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INIZIO_TESTO_DA_INDICIZZARE

PROGRAMMA DI RICERCA

italiano - english

TEATRO UMANISTICO. SAGGI ED EDIZIONI

Università degli Studi di Genova
Abstract
Di fronte ai secoli medievali che ebbero una limitata produzione di scritti di teatro profano, la cultura umanistica recupera le ascendenze classiche che costituiscono uno degli elementi portanti del rinnovamento culturale avviatosi con Francesco Petrarca, autore di una commedia perduta. L’ambiente goliardico caratterizza la scrittura di opere di teatro fino alla metà del secolo XV. Le commedie sono prodotte, talora da autori rimasti anonimi, entro l’ambito della scuola e dell’università, a Padova, Pavia, Bologna. Gli studenti autori di commedie non trascurano di interpretare e di trasferire sulla scena la realtà quotidiana, fatta spesso di eccessi, bagordi, avventure e beffe, come si trova pure in un’efficace produzione novellistica che prende le mosse dal Decameron. Non è casuale che molti siano i contatti proprio con le novelle coeve, fonte inesauribile di esempi e di tipi allo stesso modo delle commedie di Plauto e di Terenzio. Allo stesso tempo ha grande rilevanza il fattore linguistico: il latino utilizzato recepisce tessere volgari (non solo italiane) che spiegano anche l’internazionalizzazione dovuta alla presenza, nelle grandi sedi universitarie, di studenti stranieri, che portano la loro lingua così come le loro abitudini di vita.
L’evolversi del teatro umanistico pone una serie di questioni importanti per la cultura del secolo XV: il concetto di imitazione in rapporto ai modelli classici, l’entità dell’autonomia e dell’originalità dei singoli testi, la dipendenza dal mondo contemporaneo, la questione delle rappresentazioni. Rispetto alla prima metà del secolo XV dove prevale una “lettura” dei testi, intesi spesso come “esercitazione” da parte degli stessi autori, nella seconda metà del secolo si afferma il gusto per la rappresentazione dei testi. Si rappresentano, così, spesso con fantastiche scenografie, commedie classiche, e commedie contemporanee.
Minore incidenza ha la tragedia umanistica, numericamente limitata e che per lo più tende al recupero di modelli classici, soprattutto senecani.
Il teatro umanistico è stato variamente studiato, con una netta prevalenza di studi e di edizioni di commedie. Ma è mancata finora la possibilità di procedere ad un piano omogeneo ed unitario di lavoro, che, prendendo in considerazione tutta la produzione drammatica tre-quattrocentesca avesse la possibilità di definire le reali caratteristiche di queste opere. Ciò vale, in particolare, anche per l’aspetto linguistico: le commedie umanistiche contribuiscono a elaborare un lessico nuovo che spesso trova diffusione anche in generi letterari diversi; è un latino in certi casi marginale ma vivo nell’immediatezza e nel realismo delle sue soluzioni.
All'interno del vasto corpus del teatro latino umanistico, che comprende una cinquantina di testi fra commedie e tragedie, questo Progetto intende prendere in esame in una prima fase alcuni testi significativi per i rapporti fra la cultura italiana e la cultura europea. Con la cultura napoletana aragonese e con la Spagna presentano forti collegamenti testi come la Leucasia di Gerolamo Morlini, la Historia Baetica di Carlo Verardi, il Fernandus servatus di Marcellino Verardi, opere apparse per lo più alla fine del Quattrocento.
Ai rapporti con l'Europa settentrionale, molto intensi nel Quattrocento grazie alla numerosa presenza di studenti stranieri nelle più importanti Università italiane, soprattutto a Padova, Pavia e Bologna, rinviano commedie come l’Andrieta, la Commedia elettorale, la Comedia sine nomine e il Phylon (tutte di autore anonimo), la Scornetta dell'olandese Hermann Knuyt Van Slyterhoven e tre commedie (il Philodoxus di Leon Battista Alberti, la Philogenia di Ugolino Pisani e il De falso hypocrita di Mercurino Ranzo) dalle quali l'umanista tedesco Albrecht von Eyb trascrisse alcune scene nella sua Margarita poetica; nonché le sette commedie del veneziano Tito Livio Frulovisi, attivo per lungo tempo in Inghilterra.
