Vai al contenuto| Home page|

   Ti trovi in: HOME »Programmi, progetti e risultati »I progetti »PRIN - Programmi di ricerca di Rilevante Interesse Nazionale»Programma di ricerca
INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
Classificazione geografica
Parole Chiave
ORTODONZIA, CEFALOMETRIA, CRANIO, TOMOGRAFIA COMPUTERIZZATA, VALORI DI NORMA

Dalla cefalometria a 2 dimensioni (2D) alle scansioni con Tomografia Computerizzata (3D) a basso dosaggio. Uno studio multicentrico delle norme cefalometriche nei soggetti in età evolutiva con occlusione normale.

Università degli Studi di Roma "La Sapienza"
Abstract
La cefalometria in ortodonzia è ampiamente impiegata per studiare la tipologia facciale e per pianificare Il trattamento. È anche usata per valutare i miglioramenti durante il trattamento ortodontico, per prevedere la crescita individuale di ciascun paziente e a scopo di ricerca.
A causa della variabilità etnica della forma cranica è importante confrontare i dati e le misurazioni cefalometriche di ciascun paziente con i valori norma del gruppo etnico cui appartiene in modo da ottenere un’accurata diagnosi.
Contrariamente ad altri gruppi etnici i dati per gli Europei-italiani sono decisamente limitati o quasi inesistenti.
Un altro problema con l’analisi cefalometrica è la necessità di ottenere un’immagine globale del cranio per poter formulare un’accurata diagnosi nelle 3 dimensioni, ciò è possibile grazie all’uso di cefalometrie tridimensionali (3D).
Recentemente è stato proposto l’uso di CT (computerized tomography) scans a basso dosaggio per la diagnosi ortodontica, grazie al fatto che i nuovi apparecchi per le CT possono effettuare una scansione totale del cranio in pochi secondi con una bassa dose di radiazioni per il paziente. Tuttavia ad oggi, attualmente, non c’è un modo specifico o un’analisi cefalometrica o morfometrica per analizzare queste immagini 3D ed esistono ancora limitazioni d’interpretazione. Così, sono richiesti nuovi standard ed i clinici hanno bisogno di una speciale formazione per occuparsi di tali immagini. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Ersilia Barbato Università degli Studi di ROMA "La Sapienza"
Obiettivo del Programma di Ricerca
Gli obiettivi di questa ricerca sono:
(1) stabilire degli standard cefalometrici sia per le radiografie in latero-laterale che in postero-anteriore di bambini e adolescenti italiani da utilizzare come dati di riferimento per la diagnosi e la pianificazione del trattamento ortodontico;
(2) identificare le differenze fra pazienti di sesso maschile e femminile;
(3) confrontare i risultati ottenuti con gli standard pubblicati e studi simili;
(4) valutare la riproducibilità dell’identificazione dei punti cefalometrici e l’affidabilità delle misurazioni effettuiate su immagini 3D ottenute con CT a basso dosaggio;
(5) suggerire punti o linee di riferimento per le analisi cefalometriche 3D, e quindi sviluppare una nuova analisi cefalometrica 3D per proporla in letteratura. <<<
Risultati parziali attesi
Per la prima volta si svilupperanno degli standards cefalometrici di radiografie laterali e frontali di bambine e bambini italiani in una proiezione 1:1 (senza distorsioni e ingrandimenti).
I risultati ottenuti in 2D avranno importanza, sia per la ricerca, che per la clinica in quanto consentiranno la pianificazione del trattamento di pazienti italiani.
Per quanto riguarda le immagini 3D, questo studio è una grande opportunità di rinnovare l’analisi cefalometrica e migliorarla anche alla luce delle recenti acquisizioni morfo-geometriche.
Infatti, da quando è stata introdotta la TC a basso dosaggio nel Nord America nel 2000, la sfida attuale dei clinici è capire e interpretare le immagini 3D e anche decidere su una particolare modalità di acquisizione dell’immagine.
Attualmente non c’è una modalità specifica di analizzare queste immagini 3D ed esistono ancora limitazioni di interpretazione dei dati. Ne consegue che sono richiesti nuovi standard cefalometrici.
Lo scopo di questa ricerca è quindi quello di proporre dei punti cefalometrici di riferimento da utilizzare nell’analisi cefalometica 3D, per colmare il divario esistente tra il modo tradizionale di analizzare le immagini cefalometriche 2D e quelle volumetriche 3D. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
La cefalometria in ortodonzia viene utilizzata per studiare la tipologia facciale ed è indispensabile per la pianificazione del trattamento. Viene anche impiegata per valutare i miglioramenti durante il trattamento ortodontico e per valutare la crescita craniofacciale, ed infine a scopo di ricerca in ortodontodonzia.
Un trattamento ortodontico ottimale dovrebbe considerare le caratteristiche facciali e cefalometriche del paziente in rapporto ai valori della sua popolazione perché risultati considerati normali per un gruppo etnico non lo sono necessariamente per un altro. Infatti, è importante confrontare i risultati cefalometrici di ciascun paziente con i valori norma del gruppo etnico a cui appartiene in modo da ottenere un’ accurata diagnosi, in funzione delle necessità e degli obiettivi del trattamento.
A tal proposito sono stati pubblicati studi riguardanti gli standards cefalometrici dei tessuti duri e molli nelle popolazioni Americane, Afro-Americane, Giapponesi, e Cinesi, ma poco è stato prodotto riguardante la popolazione italiana o le etnie correlate (1-11).
Tuttavia, una delle principali limitazioni del cercare degli standard cefalometrici riguarda il fatto che gli studi trasversali o multicentrici devono sempre tenere in considerazione dei diversi fattori di ingrandimento che si apprezzano nelle x-grafie del cranio effettuate con apparecchiature radiografiche spesso diverse in quanto provenienti da ciascun centro di ricerca. Per minimizzare questo problema vengono escluse misure lineari, che sono ovviamente soggette a variazioni a secondo dell’ingrandimento delle lastre e vengono impiegate solo misure angolari.
L’impossibilità di ottenere un’immagine globale del cranio nel suo insieme per poter fare un’accurata diagnosi rappresenta un’altra limitazione della cefalometria tradizionale in 2D.
Per superare questo problema sono stati sviluppati alcuni metodi basati sull’uso di radiografie bidimensionali (2D) per ricostruire delle strutture tridimensionali (3D), ma questi metodi ovviamente non sono realmente immagini 3D e di conseguenza hanno numerose limitazioni.
Per contro , i dati 3D ottenuti dalle CT (Computerized Tomography) scans o MRI (Magnetic Resonance Image) non hanno questi problemi in quanto rappresentano immagini reali in 3D.
Per questi motivi è stato proposto l’uso di CT scans a basso dosaggio per la diagnosi ortodontica, ed anche grazie al fatto che i nuovi apparecchi per le CT possono effettuare una scansione completa della testa in pochi secondi dando al paziente una dose di radiazioni di soli 50 micron-Sv, contro circa i 2000 micron-Sv di una CT scan convenzionale dell’intero cranio (12-16).
Sono stati sviluppati alcuni software per facilitare la diagnosi ortodontica in 3D e predire i risultati del trattamento. Tuttavia, questi programmi presentano dei problemi nell’analisi cefalometrica poiché ci sono pochi standards accettati o convenzionali per gestire le misurazioni del complesso maxillo-facciale.
Questa revisione della letteratura fa notare la mancanza di norme cefalometriche standard per la popolazione italiana, le limitazioni della cefalometria in proiezione laterale e frontale (x-grafie convenzionali in 2D) e la necessità di superare queste due limitazioni.

