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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Argan G.C., Il restauro dei dipinti in Italia, Roma 1947;Barocchi P. (a cura di), Convegno Nazionale sui lessici tecnici delle arti e dei mestieri, Cortona 28-30 maggio 1979;Basile G. (a cura di), Restauratori e restauri in archivio, «Quaderni dell'Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani», Firenze 2003;Basile G., Che cos’è il restauro. Come quando perché conservare le opere d’arte, Roma 1989;Bensi P., I restauri dell’Ottocento: distruzione e documentazione, in I problemi del restauro in Italia, Atti del Convegno Nazionale CNR, (Roma 1986), Udine 1988, pp.239-246;Cagiano De Azevedo M., Il gusto nel restauro delle opere d’arte antiche, Roma 1948;Casiello S. (a cura di), La cultura del restauro. Teorie e fondatori, Venezia 1996;Catalano M.I., Brandi e il restauro, Fiesole 1998;Cavenaghi L., Il restauro e la conservazione dei dipinti, in «Bollettino d'arte», 1921, pp.488-500;Cellini P., La pulitura e il restauro della scultura antica, in Problemi del restauro in Italia, Atti del Congresso CNR, Udine 1988, pp.125-131;Ceschi C., Teoria e storia del restauro, Roma 1970;Conti A., Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Milano 1988;Cordaro M., Restauro e tutela: scritti scelti (1969-1999), Roma 2000;Crescenzi L., Roma. Una storia infinita. Cronaca dei restauri alla città, Roma 1989;Di Macco M., "Critica occhiuta": la cultura figurativa (1630-1678), in Storia di Torino. La città fra crisi e ripresa, a cura di G.Ricuperati, TORINO 2002, vol. IV, pp. 337-430;Di Macco M., Failla M.B., Torino tra rivoluzione e impero napoleonico. Le scelte francesi dalle collezioni reali, restauri e nuova legittimazione del patrimonio, in Napoleone e il Piemonte. Capolavori ritrovati, a cura di B.Ciliento, Savigliano 2005, pp. 85-100, 152-153, 156-157;Dolcini L., Per una storia del restauro delle sculture. Posizioni teoriche fra XVI e XIX secolo, in «O.P.D.Restauro», numero monografico Restauro del marmo. Opere e problemi, a cura di A.M.Giusti, Firenze 1986, pp.12-31;Dragoni P., Standard per i musei italiani, in M.SCOLARO, G.SCOLARO, Restauro 2001. salone dell’arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Bologna 2001;Giannini C., Giovanni Secco Suardo: connoisseur o restauratore?, in «Kermes», 13, 1992, pp.53-59;Giovanni Secco Suardo. La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell’opera d’arte, Atti del Convegno internazionale di Studi, (Bergamo, 9-11 marzo 1995), in «Bollettino d’arte», suppl. n.98, 1996;Grassi L., Momenti e problemi di storia del restauro, Milano 1961;Gualandi G., Neoclassico e antico. Problemi e aspetti dell’archeologia nell’età neoclassica, in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.14-15;Il corpo dello stile. Cultura e lettura del restauro nelle esperienze contemporanee, Atti del Seminario Internazionale di Studi, a cura di C.Piva e I.Sgarbozza, coordinamento scientifico di M.Dalai Emiliani, O.Rossi Pinelli, M.di Macco, Roma 2005;Il restauro delle opere d’arte, a cura di M.Salmi, U.Middeldorf, Atti del quarto Convegno Internazionale di Studi, Pistoia 1968;La Monica G., Ideologie e prassi del restauro, Palermo 1985;Lanciani R., Storia degli scavi di Roma e notizie intorno alle collezioni romane d’antichità, Roma 1902-1912;Longhi R., Per una mostra storica degli estrattisti, in «Paragone», 91, 1957, pp.6-10;Luciani R., Il restauro. Storia, teoria, tecniche, protagonisti, Roma 1988;Marconi P., Roma 1806-1829: un momento critico per la formazione del restauro architettonico, in in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.63-72;Melucco Vaccaro A., Archeologia e restauro: tradizione e attualità, Milano 1989 [II ed. Roma 2000];Minissi F., Conservazione dei beni storici, artistici e ambientali. Restauro e musealizzazione, Roma 1978;Mora