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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - Modelli pedagogici e didattici delle comunità virtuali di apprendimento. Nuovi stili di pensiero riflessivo nell'interazione uomo-macchina-uomo. Progettazione di strutture pedagogiche, didattiche e informatiche di Problem Solving.
- 2 - Ricerca e sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie informatiche per la formazione a distanza dell'architetto
- 3 - La qualità nell’alta formazione. Modelli teorici e metodologie per la formazione alla ricerca, con particolare riferimento alle competenze pedagogiche, e dispositivi di valutazione della qualità per l’innovazione ed il trasferimento dei saperi nella società della conoscenza
- 4 - Modelli psicologici, pedagogici e sociali per l'apprendimento e la valutazione in comunità di pratica virtuali
- 5 - Sviluppo delle funzionalità didattiche in piattaforme open source per l'e-learning
- 6 - Ricerca e sperimentazione di nuovi modelli e tecnologie per la formazione a distanza in area sanitaria
- 7 - METODI E MODELLI STATISTICI PER LA VALUTAZIONE DEI PROCESSI FORMATIVI
- 8 - Ontologie, learning object e comunità di pratiche: nuovi paradigmi educativi per l'e-learning
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Puglia
Bibliografia
LANEVE C.,Telefo e lo studio. Per una pedagogia del sapere, La Scuola, Brescia 2000.LANEVE C.,Il viaggio nella memoria e nell’arte. Pedagogia e didattica dei beni culturali, La Scuola, Brescia 2000.
LANEVE C.,Derive culturali e critica pedagogica, La Scuola, Brescia 2001.
LANEVE C.,Lo sguardo della memoria, Laterza, Roma-Bari 2001.
LANEVE C.,Quaderni 2 Dipartimento di Scienze dell’Educazione, Università degli Studi di Bari, Laterza, Bari 2000.
LANEVE C.,Vivere in città, La Scuola, Brescia 2002.
LANEVE C.,La ricerca didattica,in “Quaderni 2 Dipartimento di Scienze dell’Educazione”, Laterza, Bari 2002.
LANEVE C.,I valori culturali del Sud e la persona. Un contributo alla paideia del XXI secolo, Pensa, Lecce 2002.
LANEVE C.,La didattica fra teoria e pratica, La Scuola, Brescia 2003.
LANEVE C.,I giovani e le attese. Una ricerca empirica in Università, Pensa, Lecce 2003.
LANEVE C.,L’identità della Pedagogia oggi, Atti Siped, Pensa Multimedia, Lecce 2004.
LANEVE C.,Il laboratorio. Linee pedagogiche e tratti organizzativi, La Scuola, Brescia 2005.
Italy: A System in Transition in Formative Assessment Improving learning in secondary classrooms, OECD 2005
LANEVE C.,Training is the topos which encompasses all the complexity of the research in the field of teaching in 29th Annual Conference Teacher Education between Theory and Practice, ATEE (ASSOCIATION FOR TEACHER EDUCATION IN EUROPE), Agrigento 23-27 October 2004 (in stampa)
LANEVE C.,Du banc de l’école a’ la chaire du professeur. Le role de la memoire dans le métier d’enseignant , Séminaire Open –Paris, Les 2 et 3 Juin 2005 (in stampa)
LANEVE C.,Analisi della pratica educativa.Metodologia e risultanze della ricerca, La Scuola, Brescia 2005.
