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PROGRAMMA DI RICERCA
italiano - english
Unità di Ricerca
- Università degli Studi di PALERMO
SCIENZE FILOLOGICHE E LINGUISTICHE
- Università degli Studi di MESSINA
SCIENZE COGNITIVE E DELLA FORMAZIONE
- Università degli Studi di CATANIA
FILOLOGIA MODERNA
- Università degli Studi di PALERMO
BENI CULTURALI STORICO-ARCHEOLOGICI,SOCIO-ANTROPOLOGICI E GEOGRAFICI
- Università degli Studi di PALERMO
INGEGNERIA INFORMATICA
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Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
Classificazione geografica
- Regione: Sicilia
Parole Chiave
CULTURA ALIMENTARE SICILIANA, GEOLINGUISTICA, BANCA DATI, LESSICOGRAFIA DIATOPICA, ANTROPOLOGIA VISUALEAtlante linguistico della Sicilia. La dimensione geolinguistico-antropologica della cultura alimentare in Sicilia: rappresentazioni cartografiche, lessicografia diatopica, documentazione audiovisuale, archiviazione e trattamento informatico dei dati.
Università degli Studi di PalermoAbstract
Il gruppo di lavoro dell'Atlante Linguistico della Sicilia -ALS continua a sviluppare vari e diversi moduli integrabili, dinamici e aperti alle nuove conoscenze provenienti dalle discipline che integrano linguistica e tecnologie informatiche. L'attuale prospettiva è orientata alla realizzazione di un grande archivio delle parlate, con particolare riferimento all'ambito della cultura alimentare e della tradizione gastronomica siciliana, nell'intento di produrre un corpus sia di lessici settoriali di impianto diatopico sia di carte geolinguistiche. Ciò nel tentativo di conciliare lessicografia e diatopia, con l'applicazione dei nuovi indirizzi informatici. Sarà pertanto realizzata una standardizzazione informatizzata completa dei dati linguistici (testuali, pragmatici, sintattici, lessicali, fonetici), iconici e fotografici (catalogazione e sistematizzazione del patrimonio fotografico e audiovisivo). Una speciale attenzione sarà anche riservata alle comunità galloitaliche della Sicilia, dove la raccolta ed elaborazione del materiale servirà ad approntare un Dizionario-atlante della Cultura alimentare nella Sicilia “lombarda”, corredato di carte geolinguistiche. La sezione "Cultura Alimentare e Tradizione Gastronomica", che si inscrive nel più ampio progetto dell'ALS, viene avviata in un generale clima di attenzione grande, ma spesso indotta e manipolata dalle spinte eccessive e fuorvianti dei mezzi di comunicazione e dall'industria alimentare. Sul piano della ricerca il progetto, riguardante un'area di importanza essenziale come la Sicilia, è maturato all'interno di una serie di rapporti e di interessi che vanno dalla storia economica e sociale dell'alimentazione (si vedano i lavori di M. Montanari), alla lingua e all'antropologia dell'alimentazione. Nell’ambito del presente progetto, il sistema alimentare verrà anche osservato come luogo della memoria culturale di "lunga durata"; come prassi orientata alla costruzione di identità differenziate (di tipo sessuale, generazionale, di status socioeconomico e di appartenenza etnica); come codice che attua i rapporti di scambio simbolico fra uomini e entità sacrali, attraverso la pratica del "dono"; come strumento dell'interazione fra comunità diverse.L’apporto cospicuo di materiali bibliografici presistenti, le informazioni etnodialettali raccolte e quelle che si acquisiranno con la campagna di inchieste ALS sulla cultura alimentare già avviata nel 2004, l'abbondanza di etnotesti rilevati, nonché i dati in parte raccolti con il Questionario socioalimentare saranno archiviati informaticamente e resi fruibili mediante la costruzione di una banca dati in grado di assicurare un'interrogazione sui molteplici livelli dell'analisi linguistica e etnografica (con particolare riferimento alla natura del materiale raccolto, che, in gran parte, si presenta nella forma di etnotesti, spesso raccolti "in situazione", piuttosto che come semplici liste di parole). La banca dati della sezione etnodialettale dell'ALS tenderà alla costruzione di nuovi e avanzati programmi di cartografazione geo-etnolinguistica e all'applicazione di nuovi modelli di rappresentazione lessicografica. Infatti, la ricerca linguistica sul campo manifesta la necessità di essere coadiuvata da sistemi informativi a supporto dei processi di gestione dei dati e delle attività di controllo. I risultati scientifici raggiunti nell’ambito della ricerca sull’ALS hanno richiesto, infatti, l’utilizzo di tecnologie complesse che non possono prescindere dall’ausilio dei moderni strumenti di automazione e di calcolo. Saranno dunque sperimentate metodologie di Intelligenza Artificiale per il trattamento e l'analisi dell’intervista etnodialettale. Il sistema informativo dell’ALS, già sviluppato per la sezione sociovariazionale (PRIN 2005), sarà integrato con la progettazione di una sua componente dedicata agli studi etnodialettali, per poter gestire l’intera intervista (etnotesti, parlato, iconografia e contributi filmici) come nucleo informativo di base. L’architettura del sistema informativo nel suo complesso sarà costruita per il trattamento del dato “parlato” (non soltanto “parola”) e sarà necessariamente multilivello, per rispondere ad interrogazioni sia sul piano linguistico che etnografico.