Particolare attenzione sarà dedicata ad approfondite analisi linguistiche e stilistiche di questo corpus teatrale (analisi che verrà ampliata anche agli altri testi “comici” del Quattrocento): in tale prospettiva, almeno in una prima fase, saranno prese in considerazione il Dolos e la Comedia sine nomine, commedie che presentano problematiche testuali e caratteristiche linguistiche e formali particolarmente originali. I risultati delle ricerche saranno verificati grazie all'organizzazione di congressi a conclusione delle diverse fasi. I testi che si prevede di pubblicare sono i seguenti: Anonimo, Commedia elettorale; Anonimo, Andrieta; Anonimo, Phylon; Mercurino Ranzo, De falso hypocrita; Hermann Knuyt Van Slyterhoven, Scornetta; Tito Livio Frulovisi, Peregrinatio; Tito Livio Frulovisi, Eugenius; Anonimo, Dolos; Anonimo, Comedia sine nomine; Girolamo Molini, Leucasia; Carlo Verardi, Historia Baetica; Marcellino Verardi, Fernandus servatus. <<<

Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Stefano Pittaluga Università degli Studi di GENOVA
Obiettivo del Programma di Ricerca
Il Progetto si propone come obiettivo scientifico primario la realizzazione di edizioni critiche di un numero consistente di testi teatrali umanistici, così da costituire il primo nucleo di una progettata edizione completa, in un “corpus” unico e complessivo, delle opere teatrali dell’età umanistica – commedie e tragedie – dai primi decenni del secolo XIV alla fine del secolo XV. Si tratta di una cinquantina di titoli che testimoniano una ricchezza di produzione fino ad oggi valutata e conosciuta in modo frammentario e parziale: in molti casi, infatti, la mancanza di edizioni critiche ha reso difficoltosa, se non quasi impossibile, la lettura di alcuni testi. Una parte rilevante del Progetto consiste inoltre nello studio sistematico degli aspetti linguistici di tali testi (e di altri testi “comici” del Quattrocento) sia nella prospettiva del recupero di modelli classici sia in quello della verifica della presenza più o meno rilevante di modelli medievali e volgari nel latino “comico” del Quattrocento.
In questo ambito il Progetto si pone altresì l’obiettivo di recuperare eventuali testi teatrali fino ad ora non conosciuti e rimasti ignorati soprattutto per essere stati tramandati anonimi o anepigrafi o con errate attribuzioni di autori. Ciò sarà possibile attraverso un censimento sistematico e da una ricerca capillare che verrà attivata in Italia e altrove, sia utilizzando gli strumenti di corredo disponibili sia attraverso ricognizioni dirette e specifiche in biblioteche italiane e straniere.
La realizzazione del censimento si baserà su un’impostazione e una metodologia scientifica ormai ben consolidata in studi similari sulla trasmissione dei testi in età medievale e umanistica. Nella fase iniziale ci si servirà di repertori generali come l’Iter Italicum, per poi passare a indagini specifiche e settoriali su cataloghi di biblioteche in Italia e all’estero. Tale lavoro di censimento e di ricognizione sarà condotto in biblioteche specializzate come la Biblioteca Apostolica Vaticana, la Biblioteca Nazionale Centrale di Firenze, la Biblioteca Medicea Laurenziana di Firenze, la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, la Biblioteca Nazionale di Napoli, la Bibliothèque Nationale de France a Parigi, la Staatsbibliothek a Berlino, la Bayerische Staatsbibliothek a Monaco, la British Library a Londra, la Bodleian Library a Oxford, la Biblioteca Universitaria di Simancas, la Biblioteca Capitolar e Columbina di Siviglia, la Biblioteca de El Escorial di Toledo. I risultati dovrebbero produrre un quadro sostanzialmente completo e definitivo della storia della tradizione manoscritta e a stampe dei testi e dei documenti che interessano.

Indagini così condotte avranno positivi riflessi anche rispetto a testi anonimi in quanto dovrebbero consentire l’identificazione di autori di alcune opere fin qui conosciute come anonime.
