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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di TORINO
STORIA
- Università degli Studi di SIENA
STORIA
- Università degli Studi di FIRENZE
STUDI STORICI E GEOGRAFICI
- Università degli Studi della TUSCIA
STUDI PER LA CONOSCENZA E LA VALORIZZAZIONE DEI BENI STORICI E ARTISTICI
- Università degli Studi di BOLOGNA
PALEOGRAFIA E MEDIEVISTICA
Programmi di ricerca simili:
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- 10 - Fonti manoscritte per l'immagine della città italiana in età moderna
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Piemonte
Bibliografia
S. Bortolami (a cura di), Città murate del Veneto, Milano, Electa, 1988;P. Cammarosano, Città e campagna: rapporti politici ed economici, in Società e istituzioni dell’Italia comunale: l’esempio di Perugia (secoli XII-XIV), 2 voll., Perugia, Deputazione di storia patria per l’Umbria, 1988, I, pp. 303-349;
G. Cherubini, Signori, contadini, borghesi. Ricerche sulla società italiana del Basso Medioevo, Firenze, La Nuova Italia, 1974;
G. Chittolini, La formazione dello stato regionale e le istituzioni del contado, Torino, Einaudi, 1979;
G. Chittolini e D. Willoweit (a cura di), L’organizzazione del territorio in Italia e in Germania: secoli XIII-XIV, Bologna, il Mulino 1992;
G. Chittolini, Città, comunità e feudi negli stati dell’Italia centro-settentrionale (secoli XIV-XVI), Milano, Unicopli, 1996;
W. Christaller, Die zentralen Orte in Suddeutschland, Darmstadt, 1968;
R. Comba e A.A. Settia (a cura di), I borghi nuovi: secoli XII-XIV, Cuneo, Società per gli studi storici della Provincia di Cuneo, 1993;
R. Comba, F. Panero, G. Pinto (a cura di), Borghi nuovi e borghi franchi nel processo di costruzione dei distretti comunali nell’Italia centro-settentrionale (secoli XII-XIV), Cherasco-Cuneo, 2002;
A. Cortonesi, Ruralia. Economia e paesaggi del medioevo italiano, Roma, Il Calamo, 1995;
A. Cortonesi e G. Piccinni, Medioevo delle campagne. Rapporti di lavoro, politica agraria, forme della protesta, Roma, Viella, 2006;
B. Cursente, Des maisons et des hommes. La Gascogne médiévale (XIe-XIVe siècle), Toulouse, 1998;
Ch. de La Roncière, Firenze e le sue campagne nel Trecento. Mercanti, produzione, mercati, trad. it., Firenze, Olschki, 2005 (ed. orig. Aix-en-Provence, 1976);
M. Ginatempo e L. Sandri, L’Italia delle città. Il popolamento urbano tra Medioevo e Rinascimento (secoli XIII-XVI), Firenze, Le Lettere, 1990;
G. Gullino, Una “quasi città” dell’Italia nord-occidentale. Popolazione, insediamento e agricoltura a Bra tra XIV e XVI sec., Torino, Paravia, 1996;
Ph. Jones, Economia e società nell’Italia medievale, Torino, Einaudi, 1980;
F. Menant, Campagnes lombardes au Moyen Age, Rome, Ecole française de Rome, 1993;
M. Montanari e T. Lazzari, Le circoscrizioni urbane a Imola fra XII e XIV secolo: crescita dell'impianto della città e progressiva razionalizzazione della sua amministrazione, Bologna, La Fotocromo emiliana, 1998;
M. Montanari e T. Lazzari (a cura di), Imola, il comune, le piazze. Imola, La Mandragora, 2003;
F. Panero, Comuni e borghi franchi nel Piemonte medievale, Bologna, Clueb, 1988;
G. Pinto, Città e spazi economici nell’Italia comunale, Bologna, Clueb, 1996;
G. Pinto, I rapporti economici tra città e campagna, in Economie urbane ed etica economica, a cura di R. Greci, Roma-Bari, Laterza, 2005, pp. 3-73;
F. Pirani, Fabriano in età comunale. Nascita e affermazione di una città manifatturiera, Firenze, Nardini, 2003;
P. Pirillo (a cura di), Semifonte in Val d’Elsa e i centri di nuova fondazione dell’Italia medievale, Firenze, Olschki, 2004;
J. Plesner, L’emigrazione dalla campagna alla città libera di Firenze nel XIII secolo, trad. it., Firenze, Papafava, 1979 (ed. orig. Copenhagen, 1934) ;
