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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi della TUSCIA
STUDI PER LA CONOSCENZA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI E ARTISTICI
- Università degli Studi "G. d'Annunzio" CHIETI-PESCARA
SCIENZE, STORIA DELL'ARCHITETTURA, RESTAURO E RAPPRESENTAZIONE
- Università degli Studi della TUSCIA
TECNOLOGIA, INGEGNERIA E SCIENZE DELL'AMBIENTE E DELLE FORESTE
- Università degli Studi di CAGLIARI
SCIENZE ARCHEOLOGICHE E STORICO-ARTISTICHE
- Università degli Studi della TUSCIA
SCIENZE AMBIENTALI
Programmi di ricerca simili:
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Ingegneria civile e Architettura
- Area scientifico disciplinare: Scienze agrarie e veterinarie
- Area scientifico disciplinare: Scienze fisiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Bibliografia
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Parole Chiave
DIPINTI, MOSAICI, ARREDI SCULTOREI, ITALIA, BISANZIO, MEDIOEVO, SISTEMI ICONOGRAFICI, MATERIALI COSTITUTIVI, BANCHE DATI, MULTIMEDIALITA'DIPINTI, MOSAICI E ARREDI SCULTOREI IN ITALIA E A BISANZIO (VI-XIV SECOLO): SISTEMI DIGITALI DI RAPPRESENTAZIONE VISIVA E ARCHIVI INTERATTIVI MULTIMEDIALI
Università degli Studi della TusciaAbstract
Il progetto di ricerca ha come oggetto lo studio delle pitture (mosaici, dipinti murali, pitture su tavola) e degli arredi scultorei in Italia e a Bisanzio nel corso del medioevo (VI-XIV secolo), sulla base di due diverse linee di indagine:• i sistemi iconografici, i materiali costitutivi, le tecniche d’esecuzione delle opere
• la relazione interagente fra pitture monumentali, soffitti lignei, arredi scultorei e il loro contesto monumentale.
Le cinque unità operative composte da storici dell’arte di diversa vocazione (medievisti, bizantinisti, laureati in conservazione dei beni culturali, con tesi di dottorato in informatica e beni culturali), architetti, tecnici informatici, fisici, chimici, analisti del legno, procederanno in maniera strettamente interdisciplinare, lungo il tracciato delle due linee.
La prima si articola lungo quattro percorsi di ricerca: le analisi iconografiche e stilistiche delle opere, l’ individuazione e lo studio delle tecniche di esecuzione, l’individuazione dei materiali costitutivi, le indagini sul contesto monumentale. Il fine è:
a) elaborare un quadro articolato relativo alla struttura delle opere d’arte pittoriche e scultoree in quanto “immagine” e in quanto “materia”
b) conoscere in profondità le dinamiche del cantiere e della bottega medievali
La seconda linea presume l'applicazione di sistemi informatici per la restituzione visiva degli apparati pittorici e musivi e degli apparati scultorei. Sfrutta, come il primo, la base di esperienze maturate nelle ricerche precedenti, ma nella sostanza costituisce la parte più innovativa di tutto il progetto. Prevede:
a) la messa a punto di archivi interattivi multimediali e l’applicazione di sistemi informatici per la restituzione visiva della decorazione pittorica
b) la progettazione e realizzazione del portale Web “Atlante della pittura medievale a Roma” <br />
Lo sviluppo della ricerca sarà articolato in tre steps:
- la creazione di archivi interattivi multimediali tramite i quali gestire contestualmente varie forme di rappresentazione dell’informazione come testi, immagini, fotografie, grafici ecc. in stretta correlazione tra loro;
- l’attivazione di un processo comunicativo reticolare che consentirà di scegliere i percorsi conoscitivi proposti attraverso forme di utilizzo dinamiche. Le informazioni in relazione tra loro permetteranno al fruitore di trasformarsi in attore della comunicazione. Le immagini diventeranno piattaforme interattive attraverso le quali mostrare le diverse informazioni conservate nelle banche dati collegate; le immagini potranno sostituire la tradizionale interfaccia a campi testuali del data base offrendo la possibilità dell’interazione diretta con l’opera. Le banche dati già costituite in precedenti progetti verranno connesse con il database EGERIA “Mosaici e dipinti murali del Mediterraneo (IV-XIV secolo). Immagini, materiali e tecniche d'esecuzione" creato nel Prin 2002
- l’utilizzo dei sistemi di connessione con la rete Internet che consentirà di pubblicare e ricercare le informazioni presentate.