Il Progetto si propone l’obiettivo globale di portare un contributo decisivo allo studio sulla diffusione di opere non legate a situazioni contingenti ma ricche di fermenti culturali e pure ideologici che hanno arricchito la cultura del Quattrocento e che sono state alla base degli sviluppi successivi della produzione teatrale a livello europeo.
Non è da trascurare che, grazie ad un lavoro analitico, storicamente, filologicamente e linguisticamente corretto e omogeneo come quello che sta alla base del Progetto, sarà forse possibile arrivare a definire in modo più preciso che nel passato il genere letterario, commedia o tragedia, o addirittura storiografia, che rende equivoci alcuni testi, soprattutto della fine del Quattrocento, legati a vicende storiche oggettive variamente interpretate e rielaborate nella trasposizione teatrale. In questo quadro le edizioni e l'analisi di testi significativi in merito ai rapporti da un lato fra la produzione teatrale dell'Italia centro-settentrionale e la cultura europea settentrionale, e dall'altro, fra la produzione meridionale e l'Umanesimo spagnolo e francese consentiranno un approfondimento ad ampio respiro circa la diffusione dell’Umanesimo in Italia e in Europa e, più in particolare, del genere teatrale, in considerazione della straordinaria fortuna, che proprio dal Cinquecento ha il teatro in tutta l’Europa.
Inoltre lo studio della tipologia delle rappresentazioni delle commedie, più semplici nella prima metà del Quattrocento, assai più complesse nella seconda, quando gli umanisti applicano il concetto di imitazione dei modelli classici anche per quanto riguarda i modi della rappresentazione, può produrre nuovi risultati sulle motivazioni che, specie all’interno delle corti signorili, stanno alla base della realizzazione di fantastiche scenografie che acquistano anche un valore paradigmatico come modelli del tutto innovativi. Le ricerche si presentano ampie e complesse, ma potrebbero aver inizio attraverso una campionatura documentaria rivolta anche a magistrature incaricate di organizzazioni culturali, mentre fonti importanti saranno carteggi privati, specie di ambasciatori e di viaggiatori che raccontavano vicende ed avvenimenti cittadini. In questa prospettiva, la ricerca sul piano linguistico consentirà di analizzare e ricomporre almeno un settore della lingua latina umanistica, e un settore particolarmente ‘creativo’: la lingua ‘comica’ è infatti quella certamente più sottoposta all’inventio, all’espressionismo, ai toni del ‘parlato’, e può quindi essere un eccellente banco di prova delle capacità del latino umanistico di inventare se stesso pur aderendo ai modelli. I risultati delle ricerche saranno verificati grazie all'organizzazione di congressi a conclusione delle diverse fasi.
Il Progetto si concretizzerà con una specifica Collana patrocinata e pubblicata dalla Fondazione Ezio Franceschini e dalle Edizioni del Galluzzo, che per il loro impegno mondiale nell’ambito della filologia medievale e umanistica garantiscono l’originalità e l’importanza dell’iniziativa promossa. I testi che si prevede di pubblicare sono i seguenti:
Anonimo, Commedia elettorale
Anonimo, Andrieta
Anonimo, Phylon
Mercurino Ranzo, De falso hypocrita
Hermann Knuyt Van Slyterhoven, Scornetta
Tito Livio Frulovisi, Peregrinatio
Tito Livio Frulovisi, Eugenius
Anonimo, Dolos
Anonimo, Commedia sine nomine
Girolamo Molini, Leucasia
Carlo Verardi, Historia Baetica
Marcellino Verardi, Fernandus servatus <<<
Risultati parziali attesi
Ci si augura che i risultati della ricerca corrispondano agli obiettivi che il Progetto si propone di raggiungere. Tali risultati dovranno pertanto consistere nella realizzazione delle seguenti linee di ricerca: 1) censimento dei manoscritti e raccolta della documentazione bibliografica; 2) allestimento delle edizioni critiche dei testi presi in considerazione; 3) saggi e studi di carattere filologico, storico-letterario, linguistico e teatrale.
