Contenuto
Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricercaINIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE
PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
- 1 - I principi del diritto amministrativo dell’ambiente
- 2 - Garanzie individuali e cooperazione giudiziaria in materia penale nell'Unione europea
- 3 - La tutela dei diritti fondamentali tra ordinamenti nazionali e sovranazionali, nella prospettiva della Costituzione europea
- 4 - Il diritto privato europeo: dal mercato interno alla cittadinanza europea
- 5 - Accesso alla giustizia dell'individuo nel diritto internazionale
- 6 - Immigrazione illegale fra strumenti di contrasto e tutela dei diritti fondamentali
- 7 - Livelli di governo e integrazione multiculturale nell’esperienza europea: dalle istituzioni ai diritti
- 8 - Il diritto internazionale privato e processuale dei contratti in transizione: dalla cooperazione interstatale al diritto comunitario.
- 9 - L'evoluzione del diritto penale nei settori d'interesse europeo alla luce del nuovo progetto di riforma dei Trattati
- 10 - Diritto penale e Trattato che istituisce una Costituzione per l'Europa
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lombardia
Bibliografia
Sulle competenze comunitarie in materia di diritto internazionale privato: Kohler, Interrogation sur les sources du droit international privé européen après le Traité d’Amsterdam, RCDIP, 1999, p. 3 ss; Basedow, The Communitaristion of the Conflicts of Laws under the Treaty of Amsterdam, CMLRev., 2000, p. 687 ss; Jessurun d’Oliveira, The EU and a Metamorphosis of Private International Law, in Essays North, 2002, p. 132 ss.; Mansel, Zum Systemwechsel im europäischen Kollisionsrecht nach Amsterdam und Nizza, in Systemwechsel im europäischen Kollisionsrecht, 2002, p. 14 ss.; Bariatti, Le competenze comunitarie in materia di diritto internazionale privato e processuale, in Casi e materiali di diritto internazionale privato comunitario, 2003, p. 3 ss.; Fuchs, Muir Watt, Pataut (dir.), Les conflits de lois et le système juridique communautaire, 2004; Lagarde, Développements futurs du droit international privé dans une Europe en voie d’unification: quelques conjectures, RabelsZ, 2004, p. 231 ss.; Carbone, Fumagalli, Frigo, Diritto processuale civile e commerciale comunitario, 2004; Picone, Diritto internazionale privato e diritto comunitario, 2004; De Cesari, Diritto internazionale privato e processuale comunitario, 2a ed., 2005; Kreuzer, Zu Stand und Perspektiven des Europäischen Internationalen Privatrechts, RabelsZ, 2006, p. 80 ss.Sui rapporti tra diritto internazionale privato comunitario e libertà fondamentali: Fallon, Meeusen, Private international law in the European Union and the exception of mutual recognition, Yearbook PIL, 2002, p. 37 ss.; Wilderspin, Lewis, Les relations entre le droit communautaire et les règles de conflits de lois des Etats membres, RCDIP, 2002, pp. 1 ss., 289 ss.; Bariatti, Prime considerazioni sugli effetti dei principi generali e delle norme materiali del trattato CE sul diritto internazionale privato comunitario, RDIPP, 2003, pp. 671-706; Heuzé, De la compétence de la loi du pays d'origine en matière contractuelle ou l'anti-droit européen, Mélanges Lagarde, 2005, p. 393 ss.; Fallon, Libertés communautaires et règles de conflit de lois, in Les conflits de lois et le système juridique communautaire, 2004, p. 31 ss.
