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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze della terra
Classificazione geografica
- Regione: Veneto
Parole Chiave
AQUILEIA, EDILIZIA PRIVATA, ARCHITETTURA, MATERIALI E TECNICHE COSTRUTTIVE, ARCHEOMETRIAL'edilizia domestica ad Aquileia e nel suo territorio
Università degli Studi di PadovaAbstract
In una prospettiva di ampio respiro, che mira a studiare la ben nota complessità del “sistema” casa romana, il sito di Aquileia si offre come terreno privilegiato di indagine, proprio per la consistenza delle testimonianze venute alla luce nel corso di decenni di scavi, di emergenza o programmati, che a partire dalla fine dell’800 hanno continuato ad interessare il territorio della città antica e del suo suburbio, restituendo una documentazione che non trova raffronto nel panorama dell’Italia settentrionale.Nonostante l’indubbio interesse della documentazione che la città antica è andata restituendo, manca a tutt’oggi uno studio d’insieme che analizzi le domus aquileiesi su base sincronico/distributiva e diacronico/tipologica, uno studio cioè che consenta di cogliere le dinamiche evolutive della casa e quindi della società locale nel lungo periodo di vita della città, che da colonia romana di frontiera divenne una delle più importanti sedi patriarcali.
Il progetto che qui si presenta è dunque finalizzato alla creazione di un modello interpretativo delle trasformazioni che interessarono l’edilizia abitativa di Aquileia e del suo territorio in seguito ai mutamenti storici, culturali e religiosi intercorsi nel lungo periodo di sviluppo della città, dall’età repubblicana alla tarda età imperiale.
Il lavoro intende articolarsi in tre fasi fondamentali riferibili alle quattro unità operative coinvolte.
1) lo studio della distribuzione topografica nella città e nel territorio delle abitazioni private con la loro articolazione planimetrica. Questa parte del programma sarà svolta dall’Unità di Padova.
2) l’analisi degli apparati decorativi delle case urbane e delle villae dell’agro. Questa parte del programma sarà svolta dall’Unità dell’Università del Molise.
3) la definizione delle tecniche edilizie utilizzate e dei materiali impiegati nel quadro delle architetture domestiche. Questa parte del programma sarà svolta dalle due Unità di Roma in forma interdisciplinare con l’adozione di metodi di analisi archeometrici sui materiali antichi (pietre e marmi). <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Jacopo Bonetto Università degli Studi di PADOVAObiettivo del Programma di Ricerca
Dalla ricerca proposta ci si attende lo studio dell’edilizia residenziale di Aquileia e del suo territorio, al fine di evidenziare le trasformazioni dei modi dell’abitare in seguito ai mutamenti culturali e religiosi intercorsi nel lungo periodo di vita che ne vede lo sviluppo.Un primo obiettivo del progetto è costituito dalla catalogazione di tutte le domus scavate fino ad oggi nel sito di Aquileia (di cui è nota più di una cinquantina di esempi) e delle ville sparse nel territorio entro un programma informatizzato. Questo permetterà di mettere insieme, sistematizzare e rendere nota una documentazione in gran parte ancora sostanzialmente inedita o poco conosciuta al fine di ricostruire gli edifici nella loro interezza, valutandone contestualmente per la prima volta gli aspetti relativi al rapporto con la città e il territorio, all’articolazione planimetrica, alle tecniche edilizie e all’apparato decorativo che li contraddistingue.
A tale scopo verrà effettuata la ricognizione e la sistematizzazione di tutto il materiale edito ed inedito, ivi compresa la revisione dei dati di archivio; tale lavoro produrrà come risultato un’aggiornata mappatura delle evidenze relative all’edilizia privata aquileiese, di ambito sia urbano che extraurbano. La ricerca bibliografica e d’archivio andrà integrata da una serie di sopralluoghi, da concordare con gli enti di competenza, per verificare ed eventualmente aggiornare i dati acquisiti tramite la ricerca bibliografica, produrre, quando possibile, una più aggiornata documentazione fotografica, verificare lo stato di conservazione dei monumenti. L’insieme dei dati così prodotti costituirà la base di partenza per la schedatura informatizzata sotto forma di database integrati dell’edilizia residenziale di Aquileia e del territorio, da aggiornare con i dati ricavati da eventuali sondaggi stratigrafici mirati entro i contesti maggiormente significativi (con particolare attenzione all'area dei fondi ex C.A.L. e ex Beneficio Rizzi).
