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PROGRAMMA DI RICERCA
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Unità di Ricerca
Programmi di ricerca simili:
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- 3 - Monumenti epigrafici e letterari del medioevo iranico, centrasiatico e indiano: filologia e lessicografia.
Classificazione scientifico-disciplinare
- Area scientifico disciplinare: Scienze dell'antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche
- Area scientifico disciplinare: Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche
Classificazione geografica
- Regione: Lazio
Parole Chiave
BIZANTINO, INNOGRAFIA, MUSICA, MANOSCRITTIPer un Corpus dei manoscritti innografici bizantini "antiquiores"
Università degli Studi di Roma "Tor Vergata"Abstract
Il progetto di ricerca si propone di offrire la descrizione dei più antichi manoscritti greci liturgico-musicali d'età bizantina giunti sino a noi: l'obiettivo è quello di fornire una dettagliata analisi testuale, materiale, semiografico-musicale e paleografica dei singoli testimoni manoscritti presi in esame. Il fine ultimo è quello di creare un'ampia base di dati elettronica relativa ai manoscritti innografici antiquiores, con il censimento di molte migliaia di manoscritti conservati presso biblioteche e musei di tutto il mondo (relativamente a codici datati o databili entro l'anno Mille), e ospiterà inoltre la descrizione analitica di diverse centinaia di codici. Ciò è finalizzato: a) a consentire finalmente di avanzare nello studio storico dell'origine e dell'evoluzione delle singole collezioni innografiche (Paracletica, Triodio, Pentecostario, Menei, ecc.); b) a permettere un'agevole euristica della tradizione manoscritta per le svariate centinaia di inni antichissimi che sono ancora inediti; c) a livello paleografico-musicale, a produrre un avanzamento nello studio delle più antiche forme di notazione musicale bizantina. <<<Coordinatore Scientifico del Programma di Ricerca
Francesco D'aiuto Università degli Studi di ROMA "Tor Vergata"Obiettivo del Programma di Ricerca
Il fine ultimo è quello di creare un'ampia base di dati relativa ai manoscritti innografici antiquiores, che possa, in un prossimo futuro, costituire il punto di partenza per ricostruire la struttura più antica dei singoli libri liturgico-innografici della Chiesa bizantina (Triodio, Pentecostario, Paracletica, Meneo, Irmologio, ecc.). Il lavoro di descrizione sarà il primo passo per poter tracciare le linee evolutive delle singole collezioni-contenitore innografiche, circa la cui facies primitiva si sa, a tutt'oggi, molto poco. Lo studio è inoltre finalizzato: a permettere un'agevole euristica della tradizione manoscritta per le svariate centinaia di inni antichissimi che sono ancora inediti; e, a livello paleografico-musicale, a produrre un avanzamento nello studio delle più antiche forme di notazione musicale bizantina. <<<Risultati parziali attesi
Il risultato principale della ricerca consiste in una base di dati relativa ai manoscritti innografici antiquiores, che possa, in un prossimo futuro, costituire il fondamentale punto di partenza per ricostruire la struttura più antica e la storia dei singoli libri liturgico-innografici della Chiesa bizantina (Triodio, Pentecostario, Ottoeco-Paracletica, Menei, Irmologio, ecc.). Ricadute positive importanti si potranno avere anche sulla conoscenza storica delle più antiche notazioni (o "quasi notazioni") musicali bizantine, della loro diffusione e storia. I dati raccolti nel data-base potranno essere, inoltre, ulteriormente impiegati per molti obiettivi diversi, come per esempio: 1) a fini di ricerca paleografica-codicologica; 2) per la ricerca filologica (in particolare, per allestire edizioni dei numerosi testi inediti che saranno reperiti); 3) per ricostruzioni storico-culturali complessive (ad esempio, in relazione al ruolo della produzione di poesia liturgica su base locale, nelle diverse regioni bizantine e post-bizantine; in relazione al rapporto fra innografia e altre forme letterarie, per fasce cronologiche; ecc.). <<<Durata
24 mesiBase di partenza scientifica nazionale o internazionale
Fra i manoscritti greci medievali, quelli innografici sono forse una delle categorie meno studiate. Sono spesso liquidati troppo frettolosamente nei cataloghi sommari, non di rado con la semplice indicazione della tipologia di libro liturgico rappresentato (e talora persino con indicazioni erronee, o con diciture non aggiornate). Ma anche nei cataloghi analitici sono in molti casi descritti solo con riguardo agli inni «maggiori» (contaci e canoni), omettendo gli elementi di innografia «minore» (sticheri, catismi, apolitici, ecc.); oppure, sono descritti «al risparmio», evidenziando solamente la presenza di testi diversi rispetto a un'eventuale edizione a stampa di riferimento. Anche a livello di cataloghi speciali, va rilevato come non esistano a tutt'oggi esempi validi di catalogazioni dedicate agli aspetti testuali dell'innografia; e, d'altro canto, i cataloghi di manoscritti «musicali» si rivolgono in maniera privilegiata ai soli codici con notazione musicale, e sono spesso insufficienti nell'analisi degli aspetti testuali dei testimoni.Fra l'altro, lo stato embrionale della ricerca si riflette nella mancanza di uno strumento euristico complessivo, quale può essere un mero spoglio dei manoscritti innografici più antichi per ciascuno dei libri innografici bizantini: non sappiamo dire, così, neppure quali siano i più antichi testimoni di ciascuna collezione, o definire un quadro d'insieme dei materiali. Urge dunque un primo censimento che porti ad un checklist almeno provvisorio.