Riguardo alla prima linea si tratta di raccogliere e pubblicare un duplice ampio dossier: quello relativo alle caratteristiche della lingua comica del Quattrocento e ai suoi rapporti con la lingua della palliata da una parte e al volgare dall'altra, con particolare attenzione dedicata alla lingua (latina e volgare) della novellistica; e il dossier relativo al censimento dei manoscritti e delle antiche edizioni a stampa che tramandano testi teatrali, nonché alla raccolta della documentazione bibliografica e dei dati necessari per poter procedere all'allestimento delle edizioni previste, e successivamente allo studio approfondito delle tematiche proposte. I due dossier, oltre ad essere funzionali alla presente ricerca, si configureranno altresì come nuovi e fondamentali repertori e utili strumenti di consultazione per gli studiosi della cultura umanistica, sia nella prospettiva della storia della lingua, sia in quella della storia del teatro e della tradizione manoscritta della produzione teatrale quattrocentesca.
La seconda linea di ricerca costituisce la fase di maggior impegno sul piano filologico ed ecdotico e riguarda l'allestimento delle edizioni critiche dei seguenti testi teatrali: Anonimo, Commedia elettorale; Anonimo, Andrieta; Anonimo, Phylon; Mercurino Ranzo, De falso hypocrita; Hermann Knuyt Van Slyterhoven, Scornetta; Tito Livio Frulovisi, Peregrinatio; Tito Livio Frulovisi, Eugenius; Anonimo, Dolos; Anonimo, Comedia sine nomine; Girolamo Molini, Leucasia; Carlo Verardi, Historia Baetica; Marcellino Verardi, Fernandus servatus. Tali edizioni saranno precedute da ampie introduzioni di carattere storico-letterario e filologico, presenteranno la traduzione italiana a fronte del testo latino, saranno dotate di un apparato critico positivo ed eventualmente di un apparato delle fonti, e saranno seguite da un commento continuo. Ogni edizione presenterà indici dei nomi, dei manoscritti, dei passi citati. I testi teatrali che saranno pubblicati riflettono gli obiettivi che le singole Unità di ricerca si sono proposti di raggiungere: i rapporti fra Umanesimo dell'Italia Centro-settentrionale e Umanesimo europeo; i collegamenti fra l'Umanesimo napoletano e la cultura spagnola e francese nel Quattrocento; le tematiche relative al linguaggio “comico”, considerato non soltanto in una prospettiva teatrale. La realizzazione di edizioni critiche di un numero consistente di testi teatrali umanistici, costituirà il primo nucleo di una progettata edizione completa, in un “corpus” unico e complessivo, delle opere teatrali dell’età umanistica – commedie e tragedie – dai primi decenni del secolo XIV alla fine del secolo XV. Si tratta di una cinquantina di titoli che testimoniano una ricchezza di produzione fino a oggi valutata e conosciuta in modo frammentario e parziale: in molti casi, infatti, la mancanza di edizioni critiche ha reso difficoltosa, se non quasi impossibile, la lettura di alcuni testi.
Accanto alle edizioni a stampa si predisporranno edizioni on line che consentiranno ulteriori studi di approfondimento su settori diversi, quali quelli della storia della trasmissione manoscritta e della lingua, col risultato da un lato di poter ricostruire specificamente la storia di ogni singolo codice (sua confezionatura, suoi possessori, sue vicende), e dall’altro di acquisire nuove testimonianze sulla struttura della lingua latina in un momento di forte influenza e contaminazione del volgare. Grazie all’organizzazione di specifici strumenti informatici (corpora e data base) sarà possibile estendere i risultati del Progetto su settori non marginali della ricerca. L'edizione, fondata su rigorosi criteri filologici, dell'intero “corpus” del teatro umanistico è certo un'impresa complessa e mai tentata finora, che consentirà non solo di leggere finalmente testi affidabili, ma costituirà anche una solida base per future ricerche.
