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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di TRENTO
STUDI LETTERARI, LINGUISTICI E FILOLOGICI
- Università degli Studi di PAVIA
LINGUE E LETTERATURE STRANIERE MODERNE
- Università degli Studi di BERGAMO
SCIENZE DEI LINGUAGGI, DELLA COMUNICAZIONE E DEGLI STUDI CULTURALI
- Università "Ca' Foscari" di VENEZIA
SCIENZE DEL LINGUAGGIO
- Università degli Studi di FERRARA
SCIENZE UMANE
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Trentino Alto Adige
Bibliografia
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R. Kofoth, B. Plachta (Hrsg.), Editionen zu deutschsprachigen Autoren als Spiegel der Editionsgeschichte, Tübingen 2005
P. Maninchedda (ed.), Testi e tradizioni. Le prospettive delle filologie. Atti del seminario Alghero 7 giugno 2003, Cagliari 2004
P. Nerozzi Bellman (ed.), Internet e le Muse. La rivoluzione digitale nella cultura umanistica, Milano 1997
G. Nichols et.al. (eds.), The New Philology, in “Speculum”, LXV (1990), pp. 1-108
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P. Zumthor, Essai de poétique médiévale, Paris 1972
P. Zumthor, La lettre et la voix: de la littérature médiévale, Paris 1987
Parole Chiave
NUOVI CRITERI ECDOTICI, NEW PHILOLOGY, EDIZIONI ELETTRONICHE, CODICOLOGIA, FILOLOGIA COMPUTAZIONALEComposizione, trasmissione e instabilità del testo germanico medievale: nuovi criteri ecdotici e modelli di edizione
Università degli Studi di TrentoAbstract
Il programma di ricerca si propone di studiare e discutere le nuove proposte metodologiche riguardanti l’edizione del testo medievale, valutandone l’adeguatezza e l’applicabilità all’ambito della produzione germanica medievale ed eseguendo alcune edizioni che abbiano funzione di sperimentazione e di proposta di innovazione.I principali ambiti di ricerca individuati per lo svolgimento del lavoro sono i seguenti:
1. La tradizione letteraria del Basso Medioevo in area nordica: tale ambito, caratterizzato da una forte instabilità delle tradizioni testuali e dalla tendenza alla formazione di cicli narrativi, permette una riflessione e una sperimentazione di pratiche di edizione che si propongano di mettere in evidenza la forte connessione tra trasformazione del testo e mutamento del quadro culturale e sociale;
2. L’elegia anglosassone alto-medievale: interessante è, in questo caso, soprattutto il forte legame tra testo e tradizione orale. Lo studio di tre elegie anglosassoni (The Wanderer, The Seafarer, Deor) permette da un lato una discussione del criterio di testualità applicato a questa classe di testi, dall’altro di realizzare un ipertesto che ne metta in rilievo, tra l’altro, i collegamenti intertestuali;
3. L’epica sassone: si è scelto di studiare e di proporre una nuova edizione, elettronica, del Heliand. Anche in questo caso abbiamo a che fare con una tradizione profana alto-medievale, ma, a differenza delle elegie anglosassoni di cui si è trattato al punto precedente, si tratta qui di una tradizione plurima, che si compone di cinque testimoni. La valorizzazione di ognuno di tali testimoni, l’indagine sul loro significato e sulla loro funzione nel contesto di produzione, oltre che i reciproci legami genetici, possono essere documentati facendo ricorso a metodi non tradizionali di edizione;
4. La canzone di crociata come fenomeno interculturale: finalizzato a una esecuzione musicale, questo tipo di testi richiede un’analisi puntuale delle relazioni tra testo e sua comunicazione, tra ritmo poetico e musica, tra diverse tradizioni poetiche e musicali, oltre che tra comunicazione di valori e intenti politico-militari e quadro ideologico di riferimento (testimoniato, ad esempio, dalla letteratura omiletica). Tra gli ambiti presi in esame dal progetto, questo è peraltro l’unico a richiedere la fattiva collaborazione di un esperto della tradizione romanza, proprio in ragione della necessità di un approccio comparativo;
5. La tradizione gotica: nell’ambito della presente ricerca si intende affrontare due aspetti della tradizione gotica: in primo luogo si intende affrontare la questione dell’edizione del testo sacro. Il testo biblico si caratterizza, in tutte le tradizioni, come assai più stabile dei testi a carattere profano, e questo per ovvie ragioni: la volontà di mantenersi il più possibile vicini alla parola divina limita rigidamente la libertà del traduttore e, tanto più, del copista. Intento del gruppo di ricerca è dunque quello di produrre una nuova edizione del Vangelo di Giovanni gotico che tenga conto di tali recenti acquisizioni. In secondo luogo, i risultati del dibattito sulla pratica ecdotica verranno applicati a due serie alfabetiche gotiche contenute nei manoscritti Wien, Nationalbibliothek 795. ff. 20 r-v e Paris BNF, lat. 528, f. 71v, entrambi redatti tra VIII e X secolo in ambiente carolingio.
