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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
Ascherl 2002 = J.Ascherl, Das Licht in der pomperjanische Wandmalerei. Der II. Stil, Regensburg 2002

Baldassarre et al. 2002 = I. Baldassarre, A. Pontrandolfo, A. Rouveret et al., Pittura romana. Dall'ellenismo al tardo antico, Milano 2002

Brecoulaki 2001 = H. Brecoulaki, L'esperienza del colore nella pittura funeraria dell'Italia preromana, V - III secolo a.C., Napoli 2001

Bruno 1969 = V. J. Bruno, Antecedents of the Pompeian First Style, AJA, 73, 1969, pp. 305-317

Bruno 1985 = V. J. Bruno, Hellenistic painting techniques. The evidence of the Delos fragments, Leiden 1985

Bruno 1992 = V. J. Bruno, Greek painting techniques, in Roman murals in the age of Pyrrhus, Louvain 1992, pp.147-173

Colonna 1984 = G. Colonna, Per una cronologia della pittura etrusca di età ellenistica, in DialA, 2, 1984, pp. 1-24

De Juliis 1982 = E. De Juliis, Nuovi ipogei canosini del IV e del III sec. a.C. - in: 2ø Convegno sulla preistoria, protostoria, storia della Daunia, San Severo 1982, pp. 253-269

Deussen 1973 = P. Deussen, The nuptial theme of Centuripe vases, OpRom 9, 1973, pp. 125-133

Deussen 1988 P. W. Deussen, The polychromatic ceramics of Centuripe, Ann Arbor 1988

Forti 1965 = L. Forti, La ceramica di Gnathia, Napoli 1965

Gilotta 2000 = F. Gilotta, Considerazioni su alcuni problemi di pittura etrusca ellenistica, in RM 107, 2000, pp. 177-190

Green 1968 = J. R. Green, Some painters of Gnathia vases, BICS 15, 1968, pp. 34-50

Harari 1994 = M. Harari, A Tarquinia, tra pittura vascolare e pittura parietale. Due studi di decorazione accessoria e no - NumAntCl 23, 1994, pp. 157-175

Heinrich 2002 = E.Heinrich, Der Zweite Stil in pompejanischen Wohnhäusern, München 2002

Joly 1980 = E. Joly, Teorie vecchie e nuove sulla ceramica policroma di Centuripe. - in: Philías chárin., Roma 1980, pp. 1241-1254

Laidlaw 1985 = A. Laidlaw, The First Style in Pompeii. Painting and architecture, Roma 1985

La pittura parietale in Macedonia e Magna Grecia 2002 = La pittura parietale in Macedonia e Magna Grecia. Atti del convegno internazionale di studi in ricordo di Mario Napoli, Salerno, Paestum 2002

Mazzei 1988 = M. Mazzei, Note sulla ceramica policroma di Arpi. - in: Proceedings of the 3rd Symposium of Ancient Greek and Related Pottery, København 1988, pp. 407-413

Mazzei 1996 = M. Mazzei, Frammenti di pittura figurata da Arpi. - Taras 16, 1996, Nr. 2, pp. 151-154

Mazzei 1998 = M. Mazzei, La pittura ellenistica nella Puglia settentrionale. Il caso di Arpi. - in: L'Italie méridionale et les premières expériences de la peinture hellénistique, Rome 1998, pp. 69-94

Mazzei 2002 = M. Mazzei, La Daunia e la Grecia settentrionale. Riflessioni sulle esperienze pittoriche del primo ellenismo. - in: La pittura parietale in Macedonia e Magna Grecia, Paestum, Paestum 2002, pp. 67-77.

