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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze giuridiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
DIRITTO PRIVATO EUROPEO, MERCATO INTERNO, CITTADINANZA EUROPEA, DIRITTO COMPARATO, CODICE CIVILE EUROPEOIl diritto privato europeo: dal mercato interno alla cittadinanza europea
Università degli Studi Roma TreAbstract
Negli ultimi decenni, nell'ambito del processo di integrazione europea e su suo stimolo, sono andati progressivamente emergendo principi e regole di un diritto privato europeo a valenza trasversale rispetto ai singoli Stati membri.Tale diritto privato europeo (sintagma di difficile definizione, di cui si danno diverse accezioni), alimentato da fonti comunitarie e fonti nazionali, a loro volta integrate dalla prassi degli affari e da testi e documenti sviluppati in ambito dottrinale (con valenza ricognitiva, ma anche propositiva), si compone di principi e regole ritenuti comuni agli ordinamenti dei paesi membri della Unione europea o, quanto meno, ivi più comunemente seguiti, nell'ambito di un "processo circolare" che collega l'ordinamento comunitario agli ordinamenti nazionali e questi ultimi fra loro per il tramite del primo.
In tale contesto appare possibile analizzare e strutturare il diritto privato europeo come un sistema giuridico (sebbene ancora incompleto) operante su più livelli di efficacia (nazionale e sovra-nazionale; statuale ed extra-statuale), in cui i principi e le regole (anche) dei rapporti fra privati di diritto interno, oltre ad essere conformati dal diritto europeo, sono affiancati da regole e principi di "diritto europeo" in quanto comuni a tutti gli ordinamenti. Gli ambiti in cui si rinvengono dette regole e principi appaiono essere sempre più numerosi: si passa dai diritti dei consumatori alla tutela della vita familiare e dei dati personali, dagli interventi del legislatore comunitario nel settore dei rapporti familiari ai progetti in materia di successioni, dalla tutela dei diritti fondamentali operata dalla Corte di giustizia CE al diritto armonizzato delle società, delle banche e delle assicurazioni, dalla disciplina a tutela della libera concorrenza alla regolamentazione dei mercati finanziari, dalle regole della responsabilità civile alle garanzie reali.
Tale diritto privato europeo, che nasce nell'ordinamento comunitario, vive dinamicamente nella riformulazione dei parlamenti e delle culture giuridiche nazionali (accademiche e professionali), nonchè nell'interpretazione giudiziale e dottrinale dei singoli ordinamenti, avvalendosi di tecniche di "apertura" delle fonti già note al diritto comune europeo dei secoli passati e in cui un ruolo di spicco è chiamata a svolgere la comparazione (i suo modelli, le sue analisi, le sue tecniche).
Proprio la necessità del diritto privato europeo di mantenere una unitarietà di fondo (senza la quale sarebbe inservibile alla causa del processo di integrazione europea), nonostante la flessibilità e l'adattabilità ai singoli sistemi giuridici, richiede che venga individuata una "cornice di riferimento" in grado di fornire stabilità e coerenza alle linee di sviluppo dello stesso.
La ricerca si propone di verificare se la "cornice di riferimento" in cui collocare lo sviluppo del “diritto privato europeo” – ad oggi sviluppatosi in maniera “impulsiva” e frammentata, senza chiari e condivisi (a livello comunitario e dei singoli paesi membri) valori politici fondanti – possa essere validamente ed efficacemente individuata non solo nel "mercato interno", inteso quale sinonimo di uno spazio e di un diritto "unico", e nell’esercizio delle quattro libertà fondamentali (libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali), ma anche (e in che misura) nella "cittadinanza europea", intesa quale condizione di soggettività che, in aggiunta alla appartenenza e alla identità nazionale e nell’ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, completa e arricchisce i diritti dei singoli, proiettandoli in una dimensione di regole e principi di un sistema europeo di diritto privato.