ANDRICH MIATO S. E MIATO L., La didattica inclusiva, Erickson, Trento, 2003 <br />ARPINO O., La rappresentazione della conoscenza, in V.A. Baldassarre et al (a cura di), Progettare la formazione, Carocci, Roma, 2001
ARPINO O., Le nuove tecnologie, in V.A. Baldassarre (a cura di), Tecnologie dell’istruzione, Editrice La Scuola, Brescia, 1999
BADRUL H. KHAN, E-learning: progettazione e gestione, Erickson, Trento, 2004
BALDASSARRE V.A., ARPINO O., Criteri di qualità e valutazione per la formazione a distanza e in rete, ProFAD, Università di Bari, 2004
BALDASSARRE V.A., ARPINO O., Metodi e tecniche della progettazione e della formazione a distanza, Modulo 06 ProFAD, Università di Bari, 2003
BALDASSARRE V.A., ARPINO O., Processi formativi, scienze cognitive e teorie dei sistemi complessi, metodologie sperimentali nei processi formativi, Modulo 05 ProFAD, Università di Bari, 2003
BALDASSARRE V.A., Processi di teorizzazione nella formazione, in Progettare la formazione, a cura di V.A. Baldassarre et Al., Carocci, Roma, 2001
BARAJAS M., Scheuermann F., Kikis K., Critical indicators of innovative practices in ICT-supported learning, Prometeus Conference, Paris, 2002
BOLT D., CRAWFORD R., Digital Divide: Computers and our Children’s Future, TV Books, New York, 2000
BRUSCHI B., A. PERISSONOTTO, Come creare corsi on line, Carocci, Roma, 2003
CALVANI A., Elementi di didattica. Problemi e strategie, Carocci, Roma, 2000
CALVANI A., ROTTA M., Fare formazione in Internet, Erickson, Trento, 2000
CARAVITA, S., LIGORIO, M.B. (2003) (a cura di) Apprendimento collaborativo: dal gruppo alla rete. Roma: ECA
CASTELLS M., Gallasia Internet, Feltrinelli, Milano, 2002
GALLIANI L. (a cura di), Formazione in rete. Indicatori di qualità e buone pratiche, Tecnodid, Napoli, 2004
GALLIANI L., “Open Distance Learning: innovazioni pedagogiche e didattiche, in Reti telematiche e open learning, Pensa, Lecce, 1999;
GALLIANI L., La scuola in rete, Laterza, Roma-Bari, 2004,
PAGANO R., L’esperienza estetica: una dimensione educativa irrinunciabile, in C. LANEVE, Pedagogia e didattica dei beni culturali, La Scuola, Brescia 2000.
PAGANO R., Il sapere come memoria, in C. LANEVE, Per una pedagogia del sapere, La Scuola, Brescia 2001.
PAGANO R., Educazione ed interpretazione. Linee per una pedagogia ermeneutica, Editrice La Scuola, Brescia, 2001.
PAGANO R., Partecipare,in C. LANEVE (a cura di), Vivere in città, La Scuola, Brescia 2002.
PAGANO R., Il rispetto, il lavoro, l’ essere comunità, in C. LANEVE (a cura di), I valori del Sud e la persona, Pensa, Lecce 2002.
PAGANO R., Il perché della scelta, in C. LANEVE (a cura di), I giovani e le attese, Pensa, Lecce 2003.
PAGANO R., Il personalismo di Giuseppe Cataflamo, La Scuola, Brescia 2004.
PAGANO R., La pedagogia: una scienza filosoficamente strutturata, in C. LANEVE- C. GEMMA (a cura di), L’identità della pedagogia oggi, Pensa Multimedia, Lecce 2005.
PERLA L., La forza del pensiero-bambino:appunti per l’adulto in E. BESEGHI E C.LANEVE (a cura di), Lo sguardo della memoria, rileggendo il “Piccolo Principe” , Laterza, Roma-Bari 2001.
PERLA L., Educazione e sentimenti. Interpretazione e modulazioni. La Scuola, Brescia 2002.
PERLA L., L’attesa, la melanconia, la “fuga”, in C. LANEVE (a cura di), I valori culturali del Sud e la persona. Un contributo alla paideia del XXI secolo, Pensa, Lecce 2003.
PERLA L., Progettare il curricolo nella continuità. Didattica della lingua nella formazione degli insegnanti in PAOLO CALIDONI (a cura di), Didattica educativa e formazione degli insegnanti, Quaderni di Didattica, Padova 2003.
PERLA L., Le implicazioni psicologiche della scelta, in C. LANEVE (a cura di), I giovani e le attese. Una ricerca empirica in Università, Pensa, Lecce 2003.
PERLA L., Valutazione e qualità in università, Carocci, Roma 2004.