In tale prospettiva, sulle edizioni di questo primo gruppo di testi si fonderanno gli studi e i saggi che verranno realizzati nel corso del presente Progetto e che sono l'obiettivo della terza fase della ricerca. Si tratta di procedere ad analisi storico-letterarie che consentiranno di valutare la produzione comica e tragica del Quattrocento nel quadro storico-politico, letterario, teatrale e linguistico della cultura umanistica nei suoi rapporti con la cultura europea. In definitiva, le tre linee di ricerca prospettate si concretizzeranno in una serie di pubblicazioni (censimento di manoscritti e documentazione bibliografica; edizioni critiche; saggi e studi di carattere filologico, storico-letterario, linguistico e teatrale) destinate non solo a gettare nuova luce sull'affermazione e sullo sviluppo del teatro umanistico, ma anche ad approfondire le conoscenze relative ai rapporti fra centri culturali italiani e cultura europea del Quattrocento, anche al di là del campo specifico d'indagine del presente Progetto. <<<
Durata
24 mesi
Base di partenza scientifica nazionale o internazionale
Dopo le ricerche pionieristiche di D'Ancona, Creizenach e Beutler, l'attenzione degli studiosi sul teatro umanistico, e in particolare sulla commedia, fu richiamata negli anni '60 del secolo scorso da uno storico del teatro come Vito Pandolfi e da un filologo come Alessandro Perosa. Le ricerche di questi due studiosi, caratterizzate da differenti prospettive culturali, sollecitarono nel 1968 la pubblicazione da parte di Antonio Stäuble del primo saggio complessivo sulla commedia umanistica: La commedia umanistica del Quattrocento. Si tratta di uno studio oggi ovviamente invecchiato, ma che affronta sistematicamente molti dei temi centrali relativi al genere, dall'analisi dei contenuti dei singoli testi, a problemi relativi a struttura e forma linguistica e lessicale, alle tematiche e alla caratterizzazione dei personaggi, ai rapporti con i modelli classici, alle eventuali rappresentazioni e ai modi delle rappresentazioni, agli ambienti di provenienza e alle ambientazioni, agli intenti pedagogici e polemici, alla collocazione letteraria, alla tradizione manoscritta e alla fortuna di tale produzione.
Il saggio di Stäuble suscitò un rinnovato interesse per il teatro umanistico fra gli studiosi del Quattrocento latino e del teatro rinascimentale, e quindi tanto in una prospettiva filologico-letteraria e linguistica, quanto nella direzione della verifica delle rappresentazioni e della rappresentabilità di tale genere teatrale. All'epoca in cui scriveva Stäuble solo pochissimi fra la cinquantina di testi che costituiscono il corpus erano editi e per di più si leggevano in edizioni scientificamente non affidabili oppure solo nella traduzione italiana di Perosa. Lo studioso svizzero dovette pertanto ricorrere sistematicamente alla lettura diretta dei manoscritti o delle poche edizioni cinquecentine, incorrendo necessariamente in comprensibili errori di attribuzione o di valutazione.
Nel corso degli ultimi quarant'anni il rinnovato interesse per il teatro umanistico e in generale per i testi “comici” del Quattrocento si è sviluppato in accordo con la vasta produzione scientifica relativa alla letteratura e alla filologia umanistica; e tuttavia il genere teatrale è sempre stato considerato un genere minore, cui solo un numero ristretto di studiosi ha dedicato studi approfonditi. Il motivo va forse ricercato nel fatto che, ad eccezione di alcune opere composte in età giovanile da umanisti di fama (come il Philodoxus di Leon Battista Alberti, la Chrysis di Enea Silvio Piccolomini, o, per il genere tragico, l'Achilles di Antonio Loschi), la maggior parte di questi testi, comici e tragici, sono opere di umanisti non di primo piano, e di conseguenza, secondo una discutibile tendenza di molti studiosi, non degne di particolare attenzione. In realtà proprio questa circostanza consente una valutazione più vasta e complessiva dell'importanza e della diffusione della cultura umanistica al di là delle punte di eccellenza costituite dalle élites intellettuali. La frequenza con la quale studenti e maestri universitari si dedicavano alla scrittura teatrale dà la misura di una pratica diffusa e di un ampio interesse per le tematiche teatrali, ancor prima delle rappresentazioni di Plauto e Terenzio volgarizzati durante i festivals ferraresi. Si tratta dunque di un fenomeno letterario (e teatrale) di notevole importanza, come dimostrano la grande quantità dei testi che ci sono pervenuti e l' abbondante tradizione manoscritta che li tramanda.
