nel passaggio dalla retorica fascista a un linguaggio più attinente alle cose e alla nuova realtà democratica; e) definizione precisa dell’evoluzione esemplare di alcuni scrittori dall’originaria compromissione o tranquilla convivenza col fascismo all’antifascismo variamente connotato. Questo programma prevede ovviamente, anche per i pochissimi archivi i cui dati sono visibili on line, la frequentazione degli archivi stessi da parte dei partecipanti alla ricerca, la riproduzione in microfilm o xerocopie (o altre tecniche) dei testi manoscritti, l’acquisto di libri editi negli anni che interessano o la loro consultazione nelle biblioteche specializzate. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Falaschi Università degli Studi di PERUGIAObiettivo del Programma di Ricerca
Lo studio verrà condotto entro limiti cronologici precisi: l’inizio della seconda guerra mondiale (1939) e la conclusione del periodo antifascista unitario (1950). Esso verterà su un blocco geograficamente compatto: le tre regioni italiane immediatamente a Sud della Linea Gotica (Toscana, Umbria e Marche). Poiché la Resistenza come fenomeno diffuso e gradualmente popolare ebbe le sue radici nelle vicende della guerra, allo studio delle tre regioni si unirà quello delle Puglie, che si considera una regione-chiave per comprendere il problema drammatico della spaccatura anche istituzionale dell’Italia e della continuità e discontinuità della sua storia: fuga della corte e del re a Brindisi e sua alleanza con gli angloamericani, ristrutturazione dell’esercito e sua partecipazione alla guerra di liberazione nazionale.Si studieranno testi editi e inediti, presenti in archivi pubblici e privati, o diffusi attraverso i media (giornali, radio, anche cinema) al fine di studiare la crisi morale, psicologica, culturale, politica e sociale degli italiani quale è rappresentata da queste fonti. Si farà uno studio dunque anche dal “basso” di documenti che esprimono questo drammatico rivolgimento esteriore e interiore. Si studieranno gli strumenti, spesso improvvisati ma comunque generosamente aperti al nuovo (giornali e riviste di ogni tipo, piccole case editrici e tipografie, oltre alle istituzioni più note), che gli italiani si dettero durante e dopo la guerra, e la trasformazione culturale e morale che investì anche intellettuali già conniventi col fascismo (questo per casi esemplari). Si considereranno la nascita di un linguaggio meno retorico, di un linguaggio politico e “memoriale” polemicamente aderente ai fatti, il rapporto lingua scritta/lingua parlata e comunque il rapporto tra il neorealismo letterario e cinematografico e il diffuso bisogno di verità di molte testimonianze.
I risultati di questa ricerca dovranno essere discussi in un convegno, da programmare con le unità operative locali, cui dovranno partecipare storici militari e politici, studiosi di storia orale, di letteratura, linguisti e esperti di media. Inoltre si pubblicheranno i risultati raggiunti, anche unità operativa per unità operativa.
Oltre a docenti universitari, saranno coinvolti nella ricerca medesima giovani studiosi al momento non istituzionalmente legati all’Università. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Gli studi recenti di storia militare e sociale sulla seconda guerra mondiale e sull’immediato dopoguerra stanno producendo risultati di notevole importanza. Essi vengono condotti con gli strumenti della storia orale e con raffinati sistemi di indagine sulla memoria privata e pubblica (si vedano fra i più recenti i lavori di T.Baris e S.Portelli cit. a 2.2a). Questi lavori confermano la bontà dell’approccio di altri studi condotti in ambito letterario da G.Falaschi e M.Corti alla metà degli anni settanta. In essi non si estrapolavano i valori resistenziali allo stato “puro”, ma se ne consideravano la nascita e lo sviluppo all’interno del fenomeno bellico. In tal modo si era proceduto a uno studio del materiale documentario non solo di alto valore letterario, ma anche del racconto non d’autore, delle testimonianze, delle memorie e di pubblicistica varia. Per questo erano state fondamentali le indicazioni di I.Calvino (1964) sulla spinta quasi fisiologia al racconto che contraddistingueva gli italiani durante e dopo la guerra (affermazione confermata da N.Ginzburg), anche come forma di liberazione dal trauma, e sul “fondo” dialettale sul quale nasceva anche il racconto in lingua. Il racconto del resto è stata anche una forma espressiva di largo impiego da parte degli scrittori professionali (si veda l’antologia curata da G.Pedullà per Einaudi nel 2005). Negli anni novanta un grande impulso allo studio di fenomeni anche particolari e locali al fine di comporre un grande quadro generale è stato dato dal noto studio di C.Pavone sulla Guerra civile (si veda a 2.2a), la cui tesi di fondo tra l’altro, una volta faticosamente affermatasi nella storiografia e nella percezione comune degli eventi 1943-45, non è più stata messa in discussione con altrettanta autorevolezza.Negli ultimi due decenni, un notevole impulso hanno avuto gli studi sulla storia degli intellettuali, dei loro rapporti col fascismo e quindi della loro evoluzione antifascista. Per molti giovani, vissuti durante il fascismo, la guerra costituì un rapido percorso traumatico che, nei casi in cui non si concluse con la morte, li condusse alla conquista di una coscienza democratica, un percorso di natura esistenziale complesso. Negli intellettuali questo è documentato dalla collaborazione alle riviste, alle istituzioni fasciste e, in molti casi, alla cospirazione. Studi importanti, che hanno prodotto risultati anche molto diversi nella valutazione dei fenomeni, sono quelli di G.Turi, Mangoni, Zunino, La Rovere, Falaschi, Serri e altri (da vedere a 2.2. a).
Altri studi hanno messo in risalto l’operazione di riconciliazione col proprio passato fascista operata da alcuni intellettuali nell’immediato dopoguerra, con la retrodatazione del proprio distacco dal fascismo e simili (il caso Vittorini è un esempio notissimo).
Mentre la memorialistica e la pubblicistica resistenziale non è da molto tempo vista con uno sguardo d’insieme, gli studi sulla produzione letteraria coeva, in particolare sul neorealismo, registrano una stagnazione: dopo gli studi di G.Falaschi, B.Falcetto, W.Siti (si veda 2.2a) e pochi altri il fenomeno non è registrato – anzi è generalmente svalutato -; invece hanno proceduto con risultati eccellenti gli studi su alcuni rappresentanti del neorealismo.
Per quanto riguarda la trasformazione linguistica che si operò col passaggio della guerra, gli studi di storia della lingua generalmente non la registrano; quindi il terreno è in gran parte da dissodare. <<<



