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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
CONVENZIONE DI ROMA, CONFLITTI DI LEGGI, CONTRATTI INTERNAZIONALI, CONTRATTI CON I CONSUMATORI, NORME DI APPLICAZIONE NECESSARIA

Il diritto internazionale privato e processuale dei contratti in transizione: dalla cooperazione interstatale al diritto comunitario.

Università degli Studi di Milano
Abstract
E' ormai ben noto che la materia delle obbligazioni contrattuali può essere annoverata tra i settori del diritto internazionale privato destinati a formare prioritariamente oggetto di disciplina da parte delle istituzioni comunitarie. L'inserimento della materia in parola nel programma di azione della Comunità europea nel campo del diritto internazionale privato risale del resto ad una data persino anteriore all'entrata in vigore, avvenuta il 1° maggio 1999, del Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, che ha introdotto nel Trattato di Roma la nuova versione dell'art. 65 che, come è universalmente noto, costituisce la base giuridica della competenza comunitaria nel campo della cooperazione in materia civile.
Questo significativo interesse per la disciplina internazionalprivatistica delle obbligazioni contrattuali quale possibile oggetto di disciplina comunitaria non deve peraltro affatto stupire, trovando il medesimo una facile e plausibile spiegazione nella grande rilevanza insieme pratica e giuridica che tale materia riveste rispetto all'azione della Comunità, orientata da tempo all'eliminazione o quantomeno alla riduzione degli ostacoli che si frappongono ad un corretto e efficiente svolgimento dei rapporti tra i cittadini europei nell'ambito del cosiddetto "spazio di libertà, sicurezza e giustizia" la cui graduale previsione è contemplata dall'art. 61 del Tr. CE (così come novellato dall'art. 2, 4, Tr. di Amsterdam).
Sul versante che maggiormente interessa qui e cioè del diritto internazionale privato le difficoltà maggiori riguardano innanzitutto la disciplina dei contratti conclusi online e precisamente l'identificazione delle categorie di contratti da assoggettare (eventualmente) a regole speciali, analogamente alle tipologie "classiche" dei contratti conclusi con i consumatori e i lavoratori subordinati. Ancora, difficoltà e incertezze significative sono poste dalla codificazione del principio cardine dell'autonomia della volontà di cui all'art. 3 della Conv. di Roma che nulla esplicitamente prevede, ad esempio, a proposito dell'applicabilità del diritto privato europeo e della lex mercatoria. Ma non basta, sempre a titolo meramente esemplificativo può ricordarsi brevemente che esistono al momento attuale non pochi e complessi problemi di interazione tra il regolamento cosidetto Bruxelles I e la Convenzione di Roma.
E' facilmente percepibile a questo punto come l'inserimento dei fattori sommariamente e esemplificativamente richiamati sia suscettibile di causare non di rado complicazioni di varia natura nell'individuazione e puntuale ricostruzione della disciplina positiva delle fattispecie contrattuali con elementi di estraneità. Ne consegue pertanto che esistono motivi sufficienti e validi a fare ritenere auspicabile un "passaggio" rapido della disciplina sui conflitti di leggi in materia di obbligazioni contrattuali al diritto comunitario (id est, l'adozione di un regolamento comunitario di cui esiste attualmente peraltro una proposta definitiva), finalizzato in particolare a semplificare nell'ambito comunitario il complesso sistema normativo che si è succintamente richiamato, garantendo in tale modo al medesimo tempo sia un'effettiva rispondenza della disciplina di diritto internazionale privato alle più moderne e significative esigenze del commercio internazionale sia (proprio in virtù dello strumento regolamentare) un grado maggiormente elevato di convergenza tra i sistemi di diritto internazionale privato degli Stati membri.
Tutto ciò premesso, preme adesso precisare che nella ricerca proposta si analizzeranno, secondo una metodologia di tipo "globale" che considera cioè i conflitti di leggi come non facilmente separabili dai complementari conflitti tra giurisdizioni, sia le principali questioni e problematiche sollevate dalle disciplina comunitaria in fieri sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali sia gli aspetti maggiormente salienti riguardanti la giurisdizione in materia contrattuale. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Nerina Boschiero Università degli Studi di MILANO
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il presente progetto di ricerca si prefigge l'obiettivo di produrre un "libro di riflessione", in cui trovino adeguato spazio contributi sulle non sempre semplici vicende attorno a cui si è snodato (e si snoda) ormai da parecchio tempo il processo evolutivo e di trasformazione in un atto di diritto comunitario derivato della Convenzione di Roma del 1980 sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali. Tale riflessione dovrebbe essere fatta alla luce anche della prassi applicativa della Convenzione di Roma nonché delle esperienze "regionali" diverse da quella europea (Mercosur, Restatement americano