In particolare i contatti e gli scambi culturali fra studenti di diverse provenienze hanno facilitato non solo la diffusione di testi comici fuori dall'Italia, ma anche la produzione comica da parte di umanisti non italiani. In generale la produzione comica umanistica si diffuse principalmente in Germania, nei Paesi Bassi e in Inghilterra, sia grazie all'interesse che gli Umanisti di tali paesi provavano per l'Umanesimo italiano, sia appunto grazie all'attività degli studenti che riportavano nei loro paesi di provenienza manoscritti di testi teatrali.
Se la diffusione delle opere di teatro è stata prevalente nell’Italia settentrionale e centrale, diversa è stata l’affermazione e l’evoluzione di questi scritti nell’Italia meridionale, che ha in Napoli il centro principale, se non quasi esclusivo, di irradiazione della cultura umanistica, sia pure in ritardo rispetto a quanto accade altrove. Come avviene in molti altri settori, la cultura napoletana non può prescindere da un rapporto con la più vasta relazione che Napoli ha con il mondo spagnolo. D’altronde, la cultura umanistica napoletana ha richiamato l’attenzione di molti studiosi producendo ricerche di prim’ordine, ma ciò non toglie che vi siano ancora spazi da affrontare con la certezza di conseguire risultati nuovi e originali utili certamente a meglio definire le caratteristiche di questa cultura e anche a capire, forse, perché l’esperienza teatrale a Napoli sia stata del tutto marginale nonostante il deciso ritorno alla tradizione classica in tanti altri generi letterari, quali la storiografia e la trattatistica, che proprio a Napoli, e nonostante l’iniziale ritardo della diffusione dell’Umanesimo, trovarono profondi motivi di approfondimento e di affermazione.
Per quanto concerne la ricerca linguistica relativa alle singole commedie umanistiche, essa è stata svolta solo parcamente. Per lo più taluni studiosi si sono limitati a indicare in appendice determinate caratteristiche tipologiche del lessico di alcune commedie, evidenziandone la matrice più o meno classica: si veda ad esempio l’edizione di Lucia Cesarini Martinelli della Philodoxeos fabula di L.B. Alberti, oppure le ricerche di Paolo Viti sulla lingua di Ugolino Pisani. Manca però uno studio di insieme, che caratterizzi (per autore, per aree geografiche, per periodi) la tipologia delle diverse ‘forme’ linguistiche. La lacuna non è stupefacente: si collega ad una ancor più generale lacuna, relativa alla conoscenza del latino umanistico nel suo insieme. Nonostante taluni studi programmatici, che riguardano però più la teoria della lingua che la ricognizione nella pratica linguistica (M. Tavoni, M. Regoliosi, S. Rizzo, F. Tateo), manca una vera ricostruzione dell’uso linguistico degli umanisti, piccoli e grandi.
Anche la lacuna rappresentata dalla mancanza di edizioni che aveva condizionato Stäuble è stata colmata molto parzialmente: negli ultimi decenni sono state pubblicate, in Italia e all'estero, edizioni critiche di un numero tutto sommato limitato di testi; si tratta però di edizioni di singole commedie o tragedie, alcune caratterizzate da un alto livello filologico, mentre altre risultano decisamente meno affidabili. Manca un'edizione complessiva, fondata su rigorosi e scientifici criteri filologici, che raccolga tutto il corpus e che consenta un'analisi degli elementi strutturali, linguistici, contenutistici e formali del genere. Anche sul piano della saggistica si avverte la mancanza di uno studio d'insieme che sostituisca, dopo quarant'anni, il volume, ancora fondamentale punto di riferimento, di Antonio Stäuble: non hanno certo l'ambizione di sostituirlo le raccolte di articoli dedicate all'argomento pubblicate da Paolo Viti e da Stefano Pittaluga; ma ovviamente uno studio complessivo sarà realizzabile soltanto quando potremo disporre dell'edizione completa del corpus. <<<