La progettazione e realizzazione del portale Web “Atlante della pittura medievale a Roma” si pone, infatti, come l’obiettivo più ambizioso dell’intero progetto.
Il carattere sperimentale e interdisciplinare del progetto suggerisce l’applicazione del modello d’indagine su una serie limitata di esempi – circa centoquindici di cui quindici modelli 3D – opportunamente selezionati fra apparati pittorici, musivi, tavole dipinte, soffitti lignei, arredi scultorei a Roma, nel Lazio, in Campania, Sicilia, Sardegna, Istanbul, chiese rupestri della Cappadocia, Siria, Sinai. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Maria Crocifissa Andaloro Università degli Studi della TUSCIAObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto di ricerca ha come oggetto lo studio delle pitture (mosaici, dipinti murali, pitture su tavola) e degli arredi scultorei in Italia e a Bisanzio nel corso del medioevo (VI-XIV secolo), sulla base di due diverse linee d’indagine:• la prima riguarda i sistemi iconografici, i materiali costitutivi, le tecniche d’esecuzione;
• la seconda riguarda la relazione interagente fra pitture monumentali, arredi scultorei e il loro contesto monumentale.
Riguardo alla prima linea, quattro distinti percorsi di ricerca consentiranno di elaborare un quadro articolato relativo alla struttura delle opere d’arte (pittoriche e scultoree) in quanto “immagine” e in quanto “materia”, e dei contesti architettonici che le custodiscono.
I percorsi consistono in:
a) analisi iconografiche e stilistiche
b) individuazione e studio delle tecniche di esecuzione
c) individuazione dei materiali costitutivi
d) indagini sul contesto monumentale
A proposito del punto c) “individuazione dei materiali costitutivi”, il riferimento obbligato è al piano analitico-scientifico, messo a punto nei precedenti Prin e nel frattempo ampiamente applicato, secondo un programma che prevede:
• l’analisi dei pigmenti, leganti, malte per i dipinti ma anche per le sculture
• l’analisi dei materiali vetrosi e lapidei delle tessere per i mosaici
• l’individuazione delle specie lignee del supporto per le tavole dipinte
• l’individuazione del tipo di marmo o calcare utilizzato, etc. per le sculture
In aggiunta al piano analitico-scientifico, già sperimentato, si propone ora l’analisi dei pigmenti tramite spettrometria micro-Raman.
La seconda linea di ricerca concerne l'applicazione di sistemi informatici per la restituzione visiva degli apparati pittorici, musivi, scultorei.
Questo campo, pur muovendo dalla base di esperienze maturate nelle ricerche precedenti, nella sostanza costituisce la parte più innovativa di tutto il progetto.
Relativamente al settore della pittura monumentale, il percorso generale prevede due livelli.
1. Messa a punto di un archivio interattivo multimediale e applicazione di sistemi informatici per la restituzione visiva della decorazione pittorica
2. Progettazione e realizzazione del portale Web “Atlante della pittura medievale a Roma”.
Per la realizzazione di questi due obiettivi, l’Unità del Dipartimento Studi per la conoscenza e la valorizzazione dei beni storici e artistici, in stretta connessione con l'Unità dell’Università di Chieti, procederà da una parte alla raccolta dati mediante rilievo mensorio, dall’altra allo studio di sistemi di visualizzazione per la restituzione visiva degli apparati musivi e pittorici. In questo ambito, l’apporto dell’Unità di Chieti è fondamentale.
Base irrinunciabile per l’intero progetto e suo strumento essenziale è il database “Egeria. Mosaici e dipinti murali del Mediterraneo (IV-XIV secolo). Immagini, materiali e tecniche d'esecuzione", database relazionale, creato nel Prin 2002, al fine di archiviare e mettere in collegamento tra loro classi di documentazione di natura eterogenea (foto, grafici, rilievi, analisi di laboratorio) pertinenti le singole opere, oggetto di studio, a loro volta relative ai distinti generi artistici (dipinti murali, dipinti su tavola, mosaici, scultura, architettura). L’integrazione di dati permette di ottenere informazioni testuali (sotto forma di report, tabelle riassuntive, statistiche) su ciascuna opera.
