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PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english

Gregorio di Nazianzo in Occidente. II. Traduzioni, edizioni e commenti nei secoli XVII-XIX

Università degli Studi di Macerata
Abstract
La ricerca intende esaminare la storia delle edizioni e delle traduzioni latine degli scritti di Gregorio di Nazianzo in un'età - i secoli XVII-XIX - caratterizzata da nuovi fermenti culturali e da un considerevole progresso negli studi filologici. Sarà così completata, sotto il profilo cronologico, una precedente indagine della stessa Unità di Ricerca, che aveva preso in esame l'età delle controversie religiose, i secoli XV-XVI, fino all'edizione in due volumi curata dal Morel e pubblicata negli anni 1609-1611. Il termine cronologico fissato per la presente ricerca è invece il 1840, anno nel quale si conclude, a cura del Caillau, la pubblicazione degli Opera omnia di Gregorio. La storia delle edizioni successive a questa data non appare bisognosa di particolari approfondimenti, in quanto la genesi ed i caratteri delle edizioni critiche moderne sono per lo più esplicitati da chi le ha curate. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Roberto Silvano Palla Università degli Studi di MACERATA
Obiettivo del Programma di Ricerca
La ricerca si prefigge lo scopo di completare, sotto il profilo cronologico, una precedente indagine condotta da alcuni componenti di questa stessa Unità di Ricerca con il cofinanziamento del MIUR. Tale indagine aveva portato alla catalogazione ed all’esame critico di edizioni, traduzioni latine e commenti a stampa delle opere di Gregorio Nazianzeno fino all’edizione complessiva in due volumi delle opere del Padre Cappadoce pubblicata negli anni 1609 e 1611 dal Morel,che costituisce, per vari aspetti, da un lato il punto di arrivo delle ricerche e dei lavori editoriali ed esegetici condotti nel periodo delle controversie religiose, dall’altro il punto di partenza per le complesse indagini filologiche dei secoli successivi. La ricerca intende dunque esaminare la storia delle edizioni e delle traduzioni latine edite degli scritti del Padre Cappadoce in un’età, i secoli XVII-XIX, segnata da nuovi fermenti culturali, determinati anche dall’apertura di alcune grandi biblioteche, da una crescente diffusione delle opere a stampa e da un considerevole progresso negli studi filologici. Proprio l’edizione che per ultima verrà presa in esame rappresenta il punto di arrivo della filologia settecentesca, vale a dire gli Opera Omnia curati dai Padri Maurini. Il fervido lavoro dei Benedettini è testimoniato da note apposte ad edizioni precedenti, osservazioni e memorie contenute in codici, carteggi: materiale che l’Unità di Ricerca si propone di esaminare attentamente. Il termine cronologico fissato per la ricerca è il 1840: infatti il primo volume dell’edizione maurina viene pubblicato dal Clémencet nel 1778, il secondo, al contrario, apparve molto tempo dopo, nel 1840, a causa delle vicende legate alla Rivoluzione francese e venne curato dal Caillau. Il lavoro dei maurini confluì in seguito nella Patrologia Graeca dove è stato più volte ristampato. Dopo il 1840 la storia delle edizioni degli scritti del Nazianzeno non si interrompe certo ma non appare bisognosa di particolari approfondimenti: da un lato il fallito tentativo da parte della Commissione polacca incaricata agli inizi del Novecento di pubblicare l’opera completa del Cappadoce è stato già fatto oggetto di studi da parte di Plezia, dall’altra la genesi e i caratteri delle parziali edizioni critiche moderne sono per lo più esplicitati dagli editori stessi.
