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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
STORIA DELL'ARTE
- Università degli Studi di MACERATA
SCIENZE STORICHE, DOCUMENTARIE, ARTISTICHE E DEL TERRITORIO
- Università degli Studi di TORINO
DISCIPLINE ARTISTICHE, MUSICALI E DELLO SPETTACOLO
- Università degli Studi di SIENA
ARCHEOLOGIA E STORIA DELLE ARTI
Programmi di ricerca simili:
- 1 - La cultura del restauro in Italia dalla fine del XVIII secolo ai nostri giorni: un archivio informatizzato
- 2 - STORIA E CRITICA DELL'ATTIVITA' DI CONSERVAZIONE DEL PATRIMONIO STORICO-ARTISTICO IN ITALIA MERIDIONALE (1750-1950)
- 3 - Ricerca umanistica e nuove tecnologie - Gli strumenti d'indagine multimediali e diagnostici come fondamento scientifico e le risorse tecniche in funzione del restauro, della museologia e delle tecniche artistiche.
- 4 - La memoria della città: metodologie di organizzazione e rappresentazione dei dati per una topografia storica dei centri urbani monumentali in forma di biblioteca digitale. Casi di studio: Roma, Bologna, Otranto e Taranto.
- 5 - Strumenti di ricerca per gli archivi letterari digitali del Novecento italiano (STRALE.DI.AD900.IT)
- 6 - BIA-net: accesso in rete alla Bibliotheca Iuris Antiqui
- 7 - Metodologie e progettazione per l'accesso in rete di archivi digitali di immagini, di database per complessi urbani e monumentali e per sistemi GIS, finalizzate alla ricerca storica
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
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Teorie e fondatori, Venezia 1996;Catalano M.I., Brandi e il restauro, Fiesole 1998;Cavenaghi L., Il restauro e la conservazione dei dipinti, in «Bollettino d'arte», 1921, pp.488-500;Cellini P., La pulitura e il restauro della scultura antica, in Problemi del restauro in Italia, Atti del Congresso CNR, Udine 1988, pp.125-131;Ceschi C., Teoria e storia del restauro, Roma 1970;Conti A., Storia del restauro e della conservazione delle opere d’arte, Milano 1988;Cordaro M., Restauro e tutela: scritti scelti (1969-1999), Roma 2000;Crescenzi L., Roma. Una storia infinita. Cronaca dei restauri alla città, Roma 1989;Di Macco M., "Critica occhiuta": la cultura figurativa (1630-1678), in Storia di Torino. La città fra crisi e ripresa, a cura di G.Ricuperati, TORINO 2002, vol. IV, pp. 337-430;Di Macco M., Failla M.B., Torino tra rivoluzione e impero napoleonico. Le scelte francesi dalle collezioni reali, restauri e nuova legittimazione del patrimonio, in Napoleone e il Piemonte. Capolavori ritrovati, a cura di B.Ciliento, Savigliano 2005, pp. 85-100, 152-153, 156-157;Dolcini L., Per una storia del restauro delle sculture. Posizioni teoriche fra XVI e XIX secolo, in «O.P.D.Restauro», numero monografico Restauro del marmo. Opere e problemi, a cura di A.M.Giusti, Firenze 1986, pp.12-31;Dragoni P., Standard per i musei italiani, in M.SCOLARO, G.SCOLARO, Restauro 2001. salone dell’arte del Restauro e della Conservazione dei Beni Culturali e Ambientali, Bologna 2001;Giannini C., Giovanni Secco Suardo: connoisseur o restauratore?, in «Kermes», 13, 1992, pp.53-59;Giovanni Secco Suardo. La cultura del restauro tra tutela e conservazione dell’opera d’arte, Atti del Convegno internazionale di Studi, (Bergamo, 9-11 marzo 1995), in «Bollettino d’arte», suppl. n.98, 1996;Grassi L., Momenti e problemi di storia del restauro, Milano 1961;Gualandi G., Neoclassico e antico. Problemi e aspetti dell’archeologia nell’età neoclassica, in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.14-15;Il corpo dello stile. Cultura e lettura del restauro nelle esperienze contemporanee, Atti del Seminario Internazionale di Studi, a cura di C.Piva e I.Sgarbozza, coordinamento scientifico di M.Dalai Emiliani, O.Rossi Pinelli, M.di Macco, Roma 2005;Il restauro delle opere d’arte, a cura di M.Salmi, U.Middeldorf, Atti del quarto Convegno Internazionale di Studi, Pistoia 1968;La Monica G., Ideologie e prassi del restauro, Palermo 1985;Lanciani R., Storia degli scavi di Roma e notizie intorno alle collezioni romane d’antichità, Roma 1902-1912;Longhi R., Per una mostra storica degli estrattisti, in «Paragone», 91, 1957, pp.6-10;Luciani R., Il restauro. Storia, teoria, tecniche, protagonisti, Roma 1988;Marconi P., Roma 1806-1829: un momento critico per la formazione del restauro architettonico, in in «Ricerche di Storia dell’arte», 8, 1978-1979, pp.63-72;Melucco Vaccaro A., Archeologia e restauro: tradizione e attualità, Milano 1989 [II ed. Roma 2000];Minissi F., Conservazione dei beni storici, artistici e ambientali. Restauro e musealizzazione, Roma 1978;Mora P., Philippot P., Histoire de la restauration et de la conservation des œuvres d’art: bibliographie, Glasgow 1984;Panza P., Antichità e restauro nell’Italia del Settecento. Dal ripristino alla conservazione delle opere d’arte, Milano 1990;Pavan M., Antonio Canova e la discussione sugli “Elgin Marbles”, in «Rivista dell’Istituto Nazionale di Archeologia e Storia dell’Arte», XXI-XXII, 1974-75, pp.219-344;Perusini G., Introduzione al restauro: storia, teorie, tecniche, Udine 1985;Pinelli A., Storia dell’arte e cultura della tutela. 