A questo livello già acquisito, se ne vuole aggiungere un altro. Tale ulteriore livello è oggetto ed obiettivo specifico del presente progetto. Esso consisterà nel realizzare l’integrazione dato-immagine. In questo modo, le riproduzioni fotografiche e grafiche delle opere non saranno più soltanto dati documentali inerti, ma diventeranno le piattaforme interattive attraverso le quali mostrare le diverse informazioni conservate nei diversi database.
Le immagini potranno sostituire la tradizionale interfaccia a campi testuali del data base, offrendo la possibilità dell’interazione diretta con l’opera.
Un esempio di interazione tra dati eterogenei tramite sistemi di rappresentazione visiva è il sistema di visualizzazione progettato dal coordinatore e dal gruppo di lavoro dell’Unità del Dipartimento di Studi per la Conoscenza e la Valorizzazione dei Beni storici e artistici di Viterbo (Unità A) per i tre volumi dell'Atlante pertinente “La pittura medievale a Roma (312-1431). Corpus e Atlante”, opera complessiva in nove volumi, in via di pubblicazione (si veda, M. Andaloro, La pittura medievale a Roma. Corpus Atlante 312-1431, Atlante, vol. I, Milano, Jaca Book, 2006). Nel progetto che si presenta, questo modello avrà un’estesa applicazione a proposito di una serie di contesti pittorici e musivi conservati in monumenti di Roma (cfr. elenco modello B dell’Unità A ), Palermo (Cappella Palatina, Sala di Ruggero nel Palazzo reale), Istanbul (La Santa Sofia).
Finora la realizzazione del modello è fruibile solo nella edizione cartacea dell'Atlante, in corso di stampa. Tuttavia, perché le caratteristiche di interazione tra i dati differenti dell’intera massa dei materiali digitali prodotti abbiano il massimo risalto, occorre servirsi di un sistema multimediale, come un portale Web.
Ed è, appunto, la progettazione e realizzazione del portale Web “Atlante della pittura medievale a Roma”, l’obiettivo più ambizioso dell’intero progetto.
I luoghi, i contesti monumentali e le opere della ricerca.
Le ricerche connesse con l’intero progetto, con la prima e seconda linea, avranno luogo in Italia e in alcuni paesi del Mediterraneo orientale. In Italia, si concentreranno a Roma, in alcuni centri del Lazio, in Campania, in Sardegna e in Sicilia; nell’area del mediterraneo orientale, in Turchia, nella regione della Cappadocia, della Caria bizantina, a Istanbul; in Siria, nel monastero e nella chiesa di Mar Musa, nella regione di Nebek, a settanta km circa a sud est di Damasco; sul monte Sinai, nella chiesa del monastero di santa Caterina.
Sarà possibile realizzare le ricerche proposte in Cappadocia, perché, a cominciare dall’anno 2006, il Ministero della Cultura della Repubblica di Turchia ha autorizzato la realizzazione in quella regione della missione di studio, ricerche, conservazione dell’Università degli studi della Tuscia, della quale è direttore lo stesso coordinatore del progetto. L ’occasione di lavorare in Cappadocia offre la straordinaria possibilità di svolgere le indagini su una vasta serie di contesti pittorici che, per la ricchezza e per l’ampio arco temporale (VII- fine XIII secolo) che occupano, costituisce il più prezioso e concentrato campionario pittorico bizantino di tutta l’area orientale.
Il progetto nel suo insieme si configura da una parte come proseguimento delle ricerche già avviate nei precedenti PRIN ( Cfr. Base di partenza) e come potenziamento dei risultati ottenuti, dall’altra come sviluppo di linee del tutto nuove.
In primo luogo si evidenzia la realizzazione del portale Web. Inoltre la realizzazione di archivi interattivi multimediali da connettere con la banca dati “EGERIA”e il completamento del piano analitico scientifico per lo studio dei pigmenti tramite la spettroscopia micro-Raman, grazie alla competenza dell’Unità del Dipartimento di Scienze dell’Ambiente dell’Università della Tuscia.