Sulla libera circolazione delle società alla luce delle recenti pronunce della Corte di giustizia: Benedettelli, Libertà comunitarie di circolazione e diritto internazionale privato delle società, RDIPP, 2001, p. 569 ss.; Lombardo, Regulatory Competition in Company Law in the European Community, 2002; Ballarino, Sulla mobilità delle società nella Comunità europea, Riv.soc., 2003, p. 669 ss.; Contaldi, Il diritto comunitario delle società tra evoluzioni giurisprudenziali e legge di riforma della materia, DUE, 2003, p. 711 ss.; Roth, From Centros to Uberseering: Free Movement of Companies, Private International Law and Community Law, ICLQ, 2003, p. 181 ss.; Pataut, Liberté d’établissement et droit international privé des sociétés: un pas de plus, Dalloz, 2004, p. 494 ss.; Kraakman, Davies, The Anatomy of Corporate Law, 2004; Ebke, The European Conflict-of-Corporate-laws Revolution: Uberseering, Inspire Art and Beyond, EBOLR, 2005, p.9 ss.; Troeger, Choice of Jurisdiction in European Corporate Law, EBOLR, 2005, p. 159 ss.
In generale sulle competenze comunitarie in materia di famiglia: Baratta, Il regolamento comunitario sul diritto internazionale privato della famiglia, in Picone, Diritto internazionale privato e diritto comunitario, 2004 p. 163 ss.; De Groot, Towards European Conflict Rules in Matters of Personal Status, MJ, 2004, p. 115 ss.; Mengozzi, I problemi giuridici della famiglia a fronte del processo di integrazione europea, Fam.dir., 2004, p. 643 ss.; Caracciolo di Torella, Masselot, Under Construction: EU family law, ELR, 2004 p. 36 ss.; Brunetta d’Usseaux(ed.), Il diritto di famiglia nell’Unione europea, 2005; Davì, Il diritto internazionale privato italiano della famiglia e le fonti di origine internazionale o comunitaria, RDI, 2002, p. 1 ss.; Hausmann, Il nuovo diritto internazionale processuale in materia matrimoniale nell’Unione europea, EuLF, 2000/01, pp. 271 ss., 345 ss.
Sulla circolazione degli status familiari: Fallon, Libertés communautaires et règles de conflits de lois, in Les conflits des lois et le système juridique communautaire, 2004, p. 31-81; Toner, Partnership Rights, Free Movement and EU Law, 2004, p. 53 ss.; Boele-Woelki, Fuchs(ed.), Legal Recognition of Same-Sex Couples in Europe, 2003, p. 178 ss.; Tomasi, Status familiari e libera circolazione dei cittadini dell’Unione, in Baruffi (ed.), Il futuro dell’Unione europea. Sviluppi nelle sue politiche, 2004, p. 191 ss.; Reich, Harbacevica, Citizenship and family on trial: a fairly optimistic overview of recent Court practice with regard to free movement of persons, CMLRev., 2003, p. 615 ss.
In materia di obblighi alimentari: Baruffi, Art. 45, NLCC, 1996, p. 1273 ss.;Biscaretti di Ruffia, Le obbligazioni alimentari nel diritto internazionale privato convenzionale, 1989; De Cesari, Le nuove convenzioni dell’Aja in materia di obbligazioni alimentari, RDIPP, 1983, p. 42 ss.; Lagarde, Observations sur l'articulation des questions de statut personnel et des questions alimentaires dans l'application des conventions de droit international privé, in Mélanges von Overbeck, 1990, p. 511 ss.; Verwilghen, Les obligations alimentaires en droit conventionnel. L'obligation alimentaire en droit international privé, 1987.