F. Salvestrini, Gli statuti delle ‘quasi-città’ toscane (secoli XIII-XV), in Signori, regimi signorli e statuti nel tardo Medioevo, a cura di R. Dondarini, G. M. Varanini, M. Venticelli, Bologna, 2003;
E. Sestan, Italia medievale, Napoli, ESI, 1967 ;
S. Tognetti, Da Figline a Firenze. Ascesa economica e politica della famiglia Serristori (secoli XIV-XVI), Firenze, Opuslibri, 2003;
P. Toubert, Les structures du Latium médiéval. Le Latium méridional et la Sabine du IXe siècle à la fin du XIIe siècle, Rome, Ecole française de Rome, 1973 ;
G. Volpe, Toscana medievale. Massa Marittima, Volterra, Sarzana, nuova ed., Firenze, Sansoni,1964;
A. Zorzi e W. J. Connel (a cura di), Lo Stato territoriale fiorentino (secoli XIV-XV). Ricerche, linguaggi, confronti, Pisa, Pacini, 2001.
Parole Chiave
ITALIA MEDIEVALE, CENTRI MINORI, ECONOMIA, ISTITUZIONI, SOCIETÀI centri minori dell'Italia comunale (secc. XII-inizio XV): risorse economiche, strutture sociali, reti istituzionali
Università degli Studi di TorinoAbstract
Oggetto della ricerca sono i numerosi centri minori dell’Italia comunale, di cui ci si propone di ricostruire le principali caratteristiche di tipo economico e sociale nonché le diverse funzioni esercitate in un arco cronologico che va dal XII all’inizio del XV secolo. A tal fine si seguiranno alcuni percorsi di ricerca che prevedono programmi di schedatura, regestazione, repertoriazione della documentazione, soprattutto inedita, ma anche l’edizione integrale di fonti di particolare rilevanza.Temi di specifico approfondimento, procedendo in qualche caso per campionature, saranno i seguenti: analisi delle risorse del territorio e delle forme del loro sfruttamento; ricostruzione della geografia dei maggiori mercati extra-urbani, visti come luoghi intermedi tra la campagna e la città, e di conseguenza studio della rete degli scambi che insistevano sui diversi territori; verifica delle relazioni istituzionali sia verso il basso che verso l’alto; studio delle élites dei centri minori, in funzione anche dei loro rapporti con le città o con i poteri di riferimento; attenzione particolare alla storia di alcuni centri che si pongono come case-study (così Lugo di Romagna, Castiglion Aretino oppure Bra); realizzazione, là dove sarà possibile in rapporto alle risorse umane disponibili, di Atlanti-repertori dei centri minori.
Il momento comparativo – fondamentale in una ricerca di questo tipo – avrà luogo in due tempi. Innanzitutto convegni locali, d’ambito regionale e sub-regionale, programmati a partire dalla fine del 2006, a cui farà seguito un convegno finale di tutto il gruppo di ricerca (previsto per la primavera del 2009), al fine di consentire una larga analisi comparativa, sulla base di tematiche ben individuate, dei fenomeni oggetto di indagine. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco Panero Università degli Studi di TORINOObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo del programma di ricerca è ricostruire alcune delle principali caratteristiche e le diverse funzioni dei numerosi centri minori, che insistevano un po’ su tutta l’Italia comunale. Nell’ambito delle aree oggetto di ricerca, che coprono una parte significativa dell’Italia centro-settentrionale, l’attenzione sarà rivolta prioritariamente allo studio degli aspetti economici e sociali sia a livello comparativo che in un arco cronologico ampio: dalla grande espansione dei secoli XII e XIII sino ai primi anni del XV secolo quando l’ampliamento della base documentaria consente in vari casi di avere quadri demografici ed economico-sociali attendibili. Si cercherà inoltre di mettere a fuoco la rete delle relazioni istituzionali con i poteri superiori, che muta sensibilmente nell’arco cronologico considerato. L’obiettivo è quello di conoscere meglio da una parte le singole realtà locali, dall’altra di far luce, con approcci comparativi, sul ruolo che tali centri ebbero nell’organizzazione del territorio e, in molti casi, come