La nuova Unità amplia il numero delle Unità dei precedenti Prin da quattro a cinque, estende il numero e le funzioni dei Laboratori scientifici impegnati nella ricerca, rafforza - sempre in senso interdisciplinare - il ruolo che viene ad assumere nello svolgimento del progetto il lavoro delle tre Unità dell’Ateneo della Tuscia e l’opera del suo coordinatore. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto di ricerca ha come oggetto lo studio delle pitture (mosaici, dipinti murali, pitture su tavola) e degli arredi scultorei in Italia e a Bisanzio nel corso del medioevo (VI-XIV secolo), sulla base di due diverse linee d’indagine:• i sistemi iconografici, i materiali costitutivi, le tecniche d’esecuzione
• la relazione interagente fra pitture monumentali, arredi scultorei e il loro contesto monumentale
Per il suo carattere sperimentale e innovativo, il progetto in via di presentazione difficilmente può trovare riscontro in una base di partenza univoca. Per questa ragione, essa consisterà nella somma di parziali basi di partenza scientifica corrispondenti alle diverse linee di indagine e sarà il riflesso, in massima parte, delle esperienze che le cinque unità di ricerca hanno maturato insieme grazie anche alle attività svolte nei precedenti PRIN.
Per una maggiore chiarezza si procederà, dunque, alla presentazione delle singole basi, settore per settore.
A proposito della prima linea d’indagine, soltanto “i sistemi iconografici” presentano un approccio metodologico dalla tradizione consolidata e una produzione bibliografica di per se sterminata. In questo progetto, l’ottica è quella di stringere il rapporto fra “sistemi iconografici in Italia e a Bisanzio”, isolando alcuni contesti sulla linea delle affinità e delle divergenze. Le indicazioni bibliografiche che seguono sono essenziali e si limitano a segnalare solo alcuni testi base su specifici ambiti. Per la pittura medievale a Roma: G.Matthiae, La pittura medievale a Roma, Roma 1965 con i successivi aggiornamenti di M.Andaloro per il primo volume (1987) e di F.Gandolfo per il secondo volume (1988); per la pittura della Cappadocia: C.Jolivet-Levy, Les eglises byzantines de Cappadoce, le programme iconografique de l’abside et ses abords, Paris 1991; per il complesso pittorico del monastero di Mar Musa (Siria): E. C.Dodd, The Frescoes of Mar Musa al-Habashi, a study in Medieval Painting in Syria, Toronto 2001; per la scultura dell’Italia: i vari corpora della scultura altomedievale, editi dal Centro Italiano di studi sull’Alto Medio Evo e i Monuments sculptées de France.
Per il settore dei materiali e delle tecniche d’esecuzione, occorre precisare che nell’ottica del progetto è basilare il raccordo strettissimo tra il versante tecnico-scientifico e quello storico-artistico. Per questa ragione, la base di partenza che non ha riscontro in una tradizione consolidata di ricerche, di fatto, si appoggia sulle esperienze e sui risultati delle campagne di studio che negli anni passati sono state condotte dal Coordinatore e dai Responsabili delle Unità in precedenti e comuni progetti.
Prodotti condivisi sono: un piano analitico-scientifico ormai consolidato e continuamente sperimentato e l’uso di una serie di schede appositamente predisposte per i diversi tipi di materiali costitutivi e tecniche d’esecuzione.
In particolare, le schede elaborate riguardano:
- l’analisi dei pigmenti, leganti, malte per i dipinti (Dipartimento Studi per la conoscenza e la valorizzazione dei beni storici e artistici), e per le sculture ( Università di Cagliari );
- l’analisi dei materiali vetrosi e lapidei delle tessere musive (Dipartimento Studi per la conoscenza e la valorizzazione dei beni storici e artistici);
- l’individuazione delle specie lignee del supporto per le tavole dipinte e dei soffitti lignei (Dipartimento di Ingegneria, Tecnologia, Scienze dell’ambiente e delle Foreste);
- l’individuazione del tipo di marmo o calcare utilizzato, etc. per le sculture (Unità del Dipartimento studi per la conoscenza e la valorizzazione dei beni storici e artistici e del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche dell’Università di Cagliari ).
Il piano di indagini analitico-scientifico sui materiali costitutivi (malte, pigmenti, materiali vetrosi e lapidei) è stato messo a punto presso il Laboratorio di Diagnostica per la Conservazione ed il Restauro “M.Cordaro” nell’ambito delle ricerche svolte dall’Università di Viterbo a Roma, in Sicilia e in una serie di siti dell’Asia Minore (Kucuk Tavsan Adasi, e in altri siti tra i quali: Eraklea sul Monte Latmos, Kara Ada, Golkoy, Kisebuku) ed è sperimentato anche in altri progetti di ricerca, fra questi il progetto SIT Calabria - Processi conoscitivi avanzati ed individuazione di tecnologie e competenze per la gestione integrata delle risorse territoriali calabre finanziato nell’ambito del Programma Operativo Nazionale 2000-2006.
