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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
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MANNOZZI cur., Mediazione e dritto penale,2004
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MONTICELLI, Le Cultural Defenses (Esimenti Culturali) e i Reati Culturalmente Orientati, Ind.Pen.,2003
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PALICI DI SUNI PRAT, Intorno alle minoranze,2002
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PINNA cur., Cultura e pratica della mediazione,2000
PISAPIA cur., Prassi e teoria della mediazione,2000
PISAPIA-ANTONUCCI, La sfida della mediazione,1997
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SANTORO cur., Carcere e società liberale,1997
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SARTORI, Pluralismo, multculturalismo e estranei,2000
SCAPARRO cur., Il coraggio di mediare,2001
SCHLESINGER, La disunione dell’America,1995
SELLIN, Culture Conflict and Crime,1938
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SHWEDER-MINOW-MARKUS eds, Engaging Cultural Differences,2002
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TARELLO, Storia della cultura giuridica moderna, I,1976
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VAN NESS-HEETDERKS, Restoring Justice,1997
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WALZER, Sulla tolleranza,2000
WEITEKAMP-KERNER, Restorative Justice,2002
Parole Chiave
MULTICULTURALISMO, DIRITTO PENALE

Società multiculturali e diritto penale.

Università degli Studi di Pavia
Abstract
La ricerca ha per oggetto l'impatto del multiculturalismo sul diritto penale, esaminato - in dimensione comparatistica - in alcune delle sue più importanti manifestazioni.
Il metodo seguito è spiccatamente interdisciplinare. L'obiettivo è quello di analizzare le prospettive di evoluzione del diritto penale nella moderna società a carattere multietnico. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Cristina Claudia De Maglie Università degli Studi di PAVIA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il multiculturalismo pone sfide importanti per la tradizionale concezione del diritto statale, che riposava sul presupposto di una prevalente condivisione dei valori e dei modelli di vita posti a base della convivenza civile. Non si può non vedere in questo fenomeno una manifestazione tangibile e quotidiana del "cambio di paradigma" dell'età globale. La composizione multietnica della società impone di ripensare le categorie e le funzioni della politica e della convivenza organizzata e di rimeditare le strategie dell'ordine democratico.
Queste sfide diventano decisive e drammatiche quando ad entrare in azione è il diritto penale, "il braccio armato dello Stato", tradizionalmente chiamato a presidiare beni e valori con strumenti più forti e invasivi rispetto agli altri diritti.
L'obiettivo della ricerca è quello di mettere a fuoco una sorta di "rimodellamento" del diritto penale in funzione della coesistenza di diversi gruppi etnici portatori di differenti culture.
Astrattamente sono ipotizzabili almeno tre modelli di diritto penale di fronte alle manifestazioni della criminalità cd. culturale:
a. un modello "assimilativo o cd. espulsivo", indifferente al fattore culturale;
b. un modello "multiculturale esasperato", che capitola di fronte alle culture "altre" rinunciando ad inserirle in un quadro giuridico occidentale;
c. un modello "temperato", sensibile al fattore culturale, ma attento a non creare disuguaglianze e a non vanificare i principi fondamentali su cui si fonda il diritto penale.
Tutti questi idealtipi di diritto penale verranno studiati e verificati in concreto, dando conto dei benefici, costi e problemi di applicazione.
La posta in gioco è alta e riguarda quali "limiti" assegnare ai valori supremi della tolleranza e della solidarietà.
La ricerca si concluderà con la pubblicazione di vari saggi sui temi oggetto dell'indagine e con la pubblicazione di monografie, tra cui, in particolare, una dal titolo "Società multiculturali e diritto penale". E' previsto un convegno a conclusione dei lavori, con la partecipazione di tutti i componenti delle Unità, che riferiranno sui risultati della loro indagine. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il diritto penale, come ogni altra area del diritto contemporaneo, non può rimanere estraneo ai grandi fenomeni sociali e culturali che stanno investendo e trasformando la nostra società. Da un lato, il passaggio dalla società delle certezze, che fu il faticoso frutto della cultura ottocentesca, alla "società dell'incertezza", ha messo in crisi molti dei miti tradizionali che per lungo tempo sono stati la base della cultura giuridica, dalla generalità e astrattezza della norma giuridica all'uguaglianza di tutti di fronte alla legge. La particolarità dei soggetti e delle loro situazioni specifiche va emergendo in molti punti della cultura giuridica postmoderna come il valore preminente rispetto ai consueti criteri di appiattimento delle singolarità entro le caselle astratte della "fattispecie" normativamente determinata.
