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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze agrarie e veterinarie
Classificazione brevettuale
- FIXED CONSTRUCTIONS
- BUILDING (layered materials, layered products in general B32B)
- FINISHING WORK ON BUILDINGS, e.g. STAIRS, FLOORS (windows, doors E06B)
- GENERAL BUILDING CONSTRUCTIONS; WALLS, e.g. PARTITIONS; ROOFS; FLOORS; CEILINGS; INSULATION OR OTHER PROTECTION OF BUILDINGS (border constructions of opening in walls, floors or ceilings E06B1/00; [N: electromagnetic shielding H05K9/00A])
- BUILDING (layered materials, layered products in general B32B)
- HUMAN NECESSITIES
- AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
- ANIMAL HUSBANDRY; CARE OF BIRDS, FISHES, INSECTS; FISHING; REARING OR BREEDING ANIMALS, NOT OTHERWISE PROVIDED FOR; NEW BREEDS OF ANIMALS
- AGRICULTURE; FORESTRY; ANIMAL HUSBANDRY; HUNTING; TRAPPING; FISHING
Classificazione geografica
- Regione: Emilia Romagna
Parole Chiave
VACCHE DA LATTE, STALLE, PAVIMENTI, DIFESA DAL CALDO, ORGANIZZAZIONE SPAZIALESOLUZIONI TECNICHE INNOVATIVE PER MIGLIORARE EFFICIENZA PRODUTTIVA E BENESSERE ANIMALE NELLA STABULAZIONE DI BOVINI DA LATTE
Università degli Studi di BolognaAbstract
La ricerca studierà due aspetti determinanti per l’efficienza degli allevamenti di bovine da latte: soluzioni innovative per il miglioramento delle condizioni sanitarie e di benessere degli animali negli edifici di stabulazione e sistemi di difesa dal caldo mediante impianti di raffrescamento e modelli progettuali per il calcolo delle condizioni climatiche interne nelle diverse soluzioni costruttive.Per il primo aspetto ci si occuperà in primo luogo delle pavimentazioni delle corsie di transito e dei pavimenti delle cuccette. Allo scopo si svolgeranno indagini preliminari in stalle esistenti e si effettueranno poi sperimentazioni di materiali alternativi ai tradizionali calcestruzzo e lettiere. In particolare, per le corsie di transito, si sperimenteranno rivestimenti in gomma e nuove miscele di calcestruzzo ammorbidito; per le cuccette, si sperimenteranno materassini sintetici multistrato di nuova produzione, posti a confronto con lettiere in sabbia e in paglia. Le prove riguarderanno sia le caratteristiche fisiche (coefficiente di attrito misurato con una strumentazione creata ad hoc), sia gli effetti sugli animali, sotto il profilo comportamentale, , sanitario e produttivo. Per questo si utilizzerà anche strumenti di misura innovativi per la determinazione dei ritmi attività-riposo e per la misura del coefficiente di attrito dei pavimenti.. I risultati verranno tradotti in un compendio di linee guida per la scelta dei pavimenti più idonei in diverse condizioni di esercizio.
Parallelamente verranno studiate varie possibilità di organizzazione dei layout di stalla al fine di individuare i criteri progettuali e gestionali atti a favorire il pieno svolgimento delle funzioni animali in condizioni di massima efficienza e benessere. Attraverso l’analisi del comportamento degli animali in stalle esistenti e della loro risposta alle diverse modalità di organizzazione degli spazi verranno individuati gli schemi di stalla più idonei per le diverse situazioni tenendo conto in particolare degli effetti indotti dalla presenza di robot di mungitura e dalla distribuzione frazionata dell’alimento.
Per l’aspetto relativo alla difesa dal caldo, si procederà alla valutazione di sistemi di raffrescamento artificiale basati su evaporazione d’acqua e ventilazione forzata ai fini di una loro ottimizzazione d’impiego nelle diverse condizioni climatiche italiane. Inoltre si realizzerà un modello teorico di calcolo delle condizioni microclimatiche negli edifici a partire da rilevazioni di campo in situazioni reali. Il modello avrà una parte che stimerà anche la risposta degli animali in modo da avere una valutazione complessiva non solo delle prestazioni termiche dell’edificio, ma anche degli effetti sulla produzione e dei costi delle diverse soluzioni ipotizzabili.