Saranno definite e sviluppate metodologie e tecniche che consentano la conservazione del dato in modo da preservarne le irrinunciabili caratteristiche di polimorfia. Di fondamentale importanza sarà la messa a punto di metodologie di interrogazione che non prescindano dal dominio linguistico. Ciò in relazione alla necessità di definire strumenti “intelligenti” atti ad aumentare le possibilità di esplorazione del contenuto informativo dell’archivio senza essere costretti all’apprendimento di tecniche proprie della ricerca avanzata (data mining, linguaggi di interrogazione di basi di dati) che esulano dalle specificità del ricercatore linguista che ha elevate competenze sul dominio trattato. <<<
Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Giovanni Ruffino Università degli Studi di PALERMOObiettivo del Programma di Ricerca
L’obiettivo del Gruppo ALS è quello di fornire un strumento-atlante sulla cultura alimentare e sulle pratiche gastronomiche, costruito come archivio multifunzionale, comprendente:a)CARTE LESSICALI (onomasiologiche e semasiologiche)
Si tenderà a rappresentare cartograficamente, partendo dal dato linguistico, le più significative pratiche alimentari dell'Isola nelle loro diversificate proiezioni areali (aree linguistiche e aree culturali), con costanti riferimenti all’asse diacronico.
La disponibilità del modulo integrato ALSGIS consentirà rappresentazioni nella forma di carte geoetnolinguistiche “sonore”, interrogabili per variabile o gruppo di variabili.
b)CARTE ETNOGRAFICHE
Si tenderà alla documentazione e all'analisi dei codici antropologici e performativi che ruotano intorno al commercio e al consumo degli alimenti, al fine di meglio precisarne le variabili configurazioni nell'ambito del territorio siciliano. Luoghi della ricerca saranno pertanto sia i centri urbani che ospitano mercati di particolare rilievo storico-culturale e tutti quei punti in cui tuttora si presentano funzionalmente vitali le pratiche culinarie specificamente associate ai sistemi festivi.
c) RACCOLTA SISTEMATICA DI ETNOTESTI
Si proseguirà con la campagna di inchieste sulla cultura alimentare, su una rete di circa 70 punti, con la somministrazione dell’intero questionario (v. bibliografia).
d)LESSICI DIATOPICI E/O SUBAREALI
1. Verrà realizzato il Dizionario-atlante della cultura alimentare nella Sicilia “lombarda”, con la possibilità di mostrare, al di là degli elementi di conservazione – originari o del siciliano antico – la dinamica interculturale tra siciliano e galloitalico, con ovvi risvolti sul versante sociolinguistico.
2. Verrà anche approntato il Lessico della cultura tradizionale delle Madonie nell’intento di realizzare un modello di vocabolario-atlante settoriale e sub-areale che colga le dinamiche linguistico-territoriali di “conflitto” tra conservazione e innovazione.
e)MONOGRAFIE SU SINGOLI ASPETTI DELLA TRADIZIONE ALIMENTARE
Verrà approntato un lessico sulla panificazione tradizionale in Sicilia completato da un repertorio italiano-dialettale che risulterà, oltre che dalle inchieste sul campo, anche dallo spoglio di tutte le fonti demologiche, lessicografiche e atlantistiche disponibili. Esso sarà completato da una serie di carte su concetti e aspetti delle procedure di panificazione. Strettamente collegato al lessico del pane, fortemente connotato da valenze rituali e devozionali, è il campo relativo ai cibi delle feste, scanditi e disseminati nell’intero spazio calendariale.
f)TESTIMONIANZE DOCUMENTARIE
Verrà creato un archivio informatizzato delle fonti antiche (ricettari, libri di conti, ecc) che potranno grantire un raffronto diacronico con i dati rilevati sul campo.
g)DATI E RIFERIMENTI SOCIOCULTURALI
Sulla base dei dati raccolti attraverso la somministrazione del Questionario su “I siciliani e il cibo. Gusti, abitudini, regole” (cfr. bibliografia), sarà costruito un rapporto sulle dinamiche di cambiamento in atto riguardanti il rapporto tra giovani e cibo (nuovi gusti, abitudini, regole ecc).