PERLA L., Valutare la ricerca pedagogica. Luci e ombre in Pedagogia Oggi, n°3/2004 Tecnodid, Napoli 2005.
PERLA L., Competenza e scrittura in “Quaderni di didattica della scrittura” n.1/2004, Carocci, Roma 2004
PERLA L., Il Piano di Studio personalizzato in Atti dei Seminari Profilo dello studente e Piani di studio personalizzati, Centro Studi per la Scuola Cattolica, Roma 2004.
PERLA L., Appunti per una pedagogia del duemila in Pedagogia oggi, Tecnodid, Napoli 2004.
Perla l., La ricerca in pedagogia: l’imprescindibilità della valutazione in atti Siped, l’identità della pedagogia oggi, Pensa multimedia, Lecce 2005.
GEMMA C., Sentire in C. LANEVE (a cura di) Vivere in città, La Scuola, Brescia 2002.
GEMMA C., Il silenzio, in C. LANEVE (a cura di), I valori culturali del Sud e la persona. Un contributo alla paideia del XXI secolo, Pensa, Lecce 2003.
GEMMA C., Progettare il curricolo nella continuità. Didattica della lingua nella formazione degli insegnanti in PAOLO CALIDONI (a cura di), Didattica educativa e formazione degli insegnanti, Quaderni di Didattica, Padova 2003.
GEMMA C., Per un’educazione alla scelta consapevole, in C. LANEVE (a cura di), I giovani e le attese. Una ricerca empirica in Università, Pensa, Lecce 2003.
GEMMA C., Il coordinatore-tutor. Un ruolo da interpretare, La Scuola, Brescia 2004.
GEMMA C., L’incontro, categoria dell’educativo, in Atti Siped, L’identità della pedagogia oggi, Pensa Multimedia, Lecce 2005.
GEMMA C., Il dottorato di ricerca. Per una teorizzazione delle pratiche formative, Carocci, Roma 2005 (in corso di stampa).
RIVOLTELLA P.C., Costruttivismo e pragmatica della comunicazione, Erickson, Trento, 2003
TRENTIN G., Dalla formazione a distanza all’apprendimento in rete, Franco Angeli, Milano, 2003
TRINCHERO R., TODARO P., Nuovi media per apprendere. Principi di formazione a distanza in rete, Tirrenia Stampatori, Torino, 2000
VALENTE PIERGIORGIO, Prefazione, in LA NOCE F., E-learning, Franco Angeli, Milano, 2002 Wallace P., The Psychology of the Internet, Cambridge University Press, Cambridge, 1999, trad.it. La psicologia di Internet, Raffaello Cortina, Milano, 2000, pp-57-8
ZANNIELLO G. et al., Gli indicatori di qualità dell’e-learning e la piattaforma E.LE.Net, in Galliani L. (a cura di), ), Formazione in rete. Indicatori di qualità e buone pratiche, Tecnodid, Napoli, 2004.
Parole Chiave
SVILUPPO CURRICULARE, E-LEARNING, RICERCA SPERIMENTALE, DIDATTICA UNIVERSITARIA, APPRENDIMENTO APERTO E A DISTANZAEquivalenze e disequivalenze della didattica universitaria on line. Modelli pedagogici, processi didattici, ambienti virtuali ed integrati e criteri di valutazione della qualità
Università degli Studi di BariAbstract
IntroduzioneLa riprogettazione della formazione e della didattica universitaria on line, nel quadro dei cambiamenti apportati dagli scenari proposti dalle nuove tecnologie dell’informazione e della comunicazione, propone nuove globalità, nuove analisi e nuove definizioni degli approcci alla gestione della conoscenza e dell’apprendimento, riconfigurandosi in ordine ai possibili modelli pedagogici, ai processi didattici che i modelli informano, ai criteri di gestione, controllo della qualità e valutazione. Alle diverse letture della società attuale, la network society, devono corrispondere griglie interpretative e paradigmi che coniughino e declinino formazione e ambienti tecnologici di comunicazione e di collaborazione, con una gestione della conoscenza che valorizzi sia i modelli pedagogici sia le strategie didattiche. Cambiano i contesti, cambiano le griglie, cambiano i criteri di valutazione della qualità (efficacia) dei materiali e dei servizi, in relazione alla necessaria flessibilità dei processi, sia per un inserimento prototipale dei saperi nei contesti della Rete (ricadute positive e perfezionamento di modelli) sia per le competenze delle nuove figure professionali?
