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PROGRAMMA DI RICERCA

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Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione geografica
Bibliografia
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Parole Chiave
PRATICHE COMMERCIALI SLEALI TRA IMPRESE E CONSUMATORI, DIRETTIVA 2005/29/CE, PRATICHE COMMERCIALI SLEALI, CONCORRENZA SLEALE, RIMEDI

La Direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali sleali ed il suo impatto sull'ordinamento italiano

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La ricerca è intesa a fornire un'approfondita analisi della Direttiva 2005/29/CE in materia di pratiche commerciali sleali tra imprese e consumatori, come anche del considerevole impatto sistematico di questa sul diritto nazionale, in particolare in materia di concorrenza sleale, di consumatori e di disciplina generale dei contratti. La ricerca si propone inoltre di preparare l'introduzione, da parte del legislatore nazionale, di nuovi rimedi e regole processuali (quali ad esempio class actions, Mehrgewinnabschöpfung, diritti speciali di recesso), al fine di assicurare un adeguata giustiziabilità degli interessi dei consumatori, individuali e collettivi, coinvolti. Infine, la ricerca dovrebbe risultare in vere e proprie proposte di disciplina in relazione all'attuazione della Direttiva nel nostro ordinamento. Considerato anche l'oggetto dell'indagine, si farà ampio ricorso nel lavoro alla comparazione giuridica, dedicando una particolare attenzione ad alcuni importanti e recenti sviluppi nel diritto tedesco. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Mario Libertini Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Analisi della Direttiva 2005/29/CE e del suo impatto sull'ordinamento italiano. Studio di nuovi rimedi e regole processuali, per una migliore giustiziabilità degli interessi coinvolti. Formulazione di proposte per l'attuazione della Direttiva nel diritto italiano.

I risultati della ricerca saranno pubblicati in articoli, a firma singola o congiunta, e/o come volume collettaneo; e/o resi pubblici in convegni. <<<
Durata
12 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
In Italia, a livello sia politico sia accademico, la Direttiva 2005/29/CE e in generale la questione di un generale diritto della concorrenza sleale europeo sono finora passati sostanzialmente inosservati.
Nonostante l'importanza (economica e giuridica) e l'attualità dell'argomento, non constano difatti contributi dottrinari in materia e tanto meno un ruolo attivo del Governo italiano in questo campo.
Al più è possibile rinvenire alcuni studi che, con riferimento al diritto nazionale anteriore, propongono e sviluppano un approccio alla materia della concorrenza sleale più orientato alla considerazione dell'interesse del consumatore, e ciò in linea con la concezione di fondo che caratterizza oggi la Direttiva.
Relativamente numerosi invece sono, sulla Direttiva ed in genere sul tema di un diritto della concorrenza sleale europeo, i contributi della dottrina tedesca. Questi ultimi, tuttavia, affrontano pur sempre l'argomento da un prospettiva tedesca, e ad ogni modo non considerano l'impatto della Direttiva sugli ordinamenti degli altri Stati membri.
Nel panorama nazionale e - per la parte di più stretta attinenza al diritto italiano - anche internazionale, la progettata ricerca dovrebbe perciò costituire in generale un inedito.
Con specifico riguardo, poi, all'importante tema dei rimedi e delle procedure, la Direttiva fornisce l'occasione per riconsiderare in quest'ambito il ruolo, ad oggi poco o punto approfondito, dei consumatori, come singoli e come associazioni. E fornisce altresì l'occasione formulare proposte per l'introduzione, a livello legislativo, di corrispondenti nuovi rimedi e regole, ed in particolare: azioni risarcitorie collettive, Gewinnabschöpfung, Vertagsstrafen, diritti speciali di recesso. Spunti utili si possono trarre a tal fine, in assenza di un corrispondente approfondimento di questi temi nella dottrina italiana, soprattutto dalla recente esperienza tedesca. <<<