L’obiettivo è quello di integrare la campagna di rilevamenti sul lessico della tradizione alimentare con una indagine accurata sulle regole, le consuetudini, i gusti che si riferiscono, oggi, al complesso sistema del cibo. Si tratta, dunque, di indagare, dell’intero universo alimentare, i rapporti tra passato e presente, utilizzando, per la raccolta dei dati, un Questionario socioalimentare curato da G. Ruffino (2005). La grande mole di dati multimediali (testo trascritto, sonoro, video e fotografie in circa 5000 questionari con sei sezioni contenenti 135 domande e sottodomande) sarà archiviata all’interno dell’infrastruttura già predisposta per la sezione sociovariazionale.
h)DOCUMENTAZIONE FOTOGRAFICA E FILMICA
A partire dall’utilizzazione del materiale fotografico contenuto nell’Archivio storico regionale della fotografia analogica e digitale, concepito dal Dipartimento di Scienze cognitive della Facoltà di Scienze della Formazione di Messina in seno al progetto APIS (Agenzia per l’Immagine Siciliana), già avviato nel precedente PRIN 2005, si procederà a:
1) raccogliere il materiale fotografico e audiovisivo relativo alla cultura alimentare siciliana, con indicazione dell’area geografica di provenienza e di altri dati di tipo semantico per il reperimento di informazioni a partire da molteplici tipologie di query;
2) rappresentare il modo in cui il cibo interviene nella vita privata e pubblica di una comunità: sezioni riguardanti i mercati e le sagre, le ricorrenze collegate al cibo, i diversi prodotti dolciari e da forno, le modalità di preparazione degli alimenti, la costruzione di strumenti per cuocere o preparare il cibo;
3) informatizzare il patrimonio fotografico e audiovisivo;
4) Conservare il materiale in supporti digitali;
5) Riversare nella banca-dati APIS-ALS e distribuire immediatamente al pubblico i risultati man mano raggiunti;
i)ARCHIVIO DELLE PARLATE SICILIANE E DEGLI ETNOTESTI
Comprenderà i testi raccolti sul campo e resi in trascrizione conversazionale. Il nucleo informativo sarà costituito dall’intera intervista (conversazione guidata) alla quale saranno applicati appositi procedimenti di etichettatura (anche sintattica e pragmatica) e diversi livelli di analisi linguistica. Particolarmente, questo modulo si lega alla progettazione e realizzazione della sezione etnodialettale del sistema informativo dell’ALS. <br />L’intero testo dell’intervista, sia in forma sonora sia in trascrizione integrale (normalizzata e fono-ortografica; la trascrizione fonetica sarà riservata soltanto ai contesti, ma a tutti i contesti, linguisticamente pregnanti e destinati alla cartografazione) sarà archiviato ed etichettato su diversi livelli sia linguistici che etnografici. Verrà allo scopo definito uno schema XML descrittivo della architettura di marcature che intende utilizzare, a partire dagli schemi già definiti per la sezione sociovariazionale in ALSML. Una prima ipotesi di popolazione prevede l’acquisizione di dati, linguistici e etnografici, pregressi – reperiti dallo spoglio di opere diatopicamente orientate (in particolar modo dal Vocabolario Siciliano, dall’AIS e dall’ALI, ma anche da altre diverse fonti nelle quali sia inequivocabile la relazione con lo specifico punto linguistico) – e la loro correlazione con informazioni raccolte sul campo, soprattutto in funzione di una loro valutazione diacronica. Irrinunciabile, in questa sezione dell’ALS, è ovviamente anche la correlazione con documenti iconografici (disegni e fotografie, sia reperiti dallo spoglio che rilevati sul campo) e filmici (v. sopra, punto h), che saranno archiviati e opportunamente annotati all’interno dell’ALSDB.
Il sistema di annotazione dell’intero testo dell’intervista consentirà di svolgere indagini su diversi ordini di varianti linguistiche (con indici di frequenza, e dunque con informazioni di tipo quantitativo, desunti automaticamente), correlate alle caratteristiche degli informatori coinvolti e al tipo di stimolo relativo a ogni risposta. I risultati dell’indagine potranno essere espressi sia in distribuzione spaziale (per esempio nella forma di carte geoetnolinguistiche attraverso la componente ALSGIS) sia in liste ordinate, utilizzabili soprattutto nella prospettiva della redazione di Lessici modulari (per esempio, Lessico dei giochi fanciulleschi, Lessico della cultura alimentare, Lessico agro-pastorale, ecc.) e/o settoriali (per esempio, Lessico del pane, ecc.) o di Lessici (sub-)areali (per esempio, lessico delle Madonie, ecc).