La conoscenza imperfetta di questi materiali si riflette nella genericità delle affermazioni correnti rispetto all'origine della facies attuale di ciascun libro liturgico: vanno verificate le asserzioni, più volte ripetute, per cui lo stato attuale di Triodio e Pentecostario risentirebbe dell'opera di Teodoro e Giuseppe Studiti; o quello dell'Ottoeco/Paracletica della sistemazione operata dagli innografi palestinesi Cosma di Maiuma e Giovanni Damasceno. Del tutto sconosciuta è poi gran parte della produzione innografica più antica, non rimasta nell'uso perché rimpiazzata per larga parte dalle composizioni di VIII-IX secolo e oltre. Tale produzione è però ancora rintracciabile, almeno in parte, per due vie: a) dai testimoni antichi, spesso di origine orientale, che vanno via via affiorando negli ultimi anni: ne è particolarmente ricca la collezione dei «nea euremata» (nuovi ritrovamenti) del Monastero di Santa Caterina al Sinai, ma molti sono anche testimoni sparsi in collezioni manoscritte orientali, che finora non sono stati valorizzati e indagati; b) mediante il confronto con le tradizioni orientali, che spesso conservano in traduzioni antichissime testi greci scomparsi, o mal testimoniati: studi più o meno recenti, quali quelli di Charles Renoux per il versante armeno e georgiano, o di Christian Hannick per il versante slavo, spingono a ritenere che la comparazione con gli altri ambiti orientali possa risultare particolarmente illuminante per chiarire struttura primitiva e contenuto dei libri liturgici bizantini, e antichi ambiti di circolazione delle singole facies ricostruibili.
Bibliografia minima: lavori d'insieme sull'innografia bizantina e studi su testimoni antichi di singoli libri liturgici:
- E. Wellesz, «A History of Byzantine Music and Hymnography», Oxford, Clarendon Press, 19612
- H. Husmann, «Hymnus und Troparion. Studien zur Geschichte der musikalischen Gattungen von Horologion und Triopologion», in «Jahrbuch des Staatlichen Instituts für Musikforschung, Preuβischer Kulturbesitz» (1971), pp. 7-86.
- C. Hannick, «Le texte de l’oktoéchos», in «Dimanche. Office selon les huit tons. Oktoechos», Chevetogne, Éditions de Chevetogne, 1972 (La prière des Églises de rite byzantin, 3), pp. 37-60.
- J. Raasted, «The Princeton Hirmologion Palimpsest», in «Cahiers de l'Institut du Moyen Age Grec et Latin [de l']Université de Copenhague» 62 (1992), pp. 219-232 e 2 tavv.
- P. Géhin - S. Froyshov, «Nouvelles découvertes sinaïtiques. À propos de la parution de l'inventaire des manuscrits grecs», in «Revue des études byzantines» 58 (2000), pp. 167-184
- F. D'Aiuto, «L'innografia», in «Lo spazio letterario del Medioevo», III: «Le culture circostanti», dir. M. Capaldo [et al.], 1: «La cultura bizantina», a cura di G. Cavallo, Roma, Salerno ed., 2004, pp. 257-300
- J. Szövérffy, «A Guide to Byzantine Hymnography. A Classified Bibliography of Texts and Studies», Brookline, Mass.-Leyden 1978-1979 (Medieval Classics. Texts and Studies, 11-12).
