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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - LA DEMOGRAFIA STORICA DELLA POPOLAZIONE EBRAICA ITALIANA (SECC. XV-XX)
- 2 - La "terza Grecia" e l'Occidente
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Piemonte
Bibliografia
ALLEGRA, Luciano (1996), Identità in bilico. 11 ghetto ebraico di Torino nel Settecento, Torino: Silvio Zamorani editore.ALTIERI, Orietta (1985), La comunita'ebraica di Gorizia: caratteristiche demografiche, economiche e sociali, (1778-1900), Udine: Del Bianco.
BARON, Salo W. (1952-60), A Social and Religious History of the Jews, New York: Columbia University Press and Philadelphia: The Jewish Publication Society of America, 18 voll.
CASSANDRO, Michele (1983), Aspetti delta storia economica e sociale degli ebrei di Livorno nel Seicento, Milano: Giuffrè
CASSUTO, Umberto (1918), Gli ebrei a Firenze nell'età del Rinascimento, Firenze: Tipografia Galletti e Cocci (ristampa anastatica presso Olschki, 1965).
CERVANI, G. - BUDA, L. (1973), La comunità israelitica di Trieste nel sec. XVIII, Udine: Del Bianco.
COALE, Ansley J. - DEMENY, Paul (1966), Regional model life tables and stable populations, Princeton: Princeton University Press. DELLA
"The History of the Family", vl. 8, n° 4, 2003, Jewish Household and Families before the 20th century
PERGOLA, Sergio (1997), "La popolazione ebraica in Italia nel contesto ebraico globale", in: Storia d'ltalia. Annali 11. Gli ebrei in Italia, a cura di Corrado Vivanti, tomo II: Dall'emancipazione ad oggi, Torino: Einaudi, pp. 897-936.
DI LEONE LEONI, Aron (1992), La nazione ebraica spagnola e portoghese negli stati estensi, Rimini: Luisé editore.
HARRIS, Alan Charles (1967), "La demografia del ghetto in Italia, 1516-1797 circa", Rassegna mensile di Israel, a. XXXIII, n. 1-5, appendice, pp. 3-68.
LIVI, Livio (1918-20), Gli ebrei alla luce della statistica, Bologna: Aldo Forni Editore (ristampa anastatica).
LIVI BACCI, Massimo (1983), "Ebrei, aristocratici e cittadini: precursori del declino della fecondità", Quaderni storici, vol. 18, f. 3, pp. 913-39
LUZZATI, Michele, a cura di (1990), Ebrei di Livorno tra due censimenti (1841-1938). Memoria familiare e identità, Livorno: Comune di Livorno e Belforte Editore.
LUZZATI, Michele (a cura di) (1998), Gli ebrei di Pisa (secoli IX-XX), Pisa: Pacini Editore.
MILANO, Attilio (1963), Storia degli ebrei in Italia, Torino: Einaudi.
MUZZARELLI, Maria Giuseppina (a cura di) (1996), Verso 1'epilogo di una convivenza. Gli ebrei a Bologna nel XVI secolo, Firenze: Giuntina.
SALVADORI, Roberto (1995), Breve storia degli ebrei toscani IX-XX secolo, Firenze: Le Lettere.
SEGRE, Renata (1973), Gli ebrei lombardi nell'eta'spagnola, Torino: Accademia delle Scienze.
SIMONSOHON, Shlomo (1977), History of the Jews in the Duchy of Mantua, Jerusalem: Kiryath Sepher Ldt.
SIMONSOHN, Shlomo, The Apostolic See and the Jews, Toronto, 1988-91, 8 vols.
SIMONSOHON, Shlomo (1986-99) A Documentary History of the Jews of Italy, Jerusalem: The Israel Academy of Sciences and Humanities and Tel Aviv University, poi Leiden: Brill.
STOW, Kenneth (1995, The Jews in Rome (1536-1551), Leiden, Brill, 2 voll.
TOAFF, Renzo (1990), La nazione ebrea a Livorno e a Pisa (1591-1700), Firenze: Olschki.