I dati raccolti sono confluiti nella banca dati denominata "Egeria. Mosaici e dipinti murali del Mediterraneo (IV-XIV secolo). Immagini, materiali e tecniche d'esecuzione", un database relazionale messo a punto per archiviare e mettere in collegamento tra loro le diverse metodologie di documentazione (foto, grafici, rilievi, analisi) applicate a distinte classi di oggetti (dipinti murali, dipinti su tavola, mosaici, scultura, architettura).
La banca dati “Egeria”, che è stata valutata con la qualifica “eccellente” fra i prodotti applicativi dalla Commissione d’Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR), costituisce la base di partenza fondamentale anche per questo progetto.
Oltre al data-base “Egeria” sono state costituite altre specifiche banche dati fra le quali una sui supporti lignei (Unità del Dipartimento di Tecnologia, Ingegneria e scienze dell’Ambiente e delle Foreste) e una sulla scultura nell’Italia centro meridionale (Unità del Dipartimento di Scienze archeologiche e storico-artistiche).
Il piano analitico-scientifico relativo ai pigmenti propone, in questo progetto, un’altra metodologia analitica che vede nell’applicazione della spettrometria micro-RAMAN un ulteriore campo d’indagine; essa viene svolta da una specifica Unità ( Dipartimento di Scienze dell’Ambietne, Laboratorio di Spettroscopia Ramam) e si inserisce con armonia nel piano di indagini di cui si è detto. L’applicazione di questa tecnica, che ha il vantaggio di essere del tutto non distruttiva, al campo dei beni culturali è piuttosto recente. Tra gli ultimi contributi: De Santis A., Photo-polymerisation effects on the carbonyl C=O bands of composite resins measured by micro-Raman spectroscopy, 2005. POLYMER. Vol. 46 pp. 5001 ISSN: 0032-3861; De Santis A., Baldi M. . Photo-polymerisation of composite resins measured by micro-Raman spectroscopy. POLYMER., 2004, Vol. 45 pp. 3797-3804 ISSN: 0032-3861.
Lo studio dei supporti delle tavole dipinte e dei soffitti lignei trova sviluppo nelle esperienze di studio e di ricerca avviate dai componenti in altri progetti di ricerca dall’Unità del Dipartimento di Tecnologia, Ingegneria e Scienze dell’Ambiente e delle Foreste che costituisce il potenziamento di una linea di ricerca inaugurata dal prof. E Corona, fondatore e massimo studioso di questa disciplina in campo internazionale. Per i soffitti dipinti, si segnalano le recenti pubblicazioni di Romagnoli M., Sarlatto M., Terranova F., Bizzarri E., Cesetti S., Wood identification in the ceiling of cappella Palatina (12th century) in Palermo (Sicily, Italy), 2006 in corso di pubblicazione su IAWA; Romagnoli M., Sarlatto M., Piovesan G., Di Filippo A., Terranova F., La costruzione di una banca dati per le datazioni dendrocronologiche in Italia centro-meridionale: lo stato dell’arte in Sicilia, 2006 CD edito da Nardini Editore; Zoric, V., Sulle tecniche costruttive islamiche in Sicilia: il soffitto della Cappella Palatina di Palermo, in “Scritti in onore di Giovanni Maria D’Erme”, vol. III, Istituto Orientale dell’Università Federico II di Napoli.
La metodologia alla base del piano analitico-scientifico, frutto di un approccio fortemente interdisciplinare fra il versante storico-artistico e il versante analitico-scientifico, trova espressione in molti contributi del coordinatore del progetto, dei responsabili e dei componenti delle Unità. Fra questi contributi, si segnalano: M. Andaloro, La parete palinsesto: 1900-2000, in Santa Maria Antiqua. 100 anni dopo la scavo (Conferenza Internazionale, British Institut of Rome, Roma 5-6 maggio 2000), Roma 2004, pp. 97-111; Eadem, Kucuk Tavsan Adasi:2002 Report in, "22. Arastirma Sonuclari Toplantisi", Ankara 2004, pp. 211-224 ; Eadem, La pittura medievale a Roma. Corpus e Atlante 312-1431, Corpus vol. I, Atlante, vol.I in corso di stampa); R. Coroneo, Ricerche sulla scultura medievale in Sardegna, Cagliari 2004; M. Romagnoli, M. Sarlatto, M. Nocetti, A. Rositi., For a bank data for Italian panel paintings. Wood characteristics and dendrochronological approach, Abstract Book in “Eurodendro”, convegno internazionale di studi, 10-14 settembre 2003, Obergurgl, Tyrol, 10-14 settembre 2003; M.Romagnoli, V.Bartoli, M.Sarlatto, P.Passalacqua, Perugino, Berto di Giovanni, Giannicola Di Paolo: dendrotipology of panel paintings in the Galleria Nazionale dell’Umbria, Abstract Book, in “Eurodendro”, convegno internazionale di studi, Perugina, 28settembre-2 ottobre 2005).