Dall'altro lato, è noto che la globalizzazione dà una fortissima spinta alla omogeneizzazione della cultura nell'ambito della "società orizzontale", ma è anche noto che essa genera un'altrettanto forte controspinta, nel senso della "localizzazione" dei fenomeni culturali, o almeno della enfatizzazione dei fenomeni culturali "locali". Ciò che con termine inelegante, ma espressivo, è stato indicato come "glocalizzazione" investe numerosi aspetti della vita sociale, e quindi anche del diritto.
In questo contesto si collocano diversi fenomeni che producono conseguenze importanti su vari aspetti del diritto penale. Questi fenomeni sono strettamente interconnessi, ma vale la pena di distinguerli, anche per cogliere le loro implicazioni specifiche.
Il primo fenomeno, che caratterizza in modo sempre più intenso - anche se con modalità diverse - la realtà di tutte le società economicamente avanzate, è costituito dalla struttura multietnica dell'assetto sociale. In qualche caso, come in Italia, il fenomeno è iniziato in questi ultimi anni, con l'intensificazione dell'immigrazione proveniente da varie aree di povertà del mondo. In altri casi come, in Europa, la Francia e la Gran Bretagna, esso risale ad epoche meno recenti, essendo legato principalmente alla caduta degli imperi coloniali. Il caso archetipico rimane tuttavia quello degli Stati Uniti, dove le varie ondate migratorie hanno creato una sorta di società di minoranze: rimasto sul piano delle metafore l'ideale del "melting pot", si è passati poi al modello del "salad bowl", nel quale i vari ingredienti si sono mescolati senza fondersi, conservando ognuno la propria distinta specificità etnica e culturale. Successivamente, la cd. "era dell'enfasi della differenza" ha portato all'idea della supremazia del gruppo etnico e alla valorizzazione della sua cultura. Il multiculturalismo, che ormai domina molte prospettive di analisi delle società attuali, è il segno più importante di questo mutamento di paradigma: non è una teoria omogenea, dato che ne esistono varie e variabili versioni, ma costituisce comunque una dimensione necessaria nello studio non puramente formalistico di vari fenomeni sociali, e quindi anche giuridici.
Il multiculturalismo è una sfida complessa, che interpella su vari livelli e con varia intensità le scienze umane, sociali, filosofiche, politiche, giuridiche ponendo a loro, in forme nuove, le questioni del pluralismo all'interno dell'Unità dello Stato, del rapporto tra universalità e particolarità, del diritto come neutralizzazione o vivificazione delle differenze.
La ricerca in programma ha per oggetto uno degli effetti del multiculturalismo: quello del suo impatto sul diritto penale.
Profondi conflitti di cultura possono infatti emergere tra il sistema ospitante e i gruppi di minoranza in esso ospitati: la giurisprudenza può trovarsi a giudicare condotte realizzate da individui appartenenti a culture diverse da quella dell'ordinamento di accoglienza. Queste condotte, che costituiscono reato nel sistema ospitante, sono invece tollerate, approvate o addirittura imposte dalla cultura del gruppo etnico di appartenenza. Si pensi ad esempio a casi di poligamia e di mutilazione genitale femminile, illeciti nei sistemi occidentali (il legislatore italiano ha introdotto recentemente nel codice penale l'art. 583 bis che incrimina le "pratiche di mutilazione degli organi genitali femminili"); matrimoni tra parenti stretti che in Occidente integrano l'incesto e che invece sono ammessi da alcune tradizioni asiatiche; "riti matrimoniali" che secondo i codici penali occidentali realizzano il reato di violenza sessuale e sequestro di persona; riti di iniziazione che comportano lo sfregio del viso o del corpo di minori e che nel nostro sistema integrano il reato di lesione gravissima; comportamenti che secondo la tradizione dell'agente rientrano nello ius corrigendi del capo famiglia e che da noi sono considerati "maltrattamenti in famiglia" etc.
Il panorama delle ricerche a cui attingere per affrontare il tema in oggetto è vario ma presenta delle carenze importanti sul piano metodologico, che il progetto in esame intende colmare in modo da fornire un contributo nuovo e originale all'indagine.
Manca innanzitutto, in Italia e all'estero, uno studio comparatistico-integrato, che analizzi i conflitti culturali nei sistemi più significativi, per verificare se l'emersione dei reati culturalmente orientati abbia indotto dottrina, giurisprudenza e legislatore a riflessioni sofisticate e a soluzioni innovative. Manca, in secondo luogo, nel panorama nazionale e internazionale uno studio interdisciplinare del fenomeno, non limitato all'uso degli strumenti di indagine offerti dalle discipline giuridiche, ma allargato anche alla dimensione sociologica e antropologica del problema. Manca inoltre una riflessione sulla praticabilità e funzionalità degli strumenti giudiziari e delle tecniche di mediazione per la soluzione dei conflitti culturali. Manca infine, nell'ordinamento italiano, uno studio adeguato sul coordinamento delle attività normative in materia di integrazione socio-culturale degli immigrati. <<<