Parole Chiave
EBREI, DEMOGRAFIA, ETÀ MODERNA, DATA BASE, ITALIALa demografia storica della popolazione ebraica italiana (secc. XV-XIX)
Università degli Studi di TorinoAbstract
Il progetto intende essere la continuazione del progetto di ricerca biennale finanziato dal COFIN nell’anno 2004. Nel primo biennio di lavoro, le unità di ricerca hanno condotto a termine lo spoglio integrale, dal XV secolo agli editti di emancipazione, delle fonti demografiche relative alle comunità ebraiche delle regioni Liguria, Lombardia, Veneto, Trieste e Venezia Giulia, Toscana; la raccolta dei dati e il loro trasferimento su supporto fotografico e su database Microsoft Access. Si richiede ora un finanziamento che consenta di concludere il lavoro attraverso la raccolta dati e l’immissione su database delle restanti regioni nelle quali si trovavano insediate le comunità ebraiche: Marche, Emilia e Romagna, Umbria e Lazio. In generale, il progetto intende appunto operare la rilevazione sistematica delle fonti demografiche di stato e di movimento naturale relative agli ebrei in Italia dal XV al XX secolo. La finalità principale non è solo quella di mettere a disposizione degli specialisti di demografia storica un database dei membri delle comunità, ma di offrire anche un prezioso strumento di ricerca a un più largo pubblico interessato alle indagini genealogiche, alla storia delle minoranze e a quella della famiglia, allo studio dei flussi migratori, dei comportamenti sociali e dei movimenti religiosi. La preparazione di un simile strumento rappresenterà anche un radicale mutamento di prospettiva nella storia dell’ebraismo italiano, sin qui sempre affrontata prendendo in considerazione singole comunità e trascurando il complesso reticolo di relazioni e di scambi fra le varie realtà locali, essenziale per comprendere il funzionamento demografico, culturale e sociale di una minoranza frammentata ma fortemente coesa. Il lavoro di raccolta dei dati comprende la schedatura sistematica di tutte le fonti di tipo censuario (censimenti veri e propri, consegne della popolazione, riparti fiscali) presenti sia negli archivi di stato sia in quelli comunali sia, infine, negli archivi delle comunità israelitiche. Verranno inoltre rilevati tutti i dati seriali disponibili - per quanto relativamente incompleti - sul movimento naturale della popolazione ebraica (nascite, circoncisioni, morti, matrimoni). L’area di rilevazione prevede l’indagine a tappeto nelle principali località in cui è attestata la presenza di insediamenti ebraici dal Quattrocento: dunque, verrà coperta prevalentemente l’Italia centro-settentrionale, dal momento che gli ebrei furono definitivamente cacciati dal Mezzogiorno spagnolo nel 1539. I dati saranno raccolti su supporto informatico mediante una apposita scheda elaborata su programma “MSAccess” e in una fase successiva essi verranno standardizzati e quindi masterizzati in CDRom. Si prevede infine di metterli a disposizione in rete, previa apertura di un sito dedicato.La raccolta dei dati richiederà una revisione della loro validità e coerenza interna. Per questa indispensabile verifica si procederà utilizzando in particolare le tavole regionali elaborate da Coale e Demeny (cfr. bibliografia) per le popolazioni stabili. Inoltre i dati rilevati, dopo la prima elaborazione, verranno discussi in un seminario con esperti esterni alla ricerca. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Luciano Allegra Università degli Studi di TORINOObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto intende essere la continuazione del progetto di ricerca biennale finanziato dal COFIN nell’anno 2004. Nel primo biennio di lavoro, le unità di ricerca hanno condotto a termine lo spoglio integrale, dal XV secolo agli editti di emancipazione, delle fonti demografiche relative alle comunità ebraiche delle regioni Liguria, Lombardia, Veneto, Trieste e Venezia Giulia, Toscana; la raccolta dei dati e il loro trasferimento su supporto fotografico e su database Microsoft Access. Si richiede ora un finanziamento che consenta di concludere il lavoro attraverso la raccolta dati e l’immissione su database delle restanti regioni nelle quali si trovavano insediate le comunità ebraiche: Marche, Emilia e Romagna, Umbria e Lazio. In generale, il progetto intende appunto operare la