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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english
Programmi di ricerca simili:
Classificazione scientifico-disciplinare
Classificazione brevettuale
  • PHYSICS
    • EDUCATION; CRYPTOGRAPHY; DISPLAY; ADVERTISING; SEALS
      • EDUCATIONAL OR DEMONSTRATION APPLIANCES; APPLIANCES FOR TEACHING, OR COMMUNICATING WITH, THE BLIND, DEAF OR MUTE; MODELS; PLANETARIA; GLOBES; MAPS; DIAGRAMS (devices for psychotechnics or for testing reaction times A61B5/16; games, sports, amusements A63; projectors, projector screens G03B)
Classificazione geografica
Parole Chiave
EDILIZIA SANITARIA, OSPEDALE UNIVERSITARIO, RICERCA BIOMEDICA, ALTA FORMAZIONE, MANAGEMENT OSPEDALIERO

Le nuove dimensioni strategiche delle strutture sanitarie per l'assistenza, la formazione e la ricerca scientifica di eccellenza: criteri di concezione e modelli di organizzazione dell'ospedale universitario ad elevata intensità di cura.

Università degli Studi di Firenze
Abstract
La ricerca si propone di sviluppare, con obiettivi di innovazione e secondo una prospettiva strategica, dei contributi conoscitivi ed operativi utili alla concezione di strutture che, attraverso una armonizzazione delle attività di formazione e ricerca scientifica d’eccellenza con le attività di natura clinico-assistenziale, si pongano quali riferimenti avanzati per la produzione e diffusione della cultura scientifica per la salute, sia al loro interno sia nel contesto più ampio della comunità, del territorio e delle reti internazionali.
A tal fine diventano oggetto specifico di indagine i centri che attualmente vengono qualificati quali Ospedali Universitari Policlinici (Aziende Miste) e Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).
Il programma di ricerca presentato intende:
- indagare le variazioni più sostanziali che lo svolgimento di attività di formazione e ricerca avanzata in sinergia con le attività assistenziali determinano sull’edificio ospedaliero nella sua dimensione tipologica e organizzativo-funzionale. L'obiettivo è di sviluppare un sistema di criteri, di strumenti metodologici e operativi per la guida e il controllo della programmazione e progettazione (ex novo o riconfigurazione di complessi esistenti) di ospedali universitari secondo modelli di riferimento innovativi e riferiti ad affidabili scenari futuri delineati dalle innovazioni tecnologiche in campo biomedico;
- approfondire la problematica della flessibilità degli ambienti quale aspetto di importanza strategica nel caso degli ospedali universitari di eccellenza soggetti a modificazioni nel tempo per effetto delle evoluzioni scientifiche e tecnologiche. L’obiettivo è di fornire strumenti a supporto della concezione di soluzioni tecnologiche e costruttive che facilitino la flessibilità ambientale consentendo di attuare modifiche future con il minimo impatto sul sistema edilizio generale, sugli operatori e sugli utenti; <br />- approfondire gli aspetti organizzativo-funzionali, tecnologici e tipologici di aree funzionali ritenute particolarmente significative per l'integrazione tra assistenza, ricerca e didattica. Tali aree sono state individuate nei sistemi dell’accoglienza (Informazione-Accettazione sanitaria-Accoglienza e Informazione-Orientamento-Accoglienza universitaria), delle degenze in relazione ai livelli di assistenza, del blocco operatorio e degli spazi dedicati alle attività della diagnostica-laboratoristica. Obiettivo della ricerca è di fornire strumenti guida per la programmazione e la progettazione di tali aree. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Romano Del Nord Università degli Studi di FIRENZE
Obiettivo del Programma di Ricerca
Obiettivo finale della ricerca è la definizione di strumenti di supporto decisionale alla concezione di centri di eccellenza per la produzione, trasmissione e diffusione di conoscenza scientifica bio-medica per un incremento diffuso della cultura per la sanità e la sicurezza sociale quale risultato della applicazione di modelli innovativi di organizzazione spaziale, funzionale e gestionale nello svolgimento di attività terapeutico-assistenziali coesistenti con attività formative e di ricerca scientifica.
Tale obiettivo risponde al più volte sollecitato interesse della ricerca sulle problematicità di ordine tipologico-organizzativo-gestionale spesso sottovalutate.
La ricerca si prefigge di sviluppare tali strumenti operativi per il governo dei processi sia di ristrutturazione di complessi esistenti sia di nuova realizzazione.