P., Philippot P., Histoire de la restauration et de la conservation des œuvres d’art: bibliographie, Glasgow 1984;Panza P., Antichità e restauro nell’Italia del Settecento. Dal ripristino alla conservazione delle opere d’arte, Milano 1990;Pavan M., Antonio Canova e la discussione sugli “Elgin Marbles”, in «Rivista dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte», XXI-XXII, 1974-75, pp.219-344;Perusini G., Introduzione al restauro: storia, teorie, tecniche, Udine 1985;Pinelli A., Storia dell’arte e cultura della tutela. Le “Lettres à Miranda” di Quatremère de Quincy, in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.43-62;Pirazzoli N., Le diverse idee di restauro, Ravenna 1988;Pirazzoli N., Teoria e storia del restauro, Ravenna 1994;Restauro storia e tecnica, Quaderni ARCo, Roma 1997;Rinne D., The Conservation of Ancient Marble, Malibu 1976;Rossi Pinelli O., Artisti, falsari o filologhi ? Da Cavaceppi a Canova, il restauro della scultura tra arte e scienza, in «Ricerche di Storia dell’arte», 13-14, 1981, pp.41-56;Rossi Pinelli O., Carlo Fea e il chirografo del 1802: cronaca, giudiziaria e non, delle prime battaglie per la tutela delle “Belle Arti”, in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.27-41;Rossi Pinelli O., Chirurgia della memoria: scultura antica e restauri storici, in Memoria dell’antico nell’arte italiana, a cura di S.Settis, Torino 1986, vol.III, pp.183-250;Rossi Pinelli O., Collezioni e restauri di scultura antica tra XVIII e XIX secolo, in Forma. La città antica e il suo avvenire, cat. mostra, Roma 1985, pp.43-45;Rossi Pinelli O., Cultura del frammento e orientamenti nel restauro del XIX secolo, in Giovanni Secco Suardo. La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell’opera d’arte, Atti del Convegno internazionale di Studi, in «Bollettino d’arte», suppl. n.98, 1996, pp.11-20;Rossi Pinelli O., Scultori e restauratori a Villa Borghese: la tirannia delle statue, in Collezionismo e ideologia. Mecenati, artisti e teorici dal classico al neoclassico, «Studi sul Settecento romano», a cura di E.De Benedetti, 7, 1991, pp.259-272;Rossi Pinelli O., Osservare, confrontare, dubitare: Ennio Quirino Visconti e i fondamenti della storia dell’arte antica, in Villa Borghese. I principi, le arti, la città dal Settecento all’ Ottocento, catalogo della mostra a cura di A. Campitelli, Ginevra-Milano, 2004, pp. 123-30;Rossi Pinelli O., Verso un’ immagine integrale:derestauri e rirestauri nelle esperienze contemporanee, in Il corpo dello Stile, Roma, 2005, pp.119-136;Rossi Pinelli O., Per una “storia dell’arte parlante”: dal museo Capitolino (1734) al Pio-Clementino (1771-91) e alcune mutazioni nella storiografia artistica in «Ricerche di storia dell’arte», n.84, 2005, pp. 4-24;Sani B., Per la Conservazione e il Restauro del patrimonio Senese dal Governo dei Lorena alla Seconda Guerra Mondiale. Un bilancio delle ricerche in atto, in Il corpo dello Stile, Roma 2005, pp. 273-282;Sani B., Conservazione e restauro del patrimonio artistico del Senese. Rapporti tra il Ministero e la Commissione consultiva conservatrice nei primi decenni dell'Unità, in Giovanni Battista Cavalcaselle conoscitore e conservatore, 1997, pp. 35-52;Sénéchal P., Restaurations et remplois des sculptures antiques, in «Revue de l’Art», 79, 1988, pp.47-51;Sicoli S., La formazione dello Stato unitario e il problema della conservazione (1859-1922), in Verso una gestione dei Beni Culturali come servizio pubblico. Attività legislativa e dibattito culturale dallo Stato unitario alle regioni (1860-1977), Milano 1979;Spada S., Copia e restauro. Nuove prospettive di una tradizione, in Sculture da conservare. Studi per una tecnologia dei calchi, a cura di A.Giusti, Milano 1990, pp.88-99;Torraca G., Momenti della storia della conservazione del marmo. Metodi e attitudini in varie epoche, in «O.P.D.Restauro», numero monografico, Firenze 1986, pp.32-45;Torresi A.P., La foderatura dei dipinti in Italia dall'Ottocento al Novecento, Ferrara 1993, pp.9-20;Torresi A.P., L'Ottocento da riscoprire. Arte e restauro nella vita e negli scritti di Ulisse Forni,, Ferrara 1995Vlad Borrelli L., Restauro archeologico. Storia e materiali, Roma 2003