Sarà inoltre analizzato se l’assunzione della “cittadinanza europea” a “cornice di riferimento” del diritto privato europeo possa costituire punto di equilibrio di una molteplicità e varietà di piani d’incidenza normativa – a livello europeo, nazionale e locale – così da essere perno centrale di un sistema giuridico multi-livello ordinato al “principio di prossimità” (in forza del quale si chiede che le decisioni che impongono le regole siano prese il più vicino possibile ai cittadini) e al principio di sussidiarietà (in forza del quale le competenze normative sono distribuite fra i vari livelli di governo, in ragione della loro adeguatezza alle finalità perseguite). Per il tramite della chiave interpretativa della cittadinanza europea il predetto sistema giuridico multi-livello verrebbe ad essere incardinato su valori e diritti fondamentali a diffusione trans-nazionale che ripropongono la centralità della persona nel processo di elaborazione e applicazione delle norme. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Raffaele Torino Università degli Studi ROMA TREObiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si propone di verificare se la "cornice di riferimento" in cui collocare lo sviluppo del “diritto privato europeo” – ad oggi sviluppatosi in maniera “impulsiva” e frammentata, senza chiari e condivisi (a livello comunitario e dei singoli paesi membri) valori politici fondanti – possa essere validamente ed efficacemente individuata non solo nel "mercato unico", inteso quale sinonimo di uno spazio e di un diritto "unico", e nell’esercizio delle quattro libertà fondamentali (libera circolazione delle merci, delle persone, dei servizi e dei capitali), ma anche (e in che misura) nella "cittadinanza europea". Quest’ultima intesa quale condizione di soggettività che, in aggiunta alla appartenenza e alla identità nazionale e nell’ambito dello spazio di libertà, sicurezza e giustizia, completa e arricchisce i diritti dei singoli, proiettandoli in una dimensione di regole e principi di un sistema europeo di diritto privato. Sarà così esaminato se i valori cardine della “cittadinanza europea” (la dignità, la libertà, l’uguaglianza, la solidarietà e la giustizia) potranno influire e secondo quali modalità con l’obiettivo storico di realizzare l’integrazione economica fra i paesi membri.Sarà inoltre analizzato se l’assunzione della “cittadinanza europea” a “cornice di riferimento” del diritto privato europeo possa costituire punto di equilibrio di una molteplicità e varietà di piani d’incidenza normativa – a livello europeo, nazionale e locale – così da essere perno centrale di un sistema giuridico multi-livello ordinato al “principio di prossimità” (in forza del quale si chiede che le decisioni che impongono le regole siano prese il più vicino possibile ai cittadini) e al principio di sussidiarietà (in forza del quale le competenze normative sono distribuite fra i vari livelli di governo, in ragione della loro adeguatezza alle finalità perseguite). Per il tramite della chiave interpretativa della cittadinanza europea il predetto sistema giuridico multi-livello verrebbe ad essere incardinato su valori e diritti fondamentali a diffusione trans-nazionale che ripropongono la centralità della persona nel processo di elaborazione e applicazione delle norme. <<<
Risultati parziali attesi
I principali risultati attesi dalla ricerca sono due:(a) la realizzazione di un convegno internazionale di studi sui temi delle manifestazioni del diritto privato europeo alla luce del rispetto dei valori della “cittadinanza europea” e della possibilità della “cittadinanza europea” di essere criterio-guida dell’europeizzazione del diritto privato, con conseguente pubblicazione degli atti del convegno;
(b) la pubblicazione dei risultati complessivamente raggiunti dal gruppo di ricerca in relazione alla possibilità di porre la “cittadinanza europea” quale chiave interpretativa del sistema giuridico multi-livello che è in corso di realizzazione fra i sistemi giuridici dei paesi membri dell’Unione europea.
Entrambi gli attesi risultati appena richiamati fornirebbero un contributo di approfondimento e riflessione, nonché verrebbero ad essere stimolo di ulteriore dibattito, rispetto ad una auspicabile costituzionalizzazione degli sviluppi della europeizzazione del diritto privato, all’insegna dei valori e dei principi ispiratori della dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia.
