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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di BOLOGNA
DISCIPLINE STORICHE
- Università degli Studi di MESSINA
STORIA E COMPARAZIONE DEGLI ORDINAMENTI GIURIDICI E POLITICI
- Università degli Studi di PADOVA
STORIA
- Università Cattolica del Sacro Cuore
Storia moderna e contemporanea
- Università degli Studi di PAVIA
SCIENZE STORICHE E GEOGRAFICHE
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- 10 - Cibo, cultura e identità
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Parole Chiave
MOBILITA' STUDENTESCA, UNIVERSITA', ANTICO REGIME, CETO DIRIGENTE, POLITICAIstituzioni accademiche, modelli ideologici e culturali nella formazione delle élites e della leadership politica e sociale in Antico Regime
Università degli Studi di BolognaAbstract
Il progetto si articola in due parti. La prima mira a sviluppare alcune ricerche sulle strategie educative, sulla formazione culturale delle élites nell’Italia moderna, sulla mobilità studentesca come esperienza di scambio scientifico e interazione culturale, con particolare attenzione alle istituzioni che si occupavano di istruzione superiore (università e collegi, in particolare). La seconda parte studierà, attraverso alcuni case-studies, cronologicamente differenziati, il passaggio dalla fase della formazione all’esercizio della leadership sul piano politico, sociale e ed economico, esaminando due differenti situazioni: il peso che ebbero, nella seconda metà del XV secolo, le strategie famigliari della classe dirigente veneziana nelle scelte compiute sul piano culturale, politico ed economico; con riferimento alla Lombardia del XVII e XVIII secolo, saranno invece presi in esame i rapporti tra gruppi e istituzioni alimentatori della produzione culturale e artistico-intellettuale e il contesto più vasto di un sistema collettivo indagato a partire dalle sue élites economico-sociali consolidate. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Gian Paolo Brizzi Università degli Studi di BOLOGNAObiettivo del Programma di Ricerca
Il progetto prende le mosse da precedenti studi svolti da alcuni dei partecipanti all’attuale programma di ricerca finalizzati inizialmente allo studio delle istituzioni di istruzione superiore, alle popolazioni studentesche nelle università italiane e agli statuti universitari.Il presente progetto vuole conseguire una migliore conoscenza del rapporto che intercorre, nella società d’Antico Regime, fra il momento della formazione culturale e il successivo destino sociale. Primo obiettivo da conseguire sarà la ricostruzione delle aree di reclutamento delle università maggiormente interessate alla circolazione studentesca, inteso come fattore di scambio intellettuale e scientifico. L’analisi -che coinvolgerà principalmente le unità di Bologna, Pavia e Messina- si occuperà di registrare la presenza degli studenti che appartenevano alla natio germanica presenti nelle università di Bologna, Padova, Pisa, Siena che rappresentano le mete principali della peregrinatio academica degli studenti provenienti dai Paesi d’Oltralpe. I dati confluiranno in una data base relazionale, messo a punto per registrare ogni informazione relativa alla biografia, al curriculum e alla durata degli studi presso ciascun ateneo e ai successivi destini professionali di ognuno dei soggetti interessati, valutati in circa 45.000. Il punto di arrivo sarà costituito dalla creazione di un sito web, utile sia alla comunicazione dei risultati della ricerca ma anche al collegamento con altri progetti analoghi per favorire il reciproco arricchimento dei dati e l’esame comparatistico (FASTI, promosso dal gruppo di ricerca guidato da Hilde de Ridder Symoens, e Repertorium academicum germanicum guidato da Rainer Schwinges). Con riferimento all’ateneo di Pavia, è previsto il prolungamento dello studio del fenomeno fino alla metà del XIX secolo, protraendolo poi fino ai primi decenni del Novecento con riguardo all’intero sistema universitario italiano interessato a fenomeni di mobilità studentesca. L’unità operativa dell’Università di Messina, promuoverà uno studio sugli statuti universitari intesi non solo come espressione e sintesi delle pressioni esercitate dalle varie componenti accademiche ma anche come specchio del rapporto fra università, élites sociali e poteri civili ed ecclesiastici. La creazione di un data base con i testi elettronici degli statuti costituirà una tappa fondamentale dell’apporto dell’unità di Messina. Il passaggio dal momento formativo al successivo passaggio nella società con l’assunzione di specifiche responsabilità è compito dell’unità di Bologna, che svilupperà uno studio prosopografico sui bolognesi (1280 soggetti) che si laurearono in diritto nel corso dell’età moderna: ciò consentirà di esaminare il passaggio dal momento della formazione a quello dell’inserimento nel mondo degli uffici civili ed ecclesiastici. Su quest’ultima linea si pongono anche i compiti assunti dalle unità di Padova e dell’Università Cattolica di Milano che si propongono, rispettivamente, di cogliere il ruolo delle élites veneziane nella definizione dei rapporti politici della Serenissima e la ricaduta sul piano culturale della complessiva situazione politica. L’unità milanese si occuperà di studiare l’influenza culturale attraverso l’azione pedagogico-formativa e la produzione/diffusione di idee, sussidi editoriali, modelli etici e professionali da parte delle istituzioni scolastiche di livello superiore e degli ambienti intellettuali legati ai centri di studio universitari, in vista dell’accesso alle professioni liberali, alle posizioni di punta del ceto ecclesiastico e comunque ai fini dell’esercizio di una leadership in campo politico e sociale.