In accordo alla finalità generale del programma sopraespressa, diventano obiettivi specifici delle attività di ricerca:
- la identificazione – in relazione alle specificità del contesto nazionale e internazionale e alle proiezioni strategiche future - delle logiche organizzativo-gestionali e spaziali-funzionali determinate dalla compresenza delle attività di cura e assistenza con quelle di formazione, promozione della cultura sanitaria e ricerca scientifica in due tipologie paradigmatiche di strutture sanitarie: l’ospedale universitario policlinico e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS) (U.O. prof. R. Del Nord; U.O. prof. E.Pizzi; U.O. prof. M. Morandotti; U.O. prof. A. Giovenale)
- la identificazione dei trend evolutivi nei settori di punta della ricerca medica, con particolare riferimento al settore bio-medico. Tale ambito di indagine, che ha il fine di costruire uno scenario di riferimento in cui collocare l’attività decisionale di natura più propriamente tecnico-progettuale, approfondisce anche le procedure organizzative ed operative oggi in uso – ed ipotizzate per il futuro – nel campo della ricerca biomedica e le logiche e modalità di implementazione dei risultati conseguiti sia nella pratica clinico-assitenziale all’interno delle strutture sanitarie sia, anche, nella comunità in forma di azioni per la promozione della salute e benessere delle persone (U.O. prof. R. Del Nord; U.O. prof. P. Felli; U.O. prof. A. Giovenale)
- la identificazione – in relazione alle specificità del contesto nazionale e internazionale e alle proiezioni strategiche future - delle relazioni tra modelli gestionali-organizzativi e tipologia di riferimento come modificata dalla presenza e integrazione delle attività clinico-assitenziali con quelle formativo-scientifiche. Tale obiettivo verrà riferito sia all'ospedale universitario nel suo complesso (U.O. prof. Del Nord) approfondendo anche il caso in cui si operi in termini di riorganizzazione di complessi esistenti (U.O. prof Morandotti), sia alle Aree funzionali selezionate quali particolarmente significative: l'accettazione/accoglienza, la degenza e il blocco operatorio (U.O. Giovenale); gli spazi per le attività di diagnostica laboratoristica avanzata (U.O. Felli). La problematica della flessibilità consentita dalle soluzioni tecnologico-costruttive, quale presupposto per le modifiche/adattamenti ambientali è oggetto di specifico apporfondimento e definizione (U.O. prof. Pizzi);
- la elaborazione di modelli innovativi dal punto di vista organizzativo-funzionale e tipologico delle strutture sanitarie oggetto di indagine e delle corrispondenti Aree funzionali quale espressione di una armonizzazione dinamica delle logiche e filosofie sottese dallo svolgimento delle attività più propriamente cliniche di cura e assistenza con le logiche e filosofie sottese dallo svolgimento delle attività di produzione e diffusione di conoscenza scientifica medica e sanitaria (tutte le UU.OO in relazione al proprio specifico tema di ricerca)
- la elaborazione di strumenti operativi di supporto alle azioni decisionali da compiersi in fase di programmazione e di progettazione degli interventi, da intendersi quali tramiti affidabili per la concezione di strutture sanitarie che perseguono obiettivi di eccellenza clinico-assistenziale e di produzione, implementazione e diffusione di cultura scientifico-medica, nel rispetto dei vincoli contestuali sociali, economici e culturali alle diverse scale di operatività (tutte le UU.OO in relazione al proprio specifico tema di ricerca). <<<
Risultati parziali attesi
Ospedali universitari - policlinici e IRCCS - in grado di assumere il ruolo di centri di eccellenza sia per la produzione e la diffusione di conoscenza biomedica avanzata sia per la sua implementazione negli approcci e nelle prassi di assistenza e cura ad alta intensità e specializzazione ricoprono un ruolo strategico nell'avanzamento scientifico e sanitario della nazione. Da questa constatazione discende l'affermazione dell'importanza di avere dei supporti metodologici e strumentali per una loro efficiente concezione - ovvero per una ottimizzazione delle strutture già esistenti - dal punto di vista tipologico, organizzativo-funzionale e tecnologico.
Attualmente si registra, sia a livello di definizione tecnico-progettuale sia a livello gestionale, un modus operandi incapace di integrare e armonizzare le due anime dell'ospedale universitario - quella sanitaria e quella universitaria - limitandosi così a proporre assetti fortemente compartimentati sia sotto il profilo strutturale sia gestionale che di certo non supportano il perseguimento dei suddetti obiettivi di eccellenza.
Per il nostro specifico disciplinare si ravvisa una diffusa carenza di strumenti progettuali e di indirizzo atti ad interpretare e successivamente a governare le diverse implicazioni dell'innovazione biomedica nelle sue diverse valenze di ricerca avanzata, formazione, diagnosi, cura e assistenza sul sistema strutturale dell'ospedale.