Parole Chiave
STORIA DEI RESTAURATORI, PITTURA E SCULTURA, CONSERVAZIONE E RESTAURO, SECOLI XIX-XX, TECNICHE STORICHE DI RESTAURO, LESSICO STORICO DEL RESTAURO, ); INFORMATICA PER I BENI CULTURALI

Per una storia dei restauratori in Italia: la creazione di un archivio informatizzato

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
Il programma di ricerca è finalizzato alla realizzazione di un archivio generale informatizzato del patrimonio documentario relativo ai restauratori attivi a Roma dall'Ottocento ai nostri giorni.Il progetto si inserisce in un più ampio programma (vedi punto 2.1 Base di partenza scientifica)al fine di evitare la dispersione e lo smembramento degli archivi dei restauratori italiani, acquisire, inventariare e conservare i documenti ed ogni altro elemento informativo utile alla storia del restauro, promuovere e consentire agli studiosi, ai funzionari delle Soprintendenze, ai restauratori, l'accesso e la consultazione dei materiali raccolti e del relativo sistema documentario elettronico.Il progetto intende realizzare una banca dati e mettere in rete un archivio informatizzato, ugualmente prezioso sia per gli studiosi della cultura del restauro che quegli operatori del settore (Soprintendenze e restauratori) che abbiano necessità, in vista di nuovi restauri, di conoscere preventivamente gli interventi che nel passato hanno coinvolto il nostro patrimonio pittorico e scultoreo. Per arrivare ad una banca dati il più possibile elaborata e precisa nelle informazioni, partecipano al gruppo di ricerca, oltre a storici dell'arte, anche alcuni funzionari delle Soprintendenze ai Beni artistici e storici, alcuni restauratori ed alcuni esperti di diagnostica artistica. Il raffronto tra i dati estrapolati dalla esperienza diretta sul monumento e le informazioni che i ricercatori traggono dagli archivi storici, consentirà di leggere ed interpretare criticamente questi ultimi documenti, le espressioni lessicali non sempre precise e ancor meno omologate. Ciascuna unità di ricerca locale seguirà l'indagine sul proprio territorio (vedi punto 2.3 Descrizione e Ruolo delle unità operative locali), ma grazie alla struttura del sistema informatico RES.I, progettato e messo a punto dall'Associazione Giovanni Secco Suardo, (vedi punto 2.1 Base di partenza scientifica), strumento che accomuna tutte le unità di ricerca, si otterrà un'imponente base di dati relazionale e multimediale che raccoglie e gestisce informazioni sia biografiche che documentarie sui restauratori, sui loro interventi di restauro e sulle opere d'arte oggetto di questi interventi.In virtù di questa struttura estremamente articolata e progettata con ampie possibilità di rimandi (link) la banca dati è consultabile sia richiamando i profili biografici di singoli restauratori, sia il succedersi dei restauri sulle singole opere nel corso del tempo, sia ricercando le istituzioni promotrici e i funzionari che seguono e collaudano i restauri. Il percorso di ricerca sulla storia conservativa dell’opera, consente inoltre di ricavare notizie specifiche sulle tecniche usate, sui linguaggi specialistici radicati in microcontesti culturali, cronologicamente e geograficamente distanti, tali da offrirsi , nel loro complesso, come valido strumento per i futuri progetti di restauro. E' evidente infatti quanto possa essere utile una conoscenza della storia materiale delle opere soprattutto per quanto riguarda le tecniche e le sostanze impiegate nel corso di precedenti restauri, al momento di intervenire nuovamente per la loro conservazione.