Peinture hellénistique 1998 = L'Italie méridionale et les premières expériences de la peinture hellénistique. Actes de la table ronde, Rome 1998

Perrin 1989 = Y. Perrin, Peinture et société à Rome: questions de sociologie. Sociologie de l’art, sociologie de la perception, in Mélanges Pierre Lévêque, Paris 1989, pp. 313-342

Perrin 1992 = Y. Perrin, L’écrit et l’image: la peinture ancienne, in JRA, 5, 1992,pp.308-318

Perrin 1998 = Y. Perrin, A propos de la "Bataille d'Issos". Théâtre, science et peinture. La conquête de l'espace, ou d'uccello à Philoxène, CahGlotz 9, 1998, pp. 83-116

Pittura ellenistica in Etruria 2007 = Pittura ellenistica in Etruria. Immagine, linguaggio, messaggi, Atti Giornate Internazionali di Studio, Perugia 17-18 marzo 2006, Ostraka 2007, c. s.

Pontrandolfo-Rouveret 1992 = A. Pontrandolfo-A. Rouveret, Le tombe dipinte di Paestum, Modena 1992

Rouveret 1989 = A. Rouveret, Histoire et imaginaire de la peinture ancienne, Ve siècle av. J.-C. – Ier siècle ap.J.-C., Roma 1989

Schmidt 1990 = T. M. Schmidt, Studien zur Vasenkunst des Hellenismus, 2. Gnathia-Keramik mit Reliefdekor, FuB 29-30, 1990, pp. 59-78

Sicilia ellenistica, consuetudo Italica 2006 = Sicilia ellenistica, consuetudo Italica, Atti Conv. Spoleto 2005, Suppl. Sicilia antiqua, Roma-Pisa, 2006

Steingräber 1985 = S. Steingräber, Catalogo ragionato della pittura etrusca, Milano 1985

Steingräber 1997 = S. Steingräber, Caratteristiche del repertorio figurato della pittura funeraria in Italia meridionale dal IV al II secolo a.C. - in: I temi figurativi nella pittura parietale antica, Imola 1997, pp. 125-127

Steingräber 2000 = S. Steingräber, Arpi, Apulien, Makedonien. Studien zum unteritalischen Grabwesen in hellenistischer Zeit, Mainz 2000

Todisco 1994-95 = L. Todisco, Nuovi dati e osservazioni sulla Tomba delle danzatrici di Ruvo. - AttiMemMagnaGr 3, 1994-95, pp. 119-142

Todisco 1999 = L. Todisco, La Tomba delle danzatrici di Ruvo di Puglia. - in: Le mythe grec dans l'Italie antique. Fonction et image, Rome 1999, pp. 435-465

Tybout 2001 = R. Tybout, Roman wall-painting and social significance, in JRA, 14, 2001, pp. 33-56

Torelli 1990 = M. Torelli, Macedonia, Epiro e Magna Grecia. La pittura di età classica e protoellenistica. - in Magna Grecia, Epiro e Macedonia, Taranto 1990, pp. 379-398

Torelli 2004 = M. Torelli, Forma greca e culture periferiche, in Storie dell’Arte Antica, Roma 2004, pp. 141-169

Wielen-van Ommeren 1988 = F. van der Wielen-van Ommeren, La céramique hellénistique de Canosa. Techniques de fabrication, in Proceedings of the 3rd Symposium of Ancient Greek and Related Pottery, København 1988, pp. 665-673

Wintermeyer 1975 = U. Wintermeyer, Die polychrome Reliefkeramik aus Centuripe, JdI 90, 1975, pp. 136-241
Parole Chiave
PITTURA, ELLENISMO, ITALIA, SICILIA, CERAMICA, ARCHITETTURA