Riconosciuta questa rilevante lacuna nell'apparato tanto culturale quanto strumentale a disposizione sia dei tecnici progettisti sia dei rappresentanti delle due istituzioni in sede di dialogo concertativo, le UU.OO riunite nel presente programma di ricerca intendono perseguire i seguenti risultati:

- uno strumento per il calcolo del fabbisogno di spazi concepito quale supporto alle decisioni in fase programmatoria; uno strumento in forma di criteri per la previsione economica dei costi d'intervento al fine di favorire una corretta programmazione economica; uno strumento in forma di linee guida alla progettazione che supportino il tecnico-progettista durante il processo di concezione e definizione dalla fase di progettazione preliminare a quella esecutiva (U.O. prof R. Del Nord);

- metodi e strumenti per la verifica di impatto di nuove funzioni sanitarie all’interno di strutture ospedaliere esistenti, attraverso la valutazione di differenti alternative progettuali e linee guida per la stesura di studi di fattibilità, finalizzati al sostegno di opzioni strategiche da parte della committenza, che tengano debitamente conto di questioni funzionali, tecnologico – costruttive e gestionali; esemplificazione metodologica e procedurale, con l'obiettivo di verificare l'operabilità della strumentazione di progettazione e di controllo del processo e del prodotto in termini di conformità alle esigenze individuate e sistematizzate in precedenza (U.O. prof. M. Morandotti);

- linee guida organizzative, ambientali e tecnologiche per i "sistemi fulcro" considerati di rilevante interesse scientifico per lo sviluppo di integrazione tra assistenza, didattica e ricerca ovvero i sistemi di accoglienza (come sistema di Informazione / Accettazione sanitaria / Accoglienza e come sistema dell'Informazione / Orientamento / Accoglienza universitaria); la degenza in relazione ai livelli di intensità di cura; il blocco operatorio (U.O. prof. A. Giovenale).

- linee guida per la progettazione tecnologica degli ospedali universitari di eccellenza, concepiti come strutture flessibili sia dal punto di vista dell’impianto organizzativo che delle scelte costruttive coerenti con il progetto delle possibili trasformazioni future e con il minimo impatto sul sistema edilizio generale, sugli operatori e sugli utenti. Tale strumento è rivolto sia ai committenti o gestori, sia ai progettisti (U.O. prof E. Pizzi)

- linee guida, a supporto della progettazione e della gestione tecnica dei laboratori di ricerca e diagnostica avanzata. Le diverse tipologie di laboratori che compongono gli scenari ed i modelli funzionali definiti nelle fasi della ricerca necessitano di una definizione specifica ad una scala di dettaglio che ne evidenzi i canoni funzionali, dimensionali, distributivi, tipologici, nonché le condizioni d'interfaccia. Tali strumento avrà una utilità più marcata nelle fasi di progettazione delle nuove strutture ed in quelle di adeguamento e gestione delle strutture esistenti (prof. P. Felli).