All’operazione di schedatura seguirà l’elaborazione critica, che si avvarrà anche dello studio storico-archeologico mirato ad approfondire la conoscenza delle fonti scritte, ivi comprese anche quelle epigrafiche.
Obiettivo finale del progetto è dunque lo sviluppo di problematiche inerenti ai modelli culturali (nelle diverse forme architettonico-edilizia, artistico-artigianale, figurativa etc.) utilizzati nell’allestimento degli edifici residenziali di Aquileia, prestando particolare attenzione alle loro trasformazioni nella progressione cronologica e agli sviluppi riscontrabili nel loro lungo periodo di vita che si conclude con la tarda antichità. Si tenterà in particolare di ancorare tali mutamenti alle diverse realtà storico-culturali succedutesi nel corso dei secoli, puntando l’attenzione sul loro riflesso nei modi dell’abitare e nell’immaginario comune.
Tali analisi si avvarranno del confronto con altre realtà geografiche, al fine di ricostruire un modello interpretativo largamente applicabile. In particolare, utile appare il confronto con la realtà emersa dallo studio delle domus della Tunisia romana da un lato (Amplissimae atque ornatissimae domus, 2003) e di Roma dall’altro (F. Guidobaldi, Le domus tardoantiche di Roma come sensori delle trasformazioni culturali e sociali, 1999), che per la ricchezza delle fasi di età medio e tardo imperiale forniscono un fondamentale termine di paragone per lo studio della realtà urbanistica e architettonica aquileiese, offrendo lo spunto per l’analisi dei rapporti del centro alto adriatico con il centro del potere nella fase del suo più ampio sviluppo.
La costruzione di un sistema integrato di riferimento per lo studio e la valorizzazione delle domus di Aquileia potrà inoltre fornire uno strumento fondamentale per un loro più preciso inquadramento cronologico, derivato fino ad oggi da considerazioni di natura esclusivamente stilistica. In questo senso potrà beneficiare dello scavo, attualmente in corso da parte di una équipe delle Università di Padova e del Molise, di una domus-campione, individuata fra quelle caratterizzate da una lunga continuità di vita: la Casa delle Bestie ferite. I dati ricavati da uno scavo condotto secondo le più moderne metodologie stratigrafiche permetterà infatti di verificare il modello derivato dalla più vasta analisi d’insieme dell’intero contesto aquileiese e di ancorarlo entro una più sicura griglia cronologica.
Nel corso del lavoro è prevista la partecipazione a convegni in cui verranno forniti aggiornamenti sullo stato della ricerca, che porteranno, al termine del progetto, alla pubblicazione di un volume monografico sull’edilizia privata di Aquileia, nel quale confluirà l’elaborazione critica dei risultati dell’opera di schedatura. Al suo interno verranno affrontati aspetti di urbanistica, architettura e decorazione, evidenziando le trasformazioni apportate alle forme dell’abitare dai cambiamenti storico, culturali e religiosi. Si provvederà inoltre all’elaborazione dei risultati delle indagini stratigrafiche all’interno della Casa delle Bestie ferite e alla trattazione delle problematiche emerse dalla sua disamina sia nell’ambito di articoli su riviste e presentazione a convegni. In particolare, alla conclusione della ricerca è prevista l’organizzazione di un incontro di studio dedicato all’edilizia abitativa aquileiese , che costituirà la sede privilegiata per la presentazione dei risultati ricavati nel corso del progetto e dallo scavo della Casa delle Bestie ferite. Tale evento potrà fornire l’occasione per lo scambio scientifico sulla tematica proposta, offrendo in particolare la possibilità di presentare in una forma unitaria i risultati delle indagini condotte negli anni recenti in alcuni dei punti più significativi della città altoadriatica. <<<
Risultati parziali attesi
Dalla ricerca proposta ci si attende lo studio dell’edilizia residenziale di Aquileia, al fine di evidenziare le trasformazioni dei modi dell’abitare in seguito ai mutamenti sociali e culturali intercorsi nel lungo periodo di vita delle domus aquileisi, fra l'età repubblicana e l'età tardoantica.L'interesse della ricerca deriva in primo luogo dai caratteri di novità che la contraddistingue: le domus di Aquileia sono infatti state oggetto di studi piuttosto datati condotti in tempi in cui non si possedeva tutto l'insieme di mezzi e supporti tecnici ora disponibili e ormai ampiamente sperimentati. La possibilità di sfruttare sistemi di schedatura informatizzata, che possono essere anche messi in rapporto fra loro, permette infatti ora di raccogliere in maniera esaustiva una mole di dati altrimenti difficilmente valutabile nel suo insieme in maniera coerente.