Siamo certi che da questa ricerca potranno emergere anche molte ulteriori indicazioni su figure intrinsecamente collegate all’attività di restauro come quelle dei curatori di museo o funzionari di Sovrintendenza, o perfino mercanti e collezionisti. Alcuni appositi “campi” del programma informatico consentono di registrare informazioni e documenti inerenti queste figure così importanti per la storia del patrimonio italiano. Per quanto riguarda infine le singole opere oggetto di restauri, il collegamento diretto al numero di identificativo dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), tramite link, consente di poter relazionare la banca dati con altre forme di catalogazione affini. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Vittoria Rossi Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo complessivo e primario del programma di ricerca nazionale è la realizzazione di un archivio generale informatizzato del patrimonio documentario relativo ai restauratori italiani tra seconda metà del Settecento e i nostri giorni.Il progetto si inserisce in un più ampio programma di ricerca promosso dalla collaborazione tra l'Istituto Centrale per il Restauro, il Corso di Laurea in Scienze Storico-Artistiche dell'Università La Sapienza di Roma (proff.Vittoria Rossi detta Orietta Rossi Pinelli e Marisa Dalai Emiliani) e l'AssociazioneGiovanni Secco Suardo (vedi Base di partenza scientifica, cap.2.2)Il programma interistituzionale persegue le seguenti finalità:1.evitare la dispersione e lo smembramento degli archivi dei restauratori italiani attraverso la realizzazione di un archivio storico nazionale;2.acquisire, inventariare e conservare, in originale o in duplicato, i documenti ed ogni altro elemento informativo utile alla storia del restauro, gestendo l'informazione raccolta attraverso le contemporanee tecnologie della documentazione;3. promuovere e consentire agli studiosi, ai funzionari delle Soprintendenze, ai restauratori, l'accesso e la consultazione dei materiali raccolti e del relativo sistema documentario elettronico, che intendiamo collocare in internet4. promuovere e facilitare studi e ricerche sull'argomento, favorire le relative pubblicazioni privilegiando la predisposizione e realizzazione di un Dizionario Biografico dei Restauratori Italiani costantemente incrementabile ed aggiornabile.Il progetto per cui richiediamo il cofianziamento intende dunque realizzare e mettere in rete un archivio informatizzato delle fonti sui restauri e i restauratori italiani, da fornire come strumento ugualmente prezioso sia per gli studiosi della cultura del restauro che quegli operatori del settore (Soprintendenze e restauratori) che abbiano necessità, in vista di nuovi restauri, di conoscere preventivamente gli interventi che nel tempo hanno coinvolto il nostro patrimonio pittorico e scultoreo.Per arrivare ad una banca dati il più possibile elaborata e precisa nelle informazioni, partecipano al gruppo di ricerca, oltre a storici dell'arte (specialisti del settore), anche alcuni funzionari delle Soprintendenze ai Beni artistici e storici, alcuni restauratori ed alcuni esperti di diagnostica artistica. In questo modo, infatti, intendiamo esercitare un controllo incrociato sui dati ricavati sia dagli archivi che dalle fonti a stampa; dati che, per esperienza, sappiamo essere non sempre rispondenti a quanto effettivamente realizzato nel corso degli interventi. Siamo certi, pertanto, di poter arrivare, per la prima volta, a costruire un patrimonio di fonti che metta a confronto il lascito della tradizione e la verifica critica che -di quella tradizione- i tecnici e i restauratori sono in grado di compiere nel momento in cui operano effettivamente sulla materia dell'opera. In questo modo sarà possibile integrare le fonti tradizionali con correzioni e riflessioni tratte dalla esperienza diretta sulle opere, così da costruire anche un inedito patrimonio di nuove fonti. Un lavoro multi-disciplinare che comincia a trovare sempre maggiore attenzione; si pensi al convegno del 2001 tenuto al J.Paul Getty Museum, di Los Angeles sul restauro della scultura antica in vista del nuovo allestimento museale, come pure anche al recentissimo convegno tenuto a Viterbo La teoria del restauro nel 900 da Riegel a Brandi (novembre 2003).Le singole unità territoriali hanno convenuto sulla primaria necessità di procedere ad una schedatura di tutto quel puntiforme sapere già edito, relativo ai restauri e ai restauratori italiani e di avviare una ricerca a tappeto degli archivi civici, nazionali e istituzionali