Sulla circolazione degli atti pubblici e dei testamenti: Les successions internationales dans l’UE – Perspective pour une Harmonisation, 2004; Biscaretti di Ruffia, Considerazioni sulla nuova legge in materia di pubblicità di atti formati all’estero, RDIPP, 1980, p. 554 ss.; Biscottini, Diritto amministrativo internazionale, I, 1964; Cafari Panico, L’efficacia esecutiva degli atti pubblici nel Reg. c.d. “Bruxelles I”, Int’l Lis, Inv.2003/2004, p. 43 ss.; Callé, L’acte public en droit international privé, 2004; Campeis, De Pauli, La disciplina europea del processo civile italiano, 2005; Consiglio Nazionale del Notariato, Réponses au questionnaire en matière de successions et testaments. Livre vert de la Commission européenne, 2005 ; Masson, la libera circolazione dell’informazione e degli atti, Riv.not., 1990, p. 33 ss.; Mengozzi, Il notaio e la nuova concezione dell’ordinamento dello Stato che ispira la l. 31 marzo 1995 n. 218 di riforma del sistema italiano di diritto internazionale privato, Riv.not., 1996, I, p. 103 ss.; Pamboukis, L'acte public etranger en droit international privé, 1993; Pasqualis, Il problema della circolazione in Italia degli atti notarili provenienti dall’estero, in Consiglio Nazionale del Notariato. Relazioni al XXIII Congresso Internazionale del Notariato Latino, Atene, 2001, p. 465 ss.; Piccoli, Ruotolo, Velletti, La circolazione degli atti notarili nello spazio giuridico europeo e la riforma del diritto internazionale privato, Riv.not., 1996, p. 1377 ss.; Starace, Intorno alla dichiarazione di efficacia esecutiva degli atti pubblici stranieri, RDI, 1963, p. 674 ss.;
Sull’abuso di driitto nel sistema comunitario: Fallon, La délocalisation comme instrument de fraude lié à la circulation des biens et des personnes, in Mélanges Cerexhe, 1997, p. 166 ss.; Kjellgren, On the Border of Abuse: the Jurisprudence of the European Court of Justice on Circumvention, Fraud and Abuses of Community Law, in Services and Free Movement in EU Law, 2002, p. 245 ss.; Triantafyllou, L’interdiction des abus de droit en tant que principe général du droit communautaire, Cahiers dr.eur., 2002, p. 618 ss.; Waelbroeck, La notion d’abus de droit dans l’ordre juridique communautaire, in Mélanges Louis, I, 2003, p. 607 ss.; Martiny, Die Zukunft des europäischen ordre public im Internationalen Privat- und Zivilverfahrensrecht, in Festschrift Sonnenberger, 2004, p. 541 ss.
Parole Chiave
DIRITTO INTERNAZIONALE PRIVATO COMUNITARIO, DIRITTO COMUNITARIO, LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE PERSONE, LIBERA CIRCOLAZIONE DELLE SOCIETA', LEGGE APPLICABILE ALLE SUCCESSIONI, LEGGE APPLICABILE ALLE OBBLIGAZIONI ALIMENTARIDiritto internazionale privato comunitario e libertà di circolazione in materia di status delle persone fisiche e giuridiche e di successioni
Università degli Studi di MilanoAbstract
L'ampliamento delle competenze comunitarie in materia di diritto internazionale privato e processuale è oggetto di studi approfonditi e numerosi nella comunità scientifica italiana ed europea. Molti autori si sono occupati degli atti adottati dal legislatore comunitario o in via di adozione, dei rapporti delle norme di diritto internazionale privato comunitarie con le norme nazionali di conflitto e di diritto materiale, sulla ripartizione delle competenze tra Comunità e Stati membri, e infine sui rapporti con i principi e le norme comunitarie in materia di libertà fondamentali. E’ proprio a questo ultimo profilo che si rivolge la presente ricerca, che si propone di esaminare l’interazione tra il diritto internazionale privato e le norme comunitarie sulla libera circolazione in materia di stato delle persone (fisiche e giuridiche) e di successioni. Invero, negli ultimi anni alcune decisioni della Corte di giustizia in materia di libera circolazione hanno posto in evidenza come i rapporti tra tali norme siano in piena evoluzione e le possibili soluzioni e interazioni non siano affatto scontate.Si osserva invero una contrapposizione tra valori diversi di cui sono rispettivamente portatori la Comunità e gli Stati membri. Da un lato, quello alla realizzazione di uno spazio giudiziario di libertà unico e integrato, al cui interno i soggetti – persone fisiche e giuridiche - possano liberamente circolare senza restrizioni giuridiche e realizzare le proprie aspettative anche economiche; dall’altro, quello degli Stati a esercitare con pienezza la propria competenza normativa in funzione del raggiungimento di obiettivi diversi, che possono limitare i diritti dei singoli. Se in alcuni recenti ma certamente sporadici atti comunitari il legislatore comunitario ha provveduto direttamente a determinarne l’ambito di applicazione soggettivo (attraverso il rinvio alla legislazione interna di uno Stato membro), in molti casi è stata invece la Corte di giustizia a porre rimedio in via interpretativa a lacune o comunque a soluzioni insoddisfacenti sul piano dell’effettività del godimento delle libertà comunitarie.