Il dato sonoro sarà archiviato e indicizzato sulla base del testo trascritto. Sarà quindi possibile il suo recupero (totale o parziale, per contesti di interesse) per la realizzazione di indagini più complesse, che riguardino molteplici aspetti (linguistici, etnografici, etc.) di porzioni o dell’intera intervista etnodialettale. <<<
Risultati parziali attesi
Nelle imprese atlantistiche del Novecento e in quelle contemporanee si rileva come i relativi questionari ricoprano soltanto piccole porzioni dello spazio alimentare. Inoltre, questa stessa parziale copertura risulta assai difforme nelle varie imprese geolinguistiche dove alcuni quesiti irrinunciabili risultano assenti o sporadicamente rappresentati (per es. una domanda di base come MANGIARE non è presente nei due grandi atlanti dell’ALI e dell’AIS; cfr. ancora mordere, cuocere, infornare, tritare, affettare, condire, salato, dolce, amaro, gustoso, piccante, per fare alcuni esempi). Tali vuoti non sono comunque inspiegabili: nell’atlantistica ben più che nella lessicografia diatopica, il procedimento selettivo procede dalla formulazione del questionario alla scelta delle carte. Ciò risulta ancora più stringente in rilevamenti come quelli alimentari nei quali i problemi dell’inchiesta dipendono dalle forme estreme di variazione che possono raggiungere livelli di microvariazione locale se non addirittura familiare. In condizioni di tale variabilità sono necessarie strategie di rilevamento che corrispondano alla complessità dell’oggetto di indagine (questionari a risposte aperte, idonee alla raccolta di etnotesti) e che prevedano domande non soltanto onomasiologiche, spesso poco produttive in ambito alimentare, ma soprattutto semasiologiche, che partano dal dato culturale più che dal concetto generale. Non sempre i materiali atlantistici di impianto tradizionale risultano idonei a tracciare quadri esaustivi e coerenti relativamente all’universo delle pratiche alimentari e alle dinamiche che lo attraversano. Come osservato da Louis Marin: “la cucina è strutturata come il linguaggio ed obbedisce alle stesse regole funzionali e strutturali”. In buona sostanza, occorre fare i conti con una “grammatica” alimentare consolidata, con i suoi "gustemi" e "olfattemi" con il suo repertorio di azioni e gesti codificati di ingredienti collaudati, di combinazioni canoniche. Un codice culturale che consente di cogliere le deviazioni le sostituzioni e i nuovi equilibri all’interno del sistema: così come in linguistica un tratto distintivio può muoversi combinandosi all’interno di sistemi fonologici diversi, allo stesso modo un alimento o un ingrediente assumono funzioni e valori diversi all’interno di sistemi alimentari variabili nel tempo e nei contesti sociali.Sul piano della documentazione è necessario uno strumento atlante come archivio multifunzionale che preveda al suo interno carte lessicali, carte etnografiche etc.
Il risultato di un Atlante così concepito sarà quello di fornire un quadro esaustivamente definito della cultura alimentare e delle pratiche gastronomiche siciliane. Per raggiungere tale obiettivo è però necessario uno strumento che non si basi esclusivamente sulla documentazione di corpora lessicali raccolti con elicitazione puntuale (si pensi al caso delle grandi imprese atlantistiche del ‘900, in particolare l’AIS e l’ALI), ma che sia in grado di guardare soprattutto al rapporto tra sistema dei segni linguistici e sistema complesso dei saperi alimentari e delle pratiche gastronomiche. Ciò al fine di associare ai lessemi e alle cose alimentari i gustemi e perfino gli olfattemi, in modo da caratterizzare lo spazio alimentare in campi e sottocampi fortemente interconnessi. Su un universo alimentare fortemente strutturato come quello siciliano è stata avviata nell’ambito del progetto ALS una impegnativa campagna di rilevamenti etnodialettali, mediante l’uso di un questionario di quasi mille quesiti e sottoquesiti. Nella predisposizione del questionario si era partiti da una tipizzazione della cucina tradizionale siciliana, che veniva distinta in “contadina” (povera), marinara, “baronale” (ricca), vastasa (di strada) “dei conventi, “votiva “ (devozionale cerimoniale). Ma una tale tipizzazione è forse oggi superata dalle dinamiche di cambiamento costantemente osservabili, la cui lettura può essere esaustiva solo se le inchieste dialettali assumono una nuova impostazione e vengono integrate da ulteriori tipologie di indagine (di tipo quantitativo). Per cogliere e misurare gli attuali movimenti dell’intero sistema si è deciso di condurre, assieme a quella geolinguistica, un’inchiesta socioalimentare sulla base di un questionario strutturato in 135 domande da somministrare a un campione di 5000 soggetti, prevalentemente sotto i trent’anni. Esso nasce dall’idea di integrare la campagna etnodialettale con una indagine accurata sulle regole, le consuetudini, i gusti che si riferiscono oggi al complesso sistema del cibo. Oggi, le molteplici culture alimentari, come anche le molteplici culture dialettali, presentano una marcata tendenza alla omologazione più che alla contaminazione. La famiglia, infatti, va progressivamente abdicando al suo ruolo che, per secoli, era stato quello di trasmettere le conoscenze alimentari –oltre che quelle linguistiche- attraverso le generazioni: ricette, ritualità, regole, abitudini, gusti, lessico.