delle singole realtà territoriali.Si procederà quindi alla ricostruzione di molti profili biografici di artisti-restauratori e di restauratori professionisti, dai primi dell’Ottocento ai nostri giorni. Le differenti situazioni politico-culturali degli Stati Italiani fino all'Unità comporta, come si evince dai singoli progetti di ricerca, una differenziazione notevole nelle prerogative e nell'autonomia dei protagonisti di questa storia rispetto alle Istituzioni preposte alla conservazione e alla tutela del patrimonio artistico.Oltre alle notizie biografiche si verrà a creare un straordinario patrimonio di notizie su opere restaurate. Su questa raccolta potranno intervenire le competenze dei restauratori e dei diagnostici coinvolti nella ricerca per verificare la veridicità delle fonti d'archivio ed eventualmente completarle sulla base dell'osservazione diretta delle tecniche e dei materiali osservati durante gli interventi da loro concretamente condotti.Grazie alla struttura del sistema informatico RESI e l'inserimento su web dei risultati, sarà quindi possibile non solo procedere alla costruzione di numerosissime biografie, ma anche ricavare una grande banca-dati delle opere restaurate, delle tecniche usate, dei linguaggi specialistici legati a situazioni locali e mutati nel corso del tempo, tali da offrirsi , nel loro complesso, come valido strumento per futuri progetti di restauro. Infatti è evidente quanto possa essere utile una conoscenza della storia materiale delle opere prima di intervenire alla loro conservazione.Obiettivo ulteriore ed intrinseco all'accumulo dei dati, sarà quello di evidenziare la pluralità di informazioni culturali che la storia del restauro, per sua natura, consente di articolare.Le singole unità di ricerca, trovandosi in totale sintonia sulle procedure metodologiche e sugli obiettivi, concorreranno -ciascuna nella complessa realtà del proprio territorio- a fare emergere le tante specificità che hanno segnato la cultura del restauro in Italia.Una cultura sostanzialmente regionale fino agli anni Settanta del XIX secolo, e poi sempre più segnata dallo spostamento dei protagonisti da un cantiere all'altro lungo tutta la penisola. Nel caso della presenza attiva di uno stesso protagonista in differenti regioni, la particolare struttura del programma consentirà di confrontare ed unificare i risultati ottenuti -in tempo reale- su di un'unica scheda. La griglia informatica RES.I, con cui operano le quattro unità di ricerca, è strutturata in modo tale da consentire di incrociare tutte quelle attività di restauro legate ad uno stesso protagonista che, soprattutto dopo l’unità d’Italia, può essersi trovato ad operare sull’intero territorio nazionale. La dislocazione geografica delle quattro unità di ricerca è quindi funzionale a potenziare i risultati complessivi di ogni singolo gruppo di lavoro e delle quattro unità nel loro insieme.Al fine di amplificare ulteriormente i risultati e affinare gli strumenti di ricerca, le singole unità di ricerca prevedono di confrontarsi periodicamente, in seminari interuniversitari a cui parteciperanno anche i funzionari delle Soprintendenze collegate al progetto, i restauratori e i tecnici della diagnostica. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il programma di ricerca qui presentato si inquadra nelle iniziative afferenti al più ampio progetto nazionale Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani (ASRI), utilizzandone l’esperienze, gli strumenti e le metodologie, e consentendo una condivisione a livello nazionale dei risultati delle ricerche.Il progetto ASRI nasce dalla fondamentale esigenza, presente da sempre tra gli studiosi e tra i restauratori, della conoscenza delle vicende conservative del Patrimonio Italiano, che si è manifestata in varie occasioni attraverso proposte, “raccomandazioni” ed indicazioni nazionali ed internazionali, sottolineando la necessità di studi e ricerche, integrate ed interdisciplinari, sulla storia del restauro come elemento necessario di analisi di ogni critica artistica e di restauro, nonché come indispensabile strumento di indagine di interventi di conservazione e di restauro.L'ideazione e l'impostazione scientifica del progetto nazionale traggono origine dagli esiti dei lavori del Convegno Internazionale di Studi Giovanni Secco Suardo. La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell'opera d'arte, tenutosi a Bergamo nel marzo del 1995. Nel voto finale del Convegno, presentato da Marisa Dalai Emiliani e unanimemente approvato da tutti gli studiosi partecipanti, “constatata