Linguaggi e tradizioni della pittura ellenistica in Italia e in Sicilia

Università degli Studi di Perugia
Abstract
Il progetto si propone di studiare i tempi e i modi della costituzione, in Italia centro-meridionale (Etruria, Lazio, Campania e Apulia) e nella Sicilia, del linguaggio pittorico medio-repubblicano tra IV e III secolo a.C. di derivazione ellenistica e della sua sostituzione agli inizi del II secolo con forme diverse di fruizione della pittura da parte delle nuove classi dirigenti della tarda repubblica, con approfondimenti sui rapporti tra ceramografia e pittura parietale (IV-III sec.a.C.) e tra pittura e architettura (II-I sec.a.C.) <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario Torelli Università degli Studi di PERUGIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il presente progetto di ricerca intende creare un esauriente quadro critico generale per la comprensione e l’interpretazione storica della pittura ellenistica in Italia e dei momenti di continuità e di discontinuità nelle singole tradizioni artigianali locali, anche in relazione alla costituzione di un linguaggio unitario della fine della repubblica e alla definizione chiara delle diverse committenze. Considerata dagli antichi la principale tra le arti, la pittura è, per la sua deperibilità, tra le produzioni meno documentate del mondo antico. Tuttavia proprio il territorio italiano ha conservato cospicue testimonianze materiali del suo sviluppo, sia attraverso documenti diretti (e contemporanei) rispetto alla nascita e all’evoluzione dei modelli greco-macedoni – come ad esempio nelle tombe dipinte dell'Etruria e dell'Apulia -, sia attraverso le vitali influenze che tale produzione ha avuto oltre i limiti cronologici dell’Ellenismo, in particolare nel patrimonio delle città vesuviane.
L'obiettivo dunque è quello di costituire corpora dei materiali, molti dei quali inediti o poco noti, e di analizzarli in dettaglio e separatamente e, sulla base di tali analisi, di precisare la natura delle diverse accezioni del linguaggio ellenistico usate nell'Italia antica e nella Sicilia, in relazione alle trasformazioni dellla società e della cultura tra III e I secolo a.C.
Al termine dei lavori delle cinque équipes è prevista l'organizzazione di un importante convegno internazionale sui temi della ricerca da tenersi a Perugia nel 2009. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’ascesa al potere di Alessandro Magno diede inizio ad una nuova, straordinaria stagione culturale (Rouveret 1989). Alla corte macedone vennero elaborati inediti linguaggi di affermazione del potere, che si diffusero in tutte le aree del Mediterraneo ed ispirarono le politiche di autorappresentazione sociale delle aristocrazie di ogni ambito geografico. Ovviamente, sia attraverso l’immigrazione diretta di maestranze greche, sia, successivamente, attraverso la conquista romana della Grecia, quella cultura determinò sostanziali mutamenti in ogni aspetto della vita pubblica e privata anche in Italia (Baldassarre et al. 2002; La pittura parietale in Macedonia e Magna Grecia 2002).
In generale, nel panorama degli studi, l’età ellenistica è stata considerata di importanza secondaria rispetto alle fasi precedenti della civiltà greca. Un’attenzione crescente, tuttavia, con un nuovo approccio critico, è stata riservata alle problematiche culturali dell’Ellenismo a partire dagli anni Settanta, quando ad una riconsiderazione del quadro storico generale si è inevitabilmente legato un crescente interesse per le tematiche storico-artistiche. Tali indagini hanno posto in luce la rilevanza che questo periodo ha avuto sia nell’evoluzione della stessa arte greca, sia nei processi di sviluppo e trasformazione dell’arte italica e romana.