Fra le potenzialità applicative merita di essere segnalato l’ausilio che l’analisi e la riflessione sviluppata dalla ricerca potrebbero arrecare ai futuri sviluppi normativi del diritto privato europeo, rendendo maggiormente consapevole il legislatore europeo dell’importanza del porre a fondamento dell’intervento normativo nel settore del diritto privato i valori e i principi ispiratori della dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà e giustizia, nonché al processo ermeneutico del diritto privato europeo già attualmente in vigore, che viene giornalmente compiuto dai giudici e dai giuristi (accademici, avvocati e consulenti). <<<
Durata
12 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Le iniziative svolte e in corso nell’ambito della cultura accademica europea, delle professioni e delle istituzioni comunitarie in relazione alla elaborazione, ricostruzione ed analisi del “diritto privato europeo” sono numerose.Nel settore del diritto dei contratti, in particolare con i consumatori, oltre ai numerosi provvedimenti normativi emanati dalle istituzioni comunitarie, specie a tutela dei diritti dei consumatori, vengono in considerazione la Comunicazione della Commissione europea sul diritto contrattuale europeo del 2001, il Piano d’Azione della Commissione europea intitolato “Maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo” del 2003, la Risoluzione del Consiglio intitolata “Una maggiore coerenza nel diritto contrattuale europeo” del 2003, la Comunicazione della Commissione europea intitolata “Diritto contrattuale e europeo e revisione dell’acquis: prospettive per il futuro” del 2004, l’attivazione nel 2004 del Joint Network on European private Law – Network of Excellence, al quale è stato attribuito il compito di consegnare alla Commissione i “Common Principles of European Contract Law” (“CoPECL”), che costituiranno il Common Frame of Reference (“CFR”), destinato ad essere strumento per il miglioramento della coerenza e del rigore della legislazione europea, l’attivazione nel 2004 di una rete di rappresentanti degli interessi delle organizzazioni dei consumatori, dell’industria, dell’imprenditoria e delle professioni legali (“CFR-net”), la Risoluzione del parlamento europeo su il “Diritto contrattuale e europeo e revisione dell’acquis: prospettive per il futuro” del 2006.
Fra le iniziative di stampo prettamente accademico di maggiore rilievo rientrano:
a) i Principles of European Contract Law (“PECL”), sviluppati dalla Commission of European Contract Law (anche conosciuta come Lando Commission); quest’ultima, sin dal 1982, si propone di ricercare comuni principi di diritto contrattuale, ossia principi e norme che siano espressione delle soluzioni più comunemente adottate in ambito europeo. Ad oggi sono state pubblicate tre parti dei PECL: la I Parte (edita nel 1995) si occupa dell’esecuzione e dell’inadempimento del contratto e dei rimedi attivabili in caso di inadempimento; la II Parte (edita nel 1999) si occupa della formazione e validità del contratto, dell’interpretazione degli accordi e della rappresentanza e dei suoi effetti; la III Parte (edita nel 2003) si occupa delle obbligazioni solidali, della cessioni ei crediti e del contratto, della compensazione, della prescrizione, della condizione e degli interessi. I PECL si propongono vari obiettivi: servire da progetto iniziale per un Codice civile europeo; fornire il fondamento giuridico ai futuri provvedimenti della Comunità europea; fungere da ausilio agli organi della Comunità nella redazione dei provvedimenti normativi, nonché ai giudici, arbitri e legali nell’applicazione di detti provvedimenti; essere utilizzati dalle aprti quale legge regolatrice del contratto (specie nelle operazioni transfrontaliere); costituire un modello per un’eventuale armonizzazione del diritto dei contratti.
b) il Code Européen des Contrats, elaborato dall’Accademia dei Giusprivatisti Europei; tale gruppo di accademici, sin dal 1992, si è prefisso quale obiettivo la produzione, non tanto di principi (ritenuti troppo vaghi o indeterminati), ma di regole determinate, largamente radicate nella tradizione romanista, sebbene aperte alle suggestioni provenienti dal mondo di common law. Ad oggi sono stati redatti due libri del Code Européen des Contrats: il Libro Primo (sulla parte generale del contratto: disposizioni preliminari, formazione del contratto, contenuto del contratto, forma del contratto, interpretazione del contratto, effetti del contratto, esecuzione del contratto, in esecuzione del contratto, cessione del contratto e dei rapporti che nascono dal contratto, estinzione del contratto e dei rapporti che nascono dal contratto, altre anomalie del contratto) e il Libro Secondo (sui tipi contrattuali);
c) lo scambio di conoscenze e informazioni fra i giuristi dei paesi europei realizzate nell’ambito della Society of European Contract Law (SECOLA), operante sin dal 2001. Questa associazione non si propone di elaborare un progetto di codice europeo o la redazione di principi, ma di costituire luogo e occasione per una dibattito e una riflessione transnazionali, scevri di dogmatismi, aperti non solo ai giuristi, ma anche a sociologi, economisti e politologi. Ad oggi sono state organizzate da SECOLA numerose conferenze sui temi del diritto privato europeo e pubblicati diversi volumi di riflessione e approfondimento. L’associazione ha anche dato vita un periodico (European Review of Contract Law) che ospita saggi e dibattiti sui temi del diritto privato europeo.