l'eccezionale importanza degli archivi dei restauratori”, si auspicò l’avvio di attività volte ad evitare la dispersione “di tale prezioso patrimonio”, proponendo che l'Associazione Giovanni Secco Suardo si rendesse “disponibile per continuare e promuovere ogni iniziativa finalizzata alla valorizzazione di tali archivi e in particolare per avviare il progetto di studio ed edizione di un Dizionario storico-biografico dei restauratori italiani, in armonia con l'auspicio dell'Istituto Centrale del Restauro e in collaborazione con gli Enti preposti.” A seguito della costituzione di un primo Comitato Promotore (composto dall’Istituto Centrale per il Restauro, l’Associazione Giovanni Secco Suardo, la Scuola di Specializzazione in Storia dell'Arte Medievale e Moderna dell’Università “La Sapienza” di Roma e la Soprintendenza per i Beni Artistici e Storici di Milano), un primo Comitato Scientifico redasse nel luglio 1995 il primo documento di progetto, che permetteva l’avvio dei lavori.Attraverso una successiva Convenzione sottoscritta nel 1996 tra l’Istituto Centrale per il Restauro e l'Associazione Giovanni Secco Suardo, i due enti firmatari, affiancati dagli altri enti sopra menzionati si sono resi “promotori di un progetto avente come scopo la creazione di un Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani”. Con l’adesione ed il sostegno della Direzione Generale alle Culture, Identità e Autonomie della Regione Lombardia e di altri organismi ed istituzioni, il progetto ha cominciato effettivamente a prendere corpo con precise finalità e strutture organizzative.Comitato scientifico di ASRI: Cristina Acidini Luchinat (Opificio delle Pietre Dure), Giuseppe Basile (Istituto Centrale per il Restauro), Armida Batori (Istituto della Patologia del Libro in rappresentanza della Direzione Generale Beni Librari), Caterina Bon Valsassina (Istituto Centrale per il Restauro), Giorgio Bonsanti (Centro Europeo di Ricerca sulla Conservazione e sul Restauro), Alessandro Cecchi (Dipartimento della Pittura, Polo Museale Fiorentino, in rappresentanza della Direzione Regionale della Toscana), Gianluigi Colalucci (già Restauratore Capo dei Musei Vaticani), Marisa Dalai Emiliani (Università di Roma La Sapienza), Carlo Giantomassi, Maurizio Marabelli, Mauro Matteini (Istituto per la Conservazione e la valorizzazione dei Beni Culturali), Almamaria Mignosi Tantillo (già Direttore Istituto Centrale per il Restauro, in rappresentanza della Direzione Generale Patrimonio Storico, Artistico e Demoetnoantropologico), Mauro Natale (Università di Ginevra), Pietro Petraroia (Direzione Generale Culture, Identità e Autonomie della Lombardia, Regione Lombardia), Regina Poso (Università degli Studi di Lecce), Lidia Rissotto (Istituto Centrale per il Restauro), Orietta Rossi Pinelli (Università La Sapienza di Roma), Maria Rita Sanzi Di Mino (Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione), Lanfranco Secco Suardo (Associazione Giovanni Secco Suardo), Irma Paola Tascini (Direzione Generale per i Beni Archivistici, in rappresentanza della Direzione del Dipartimento per i Beni Archivistici e Librari)Il programma di ricerca qui presentato si riferisce in particolare al modulo RES.I. del progetto nazionale ASRI, che prevede indagini su fonti bibliografiche e archivistiche finalizzate alla ricostruzione dei profili biografici di restauratori italiani e dei loro interventi di restauro, attraverso una banca dati appositamente ideata, che gestisce anche le informazioni relative alle opere e alle fonti utilizzate. La gestione delle informazioni tramite la banca dati RES.I., senza limitare modalità e percorsi di studio anche molto diversi, permette da un lato di condividere e integrare i dati e i risultati delle ricerche a livello nazionale, dall’altro consente un più efficacie accesso alle informazioni schedate, suggerendo collegamenti e indagini trasversali, altrimenti impensabili.Per maggiori informazioni sul progetto ASRI si veda anche Lanfranco Secco Suardo, Archivio Storico Nazionale e Banca Dati dei Restauratori Italiani: genesi e sviluppi di un progetto di ricerca interistituzionale, in Il corpo dello Stile. Cultura e lettura del restauro nelle esperienze contemporanee. Studi in ricordo di Michele Cordaro, atti del Seminario Internazionale di Studio (Roma, 20-21 febbraio 2004), coordinamento scientifico di Marisa Dalai Emiliani, Orietta Rossi Pinelli, Michela di Macco, a cura di Chiara Piva e Ilaria Sgarbozza, Associazione Giovanni Secco Suardo-De Luca Editori d’Arte, Lurano (BG)-Roma 2005, pp. 145-168. <<<