I risultati conseguiti confluiranno in periodici seminari di studio con la funzione di raccordo fra le varie unità di ricerca, nell’edizione di un volume sulla prosopografia dei bolognesi laureati in diritto nei secoli XVI-XVIII; in due convegni internazionali di studio per il confronto sui risultati raggiunti; in alcune monografie e saggi su riviste scientifiche che raccoglieranno gli esiti delle ricerche delle unità di Messina, Padova e Milano (Università Cattolica); nella creazione di un supporto elettronico per un primo corpus di statuti universitari; nella creazione di un sito web (ASFE, “amore studii facti exules”) che raccoglierà gli esiti sulla mobilità studentesca con particolare riguardo ai secoli dell’età moderna. <<<
Risultati parziali attesi
I dati raccolti dalle unità di ricerca di Bologna e Pavia attraverso lo spoglio dei registri matricolari e dei registri di laurea, nonché le informazioni acquisite dallo studio prosopografico sui giureconsulti bolognesi, confluiranno in un'apposita banca dati denominata ASFE, un database costruito in modo funzionale allo studio della mobilità studentesca. Realizzato con il software Filemaker, è basato su una struttura relazionale che consente molteplici modalità di ricerca e un'agevole navigazione tra le diverse maschere di presentazione dei dati relativi ai singoli studenti (profilo biografico, curriculum studiorum, carriera professionale, fonti bibliografiche e iconografiche). Il database sarà fruibile sul web e si prevede che tale segmento della ricerca porterà alla registrazione di circa 45.000 studenti provenienti da Paesi di lingua tedesca e che in Italia frequentarono parte dei propri studi. Sarà registrata la provenienza territoriale, gli studi compiuti in precedenza, quelli svolti in Italia e i gradi accademici eventualmente conseguiti in Italia. L’analisi dei dati concernenti i bolognesi, comparata con i percorsi professionali intrapresi da quanti non giunsero al titolo dottorale, porterà ad individuare con maggiore precisione il valore della laurea in diritto nella società d'antico regime. Infine si potranno individuare -attraverso l'esame di alcune dinastie professionali- la presenza di precise strategie famigliari.Il gruppo di Messina mira a studiare il quadro complessivo delle dinamiche che si instaurarono, nei secoli XV-XIX, fra Università e istituzioni culturali (Collegi, Accademie) che si ponevano come “altre” rispetto allo Studio, e ad approfondire il ruolo fondamentale giocato dalle élites culturali e politiche cittadine (sia laiche che religiose) nella complessa vicenda della nascita di quelle istituzioni e dei loro statuti.
Per quanto riguarda l’unità di ricerca dell’Università Cattolica I filoni specifici di ricerca su cui si prevede di indagare sono i seguenti:
- l’influsso culturale esercitato attraverso l’azione pedagogico-formativa e la produzione/diffusione di idee in vista dell’accesso alle professioni liberali, alle posizioni di punta del ceto ecclesiastico e comunque ai fini dell’esercizio di una leadership in campo politico e sociale;
- il rapporto tra circolazione della cultura di matrice ecclesiastica ed evoluzione più ampia della sensibilità intellettuale e dei codici di valore del mondo laico con cui essa entrava in simbiosi e finiva con l’amalgamarsi.
Il gruppo di ricerca dell’Università di Padova procederà ad un esame del ruolo della cultura umanistica nel favorire il dialogo e lo scambio d’informazioni degli ambasciatori. Sarà esaminato come Venezia costruisca il suo solipsismo repubblicano, l’apparentemente “impermeabilità” delle istituzioni e della società lagunare, nell’ambito di una ben più permeabile circolazione di uomini e idee. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
I diversi componenti delle unità di ricerca hanno da tempo dato vita a realtà scientifiche, di recente sintetizzate da seminari e convegni (Convegno Internazionale di studi su: “Gli statuti universitari: tradizione dei testi e valenze politiche”, tenutosi a Messina e Milazzo; convegno internazionale “New Tools for University History”, svoltosi a Ghent) che costituiscono il naturale punto di partenza del nuovo programma di ricerca.Il punto di partenza del progetto oltre ad essere costituito dalla bibliografia scientifica presentata dalle singole unità, prende le mosse da alcuni aspetti di storia sociale, culturale e politica che fanno riferimento all’educazione e alla formazione culturale delle élites e alla successiva funzione di leadership assunta nelle specifiche realtà in cui si trovano ad operare, con particolare riguardo –nel nostro caso- alla Repubblica di Venezia e alla Lombardia.