Obiettivo generale del gruppo è quello di fornire edizioni utili e innovative, che permettano di presentare il testo non come entità statica, ma come risultato complesso di un processo di produzione, ricezione e trasformazione realizzatosi in differenti contesti storico-culturali. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Fulvio Francesco Antonio Ferrari Università degli Studi di TRENTOObiettivo del Programma di Ricerca
Il programma di ricerca si propone un approfondimento e un aggiornamento della discussione sui metodi e le finalità di edizione del testo germanico medievale, e l’elaborazione di nuove edizioni sulla base dei risultati acquisiti grazie sia allo sviluppo del dibattito teorico sia all’acquisizione delle più recenti tecnologie informatiche.La collaborazione di studiosi di diversi generi letterari e di diversi ambiti linguistici consentirà una visione d’insieme delle necessità e dei problemi cui un’edizione deve fare fronte, elaborando risposte differenti a seconda delle classi di testi prese in esame. In particolare, il progetto dovrà pervenire a delle proposte metodologiche che permettano di presentare il testo in modo da non occultarne la storia (la tradizione, i rapporti con l’oralità, i processi di risemantizzazione, ecc.) e, al tempo stesso, di portare a conoscenza del lettore la complessa rete di relazioni esistente tra i singoli testimoni e il contesto storico in cui sono stati redatti.
La riflessione metodologica, d’altro canto, non potrà prescindere dalla questione della comunicabilità del testo edito: ogni edizione risponde a una finalità comunicativa, si propone di rendere noto un testo a un pubblico, e al contempo di fornire a tale pubblico gli strumenti per una corretta comprensione e contestualizzazione. Operando su testi germanici d’epoca medievale, e dunque redatti in lingue non comprensibili alla maggioranza degli studiosi, non si può quindi ignorare il problema della relazione che sussiste tra il lavoro di edizione e quello di traduzione e di elaborazione di un apparato che renda il testo accessibile a una comunità scientifica in cui sono numerosi gli studiosi potenzialmente interessati, ma non gli specialisti di letteratura e/o di linguistica germanica medievale.
Come risultato del lavoro svolto, il gruppo di ricerca si propone di produrre edizioni di testi che, nella loro varietà, rendano conto delle diverse metodologie utilizzate: metodologie scelte e applicate sulla base delle caratteristiche delle singole tradizioni testuali e delle particolari finalità comunicative. Le edizioni programmate sono le seguenti:
- un’edizione elettronica del poema antico sassone Heliand che, grazie ai costrutti ipertestuali, permetta una conoscenza da parte del pubblico dell’intera tradizione, non privando quindi il testo della sua dinamicità e della sua mobilità, aspetti inevitabilmente sacrificati in un’edizione di tipo tradizionale;
- la creazione di un ipertesto che comprenda l’edizione di tre elegie anglosassoni (The Wanderer, The Seafarer, Deor), testimoniate in un unico codice, l’Exeter Book. Le risorse della filologia computazionale saranno qui utili non tanto alla ricostruzione delle tradizioni testuali, quanto piuttosto a mettere in rilievo i legami intertestuali e la tecnica compositiva dei singoli testi;
- un’edizione della “redazione lunga” della Gautreks saga e
- un’edizione della “redazione lunga” della Örvar Odds saga. Entrambe queste edizioni si propongono di rendere accessibile un testo diverso da quello “originale” (o comunque da quello tràdito più antico) delle saghe in questione, ma che per la sua diffusione e per il complesso processo di ampliamento e di risemantizzazione di cui è il prodotto risulta particolarmente adatto a illustrare le molteplici interazioni tra tradizioni testuali, tra oralità e scrittura, tra patrimonio narrativo nazionale e internazionale;
- un’edizione miscellanea di testi di canzoni di crociata appartenenti a vari ambiti linguistici, con prevalenza della tradizione tedesca, tradizione finora ignorata nella produzione editoriale italiana;
- una nuova edizione, semidiplomatica, del Vangelo di Giovanni gotico, contenuto nel Codex Argenteus della Bibbia gotica. Tale edizione dovrà dare conto della storia testuale e dei rapporti tra la redazione gotica del Vangelo di Giovanni con la tradizione greca e quella latina;
- un’edizione critica dei Gotica Vindobonensia e dei Gotica Parisina, che recepisca dal dibattito suscitato dalle proposte neo-filologiche l’attenzione alla messa in correlazione dei vari testi facenti parte di uno stesso codice, senza però negare la dimensione storica di ogni singola tradizione testuale.