Il risultato sarà un atlante delle soluzioni più idonee per diversi tipi di stalle in diverse zone climatiche italiane. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Paolo Zappavigna Università degli Studi di BOLOGNAObiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo generale del progetto è di valutare ed implementare alcune possibili soluzioni innovative per la progettazione e gestione di stalle per vacche da latte e di individuarne le più idonee condizioni applicative nella realtà aziendale italiana, al fine di migliorare efficienza produttiva e benessere degli animali.Tale obiettivo verrà perseguito operando sulle problematiche che assumono maggiore rilevanza, nei moderni allevamenti intensivi del nostro paese, sui risultati produttivi e sul benessere: il comfort delle pavimentazioni, il contenimento dello stress da caldo e la organizzazione razionale delle aree funzionali che compongono l’unità stalla, tenuto conto delle possibili varianti date dall’introduzione di nuove modalità operative quali la mungitura robotizzata e la distribuzione frazionata della razione alimentare.
Si vuole in particolare ottenere: a) informazioni sulle reali prestazioni, nelle condizioni italiane di allevamento, di materiali di pavimentazione alternativi a quelli tradizionali, a migliorate prestazioni sul piano del benessere e dell’efficienza gestionale, finalizzate a valutarne la convenienza e renderne efficace l’impiego nelle diverse condizioni di allevamento; b) indicazioni utili per la progettazione e gestione dei sistemi di raffrescamento artificiale degli animali, al fine di ottimizzarne l’efficacia per il contenimento dello stress da caldo nelle diverse situazioni climatiche italiane; c) criteri e strumenti di progettazione degli edifici atti ad ottimizzarne le prestazioni termiche in situazione estiva in modo da ridurre l’impatto delle alte temperature sugli animali; d) criteri e strumenti di progettazione e gestione degli spazi di stabulazione atti a migliorare la fruibilità degli animali e favorire il pieno svolgimento delle loro attività vitali, nelle moderne forme di stabulazione intensiva.
Costituiscono altresì obiettivi “secondari” del progetto la realizzazione di strumentazioni atte a misurare alcune caratteristiche fisiche dei pavimenti e a monitorare automaticamente ed “in continuo” gli animali, come descritte nel programma e nei risultati attesi.
Gli obiettivi dell’attività di ricerca si concretizzano quindi nell’ottenimento di alcuni prodotti che derivano dalla organizzazione e integrazione delle conoscenze fornite dall’attività sperimentale. L’utilizzo dei risultati della ricerca consentirà quindi di introdurre nel comparto elementi innovativi che riguardano aspetti sia progettuali, sia gestionali.
Per quanto riguarda i primi, la definizione di indicazioni progettuali e la messa a punto dei previsti modelli di simulazione per l’ottimizzazione del raffrescamento estivo e per il dimensionamento degli spazi funzionali, essi consentiranno di fornire un valido aiuto agli operatori del settore che intervengono nel processo progettuale. Inoltre il supporto alla scelta dei materiali da utilizzare per la pavimentazione dei corridoi e delle cuccette nelle strutture di stabulazione garantirà l’utilizzo di materiali adatti ad assicurare il risultato produttivo e il benessere delle bovine.
Per quanto attiene agli aspetti gestionali, oltre alle indicazioni derivanti dai citati modelli di simulazione, che potrebbero anche essere integrati nei sistemi di controllo, saranno rese disponibili metodologie e attrezzature per il monitoraggio delle bovine che potranno essere introdotte nelle stalle per incrementare il livello di controllo della mandria, individuare in modo tempestivo situazioni anomale ed intervenire nella regolazione dei sistemi di controllo ambientale in relazione alla risposta comportamentale degli animali. Un ulteriore obiettivo è quello di fornire indicazioni sulla gestione dell’alimentazione in modo da garantire la corretta ingestione da parte degli animali, riducendone al minimo la competizione e i tempi di inattività.