perno delle relazioni economiche e sociali tra la campagna e le città maggiori. In tal modo si pensa di portare un contributo importante per una migliore conoscenza di determinate realtà territoriali in un periodo cruciale della storia d’Italia. <<<Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’attenzione verso i centri minori, definiti anche, con sfumature concettuali non trascurabili, centri intermedi o secondari, ovvero quei centri demici che si distinguevano da una parte dalle città, dall’altra dagli insediamenti dai prevalenti connotati rurali, ponendosi come riferimento economico e istituzionale di aree più o meno ampie e come tramite fra territorio e centri maggiori, ha conosciuto una forte crescita negli ultimi anni all’interno di molte storiografie nazionali (cfr. ad esempio Christaller, Chittolini, Cursente). Ci limitiamo a ricordare, da ultimo, il recentissimo convegno di Nizza (16-18 settembre 2004) su “Les agglomérations secondaires dans l’Antiquité et au Moyen Age”, a cui hanno partecipato medievisti provenienti da vari paesi europei.L’Italia comunale, più delle altre parti della Penisola e del resto d’Europa, si caratterizzò nei secoli finali del Medioevo per la presenza, accanto alle grandi città, di una miriade di centri medi e minori (Volpe, Sestan, Ginatempo-Sandri). Alcuni di questi presentavano molte caratteristiche urbane (erano le “quasi-città: Chittolini, Gullino), ma città non potevano definirsi per l’assenza della sede diocesana. Era il caso – per restare alle aree oggetto della ricerca – di Colle, San Gimignano, Fabriano, Saluzzo, ecc. Altri centri erano sedi diocesane decadute, talora ridotte alla dimensione di castelli di media o scarsa importanza (ad esempio Susa, Grosseto, Chiusi, Cagli, Numana, alcune delle civitatule del Lazio, ecc.). Altri ancora, assai più numerosi, apparivano come grossi castelli, che pur non presentando vere e proprie caratteristiche urbane, si distinguevano dai piccoli castelli e dalle comunità rurali per lo spessore demografico (almeno un migliaio di abitanti al momento della massima espansione demografica, ma talvolta sino a 4-5 mila), la qualità dell’edilizia e dell’urbanistica, e ancor più per la varietà delle attività economiche, per l’accentuata stratificazione sociale (si è parlato di ‘borghesia di castello’, Cherubini), per il fatto di porsi come punto di riferimento di un circondario. E’ il caso, per fare qualche esempio in riferimento alle aree di cui ci si occupa, di Certaldo, Castelfiorentino, Empoli, Fucecchio, Casole, Radicondoli, San Quirico, Lucignano, Castiglion Aretino, ecc., in Toscana; di Tolentino, Recanati, Cingoli, Offida, Ripatransone, ecc., nelle Marche centro-meridionali; di Corneto e Acquapendente nel Patrimonio di San Pietro a cui si contrapponevano le civitatule della provincia di Campagna; di Lugo, Imola, Mirandola, ecc., in Emilia e Romagna; di Cuneo, Cherasco, Bra, Dronero, ecc., in Piemonte.
Accanto alle ‘quasi-città’, sono questi numerosi centri minori a svolgere sul territorio un ruolo essenziale da tanti punti di vista. Su di essi si innervano un complesso di attività economiche che legano le grandi città al territorio dipendente e una rete importante di relazioni sociali; quasi tutti questi centri sono sedi di importanti mercati. Si instaura pure una dialettica continua tra centro e periferia, che conosce fasi diverse, in funzione delle definizione degli spazi delle autonomie locali.
I componenti il gruppo di ricerca nazionale hanno larga familiarità con tali tematiche, come testimoniano i riferimenti bibliografici, e l’appartenenza ad alcuni centri di ricerca (quali il Centro di studi di storia e d’arte di Pistoia o il Centro internazionale di studi sugli insediamenti medievali di Cherasco) o a Società storiche d’interesse regionale o subregionale, da tempo luoghi privilegiati della ricerca territoriale. <<<



