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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english

Cattolicesimi nel diciassettesimo secolo: Italia, Francia e Spagna.

Università degli Studi di Parma
Abstract
Rinvigorita dal Concilio di Trento la Chiesa di Roma, com’è noto, avviò un imponente programma di riforma, sostenuto da un forte processo di centralizzazione e dal consolidamento e dalla moltiplicazione delle Congregazioni destinate a controllare l’uniforme esecuzione delle sue direttive e dei suoi orientamenti culturali, religiosi e politici. Se le resistenze più o meno profonde che questo progetto incontrò nella penisola italiana sono state oggetto di recenti, importanti studi, meno indagate appaiono le reazioni di altri paesi dell’Europa cattolica ai disegni universalistici di Roma.
Muovendo dalle fondamentali acquisizioni storiografiche degli ultimi anni sul Cinquecento italiano relative alla politica della Chiesa volta all’inquadramento e al sistematico controllo dei comportamenti, delle credenze religiose, delle pratiche devozionali e degli orientamenti culturali dei cattolici, il progetto di ricerca si propone di ricostruire, per il Seicento in un quadro geografico più ampio, alcuni dei processi storici che hanno reso diversi, pur tra forti tratti comuni, “i cattolicesimi” europei con particolare riferimento all’Italia, alla Francia e alla Spagna.
Il tema verrà affrontato sia sul piano istituzionale (analisi dei diversi apparati deputati al controllo e alla repressione delle “devianze” e loro procedure) sia sul piano religioso e culturale (efficacia o meno dei divieti “universali” romani fuori d’Italia). <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gigliola Fragnito Università degli Studi di PARMA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Le due Unità si propongono di raccogliere i risultati delle loro ricerche in monografie e in articoli e saggi da pubblicarsi in qualificate riviste storiche italiane e straniere. <<<
Risultati parziali attesi
Come già specificato al punto 11, i gruppi coinvolti nel progetto prevedono di raccogliere i risultati delle loro ricerche in monografie e saggi da pubblicarsi sia in qualificate riviste storiche, sia in Atti di Convegni nazionali e internazionali. Le loro pubblicazioni si propongono di recare un contributo innovativo alla conoscenza della diversa incidenza nell’Europa cattolica del disegno universalistico elaborato da Roma all’indomani della frattura della cristianità, tendente a imporre a tutta la cattolicità un’uniformità religiosa, culturale e comportamentale, e di evidenziare, in questo più ampio contesto, la specificità del “caso” italiano. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto di ricerca si propone di rintracciare trq fine Cinquecento e Seicento le origini di fenomeni culturali, religiosi e istituzionali che hanno segnato in maniera durevole e tuttora manifesta il cattolicesimo europeo, rendendo diversi, pur tra forti tratti comuni, “i cattolicesimi” francese, italiano e spagnolo.
In questa prospettiva intende analizzare i problemi che la frattura confessionale crea - e non soltanto a livello politico - all’interno della stessa cattolicità e nel contempo mettere in risalto le specificità del “caso” italiano, quali appaiono più marcatamente dal confronto con altre realtà europee.
La storiografia italiana negli ultimi anni ha gettato luce su molti degli aspetti in cui più incisiva è stata l’azione della Chiesa, grazie all’irrobustimento dei suoi organi centrali, alla migliore organizzazione dei tribunali inquisitoriali periferici e al crescente impegno dei vescovi. Molto rimane da indagare, ma nel complesso emerge con chiarezza come, pur tra forti resistenze, il processo di centralizzazione e di imposizione di uniformi orientamenti culturali, religiosi e morali sia stato più pronunciato e più efficace in Italia che altrove.
Muovendo da studi (i principali dei quali elencati nei riferimenti bibliografici delle singole Unità) che hanno illustrato l’incidenza nella penisola dei provvedimenti adottati per la moralizzazione del clero e del laicato, per il controllo della la circolazione delle idee e dei libri e dei contenuti delle raccolte librarie “pubbliche” e private, nonché della santità, delle esperienze mistico-profetiche e del dissenso ereticale, la ricerca ha come obiettivo quello di valutare l’incidenza di tali provvedimenti fuori d’Italia, con particolare riferimento alla Francia e alla Spagna. Mancano, infatti, ad oggi indagini che mettano a confronto le diverse risposte che sono state date ai tentativi di Roma di imporre il suo progetto di egemonia culturale e religiosa a tutta l’Europa cattolica e le conseguenze che queste hanno prodotto nell’accentuare i caratteri peculiari del cattolicesimo dei singoli paesi.
In questa ottica si prevede di individuare alcune tematiche e di analizzarle in chiave comparativa, conducendo la ricerca su due piani strettamente intrecciati. Innanzitutto si intende evidenziare come il processo di centralizzazione romana debba fare i conti, in Francia e in Spagna, con la diversa organizzazione degli apparati di controllo e con il loro specifico peso nell’attuazione delle riforme tridentine; con la diversa capacità di difesa delle prerogative dello Stato di fronte alle interferenze romane, destinata a provocare scontri e tensioni con gli Stati, ricomposti grazie all’importante ruolo della diplomazia; con la coesistenza in Francia di due confessioni.
In questo complesso e più ampio contesto, verranno quindi esaminati la tuttora poco indagata funzione svolta dai tribunali criminali vescovili nella riforma del clero e del laicato e l’accentuarsi a partire dalla fine del Cinquecento del controllo degli organi centrali romani sulla loro attività. Sostenuta dalle autorità romane, l’intensificazione dell’azione dei tribunali locali, il cui obiettivo è la tutela dei privilegi e della immagine del clero, alimenta una aspra conflittualità con le istituzioni statali. Da primi sondaggi, emerge il diverso peso della centralizzazione romana sui tribunali criminali vescovili italiani rispetto a quelli francesi e spagnoli, oggetto di recenti ricerche.
Sostanziali differenze sembrano derivare anche dalla mancata applicazione fuori d’Italia delle norme censorie elaborate a Roma per tutta la cattolicità. Ciò si riflette nella produzione e nella circolazione di opere, la cui diffusione in Italia viene ostacolata dalle proibizioni ecclesiastiche. Tra i tanti settori “disciplinari” che non sottostaranno agli orientamenti dettati da Roma, il progetto si concentrerà sulle opere storiografiche, sulla letteratura agiografica e mistica, sulla controversistica, e sui volgarizzamenti della Sacra Scrittura e indagherà le ripercussioni sulle raccolte librarie “pubbliche” e private dei divieti “universali” romani. <<<