La pittura – considerata dagli antichi la più alta delle manifestazioni artistiche - appare una delle espressioni più dirette della cultura elaborata alla corte macedone, e per l’età ellenistica i territori della Penisola e della Sicilia (Steingräber 1997) ne hanno conservato cospicue testimonianze, nonostante, per sua stessa natura, la pittura sia tra le produzioni meno documentate dell’antichità. Proprio la sua evanescenza ha determinato un certo disinteresse per la pittura nel panorama degli studi, a parte alcune recenti eccezioni (Pontrandolfo-Rouveret 1992; Scagliarini Corlaita 1997; Peinture hellénistique 1998; Pittura ellenistica in Etruria 2007), che tuttavia non hanno potuto colmare per la tematica specifica la perdurante assenza di corpora e di un quadro complessivo del patrimonio pittorico conservato in Italia. Del resto gran parte dei monumenti delle diverse aree geografiche della Penisola e della Sicilia, dall'Etruria (Colonna 1984; Steingräber 1985; Gilotta 2000), al Lazio, alla Campania (Brecoulaki 2001), all' Apulia (Todisco 1994-95, 1999), e alla Sicilia, spesso a secoli dalla scoperta, restano in attesa di un’edizione scientifica: si pensi alle straordinarie tombe della Casa dell'Acropoli di Monte Sannace in Apulia, di fatto semisconosciute al pubblico nazionale e internazionale. In ogni caso, l’esame delle tematiche più specificatamente iconografiche e stilistiche potranno valersi dei progressi, ugualmente recenti, negli studi dei cicli pittorici dell’area macedone e trace (Torelli 1990; Steingräber 2000; Torelli 2004), oltre al confronto – non sempre considerato (ma si veda Harari 1994) - con le classi ceramiche sostanzialmente dipendenti dalla produzione pittorica maggiore, quali i gruppi dei "Pocola" e di "Hesse" e le ceramiche di Arpi (Mazzei 1988, 1996, 1998, 2002), Egnazia (Forti 1965, Green 1968; Schmidt 1990) e Canosa (De Juliis 1982; Wielen-van Ommeren 1988) in Apulia, o "di Centuripe" in Sicilia (Deussen 1973; Wintermeyer 1975; Joly 1980; Deussen 1988), tutti peraltro oggetto di studi solo parziali. Il fenomeno si estende per gran parte del III sec. a.C., come ha potuto mettere in risalto il recente (febbraio 2006) convegno tenuto nell'ambito del progetto FIRB a Perugia sulla pittura ellenistica etrusca (Pittura ellenistica in Etruria 2007), nel corso del quale diversi interventi hanno sottolineato il ruolo, già per altri versi riconosciuto dalla ricerca, che è stato svolto dalle prime esperienze della pittura ellenistica di ambiente macedone e alessandrino nella nascita di tecniche pittoriche di tipo c.d. "compendiario", i cui echi appaiono molto ben raccolti nella pittura sia ceramica che monumentale.
Sul tema della pittura ellenistica un’altra evidente lacuna verificata nella letteratura scientifica riguarda l’analisi dei meccanismi di acculturazione alla base della diffusione del linguaggio pittorico. La creazione di un quadro critico esauriente non può prescindere dall’esame delle modalità di ricezione dei linguaggi artistici ellenistici nelle aree esaminate, valutando l’apporto delle singole tradizioni locali e le specifiche esigenze delle diverse committenze. Su questa linea manca a tutt’oggi un esame complessivo dei monumenti-luoghi destinatari di una decorazione pittorica su larga scala, con un approccio critico che dovrebbe far luce anche sulle ricorrenze tematiche e stilistiche per le singole tipologie monumentali, a destinazione sia pubblica che privata. I riflessi della pittura ellenistica nei cicli decorativi degli edifici dell’area vesuviana, che per ovvi motivi hanno ricevuto un’attenzione maggiore (Ascherl 2002; Bruno 1969, 1985, 1992; Heinrich 2002), non sono sempre stati valutati alla luce del ruolo dei modelli e delle coscienti scelte formali dei committenti, dei quali difetta la precisa connotazione ai fini di una "Soziologie der Kunst" (cfr. comunque Perrin 1989, 1992 e 1998; Tybout 2001) . In tal senso il presente progetto di ricerca potrà giovarsi della catalogazione dei cicli pittorici delle domus di Pompei e di Ercolano svolta nell’ambito di due diverse tesi di Dottorato discusse presso l’Università degli Studi di Perugia dalla dott.ssa L. Romizzi e dalla dott.ssa A. Villi, oltre al corpus delle decorazioni di I stile già costituito (Laidlaw 1985), che tuttavia va largamente aggiornato e articolato. <<<