d) il Manifesto pubblicato dal gruppo di studio “Social Justice in European Contract Law” e il dibattito da esso portato avanti in relazione alla necessità che la elaborazione di un diritto comune dei contratti assicuri forme di giustizia sociale, con lo scopo di proteggere la parte debole dell’accordo (lavoratore, piccola impresa, locatario e ogni altro soggetto dotato di basso potere negoziale). Il gruppo di studio si propone di promuovere l’individuazione di valori comuni che fungano da sfondo alla progettazione dei principi fondamentali del diritto contrattuale europeo e di analizzare le tecniche di normazione comunitarie sotto il profilo della legittimazione.
e) le attività svolte dal c.d. “Acquis Group” sotto gli auspici della Commissione europea; questo progetto di ricerca ha lo scopo di: sollecitare una più efficiente qualità della produzione normativa comunitaria, fornendo indici di riferimento per i futuri provvedimenti normativi; formulare “Principi di diritto privato comunitario esistente” (i c.d. “Acquis Principles”), diretti a semplificare i provvedimenti nazionali di trasposizione del diritto comunitario nei sistemi giuridici nazionali; presentare alla Commissione europea il “genuino” contenuto del diritto europeo dei contratti
f) i Principles of European Tort Law, elaborati dall’European Group of Tort Law (in seno all’European Centre of Tort and Insurance Law), e destinati a costituire una possibile base di una future codificazione del diritto europeo del settore. I Principles of European Tort Law sono peraltro il frutto di una riflessione accademica che viene condotta sin dal 1999 fra i membri dell’European Group of Tort Law e che ha prodotto già numerose ricerche e pubblicazioni di volumi su specifici profili del diritto privato europeo nel settore della responsabilità civile.
g) i Principles of European Family Law elaborati dalla Commission on European Family Law, fondata nel 2001 allo scopo di approfondire i possibili percorsi di armonizzazione del diritto di famiglia europeo. La prima parte dei Principi (“Principles of European Family Law Regarding Divorce and Maintenance between Former Spouses”) è stata pubblicata nel 2004, mentre è in corso di elaborazione la parte dei Principi in material di rsponsabilità genitoriale. Obiettivo dei Principi è quello di costituire un quadro di riferimento per il legislatore nazionale ed europeo.
h) il progetto di ricerca denominato “The Common Core of European Private Law”, in corso dal 1994 con l’obiettivo di individuare il nucleo comune del diritto privato europeo, evidenziando aspetti comuni e di differenziazione – a livello operazionale – fra i diversi sistemi giuridici dei paesi membri dell’Unione europea, che ha proceduto alla pubblicazione di numerosi studi su specifici ambiti del diritto privato europeo.
i) il progetto di European Civil Code portato avanti dallo Study Group diretto da von Bar sin dal 1999. Il progetto estende l’indagine relativa al diritto privato europeo a tutte le aree correlate al diritto patrimoniale, allo scopo di creare una “specie di diritto di base del diritto patrimoniale per gli Stati dell’Unione Europea, base sulla quale questi possano raggiungere un accordo senza perdere in un colpo solo la loro elaborata cultura giuridica nazionale”.
j) le attività svolte dal Project Group on a Restatement of European Insurance Contract Law, che ha l’obiettivo di redigere un “Restatement” contenente un insieme minimale di regole inderogabili, capaci di governare in modo uniforme il contratto di assicurazione.