In questo quadro, i molteplici elementi di innovazione che costituiscono gli obiettivi delle singole attività previste dal progetto, assumono una maggiore valenza nell’obiettivo generale del progetto stesso che vede l’integrazione delle indicazioni progettuali e gestionali con l’impiego delle attrezzature di monitoraggio e con i modelli di interpretazione delle risposte degli animali. Infatti, gli aspetti legati alla ottimizzazione dell’efficienza produttiva e al perseguimento del benessere degli animali richiedono una valutazione globale e integrata delle strutture di stabulazione, delle attrezzature installate e delle modalità gestionali adottate.
Per assicurare la ricaduta prevista verso l’esterno, le diverse risultanze verranno tradotte in un compendio di schemi progettuali e di metodiche gestionali di edifici e impianti atti ad elevare contemporaneamente efficienza e benessere animale, particolarmente funzionali per i moderni allevamenti intensivi, studiati anche in relazione alle diverse condizioni geo-climatiche della realtà italiana. Tali risultati saranno altresì oggetto di attività specifiche di divulgazione al fine di promuovere una migliore qualificazione professionale degli operatori del settore <<<
Risultati parziali attesi
I risultati della ricerca avranno portata innovativa sotto vari aspetti.a) Sotto il profilo delle nuove soluzioni per la realizzazione di ambienti di stalla più favorevoli alla produzione e al benessere degli animali.
a1) Verranno determinate le prestazioni di nuovi materiali e tecniche per la realizzazione delle pavimentazioni sia in aree di transito che in zona di riposo (rivestimenti con materiali sintetici in particolare); verranno fornite le specifiche tecniche dei vari materiali testati e verranno analizzate le potenziali ricadute sugli animali; saranno fornite agli operatori indicazioni circa le più adatte modalità di impiego, l’andamento delle prestazioni nel tempo, gli effetti indotti sui sistemi di pulizia, alimentazione e mungitura, le implicazioni economiche.
a2) Verranno esaminate le prestazioni di sistemi di raffrescamento degli animali per ridurre lo stress da caldo e verranno fornite indicazioni circa le più efficaci modalità di impiego nelle peculiari condizioni climatiche italiane.
a3) Verrà prodotto un software per la determinazione delle prestazioni termiche degli edifici e dei parametri microclimatici interni e la stima degli effetti indotti sugli animali, atto a valutare preventivamente le diverse possibili scelte progettuali e a fornire indicazioni circa le migliori soluzioni in riferimento alle diverse situazioni climatiche italiane.
b) Sotto il profilo della organizzazione complessiva degli ambienti nelle moderne stalle intensive al fine di favorire efficienza e benessere.
b1) Verranno fornite indicazioni sul dimensionamento e la disposizione degli spazi funzionali per le bovine che consentano di facilitare il pieno svolgimento delle loro funzioni rendendo facilmente accessibili le diverse aree funzionali e, in particolare, aumentando i tempi di riposo e riducendo quelli con animali inattivi in piedi garantendo un'assunzione di alimento adeguata al livello produttivo.
b2) due specifici temi innovativi verranno affrontati per un’ottimale soluzione: gli effetti indotti da diverse modalità di traffico in stalle che usano i sistemi automatici di mungitura, valutando in particolare i risultati di una soluzione che prevede l’accesso al robot lungo un percorso di ritorno dall'alimentazione ("feed first") anziché lungo il passaggio dalla zona di riposo a quella di alimentazione; l’influenza sul comportamento degli animali e sull’ottimizzazione degli spazi esercitata da diverse modalità di somministrazione dell’alimento.
c) Sotto il profilo della strumentazione di misura.
c1) Realizzazione di un’apparecchiatura portatile per la misurazione del coefficiente di attrito statico e dinamico e del grado di resilienza, applicabile per test anche in normali situazioni di allevamento.
c2) Realizzazione di un sistema di monitoraggio degli animali basato sulla videoregistrazione in continuo mediante un sistema di telecamere e di registrazione digitale.
c3) Implementazione di un sistema innovativo di attivometria in grado di rilevare anche i tempi di riposo.
c4) Realizzazione di un sistema di controllo del numero di capi presenti nelle diverse aree funzionali mediante sensori a infrarossi.