Così impostato, il nostro lavoro di ricerca potrebbe articolarsi attorno ai sotto-elencati nuclei concettuali, ovvero potrebbe essere "procedimentalizzato" nella maniera sotto indicata:

a) Riflessioni sulle esperienze giurisprudenziali della Convenzione di Roma.

b) Genesi della proposta di regolamento “Roma I” del 2005. In tale contesto potrebbero studiarsi la proposta del Gruppo europeo di diritto internazionale privato, il Libro verde e, più in generale, le principali problematiche connesse all'eventuale trasformazione della Convenzione di Roma in regolamento comunitario.

c) Esperienze "regionali" (Convenzione inter-americana del 1994, Restatement, Convenzione interamericana del 1994, Mercosur alla luce delle rispettive esperienze applicative) intese quali possibili modelli per la riforma della Convenzione di Roma

d) La recente proposta di regolamento comunitario del 15.12. 2005: teoria e questioni generali

e) La proposta di regolamento del 15. 12. 2005: regole speciali (consumatori, lavoratori, contratti di intermediazione e contratti informatici) e rapporti della proposta di regolamento “Roma I” con il diritto comunitario sostanziale dei contratti <<<
Durata
12 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
E' ormai ben noto che la materia delle obbligazioni contrattuali può essere annoverata tra i settori del diritto internazionale privato destinati a formare prioritariamente oggetto di disciplina da parte delle istituzioni comunitarie. L'inserimento della materia in parola nel programma di azione della Comunità europea nel campo del diritto internazionale privato risale del resto ad una data persino anteriore all'entrata in vigore, avvenuta il 1° maggio 1999, del Trattato di Amsterdam del 2 ottobre 1997, che ha introdotto nel Trattato di Roma la nuova versione dell'art. 65 che, come è universalmente noto, costituisce la base giuridica della competenza comunitaria nel campo della cooperazione in materia civile.
Questo significativo interesse per la disciplina internazionalprivatistica delle obbligazioni contrattuali quale possibile oggetto di disciplina comunitaria non deve peraltro affatto stupire, trovando il medesimo una facile e plausibile spiegazione nella grande rilevanza insieme pratica e giuridica che tale materia riveste rispetto all'azione della Comunità, orientata da tempo all'eliminazione o quantomeno alla riduzione degli ostacoli che si frappongono ad un corretto e efficiente svolgimento dei rapporti tra i cittadini europei nell'ambito del cosiddetto "spazio di libertà, sicurezza e giustizia" la cui graduale previsione è contemplata dall'art. 61 del Tr. CE (così come novellato dall'art. 2, 4, Tr. di Amsterdam).
Sul versante che maggiormente interessa qui e cioè del diritto internazionale privato le difficoltà maggiori riguardano innanzitutto la disciplina dei contratti conclusi online e precisamente l'identificazione delle categorie di contratti da assoggettare (eventualmente) a regole speciali, analogamente alle tipologie "classiche" dei contratti conclusi con i consumatori e i lavoratori subordinati. Ancora, difficoltà e incertezze significative sono poste dalla codificazione del principio cardine dell'autonomia della volontà di cui all'art. 3 della Conv. di Roma che nulla esplicitamente prevede, ad esempio, a proposito dell'applicabilità del diritto privato europeo e della lex mercatoria. Ma non basta, sempre a titolo meramente esemplificativo può ricordarsi brevemente che esistono al momento attuale non pochi e complessi problemi di interazione tra il regolamento cosidetto Bruxelles I e la Convenzione di Roma.
E' facilmente percepibile a questo punto come l'inserimento dei fattori sommariamente e esemplificativamente richiamati sia suscettibile di causare non di rado complicazioni di varia natura nell'individuazione e puntuale ricostruzione della disciplina positiva delle fattispecie contrattuali con elementi di estraneità. Ne consegue pertanto che esistono motivi sufficienti e validi a fare ritenere auspicabile un "passaggio" rapido della disciplina sui conflitti di leggi in materia di obbligazioni contrattuali al diritto comunitario (id est, l'adozione di un regolamento comunitario di cui esiste attualmente peraltro una proposta definitiva), finalizzato in particolare a semplificare nell'ambito comunitario il complesso sistema normativo che si è succintamente richiamato, garantendo in tale modo al medesimo tempo sia un'effettiva rispondenza della disciplina di diritto internazionale privato alle più moderne e significative esigenze del commercio internazionale sia (proprio in virtù dello strumento regolamentare) un grado maggiormente elevato di convergenza tra i sistemi di diritto internazionale privato degli Stati membri.
Tutto ciò premesso, preme adesso precisare che nella ricerca proposta si analizzeranno, secondo una metodologia di tipo "globale" che considera cioè i conflitti di leggi come non facilmente separabili dai complementari conflitti tra giurisdizioni, sia le principali questioni e problematiche sollevate dalle disciplina comunitaria in fieri sulla legge applicabile alle obbligazioni contrattuali sia gli aspetti maggiormente salienti riguardanti la giurisdizione in materia contrattuale. <<<