Collocare la problematica di ri-conoscere le equivalenze e le disequivalenze della didattica universitaria on line in un quadro scientifico di riferimento e nel contesto storico-culturale di utilizzo è essenziale se si vogliono trarre indicazioni per prototipizzare alcuni modelli delle attività formative da progettare per la Rete, sfruttando, dal punto di vista educativo, gli elementi positivi che essa offre, quali comodità di tempi, prosecuzione secondo il proprio ritmo, intervento e contributo accurato, definizione del proprio progetto di formazione, ma anche le occasioni che promuove, quali la condivisione, la negoziazione e la collaborazione in un progetto comune.
Le tre piste su cui muovono le politiche della formazione a distanza chiamano in causa sia le forme attuali di formazione in rete, dalla formazione centrata sui contenuti, al Learner Centered al Learning Team Centered, che presuppongono ambienti formativi tecnologici ispirati alle teorie della costruzione della conoscenza e del Cooperative Learning, sia le nuove competenze necessarie agli operatori della formazione, in un quadro concettuale ampliato e rinnovato, sia le strategie-metodologie che ottimizzano la “presenza” on line dell’apprendente <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Cosimo Raffaele Laneve Università degli Studi di BARIObiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivi del Programma di Ricerca1. Analisi delle tipologie presenti nella formazione universitaria on line, sviluppo di una piattaforma pedagogica virtuale e portali dei Corsi di Laurea e delle Facoltà, al fine di descrivere le equivalenze e le disequivalenze tra la didattica in presenza e la didattica on-line.
2. Analisi delle architetture e del design di modelli prototipali di ambienti di e-learning per la didattica universitaria disegnati per lo sviluppo di ambienti di e-learning per la didattica universitaria, sia nella configurazione web enhanced sia in quella blended.
3. Caratterizzazione dell’Open Distance e-Learning, con collaudo e validazione di metodologie di progettazione, implementazione e valutazione di modelli didattici Learner Centered e modelli didattici Learning Team Centered.
4. Studio e proposta di ambienti efficaci per comunità di apprendimento e comunità di costruzione della conoscenza, delle metodologie di scambio comunicativo e del ruolo del tutor.
5. Valutazione sperimentale delle strategie e delle metodologie di apprendimento costruttivista e socio-costruttivista dei modelli didattici problem based learning e project based learning.
6. Studio sperimentale degli effetti della simulazione nello sviluppo delle competenze metacognitive, delle condizioni e dei processi di autovalutazione nella formazione personalizzata.
7. Studio sperimentale della progettazione e gestione della conoscenza, con produzione di formati di moduli on site e on line, validati sotto il profilo dell’efficacia comunicativa e dello scaffolding.
8. Sviluppo e sperimentazione dei criteri di valutazione della qualità dell’e-learning nella didattica universitaria. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Quadro scientifico e contesto di riferimentoE’ possibile, per i nostri scopi, indicare in 16 punti il quadro scientifico a cui facciamo riferimento.
1. Le tre generazioni del sistema FaD, come indicate da Nipper (1989) e ampiamente accettate, sulla base della diversità dei media impiegati differiscono, oltre che per canali e ambienti, soprattutto per un diverso approccio ai processi formativi: estensive le prime due generazioni, così dette da G. Trentin (2003); intensiva la terza generazione, caratterizzata da un numero più limitato di apprendenti ma da una interattività relazionale resa possibile dagli ambienti telematici. Le forme attuali della formazione in rete si attestano su (Osservatorio ANEE, 2004):
modalità di e-learning,? che coinvolge modelli didattici socio-costruttivisti e tecnologie collaborative, superando il modello didatico costruttivista-interattivo (Learner Centered), con una dimensione che passa alla condivisione, negoziazione e co-produzione del sapere (Learning Team Centered);
modalità web enhanced, tipico del mondo? universitario, dove l’attività in presenza resta la predominante e la dimensione d’aula resta centrale. La didattica in presenza risulta arricchita dalla multimedialità e dalle tecnologie di rete;
modalità blended, o come dice? Nacamulli (2003) complex learning, un mix tra formazione on line e fomazione face to face, come modo integrato e customizzato.