d) Sotto il profilo dei prodotti progettuali.
d1) Specifiche tecniche di prestazione dei materiali testati e indicazioni sulle modalità di impiego.
d2) Specifiche tecniche di prestazione degli impianti di raffrescamento e indicazioni sulle modalità di impiego.
d3) software di ottimizzazione delle prestazioni termiche degli edifici in diverse situazioni climatiche, finalizzato alla difesa dal caldo.
d4) Manuale tecnico di progettazione rivolto a tecnici ed allevatori contenente schemi progettuali particolarmente idonei in diverse situazioni di allevamento. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Nell’allevamento della vacca da latte gli aspetti costruttivi ed impiantistici tendono ad assumere un’incidenza sempre più rilevante sui risultati produttivi.Ciò è dovuto alla evoluzione in atto, sia in campo zootecnico che con riguardo ai sistemi di stabulazione, che si caratterizza per: a) un continuo incremento dimensionale delle mandrie allevate, che esige una sempre maggiore attenzione agli aspetti sia progettuali che gestionali onde colmare il deficit di cura diretta degli animali provocato dagli elevati ritmi di lavoro e dalla bassa qualificazione del personale; b) una spinta selezione genetica, che produce animali sempre più sensibili alle condizioni di esercizio (fisiche, spaziali, ambientali) rendendo inadeguate, quando non avverse, al benessere e alla sanità degli stessi le soluzioni costruttive ed impiantistiche tradizionalmente adottate; c) una sempre più marcata specializzazione funzionale delle diverse attività di allevamento ed una sempre più estesa e complessa meccanizzazione delle procedure, oggi pervenuta alla robotizzazione della mungitura e ormai prossima alla totale automazione di stalla.
Parallelamente, si intensificano le richieste provenienti dal tessuto sociale riguardo alla qualità delle produzioni e al benessere animale, aspetti che dipendono in maniera diretta dalle opzioni edilizie ed impiantistiche e che ne impongono un continuo adeguamento.
Per altro verso, la ricerca di una sempre maggiore efficienza produttiva, imposta dalla pressione del mercato, richiede una condizione ottimale degli assetti spaziali e delle dotazioni tecniche, essendo sempre più la stalla un sistema complesso ove l’integrazione fra le componenti edilizie e gli impianti risulta decisiva ai fini dell’efficacia di gestione.
La ricaduta delle nuove modalità gestionali (intensivazione e specializzazione) su animali di accresciuta sensibilità alle condizioni ambientali ha fatto emergere nuovi problemi che esigono nuove e più appropriate soluzioni sul versante tecnico-costruttivo ed impiantistico.
Tuttavia la ricerca e il progresso tecnologico in questo ambito (a livello di materiali, componenti edilizie e impianti), non ha fornito risposte all’altezza delle richieste: sia per i limiti intrinseci delle nuove proposte, sia, soprattutto, per la scarsa conoscenza sulle modalità più efficaci della loro attuazione nelle assai differenziate condizioni di allevamento e attesa la grande variabilità delle possibili scelte alternative.
Per questo la ricerca deve rivolgersi ad approfondire tanto le prestazioni effettivamente rese da ciascuna delle possibilità innovative, quanto le modalità applicative più appropriate nelle diverse condizioni, al fine di fornire un efficace orientamento alle scelte di investimento degli allevatori.
Se guardiamo in particolare alla realtà italiana, le problematiche che a nostro avviso assumono maggiore rilievo sul piano tecnico-costruttivo riguardano: a) la realizzazione di pavimentazioni non traumatiche e confortevoli; b) la riduzione dello stress da caldo nel periodo estivo; c) la definizione di layout di stalla appropriati per le diverse situazioni di allevamento, capaci cioè di coniugare al massimo grado efficienza gestionale, produttività e benessere degli animali.
La prima problematica scaturisce dalla scelta, ormai generalizzata, della stabulazione libera, modalità di allevamento che comporta una suddivisione della stalla in aree funzionali specializzate e richiede pertanto una intensa mobilità degli animali; esigenza che deve essere soddisfatta nella massima comodità e facilità di spostamento e che chiama quindi in causa l’organizzazione dei percorsi, il loro dimensionamento e, in modo particolare, la qualità delle pavimentazioni.
