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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Veneto
Parole Chiave
PITTURA, ITALIA SETTENTRIONALE, RINASCIMENTOL’Italia settentrionale tra civiltà prospettica e maniera moderna. Due casi di studio.
Università degli Studi di PadovaAbstract
Argomento principale della ricerca sono le dinamiche di affermazione della ‘maniera moderna’ in due aree dell’Italia settentrionale: quella frammentata e assai varia per situazioni storiche e politiche della parte occidentale della valle del Po, e quella di un centro ‘egemone’ dotato di una precisa fisionomia storica e di una forte tradizione artistica, capace di esercitare forti influenze nella terraferma, come Venezia. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Alessandro Ballarin Università degli Studi di PADOVAObiettivo del Programma di Ricerca
Gli studiosi che partecipano al progetto, da tempo con le loro ricerche si propongono una riconsiderazione della storia della pittura nell’Italia Settentrionale negli anni compresi tra la metà del Quattrocento ed il 1530, con una particolare attenzione al trapasso dagli anni di massima fioritura della civiltà prospettica al momento in cui in tempi e modi diversificati, matura in quest’area la maniera moderna. Molti contributi – saggi, volumi sistematici e mostre – sono stati dedicati dai componenti le due unità a questo ampio obiettivo. Con questo programma ci si prefigge di affrontare in modo sistematico due casi di studio che si aggiungono ad una prospettiva generale di lavoro intesa a valorizzare la varietà e la peculiarità della realtà storica e geografica dell’Italia Settentrionale. L’unità di di Padova, che è anche sede del coordinamento nazionale si propone una ricerca sulla pittura a Venezia negli anni di Giorgione e del giovane Tiziano (1488-1524); per l’unità di Torino, il tema individuato riguarda l’affermarsi della maniera moderna nella pianura padana occidentale. I casi scelti appaiono esemplari per rilevanza e perchè offrono punti di vista diversificati, dalle corti alle città, dalla committenza di carattere sacro a quella profana, da centri cruciali per l’evoluzione delle arti figurative nell’Italia settentrionale a sedi cosìddette “periferiche”. <<<Risultati parziali attesi
Risultato della ricerca dovrebbero essere una serie di pubblicazioni entro le quali convogliare le acquisizioni su singoli aspetti dei temi proposti, nella prospettiva di raggiungere una sistematicità che permetta l’allestimento di strumenti bibliografici più ampi e orgaci sugli argomenti prescelti. Si rammenta l’esistenza della collana “Pittura del Rinascimento nell’Italia settentrionale”, che conta già vari volumi ed affianca contributi di ampio respiro dedicati a centri o a emergenze monumentali, con quaderni più agili di taglio saggistico.Si ritiene importante ai fini dell’avanzamento delle conoscenze il quadro volutamente ampio su cui è impostata la ricerca e la varietà degli approcci metodologici proposti che ci si augura permetteranno il superamento di una prospettiva di studi monografici dedicati a singoli artisti, o centri studiati separatamente o all’interno di uno schema che sovrappone la moderna geografia amministrativa a quella storica. Per questa via, si vorrebbe poter giungere a una piena valorizzazione della tradizione artistica dei centri dell’Italia settentrionale, nella varietà e peculiarità individuali, ma anche nei momenti di confronto e di scambio. Ci si attende, infine, che risultati interessanti si possano conseguire dallo studio dei rapporti tra artisti e letterati, non ancora sistematicamente percorso per l’Italia settentrionale, sia in vista della definizione dei contesti culturali entro cui nascono le opere e di una migliore comprensione dei loro significati, sia per la ricostruire la fortuna degli artisti. I contatti tra artisti e letterati si svolgono a più livelli di cui occorrerà tenere conto: ci sono letterati che si fanno committenti di opere d’arte o che forniscono programmi iconografici, quelli che scrivono, in versi o in prosa, in lode degli artisti. Ci sono infine artisti che scrivono. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Considerata l’ampiezza delle tematiche, per un resoconto degli studi sugli argomenti prescelti si rinvia ai rispettivi modelli B.Le due unità hanno alle spalle anni di ricerche nel campo della pittura nell’Italia settentrionale tra Quattro e Cinquecento che hanno prodotto, un significativo numero di pubblicazioni. In particolare sono stati sondati i casi della pittura a Ferrara tra gli ultimi anni del regno di Borso d’Este e l’età di Alfonso I, fervida di nuovi sviluppi in dialogo con Venezia e con Roma, ed il caso assai diverso di Brescia, dove l’influenza di Milano, inizialmente molto forte, viene coniugata con quella della maniera moderna veneziana tra Giorgione e Tiziano, in termini originali condizionati dal particolare profilo religioso e culturale della città. Sulla Milano sforzesca dove giungono Leonardo e Bramante, sia Giovanni Romano, sia Alessandro Ballarin hanno alle spalle numerosi importanti contributi che già dagli anni Ottanta del Novecento hanno permesso di reimpostare in modo nuovo gli studî sulla sua civiltà figurativa, e di seguirne poi l’evoluzione nel momento della dominazione francese. Con l'Unità di Padova collaborano da anni studiosi, come Giovanni Agosti, che hanno al loro attivo numerose importanti ricerche sul rapporto tra artisti e letterati, indagato con grande respiro a partire dal caso delle corti di Mantova e di Milano. Lo studioso ha inoltre realizzato in collaborazione con Dante Isella l’edizione di un testo fondamentale per le tematiche della ricerca, le Antiquarie prospettiche romane. Su un luogo per eccellenza del Rinascimento mantovano, lo studiolo di Isabella d’Este ha lavorato Giovanni Romano, mettendo in luce lo sfondo di passione per l’antico, e di rapporti con i letterati e con i pittori da cui nasce quell’impresa, che trova una risposta di segno tutto differente nello studiolo del fratello della marchesa Alfonso I d’Este a Ferrara. A questo ambiente non meno rappresentativo di un orizzonte culturale significativamente mutato sia sul piano dei riferimenti culturali, sia delle scelte pittoriche, Alessandro Ballarin ha dedicato un’articolata proposta di ricostruzione e di lettura, fondata su una poderosa ricerca d’archivio di Maria Lucia Menegatti. In entrambe queste ricerche fondamentale è l’intreccio tra contesti letterari, committenza e pittura. Anche alcuni studiosi più giovani componenti il gruppo di ricerca hanno offerto notevoli contributi che si muovono in direzioni analoghe come l’indagine dedicata da Barbara Savy alle cappelle del Sacramento a Brescia, quelle di Alessandra Pattanaro sulla produzione di Garofalo e Girolamo da Carpi per gli ambienti della corte di Ferrara o gravitanti attorno ad essa. Si rammenta da ultimo il volume di Novella Macola dedicato ai “ritratti di lettori” nel primo Cinquecento. <<<