Molteplici sono pertanto nell’attuale letteratura storiografica le linee di ricerca con le quali confrontarsi. Se ne darà qui conto, differenziando i compiti specifici delle diverse unità di ricerca coinvolte nel progetto.
Lo studio delle popolazioni studentesche in età moderna e contemporanea (unità di Bologna e di Pavia) appare un tema tanto interessante – all’incrocio tra storia istituzionale, storia sociale, storia della cultura - quanto problematico e complesso sotto il profilo metodologico per la necessità di maneggiare e incrociare fonti sia seriali sia qualitative, nello sforzo di ricostruire un mondo composito e sfuggente e che solo parzialmente ci viene restituito dalla documentazione burocratica (G.P. Brizzi, La presenza studentesca nelle università italian, cit.; J. Paquet, Les matricules universitaries, cit.; La matricola/Die matrikel, cit.). Il tema della peregrinatio academica è un’ulteriore variabile che, proprio per l’età moderna, ha ricevuto sino a tempi recenti minore attenzione. Finora si è pensato che la peregrinatio fosse diminuita a causa della minore mobilità degli studenti imposta dai contrasti religiosi e dai provvedimenti dei governi che miravano a far frequentare ai propri sudditi le università del proprio Paese. Tuttavia gli studi più recenti ci hanno mostrato una situazione in gran parte diversa (Histoire sociale des populations ètudiantes, cit.; H. de Ridder-Symoens, Mobility, cit.; Les échanges entre les universités européennes, cit.; D. Roche, Humeurs vagabondes, cit.). Valgano poi come specifico riferimento alla realtà pavese i numerosi sondaggi compiuti da A. Sottili, gli studi di Elena Brambilla, per il periodo umanistico e per i secoli dell’età moderna, mentre per il periodo successivo occorre partire dagli studi di K. Voigt, alle osservazioni metodologiche di A. Cammelli, e ai risultati del gruppo di studio che si occupa delle migrazioni studentesche per i secoli XIX e XX. Anche l’approfondimento sulla prosopografia dei laureati in diritto civile e canonico si avvarrà del modello già sperimentato da F. Gasnault per l’Università di Bologna con riferimento all’età napoleonica e a quella della Restaurazione e dagli studi di Willem Frijhoff sui valore sociale della laurea.
Quanto agli studi degli ordinamenti universitari (statuti), affidati all’unità di Messina, essi costituiranno il naturale prolungamento del convegno internazionale di Messina e Milazzo e dei numerosi recenti studi che testimoniano il nuovo fervore dei ricercatori per questi testi superando il solo approccio erudito (G. Adorni, S. Bernardinelli, G.P. Mantovani, D. Marrara).
Quanto al gruppo di ricerca di Padova, va detto che il nesso ceti dirigenti-politica-cultura è certamente un tema classico nella storiografia, soprattutto nell’ambito del panorama italiano dei secoli XV-XVI. Per quanto riguarda la Repubblica di Venezia, nonostante siano state compiute ricerche negli ultimi decenni, sulle orme degli studi di Marino Berengo, Gaetano Cozzi e Angelo Ventura - per limitarsi ad alcuni nomi fondamentali -, la straordinaria complessità delle situazioni politiche che caratterizzarono il contesto della Serenissima, dalle Alpi lombarde sino all’Adriatico e al Levante, invita a ulteriori indagini, a riconsiderazioni di quanto sinora acquisito e a nuovi tentativi di sintesi, utilizzando prospettive comparative, quali solo un lavoro d’équipe può offrire.
L’unità di ricerca dell’Università Cattolica parte dalla diffusa revisione interpretativa che ha messo progressivamente in discussione molti dei punti di vista ereditati dalla storiografia ottocentesca e del primo Novecento.
La scena lombarda e, all’interno di essa, il microcosmo privilegiato della sua vivace capitale milanese sono stati riesaminati in modo significativo, ma con risultati ancora limitati e parziali (si vedano i volumi collettivi a cura di A. Cascetta, M. Bona Castellotti e altri studiosi). Rimane aperto, soprattutto, il nodo cruciale dello studio dei rapporti che si sono stabiliti tra l’elaborazione culturale di nuovi modelli ideologici ed etico-civili e l’assetto del sistema sociale complessivo, i cui gruppi dirigenti e la cui élite politico-religiosa hanno dovuto ridisegnare il loro ruolo egemonico su assi solo in parte radicalmente messi in discussione e mutati. Un piano sistematico di ricerche coordinate sui ricchi giacimenti archivistici delle fonti disponibili e sull’ingente materiale a stampa custodito nei fondi antichi delle biblioteche cittadine e regionali si configura come un contributo rilevante per l’approfondimento di temi che sono decisivi ai fini di una comprensione del percorso che ha dato forma all’identità storica del nostro Paese nel passaggio all’età contemporanea. <<<