Nella consapevolezza che i complessi ospedalieri universitari individuano un settore di intervento ad elevata complessità ed intensità di risorse impiegate, gli strumenti messi a punto sono prioritariamente indirizzati a supportare le fasi di programmazione e di concezione progettuale degli interventi - sia di nuova realizzazione sia di riorganizzazione di complessi esistenti -, e saranno attentamente valutati su affidabili scenari futuribili relativamente ai trend di evoluzione della ricerca e della formazione scientifica avanzata nonchè delle prestazioni clinico-sanitarie erogate dall'ospedale universitario.
In tal modo si ritiene di offrire un contributo significativo sia nella direzione di un incremento di efficacia del complessivo processo di realizzazione di queste complesse strutture sanitarie, in quanto si potenzia l'affidabilità predittiva della fase programmatoria e della progettazione preliminare, sia nella direzione di una riduzione delle diseconomie derivate da un'anticipata obsolescenza di strutture nuove o rinnovate concepite senza una chiara prospettiva futura. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’importanza di una corretta organizzazione del rapporto di interazione/integrazione tra le logiche gestionali-funzionali delle attività di ricerca scientifica e formazione con quelle di cura e assistenza emerge con chiarezza dai risultati degli studi e dei programmi inerenti i nuovi orientamenti e l’evoluzione delle strutture sanitarie, in particolare ospedaliere.
Esiste una sempre più stretta interrelazione tra la ricerca nel campo biomedico, l’introduzione di nuove tecnologie, la formazione continua e le loro ricadute sulle pratiche assistenziali.
Così il Rapporto Conclusivo del Programma di Ricerca del Ministero della Salute “Principi guida tecnici, organizzativi e gestionali per la realizzazione e gestione di ospedali ad alta tecnologia e assistenza” (Roma 2003) dedica, in particolare, ampio spazio alle problematiche della ricerca e della formazione nei nuovi modelli di Ospedali ad alta qualità le cui finalità devono essere “…assicurare, in ogni circostanza, la cura più appropriata ad ogni paziente (…) attraverso la pratica clinica applicata, la ricerca e la formazione”.

Si registra anche l’identità di vedute tra gli autori che si occupano di analizzare gli scenari evolutivi futuri del settore sanitario (ad esempio, Francis et al. (2001), Institute for the future (2000) nel riconoscere la rilevanza strategica dell’aspetto della produzione di ricerca scientifica che avanzi le conoscenze in campo biomedico e, nello stesso tempo, dell’aspetto della formazione aggiornata e della educazione continua delle risorse umane professionali mediche e paramediche che si trovano ad operare in un contesto occupazionale dove gli avanzamenti clinici e tecnologici sono continui e, talvolta, radicali.
L'ospedale, pertanto, secondo una accezione condivisa che punta alla definizione della evoluzione strategica di questa fondamentale struttura per la salute e sanità, oltre ad essere luogo di cura e assistenza, è anche luogo di creazione e trasmissione di sapere medico-scientifico.
Ricerca e Formazione sono due dei principi connotanti a cui deve ispirarsi l’ospedale del futuro secondo quanto fissato nel “decalogo” indicato dal Ministro Umberto Veronesi.

“L’Ospedale deve essere luogo di ricerca clinica, scientifica e intellettuale. L’attività di ricerca costituisce un formidabile moltiplicatore delle capacità assistenziali, stimolando la curiosità del sapere, il rinnovamento e l’adeguamento continuo delle conoscenze.” Sulla base di questa premessa il “decalogo” sancisce la priorità dell’attività di ricerca dell’ospedale e dell’integrazione di tale attività con strutture esterne. Stabilisce inoltre che per favorire, sviluppare e supportare tale attività debbano essere previsti spazi, strumenti e sistemi adeguati.
In merito all’evoluzione delle linee di ricerca nel settore della medicina, con l’acquisizione dei primi risultati del “progetto genomica” è in corso, sia in Italia che nei Paesi più avanzati economicamente, un impegnato confronto di approfondimento sulle ricadute dell’innovazione scientifico – tecnologica in biomedicina (intesa in senso estensivo), nell’organizzazione funzionale e territoriale dei presidi sanitari, e, di conseguenza, gli effetti sulla spesa sanitaria. I settori strategici dell’innovazione sono i farmaci, le bioimmagini, le tecnologie per la sopravvivenza. Gli scenari futuri sono oltremodo stimolanti per una biotecnologia con applicazioni su larga scala e per la creazione di poli di eccellenza di collaborazione e networking di ricerca nel settore, quest’ultimo asse principale espresso dal VII Programma Quadro.