La seconda linea di indagine “relazione interagente fra pitture monumentali, arredi scultorei e il loro contesto monumentale” presume l'applicazione di sistemi informatici per la restituzione visiva degli apparati pittorici e musivi e degli apparati scultorei.
Per quanto riguarda la problematica generale rivolta alla contestualizzazione degli apparati pittorici e scultorei in edifici di appartenenza, il riferimento bibliografico essenziale è la collana “Mirabilia Italiane”, a cura di S. Settis, Panini Editore, Modena.
Nell’opera citata, la documentazione fotografica delle pitture e sculture viene presentata con il riferimento sistematico all’ubicazione che esse hanno rispetto alla pianta e all’alzato dell’edificio. Si tratta in questo caso di una semplice giustapposizione di dati e immagini che non consente l’integrazione dei dati e crea di conseguenza una perdita di contenuto informativo.
I sistemi digitali di rappresentazione che saranno utilizzati nel progetto per la restituzione visiva degli apparati pittorici e scultorei consentono invece sia l'integrazione di dati differenti, sia l'accrescimento in termini informativi.
La base di partenza scientifica dalla quale si muove il gruppo di lavoro costituito dall’Unità di Viterbo (Dipartimento studi per la conoscenza e la valorizzazione dei beni storici e artistici) e dall’Unità dell’Università di Chieti e, in misura parziale, dall’Unità dell’Università di Cagliari, è l'esperienza condotta dal proponente e dal gruppo dell'Unità di Viterbo nell’ambito della ricerca in atto che confluirà nella pubblicazione dell'opera in nove volumi "Pittura medievale a Roma. Corpus e Atlante (312-1431)", ideata e diretta da M. Andaloro (Università di Viterbo) e S. Romano (Università di Losanna), Jaca Book, Milano.
Alla sperimentazione sviluppata nell’ambito delle ricerche del precedente PRIN, per la quale è stato determinante l’apporto dell’Unità di Chieti, si lega in particolare il progetto relativo ai tre volumi dell’Atlante ( interamente di Maria Andaloro e del gruppo di lavoro dell’Università di Viterbo): il primo volume, ultimato e in corso di stampa, fornisce un esempio reale di applicazione di sistemi di visualizzazione delle pitture nei loro contesti architettonici attraverso l’uso di avanzate metodologie di rappresentazione..
Il sistema di visualizzazione alla base dell'Atlante è una struttura complessa, finalizzata ad accogliere ogni materiale utile di carattere visivo - riproduzioni fotografiche, viste tratte da ricostruzioni digitali degli ambienti, elaborazioni grafiche - e a connetterlo attraverso la trama di percorsi topografici interni al monumento. Consente, inoltre, di ricreare i nessi, anche se perduti,
fra le pitture murali e il loro originario assetto all'interno degli edifici, presentando una serie di percorsi visivi sulla base di planimetrie e modelli digitali 3D.
Uno degli obiettivi, il più ambizioso del progetto, è la realizzazione del portale Web “Atlante della pittura medievale a Roma”. Nella sua specifica tematica esso non trova riscontro nel panorama dei siti internet dedicati a Roma o al Medioevo.
Tra i numerosi siti internet dedicati a Roma (www.romecity.it; www.romaspqr.it ), nessuno riguarda le decorazioni pittoriche medievali; tra i pochi con contenuti storico artistici ( www.medioevo.roma.it), nessuno propone l’interazione fra immagini, planimetrie e ricostruzioni 3D di contesti monumentali, lasciando la comunicazione soltanto ai contenuti testuali.
Il portale Web si propone di colmare il vuoto tuttora esistente tra le esigenze di una comunicazione scientifica e il bisogno di conoscenza da parte di un vasto pubblico. <<<