Tra i diversi diritti di natura economica il gruppo di ricerca ha scelto di occuparsi del diritto a succedere, che riguarda sia le persone fisiche, sia le società e le persone giuridiche, sia entità diverse, che non godono di personalità giuridica come le fondazioni e le associazioni. Il riconoscimento del diritto a succedere per tali enti e, più in generale, il diritto a succedere come espressione della liber circolazione dei capitali, sono stati riconoscuti dalla Corte di giustizia in varie occasioni. La ricerca verterà inoltre sul recente Libro verde in materia di successioni e testamenti, che dovrebbe portare all'adozione di uno strumento comunitario fondato sull'art. 65 del Trattato. In questo quadro generale si inserisce anche la proposta di regolamento in materia di obblighi alimentari, che incide su diritti di natura pecuniaria delle persone fisiche, il cui godimento effettivo verrà disciplinato da un atto comunitario, destinato ad affiancarsi agli strumenti internazizonali in vigore e in via di elaborazione. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Stefania Bariatti Università degli Studi di MILANOObiettivo del Programma di Ricerca
L'ampliamento delle competenze comunitarie in materia di diritto internazionale privato e processuale è oggetto di studi approfonditi e numerosi nella comunità scientifica italiana ed europea. Molti autori si sono occupati degli atti adottati dal legislatore comunitario o in via di adozione, dei rapporti delle norme di diritto internazionale privato comunitarie con le norme nazionali di conflitto e di diritto materiale, sulla ripartizione delle competenze tra Comunità e Stati membri, e infine sui rapporti con i principi e le norme comunitarie in materia di libertà fondamentali. E’ proprio a questo ultimo profilo che si rivolge la presente ricerca, che si propone di esaminare l’interazione tra il diritto internazionale privato e le norme comunitarie sulla libera circolazione in materia di stato delle persone (fisiche e giuridiche) e di successioni. Invero, negli ultimi anni alcune decisioni della Corte di giustizia in materia di libera circolazione hanno posto in evidenza come i rapporti tra tali norme siano in piena evoluzione e le possibili soluzioni e interazioni non siano affatto scontate.Si osserva invero una contrapposizione tra valori diversi di cui sono rispettivamente portatori la Comunità e gli Stati membri. Da un lato, quello alla realizzazione di uno spazio giudiziario di libertà unico e integrato, al cui interno i soggetti – persone fisiche e giuridiche - possano liberamente circolare senza restrizioni giuridiche e realizzare le proprie aspettative anche economiche; dall’altro, quello degli Stati a esercitare con pienezza la propria competenza normativa in funzione del raggiungimento di obiettivi diversi, che possono limitare i diritti dei singoli. Se in alcuni recenti ma certamente sporadici atti comunitari il legislatore comunitario ha provveduto direttamente a determinarne l’ambito di applicazione soggettivo (attraverso il rinvio alla legislazione interna di uno Stato membro), in molti casi è stata invece la Corte di giustizia a porre rimedio in via interpretativa a lacune o comunque a soluzioni insoddisfacenti sul piano dell’effettività del godimento delle libertà comunitarie. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Con il trattato di Amsterdam, firmato il 2 ottobre 1997, la Comunità europea ha acquisito ampie competenze in materia di diritto internazionale privato e processuale, oggetto di studi approfonditi e numerosi nella comunità scientifica italiana ed europea. In tale contesto, ha acquisito particolare rilevanza l'interazione tra diritto internazionale privato e norme comunitarie sulla libera circolazione in materia di stato delle persone giuridiche e fisiche e giuridiche e di successioni.Per quanto attiene allo stato delle persone giuridiche, segnatamente delle società, l’incidenza combinata della giurisprudenza e della legislazione comunitaria rende evidente lo stretto rapporto tra