2. I tre grandi fattori di cambiamento, individuati dall’Unione Europea (nel Libro Bianco “Insegnare e apprendere verso la società conoscitiva”), l’avvento della società dell’informazione, l’estensione mondiale degli scambi, il rapidissimo progresso della ricerca scientifica e tecnologica, non solo hanno rivoluzionato l’industria dell’informazione e delle telecomunicazioni ma anche indotto cambiamenti di ordine psicologico, sociologico, antropologico che vanno mutando sistemi di significazione, di produzione-fruizione, stili di vita.
3. I contributi speculativi degli studiosi – la cultura che viene plasmata dai modi di trasmissione, del profetico Marshall McLuhan (1968), ciò che ci suggerisce di utilizzare più modi di trasmissione; la modificazione del sistema nervoso dovuta all’uso di tecnologie della comunicazione, di Derrick de Kerckhove (1996), ciò che suggerisce di alternare forme complesse e tecnologiche con forme più semplici e naturali; la società costruttrice di rappresentazioni “tecnologiche” di sé stessa per il ricorso all’uso di tecnologie, di Pierre Lévy (1992), ciò che spinge ad intensificare il contatto sociale, vicino o remoto che sia; la reazione del settore imprenditoriale, che infrange le procedure della formazione tradizionale per promuovere processi di crescita interna grazie alla circolazione e alla capitalizzazione del proprio Know-how, di Guglielmo Trentin (2003); il Libro Bianco sull’Innovazione nella Scuola e nell’Università del TIC (Technology and Innovation Council by Business International), con l’obiettivo del programma del Consiglio Europeo (Lisbona 2000), per il decennio 2000-2010, di portare l’Unione Europea a “diventare l’economia basata sulla conoscenza più competitiva e dinamica del mondo…”; l’universo connettivo modellato dalla telematica in cui chiunque è on-line, sempre-dappertutto-con tutti, con la contiguità di luogo, indifferenza tra locale e globale, di Piergiorgio Valente (2002); la rete che permette a livelli molto bassi l’incontro tra domanda e offerta, di Filippo La Noce (2002); la concettualizzazione dell’ICT (Information Communication Technology) non come fattore di business ma come criterio di qualità per l’università, con la consapevolezza di poterne guadagnare a livello di processi organizzativi, efficacia della didattica, sviluppo delle competenze, tale da rendere anche sistemico l’apprendimento dell’organizzazione universitaria, quasi si trattasse di una learning organization, di P. Ardizzone e P.C. Rivoltella (2003); l’interazione sociale come fattore centrale del sistema di azioni di Internet e della Rete, di P.C. Rivoltella (2003); l’approccio cooperativo metacognitivo come clima positivo, come apprendimento socializzato, come sviluppo della metacognizione e delle competenze individuali, di S.Andrich Miato e L. Miato (2003); l’apprendimento collaborativo tanto nel gruppo quanto nella Rete, di S. Caravita e M.B. Ligorio (2003); gli aspetti di creazione e di gestione delle tipologie di comunità virtuali, di V.A. Baldassarre e O. Arpino (2004); la rottura delle gerarchie del potere di comunicare perché la Rete lo consente a chiunque sempre-dappertutto-con tutti; la cancellazione dei depositi culturali remoti (repositories) delle informazioni, di difficile accesso e l’offerta in Rete dei retriviatories, luogo di accesso immediato all’informazione e/o all’emozione di cui abbiamo bisogno – impongono nuove attenzioni e nuove garanzie che vanno soddisfatte nell’impianto progettuale di matrice pedagogica e didattica.