Il principio dedicato alla formazione, intesa come “…presupposto indispensabile per l’adeguamento all’evoluzione tecnologica e professionale della medicina”, sottolinea la necessità che l’ospedale si caratterizzi anche come “luogo di educazione sanitaria e occasione di cultura per i cittadini” e stabilisce che al suo interno si debba “dare una rilevanza sempre maggiore alle aree destinate specificamente alla formazione, alla didattica, alle riunioni scientifiche, ai convegni”.
Questa accezione dell’ospedale come attivo tramite di trasmissione delle conoscenze acquisite al suo interno e di diffusione al suo esterno attraverso un sistema di interfacce e relazioni tanto con la comunità dei cittadini quanto con gli altri nodi costituenti la rete sanitaria è congruente con la missione dell’Ospedale identificata dall’azione Health Promoting Hospitals promossa dalla Organizzazione Mondiale della Sanità basata sui principi della “Ottawa Charter for Health Promotion” (1986), le indicazioni della “Ljubljana Charter on Reforming Health Care” (1996) e le “Vienna Recommendations on health promoting hospitals” (1997). Le indicazioni e raccomandazioni citate costituiscono, in sintesi, delle linee-guida per intraprendere un processo di sviluppo strategico, per cambiare la cultura delle istituzioni ospedaliere in “cultura di salute”, per promuovere la salute di operatori e pazienti e per promuovere un ambiente salutare anche dal punto organizzativo, creando strutture capaci di recepire i cambiamenti e di adattarsi a tali cambiamenti.

Il complesso di indicazioni e input per una evoluzione strategica della rete per la salute e sanità sopra riportato non è, chiaramente, senza ripercussioni sulla concezione tanto dal punto di vista gestionale-organizzativo quanto dal punto di vista tipologico-funzionale della struttura ospedaliera.
Il programma di ricerca assume, quali ambiti significativi di contestualizzazione della tematica esposta, la struttura ospedaliera universitaria policlinica e gli Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico (IRCCS).

La creazione di strutture ospedaliere universitarie efficientemente concepite per lo sviluppo di ricerca scientifica in campo biomedico e per l’addestramento e formazione del personale costituisce un obiettivo che ha informato talune recenti e significative esperienze di concezione di organismi ospedalieri universitari. Nel contesto europeo si riferiscono l’Hopital Européen Georges Pompidou, Parigi; il National University Hospital, Oslo; il Polyclinique, Carpentras; lo University Medical Center, Leiden; l’Ospedale, Matarò, lo University Medical Center, Groningen, l’Ospedale Universitario, West Middlesex, il RIT 2000, Trondheim.

Sebbene nelle dichiarazioni degli obiettivi si ponga in via prioritaria il raggiungimento di alti livelli di efficienza ed efficacia,la creazione di una reale sinergia tra le due entità implicate nella creazione di una struttura ospedaliera universitaria - ovvero la istituzione ospedaliera e la istituzione universitaria - non è priva di aspetti problematici che richiedono sistematici approfondimenti e contributi di innovazione per giungere ad una loro armonizzazione. I principali aspetti nodali sono riconducibili alla necessità di raccordare le due diverse logiche organizzativo-gestionali, logistiche e di finanziamento degli interventi espresse dalle due istituzioni, oltre ad esservi la necessità di un significativo contributo strumentale per accrescere l’affidabilità previsionale della fase di programmazione di questa tipologia di interventi e la portata strategica della loro concezione e progettazione.
Attualmente deve senz’altro registrarsi nel nostro contesto nazionale una assoluta carenza di riferimenti tipologici, funzionali, organizzativi e gestionali per le numerose strutture ospedaliere che si stanno trasformando in aziende miste universitarie. Sono pressochè assenti degli orientamenti in merito alle logiche organizzative secondo cui strutturare i nuovi interventi quanto nel consentire di ottimizzare l’uso delle strutture già esistenti.

