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PROGRAMMA DI RICERCA

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Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
EBREI, DEMOGRAFIA, ETÀ MODERNA, DATA BASE, ITALIA

La demografia storica della popolazione ebraica italiana (secc. XV-XIX)

Università degli Studi di Torino
Abstract
Il progetto intende essere la continuazione del progetto di ricerca biennale finanziato dal COFIN nell’anno 2004. Nel primo biennio di lavoro, le unità di ricerca hanno condotto a termine lo spoglio integrale, dal XV secolo agli editti di emancipazione, delle fonti demografiche relative alle comunità ebraiche delle regioni Liguria, Lombardia, Veneto, Trieste e Venezia Giulia, Toscana; la raccolta dei dati e il loro trasferimento su supporto fotografico e su database Microsoft Access. Si richiede ora un finanziamento che consenta di concludere il lavoro attraverso la raccolta dati e l’immissione su database delle restanti regioni nelle quali si trovavano insediate le comunità ebraiche: Marche, Emilia e Romagna, Umbria e Lazio. In generale, il progetto intende appunto operare la rilevazione sistematica delle fonti demografiche di stato e di movimento naturale relative agli ebrei in Italia dal XV al XX secolo. La finalità principale non è solo quella di mettere a disposizione degli specialisti di demografia storica un database dei membri delle comunità, ma di offrire anche un prezioso strumento di ricerca a un più largo pubblico interessato alle indagini genealogiche, alla storia delle minoranze e a quella della famiglia, allo studio dei flussi migratori, dei comportamenti sociali e dei movimenti religiosi. La preparazione di un simile strumento rappresenterà anche un radicale mutamento di prospettiva nella storia dell’ebraismo italiano, sin qui sempre affrontata prendendo in considerazione singole comunità e trascurando il complesso reticolo di relazioni e di scambi fra le varie realtà locali, essenziale per comprendere il funzionamento demografico, culturale e sociale di una minoranza frammentata ma fortemente coesa. Il lavoro di raccolta dei dati comprende la schedatura sistematica di tutte le fonti di tipo censuario (censimenti veri e propri, consegne della popolazione, riparti fiscali) presenti sia negli archivi di stato sia in quelli comunali sia, infine, negli archivi delle comunità israelitiche. Verranno inoltre rilevati tutti i dati seriali disponibili - per quanto relativamente incompleti - sul movimento naturale della popolazione ebraica (nascite, circoncisioni, morti, matrimoni). L’area di rilevazione prevede l’indagine a tappeto nelle principali località in cui è attestata la presenza di insediamenti ebraici dal Quattrocento: dunque, verrà coperta prevalentemente l’Italia centro-settentrionale, dal momento che gli ebrei furono definitivamente cacciati dal Mezzogiorno spagnolo nel 1539. I dati saranno raccolti su supporto informatico mediante una apposita scheda elaborata su programma “MSAccess” e in una fase successiva essi verranno standardizzati e quindi masterizzati in CDRom. Si prevede infine di metterli a disposizione in rete, previa apertura di un sito dedicato.
La raccolta dei dati richiederà una revisione della loro validità e coerenza interna. Per questa indispensabile verifica si procederà utilizzando in particolare le tavole regionali elaborate da Coale e Demeny (cfr. bibliografia) per le popolazioni stabili. Inoltre i dati rilevati, dopo la prima elaborazione, verranno discussi in un seminario con esperti esterni alla ricerca. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luciano Allegra Università degli Studi di TORINO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto intende essere la continuazione del progetto di ricerca biennale finanziato dal COFIN nell’anno 2004. Nel primo biennio di lavoro, le unità di ricerca hanno condotto a termine lo spoglio integrale, dal XV secolo agli editti di emancipazione, delle fonti demografiche relative alle comunità ebraiche delle regioni Liguria, Lombardia, Veneto, Trieste e Venezia Giulia, Toscana; la raccolta dei dati e il loro trasferimento su supporto fotografico e su database Microsoft Access. Si richiede ora un finanziamento che consenta di concludere il lavoro attraverso la raccolta dati e l’immissione su database delle restanti regioni nelle quali si trovavano insediate le comunità ebraiche: Marche, Emilia e Romagna, Umbria e Lazio. In generale, il progetto intende appunto operare la rilevazione sistematica
delle fonti demografiche di stato e di movimento naturale relative agli ebrei in Italia dal secolo XVI al diciannovesimo. La finalità principale non è solo quella di mettere a disposizione degli specialisti di demografia storica un data-base dei membri delle comunità, ma di offrire anche un prezioso strumento di ricerca a un più largo pubblico interessato alle indagini genealogiche, alla storia delle minoranze e a quella della famiglia, allo studio dei flussi migratori, dei comportamenti sociali e dei movimenti religiosi. La preparazione di un simile strumento rappresenterà anche un radicale mutamento di prospettiva nella storia dell’ebraismo italiano, sin qui sempre affrontato prendendo in considerazione singole comunità e trascurando il complesso reticolo di relazioni e di scambi fra le varie realtà locali essenziale per comprendere il funzionamento demografico, culturale e sociale di una minoranza frammentata ma fortemente coesa. Le esigenze di controllo sociale che, a partire dal primo terzo del Cinquecento presiedettero, nel nostro paese, alla costruzione dei ghetti hanno sollecitato la produzione di una ricca documentazione relativa alla consistenza della popolazione ebraica. Di fatto, le comunità furono sottoposte, in misura più sistematica e con ben maggior frequenza di quanto non accadde alla popolazione cristiana, a una serie