4. Le politiche della formazione a distanza, che si muovono secondo tre piste: a. la crescita degli investimenti nella FAD e nelle ICT; b. le decisioni europee e di casa nostra, attraverso i vari programmi di ricerca e sviluppo; c. i problemi pedagogici di formazione dei formatori, degli ambienti formativi tecnologici ispirati alle teorie della costruzione della conoscenza e del Cooperative Learning, gli apprendimenti collaborativi e cooperativi dei sistemi di CMC (Computer Mediated Communication) che attraverso gli ambienti di CSCL (Computer Supported Collaborative Learning) e CSCW (Computer Supported Collaborative Work) riproducono nel cyberspazio la rete di relazioni fra individui con le stesse dinamiche vissute nel contesto reale.
5. I modelli di controllo/gestione delle forme di autonomia dell’apprendimento a distanza e di conversazione interattiva tra docenti-studenti e studenti-studenti. Le forme di autonomia di apprendimento a distanza possono essere, a nostro modo di vedere, riconducibili essenzialmente a tre paradigmi: paradigma informazionista, paradigma interazionista, paradigma costruzionista, per il cui confronto sono stati proposti criteri/indicatori (Cfr. V.A. Baldassarre, O. Arpino, 2003) che non solo mostrano il passaggio dalla Web Based Instruction al Web Based Learning ma vogliono indicare come sia possibile, progettualmente, servirsi di ciascuno dei tre paradigmi migliorandone le occasioni formative e l’impostazione metodologica.
6. “L’uso di Internet e la tecnologia educativa in generale non possono prescindere dalla buona qualità degli insegnanti” (Bolt D., Crawford R., 2000). Le nuove competenze dei docenti, facilitatori, mediatori, le nuove figure professionali, dal Project manager all’E-tutor, al Knowledge worker e alle forme di tutoring, coaching, mentoring. Non si tratta solo di competenze tecnologiche ma di competenze per l’istruzione e la formazione Web based.
7. L’incrocio tra le forme di attività didattica, considerandola on line (lezione, dialogo, studio individuale, studio e centratura dei casi, ricerca-azione, collaborazione, cooperazione, processi) e le tre relazioni formative (presenza, distanza, aperta), in modo da individuare equilibri comunicativo-formativi nei tracciati che le matrici scientifiche di riferimento stimolano. Il riferimento è a tre matrici: la matrice di Z.L. Berge, direttore del Training Systems dell’Università del Maryland-Baltimora (L. Galliani 1999), basata sul punto di vista tecnologico-comunicativo; la matrice di L. Galliani (1995), basata sul punto di vista pedagogico-didattico che rappresenta lo sviluppo progressivo dei processi che sostanziano le azioni formative; la matrice psico-tecno-antropologica, (V.A. Baldassarre e O. Arpino, 2003), nata nell’ambito del Laboratorio di Scienze pedagogiche e didattiche dell’Università di Bari e maturata sulla base delle prime due matrici: utile per incrociare, a seconda degli intenti progettuali, i processi necessari e rapportarli all’area dei processi tecnologici virtuali.
8. L’analisi pedagogica fatta da L. Galliani (2004) porta a tre le sfide che il sistema scolastico e formativo deve affrontare: fare propri il concetto e la pratica di apprendimento aperto e flessibile; passaggio da un insegnamento basato sulle conoscenze curricolari a una didattica centrata sulla costruzione sociale delle competenze; la partecipazione diretta, grazie alle tecnologie, ai processi di produzione della cultura e non solo della sua trasmissione.