Far luce sulle vicende editoriali che hanno accompagnato le opere del Nazianzeno costituisce un obiettivo di rilevante importanza in quanto tali vicende permettono di cogliere in dettaglio i graduali progressi della filologia patristica nei secoli XVII-XIX: venute meno (o attenuatesi di molto) controversie e polemiche di tipo confessionale, che avevano segnato le precedenti edizioni e traduzioni latine delle opere del Padre cappadoce, in coincidenza anche con l'apertura di grandi biblioteche, l'interesse degli studiosi si sposta sempre di più sul piano filologico, concentrandosi da un lato sulla ricerca e la pubblicazione di testi inediti, dall'altro sul tentativo di fornire edizioni più affidabili, sotto il profilo della critica testuale, di quelle allora disponibili. <<<
Risultati parziali attesi
Dalla ricerca in oggetto ci si attendono i seguenti risultati:
1) tracciare un quadro delle vicende ecdotiche delle opere di Gregorio Nazianzeno nei secoli XVII-XIX, cercando, caso per caso, di conoscere e valutare i materiali che l'editore o il traduttore aveva a disposizione - testimoni greci (manoscritti o a stampa), versioni latine e commenti precedenti - e l'uso che ne ha fatto, per stabilire il reale contributo filologico di ciascuno studioso, le differenze rispetto alle fonti ed eventualmente le ragioni di esse. Ci si aspetta altresì una migliore comprensione di quale posto occupano i lavori su Gregorio all'interno dell'attività letteraria dei vari traduttori ed editori e dei motivi che hanno portato ciascuno di essi ad occuparsi del Padre Cappadoce;
2) ricostruire, insieme alla storia, per molti aspetti paradigmatica, della tradizione editoriale delle opere di Gregorio, un quadro generale dei graduali progressi registrati dalla filologia patristica nel periodo sopra indicato, nel quale con gli scritti del Nazianzeno si sono cimentati studiosi come Muratori, Tollius ed i Padri Maurini;
3)approfondire il significato culturale ed il valore pedagogico attribui alle opere del Nazianzeno nell'ambito dell'insegnamento scolastico, soprattutto in quello impartito dai gesuiti.
I predetti risultati verrebbero a completare quelli già conseguiti con la precedente ricerca relativa al periodo delle controversie religiose. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’interesse del mondo occidentale per gli scritti dei Padri greci, e in particolare per l’opera di Gregorio Nazianzeno, non appare limitato agli anni della diffusione dei manoscritti greci e della conseguente riscoperta della spiritualità bizantina (secc. XIII-XIV), né al periodo delle grandi controversie religiose (secc. XV-XVI). Fin dalla tarda antichità, infatti, gli scritti del Teologo furono accompagnati da grande favore, come dimostrano, ad esempio, le traduzioni latine di Rufino. Anche in seguito, una volta attenuatesi le dispute confessionali che spesso avevano ’orientato’ la lettura e l’esegesi dei Padri, l’Occidente continuò a dimostrare costante interesse nei confronti dell’ampio corpus del Nazianzeno. Al periodo che intercorre tra l’edizione degli Opera Omnia curata dal Morel (1609-1611) e quella approntata dai Padri Maurini (1778-1840) vanno ascritti i lavori meritori, seppur di differente entità, di editori quali Tollius, Muratori, Galland ed altri, lavori che, finalizzati per lo più alla pubblicazione degli inediti, contribuirono in parte a fare dell’edizione maurina l’unica edizione di riferimento per gli scritti del Nazianzeno fin quasi ai giorni nostri. Nonostante l’interesse che i secoli XVII-XIX suscitano nell’ambito della storia delle edizioni a stampa e del progresso costante maturato nel campo delle scienze filologiche, tuttavia il periodo, per quel concerne la filologia patristica, non è stato fatto oggetto di studi generali, ma solo lavori sporadici su aspetti specifici e circoscritti. In questo senso la storia delle edizioni degli scritti del Nazianzeno fornisce una situazione esemplare. Il repertorio delle traduzioni e commenti latini, apprezzabile ma largamente incompleto, di A.C. Way non si spinge oltre i primi anni del Seicento, lasciando in ombra i secoli in questione. Medesimo limite cronologico hanno mantenuto alcuni membri di questa stessa Unità di Ricerca al momento di avviare un’analisi approfondita ed esaustiva della storia delle edizioni e traduzioni degli scritti del Padre Cappadoce nel periodo delle controversie religiose (il lavoro è attualmente in corso di stampa). Limitati, invece, all’indagine sull’operato di singoli editori gli studi apparsi a partire dagli anni Ottanta: sul Muratori si vedano i contributi di Palla e Flammini; alcuni aspetti dell’edizione maurina sono stati presi in esame da Mossay e Chaussy. Circoscritto alle editiones principes delle epistole del Nazianzeno dopo il 1583 il lavoro di Baldoncini. A quanto detto si aggiunga una nota sulle recenti edizioni critiche, in particolare quelle dei carmi del Teologo: queste, da un lato, mettono in luce l’utilità dell’indagine sulla tradizione a stampa, dall’altro, però, forniscono considerazioni quasi esclusivamente di tipo filologico. Emerge, dunque, la necessità di dare alla ricerca sulla storia delle edizioni e traduzioni del Nazianzeno completezza cronologica ed esaustività anche sotto il profilo storico ed esegetico. <<<