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Rapporti tra il Ministero e la Commissione consultiva conservatrice nei primi decenni dell'Unità, in Giovanni Battista Cavalcaselle conoscitore e conservatore, 1997, pp. 35-52;Sénéchal P., Restaurations et remplois des sculptures antiques, in «Revue de l’Art», 79, 1988, pp.47-51;Sicoli S., La formazione dello Stato unitario e il problema della conservazione (1859-1922), in Verso una gestione dei Beni Culturali come servizio pubblico. Attività legislativa e dibattito culturale dallo Stato unitario alle regioni (1860-1977), Milano 1979;Spada S., Copia e restauro. Nuove prospettive di una tradizione, in Sculture da conservare. Studi per una tecnologia dei calchi, a cura di A.Giusti, Milano 1990, pp.88-99;Torraca G., Momenti della storia della conservazione del marmo. Metodi e attitudini in varie epoche, in «O.P.D.Restauro», numero monografico, Firenze 1986, pp.32-45;Torresi A.P., La foderatura dei dipinti in Italia dall'Ottocento al Novecento, Ferrara 1993, pp.9-20;Torresi A.P., L'Ottocento da riscoprire. Arte e restauro nella vita e negli scritti di Ulisse Forni,, Ferrara 1995Vlad Borrelli L., Restauro archeologico. Storia e materiali, Roma 2003Parole Chiave
STORIA DEI RESTAURATORI, PITTURA E SCULTURA, CONSERVAZIONE E RESTAURO, SECOLI XIX-XX, TECNICHE STORICHE DI RESTAURO, LESSICO STORICO DEL RESTAURO, ); INFORMATICA PER I BENI CULTURALIPer una storia dei restauratori in Italia: la creazione di un archivio informatizzato
Università degli Studi di Roma "La Sapienza"Abstract
Il programma di ricerca è finalizzato alla realizzazione di un archivio generale informatizzato del patrimonio documentario relativo ai restauratori attivi a Roma dall'Ottocento ai nostri giorni.Il progetto si inserisce in un più ampio programma (vedi punto 2.1 Base di partenza scientifica)al fine di evitare la dispersione e lo smembramento degli archivi dei restauratori italiani, acquisire, inventariare e conservare i documenti ed ogni altro elemento informativo utile alla storia del restauro, promuovere e consentire agli studiosi, ai funzionari delle Soprintendenze, ai restauratori, l'accesso e la consultazione dei materiali raccolti e del relativo sistema documentario elettronico.Il progetto intende realizzare una banca dati e mettere in rete un archivio informatizzato, ugualmente prezioso sia per gli studiosi della cultura del restauro che quegli operatori del settore (Soprintendenze e restauratori) che abbiano necessità, in vista di nuovi restauri, di conoscere preventivamente gli interventi che nel passato hanno coinvolto il nostro patrimonio pittorico e scultoreo. Per arrivare ad una banca dati il più possibile elaborata e precisa nelle informazioni, partecipano al gruppo di ricerca, oltre a storici dell'arte, anche alcuni funzionari delle Soprintendenze ai Beni artistici e storici, alcuni restauratori ed alcuni esperti di diagnostica artistica. Il raffronto tra i dati estrapolati dalla esperienza diretta sul monumento e le informazioni che i ricercatori traggono dagli archivi storici, consentirà di leggere ed interpretare criticamente questi ultimi documenti, le espressioni lessicali non sempre precise e ancor meno omologate. Ciascuna unità di ricerca locale seguirà l'indagine sul proprio territorio (vedi punto 2.3 Descrizione e Ruolo delle unità operative locali), ma grazie alla struttura del sistema informatico RES.I, progettato e messo a punto dall'Associazione Giovanni Secco Suardo, (vedi punto 2.1 Base di partenza scientifica), strumento che accomuna tutte le unità di ricerca, si otterrà un'imponente base di dati relazionale e multimediale che raccoglie e gestisce informazioni sia biografiche che documentarie sui restauratori, sui loro interventi di restauro e sulle opere d'arte oggetto di questi interventi.In virtù di questa struttura estremamente articolata e progettata con ampie possibilità di rimandi (link) la banca dati è consultabile sia richiamando i profili biografici di singoli restauratori, sia il succedersi dei restauri sulle singole opere nel corso del tempo, sia ricercando le istituzioni promotrici e i funzionari che seguono e collaudano i restauri. Il percorso di ricerca sulla storia conservativa dell’opera, consente inoltre di ricavare notizie specifiche sulle tecniche usate, sui linguaggi specialistici radicati in microcontesti culturali, cronologicamente e geograficamente distanti, tali da offrirsi , nel loro complesso, come valido strumento per i futuri progetti di restauro. E' evidente infatti quanto possa essere utile una conoscenza della storia materiale delle opere soprattutto per quanto riguarda le tecniche e le sostanze impiegate nel corso di precedenti restauri, al momento di intervenire nuovamente per la loro conservazione.Siamo certi che da questa ricerca potranno emergere anche molte ulteriori indicazioni su figure intrinsecamente collegate all’attività di restauro come quelle dei curatori di museo o funzionari di Sovrintendenza, o perfino mercanti e collezionisti. Alcuni appositi “campi” del programma informatico consentono di registrare informazioni e documenti inerenti queste figure così importanti per la storia del patrimonio italiano. Per quanto riguarda infine le singole opere oggetto di restauri, il collegamento diretto al numero di identificativo dell'Istituto Centrale per il Catalogo e la Documentazione (ICCD), tramite link, consente di poter relazionare la banca dati con altre forme di catalogazione affini. <<<