Il Vocabolario-Atlante della cultura alimentare, risultante dall’integrazione dell’indagine etnodialettale con l’indagine socioalimentare, avrà come risultato la messa in luce della ridefinizione di alcuni tra i più significativi tratti caratteristici (gustemi) dell’universo alimentare siciliano in corrispondenza con la variazione e la ridefinizione dei sistemi sociali e culturali contemporanei. I primi dati (quantitativi e qualitativi) relativi al questionario socioalimentare, indirizzato ai giovani, mostrano, per esempio, come la pizza sia l’alimento più gradito, in quanto associata all’aggettivo “gustoso”, mentre la trippa sia l’alimento meno gradito in quanto associata all’aggettivo “disgustoso”. Queste indicazioni non rappresenterebbero di per sé un dato interessante. Interessanti sono invece le ampie prospettive che un tale dato apre qualora si voglia analizzare, a partire da esso, l’attuale riassestamento degli elementi su su cui si regge l’intero sistema linguistico-culturale dei saperi alimentari. Nel caso specifico, l’opposizione sul piano etico pizza-trippa spinge a indagare su possibili opposizioni sul piano emico legate per esempio ai sistemi di cottura.
L’associazione, nel questionario socioalimentare, di un indice di gradimento mediante l’assegnazione di un aggettivo a un dato alimento fa emergere che uno stesso alimento - le interiora di vitello (la trippa) -, risulta “disgustoso” se bollito, mentre appare “appetibile” se arrostito.
Ciò ha conseguenze non indifferenti sul piano linguistico: mentre “stigghiola”, “interiora di vitello arrostite”, è parola vitalissima tra i giovani, “quarumi” (interiora lessate) è certamente in fase regressiva. Si va quindi determinando una disarticolazione dei modelli alimentari della tradizione, le cui radici sono riconoscibili nelle antiche pratiche di epoca greco-latina e medievale, in conseguenza alla variazione dei contesti culturali e sociali. L’indagine socio-alimentare, associata all’indagine etno-dialettale, condotta secondo modelli avanzati e innovativi, disegna, dunque, uno scenario in cui la cucina tradizionale, pur conservando una una certa vitalità, si esprime in un rapporto agonistico tra conservazione e innovazione e appare capace di produrre nuovi equilibri nel sistema delle parole e delle consuetudini alimentari oltre che nel rapporto tra lingua e dialetto.
Ma la l’obiettivo di giungere alla possibilità di delineare un quadro esaustivamente definito della cultura alimentare e delle pratiche gastronomiche siciliane, oltre a fondarsi sul superamento di una documentazione basata su semplici corpora lessicali e sulla lettura del rapporto tra sistema linguistico e sistema dei saperi, deve anche saper guardare alla nuova situazione relativa rapporto tra lingua e dialetti. Nel momento in cui si registra la quasi totale scomparsa delle comunità diglottiche, anche un atlante sulla cultura alimentare può dirsi un atlante di repertorio tendente a documentare la complessità del parlato, pur se questo viene rappresentato a partire dalle varietà più vicine al polo dialettale. L’Atlante linguistico della Sicilia si costituisce infatti come atlante del parlato nel tentativo di superare l’impostazione di tanti studi sulla variazione linguistica che utilizzano il parlato come mero collante fisico da utilizzare ecc. Per tale ragione il nucleo informativo del Vocabolario-Atlante della cultura alimentare, come specifico modulo della sezione etnodialettale dell’ALS, sarà l’intera intervista. Sul “parlato” e non solo sulla “parola”, sarà costruita un’architettura informatica, certamente complessa, che possa rispondere alle interrogazioni su vari livelli – linguistici e etnografici - potenzialmente compresi nelle «conversazioni guidate», sulle quali poggiano le strategie elicitative di questa campagna. Anche in questo caso, la polimorfia, la variazione linguistica e la varietà etnografica costituiranno un principio irrinunciabile della nostra prospettiva di rappresentazione e di analisi a partire dalla “archiviazione” e dalla gestione informatica di tutte le informazioni rilevate.
E se relativamente alla sezione sociovariazionale il processo di organizzazione informatica dei dati si avvia ormai alla definizione (cfr. D’Agostino e Ruffino 2005 e D’Agostino e Paternostro 2006), la sezione etnodialettale ne è ancora sprovvista. Tuttavia, forti dell’esperienza maturata, la collaborazione tra linguisti e ingegneri informatici (Cfr. Gentile) prosegue nell’intento di costruire una nuova e diversa Banca Dati, in grado di gestire, come nucleo informativo, l’intera intervista etnodialettale.
L’intero testo dell’intervista, sia in forma sonora che in trascrizione integrale (normalizzata e fono-ortografica; mentre la trascrizione fonetica sarà riservata soltanto ai contesti, ma a tutti i contesti, linguisticamente pregnanti e destinati alla cartografazione), sarà ospitato in questa Banca Dati e sistematicamente etichettata su diversi livelli sia linguistici che etnografici. Una prima ipotesi di impianto è attualmente in fase di verifica insieme al gruppo di ingegneri coinvolti nell’esperienza dell’ALS. Esso prevede una correlazione modulare tra dati, linguistici e etnografici, pregressi – reperiti dallo spoglio di opere diatopicamente orientate (in particolar modo dal Vocabolario siciliano di G. Piccitto, dall’AIS e dall’ALI, ma anche da altre diverse fonti nelle quali sia inequivocabile la relazione con lo specifico punto linguistico) – e informazioni raccolte sul campo, soprattutto in funzione di una loro valutazione diacronica. Irrinunciabile, in questa sezione dell’ALS, è ovviamente anche la correlazione con documenti iconografici (disegni e fotografie, sia reperiti dallo spoglio che rilevati sul campo) e filmici, che saranno ospitati in apposti moduli della BD.