9. Ricerche sui criteri e indicatori di qualità. I lavori dei ricercatori e dei diversi soggetti istituzionali che hanno concentrato i loro sforzi sul problema della valutazione e della certificazione della FaD – per citarne alcuni:
la Commissione? CERFAD della Regione Emilia Romagna;
il progetto IPERION, realizzato? nell’ambito dell’iniziativa Adapt;
il modello elaborato dal gruppo? interprogettuale NetEnterprise-Andromeda, coordinato da Cefal in collaborazione con il Dipartimento di Elettronica, Informatica e Sistemistica dell’Università di Bologna;
le schede di analisi della qualità, ventidue schede per? ventidue aree di qualità, all’interno di un modello integrato OdeL, Open Distance e-Learning (V.A. Baldassarre, O. Arpino, 2004), che vanno a comporre l’acronimo “Quasimodo vi mostra la sfida”, alludendo alla grande sfida che la didattica universitaria è chiamata ad affrontare;
le norme ISO/2000? (ISO/TC 176 N 595 – fonte AICQ), con il riferimento agli otto principi per la gestione della qualità e al ciclo di Deming (P.D.C.A.);
gli indicatori di? qualità proposti dall’Università di Palermo (G. Zanniello, E. Marino, A. La Marca, G. Messina, V. Cacioppo, 2004) sugli aspetti metacognitivi dell’apprendimento on line;
valutazione degli ambienti telematici come? ambienti di apprendimento (Learning Environment), come architettura software che consente lo stare insieme e il lavorare insieme (Luchi, Galliani, Varisco, 1999; Trentin, 1999; L. Gallino, 2000), nella loro architettura sociale ed efficacia didattica (L. Gallino, 1995; A. Calvani, M. Rotta, 2000).
e comunque da varie altre istituzioni – convergono, anche se con differenze tra loro, nell’indicare sia i campi di riferimento per ogni valutazione sia gli strumenti e le modalità di rilevazione, che si sposta verso i processi formativi.
10. I modelli e le strategie didattiche possibili per la rete, che attraverso Boscolo (1986), Ann Brown (Brown et al., 1989), Calvani (2000), Jonassen (2004), e secondo l’ispirazione costruttivista porta il paradigma del problem solving a diventare collaborazione basata sul problem-based learning, con un interscambio con la collaborazione basata sul project-based learning;
11. la ricerca sui mutamenti della professione docente (Barajas M., Scheuermann F., Kikis K., 2002), come docente che: apprende, fa il tutor, collabora con gli studenti, è autore di materiali, fa il ricercatore, è in formazione permanente ed è membro di una comunità sia locale che e-locale;
12. Le dinamiche relazionali delle comunità in presenza informano la dimensione sociale dell’apprendimento delle comunità in rete (L.M. Harasim, 1989; Rheingold, 1994; Lévy, 1997; S. Caravita, M.B. Ligorio, 2003; M.B. Ligorio, 2002; V.A. Baldassarre, O.Arpino, 2004). Il lavoro di Reigeluth (1999) porta a evidenziare le dimensioni della progettazione di comunità di apprendimento on line.
13. Il D.M. 17 aprile 2003 sposta il focus dalla valutazione della convenienza alla fattibilità della formazione a distanza per studenti off campus, e pone nell’articolo 3 le caratteristiche di un corso a distanza attraverso 5 descrittori:
o didattica web-based e interattività;
o PC come via d’accesso preferenziale alle attività di apprendimento;
o indipendenza del percorso dallo spazio dell’aula in presenza e dal tempo;
o standardizzazione, modularità, interoperabilità (LO);
o monitoraggio costante delle attività;
e 4 attenzioni:
o multimedialità dei materiali, mix di media diversi;
o interattività con i materiali;
o interattività interpersonale;
o adattività, personalizzazione dei percorsi
14. Il passaggio da una prima generazione di e-learning, identificabile semplicemente con il distance learning, a una seconda generazione di e-learning che offre la possibilità di progettare e gestire in maniera coordinata e centralizzata sistemi di formazione continua collegati con la gestione delle competenze e integrati con i sistemi di knowledge management.
15. Il passaggio dalla e-learning organization degli anni ’80 e ’90, che raccoglie e gestisce il sapere interno delle imprese, al knowledge management dei nostri giorni;
16. Gli orientamenti e le procedure basilari a cui le istituzioni normalmente ricorrono per la progettazione, sia nella fase di start up che di gestione (B.H. Khan, 2004). <<<