In merito a quest’ultimo aspetto merita ricordare come notoriamente il parco edilizio ospedaliero italiano sia caratterizzato dalla presenza di una percentuale molto elevata di strutture obsolete, tipologicamente superate e tecnologicamente inadeguate, incapaci dunque di dare adeguata risposta alle esigenze diagnostiche, terapeutiche e ricettive moderne.
La questione del recupero funzionale dei presidi ospedalieri esistenti rispetto alle strategie più generali di articolazione della rete sanitaria nazionale e di distribuzione delle strutture sul territorio costituisce un nodo progettuale strategico, che nei prossimi anni non potrà essere ulteriormente eluso. In particolare dovrà essere posta attenzione alle specificità dell’ospedale universitario ad alta intensità di cura, in cui alle consuete attività diagnostiche e terapeutiche, si sommano anche specifiche attività di formazione e ricerca scientifica rendendo esemplarmente complesso il quadro delle esigenze con cui i vecchi contenitori devono rapportarsi. Del resto non è realisticamente ipotizzabile la strategia di una completa e generalizzata dismissione di tali strutture, grandi poli medico – sanitari che nella grande prevalenza dei casi, insistono proprio su impianti edilizi consolidati e non facilmente dismettibili.

La flessibilità, come attitudine al cambiamento adattivo diviene un fattore strategico nell’ottica di definizione di nuovi, più efficaci approcci alla progettazione superando il tradizionale progetto ospedaliero chiuso non idoneo a dare risposte alla complessità organizzativa degli ospedali universitari di eccellenza soggetti a modificazioni nel tempo per effetto delle evoluzioni scientifiche e tecnologiche. In tal senso sono necessari approfondimenti conoscitivi e operativi al fine di garantire attraverso innovative scelte dal punto di vista tecnologico, strutturale, costruttivo e impiantistico una facile trasformabilità delle aree dell’ospedale minimizzando, al contempo, l’impatto igienico e ambientale sulle attività ospedaliere e sui suoi operatori durante le fasi di implementazione delle modifiche.

Per talune aree funzionali dell’ospedale universitario la tematica delle relazioni di interazione/integrazione delle attività clinico-assistenziali con quelle di ricerca e formazione risulta particolarmente pregnante richiedendo specifici approfondimenti.

Di particolare rilevanza strategica per sviluppare l’integrazione tra funzioni di assistenza, ricerca e didattica e per razionalizzare il complesso sistema di flussi che attraversano l’ospedale universitario – pazienti, personale sanitario, personale universitario, studenti – sono alcuni sistemi funzionali che possono essere considerati come dei “fulcri” di sviluppo. Tali sistemi sono stati individuati nei:- sistemi dell’accoglienza, intendendo quello dell’Informazione / Accettazione sanitaria / Accoglienza, e quello dell’Informazione / Orientamento / Accoglienza universitaria; - nella degenza in relazione ai livelli di attività assistenziali;
- nel blocco operatorio come emblematico fulcro di integrazione tra assistenza, ricerca, didattica in cui confluiscono tutte le componenti dell’ospedale universitario. Queste aree funzionali necessitano di un approfondimento sotto il profilo organizzativo-sanitario, delle configurazioni e relazioni spaziali, dei materiali e delle tecnologie utilizzate.

Data la crescente rilevanza delle funzioni di diagnostica, un ulteriore ambito di approfondimento è certamente riferibile alle aree laboratoristiche che risultano più di altre interessate dalle implicazioni dell’innovazione e dai processi di osmosi con le altre aree funzionali della struttura ospedaliera. I laboratori diagnostici concentrano funzioni di ricerca, formazione, diagnosi ed in modo sempre più accentuato coinvolgono anche elementi di cura e terapia. Queste trasformazioni tenderanno a rendere sempre più obsolete le attuali strutture per le quali dovranno essere ripensati nuovi criteri progettuali, nuove relazioni con le altre aree operative del sistema ospedaliero ed universitario, nuove contiguità funzionali. Inoltre, la gestione da parte delle risorse umane e tecniche delle innovazioni introdotte, comporta una crescente domanda di formazione di operatori specializzati ed addestrati all’uso delle nuove tecnologie per le quali si dovrà prevedere l’impatto tipologico e spaziale sulle diverse parti del complesso ospedaliero in relazione alle metodologie di trasferimento delle conoscenze (dirette in terapia, mediate da sistemi video o informatizzati, etc..).

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