Obiettivo del gruppo di ricerca è anche la pubblicazione su riviste scientifiche e/o la presentazione in ambito di convegni di una serie di contributi teorici sulla questione della pratica ecdotica e sulle possibili applicazioni delle metodologie informatiche all’edizione di testi germanici medievali.
Il lavoro di approfondimento teorico e la riflessione sulle esperienze di edizione condotte dovranno quindi trovare un momento di discussione pubblica e di confronto con esperienze diverse, in ambito nazionale e internazionale, in un convegno da tenersi a Trento nel corso del 2008, alla cui organizzazione contribuiranno tutte le unità di ricerca. Nel corso di questo convegno dovranno essere comunicate e discusse tutte le pratiche innovative studiate e sperimentate durante lo svolgimento del progetto, dando così un contributo di rilievo alla diffusione dell’innovazione e all’aggiornamento metodologico. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nel corso degli ultimi decenni ha avuto luogo un vivace dibattito, a livello internazionale, sui modi e le finalità della pratica ecdotica. Lo studio delle particolari modalità di trasmissione e di comunicazione dei testi medievali, soprattutto dei testi redatti in lingua volgare e appartenenti ai generi lirici e narrativi, ha infatti messo in evidenza la necessità di tenere conto – sia nell’interpretazione che nel lavoro di edizione – dell’interazione tra trasmissione scritta e oralità. E’ stata così messa in rilievo la peculiare “instabilità”, o mouvance, del testo medievale (si vedano, ad esempio, Zumthor 1987, Pasternack 1991 e 1995), vale a dire la tendenza, riscontrabile nel processo di trasmissione e ricezione, a modificare il testo a seconda delle finalità del singolo atto di comunicazione, delle conoscenze e della formazione culturale e ideologica del copista-rielaboratore, delle aspettative supposte nel pubblico e/o nel committente del codice.Questa nuova consapevolezza delle condizioni di trasmissione dei testi e di produzione dei codici ha inevitabilmente dato il via a un dibattito che ha rimesso in discussione la pratica di edizione fondata sul metodo di Lachmann. Ancora in epoca relativamente recente, infatti, lo studio delle singole tradizioni testuali partiva spesso dal presupposto di una trasmissione unicamente scritta, rappresentabile per mezzo di uno stemma codicum e ricostruibile tramite il puntuale confronto delle varianti e degli errori. Al più si supponeva che dei copisti-rielaboratori contaminassero (modificassero, ampliassero ecc.) il testo in questione con altri testi di cui avevano a disposizione una redazione scritta. La necessità di rivedere questa concezione – almeno per alcune classi di testi – ha portato tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio degli anni Novanta al dispiegarsi di un’ampia discussione suscitata dalla proposta di una cosiddetta “New Philology”. I contributi di orientamento neo-filologico (si vedano Cerquiglini 1989, Nichols et al. 1990, Busby 1993) miravano a una riconsiderazione della posizione di ogni singolo testimone, mettendolo in relazione non tanto – verticalmente – con il complesso della sua tradizione, quanto – orizzontalmente – con il contesto (e il co-testo) della sua redazione. Secondo l’impostazione neo-filologica, insomma, un testimone non aveva valore in quanto contribuiva alla ricostruzione di un archetipo, ma di per sé, come singola opera letteraria e come espressione di un particolare momento storico e culturale.