La possibilità di interrogare l’intero testo dell’intervista, opportunamente etichettato, permetterà di ottenere output informativi su diversi ordini di varianti linguistiche (con indici di frequenza e, dunque, con informazioni di tipo quantitativo, desunti automaticamente), correlate alle caratteristiche degli informatori coinvolti e al tipo di stimolo relativo a ogni risposta. Gli output richiesti – attraverso una sistema di interrogazione che garantisca la possibilità di combinazione delle diverse variabili disponibili – saranno forniti automaticamente sia in distribuzione spaziale (e dunque sotto forma di carte geo-etnolinguistiche) che in liste ordinate, utilizzabili soprattutto nella prospettiva della redazione di Lessici modulari (per esempio, lessico dei giochi fanciulleschi, lessico della cultura alimentare, lessico agro-pastorale, ecc.) e/o settoriali (per esempio, Lessico del pane, ecc.) o di Lessici (sub-)areali (per esempio, lessico delle Madonie, ecc).
Altrettanto irrinunciabile è la relazione diretta con il dato sonoro, che sarà recuperato e reso disponibile in ogni momento dell’interrogazione (momentaneamente attraverso l’ancoraggio sistematico al testo trascritto, ma prosegue la nostra collaborazione con ingegneri esperti, e attualmente attivi, nell’elaborazione di nuovi e sempre più affidabili sistemi dedicati al riconoscimento automatico del parlato) anche in forme più evolute – sia in ragione del loro reperimento automatico, sia nella loro potenzialità informativa, sia ancora nella qualità delle loro rappresentazioni – di carte geoetnolinguisiche “sonore”.
Anche nel caso del Vocabolario-Atlante della cultura alimentare come modulo della sezione etnodialettale dell’ALS, porre l’intera intervista alla base del sistema informativo si lega saldamente alla necessità di rendere esplicite tutte le procedure e le condizioni attraverso cui viene ad acquistare progressivamente forma ciò che diventerà ‘dato’ della ricerca. <<<
Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
L’innovativo impianto progettuale dell’Atlante Linguistico della Sicilia (ALS) è stato definito grazie al confronto sistematico e al contributo attivo della Comunità scientifica nazionale e internazionale impegnata nell’atlantistica di area romanza e non.Nelle sezioni dell’atlante, etnolinguistica e sociolinguistica, è rimasto immutato l'obiettivo di portare alla luce la polimorfia linguistica dell’area, facendo emergere sia i legami tra cultura tradizionale e cultura dialettale, sia i rapporti che legano struttura linguistica e struttura socio-spaziale. In questo senso va letta la volontà di documentare l'intero repertorio linguistico dell’area.
Questo approccio teorico è stato oggetto di costante riflessione del gruppo di ricerca (GR) ALS in sede di Convegni organizzati a Palermo e con la pubblicazione di volumi di carattere metodologico, ricchi di contributi autorevoli.
Conclusa la fase dei rilevamenti sui giochi fanciulleschi e dei primi esperimenti di rappresentazione, il GR sta procedendo all’analisi e alla rappresentazione di ulteriori dati disponibili. A partire dal 2004 è costante l’impegno del GR nei rilevamenti sulla cultura alimentare.
La sezione "Cultura alimentare e tradizione gastronomica", che si inscrive nel progetto ALS, viene avviata in un clima di attenzione grande, ma spesso indotta e manipolata dalle spinte eccessive e fuorvianti dei mezzi di comunicazione e dell'industria alimentare. I modelli alimentari, se da un lato si ostentano, al livello delle strutture profonde (tecniche di cottura, sistema dei sapori ecc.), come marcatori della memoria collettiva di lunga durata, dall'altro appaiono rifunzionalizzabili in rapporto a bisogni di “radicamento” simbolico nel territorio minacciato dai processi di globalizzazione; al contempo essi si pongono come luoghi della rielaborazione in varianti stilistiche del gusto orientate a ridisegnare, nella realtà contemporanea, percorsi identitari differenziati.