norme di diritto internazionale privato e diritto comunitario. Fino a tempi recenti, la mancata ratifica della Convenzione di Bruxelles del 29 febbraio 1968 sul reciproco riconoscimento delle società e delle persone giuridiche e l'assenza di norme comunitarie uniformi hanno reso difficile la mobilità transfrontaliera delle società, a causa delle disparità tra normative nazionali materiali e di conflitto. Recentemente tuttavia la libertà di circolazione delle società è stata potenziata sia per effetto di alcune pronunce della Corte di giustizia in materia di libertà di stabilimento delle società (sentenze Centros, Überseering, Inspire Art e Sevic) sia tramite l’adozione dei regolamenti comunitari sullo Statuto della Società Europea (n. 2157/2001) e sullo Statuto della Società cooperativa europea (n. 1435/2003) e della direttiva in materia di fusioni transfrontaliere (n. 2005/56). E' inoltre allo studio una direttiva sul trasferimento della sede. Trattandosi di atti molto recenti o futuri il dibattito scientifico è in corso e non mancheranno di svilupparsi nuove linee interpretative delle conseguenze concrete della giurisprudenza della Corte, nel quadro dell'attuazione delle nuove disposizioni normative. Anche gli effetti di tali atti e decisioni sul diritto internazionale privato nazionale dovranno essere oggetto di attenta valutazione.
Anche in materia di stato delle persone fisiche si registra una crescente interazione tra norme comunitarie di libera circolazione e diritto internazionale privato. Pur in assenza di una specifica e diretta competenza comunitaria in materia di diritto di famiglia e delle persone, numerosi sono gli atti normativi, come pure le pronunce della Corte di giustizia, che producono effetti e regolano direttamente o indirettamente le relazioni familiari dei cittadini della Comunità europea, principalmente attraverso l’operare di alcuni fondamentali principi comunitari, tra cui quello del divieto di discriminazione e quello di libera circolazione delle persone. La c.d. comunitarizzazione del diritto internazionale privato, la tutela in ambito comunitario di alcuni diritti fondamentali (tra cui quello al rispetto della vita familiare) e infine l'obiettivo del Programma dell'Aia di potenziare uno spazio di libertà, sicurezza e giustizia, hanno dato nuovo vigore e ampiezza ad una strada che veniva già delineandosi da tempo.
L'azione comunitaria in materia di diritto di famiglia e delle persone trova peraltro evidentemente un limite non solo nell'oggettiva assenza di competenze attribuite alla Comunità, ma soprattutto nella circostanza che tale ambito è in linea di principio di esclusiva competenza statale, tale disciplina rappresentando anzi uno dei profili in cui si esprime il controllo dello Stato sui propri cittadini e quindi la sua sovranità. Di qui i numerosi problemi originati dal conflitto tra le opposte esigenze e le competenze normative degli Stati e della Comunità, che assumono talvolta posizioni conflittuali in quanto espressione di valori non ancora armonizzati. Nel generale quadro normativo così brevemente descritto, particolare importanza e delicatezza assume il profilo della circolazione dei c.d. status personali o familiari. Si ha qui riguardo innanzitutto allo status di coniuge, in particolare quando tale qualifica consegue ad una unione di fatto, registrata o non, tra soggetti di diverso o dello stesso sesso, ma il problema si pone anche con riguardo allo status di figlio o di ascendente, padre o madre, nonché ai vari profili in cui questo si manifesta, quale ad esempio il diritto al nome.
I diversi status menzionati, qualificabili collettivamente come status familiari o personali, assumono particolare rilevanza nell'ordinamento comunitario, non tanto in quanto oggetto diretto di disciplina, ma in quanto presupposto per il godimento di fondamentali diritti comunitari - innanzitutto quello alla libera circolazione e soggiorno, ma anche di diversi diritti patrimoniali generalmente riconosciuti a familiari di cittadini comunitari.