Alcuni esempi di studi comparativi con le altre tradizioni orientali:
- C. Hannick, «Studien zu den griechischen und slavischen liturgischen Handschriften der Österreichischen Nationalbibliothek», Wien [...], R. Böhlaus Nachf., 1972 (Byzantina Vindobonensia, 6)
- A. Cody, «The Early History of the Octoechos in Syria», in «East of Byzantium: Syria and Armenia in the Formative Period», ed. by N.G. Garsoïan, Th.F. Mathews and R.W. Thomson, Washington, D.C., Dumbarton Oaks Research Library and Collection, 1982 (Dumbarton Oaks Symposium 1980), pp. 89-113
- Ch. Renoux, «Le iadgari géorgien et le šaraknoc‘ arménien», in «Revue des études arméniennes», n.s. 24 (1993), pp. 89-109
- «Les hymnes de la Résurrection», I: «Hymnographie liturgique géorgienne. Textes du Sinaï 18», trad., introd. et annotation par Ch. Renoux, Paris, Cerf, 2000 (Sources liturgiques, 3)
- C. Hannick, Das Altslavische Hirmologion. Edition und Kommentar, Freiburg i.B., U.W. Weiher, 2006 (Monumenta linguae slavicae dialecti veteris. Fontes et dissertationes, 50)
- Das byzantinische Eigengut der neuzeitlichen slavischen Menäen und seine griechischen Originale, erarbeitet von T. Plank und C. Lutzka, hrsg. von C. Hannick, 3 voll., Paderborn, F. Schöningh, 2006 (Patristica Slavica, 12) (Abhandlungen der Nordrhein-Westfälischen Akademie der Wissenschaften, 112)
Euristica dei manoscritti greci:
- «Répertoire des bibliothèques et des catalogues de manuscrits grecs de Marcel Richard», 3 éd. ... par J.-M. Olivier, Turnhout, Brepols, 1995 (Corpus Christianorum)
- «Byzantinische Zeitschrift» (spoglio della «Bibliographische Abteilung», al punto 2, per gli anni 1995-2006)
- «Scriptorium» (spoglio della bibliografia corrente della rivista per gli anni 1995-2006)
- R.E. Sinkewicz, «Manuscript Listings for the Authors of the Patristic and Byzantine Period», Toronto 1992 (Greek Index Project Series, 4)
Incipitari, e repertori di testi innografici inediti:
- H. Follieri, «Initia Hymnorum Ecclesiae Graecae», Città del Vaticano, Biblioteca Apostolica Vaticana, I-V/2, 1960-1966 (Studi e testi, 211-215bis)
- E. Papaeliopulu-Fotopulu, «Tameion anekdoton Byzantinon asmatikon kanonon, seu Analecta Hymnica Graeca e codicibus eruta Orientis christiani», I: «Kanones Menaion», Athenai, Syllogos pros diadosin ofelimon biblion, 1996
- D. Stratigopulos, «Anekdotoi byzantinoi asmatikoi kanones. Diorthoseis kai prosthekes», in «Byzantina» 20 (1999), pp. 253-266
Edizione standard (romana) dei libri liturgici greci:
- «Euchologion to mega [...]», Roma 1873
- «Horologion to mega [...]», Roma 1876
- «Triodion katanyktikon [...]», Roma 1879
- «Pentekostarion charmosynon [...]», Roma 1883
- «Parakletike, etoi Oktoechos he Megale [...]», Roma 1885
- «Menaia tou holou eniautou [...]», I-VI, Roma 1888-1901
Edizioni scientifiche:
- S. Eustratiadis, «Theotokarion», I, Chennevières-sur-Marne, L’Ermitage, 1931 (Hagioreitike Bibliotheke, 7-8)
- S. Eustratiadis, «Heirmologion», Chennevières-sur-Marne, L’Ermitage, 1932 (Hagioreitike Bibliotheke, 9)
- E. Follieri, «Un Theotocarion marciano del sec. XIV (cod. Marciano cl. I, 6)», in «Archivio Italiano per la Storia della Pietà» 3 (1962), pp. 37-227
- «Analecta Hymnica Graeca e codicibus eruta Italiae inferioris», I. Schirò consilio et ductu edita, I: «Canones Septembris», [cur.] A. Debiasi Gonzato, Roma, Istituto di Studi Bizantini e Neoellenici, Università di Roma, 1966; II: «Canones Octobris», [cur.] A. Debiasi Gonzato, 1979; III: «Canones Novembris», [cur.] A. Kominis, 1972; IV: «Canones Decembris», [cur.] A. Kominis, 1976; V: «Canones Januarii», [cur.] A. Proiou, 1971; VI: «Canones Februarii», [cur.] E. Tomadakis, 1974; VII: «Canones Martii», [cur.] E. Tomadakis, 1971; VIII: «Canones Aprilis», [cur.] C. Nikas, 1970; IX: «Canones Maii», [cur.] C. Nikas, 1973; X: «Canones Iunii», [cur.] A. Acconcia Longo, 1972; XI: «Canones Iulii», [cur.] A. Acconcia Longo, 1978; XII: «Canones Augusti», [cur.] A. Proiou, 1980; XIII: «Initia et indices», [cur.] A. Armati, 1983
- E.I. Tomadakis, «Asmata tou Triodiou eranisthenta ek kodikon tes Kato Italias», I, en Athenais, Syllogos pros diadosin ofelimon biblion, 1995
- «Livre d’Heures du Sinaï», Introduction, texte critique, traduction, notes et index par sœur M. (L.) Ajjoub, avec la collaboration de J. Paramelle, Paris, Éditions du Cerf, 2004 (Sources chrétiennes, 486) <<<