In questo ambito le comuni soluzioni in uso negli odierni allevamenti risultano assai insoddisfacenti. Sono infatti ampiamente note e denunciate da molte indagini, svolte sia in campo nazionale che internazionale, le pesanti inadeguatezze delle comuni pavimentazioni, generalmente realizzate in calcestruzzo, in quanto causa di notevoli problemi alla deambulazione e di affezioni anche gravi ai piedi e agli arti delle bovine per effetto della durezza, della scivolosità e, talvolta, di una eccessiva abrasione del materiale con notevoli ripercussioni sulla produzione. (Kremer P. V. 2007). Problemi che vanno sempre più accentuandosi, sia perché gli animali più produttivi esercitano, per la notevole mole, maggiori pressioni sulle superfici di contatto coi pavimenti (Distl e A. Mair, 1992, C. Hinterhofer et al., 2007; Gastaldo e Rossi, 2003), sia perché le modalità di stabulazione intensiva obbligano ad una permanenza prolungata in spazi totalmente pavimentati, spesso insufficienti, mal dimensionati e irrazionalmente organizzati, ed anche per l’assenza di spazi di esercizio meno traumatici data l’eliminazione, ormai totale, dei recinti in terra (Brizzi, 2005 e 2003; Phillips e Morris, 2001; Molfino, 2003).
Riguardo alle pavimentazioni delle corsie di transito, la maggiore attenzione dei ricercatori e dei costruttori è dedicata all’impiego di pavimenti alternativi (rivestimenti in gomma), capaci di formare un substrato morbido e non scivoloso, grazie alla resilienza del materiale (Rushen e de Passille, 2006; Flower et al., 2007, Fregonesi, 2004).. Vari e sempre nuovi sono i prodotti offerti sul mercato, dei quali non esistono però risultati scientifici comprovati anche per le diverse caratteristiche dei suddetti prodotti e per il ridotto numero e la diversa caratterizzazione delle esperienze compiute. Se alcune indagini condotte in paesi del Nord Europa hanno evidenziato positivi effetti sulle condizioni dei piedi degli animali, sono stati pure segnalati aspetti critici quali la scarsa usura degli unghioni o la tendenza di alcuni animali a coricarsi nelle corsie, forse anche alla ricerca di refrigerio nel periodo estivo.
Altri materiali alternativi impiegati sono l’asfalto, le resine e, particolarmente interessanti, alcune miscele di calcestruzzo con granuli di caucciù. Infine molti studi sono stati dedicati al trattamento superficiale del calcestruzzo al fine di realizzare superfici antisdrucciolevoli. Particolarmente interessanti sono le rigature profonde di cui va studiato il disegno più efficace.
Le pavimentazioni hanno una estrema importanza nella stabulazione in quanto gli animali sono perennemente in contatto con esse, sia in fase di attività che di riposo. E infatti la ricerca di nuove soluzioni sta interessando anche la pavimentazione delle zone di riposo, non tanto per conseguire maggiore benessere degli animali quanto per contenere gli oneri di esercizio. Per questo sono state da tempo immesse sul mercato soluzioni alternative alle lettiere in paglia per le zone a cuccette, che vorrebbero essere altrettanto confortevoli e, possibilmente, capaci di superare alcuni punti critici della paglia stessa (condizioni igieniche, comfort estivo).
Le soluzioni più ricorrenti sono costituite dai materassini sintetici dei quali esistono ormai sul mercato numerosi prodotti con materiali e struttura assai diversificati (monostrato, multistrato, imbottiti); e continuamente ne vengono proposti di nuovi rendendo assai difficile orientarsi nelle scelte in mancanza di specifiche tecniche di prestazione scientificamente comprovate. Con riguardo alla realtà italiana non è stato sufficientemente indagato l’effetto che tali pavimenti isolanti possono indurre negli animali in situazioni di elevate temperature. Molto interessanti, in tali condizioni, sembrano invece essere la sabbia (molto utilizzata, ad esempio, negli Stati Uniti) o altri materiali inorganici (es. terra sciolta). La sabbia appare interessante, oltre che per la riduzione della carica batterica, per la sua freschezza, in quanto conduttrice del calore, e per l’asciuttezza, grazie alla capacità drenante; proprietà quest’ultima particolarmente utile in presenza di impianti di bagnatura. Alcune prove sperimentali condotte in Italia hanno dato risultati interessanti al riguardo; restano tuttavia dubbi sulla convenienza economica (consumo) e sugli effetti sui sistemi di pulizia e di mungitura.