A ciò si aggiungono le possibilità offerte dalle nuove tecnologie applicate all'archeologia, che permettono di fornire più precisi strumenti di datazione, da integrare a quelli forniti dalla ricerca stratigrafica. Lo scavo di un contesto scelto come modello, la Casa delle Bestie ferite, condotto secondo le più aggiornate metodologie, costituisce inoltre un importante strumento di conoscenza, di cui si sente particolarmente l'esigenza in un contesto, come Aquileia, in cui i dati provengono essenzialmente da ricerche condotte fra la fine dell'800 e i primi decenni del '900.
La messa a punto dell'opera di schedatura delle domus di Aquileia, integrata con i dati derivati dalla ricerca sul campo e dalle analisi dei materiali, metterà dunque a disposizione uno strumento indispensabile per lo studio dell'edilizia aquileiese e in generale dell'edilizia privata romana. Tale settore di studi, solo in tempi recenti rivalutato dalla critica specialistica, sente infatti l'esigenza di ampliare la sua banca dati al fine di approfondire le conoscenze delle problematiche connesse agli aspetti sia edilizi che decorativi e produrre una visione d'insieme del loro sviluppo nel corso di tutta l'età romana.
L'area dell'Italia settentrionale si presenta in particolare molto carente sotto questo aspetto; fornire dunque una documentazione il più esaustiva possibile relativamente ad uno dei centri più importanti e più ricchi per numero di evidenze potrà dunque aprire nuove prospettive di studio e conoscenza di un settore geografico non ancora noto nelle sue pur notevoli potenzialità informative.
Importante si presenta, in questa prospettiva, la messa in relazione di tutti i dati disponibili e in particolare il tentativo di contestualizzare i diversi elementi dell'apparato decorativo mobile e immobile, generalmente studiato per i suoi valori storico-artistici ma raramente considerato quale parte costitutiva del sistema integrato di segni di natura differente ma strettamente coesi fra loro costituito dalla domus. Decorazioni pittoriche e musive, elementi d'arredo e oggetti mobili, cui si aggiungono i materiali e le tecniche edilizie impiegate, verrano indagati dunque in quanto strumento di conoscenza di un più ampio contesto, il cui allestimento costituisce il riflesso delle esigenze di autorappresentazione della committenza.
In questa prospettiva, in sede di rielaborazione critica, seconda tappa dopo l'opera di schedatura, saranno affrontate questioni più generali inerenti il rapporto della domus con la città, le trasformazioni dell'assetto planimetrico complessivo e delle principali tipologie di ambienti attestati (atri, corti, triclini, vani di rappresentanza, vani di servizio, ambienti termali), il rapporto del dato architettonico con gli apparati decorativi mobili ed immobili, l’esistenza di programmi figurativi, al fine di restituire i percorsi interni della casa.
Dall’esame di queste questioni sarà possibile ampliare la prospettiva di analisi per valutare l’apporto culturale della romanizzazione, verificando, ad esempio, la diffusione o meno del modello pompeiano della casa ad atrio e le modalità di recezione di forme planimetriche e schemi decorativi, in sintonia con i gusti e le mode della capitale o piuttosto in completa autonomia; si cercherà inoltre di vagliare la risposta del ceto dirigente locale alle trasformazioni dell’organismo imperiale romano e alla diversificazione dei centri di potere, cui Aquileia partecipa direttamente; in altre parole dall’esito di queste indagini si potrà stabilire quanto e cosa può essere riferito alla cultura edilizia e figurativa locale, quanto invece dipende dai modelli imposti da Roma.