Sul piano della ricerca, il progetto riguardante un'area di importanza essenziale come la Sicilia, è maturato all'interno di una serie di rapporti e di interessi che vanno dalla storia dell'alimentazione (cfr. i lavori di M. Montanari), alla lingua e all'antropologia dell'alimentazione. I momenti salienti di questa rete di rapporti che hanno coinvolto il gruppo ALS sono rappresentati:
a) dai primi 2 volumi del “Materiali e ricerche dell'ALS”. Nel primo (v. Ruffino, a cura di, 1995) viene già programmato un micro-atlante settoriale sulla cultura alimentare (p. 16); vengono fornite ricche anticipazioni su alcuni usi alimentari di S. Mauro Castelverde (pp. 531-36) e sulla cucina di strada a Palermo (pp. 115-30), nonché un'ampia bibliografia della cultura alimentare siciliana (pp. 271-94); nel secondo (v. Ruffino 1995) si disegna un saggio di geografia linguistico-antropologica su un dato culturale, come quello del pane pasquale, ancora oggi vitale nel contesto dei riti devozionali della primavera
b) dal Congresso internazionale, organizzato nel 1999 dal Dipartimento di studi sul mondo classico e del mediterraneo antico dell'Orientale di Napoli, sul tema "Saperi e sapori mediterranei. La cultura dell'alimentazione sui riflessi linguistici" (con apporti del GR dell'ALS)
c) dalla pubblicazione (2000) del Questionario alimentare ALS (v. Ruffino e Bernardi 2000), con il quale l'inizale ipotesi del 1995 diventava progetto
d) dalla pubblicazione, nel 2003, del VI Vol. dell'Atlante Linguistico Italiano (ALI) dedicato all'Alimentazione (Carte 525-614), che amplia e aggiorna i dati presenti nell'Atlante dell'Italia e della Svizzera meridionale (AIS)
e) dalla messa punto, nel 2005, di un complesso questionario socio-alimentare su “I Siciliani e il Cibo” (v. bibliografia), con il quale il gruppo di ricerca dell'ALS propone un'indagine complementare a quella strettamente linguistica
f) dal Convegno, organizzato dal Gruppo ALS, sul tema “"Parole da gustare. Consuetudini alimentari e percorsi di ricerca”, 2006), in occasione del quale la campagna e la metodologia dei rilevamenti alimentari in Sicilia sono stati definitivamente delineati (gli Atti sono già disponibili, v. Castiglione e Rizzo 2007)
g) dal Convegno Internazionale organizzato a Vercelli nel marzo 2007 dall'Università e dal Centro Studi Piemontesi sul tema “Di cotte e di crude. Cibo, culture, comunità” (con apporti del GR dell'ALS)
h)dal VII Convegno Int.le ASLI (Modena 20-22/9/07) “Storia della lingua e Storia della cucina. Parola e cibo: due linguaggi per la storia della società italiana” (con apporti del GR dell'ALS)
Confortato e irrobustito da così rilevanti confronti e da una elaborazione progettuale maturata attraverso successive messe a punto, il GR ha già avviato la campagna di rilevamenti in circa 60 punti siciliani di cui circa la metà parzialmente acquisiti (oltre 300 ore di regitrazione), sulla base di un questionario comprendente 30 sezioni e circa 1000 quesiti (contro i 170 dell'ALI e i 95 dell'AIS).
Le informazioni etnodialettali e l'abbondanza di etnotesti rilevati, nonché i dati sinora acquisiti con il Questionario socio-alimentare, esigono una non facile sistematizzazione informatica, che esalti ogni possibilità di analisi e di rappresentazione cartografica e lessicografica. Una cospicua parte del materiale è costituita da documenti audiovisivi , filmici, fotografici, iconici. Questi documenti necessitano di un’opera di catalogazione in riferimento alla specificità dell’area territoriale e al patrimonio lessicale ad essi collegato. L’importanza del materiale fotografico e filmico non può essere sottovalutata, poiché molti momenti collettivi collegati inestricabilmente al cibo, come le feste tradizionali e patronali, necessitano di un’adeguata rappresentazione per essere compresi appieno. Un esempio particolarmente chiaro di come il dato fotografico e audiovisivo intervenga in modo decisivo a chiarire il significato di una pratica alimentare è dato dal fenomeno dei mercati, le voci e le grida dei venditori.
Il Dipartimento di Scienze cognitive della Facoltà di Scienze della Formazione (Univ. Messina), ha sviluppato negli ultimi anni un progetto sorto come filiazione diretta dell’ALS, il progetto APIS (Agenzia per l’Immagine Siciliana). Lo scopo dell’APIS è quello di rendere fruibile la storia iconica della Sicilia, anche nei suoi aspetti più nascosti. Uno dei suoi prodotti è costituito dall’Archivio storico regionale della fotografia analogica e digitale, realizzato sotto forma di un Portale telematico – già funzionante e accessibile – che raccoglie una banca dati suddivisa in sotto-archivi dedicati alle località siciliane, a delle tematiche particolari e ad artisti o a gruppi di artisti specifici.
Quanto alla realizzazione dell’intero sistema informativo dell’ALS, il Dipartimento di Ingegneria dell’Informazione (DINFO, Univ. Palermo) ha contribuito alla progettazione e realizzazione in via di definizione del sistema informativo relativo alla sezione sociovariazionale dell’ALS (D’Agostino e Ruffino 2005, D’Agostino e Paternostro 2006). Il lavoro di progettazione è il frutto di un paziente lavoro di integrazione di domini di conoscenza diversa e contaminazione reciproca, iniziato da oltre un quinquennio e attualmente in corso (Gentile 2007), e che produce sul campo quella “ibridazione” tra cultura informatica e cultura umanistica, necessario nucleo per lo sviluppo del settore dell’informatica umanistica. Linguaggi, obbiettivi, esposizione dei risultati e metodologie di lavoro, al primo apparire differenti, sono via via stati discussi, assorbiti e integrati in prospettive di ricerca comuni per gli studiosi dei diversi settori scientifici coinvolti.