Il secondo ambito problematico che si intende affrontare, la difesa dalle alte temperature, è uno dei più rilevanti nella realtà italiana per le peculiari condizioni climatiche del nostro paese. Sono infatti ampiamente note e documentate le perdite produttive dovute alle elevate temperature (quantità di latte e prestazioni riproduttive), e la possibilità che possa avvenire, in condizioni estreme, il decesso degli animali(Berry, 1964; Berman et al., 1985; Bouraoui, 2002; Aharoni et al., 2005).
Il tema è stato peraltro poco indagato in passato, in quanto la ricerca internazionale è stata svolta principalmente in paesi meno colpiti da tali condizioni. Oggi invece, anche a causa delle mutazioni climatiche (e per l’emergere sulla scena di alcuni paesi in via di sviluppo), il problema sta acquistando un rilievo planetario. Ed infatti si sono di recente costituiti appositi gruppi di ricerca internazionali e crescono continuamente i ricercatori attivi nel settore (Cooper et al., 1998).
In questo campo la ricerca si è sviluppata in due direzioni: una relativa al miglioramento delle prestazioni termiche dell’involucro edilizio (soluzioni di tipo passivo) ed una relativa all’adozione di impianti di raffrescamento (sistemi di tipo attivo).
Nel primo ambito si lavora alla individuazione di componenti edilizie ad elevate prestazioni estive (in particolare per la copertura) e, più in generale, alla definizione di criteri progettuali, a livello di forma dell’edificio, orientazione e distribuzione delle aperture, capaci di ottimizzare le condizioni microclimatiche interne (temperatura, umidità relativa e velocità dell’aria), con riferimento all’intero ciclo giorno-notte.
Molti lavori sono stati compiuti al riguardo muovendosi soprattutto in due direzioni: la minimizzazione degli ingressi di calore per effetto dell’impatto solare (Berckmans et al., 1992, Liberati e Zappavigna, 2005) e la massimizzazione della cessione di calore verso l’esterno ogni volta che i differenziali termici lo rendono possibile, in particolar modo di notte (Liberati, Zappavigna, 2004). Una possibilità integrativa è anche quella di favorire l’incremento delle velocità dell’aria a livello degli animali, fattore il cui effetto benefico è stato documentato da moltissime ricerche (Calamari et al. 1994).
Per ottenere questi risultati le possibilità tecniche sono principalmente: l’uso di materiali riflettenti e a bassa trasmittanza termica, in particolare diurna, soprattutto per le coperture; lo studio della diposizione e del dimensionamento delle aperture per favorire il ricambio d’aria e il movimento dell’aria stessa; una oculata scelta dell’orientazione del fabbricato, al fine di minimizzare l’effetto del sole e di massimizzare l’effetto del vento. Tutto questo variabile in funzione della località geografica.
Gli studi compiuti hanno in genere affrontato aspetti parziali della tematica suddetta. Invece si tratta di conseguire l’ottimizzazione di un sistema complesso, costituito da diverse variabili, le quali sono interdipendenti fra loro e dipendono, altresì, dalle condizioni geo-climatiche locali e dal tipo di animali allevati. Operazione possibile solo mediante software dedicati che consentano di effettuare una valutazione simultanea e integrata delle possibili combinazioni delle opzioni progettuali alternative.