Il contributo fornito dall’approccio neo-filologico è stato indubbiamente prezioso: la riconsiderazione di ogni singolo testimone, l’indagine dei suoi rapporti con il complesso del codice in cui è contenuto e con il contesto storico-culturale in cui il codice è stato prodotto, hanno permesso di svincolare la pratica ecdotica da una finalità ricostruttiva spesso destinata al fallimento quando non fuorviante. La presa in esame di redazioni più recenti di uno stesso testo si è dimostrata inoltre assai utile per indagare sia i meccanismi di ricezione, sia l’interazione tra tradizioni testuali e la persistente influenza esercitata dalla tradizione orale.
Il dibattito suscitato dalle proposte della “New Philology” ha però ben presto messo in luce anche i limiti del nuovo approccio. In particolare si è messo in rilievo come un’indagine condotta esclusivamente a livello sincronico rendesse impossibile una valutazione della complessa relazione che intercorre tra una particolare tradizione narrativa e la storia, di quel continuo processo di risemantizzazione che costituisce spesso uno degli aspetti più interessanti della storia di un testo e della sua ricezione (per l’ambito germanico si veda, ad esempio, Wolf 1993).
Già all’inizio degli anni Novanta, e in misura crescente nel corso degli ultimi quindici anni, è stato individuato nelle nuove tecnologie informatiche un possibile strumento utilizzabile per l’elaborazione di una pratica ecdotica rinnovata, capace di rispondere a diverse esigenze nella riproduzione e a diversi piani di analisi del testo.
L’edizione elettronica, in CD-ROM e/o su web, permette infatti sia di rendere disponibili simultaneamente diverse redazioni del testo, sia di consultare l’apparato di varianti senza isolare le singole lezioni dal co-testo. L’elaborazione di ipertesti, inoltre, rende possibile la rapida consultazione di fonti e di passi paralleli in altri testi, oltre che la riproduzione in fac-simile dei codici e la loro interpretazione paleografica. Sulle potenzialità degli strumenti informatici ai fini dell’analisi e dell’edizione di testi esiste oramai una significativa bibliografia (si vedano, ad esempio, in ambito italiano, Orlandi 1990 e 1997, Nerozzi Bellman 1997, Gigliozzi 2003, Fiormonte 2003) e significative esperienze sono state compiute anche per quanto riguarda l’edizione di testi appartenenti alle letterature germaniche medievali, dall’edizione del Beowulf in CD-ROM curata da Kevin Kiernan nel 2001 (Kiernan 2001) ai progetti in corso riguardanti l’edizione dei Canterbury tales di Chaucer, sotto la direzione di Peter Robinson (http://www.cta.dmu.ac.uk/projects/ctp/) e quella del Parzival di Wolfram von Eschenbach, sotto la direzione di Michael Stolz (http://www.parzival.unibas.ch/).
La grande varietà di generi letterari testimoniati nelle letterature germaniche medievali, le profonde differenze culturali, storiche e sociali tra le diverse società germaniche e, allo stesso tempo, la trasmissione di materiale narrativo tra gruppi parlanti lingue affini e l’azione di una tradizione orale in larga misura comune, sono fattori che rendono indispensabile una riconsiderazione delle diverse metodologie di edizione del testo germanico, tenendo conto sia dei risultati del dibattito più recente, sia delle opportunità offerte dalle nuove tecnologie.
Una puntuale analisi delle condizioni di produzione, di trasmissione e di ricezione dei testi, una valutazione della loro funzione nell’ambito delle società coeve e nella successiva creazione di una tradizione letteraria nazionale sono elementi di cui tenere conto nella presente ricerca, che si propone una discussione generale sulla edizione dei diversi tipi di testi germanici medievali, al fine sia di produrre edizioni sulla base dei risultati teorici raggiunti, sia di discutere la relazione tra edizione e traduzione del testo, ai fini di favorirne una conoscenza anche al di fuori dell’ambito degli specialisti del settore. <<<