rilevazione sistematicadelle fonti demografiche di stato e di movimento naturale relative agli ebrei in Italia dal secolo XVI al diciannovesimo. La finalità principale non è solo quella di mettere a disposizione degli specialisti di demografia storica un data-base dei membri delle comunità, ma di offrire anche un prezioso strumento di ricerca a un più largo pubblico interessato alle indagini genealogiche, alla storia delle minoranze e a quella della famiglia, allo studio dei flussi migratori, dei comportamenti sociali e dei movimenti religiosi. La preparazione di un simile strumento rappresenterà anche un radicale mutamento di prospettiva nella storia dell’ebraismo italiano, sin qui sempre affrontato prendendo in considerazione singole comunità e trascurando il complesso reticolo di relazioni e di scambi fra le varie realtà locali essenziale per comprendere il funzionamento demografico, culturale e sociale di una minoranza frammentata ma fortemente coesa. Le esigenze di controllo sociale che, a partire dal primo terzo del Cinquecento presiedettero, nel nostro paese, alla costruzione dei ghetti hanno sollecitato la produzione di una ricca documentazione relativa alla consistenza della popolazione ebraica. Di fatto, le comunità furono sottoposte, in misura più sistematica e con ben maggior frequenza di quanto non accadde alla popolazione cristiana, a una serie di rilevazioni che si sono conservate per la quasi totalità degli antichi stati nei quali furono permessi insediamenti ebraici. Questa straordinaria presenza documentaria offre preziose opportunità di indagine storica. Anzitutto essa consente di tracciare 1’evoluzione demografica dell’ebraismo italiano - e in modo ben più rapido e diretto di quanto non permettano di fare col resto della popolazione le serie dei libri parrocchiali e degli stati delle anime, fonti, queste ultime, che venivano stilate solo saltuariamente. Permette poi di verificare, su una base di dati non episodica né localizzata, la validità delle ipotesi sull’adozione di comportamenti demografici “moderni” di cui gli ebrei sarebbero stati assoluti precursori. La disponibilità di un archivio informatizzato di nomi costituirebbe inoltre una risorsa importante per indagini di tipo genealogico - un interesse che ha alimentato negli ultimi anni una imponente quantità di ricerche di respiro internazionale. Le comunità ebraiche italiane conservano, tra 1’altro, il primato delta più antica presenza sul territorio in tutto il mondo occidentale: studiarne la popolazione, le sue caratteristiche, le direzioni e 1’entità dei suoi movimenti, e insieme ricostruire gli apporti demografici delle altre comunità della diaspora significherebbe mettere a disposizione degli studiosi di un’ampia gamma di discipline - si pensi all’uso che ne potrebbero fare, fra i tanti, i genetisti - una banca dati unica in Europa per ricchezza e continuità. Il lavoro di raccolta dei dati prevede la schedatura sistematica di tutte le fonti di tipo censuario (censimenti veri e propri, consegne della popolazione, riparti fiscali) presenti sia negli archivi di stato, sia in quelli comunali, sia infine negli archivi delle comunità israelitiche. Verranno inoltre rilevati tutti i dati seriali disponibili - per quanto relativamente incompleti- sul movimento naturale della popolazione ebraica (nascite, circoncisioni, morti, matrimoni). L’area di rilevazione prevede un’indagine a tappeto nelle principali località in cui è attestata la presenza di insediamenti ebraici dal Cinquecento: dunque, verrà coperta soprattutto I’Italia centro-settentrionale, dal momento che gli ebrei furono definitivamente cacciati dal Mezzogiorno spagnolo nel 1539. 1 dati saranno raccolti su supporto informatico mediante un’apposita scheda elaborata su programma ‘MS Access’. In una fase successiva verranno standardizzati e quindi masterizzati in CD-Rom. Si prevede la loro messa in rete, previa apertura di un sito dedicato.
La raccolta dei dati richiederà una revisione della loro validità e coerenza interna. Per questa indispensabile verifica si procederà utilizzando in particolare le tavole regionali elaborate da Coale e Demeny (v. bibliografia) per le popolazioni stabili. Inoltre, i dati rilevati verranno, dopo una prima elaborazione, discussi in un seminario con esperti esterni alla ricerca. <<<