k) il progetto editoriale Ius Comune Casebooks for the Common Law of Europe, nell’ambito del quale sono stati pubblicati numerosi casebooks sul diritto privato comune europeo
Per quanto concerne la disciplina delle imprese si presenta in uno stadio avanzato il processo di armonizzazione nell’ambito del diritto delle società (ambito in cui sono state emanate numerose direttive e in cui è avviata una fase di revisione dell’acquis; v. la Comunicazione della Commissione titolata “Modernizzazione del diritto delle società e rafforzamento del governo dell’impresa nell’Unione europea – Un piano per avanzare” del 2003). Il Trattato CE individua tre linee direttrici principali di intervento per fare in modo che anche attraverso le società si possa realizzare l’obiettivo dell’integrazione, anzitutto economica, fra i paesi membri della Comunità europea. Con questo obiettivo sullo sfondo, le istituzioni della Comunità europea sono intervenute, oltre che sullo specifico profilo della libera circolazione delle società fra i paesi membri nell’ambito del mercato interno (ponendo nel Trattato CE il principio della libertà di stabilimento e dandovi effettività per il tramite della giurisprudenza della Corte di Giustizia), su alcuni aspetti essenziali dell’organizzazione e del funzionamento delle società di capitali, la cui uniformazione a livello europeo è stata ritenuta anch’essa utile per facilitare la circolazione delle società ovvero necessaria in seguito alla possibilità di tale circolazione, quali il contratto di società e la sua costituzione, la rappresentanza della società, il capitale sociale, l’organizzazione interna e la ‘corporate governance’, i conti annuali, la fusione e la scissione di società, la contendibilità del controllo della società, l’unipersonalità della società. In aggiunta, la Comunità europea ha cercato di sviluppare un autonomo diritto delle società, un vero e proprio ‘diritto europeo’ delle società, ulteriore strumento di ausilio all’operatività su base europea delle imprese (società europea, società cooperativa europea, GEIE).
In data 10-7-2007 la Commissione CE ha pubblicato una Comunicazione su una “semplificazione del contesto in cui operano le imprese in materia di diritto societario, contabilità e revisione contabile”. In tale Comunicazione la Commissione CE ha affermato la necessità di riesaminare le direttive comunitarie esistenti.
I settori dei diritti fondamentali e dei rapporti di famiglia sono stati solo recentemente oggetto dell'interesse degli organi comunitari e altresì poche sono state le opere frutto della riflessione accademica in tali ambiti (T. Tridimas The General Principles of EU Law, Oxford EC Law Library 2006; G. De Burca e B. de Witte Social Rigths in Europe Oxford EC Law Library 2006; D. Curtin T. Heulens Institutional Dynamics of European Integration Kluwer 1998; G. de Burca The Drafting of EU Charter of Fundamental Rights 26 ELR 126; P. Alston (a cura di) The EU and Human Rights Oxford 1999; R. White Workers Establishment and Services in the EU, Oxford 2005; C. Barnard EC employment law 3° ed Oxford 2005;S. Peers e A. Ward The charter of fundamental rights and the future of Human Rights Protection in Europe, Oxford 2004; J. Ziller La nouvelle constitution européenne, Paris, 2004).
Per quanto riguarda la riflessione e l'analisi dei rapporti di lavoro esse appaiono confinate a trattazioni specifiche non inquadrate in una iniziativa interdisciplinare di ampio respiro.
Fra le iniziative condotte ad opera di organizzazioni internazionali, va segnalata – ma sottolineando che si tratta di un’iniziativa avente impatto non esclusivamente europeo – l’elaborazione da parte dell’UNIDROIT dei “Principi dei contratti commerciali internazionali” (o Unidroit Principles), che si propongono di essere liberamente scelti dalle parti di un contratto internazionale (con esclusione dei consumatori) per regolamentare le loro relazioni. Gli Unidroit Principles intendono costituire un corpo di regole equilibrato, destinato ad essere usato in tutto il mondo, indipendentemente dalle specifiche tradizioni giuridiche e condizioni economiche dei paesi in cui vengono applicate. La prima edizione degli Unidroit Principles è del 1994 ed è stata seguita da una seconda edizione nel 2004.
Non mancano anche le iniziative di studio e riflessione condotte nell’ambito professionale. Al riguardo, vengono in considerazione:
a) le attività svolte dall’Associazione Pan-Europea dei Giuristi operanti nel settore della responsabilità civile, creata nel 1996 a Birmingham da alcuni avvocati europei, che fra i suoi obiettivi si propone di fornire un contributo al processo di armonizzazione tra le legislazioni nazionali degli Stati membri dell’Unione europea nel settore della responsabilità civile.
b) il progetto denominato “The Eurohypothec: a common mortgage for Europe”, sviluppato su iniziativa dell’Unione Intarnationale du Notariat Latin, che, dal 2004, si pone gli obiettivi di individuare un nucleo comune fra i differenti sistemi nazionali in materia di garanzie immobiliari, stabilire il grado di necessità e fattibilità di un’ipoteca comune all’intera Europa, redigere un progetto di direttiva. <<<