Nel campo dei sistemi di raffrescamento si tratta ancora una volta di studiare i criteri di scelta e di ottimizzazione del funzionamento a livello di: a) ventilazione forzata; b) ventilazione forzata associata ad vaporazione d’acqua in atmosfera; c) ventilazione forzata associata a bagnatura diretta degli animali. Gli studi fin qui svolti anche in Italia (Frazzi E., Calamari L., Calegari F., 1998, 2002, 2003hanno rivelato come l’efficacia di questi sistemi dipenda sostanzialmente dalle modalità di impiego e dalle condizioni climatiche. Si tratta quindi di stabilire quali siano i criteri ottimali di funzionamento di ventilatori e spruzzatori e la loro collocazione più efficace all’interno della stalla; aspetti che sono ancora lungi dall’essere chiariti, in particolare con riguardo alle molto differenziate condizioni climatiche italiane.
Si richiede quindi la definizione dei criteri di maggiore efficacia (per l’installazione ed il funzionamento) nelle diverse situazioni climatiche del nostro paese. A tale scopo non basta avere dati sperimentali da prove singole sulla possibile risposta degli animali alle diverse modalità di impiego, ma occorre avere modelli previsionali che consentano di individuare in via generale le condizioni di massimo beneficio. Obiettivo che richiede la modellazione della risposta degli animali alle possibili combinazioni delle variabili in gioco.
Il terzo filone di ricerca proposto, che riguarda gli aspetti relativi alla definizione degli assetti spazio-funzionali delle stalle che possano conseguire la massima efficienza della gestione e il pieno soddisfacimento delle esigenze di produttività e di benessere degli animali, è stato finora poco investigato in quanto sottovalutato nella sua reale portata.
L’importanza del tema è invece comprovata da quanto affermato in premessa circa l’impatto stressante che condizioni di stabulazione intensiva, poco “animal friendly”, possono provocare in soggetti sempre più sensibili ai fattori stressanti; fra i quali lo spazio a disposizione è certamente uno dei più rilevanti (Bowell et al., 2003). Troppo spesso, infatti, ci si basa nella progettazione su modelli spazio-distributivi astratti, assunti in modo acritico e riprodotti identicamente pur in diverse condizioni di allevamento. Quando invece ogni variabile progettuale (quali il numero di file delle cuccette, la lunghezza e l’ampiezza delle aree di transito e di alimentazione, la distribuzione dei punti di passaggio, degli abbeveratoi e di altre attrezzature, la collocazione degli impianti di mungitura) va studiata e determinata in modo specifico per ogni situazione di allevamento e secondo criteri che devono scaturire da una approfondita conoscenza delle esigenze e del comportamento naturale degli animali (Mentink & Cook, 2006). Molti studi hanno messo in evidenza le relazioni tra il comportamento delle bovine, inteso come ripartizione del tempo nelle differenti attività (riposo, alimentazione, stazionamento, ecc.), le prestazioni produttive, l’ingestione di sostanza secca, il benessere e la salute degli animali (Galindo et al., 2000; Metz, 1985).
Si tratta quindi di valutare come tali scelte di progetto possano offrire agli animali le migliori condizioni di benessere e di facile esercizio delle proprie funzioni essenziali.
E’ peraltro noto che tali aree di esercizio hanno non solo influenza sul comportamento, ma anche sulle condizioni igienico-sanitarie e sulle rese produttive; effetti che dipendono anche dal tipo di pavimentazione per le ragioni che abbiamo descritto nel primo punto. La comodità di spostamento verso le diverse aree funzionali, in primo luogo zona di alimentazione e gli abbeveratoi e, in secondo luogo, l’area di mungitura, è certamente un fattore decisivo per la produttività aziendale. Tanto più quanto più la mandria, quindi la stalla, raggiungono dimensioni elevate (come è la tendenza dei moderni allevamenti) e cresce il grado di meccanizzazione e automazione delle procedure, fino all’adozione dei robot di mungitura (Melin et al., 2005; Oostra et al., 2005).
Da questa sommaria descrizione risulta evidente come tutti e tre i temi sollevati concorrano, in stretta interdipendenza, a determinare le prestazioni complessive del sistema stalla-impianti-macchine; il cui assetto progettuale e funzionale va visto in un’ottica sempre più integrata per ottenere un disegno razionale di stalla “ottimizzata” nelle sue varie componenti tecnologiche ed edilizie. <<<