Il SISTEMA INFORMATIVO DELL’ALS
Il sistema informativo multimediale della sezione sociovariazionale dell’ALS (ALSDB) è stato progettato (Gentile et alii 2004a e 2004b) per consentire le seguenti possibilità
1) rendere fruibile in formato digitale tutto il materiale registrato a livello fonetico-ortografico, fonetico-trascrittorio, fonetico-vocale, lessicale, morfosintattico, prosodico
2) consentire l’interrogazione da correlare variabili a sociolinguistiche, sociometriche, geografiche, geolinguistiche e dialettologiche
3) realizzare un sistema di cartografazione automatizzato per produrre mappe tradizionali e mappe particolari.
Una prima base di dati, attualmente in fase di collaudo, è stata realizzata per la iniziale raccolta sul campo dei dati relativi al “Questionario socioalimentare” (Matranga 2007), e sarà integrata all’interno del sistema informativo dell’ALS.
DEFINIZIONE DELL’ONTOLOGIA DI DOMINIO
Il processo di definizione di uno schema ontologico per la rappresentazione di un dominio è un esempio del problema della Knowledge Representation (Sowa 2000). Il processo di estrazione della conoscenza parte dal principio che la conoscenza si può considerare sia come risorsa che come flusso (Abecker & Elst 2003). Essendo risorsa è possibile veicolarla. Un modo per veicolarla è rappresentarla mediante uno strumento atto agli scopi. In questo senso l’utilizzo di un’ontologia (Gruber 1993] è naturale nel processo definito. Mika (2004)definisce tre livelli di funzionalità crescenti per l’utilizzo di un’ontologia all’interno di un’applicazione: l’applicazione come supporto al sistema, l’integrazione per definire funzionalità complesse ed il reasoning per acquisire funzionalità aggiuntive.
INTEGRAZIONE BASI DI DATI ONTOLOGIA
Il processo di mapping tra un’ontologia ed una base di dati è una delle questioni centrali per un’effettiva interoperabilità ed integrazione semantica tra sistemi. Tuttavia tale operazione è un’operazione complessa. In generale il mapping tra ontologie e database può essere visto come la tripla (K, S, {Ri}) dove K rappresenta la base di conoscenza, S lo schema della base di dati e {Ri} l’insieme delle regole che permettono di passare da K ad S. L’integrazione in questo caso avviene a livello di schema (Shvaiko & Euzenat 2004].
SISTEMI DI DIALOGO IN LINGUAGGIO NATURALE: CHAT_BOT
Nell’ambito della ricerca sulle interfacce uomo-macchina basate sull’uso di agenti conversazionali buona parte della ricerca viene rivolta allo studio ed alla creazione di agenti credibili ed espressivi, integrando anche tecniche per l’analisi e l’elaborazione del linguaggio (Figa & Tarau,2002, Montero & Arak). I chat-bot possono essere usati in vari tipi di applicazioni, come guide all’interno di musei (Augello et alii 2006) e tutor didattici (Kerly et alii 2006).
SPAZI SEMANTICI PER LA RAPPRESENTAZIONE DI DOCUMENTI E FRASI IN LINGUAGGIO NATURALE
Gli spazi semantici consentono di rappresentare il significato di parole e documenti all’interno di spazi vettoriali (Firth 1957).Una nota metodologia per la costruzione di spazi semantici è la Latent Semantic Analysis (LSA)(Landauer et alii 1999). Un limite di tale metodologia è che la rappresentazione ottenuta non tiene conto dell’ordine delle parole all’interno del testo. Sono stati presentati alcuni tentativi di ricerca per superare tale limite, quali ad esempio i progetti SELSA (Kanejiya et alii 2003), FLSA (Serafin & Eugenio 2004), o i modelli ad N-grammi (Croft & Lafferty 2004).
SISTEMI INFORMATIVI GEOGRAFICI
I software che consentono elaborazioni su carte geografiche digitali (GIS, Geographic Information System, sistema informativo geografico) nascono dall’esigenza di potenziare i software di disegno CAD con capacità utili per l’analisi di dati geografici, integrando un database ad un’immagine di cartografia digitale. La loro adozione è la naturale risposta tecnologica alle esigenze di cartografia digitale dell’ALS. In letteratura esistono diverse piattaforme GIS disponibili, sia commerciali che gratuite e open-source. Per le sue caratteristiche di implementazione è stato scelto il sistema MapWindowGIS per lo sviluppo della componente GIS dell’ALS (nel seguito indicata con ALSGIS).
RIFERIMENTI
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