La complessità del quadro normativo è infine accresciuta ove si accolga il suggerimento di ricollegare il diritto al riconoscimento del proprio status di coniuge, madre/padre o figlio, legittimamente acquisito in altro Stato membro al diritto alla cittadinanza comunitaria. Da tale impostazione non può che derivare la natura assoluta ed erga omnes degli status personali e familiari e quindi la loro unicità e non divisibilità all'interno dello spazio giudiziario europeo.
Si delinea così una contrapposizione tra opposti valori di cui sono rispettivamente portatori la Comunità e gli Stati membri. Da un lato, quello alla realizzazione di uno spazio giudiziario di libertà davvero unico e integrato, al cui interno i cittadini (e forse anche i non-cittadini, purché coniugi di cittadino comunitario) possano liberamente circolare senza restrizioni giuridiche; dall'altro, quello degli Stati a esercitare con pienezza la propria competenza normativa in relazione agli status personali dei propri cittadini, ma anche a non vedersi imporre scelte normative disomogenee rispetto alle proprie tradizioni sociali, politiche e religiose.
Per quanto riguarda poi i diritti attributi alle persone fisiche e giuridiche in dipendenza dal loro status, viene in rilievo anzitutto il diritto a succedere e a ricevere per testamento. Tale diritto concerne sia le persone giuridiche, sia quelle fisiche. Per quanto attiene alla prima categoria di soggetti, rileva tra essi la posizione di associazioni e fondazioni, soggetti finora esclusi dal godimento delle libertà di circolazione poiché non equiparate alle società nel trattato CE essendo prive dello scopo di lucro. Tale esclusione ha portato alla penalizzazione delle persone giuridiche non societarie nel godimento di diritti civili e di diritti a contenuto economico in alcuni Stati e segnatamente del diritto a ricevere per testamento e a succedere.
La problematica della successione transnazionale riguarda peraltro non solo le persone giuridiche non costituite in forma societaria, ma anche e soprattutto le persone fisiche. La regolamentazione delle successioni transnazionali costituisce obiettivo del programma comunitario di cooperazione giudiziaria in materia civile fin dal Piano d’azione di Vienna del 1998. L’accresciuta mobilità delle persone fisiche in uno spazio sprovvisto di frontiere interne, con l'aumento delle unioni tra cittadini di diverse nazionalità e l’acquisto di beni situati sul territorio di diversi Stati comunitari ha aumentato la rilevanza del fenomeno della successione internazionale. Al contempo, la disparità delle normative nazionali sostanziali, procedurali e internazionalprivatistiche degli Stati membri in materia successoria comporta incertezza giuridica e difficoltà pratiche nell’attuazione della successione internazionale. Non tutti gli Stati membri hanno infatti aderito alle convenzioni multilaterali di diritto internazionale privato in materia, segnatamente la Convenzione dell’Aia del 1° agosto 1989 sulla legge applicabile alle successione per causa di morte; la Convenzione dell’Aia del 5 ottobre 1961 sui conflitti di legge in materia di forme dei testamenti; la Convenzione dell’Aia del 2 ottobre 1973 sull’amministrazione internazionale delle successioni.
Al fine di risolvere gli evidenziati problemi, la Commissione europea ha presentato il 1 marzo 2005 un Libro verde in materia di successioni e testamenti (COM (2005)65), che avvia una consultazione di esperti nazionali su molteplici aspetti delle successioni internazionali, testamentarie e ab intestato: competenza giurisdizionale, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione delle decisioni giudiziarie, ma anche riconoscimento di documenti e atti extragiudiziari, quali testamenti, atti notarili, atti amministrativi, documenti attestanti la qualità di erede o i poteri conferiti ai terzi amministratori o liquidatori dell’eredità.