di rilevazioni che si sono conservate per la quasi totalità degli antichi stati nei quali furono permessi insediamenti ebraici. Questa straordinaria presenza documentaria offre preziose opportunità di indagine storica. Anzitutto essa consente di tracciare 1’evoluzione demografica dell’ebraismo italiano - e in modo ben più rapido e diretto di quanto non permettano di fare col resto della popolazione le serie dei libri parrocchiali e degli stati delle anime, fonti, queste ultime, che venivano stilate solo saltuariamente. Permette poi di verificare, su una base di dati non episodica né localizzata, la validità delle ipotesi sull’adozione di comportamenti demografici “moderni” di cui gli ebrei sarebbero stati assoluti precursori. La disponibilità di un archivio informatizzato di nomi costituirebbe inoltre una risorsa importante per indagini di tipo genealogico - un interesse che ha alimentato negli ultimi anni una imponente quantità di ricerche di respiro internazionale. Le comunità ebraiche italiane conservano, tra 1’altro, il primato delta più antica presenza sul territorio in tutto il mondo occidentale: studiarne la popolazione, le sue caratteristiche, le direzioni e 1’entità dei suoi movimenti, e insieme ricostruire gli apporti demografici delle altre comunità della diaspora significherebbe mettere a disposizione degli studiosi di un’ampia gamma di discipline - si pensi all’uso che ne potrebbero fare, fra i tanti, i genetisti - una banca dati unica in Europa per ricchezza e continuità. Il lavoro di raccolta dei dati prevede la schedatura sistematica di tutte le fonti di tipo censuario (censimenti veri e propri, consegne della popolazione, riparti fiscali) presenti sia negli archivi di stato, sia in quelli comunali, sia infine negli archivi delle comunità israelitiche. Verranno inoltre rilevati tutti i dati seriali disponibili - per quanto relativamente incompleti- sul movimento naturale della popolazione ebraica (nascite, circoncisioni, morti, matrimoni). L’area di rilevazione prevede un’indagine a tappeto nelle principali località in cui è attestata la presenza di insediamenti ebraici dal Cinquecento: dunque, verrà coperta soprattutto I’Italia centro-settentrionale, dal momento che gli ebrei furono definitivamente cacciati dal Mezzogiorno spagnolo nel 1539. 1 dati saranno raccolti su supporto informatico mediante un’apposita scheda elaborata su programma ‘MS Access’. In una fase successiva verranno standardizzati e quindi masterizzati in CD-Rom. Si prevede la loro messa in rete, previa apertura di un sito dedicato.
La raccolta dei dati richiederà una revisione della loro validità e coerenza interna. Per questa indispensabile verifica si procederà utilizzando in particolare le tavole regionali elaborate da Coale e Demeny (v. bibliografia) per le popolazioni stabili. Inoltre, i dati rilevati verranno, dopo una prima elaborazione, discussi in un seminario con esperti esterni alla ricerca. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le ricerche sulla storia sociale e demografica dell'ebraismo italiano sono numerosissime. Sono tuttavia tutte caratterizzate da una prospettiva localistica, suggerita dall'organizzazione comunitaria che non rifletteva nei fatti la complessa rete di rapporti che caratterizzava la vita di questa minoranza. Ciò ha prodotto un'immagine distorta della storia degli ebrei in Italia. Di fatto la limitatezza degli isolati matrimoniali, la solidarietà prodotta dal fatto di trovarsi in una situazione di incertezza e spesso di persecuzione, la necessità di mutare spesso di residenza per sfuggire a controlli o per esercitare commerci hanno prodotto una mobilità straordinaria che ricerche su singole comunità non riescono a cogliere. Da tempo dunque si sentiva la necessità di organizzare una ricerca totale che superasse queste limitazioni. E' tuttavia un'impresa che non è mai stata affrontata per la difficoltà di raccogliere una documentazione molto dispersa in archivi locali. Solo un lavoro organico di equipe può dunque affrontare definitivamente il problema, approntando una base di dati a cui si potranno successivamente aggiungere informazioni ritrovate successivamente. Anche se già si dispone di numerosi dati quantitativi (di rado tuttavia nominativi) raccolti per singole situazioni, è certo che solo una ricerca completa e nominativa può consentire di identificare famiglie e individui nei loro spostamenti di ghetto in ghetto, di ritrovare i nuovi arrivati dalia penisola iberica, di misurare le uscite in direzione dell'impero ottomano o di Amsterdam. La rete di relazioni economiche fra le varie comunità, gli scambi culturali, i legami di vario tipo derivanti dalle pratiche di culto (scelta dei rabbini ad es.), le pratiche giuridiche, le attiviti economiche, le professioni, la cultura della casa e della famiglia di questa minoranza si potranno cogliere in modo più organico, producendo una radicale trasformazione in questo settore di studi. La popolazione ebraica italiana, che non ha mai superato le 40-50 mila unità, è tuttavia stata oggetto di molto interesse da parte di demografi e genetisti per il suo carattere specifico, ail'interno della popolazione italiana. La popolazione ebraica infatti ha anticipato molti dei comportamenti che hanno prodotto la prima transizione demografica: età al matrimonio relativamente tardiva, controllo della fecondità, basso tasso di mortalità infantile ecc. Ma anche per questo aspetto solo una rilevazione su scala totale consentirà di confermare i primi, incerti, risultati relativi a questi aspetti che, appunto perché riguardanti comunità isolate, trascurano il comportamento dell'ampia parte di popolazione mobile. Va infine osservato che la ricerca proposta è la prima a livello internazionale che miri a coprire un'area tanto vasta e di tanto rilievo nella storia dell'ebraismo europeo in età moderna. <<<