BIBLIOGRAFIA
1 Richardson ER. Racial differences in dimensional traits of the human face. Angle Orthod 1980;50:301-11.

2 Nanda R, Nanda RS. Cephalometric study of the dentofacial complex of North Indians. Angle Orthod 1969;39:22-8.

3 Drummond RA. A determination of cephalometric norms for the Negro race. Am J Orthod 1968;54:670-86.

4 Altemus LA. A comparison of cephalofacial relationships. Angle Orthod 1960;30:223-40.

5 Taylor WH, Hitchcock HP. The Alabama analysis. Am J Orthod 1966;52:245-65

6 Cotton WN, Takano WS, Wong WW. The Downs analysis applied to three other ethnic groups. Angle Orthod 1951;21:213-20.

7 Riolo ML, Moyers RE, McNamara JA, Hunter SW. An atlas of craniofacial growth: cephalometric standards from the University School Growth Study. Ann Arbor: Center for Human Growth and Development; University of Michigan; 1974.

8 Bishara SE. Longitudinal cephalometric standards from 5 years of age to adulthood. Am J Orthod 1981;79:35-44.

9 Park I, Bowman D, Klapper L. A cephalometric study of Korean adults. Am J Orthod Dentofacial Orthop 1989;96:54-9.

10 Kapila S. Selected cephalometric angular norms in Kikuyu children. Angle Orthod 1989;59:139-43.

11 Miyajima K, McNamara JA, Kimura T, Murata S, Lizuka T. Craniofacial structure of Japanese and European-American adults with normal occlusios and well-balanced faces. Am J Orthod Dentofacial Orthop 1996;110:431-8.

12 Basciftci FA, Uysal T, Buyukerkmen A. Craniofacial structure of Anatolian Turkish adults with normal occlusions and well balanced faces. Am J Orthod Dentofacial Orthop 2004;125:366-72

13 Maki K, Inou N, Takanishi A, Miller AJ. Computer-assisted simulations in orthodontic diagnosis and the application of a new cone beam x-ray computed tomography. Orthod Craniofac Res 2003;6(Suppl 1):95-101;179-82.

14 Lagravere MO, Major PW. Proposed reference point for 3-dimensional cephalometric analysis with cone-beam computerized tomography. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2005 Nov;128(5):657-60.

15 Lagravere MO, Hansen L, Harzer W, Major PW. Plane orientation for standardization in 3-dimensional cephalometric analysis with computerized tomography imaging. Am J Orthod Dentofacial Orthop. 2006 May;129(5):601-4.

16 Beers AC, Choi W, Pavlovskaia E. Computer-assisted treatment planning and analysis. Orthod Craniofac Res 2003;6(Suppl 1): 117-25.

17 Olszewski R, Cosnard G, Macq B, Mahy P, Reychler H. 3D CT-based cephalometric analysis: 3D cephalometric theoretical concept and software. Neuroradiology. 2006 Nov;48(11):853-62. Epub 2006 Sep 29.

18 DahIberg G. Statistical methods for medical and biological students. New York: Interscience Publications; 1940. <<<