Il riconoscimento di testamenti e atti notarili, imprescindibile per assicurare la semplificazione della successione internazionale e l’attuazione dei diritti degli eredi, si ricollega alla problematica dell’efficacia internazionale di atti pubblici. Diversi strumenti comunitari già prevedono il riconoscimento e l’esecuzione di atti pubblici stranieri negli Stati membri, alle stesse condizioni delle decisioni giudiziarie, segnatamente l’art. 50 della Convenzione di Bruxelles del 1968 sulla competenza giurisdizionale il riconoscimento e l’esecuzione di decisioni in materia civile e commerciale, oggi sostituito dall’art. 57 del regolamento n. 44/2001 (c.d. Bruxelles I);l’art. 46 del regolamento c.d. Bruxelles II bis in materia di scioglimento del vincolo matrimoniale e responsabilità genitoriale ; l’art. 25 del regolamento n. 805/2004, istitutivo del titolo esecutivo europeo per i crediti non contestati. Nessuno degli strumenti menzionati include tuttavia nell’ambito applicativo la materia delle successioni. La Corte di giustizia, nella sentenza Dafeki (2 dicembre 1997, in causa C-336/94, in Raccolta, 1997, p. I-6761) ha affermato che costituisce ostacolo alla libera circolazione dei cittadini dell’Unione il disconoscimento, in uno Stato membro, del valore probatorio degli atti di stato civile formati dalle autorità di un altro Stato comunitario, ma non ha introdotto alcun obbligo generale di riconoscimento della validità ed efficacia di atti pubblici stranieri. L’efficacia di atti pubblici stranieri in materia di successioni è dunque per ora regolato dal diritto nazionale, che prevede procedure differenziate a seconda che venga in rilievo l’efficacia esecutiva degli stessi oppure l’utilizzazione a fini di trascrizione, iscrizione e registrazione su pubblici registri. Nel contesto appena descritto, l’emanazione di uno strumento comunitario determinerebbe un rilevantissimo mutamento del quadro giuridico e giudiziario.
Infine, altro diritto a contenuto economico, riferibile alle sole persone fisiche, la cui attuazione transnazionale è essenziale per la garanzia della libertà di circolazione è il diritto al mantenimento.
A seguito dell’adozione dei regolamenti n. 1347/2000 e n. 2201/2003 in materia di diritto di famiglia, ci si è resi conto della necessità di completare il quadro normativo, in particolare con riferimento alla materia delle obbligazioni alimentari. E’ in preparazione infatti un regolamento relativo alla competenza, alla legge applicabile, al riconoscimento e all’esecuzione delle decisioni e alla cooperazione in materia di obbligazioni alimentari. La questione relativa al soddisfacimento delle pretese alimentari nell’ambito dell’Unione europea, essenziale per molti cittadini europei e destinata ad acquisire sempre maggiore rilievo a seguito della possibilità di fruire sempre più della libera circolazione e per un progressivo indebolirsi dei rapporti di famiglia, ha determinato l’esigenza di nuovi strumenti comunitari volti a semplificare e ad accelerare la risoluzione di controversie transfrontaliere riguardanti tali pretese.
Si tratta di un progetto ambizioso che, al fine di garantire al creditore di alimenti la libera circolazione di un titolo esecutivo nello spazio giudiziario europeo per pervenire agevolmente all’esito concreto di ottenere il regolare pagamento delle somme dovute, riunisce in un unico testo norme relative a tutti i settori della cooperazione giudiziaria civile: competenza internazionale, legge applicabile, riconoscimento ed esecuzione, cooperazione ed eliminazione degli ostacoli allo svolgimento delle procedure, compreso un migliore accesso alle informazioni riguardanti la situazione dei debitori qualunque sia il loro luogo di residenza nell’Unione europea. In ambito internazionale una rinnovata attenzione sulla questione è stata manifestata nel quadro delle conferenze di diritto internazionale privato ove sono in corso i negoziati diretti all’elaborazione di una nuova Convenzione generale in materia di obbligazioni alimentari.. <<<