I risultati che ci si attende di ottenere dall'insieme di questi diversi livelli di analisi potranno costituire infine un importante strumento di conoscenza da utilizzare per la valorizzazione del sito archeologico di Aquileia, del quale le evidenze relative all'edilizia domestica costituiscono una delle maggiori specificità. La possibilità di usufruire di una aggiornata schedatura dei contesti su base informatica potrà costituire un utile strumento per aggiornare gli ormai datati apparati informativi esistenti; questi potranno essere inoltre integrati con i più moderni sistemi di ricostruzione virtuale dei complessi ritenuti più significativi. Tra questi andranno privilegiati i complessi sottoposti ad indagini e verifiche archeologico-stratigrafiche, di cui si prevede di fornire, alla luce dei dati resi disponibili dalle indagini progettate, ricostruzioni e modelli tridimensionali. A partire dalle piante degli edifici questi permetteranno di ricostruirne le volumetrie, le diverse fasi di vita con le eventuali trasformazioni, l’arredo pavimentale e parietale, l’arredo mobile, al fine di rendere facilmente comprensibile al fruitore moderno la realtà abitativa antica. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Il progetto in esame trova il suo presupposto nella recente attenta riconsiderazione dell’edilizia privata romana da parte della letteratura specialistica, che ha visto fiorire un ricco filone di studi in campo sia nazionale che internazionale. Questi studi (tra cui Y. THÉBERT, Vita privata e architettura domestica nell’Africa romana, in P.BROWN, E. PATLAGEAN, M. ROUCHE, Y. THÉBERT, P. VEYNE, La vita privata dall’impero romano all’anno mille, Roma–Bari 1986; J.R. CLARKE, The Houses of Roman Italy 100 B.C.-A.D. 250: ritual, space, and decoration, Berkeley-Los Angeles-Oxford 1991; S.P. ELLIS, Power, Architecture and Decor: How the Late Roman Aristocrat Appeared to his Guest, in Roman Art in the Private Sphere, 1991; C. S. SCOTT, The power of images in the late Roman house, in Domestic Space in the Roman World: Pompeii and beyond, a cura di R. Laurence, A. Wallace-Hadrill, Portsmouth 1997) hanno messo in evidenza come la domus costituisse nel mondo antico un contesto culturale unitario, cui, mediante un insieme di segni di natura eterogenea, afferenti sia all’ambito tecnico-edilizio, architettonico e planimetrico che a quello decorativo, era affidato un ruolo fondamentale nell’espressione del sistema di valori nel quale il proprietario si riconosceva. L’organizzazione di questo apparato, il cui insieme costituiva lo sfondo della “scena” domestica, rispondeva a precise esigenze autorappresentative strettamente ricollegabili allo status sociale, economico, culturale e religioso del proprietario e della collettività nella quale egli si identificava. In questa prospettiva, la domus, con il suo ricco apparato architettonico-ornamentale, diventa quindi uno strumento fondamentale per lo studio della società e della cultura antica.Tale metodo di lettura, che riserva ampio spazio all’analisi tanto degli aspetti decorativi quanto di quelli tecnici, architettonici e planimetrici, ha trovato applicazione in tempi recenti in diversi contesti geografici (fra cui è d’obbligo ricordare l’ambito pompeiano, con i lavori di I. Bragantini e D. Scagliarini-Corláita, e quello africano: Amplissimae atque ornatissimae domus, a cura di F. Ghedini, S. Bullo 2003) e cronologici, con una particolare attenzione agli sviluppi di età tardoantica e cristiana di area sia orientale che occidentale (cfr. gli studi di N. Duval sulle case di Apamea di Siria e l’architettura palaziale; di F. Guidobaldi sull’edilizia tardoantica di Roma: L’edilizia abitativa unifamiliare nella Roma tardoantica, in Società romana e impero tardoantico 1986; Roma. Il tessuto abitativo, le domus e i tituli, in Storia di Roma 1993; Le domus tardoantiche di Roma come “sensori” delle trasformazioni culturali e sociali, in The transformations of Urbs Roma in Late Antiquity, a cura di W.V.Harris, 1999; di C. Balmelle sulle dimore aristocratiche della Gallia (1986).
Gli interessi e gli studi citati hanno toccato fino ad ora il caso di Aquileia in forma del tutto marginale. Oggetto di scavi in gran parte datati, mancano nella città nord-adriatica studi approfonditi che mirino da un lato a creare un corpus completo e organico delle case e dall’altro a leggerle nel quadro dell’evoluzione storica e sociale del centro. I contesti sono stati solo parzialmente editi in forma di ralazioni di scavo, cui si aggiungono brevi sintesi (Mirabella Roberti 1987, Verzàr Bass, Mian 2001, Verzàr Bass, Mian 2003) che lasciano ancora ampio spazio di approfondimento.
Anche lo studio degli apparati decorativi mobili e immobili (pitture, mosaici, decorazione architettonica e arredi) e delle tecniche edilizie si presenta molto frammentario e si sente l’esigenza di lavori di sintesi che permettano di raccogliere e sistematizzare una mole di materiale straordinaria per quantità ed interesse scientifico. Solo per i mosaici si possiede una prima sintesi ad opera di M. Donderer della metà degli anni ‘80, che si limita però solo alle prime fasi della città e che risulta ormai datata rispetto alle più aggiornate metodologie di indagine. <<<



